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PER BUSH CI VORREBBERO DELLE IDEE VERAMENTE MALVAGE

DI MURIEL GRAY

Ben lungi dall’essere il presidente USA degli ultimi 40 anni più positivamente incline verso l’Africa, come sostiene Bob Geldof, l’inquilino della Casa Bianca rappresenta invece l’ostacolo maggiore che si oppone alla ricerca di un’equa soluzione per le nazioni più povere del mondo.

Leggere l’elenco delle persone e delle organizzazioni che sostengono l’iniziativa Make Poverty History crea una sensazione di benessere simile a quando si fa un bel bagno caldo. Sapere che qui ci sono quasi tutti è commovente, ci sono Marxisti, Gesuiti, gruppi mussulmani, organizzazioni caritatevoli particolari, umanisti, battisti, siks, studenti, propagandisti anti-nucleari, si ha la piacevole sensazione che almeno su questo punto siamo tutti d’accordo: abbasso la povertà! Si, proprio così.

Se le cose stessero effettivamente così, ammettendo che ciò valga sia per i governanti che per la gente che si è mobilitata e che vuole contare, allora il problema che abbiamo di fronte sarebbe costituito semplicemente da un’opera di convinzione e da un cambiamento delle abitudini necessari per mettere in atto strategie efficaci che riescano a fare breccia nella complessa situazione politica che vede morire i bambini africani su scala biblica. Siamo tutti d’accordo che il compito non è né semplice né facile, però, ehi, siamo tutti qui assieme, pienamente consapevoli di volere che la povertà finisca. Chi mai non potrebbe essere d’accordo? Se la povertà esiste ancora è perché non abbiamo ancora capito bene cosa fare per poterla eradicare.

Ma, e se non fosse vero? Se la povertà non fosse causata solo da incompetenza, corruzione e indifferenza? Se fosse il risultato di un disegno economico globale premeditato?

Veramente sarebbe una cosa tremenda, perché in tal caso nessuna manifestazione di massa, come il prossimo raduno di LIVE 8 a Edimburgo, potrebbe ottenere un qualche effetto, dal momento che i responsabili non solo non proverebbero nessuna vergogna per il flagello della povertà, ma anzi si compiacerebbero con se stessi per il modo con cui sono riusciti a impedire la creazione di ricchezza nei paesi interessati dai loro piani finanziari. Ma chi può essere così malvagio, specialmente sotto la luce dei riflettori delle manifestazioni pubbliche contro la povertà?

Bob Geldof è stato citato dal Guardian quando ha detto: “Potete pensare che io non sia in me quando affermo che l’amministrazione Bush, dai tempi di Kennedy, è la più radicale, in senso positivo, nell’affrontare i problemi dell’Africa.” Allora dobbiamo escludere gli USA. Che sollievo, dal momento che si tratta di coloro che hanno in gestione il mondo. Però forse Bob si riferiva a qualche altra amministrazione Bush, che noi non conosciamo, forse esistente in qualche altra dimensione spazio-tempo.

Deve essere così, perché quella di adesso, finanziata dalle compagnie farmaceutiche multinazionali, è a favore di una linea particolarmente dura per quanto riguarda i brevetti farmaceutici in Africa. Come stanno le cose oggi le ditte si arricchiscono, perché gli stati africani sono costretti a comprare le medicine a caro prezzo, non potendole produrre da sole. Inoltre è interesse delle ditte che la povertà venga mantenuta, perché così lo stato di malattia, delle epidemie, in una parola la salute pubblica, non migliora e rimane inalterata la necessità di grosse spese farmaceutiche. Quando, due anni fa, Bush si è consultato con le ditte farmaceutiche per stabilire quale doveva essere il livello di aiuto all’Africa che avrebbe potuto cambiare la richiesta di medicinali danneggiando i loro profitti, si deve essere trattato di qualcun altro.

Non deve essere stato nemmeno lo stesso Bush la cui campagna elettorale ha tratto enormi benefici dalle grosse donazioni delle lobby agricole americane, le quali così si erano assicurate che il granoturco americano poteva essere venduto sui mercati internazionali all’80 per cento del loro costo di produzione e il grano a uno strabiliante 54 per cento. In questo modo si poteva essere sicuri che gli agricoltori africani mai e poi mai avrebbero potuto competere ad armi pari sul mercato internazionale.

Lasciamo perdere il coinvolgimento USA in paesi ricchi di petrolio come la Nigeria, dal momento che le tremende e duplici manipolazioni dei rappresentanti governativi e delle ditte internazionali non possono essere state causate chiaramente dai gentili rappresentanti di Bush visto il loro “positivo” atteggiamento verso l’Africa. Non possiamo nominare nemmeno l’influenza USA in seno al Fondo Monetario Internazionale quando si tratta di paesi nei quali hanno interessi finanziari diretti. Per carità, no!

La politicizzazione dei nostri giovani da parte di Geldof, con eventi musicali internazionali, è un esempio di genio culturale moderno, però pensare di cambiare qualcosa solo con le proteste non tiene conto del fatto che la controparte non è costituita da semplici politici incompetenti animati da buone intenzioni, ma, al contrario, da gente apertamente contraria alla sua ideologia. E non stiamo parlando soltanto di gente ricca e potente, ma anche di gente spietata, amorale, pericolosa e piena di inventiva. Come Bush sia riuscito a convincere Geldof che egli non faccia parte di quella schiera rimane al di fuori di ogni comprensione.

Non c’è alcun dubbio che i rappresentanti del G8, compresi i nostri governanti, abbiano già escogitato una qualche risposta da dare alle prossime manifestazioni, e che abbiano anche preparato una qualche concessione simbolica, da mettere in conto delle pubbliche relazioni, per fare in modo che i dimostranti abbiano la sensazione di “avere fatto la differenza”. La realtà è che anche se si radunassero 20 milioni di persone attorno alle recinzioni alte tre metri di Gleneagles, la differenza sarebbe poco o nulla.

Bush non ha la minima paura della nostra giusta indignazione. Bush deve mantenere l’impegno che ha preso con coloro che lo hanno messo dove si trova, e cioè le multinazionali e non il popolo americano, facendo in modo che il terzo mondo rimanga povero e loro ricchi. In realtà tutti i capi di governo del G8 hanno il compito di mantenere i loro popoli nell’abbondanza evitando che tutti quei bambini morenti dai grandi occhi, divorati dalle malattie, divengano adulti e si mettano a competere alla pari mettendo così in pericolo le loro economie.

E’ però vero che il male trionfa quando il bene non fa nulla, e solo per questo il Live8 rappresenta un fatto importante. Però solo la gente morale, responsabile e altruistica è sensibile alla persuasione pacifica e civile. Bush, al contrario di quello che pensa Geldof, non solo è molto al di fuori di queste categorie ma è anzi, come si può provare, uno dei più profondamente corrotti, avidi, disonesti, omicidi, malvagi e disgustosi individui che siano mai stati ospiti della Casa Bianca.

Come sia possibile sensibilizzare una tale anima nera e limacciosa, da parte di fresche facce giovanili che agitano dei cartelli, o da parte di cantanti che cantano le loro canzoni, è una questione tutta da vedere. Dobbiamo pensare a nuove strategie e forse, invece di pensare in modo morale, come hanno fatto tutti gli aderenti a questa manifestazione, dovremmo cercare di pensare allo stesso modo della nostra controparte.

Però, a parte la tentazione di chiedere a Geldorf che sbatta in faccia a Bush una padella la prossima volta che lo incontrerà per un te e biscotti, chi sa da dove bisogna cominciare?

Muriel Gray
Fonte:www.sundayherald.com
Link: http://www.sundayherald.com/50104

8.06.05

Articolo scelto e tradotto per www.Comedonchisciotte.org da VICHI

Pubblicato da Vichi genio