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PERCHE’ GLI PSICOLOGI SONO INFINITAMENTE PIU’ PERICOLOSI

DEI TEORICI DEL COMPLOTTO

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet.com

Hanno aiutato i regimi di tutta la storia a definire il sospetto sulle autorità come infermità mentale, proprio come fa John Gartner in Psychology Today

Secondo un articolo dello psicologo John Gartner apparso in Psychology Today, le persone inclini a pensare che gli uomini potenti possano mettersi insieme e programmare di mantenere ed aumentare il proprio potere, sono dei psicotici di tipo border line che costituiscono un vero e proprio pericolo per la società. In realtà centinaia di anni di storia ci insegnano che gli psicologi abitualmente aiutano i regimi autoritari a rafforzare politiche tiranniche ed inumane e a schiacciare l’opposizione politica definendo qualunque sospetto sulle autorità illegittime un’infermità mentale.

Come evidenziato nel nostro articolo di ieri, gli psicologi dell’Unione Sovietica erano abituati a soffocare la libertà di parola classificando lo scetticismo e l’opposizione politica come stati di malattia mentale, proprio come sostenuto nel grossolano pezzo di Gartner. Nella ex Unione Sovietica, gli psikhushkas — ospedali psichiatrici — erano usati dallo Stato come prigioni di isolamento per i prigionieri politici al fine di screditarne le idee e distruggerli sia mentalmente che fisicamente. Lo stato sovietico iniziò ad utilizzare gli ospedali psichiatrici nel 1939 come punizione del regime stalinista.

Secondo il Moscow Serbsky Institute, all’epoca, le “idee di lotta per la verità e la giustizia erano teorizzate da personalità con tendenze paranoiche”. Il trattamento di questa particolare forma di schizofrenia comprendeva varie forme di detenzione, elettroshock, torture elettromagnetiche, torture con radiazioni, iniezioni lombari, droghe quali narcotici, tranquillizzanti ed insulina, e percosse. Secondo Anne Applebaum, autrice di “Gulag: una storia”, almeno 365 persone insane, se non di più, sono state curate per “pazzia politica”.

La professione di psicologo fa la sua apparizione proprio sotto i regimi autoritari, come viene messo in luce nell’opera di Ulfried Geuter The Professionalization of Psychology in Nazi Germany. Sotto il Terzo Reich di Hitler i rapporti tra il regime nazista e gli psicologi erano stretti e reciprocamente vantaggiosi. Persone come lo psicologo nazista Robert Ritter, Ph.D. (v. immagine sopra) furono strumentali nella persecuzione delle minoranze e nel rafforzamento delle politiche eugenetiche.

“Dalla Germania nazista, Sud Africa, Russia ed ex – Yugoslavia fino ad arrivare all’Iraq, la psichiatria è stata e/o resta un attore chiave. Infatti, il matrimonio tra il governo e la psichiatria è stato contratto sin dalla nascita della psichiatria stessa” scrive Jan Eastgate, Presidente Internazionale della Commissione Cittadini per i Diritti Umani. “Nell’800 il Cancelliere di Ferro Otto von Bismarck, usò la psichiatria per influenzare le popolazioni per soddisfare I suoi sogni di conquista attraverso la guerra”.

Nel suo libro Dangerous Minds: Political Psychiatry in China Today and Its Origins in the Mao Era, che la critica ha definito “eloquente e convincente” in una recensione sul New York Times, l’autore Robert Munro afferma come gli psichiatri e gli psicologi continuino ad essere in primo piano nell’ambito del brutale sistema comunista cinese sull’attribuzione di malattie mentali a coloro che esprimono opinioni politiche negative nei confronti del partito governante.

Il libro rivela come “a partire dagli anni ’50 in poi i dissidenti cinesi che presentavano petizioni alle autorità venivano presi dalla polizia, esaminati dagli psichiatri e considerati insani da un punto di vista penale o, se mentalmente “normali”, designati come criminali da rinchiudere nelle carceri.”

Una definizione ufficiale della polizia cinese sui detenuti meritevoli di “custodia psichiatrica” citata da Munro nel suo libro, mette in luce un elenco di: persone che scrivono lettere contro il governo, fanno discorsi contro il governo o coloro che meramente esprimono opinioni su importanti questioni nazionali ed internazionali che potrebbero essere considerate anti-governative.

Ma l’uso degli psicologi nel perseguimento di politiche inumane non è da ascriversi prettamente e limitatamente ai regimi tirannici della prima metà XX secolo..

Alcune recenti rivelazioni sullo scandalo delle torture mettono in luce il ruolo degli psicologi nell’ambito di quelle che Physicians for Human Rights definisce “sperimentazioni umane illegali” e delle torture sui detenuti di Guantanamo, Abu Ghraib, Bagram e altri siti di detenzione americani.

“I professionisti del settore sanitario hanno partecipato ad ogni fase dello sviluppo, attuazione e giustificazione legale di quello che viene chiamato il “programma di torture segreto della CIA” sostiene il London Guardian.

I medici e gli psicologi hanno attivamente monitorato le tecniche di tortura praticate dalla CIA ed hanno contribuito alla valutazione della loro efficacia, “una violazione dei valori etici fondamentali” secondo l’American Medical Association nonché un abuso flagrante della convenzione di Norimberga del 1947 che vieta le sperimentazioni sugli uomini senza previo ed ufficiale consenso. Lo stretto legame della CIA con psicologi e psichiatri nella conduzione di pratiche di tortura illegali risale a decine di anni fa.

“Lo storico Alfred W. McCoy fa luce al riguardo nel suo ultimo libro ‘A Question of Torture’ ed in numerosi articoli ed interviste,” scrive Stephen Soldz. “Egli documenta ampiamente lo sforzo decennale da parte della CIA di usare le perizie psichiatriche per sviluppare forme di tortura tali da distruggere la personalità dei detenuti, rendendoli, presumibilmente, incapaci di trattenere le informazioni desiderate. Molte di queste tecniche sono state utilizzate durante la guerra del Vietnam e nelle varie campagne cosiddette “pacifiche a fronte di contro-insorgenza” supportate dagli USA nei paesi dell’America Latina negli anni ’70 e ’80.

Anche se il John Gartner di Psychology Today presenta un singolo esempio di “teorico del complotto” che espresse il suo favore perchè Alex Jones che entrasse nel Bohemian Grove armato di fucili e lo usa per avanzare l’affermazione secondo cui le “teorie del complotto” sono una delle minacce più grandi per la società, una letteratura documentata e datata centinaia di anni fa dimostra che psicologi, e particolarmente la loro tattica di classificare atteggiamenti di sospetto verso le autorità e teorie di complotto come “forme di malattia mentale”, hanno giocato un ruolo chiave nel preservare il potere di elite dittatoriali contribuendo alle loro pratiche inumane nel contrastare la libertà di parola o un’opposizione politica più che legittima.

Titolo originale: “Why Psychologists Are Infinitely More Dangerous Than Conspiracy Theorists “

Fonte: http://www.prisonplanet.com
Link
03.09.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA POMPEI

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Ci sono professioni utili e ci sono professioni inutili. Gli psicologi invece fanno parte delle professioni dannose. L’articolo ce lo ricorda

  • giosby

    Come si fa a pensare che una scienza come la psicologia sia di per sé inutile? O peggio dannosa?
    Qualunque scienza può essere utilizzata al servizio di una causa ingiusta, ma da qui a ritenere che tutta questa scienza sia da buttare via ne corre!
    Credo piuttosto che una conoscenza maggiore della psicologia manca in tutta la cultura generale.
    Infatti è vero che il potere utilizza questa scienza per sedurre e ipnotizzare i cittadini (vedi TV-Berlusconi o lo stesso recente articolo di Barnard che “ci permette di capire tutto”…) ma è anche vero che se i cittadini non conoscono affatto questa scienza e nutrono soltanto disprezzo per essa continuando a ignorarla e a snobbarla non potranno mai ACQUISIRE GLI STRUMENTI PSICOLOGICI per rendersi conto di essere MANIPOLATI dai più svariati poteri!

    Altro che scienza inutile!!!

  • zeppelin

    Appunto, la psicologia NON E’ UNA SCIENZA, bensì una disciplina.

  • giosby

    Proprio per niente!
    E’ una scienza giovane e molto controversa, dove si scontrano molteplici teorie.
    E’ molto difficile fare ricerca in psicologia perché mentre con altre scienze si può distinguere chiaramente il fenomeno osservato dall’osservatore, in psicologia l’oggetto della ricerca è l’essere umano e la sua psiche e pertanto il ricercatore è egli stesso soggetto e oggetto della ricerca.

    Questo la rende una scienza particolare, ma non certo una disciplina!

  • cardisem

    Si! Ho notato. Mi imbatto spesso in detrattori che non offrendo nessun argomento contro i miei argomenti, nessuna confutazione razionale che sarei molto lieto di poter ascoltare, giacché credo nell’utilità delle critiche che si ricevono, quando sono per davvero critiche, ebbene la buttano subito sul psicologico, psicanalitico e simili. Dico che è un’esperienza personale dalla quale per fortuna ho imparato a difendermi e a non lasciarmi ferire ed offendere, ma si può citare il caso del docente torinese che è stato sottoposto a vera e propria perizia psichiatrica per aver osato criticare Israele o la Shoah. Il docente ha dovuto procurarsi un suo consulente di parte per uscirne fuori. E raccontava come li sentiva gridare dall’esterno… Era un espediente per riuscire a licenziarlo dalla scuola.

  • giosby

    Un coltello può servire a tagliare il salame o a tagliare la gola a qualcuno.
    Ma non per questo vogliamo eliminare tutti i coltelli dalla faccia della terra!

    O no?

    🙂

  • Truman

    L’articolo mi sembra un po’ centrato male. Per quanto tutti gli intellettuali e tutti gli scienziati tendano a mettersi al servizio del potere (da questo punto di vista non è importante se la psicologia sia una scienza o meno), la psicologia non mi sembra spiccare particolarmente rispetto ad altre discipline, mentre la psichiatria, che nel testo compare più avanti in modo un po’ smorzato, è sempre stata strumento di repressione.

    Provo a spiegarmi meglio: se la psicologia è etimologicamente lo studio dell’anima (o più prosaicamente lo studio della mente) è la psichiatria che si occupa delle malattie mentali e delle loro conseguenze pratiche. Per esempio è lo psichiatra a decidere che una persona non è in grado di intendere e di volere e quindi deve essere sottoposta a trattamento coatto.

    Insomma ad un certo punto c’è un’invenzione fantastica (o balzana, dipende dai punti di vista) il potere inventa l’idea che l’anima si possa ammalare e su questa invenzione (la malattia mentale) emargina i dissidenti trasformandoli in devianti, li punisce rinchiudendoli in luoghi peggiori della carceri, li trasforma in sepolti vivi.

    Diceva Calvino che il vero inferno non sta in un altro mondo.
    “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.” – Italo Calvino ( Le città invisibili)

    Gli ospiti coatti dei manicomi hanno conosciuto il vero inferno. Per questo il potere ama i manicomi. Sono più efficaci delle carceri nel seminare il terrore tra i dissidenti.

  • Tonguessy

    La mia era una provocazione, ma ne posso parlare in termini meno estremi.
    Popper si è inventato il falsificazionismo in epistemologia proprio perchè si era indispettito per il fatto che l’ego (o qualsiasi altra funzione della psiche secondo i dettami della psicologia) non potesse essere confutato. Cioè se uno psicologo dice che l’ego esiste ed uno scettico dice che non esiste, esiste o non esiste? Qual’è la prova dell’esistenza dell’ego? Se mi dai la prova della sua esistenza (che vada al di là delle convenzioni scritte sui libri di psicologia) allora sono disposto anche a ritrattare. Sennò resto delle mie convinzioni.
    Il dibattito è aperto.

  • vic

    E se ci rinfrescassimo la memoria?

    Ci fu un certo Cameron, prestigioso psichiatra attivo in Canada’, il quale riceveva incarichi molto curiosi dal Pentagono statunitense. Le sue procedure, del suddetto Cameron, non erano per niente divertenti, anzi erano assai inquietanti.

    Per questi meriti acquisiti sul campo divenne presidente dell’ordine degli psichiatri Americani e poi di quelli mondiali.

    Questa e’ la storia della psichiatria.
    Apri gli occhi cittadino!

  • GMRiccardelli

    scientology

  • giosby

    Che esista l’ego o meno mi interessa poco! E’ quasi come parlare dell’esistenza di dio …

    Ma quello che è difficile negare è l’esistenza di sentimenti, passioni, umori etc. in una parola eventi psichici che tutti sperimentiamo a volte senza alcuna ragione apparente!
    Lo studio della psiche è l’oggetto della psicologia

    Ripeto: la materia è contorta, ma non è una buona ragione per far finta che i fenomeni non esistono perché non si riescono a capire!

    http://xoomer.virgilio.it/vvolpi/it/autismo.html#cap8

  • giosby

    La psichiatria ha indubbiamente causato parecchi danni! Il concetto di base è quello di curare la malattia psichica, che purtroppo esiste, con i farmaci o anche altre torture come l’elettrochock …

    Esistono tuttavia anche correnti di anti-psichiatria che hanno premesso, tra l’altro, la chiusura dei manicomi.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Antipsichiatria

    Tra questi mi piace particolarmente Ronald Laing con i suoi NODI
    http://www.oikos.org/nodihome.htm :

    Stanno giocando a un gioco. Stanno giocando a non

    giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare,

    infrangerò le regole e mi puniranno.

    Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco.

  • Tonguessy

    Ma se non ti interessa l’ego perchè difendi così appassionatamente la psicologia? E’ come un ateo che difende il cristianesimo quando qualcuno ne elenca i crimini.
    Per il resto dai delle spiegazioni che non reggono. Siamo macchine elettrochimiche. Possiamo chiamare tutto questo con i nomi più strampalati che esistano (sentimenti, passioni, umori) ma si tratta sempre di elettrochimica. Se non fosse così esisterebbe l’ego, il’es, il superio e via dicendo. Ma allora bisogna prima dimostrane l’esistenza. In mancanza di dimostrazioni mi sento autorizzato a dichiarare la psicologia una professione deleteria perchè fondata sul nulla

  • giosby

    Il problema è che NON SIAMO “macchine elettrochimiche”!
    Per il semplice motivo che non siamo macchine!
    Il dramma della psicologia è che molti pseudo-psicologi e soprattutto psichiatri vorrebbero studiare l’essere umano con i parametri che si usano per le macchine.
    Ecco perché se tu vedi qualcuno che dice che l’ego è soltanto una categoria inventata da qualche psicologo primordiale perdi subito il senso dell’orientamento …
    Non siamo macchine!

  • Tonguessy

    Dici che non abbiamo impulsi eletrici e reazioni chimiche? E cos’è che ci fa vivere ed interagire con il mondo allora?
    Se non siamo macchine elettrochimiche di una complessità stupefacente, cosa siamo?
    Eppoi non hai risposto alla mia prima domanda : perchè difendi così appassionatamente la psicologia se non ne te frega niente dell’ego, es, superio e compagnia bella?

  • Galileo

    …basta saperli leggere…

  • Galileo

    …e a quel figlio di buona discendenza….+ il Milton Friedman di turno….Io non sono mai riuscito a capire perchè Hemingway si sottopose ad electroshock e poi si uccise. Qualcuno sa darmi una spiegazione o per lo meno una intuizione?

  • giosby

    certo che siamo materia e ogni movimento comporta un’azione chimica e fisica

    MA

    siamo prima di tutto animali

    con necessità biologiche

    che nella prima parte della vita necessitano per lungo tempo di cure parentali

    esistono interessi economici che INTERFERISCONO con questi BISOGNI PRIMARI causando la MALATTIA MENTALE

    Mi interessa studiare e approfondire questi aspetti sociali e il loro rapporto con il singolo individuo nel suo contesto

    E’ abbastanza facile addestrare un cane ad essere aggressivo

    Non è molto più difficile crescere nel nostro mondo perennemente incazzati

    Le distinzioni della psiche in es, ego e super-ego servono più che altro a scrivere articoletti o a redigere qualche test per allampanati sui rotocalchi , ma non aiutano a capire la realtà.

    Mentre l’indagine sui nostri bisogni, sul nostro benessere può realmente essere uno strumento per vivere meglio.

    Nonostante tutti gli attentati al nostro equilibrio che subiamo quotidianamente.

  • maumau1

    la società degli psichiatri americani fino all’anno scorso aveva appunto rilanciato proponendi di definire psicolabile e quindi potenzialmente malato psichiatrico chiunque non accetti le verità stabilite dal governo sui fatti avvenuti,tipo 11settembre,motivi dell’attacco adll’Iraq..omicidio kennedy(li diventa un pò difficile essendoci state due commissioni la Warrennel 64 che accusò solamente una persona Oswald,la seconda nel 76 l’HSCA di nomina parlamentare che optò per la cospirazione… http://it.wikipedia.org/wiki/Assassinio_di_John_F._Kennedy quindi se eravamo nel 70 eri complottista ma nel 77 se pensavi che fosse una cospirazione non lo eri…sebbene quasi tutti ignorano questa seconda commissione per cui oggi chi afferma che fu cospirazione viene preso per complottista e quindi da qualcuno come malato)

    cosi’ come si dovrebbe negare l’sistenza dei cartelli ed allora l’antitrust che commina multe periodiche a petrolieri,assicuratori,telefonia,dovrebbero essere tutti malati di mente…

    ovviamente il rischio che ti potrebbero licenziare o impedire l’accesso ai lavori nonchè internare….

    ciao

  • Frigo

    Dacia Maraini: “In che consiste questo metodo nuovo per quanto riguarda i cosiddetti malati psichici?”

    Dr. Giorgio Antonucci: “Per me significa che i malati mentali non esistono e la psichiatria va completamente eliminata.”

    — Intervista a Giorgio Antonucci, 1978.
    http://web.archive.org/web/20080412214133/http://www.oism.info/it/terapia/prassi/dacia_maraini_intervista_antonucci.htm

    “Antonucci ed io ci troviamo a sottolineare aspetti diversi di uno stesso punto di vista generale. Diciamo che se stessimo descrivendo una casa di sei o sette stanze io potrei soffermarmi sull’importanza di una stanza invece che di un’altra, ma siamo d’accordo sulla casa nel suo insieme: in questo caso che la casa è tutta da demolire.”

    — Prof. Thomas Szasz, MD.
    http://web.archive.org/web/20080412214133/http://thomas-szasz.oism.info/

    Quando si guardava all´essenza del problema:

    “I sintomi sono l’urlo degli organi sofferenti” G.B. Morgagni (1682-1771)

  • castigo

    gli uomini hanno sviluppato la consapevolezza di sé.
    quando lo faranno anche le macchine, probabilmente arriverà terminator……

  • Galileo

    Nè di fisica, nè di chimica ti parlo io quando mi riferisco agli ”impulsi” (di un certo tipo chiaramente). Gli impulsi di cui ti parlo io sono quelli che i vari “giochi di ruolo” (chiamamoli così per ora) impongono con il solo accettare di farci parte.

    Io ho osservato bene cosa succede su di un autobus quando squilla un telefono qualsiasi! Scattano tutti a guardare se è il proprio telefono (tanto le suonerie si assomigliano tutte)…un impulso…non una decisione se vogliono o no rispondere al telefono…e così come questi nè hai sparsi per tutto il mondo, la rete stessa ti obbliga a determinati “impulsi”.

    Per quello che concerne che siamo animali, sono perfettamente d’accordo con te, e non hai mai che scordarselo.

    A me semplicemente me importa una **** di come vogliono distinguere la mia spiche, che facciano pure, che ci scrivano quello che vogliono…se posso li contesto.

  • Truman

    Progetto MKULTRA [it.wikipedia.org]
    Donald Cameron [en.wikipedia.org] (eng)

  • Tonguessy

    Non penso di essere in diasaccordo, in linea generale. Non capisco ancora la tua difesa della categoria degli psicologi, ma tant’è….Resta solo da definire cosa significhi “vivere meglio”. Possedere l’iphone? Pescare trote? Ammazzare afgani per difendere l’onor patrio? Fare zazen per una settimana?

  • giosby

    Io non difendo la categoria degli psicologi!
    Essendo anch’io psicologo (non si era capito?) so bene che le storture in questa professione sono praticamente infinite …

    Ma si può onestamente difendere una categoria?

    I medici? Gli avvocati? I giudici? I biologi?

    Tuttavia non si può dire che la medicina sia dannosa, una scienza da eliminare totalmente!
    Anche se molte volte i farmaci e i medici causano danni terribili …

    Lo stesso vale per la psicologia, una scienza ancora alla ricerca di una propria identità.

    Che significa “Vivere meglio”?
    Sentirsi capaci di amare e sentirsi amati in una condizione di vita sufficientemente confortevole.

    Il limite di questo “sufficientemente confortevole” poi è ampiamente discutibile.
    Iphone, tv, auto etc non sono compresi nella sufficienza, ma sono decisamente oltre.
    Ritengo che una vita affettivamente gratificante sia molto più preziosa di un lusso sfrenato

    Ne è la prova che non sono poi così rari i casi di suicidio tra i ricchi e i benestanti …

  • Tonguessy

    Non vedere quello che ho scritto come un attacco alla tua persona. Esistono le terribili storie della cristianità, ma esistono anche preti che interpretano i vangeli in modo da tentare di rendere la terra un posto ospitale per tutti. Parola di mangiapreti. In realtà credo che stiamo dicendo le stesse cose, solo descrivendole da prospettive diverse. I linguaggi specialistici sono fuorvianti, pretendono di descrivere meglio determinati aspetti della realtà rispetto al linguaggio di ogni giorno dimenticando che la realtà è solo una convenzione semantica e non identifica nulla di preciso.
    Hai ragione ad equiparare psicologi ad avvocati e medici. Stranamente però non li hai equiparati ai fabbri e ai falegnami. Mi sai dare una spiegazione? Io una spiegazioncina ce l’avrei……

  • Coscienza_di_classe

    Vorresti dunque mettere in dubbio l’intera architettura freudiana?

  • giosby

    Niente di personale, chiaro!
    Sul linguaggio sono perfettamente d’accordo.

    In effetti la psicanalisi dovrebbe essere una scienza alla portata di tutti e non per specialisti che sembrano più bravi quanto più sono incomprensibili!
    Quanto a fabbri e falegnami, anch’io scrivendo avevo pensato ad altre categorie, come operai ed impiegati … ma poi ho lasciato correre, pensando si potesse sorvolare.
    Ma considerando che tu sei molto attento (bravo!) forse possiamo notare che il lavoro manuale è immediatamente verificabile, cioè se un falegname fa una sedia che non sta in piedi lo notiamo subito, mentre un dottore …
    Chissà?

    Ciao

  • Tina

    Buongiorno a tutti,

    è davvero scandaloso che venga utilizzato l’aiuto dato ai regimi repressivi per gettare fango su di una professione. Sarebbe come dire che, visto che nelle torture da sempre è presente un medico, allora bisogna chiudere tutti gli ospedali!

    Forse a Paul Joseph Watson bisogna ricordare che, nel mondo occidentale, la follia è stata curata attraverso torture e isolamento, che nel lungo periodo dell’inquisizione i folli, alla stregua degli eretici, avevano come destino la punizione e il rogo, e che è a partire dalla rivoluzione scientifica che comincia la lenta risalita del malato mentale, se non altro attraverso il riconoscimento che la sua non è una colpa da cancellare con l’isolamento, la tortura o addirittura la morte, ma che esistono “cause organiche e fisiologiche”.

    E che sarà Adolf Meyer, infine, che parlerà dell’influenza, sui disturbi mentali, di avvenimenti personali e sociali, e che quindi i sintomi hanno un significato.

    Un malato che, comunque, era ancora considerato “corpo passivo”, fino all’avvento della “terapia della parola” che, finalmente, tramuta la presenza del “malato” in presenza attiva e partecipe!

    Prima di sparare sugli psicologi, occore ricordare il lungo percorso che, in Italia, ha dovuto fare il “malato mentale” persino per avere diritto al lavoro (in Italia, Repubblica fondata sul lavoro! – vedi 1° articolo della ns. Costituzione) e vedere se la cultura della “interiorità” non sia ancora oggi considerata tutta da buttare in quanto inutile, come è inutile (quindi da buttare?) l’uomo che non produce, visto che il valore è la merce, il denaro, e mai la persona!

    Tina

  • Alessandra Mazzilli

    Articolo stupendo e pienamente condiviso, grazie, la battaglia contro di queste istituzioni dovrebbe essere infinitamente più forte. Ma è risaputo: attacca il sistema e vorranno metterti su un rogo.