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PAURA DI VOLARE

DI GIANLUCA FREDA
blogghete.blog.dada.net

Lo scorso 11 agosto il comandante in capo delle forze aeree russe, generale Alexander Nikolayevich Zelin, ha reso noto alla stampa che la Russia ha appena schierato in Abkhazia un sofisticato sistema di missili S-300 da difesa antiaerea. L’Abkhazia, i lettori lo ricorderanno, è insieme all’Ossezia del Sud una delle due regioni ribelli e filorusse della Georgia, in seguito alla cui aggressione da parte di Tbilisi scoppiò nel 2008 la grave crisi militare tra Russia e Georgia, che rappresentò anche la peggiore crisi diplomatica post-guerra fredda tra Russia e Occidente. L’attivazione di questo nuovo sistema missilistico in una delle regioni “indipendentiste” della Georgia, che rifiutano, sostenute dalla Russia, di riconoscere il governo centrale, rischia di provocare nuovi e profondi incidenti diplomatici. Ma non sono gli incidenti diplomatici il punto che più ci interessa di questa faccenda.

Il sistema missilistico S-300 è – insieme all’ancor più avanzato s-400 – uno dei fiori all’occhiello della tecnologia militare russa. I suoi radar sono in grado di individuare simultaneamente fino a 100 bersagli, puntandone 12 contemporaneamente. Il sistema S-300 è anche stato al centro di una lunga diatriba tra il governo di Mosca e quello di Teheran. Nel dicembre 2005 la Russia si era impegnata a fornire all’Iran almeno cinque sistemi missilistici S-300, che avrebbero rappresentato per Teheran una garanzia in più in caso di un attacco israelo-statunitense. Poi però la Russia aveva iniziato a temporeggiare e tergiversare, ritardando la consegna dei missili, rifiutando di onorare l’impegno e adducendo di volta in volta pretesti che attenevano a ragioni di carattere tecnico o logistico. Il rifiuto di eseguire le consegne degli S-300 all’Iran era ovviamente dovuto a pressioni da parte di Stati Uniti e Israele, con i quali Mosca non si sentiva ancora pronta a rompere ogni relazione diplomatica e ad entrare in conflitto diretto, oltre che alla naturale titubanza dei russi a dotare di sofisticati sistemi di difesa un intraprendente ed agguerrito rivale nella regione. Tanto che alla fine l’Iran si era rassegnato a fare a meno dei sistemi russi, annunciando al mondo, con gran dispiego di propaganda ed esercitazioni sul campo, di aver creato un proprio sistema di difesa antiaerea, paragonabile a quello russo e perfino più sofisticato. Quanto ci fosse di realistico in queste vanterie non è dato sapere. Sta di fatto che di fronte alla notizia che l’Iran avrebbe dovuto utilizzare propri sistemi di difesa e fare a meno di quelli russi, Stati Uniti e Israele, ben lungi dal preoccuparsi, avevano tirato un sospiro di sollievo. Immagino che dopo la notizia dell’installazione degli S-300 russi in Abkhazia, quel sospiro gli si sia strozzato in gola.

E’ infatti del tutto evidente che l’installazione di tali sistemi non ha soltanto la funzione di difendere le due regioni filorusse della Georgia dai possibili colpi di coda del governo Saakashvili, ma anche quello di mettere la parola fine agli ultimi residui di speranza di un attacco contro l’Iran che USA e Israele avessero ancora in progettazione. In caso di attacco, infatti, gli aerei diretti verso l’Iran non potrebbero fare a meno di entrare, in un modo o nell’altro, nel raggio d’intercettazione degli S-300 dislocati in Abkhazia, il che rappresenta un ulteriore deterrente all’avventurismo israeliano che già gli Stati Uniti non erano più tanto entusiasti di avallare.

Da bravi giocatori di scacchi, i russi sono riusciti ancora una volta a prendere due o tre piccioni con una fava: rendere assai più difficile un’aggressione contro l’Iran – aggressione che avrebbe avuto tra i principali obiettivi quello di aprire il territorio iraniano al gasdotto americano Nabucco, pregiudicando le sorti dei gasdotti russi North e South Stream – senza peraltro fornire all’avito rivale iraniano sistemi militari di cui avrebbe potuto avvantaggiarsi per consolidare la propria posizione nella regione; e senza fornire all’Occidente ulteriori pretesti di demonizzazione ostentando in modo troppo diretto una distensione dei rapporti con il “satanico” governo di Ahmadinejad. Del resto, lo stesso generale Zelin, nelle sue dichiarazioni, ha lasciato comprendere, in modo implicito ma piuttosto lampante, che gli S-300 in Abkhazia non servono soltanto per la difesa locale: “Il loro ruolo sarà quello di fungere da difesa per i territori di Abkhazia e Ossezia del Sud, in cooperazione con i sistemi di difesa aerea dell’esercito”, ha detto. Ma ha subito aggiunto: “Il compito di questi sistemi di difesa antiaerea non sarà soltanto quello di difendere i territori dell’Abkhazia e dell’Ossezia, ma anche quello di impedire violazioni dei confini aerei di questi stati. […] Il loro scopo è distruggere qualsiasi oggetto volante che penetri in questi territori, quale che sia il suo obiettivo di volo.  

Non è un caso che il governo di Tbilisi abbia subito capito l’antifona, dichiarando che lo schieramento degli S-300 russi dovrebbe preoccupare non tanto la Georgia, quanto la NATO.

Ho avuto una parziale conferma dello scoramento che l’attivazione di questo sistema missilistico russo ha prodotto nelle residue velleità belliciste statunitensi imbattendomi in un messaggio pubblicato sul forum di Stormfront , sito similnazista votato alla supremazia globale della razza bianca.

(Con questo spero di rendere felici coloro che, con gioiosa sollecitudine, mi danno spesso del nazista, del razzista e del rosso-bruno e che ora potranno dichiarare con documentata prosopopea: “Chi, Freda? Quello che frequenta i siti nazisti?”; a coloro che mi danno spesso del veterocomunista, invece, per stavolta non ho nulla da offrire, a parte il mio consueto antiamericanismo; comunque, poiché poco mi cale del nazismo, del suprematismo bianco e di questa cospicua e variegata confraternita di idioti, andiamo pure avanti).

Insomma, sul sito di Stormfront un tale ha pubblicato una mail inviatagli da un suo amico, in contatto con persone che lavorano in un ospedale delle forze aeree americane. L’amico di questo tale, che sperava evidentemente in un nuovo glorioso attacco della razza bianca contro i beduini mesopotamici, appare piuttosto deluso. Vi traduco la sua mail:

“L’attivazione del reattore nucleare iraniano era nel telegiornale di oggi, e così XXX ha detto: “Abbiamo perso”.

Gli ho chiesto cosa volesse dire e lui mi ha risposto che ce ne stiamo stando buoni perché non abbiamo nessun modo di aggirare i sistemi antiaerei dei russi. La sua clinica si prende cura del personale della US Air Force e i militari parlano spesso dei sistemi SA-300 e SA-400. Pare che la nostra intelligence li abbia informati del fatto che entrambi i sistemi sono in grado di individuare, puntare e distruggere anche gli aerei stealth a più di 400 chilometri di distanza. Loro hanno terribilmente paura di questi sistemi e dicono che una volta che si è stati puntati, non c’è più modo di fuggire. Anche se ci fosse il modo di sfuggire agli SA 300/400, si dovrebbe poi passare attraverso i Tor M [le batterie antiaeree russe a corto raggio, NdT] che sono in grado di intercettare in volo i proiettili di artiglieria.

Ha anche sentito dire dai suoi compagni di volo che non è ben chiaro come i sistemi russi riescano ad individuare gli aerei stealth, ma quando gli stealth hanno cercato di mettere alla prova i sistemi SA 300, sono stati immediatamente individuati e puntati. L’attacco condotto da Israele contro il nord della Siria, circa un anno fa, fu rilevato immediatamente e gli ebrei non poterono far altro che sganciare i serbatoi di lunga percorrenza e darsi alla fuga. Isramerica è stata surclassata”.

Il lettore cerca naturalmente di rincuorare il suo amico di penna: no, non è vero che gli S-300 possono abbattere gli stealth, solo gli S-400 possono farlo. E poi forse gli iraniani non hanno nemmeno gli S-300, dovevano prenderli dalla Bielorussia… i loro sistemi antimissile HQ-9 sono stati acquistati dai cinesi, che a loro volta li avevano comprati dagli israeliani… e così via. E’ comunque palpabile, nel morale delle truppe USA, la consapevolezza che la mossa strategica dei russi rende ormai un attacco contro l’Iran un’opzione rischiosissima e potenzialmente fallimentare. E’ bello vedere le retrovie dell’esercito più potente del mondo che tremano come foglie e si rodono il fegato. E’ ancora più bello pensare a quale può essere stata la reazione degli israeliani a questa notizia, se gli americani, per i quali aggredire l’Iran sarebbe stata un’opzione strategica di rilevanza media e non certo vitale, sono così abbattuti e dunque sempre meno disposti a garantire il proprio appoggio allo stato ebraico, il quale sa bene che l’emergere di un Iran come potenza regionale porrebbe fine ad ogni sua speranza di sopravvivenza. Il lettore conclude infatti affermando che, in ogni caso, i militari americani non hanno nessuna voglia di attaccare l’Iran, perché sanno che sarebbe un suicidio e sanno anche che sono stati gli israeliani ad organizzare l’11 settembre (pare, infine, che io abbia davvero qualcosa in comune con i suprematisti bianchi! E perfino con gli alti comandi statunitensi! Gioite, o avversatori del rosso-bruno!).

Il sito Debkafile, notoriamente vicino ai servizi segreti israeliani, ha compreso anch’esso benissimo le implicazioni delle manovre russe. Spiega che le sofisticate batterie antiaeree russe sarebbero state disposte come contrappeso alle navi da guerra della Sesta Flotta che incrociano nel Mediterraneo e nel Mar Nero e alle grandi basi americane presenti sulle rive dello stesso Mar Nero: la base aerea Mikhail Kogalniceanu, vicino a Costanza, in Romania, e la base di Bezmer , utilizzata dalla USAF e situata vicino Yambol, in Bulgaria. La decisione dei russi sarebbe stata presa dopo l’incidente avvenuto lo scorso 26 luglio ad un elicottero israeliano CH-53, schiantatosi sui Carpazi con sette persone a bordo. Il silenzio imbarazzato mantenuto da Israele sull’episodio aveva reso evidente che l’elicottero era impegnato in esercitazioni miranti ad individuare ed attaccare i siti nucleari che gli iraniani hanno costruito in luoghi inaccessibili, sui fianchi di montagne scoscese. I russi hanno così capito che la data dell’attacco stava avvicinandosi e hanno preso le opportune contromisure (tra parentesi, per capirlo gli sarebbe bastato dare un’occhiata all’incarognirsi della propaganda anti-iraniana sui media occidentali, a suon di Nede e Sakineh). Ora i missili antiaerei russi saranno in grado di intercettare i voli americani in partenza dalle basi bulgare e rumene che osassero sorvolare la Georgia o l’Azerbaijan per dirigersi verso l’Iran. E’ grazie a questa rassicurante presa di posizione dei russi che Teheran ha potuto rompere ogni indugio e annunciare in pompa magna, lo scorso 21 agosto, l’apertura del suo primo impianto nucleare a Busher. Per quanto ambigue possano essere le relazioni tra Mosca e Teheran (i russi temono, essi per primi, l’eventualità che l’Iran possa dotarsi di armi nucleari), le nuove strategie geopolitiche hanno imposto ancora una volta la necessità di premunirsi contro i progetti di riposizionamento israelo-americano in oriente e fare quadrato contro la permanenza dei vecchi rapporti di forza che l’emergere del multipolarismo sta rapidamente spazzando via. Tanto Mosca quanto Teheran si stanno rivelando due attori di primissimo piano nella fondamentale partita geopolitica che si sta giocando sotto i nostri occhi e della quale noi europei, salvo improbabili reviviscenze di senso dell’orgoglio nazionale, rischiamo di essere solo distratti ed inutili spettatori. 

Gianluca Bifolchi
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-08-29
29.08.2010

Pubblicato da Davide

  • Maxim

    se gli israeliani ( o americani ) attaccano passando , per esempio , sull Arabia Saudita non hanno nulla da temere dagli s-300 / 400 , che hanno una gittata max di 400 km

  • brunotto588

    Oplà, questo me l’ha proprio fatto fare un bel balzo sulla sedia …. Mi ci voleva, perchè sto diventando troppo sedentario. ( eh sì, postare significa ingrassare ! ) ….

  • maumau1

    intanto non avere la Georgia come zona di volo significa di fatto non poter appoggiare Israele come vorrebbero … le basi USA per raggiungere l’Iran
    debbono per forza passare o sopra la Georgia o sopra la Turchia..
    e coi rapporti Israelo turchi questo non sarà permesso..
    per arrivare in Afghanistan gli aerei USA-Nato debbono passare per corridoi russi che sarebbero chiusi..
    quindi moltissime basi sarebbero inutilizzabili ai fini di guerra come mai prima d’ora..
    rimarrebbero solo le navi lanciamissili..
    ed usare solo l’Arabia Saudita che per arrivarci non è proprio cosi’ agevole in caso di guerra non è molto rassicurante e cmq pregiudica una vittoria..

    quindi ha ragione Bifolchi!!

    Infine vero quanto affermato e probabilmente l’elicottero israeliano è stato abbattuto (al solito si classifica come incidente essendo fuori dai proprii territori!)
    attualmente a dispetto della pubblicità USA le armi in loro possesso,quelle vere per combattere le guerre,sono un passo indietro a quelle russe
    a partire dagli S300 e S400 che se in adeguate quantità invalidano un intero attacco aereo su cui si basa ogni guerra USA senza contare che potrebbero anche abbattere missili..
    per finire coi Topol M missili intercontinentali a testata nucleare mobili(mai gli USA sono riusciti a costruirne di mobili che funzionassero!)
    senza contare il missile Sunburst montato sulle navi che può abbattere facilmente una intera portaerei caricabile anche a testata nucleare ed in pratica inintercettabile..
    con una sua versione primitiva (ma concettualmente simili) costruita dai francesi l’Exocet gli argentini distrussero 2 gloriose portaerei inglesi durante la guerra della Malvinas e il resto della flotta avrebbe seguito la stessa sorte
    se non fosse stato applicato un embargo internazionale che impedi’ agli argentini di approviggionarsi di altri missili..

    Ad oggi non siamo affatto sicuri che i russi non abbiano fornito gli S300 magari a patto che la zona dei missili sia presidiata dai russi(ossia considerato come le basi USA in Europa extraterritoriali d’altronde l’Iran è un paese osservatore dello SCO e questa è pratica normale anche per i paesi MAO ossia il percorso per diventare paesi Nato)questo garantirebbe ai russi pieno controllo delle armi e dei segreti militari che sono dietro quelle armi..
    onde impedire che altri li copiano e gli stessi USA-Israele ne possano venire in possesso ,cmq sono armi che possono decidere l’esito di una guerra e quindi ovvio che i russi li vogliano gestire direttamente .

    D’altronde come hanno portato le barre di uranio senza far sapere nulla potrebbero aver portato anche i missili.

    Se hanno quei missili gli iraniani in sufficiente quantità ,la guerra difficile si farà..il problema è che forse non ne hanno abbastanza e con sole 2-3batterie ci fai ben poco..

    ciao

  • Tonguessy

    Curioso come Freda, autore del bell’articolo qui sopra, debba continuare a balbettare anatemi contro una “cospicua e variegata confraternita di idioti” che si indignano per le sue lacrime a seguito la dipartita di Kossiga, oppure per le sue affermazioni relative i presunti campi da golf e piscine che secondo lui servivano ad allietare i felici ospiti della beauty farm chiamata Auschwitz e gestita dalle SS (personale altamente qualificato).
    Ancora più curioso è come io venga richiamato ad usare toni pacati nonostante non abbia usato parole del tipo “confraternita di idioti” et similia nei miei messaggi.
    Sorprendente infine annotare per l’ennesima volta che la redazione (forse troppo impegnata a redarguirmi) abbia confuso Bifolchi con Freda. Trattasi di Gianluca Freda. Vi prego di prenderne atto.

  • Tonguessy

    quindi ha ragione Bifolchi!!

    Mi sa invece che ha ragione Freda! Bifolchi non c’entra nulla con quest’articolo

  • fengtofu

    suggerisco che uno dei due Gianluca cambi nome altrimenti mumau li scambia, e dire che son diversi! Inoltre caro guerrigliero Keniota, gli Argentini han “solo” affondato un cacciatorpediniere, lo Sheffield, nessuna portaerei. Comunque, la mossa russa è intelligente e astuta, ma da sola non basta a far da deterrente all’attacco, solo taglia fuori il sorvolo sulla Georgia ma Usraele fa rifornimenti in volo, può pure passare sull’Araia, sul Golfo, ecc….

  • ulrichrudel

    L’articolo in questione per chi lo leggesse per la prima volta, (,infatti quasi analogo è passato su EFFEDIEFFE ,scritto da Blondet,) lo trovo interessante per quel che riguarda la segnalazione del sito filoisraeliano Debka,segnalato da uno dei commentatori di EFFEDIEFFE.Mi lascia un pò perplesso il fatto del chiacchericcio in corso e dei loro timori riguardo a queste faccende, spiattelate in tutto il mondo.Alla faccia dei segreti più segreti che di norma attuano questi signori,israeliani-americani-russi ecc…Anche Stormfront.org non credo che vada a raccontare al primo curioso di passaggio i loro eventuali segreti…muti come le tombe.

  • vimana2

    Non nego di essere felice di avere letto questo articolo, cmq con ancora + felicità aggiungo:
    L’iran ha già 4 sistemi di S-300 bielorussi ed è in grado di produrseli autonomamente, questi sono stati fotografati ancora mesi e sono iraniani come riportato anche da irib:
    http://www.youtube.com/watch?v=nGBzm9Vg8jE

    Inoltre l’Iran dispone degli S-200, ha altri sistemi antimissilistici e antiaerei efficentissimi…..gli Stealth, inoltre, sono invisibili solo ai radar del mozambico e della NATO….a tutti gli eserciti del resto del mondo sono visibilissimi e lo sanno molto bene gli americani.

  • Terence

    Sarei felice di poter credere al caro Gianluca Freda, a cui va peraltro tutta la mia stima, il quale ci rassicura che la guerra non ci sarà perchè ormai l’Iran è in grado di difendersi o comunque ci penseranno i Russi a fare da deterrente.
    Io vedo la questione da un’altra prospettiva, più l’Iran sarà in grado di fronteggiare una guerra e più è probabile che la guerra si farà. Anzi, se l’attacco è stato preannunciato da molto tempo, a mio avviso dimostra che l’America e Israele mirassero proprio ad un riarmo efficace da parte dell’Iran. Non è forse stato sempre così? Si armano entrambi i contendenti e poi si dà fuoco alle micce. C’è bisogno di un nemico forte, credibile.
    Un altra guerra regionale, come quella con l’Iraq o l’Afghanistan non potrà essere di nessuna utilità.
    Un Iran sconfitto dopo una settimana di bombardamenti, creerebbe più problemi di quanti ne risolva.
    La guerra non riguarderà solo l’Iran, ma anche la Siria e il Libano, coinvolgerà la Russia e la Cina e la Corea del nord, ma non solo, ci sarà la resa dei conti con il Venezuela, Cuba e gli altri paesi dissidenti dell’America latina. L’Europa si spezzerà in due, anche per questo si cerca di far cadere Berlusconi, non è abbastanza affidabile, nell’ultimo conflitto Georgia – Russia, non ha cantato in coro con gli altri paesi della Nato. Com’è il vecchio detto? Guardati dai nemici, ma ancor di più dagli amici e di amici riottosi nella Nato ce ne sono più d’uno, oltre alla Turchia molti paesi dell’ex Unione Sovietica con basi Nato, potrebbero reagire inaspettatamente al fischiare delle bombe.
    Bisogna mettere un coperchio a questa crisi economica, che per le sue dimensioni non ha precedenti nella storia del nostro pianeta. Qui c’è bisogno di una guerra altrettanto imponente.
    La terza guerra mondiale spazzerà via la crisi economica sotto ad una montagna di macerie, distruggerà una volta per tutte le ambizioni di sovranità nazionale in tutto il globo e darà la nascita al nuovo ordine mondiale, guidato da un organismo internazionale.
    Un consiglio che do a tutti è di farsi una capiente dispensa alimentare in grado di sostenere voi, i vostri famigliari e anche gli amici, perché saranno in molti gli sprovveduti.

  • TizianoS

    Pochi forse ricordano che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 19/6/1981 adottò la Risoluzione N. 487 che si può leggere qui: RISOLUZIONE 487/81 [domino.un.org] a seguito della distruzione da parte israeliana del reattore nucleare Osirak che si trovava a sud di Baghdad.
    In particolare il dispositivo della risoluzione recitava (tradotto dall’inglese):

    1. Condanna fermamente l’attacco militare da parte di Israele, in chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e le norme di condotta internazionale;

    2. Chiede a Israele di astenersi in futuro da ogni atto o minaccia simili;

    3. Ritiene inoltre che detto attacco costituisca una grave minaccia per l’intero regime di salvaguardia dell’AIEA che è il fondamento del Trattato di Non Proliferazione;

    4. Riconosce pienamente il diritto inalienabile sovrano dell’Iraq, e di tutti gli altri Stati, in particolare i paesi in via di sviluppo, di istituire programmi di sviluppo tecnologico e nucleare per sviluppare la loro economia e l’industria per scopi pacifici in conformità con le loro esigenze presenti e future e coerenti con gli obiettivi accettati a livello internazionale di prevenire la proliferazione di armi nucleari;

    5. Invita con urgenza Israele a porre i suoi impianti nucleari sotto salvaguardie dell’AIEA;

    6. Ritiene che l’Iraq abbia diritto a un adeguato risarcimento per la distruzione subita, la responsabilità per la quale è stata riconosciuta da Israele;

    7. Chiede al Segretario generale di tenere il Consiglio di sicurezza regolarmente informato in merito all’attuazione della presente risoluzione.

    Come tutte le risoluzioni ONU che riguardano Israele, anche questa non ha sortito alcun effetto, tanto meno l’invito urgente a Israele di porre i suoi impianti nucleari sotto la salvaguardia dell’AIEA.

  • TizianoS

    Chiarimento circa il termine “IAEA safeguards”:

    Le “salvaguardie” della Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) sono un sistema di ispezioni e di verifiche sugli usi pacifici dei materiali nucleari come parte del Trattato di Non-proliferazione Nucleare (TNPN).

  • Ricky

    Freda é un personaggio ultraegocentrico. Lo prova la lettura di questo articolo, che é solo un pretesto per una sua autodifesa dalle critiche che riceve.
    Non capisco poi la firma Gianluca Bifolchi alla fine. Un errore?

  • dana74

    sarà anche ultraegocentrico ma in questo articolo mica parla di sé!
    Mi sembra che argomenti parecchio il suo pensiero, se fornisce dati sbagliati o hai un’altra tesi esponi.

    Dell’errore della firma lo hanno fatto notare altri 20 commenti sopra

  • Ricky

    Non parla di sé? Evidentemente cara Dana74 hai letto un’altro articolo. In questo non fa che difendersi dall’accusa di essere un nazista. Non confuto l’articolo e non so se fornisca dati sbagliati. Le informazioni che dá sono un capitolo della storia di due potenze imperialistiche in decadenza e la nascita di altre che cercano di prendere il loro posto. Non mi interessa entrare in dettagli di armamenti e contro armamenti, piuttosto noiosi.

  • versus61

    è una bella partita a scacchi ….
    Infatti sembra che i russi siano entrati anche in armenia , i primi di agosto i due presidenti armeno -e russo hanno concordato una collaborazione “politico-militare”che durerà fino al 2044 ,una risposta agli americani che nei mesi scorsi hanno stretto accordi con baku per aprire una base militare aerea in azeirbaijan .
    probabile quindi anche l’arrivo di missili strategici in funzione anti azerbaijan ma questa volta proprio sul confine iraniano.

  • lucamartinelli

    che argomento tosto hai postato, amico. Tralascio il fatto che Israele con le risoluzioni dell’ONU si è pulito il sedere una settantina di volte. Interessantissima la citazione del reattore Osirak o Tammuz, dal nome di una divinita’ mesopotamica. E’ da sapere che l’Italia fu la principale fornitrice di tecnologia nucleare all’Irak di Saddam, dopo la Francia. Il reattore entro’ in funzione a meta’ del 1980 e fu bombardato nel giugno 1981. La Francia forni’ il combustibile nucleare che fu trasportato per via aerea, da Marsiglia a Baghdad. Partenza da Marsiglia alle 20, passaggio su Ponza alle 21, arrivo in Irak alla mezzanotte. data dei trasporti, ne furono annunciati due anche se poi ne fu effettuato uno solo: 25 e 27 giugno 1980…………………..dice niente a nessuno questa data?

  • lucamartinelli

    spero che la tua visione sia un tantino esagerata. E’ uno scenario da guerra mondiale. Ma ammettiamo che sia possibile, allora il sottoscritto nutre qualche dubbio sul vincitore.

  • TizianoS

    I dati sulla fornitura del combustibile nucleare dalla Francia all’Irak non li conoscevo.

    La data e la rotta del 27 giugno 1980 corrispondono a quella del DC9 Itavia, probabilmente scambiato per errore all’aereo Marsiglia-Baghdad.

    In ogni caso pensavo appunto che qualcosa dovesse succedere ai trasporti in corso di combustibile nucleare dalla Russia a Busher, è molto strana questa calma. Che sia la calma prima della tempesta ?