Per la prima volta scioperano i lavoratori di Amazon in Italia

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Quella di oggi è una giornata a suo modo storica. Oggi è infatti la giornata del primo sciopero nazionale dei dipendenti della filiera Amazon in Italia. A scioperare sono circa 30mila lavoratori, tra cui 9500 lavoratori di magazzini e hub afferenti al contratto nazionale di logistica. I sindacati inoltre nei giorni scorsi hanno invitato a boicottare la multinazionale e non effettuare nessun acquisto per 24 ore.

La protesta arriva in seguito all’interruzione nella trattativa per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, come evidenzia l’agenzia AGI. I lavoratori chiedono aumenti retributivi, riduzione dell’orario di lavoro dei driver, una verifica dei turni di lavoro, così come dei carichi e dei ritmi di lavoro a cui i lavoratori sono costretti. Inoltre i dipendenti Amazon chiedono il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza, l’indennità Covid.

“È importante che Amazon incrementi le proprie attività in Italia, ma non è sufficiente offrire occasioni di lavoro – ha affermato Tania Sacchetti, della segretaria confederale Cgil, secondo quanto riporta l’agenzia AGI – abbiamo ancora problemi insostenibili di carichi, di tempi, di eccessiva precarietà lavorativa”.
“In un’azienda con quel tipo di fatturato – continua – è giusto costruire un sistema di relazioni che riconosca ai lavoratori un premio di risultato e condizioni contrattate. Ossia relazioni sindacali stabili. Non è facile chiedere oggi ai lavoratori di scioperare, ma combattere e rivendicare diritti per la propria dignità è l’unica strada possibile per affermare il diritto a un lavoro di qualità”.

L’Unione Sindacale di Base (USB) scrive: “Nel 2020 il fatturato di Amazon è cresciuto del 30%. Per i lavoratori, invece, l’unico aumento è stato quello dei carichi di lavoro: tutto ciò è avvenuto con la complicità dei sindacati concertativi.

Il 22 marzo è sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti Amazon per:

39 ore settimanali per tutti
Reali aumenti retributivi
No al rimborso dei danni e delle franchigie dei mezzi a carico dei drivers
No al controllo ossessivo dei lavoratori attraverso telecamere e satellitari
Stabilizzazione dei moltissimi lavoratori precari”.

Lo sciopero della filiera Amazon viene salutato con favore anche nel mondo intellettuale. Scrive a tal proposito il professor Paolo Desogus: “Oggi i lavoratori di Amazon e di tutta la filiera italiana del colosso americano sono in sciopero per chiedere migliori condizioni. ?Si tratta di una lotta importante, anche perché si svolge in un contesto dove la conflittualità sindacale è da tempo ai minimi termini. Mi auguro dunque che a partire dallo sciopero di Amazon inizi una nuova stagione che restituisca ai lavoratori il ruolo di guida contro il capitale e il suo strapotere”.

La protesta dei lavoratori italiani ha incassato la solidarietà dei colleghi statunitensi. Attraverso un videomessaggio i lavoratori Amazon dell’Alabama hanno fatto sapere ai dipendenti italiani: “Siamo dalla vostra parte”.

Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-per_la_prima_volta_scioperano_i_lavoratori_di_amazon_in_italia/39130_40338/

Pubblicato il 22.03.2021

2 Commenti
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Holodoc
Holodoc
23 Marzo 2021 11:10

Sono mesi e mesi che gli addetti al facchinaggio sono in agitazione, vessati dalle forze dell’ordine che difendono i padroni (anche se sono cinesi e collusi con la Ndrangheta).

Bologna ad inizio anno:
https://soccorsorossoproletario.noblogs.org/post/2020/12/10/operaie-ed-operai-multati-per-lo-sciopero-allinterporto-di-bologna/

Prato un mese fa circa:
https://www.toscanaoggi.it/Edizioni-locali/Prato/Prato-scioperi-e-presidi-di-operai-pachistani-davanti-alle-aziende-cinesi

Però i titoloni li fa solamente Amazon. Nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli…

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  Holodoc
23 Marzo 2021 15:38

I “titoloni” si fanno solo se ci sono in mezzo i “tre dell’ave maria”, che mi sa si siano mossi solo per recuperare un minimo di credibilità ed un poco di “confidenza” con amazon…..