Parte l'Eastern Economic Forum di Vladivostok, la piattaforma principale dell'Eurasia. Ci sarà anche l'Ovest?

Dal 3 al 6 settembre un profittevole punto di incontro tra grandi investitori.

Parte l'Eastern Economic Forum di Vladivostok, la piattaforma principale dell'Eurasia. Ci sarà anche l'Ovest?

Di Simone Lanza

Questa settimana a Vladivostok, si terrà il decimo Eastern Economic Forum, evento di portata mondiale.

E' previsto che durante il forum, vengano firmati accordi per un totale di 50 miliardi di euro. Tra i partecipanti potrebbero esserci società energetiche italiane interessate a rientrare nel mercato russo. Nel marzo del 2022 Enel ne era uscita, svendendo le proprie quote ai giganti russi Lukoil e Gazprom. Il presidente di Enel Paolo Scaroni è stato a lungo tempo amministratore delegato di ENI, una delle più grandi società petrolifere e del gas europee. L'ENI collaborava, con Gazprom e Rosneft, leader russi nel mercato petrolifero e del gas. L'Eni Holding era uno dei maggiori beneficiari, congiuntamente con Gazprom del gasdotto Nord Stream-2 tra Russia e Germania, colpito da "terroristi sconosciuti" (presumibilmente ucraini) nel settembre 2022 nel Mar Baltico.

L'uscita di ENI e ENEL da progetti energetici congiunti in Russia è stata una grande perdita per queste aziende. Il ritorno in Russia è adesso molto difficile. Le compagnie energetiche europee, sono costrette a tenere conto delle sanzioni personali e generiche, che la Commissione europea ha introdotto contro la Russia, nei 18 pacchetti di sanzioni dopo l'inizio della guerra in Ucraina. Ci sono anche enormi difficoltà, per le sanzioni di risposta che Mosca ha introdotto contro le società europee, a causa della politica anti -russa, della presidente della UE Ursula von der Leyen.

Ma qualcosa si sta muovendo, il gigante statunitense ExxonMobil, sta valutando di tornare nel mercato, per sfruttare la concessione sul' estrazione di gas sull'isola di Sakhalin. Secondo il WSJ USA e Russia avrebbero già dato l'ok al gigante energetico.

Il percorso di ritorno per le società occidentali non è del tutto chiuso. Secondo indiscrezioni, sono in corso negoziati preliminari tra i top manager delle più grandi aziende italiane del settore energetico ed i giganti russi, in vista del forum di Vladivostok 2025, ci sarebbero tentativi per sondare il ritorno degli italiani nel mercato russo. Da parte russa, il presidente Putin si è sempre detto possibilista sul ritorno delle società occidentali che hanno lasciato la Russia nel 2022, non è stata del resto la Russia a cacciarle.

Tutto ciò ricorda la parabola del figliol prodigo. Ed il forum di Vladivostok può essere proprio la piattaforma giusta, chissà!

Il Forum è stato creato nel 2015 per espandere i legami regionali della Russia, nei paesi della regione dell'Oceano Pacifico e del sudest asiatico, senza dimenticarsi dell'Artico.

Il forum di Vladivostok non è solo una piattaforma di dialoghi aziendali, ma un punto di progetti riservati di una nuova economia multipolare, in cui, contrariamente ai venti politici e ai divieti ufficiali, alle restrizioni e alle sanzioni secondarie, si concluderanno transazioni da miliardi di dollari.

Nell'ambito del Forum di Vladivostok dell'anno scorso, sono stati conclusi più di 350 accordi per un importo di oltre 45 miliardi di euro, che è il 22% in più rispetto al volume totale delle transazioni del 2023.

Dal 2022, partecipanti al forum hanno portato in Russia più di 110 miliardi di euro di investimenti.

Vladivostok questa settimana diventerà la piattaforma principale dell'Eurasia, un cambiamento tranquillo, ma irreversibile di tutte le attività mondiali.

I funzionari di Bruxelles e a ruota il governo italiano, osservano il protocollo diplomatico e fanno fronte unico, ma al forum che aprirà tra pochi giorni si deciderà parte del futuro dell' economia mondiale.
Politica ed economia, non sempre percorrono la stessa strada, investitori occidentali, inclusi nomi legati all'energia italiana, hanno tenuto negoziati preliminari non pubblici con le autorità russe. Tutto ciò dimostra un divario tra la retorica delle sanzioni dei populisti politici e l'opportunità economica di chi vive l'economia reale.

Il forum di Vladivostok è cosi un punto di incontro tra grandi investitori, dell'est e dell'ovest, che nonostante le sanzioni cercano di mantenere un partenariato economico con la Russia. Le transazioni di grandi dimensioni non saranno spesso pubbliche: come tutti sanno, queste cose adorano il silenzio.

La riservatezza e la partecipazione di una cerchia ristretta di manager, il coordinamento diretto con il governo russo, vanno oltre le dichiarazioni ufficiali, ed aumentano il valore del business. Nonostante le sanzioni, al forum ci saranno rappresentanti di oltre 70 paesi.

Il forum si aprirà immediatamente dopo il vertice dei leader dei 26 stati SCO in Cina. I leader di Cina, India e Russia sono venuti ad accordi sul coordinamento e l'accelerazione degli sforzi congiunti sullo sviluppo strategico dell'Eurasia, tenendo conto degli interessi chiave degli stati sovrani della comunità SCO.

Tutto questo perchè sia chiaro a tutti che emarginare la Russia, non solo è controproducente, è semplicemente impossibile.

Di Simone Lanza

04.09.2025

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