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Paolo Villaggio

DI DIEGO FUSARO

facebook.com

Il megadirettore permette a Fantozzi l’ingresso nell’agognato paradiso dei lavoratori rivolgendogli le seguenti emblematiche parole: “Mi raccomando: sia sempre rispettoso e fedele”. In queste scene è narrata, con un registro a cavaliere tra il tragico e il comico, la disgregazione storica del proletariato come classe in sé e per sé e il suo transito dal sogno di una cosa marxiano al sogno delle cose mercatistico.

L’economicizzazione del conflitto segna, ancora una volta, la necessaria premessa per la riconversione del Servo in docile cultore delle sue stesse catene, in soggetto addomesticato che sogna l’ingresso nell’acquario degli impiegati e non più il rovesciamento dell’ordine ingiusto della società classista. E’ il nostro presente. Grazie Paolo Villaggio per avercelo descritto magnificamente.

Diego Fusaro

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/fusaro.diego/posts/10213918873191905?pnref=story

3.07.2017

Pubblicato da Davide

  • Zerco

    Sì, questione di terminologia. Ora che tutti i megadirettori galattici sono diventati medio-progressisti e quelli della classe meno abbiente sono tutti populisti non ci sono più parole nemmeno per descrivere la società.
    Profetico: hanno vinto.

    • Georgejefferson

      Hanno vinto ce lo ripetiamo da 3000 anni, anche i preti a benedire il torturato capro espiatorio si faceva chiamare “santità”

  • cicciopazzo

    Che peccato! Qualche anno fa proprio qui su CDC era stato pubblicato un articolo/commento sulla geniale operazione di ingegneria sociale svolta dai film di Fantozzi negli anni Settanta.
    Indipendentemente dalla grandezza, gradevolezza e simpatia del personaggio (peraltro mio conterraneo e amatissimo in città da tutti, me compreso), coloro che avevano progettato l’epopea fantozziana avevano il progetto di rendere più accettabile nelle menti della piccola borghesia italica un’estetica di arrendevolezza e di sottomissione che in quegli anni serviva a rendere più governabile il Paese. E a cui Villaggio (che ovviamente apparteneva a certe cerchie) si conformava brillantemente e con successo.
    Questo era il senso fondamentale di quell’articolo. Che purtroppo non riesco più a trovare… accidenti!
    Riuscite ad aiutarmi a reperirlo, oh uomini donchisciotteschi?

  • MarioG

    Mi è ancora ostico il concetto di “proletariato come classe in sè e per sè”…

    • Pietro de Renzio

      Marx definisce il proletariato come colui che riceve il salario dal capitale e non lo gestisce come gli agenti del capitale privati spa o pubblici.mi sembra che questo tipo di persone non siano proprio sparite(sono circa 2.5 miliardi).la unica cosa che non sparisce sono le kazzate del nostro Bh .Levy ovvero fuso Fusaro

    • DesEsseintes

      in sé è come classe cioè “esiste la classe proletaria” (all’inizio c’erano nuclei sparsi che non costituivano un vero e proprio gruppo con una funzione specifica e insostituibile sul quale si imperniava il sistema di produzione)
      per sè quando ha preso coscienza e lotta

  • cicciopazzo

    Dall’Ansa di oggi:

    “…Con Villaggio se ne va un pezzo di vita – dice commosso Maurizio Costanzo – che lanciò l’attore negli anni Sessanta in teatro e in tv…”.

    Multa paucis

  • Lupis Tana

    non son mai riuscito a vedere la fine dei film di Fantozzi, mi faceva arrabbiare la Sua arrendevolezza… Grande Paolo ora ci fai piangere. rip t l

  • Davide

    Analisi critica della figura del Rag. Ugo Fantozzi di Paolo Villaggio

    Dopo alcune analisi e riflessioni eseguite sulla saga cinematografica del Rag. Fantozzi di Paolo Villaggio mi si è insediata sempre più la convinzione che il tutto ha rappresentato una subdola arma di manipolazione sociale.

    SITUAZIONE SOCIALE – (ascesa della classe – mobilità sociale)

    Dagli anni del boom economico fino a tutti gli anni ottanta in Italia si è verificato un massiccio aumento numerico di appartenenti alla cosiddetta piccola borghesia e classe media. Si è verificata quindi una significativa mobilità sociale dal ceto contadino e operaio verso il settore impiegatizio, del pubblico impiego e piccoli commercianti. Vi erano i figli appunto di contadini e operai che erano riusciti a prendersi un diploma e che cercavano di avere una vita migliore di quella dei loro padri. Alla fine degli anni settanta e in pieni anni ottanta anche i figli dei vari ragionieri e geometri cercavano di migliorare, accedendo nelle varie università.

    C’era un ceto medio rampante che otteneva progressive scalate generazionali in una società chiusa e castale come quella italiana.

    APPARENTE PARADOSSO

    In tutte le società dove il miglioramento e la progressiva emancipazione di una classe sociale è sempre accompagnata da opere artistiche e culturali che ne esaltino i loro gusti e il loro modo di vivere. In Italia a partire da ’75, nella parabola più alta dell’espansione della piccola borghesia, si assiste invece a opere cinematografiche (ogni epoca alla sua espressione) caratterizzate da figure caricaturali e ridicole di impiegati e aspiranti medici (Fantozzi, i vari personaggi dell’ultimo Sordi ecc.). A mio avviso questo è un apparente paradosso in quanto tutte queste opere cinematografiche fanno parte di un tentativo studiato per MANIPOLARE L’IMMAGINARIO COLLETTIVO del popolo italiano.

    IL CASO FANTOZZI

    Fantozzi, il RAGIONIER Fantozzi è la caricatura simbolica di tutta la classe media. Non a caso tra i suoi colleghi ci sono anche GEOMETRI e PERITI. Il personaggio a mio parere vuole imporre, con il potere diffusivo della comicità, una CERTO PROFILO DI IMPIEGATO (=membro della classe media). Il ragionier Fantozzi è umile, servile, insignificante. Deve sempre ricordarsi che è sempre sotto il totale controllo di qualche megasuperdirettore (si noti che anche con questi titoli comico-altisonanti si vuole imprimere nelle menti il predominio dei poteri forti). Megadirettori che in qualsiasi momento possono spedire il ragionier Fantozzi a fare il parafulmine o essere inserito in qualche “acquario” dove notano impiegati posti nella stanza di qualche personalità.

    Quindi Fantozzi deve sempre ricordarsi di essere una “merdaccia” che deve solo servire con il proprio lavoro ed avere una moglie, una macchina e un’amante insignificate (la signorina Silvani interpretata da Mazza Mauro).

    Sembrerebbe tutta un’innocua caricatura. Invece a mio avviso con queste immagini si è cercato di ATTACCARE CULTURALMENTE la massa con la modifica dell’immaginario collettivo. Fino a quel momento i ragionieri, per esempio erano immaginati come persone precise, preparate, a volte rompiballe. Era un punto di arrivo verso cui sognavano di arrivare generazioni di contadini e operai. Un tempo Ragioniere, Geometra e Perito erano titoli che con fierezza si anteponevano al nome. Con la saga di Fantozzi si cerca di colpire la scalata e l’autorevolezza della classe. BISOGNA IN ALTRE PAROLE RISTABILIRE I RANGHI. Dal Rag Fantozzi in poi si è cercato di imporre la figura del ragioniere (geometra ecc.) come un lavoratore sfigato e oppresso come e più degli altri. Prima di colpire i diritti della classe media si è cercato di colpirla psicologicamente in termini di autorevolezza. Colpire soprattutto l’esuberanza, la sicurezza e l’audacia di ogni singolo esponente della classe media.

    IMPRESSIONANTE SIGNIFICATO SIMBOLICO DELLA FIGLIA DI FANTOZZI

    Ricordate la brutta figlia di Fantozzi con tratti grossolani e primitivi? Come si è già detto, la classe media dei ragionieri e geometri cercava di costruire l’ulteriore scalata sociale dei propri figli facendoli diventare dottori, ingegneri e avvocati. Con la figlia di Fantozzi non si ha alcuna speranza, non si inserisce alcuna parabola migliorativa anzi… se ricordate bene si sposerà poi uno scimmione. Si simboleggia l’assenza di qualunque speranza di miglioramento facendoli addirittura alle origini scimmiesche e bestiali del genere umano. Immagine quasi sadica e violenta.

    REALE EVOLUZIONE DELLA SOCIETA’ ITALIANA

    In effetti a partire dagli anni ’90 abbiamo assistito alla rapida discesa del tenore di vita e della rosa di diritti della classe media. La classe media si sta assimilando sempre più a quella operaia e precaria. Una volta erano tanti i trampolini lancio. Un esempio per tutti: fino agli anni ’80 era molto facile intraprendere una carriera nelle varie forze armate. Ora è difficile come qualunque concorso pubblico dove vige quasi un’intrinseca logica castale di cooptazione.

    LE CASTE HANNO VINTO, LA MOBILITA’ SOCIALE E’ PRATIVAMENTE BLOCCATA.

    Poi riflettete un pochino… chi ha portato alla ribalta Paolo Villaggio? Chi gli ha ispirato il personaggio di Fantozzi?

    Il PIDUISTA MAURIZIO COSTANZO!!! La Massoneria, P2 ecc. hanno la propria logica di vita proprio nei poteri castali e nel controllo sociale!

    Fonte: https://comedonchisciotte.org

    Link: https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/32228/il-mite-rag-fantozzi-e-in-realta-unarma-di-oppressione

    Marzo 2011

    • DesEsseintes

      I miei complimenti a chi ha scritto questa analisi.
      Il nick è “orizontas”, sarebbe interessante sapere chi è.
      Altro che lo stupido “coccodrillo” (articolo giornalistico in morte di un personaggio famoso) di quel bambino di Fusaro.
      Bravo sotto molti aspetti Diego ma si ostina nel vezzo di andare in giro indossando sul collo lo stesso bavaglino di quando era piccolo, ancora sporco dei rigurgiti di latte.

      Un’analisi, quella di “orizontas” alla quale non serve né aggiungere né togliere una virgola.

    • VanderZande

      Davide, questo vecchio articolo del Forum meriterebbe un posto in Home, molto di piu’ delle quattro frasettine di Fusaro.

    • olmo

      Ma pensa, Villaggio ricordava che persino in unione sovietica il ragionier Fantozzi rappresentava limpidamente anche se in maniera tragicomica ( per chi non lo sapesse “gusto” tutto italico che sovrapponeva 2 cose apparentemente opposte
      vedi “Amici miei” o certi film di Tognazzi ) l’ ALIENAZIONE dell’uomo moderno (di allora!) e omologato post boom economico e arriva un ermeneuta che ci dice che dietro c’erano i “poteri forti” e la p2, geniale!.
      Per questa analisi rieccheggia il famoso grido di Fantozzi circa una certa pellicola.

      • Lizzie

        la corazzata Potëmkin 🙂 (a me faceva ridere, sarò scema) 🙂

        • olmo

          Nel film la chiamano Kotiomkin ( sono andato a controllare poco fa)
          e sì, faceva ridere parecchio, con una amarezza tutta anni 70, come una canzone di Gaber di quegli anni.
          Forse mi sbaglio ma sei una delle poche donne che trova divertente Fantozzi, non amato dal genere femminile proprio per la “crudeltà” e l’amarezza di fondo.

          • Lizzie

            Hai ragione su Kotiomkin! Per il resto non saprei, è un tipo di umorismo base, come quello di Stanlio & Olio, che non sbaglia mai, vedi uno cadere e quello è; per la verità sulle implicazioni sociali e politiche non mi sono nemmeno interrogata ai tempi, so per certo che alcune espressioni per esempio “Com’è umano lei” o il far riferimento alla tipica “nuvoletta di Fantozzi”, ormai fanno parte di me, sarà anche a causa dell’età! 🙂

    • Gino2

      Dopo la teoria di Fantozzi usato dalla massoneria per inculcare agli impiegati di restare “merdacce” non c’è molto da aggiungere……….
      Si resta basiti………….

  • Lizzie

    93 minuti di applausi. RIP

  • SanPap

    con un tempismo perfetto se n’andata anche Solvi Stubing e con lei è morto il sogno
    “Un rutto libero vi seppellirà”

  • gix

    Mah, forse la vera intuizione premonitrice del Fantozzi impiegato schiavizzato, è stata scoprire che i megadirettori galattici sono magari non proprio comunisti, ma progressisti di sinistra. Questo negli anni settanta, quando sarebbe apparsa una eresia, ma evidentemente Fantozzi sapeva già che gli impiegati, la piccola borghesia, i proletari, gli operai, il popolo insomma, sarebbero stati tutti fregati dai padroni sotto mentite spoglie, ovvero grazie alla faccia moderna, buonista e giovanilista dei politici di sinistra, chiamati a fare il lavoro sporco per loro conto. Per il resto la meschinità di certe caratterizzazioni umane inserite in un contesto sociale appena competitivo, come quello del lavoro in ufficio, non rappresenta nulla di particolarmente originale, se non per il fatto che Villaggio ha avuto il coraggio di proporla in un periodo in cui ancora si mettevano le calze alle gemelle Kessler, per non turbare troppo gli italiani. Ridere di queste cose, anche se a denti stretti, ha avuto sicuramente un significato quasi terapeutico.

  • Davide

    Perché oggi non ci può essere un Fantozzi

    Ho capito che Paolo Villaggio non aveva inventato niente il giorno in cui, in una grossa azienda editoriale del nord, ho visto che c’erano due ascensori uno accanto all’altro. Uno era normale, l’altro con la boiserie. Davanti al secondo c’era scritto: «Riservato Alta Dirigenza».

    Il mondo del lavoro descritto nei libri e nei film di Fantozzi era così: pacchiano nel suo classismo, volgare nella sua esibizione della gerarchia, violento nello scontro quotidiano
    tra l’alto e il basso, tra il capo e il sottoposto.

    Eppure era un mondo a suo modo limpido, “onesto”, trasparente. Non c’erano gli infingimenti cosmetici con cui oggi vengono mascherati divari di potere e di reddito che peraltro nel frattempo sono aumentati, non diminuiti.

    Il sottoposto era appunto un sottoposto, non si faceva finta che fosse un “collaboratore”. La sua prestazione non era a cottimo, né forzatamente notturna e festiva – come oggi
    avviene nei magici mondi della gig economy e della logistica, ma non solo – bensì legata a precisi orari diurni, terminati i quali i dipendenti avevano diritto perfino a scappare dalla finestra, pur di non regalare un minuto di più all’azienda.

    Lo stipendio era garantito (garantito, incredibile!) così come garantite erano le ferie, che Fantozzi poi trascorreva sotto la sua consueta nuvola.

    Il patto tra azienda e lavoratore era di tipo schiavistico – certo – ed era anche grottesco: eppure era un patto definito, un accordo triste ma rassicurante, ingiusto ma solido, che
    non rischiava di dover essere riscritto ogni giorno e ogni giorno peggiorare, o semplicemente sparire – puf, oggi non ci servi.

    E ancora, non c’era bisogno di dissimulare coinvolgimento motivazionale negli obiettivi dell’azienda, fosse essa pubblica o privata. Non c’era bisogno di mettere in scena la
    grande ipocrisia dell’identificazione, degli obiettivi, dell'”empowerment”. Né si era costretti al sorriso perenne e alla disponibilità 7/24, che sono la galera dei free agent attuali, delle partite Iva attuali, dei “rider” attuali. Potevi limpidamente odiarla la tua azienda, potevi odiarlo il tuo ufficio, anzi era scontato che tu lo odiassi. I ruoli erano più onesti, in fondo.

    Villaggio ha descritto lo schiavismo umiliante del mondo del lavoro com’era prima della globalizzazione e prima che l’epocale vittoria del liberismo estremo polverizzasse ogni
    argine, ogni regola, ogni patto. Ci faceva ridere, perché caricaturava e portava all’estremo quello che milioni di persone realmente vivevano nei loro polverosi e grigi luoghi di lavoro. Lo schiavismo di oggi non è nemmeno caricaturabile perché è già all’estremo in sé, non può essere portato oltre con la chiave del grottesco.

    Non si riesce più nemmeno a ridere, parlando di lavoro, oggi.

    Alessndro Giglioli
    Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it
    Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/07/03/perche-oggi-non-ci-puo-essere-un-fantozzi/
    3.07.2017

    • Georgejefferson

      Ha ha…il paternalismo piange il papa che prima lo menava ma senza i sorrisi cosmetici, e quindi più buono, ha ha.

    • Tizio8020

      Cosa puoi pretendere da un Popolo che pure su un sommergibile , in piena Guerra, mantiene tre “mense” separate per Ufficiali, Sottufficiali, e Truppa?
      L’importante NON era vincere contro “il nemico”, ma mantenere le distanze fra le varie Caste.

      • DesEsseintes

        Sì, il militare in Italia è così.
        Agli allievi ufficiali e ai sottotenenti ripetono in continuazione che la truppa è solo marmaglia.

        • alexxx82

          brain washing!

      • alexxx82

        Il motivo anche di tante guerre.

    • Tonguessy

      Per quello che vale: Fantozzi in Italia e Mr. Bean in England non erano portavoci di chissà cosa. Erano solo degli specchi. Facevano vedere come stavano certe cose. Una cosa che forse è passata in sordina, ad esempio, è quando Fantozzi va al bar tutte le sere per giocare a biliardo, facendo invece credere alla moglie di avere un’amante. Si potrebbe fare un lungo saggio sul valore del matrimonio negli anni ’70-’80 a partire da quelle poche scene. O disquisire sul fatto che i lavoratori possano acquisire competenze molto specifiche anche in ambiti extra lavorativi, se hanno sufficienti motivazioni.
      La domanda quindi è: ma l’immagine deformata è causata dallo specchio deformante tenuto in mano da Fantozzi oppure quello che tiene in mano Fantozzi è solo uno specchio e l’immagine deformata è originale?
      Quindi: ma siamo sicuri che Fantozzi rappresenti un’opera di ingegneria sociale? Non è che l’ingegneria sociale fosse (sia) presente comunque e che lui ne abbia solo messo in rilievo alcuni aspetti?

      PS. non amo nè odio Fantozzi, preferisco Kranz che ha saputo rovesciare il sabato sera patinato degli italiani. Ma forse non c’è poi così tanta differenza….

      • cicciopazzo

        Grande Tonguessy, leggo sempre con interesse le cose che scrivi. Volevo provare a fare un piccolo ragionamento con te, se me lo concedi. Credo che incappiamo sempre nel solito grande, tragico, equivoco tutte le volte che personalizziamo le gesta e le opere di un personaggio pubblico, sia esso un attore, un uomo di spettacolo o un politico. Dire “Villaggio ha fatto, Villaggio ha detto” ecc. non ha alcun senso se non lo si inquadra in un ambito storico e produttivo ben preciso come quello dei primi anni Settanta.

        Occorre inoltre sempre rammentare che dietro a una maschera, un uomo di spettacolo o un attore c’è sempre un nutrito numero di autori. Stiamo parlando quindi di un opera collettiva, dove il valore dell’interprete (in questo caso il bravo cabarettista Paolo Villaggio che tanto colpì Maurizio Costanzo a fine anni Sessanta) sta “soltanto” nella sua bravura di caratterista. Stop. Villaggio non è l’autore del messaggio che ha propalato! Questo deve essere chiarito una volta per tutte.

        Gli autori (e in quel caso anche il regista, Luciano Salce) non fanno inoltre nulla che non sia approvato o espressamente richiesto dalla casa editrice (in quel caso la Rizzoli Film del supermassone atlantico Angelo Rizzoli senior). Il fatto che la saga di Fantozzi fosse un filmetto o una commedia non ci deve confondere. E non ci deve far dimenticare la temperie storica in cui quell’operazione si è svolta.

        Credo che se iniziamo a dimenticare che un’opera collettiva è un lavoro lento e certosino, che si costruisce a tavolino per soddisfare alcune richieste politico/culturali, e se continuiamo a personalizzare le gesta di un cabarettista come se fosse una mente geniale, continueremo a non capire molte cose.

        Ciononostante io l’amavo, Villaggio. Ma non era certo quel bel personaggio che credevo da ragazzo…

        • Tonguessy

          Beh, grazie per la lustratina all’ego…..

          Sul piano
          comunicativo esistono un’infinità di cose da tenere presente. Alcune le hai già elencate: il pool di menti che partoriscono il progetto. Ma anche quelle menti non possono fare conti molto precisi, e si inventano procedure spesso contenenti potenti ossimori. Insomma non è mai tutto bianco o nero. Dato per assodato quindi che ci fossero massoni in quei progetti (tutti i progetti di un certo peso hanno percentuali di massoneria) siamo davvero sicuri che il progetto in sé sia massone? In che senso Kranz segue il profilo bassissimo di Fantozzi? Cosa accomuna
          la verve psichiatrica del presentatore che offende con la remissione totale del ragioniere? Eppure sono lì, portati avanti dagli stessi massoni. C’è quindi qualcosa che non torna. E quel qualcosa sfugge alla maggior parte delle analisi, per quanto precise e puntute possano essere. C’è del ridicolo tanto in Kranz quanto in Fantozzi. Perchè la realtà è ridicola. Defunta la sacralità, ecco apparire lo spettro del ridicolo. La Storia quando si ripete diventa farsa, diceva qualcuno a cui faceva eco “sarà una risata che vi seppellirà”. Forse questa noiosa e farsesca realtà è già stata sepolta da una risata, solo che non ce ne siamo ancora resi conto. Ed è stata sepolta perchè abbiamo tolto il sacro. Non esiste nulla senza il sacro (con sacro non intendo le religioni, anche un sasso può rappresentare il sacro): quello che resta è solo una briciola di realtà che si merita una risata. O un pernacchio.
          PS: come metti assieme il massone/paroliere Costanzo con il supremo Morricone e la superlativa Mina di “Se telefonando”?

  • Ronte

    Era nel lontano 1971 quando lessi ‘Fantozzi’. Risi come un matto. Poi una seria riflessione e capii il messaggio…
    Il nostro Paolo ha raccontato l’Italia. E lo ha fatto sbattendoci in faccia fantozianamente il futuro dell’individuo mediocre che si inchina al volere della potenza padronale: Per questo non amato da tanti…Un profeta.
    Vorrei però aggiungere che ‘L’indistruttibile’ avrà la sua VERA rivincita.

  • Giggi Top

    Non dimenticherei neppure la cruda descrizione dell’ipocrisia dei sottoposti, autentiche merdacce.
    Come quando in “Fantozzi contro tutti” alla notizia della morte del “megadirettore ereditario” danno libero sfogo alla loro felicità, ma poi ai funerali si precipitano a offrirsi di portare a spalla la sua bara.
    Si tratta di qualcosa che chiunque abbia vissuta una realtà lavorativa di tipo impiegatizio ha potuto toccare con mano.

  • 10

    ma la foto è un fotomontaggio!
    all’epoca di Fantozzi la ceres ancora non c’era e se c’era non era diventato ancora il logo distintivo dei nuovi giovani Fantozzi e nativi digitali

  • Nathan

    Io tutte queste analisi complottiste pure su fantozzi non le capisco. Ma se negli anni 70 e non solo eravamo così e ancora siamo così ma chi volete incolpare. Se gli italiani da almeno 70 anni sono sempre pronti a salire sul carro del vincitore mica è colpa di fantozzi o del dottore della mutua. Lasciamo che il loro ricordo ci faccia fare quelle risate amare che sono frutto anche di drammi privati del mitico Villaggio.
    Ci saranno altre occasioni più indicate per gridare al complotto ora è il tempo dei titoli di coda….

  • Paolo Reale

    Come premessa mi sento di dire che sono solidale con chi non ha mai riso di Fantozzi (se non da bambino e per imitare gli adulti).
    Poi vorrei fare questa considerazione: l’iperbole come meccanismo di manipolazione sociale è un’arma terribile. Se qualcuno avanza l’ipotesi che si possa dividere tutto in maniera un po’ più equa è un comunista, se qualcun’altro avanza dubbi su qualsiasi verità colata fuori dai media, è uno che vede aerei fantasma spargere scie chimiche ovunque, si esagera cioè volutamente il significato delle cose per minimizzarne (o cancellarne del tutto) il significato potenzialmente pericoloso per l’ordine costituito. Chi sono dunque i conplottisti se non i nuovi comunisti?

    Fantozzi è un iperbole.

    Per far dimenticare ai cani di essere cani li fa ridere esagerando la loro condizione di servi…e loro ridono perché questo è (radical) chic. Ridono perché ridere significa non essere come lui, ma in fondo al cuore lo sanno di essere proprio lui. La condizione secondo la quale tutti avrebbero un padrone oltreché falsa, è consolatoria come la merda con lo zucchero.
    Fusaro lo dice come sa, io da povero ignorante che sono lo dirò così,

    quando si barattano i diritti per il denaro succede questo.

    Fantozzi è il figlio di contadini che insegue il mito della ricchezza andando in città, una generazione prima abbandonano il podere, quella dopo si comprano la casa e fanno studiare il figlio e l’ultima, cioè oggi, la perdono per pagarsi i debiti loro, o del padre. Intanto indovinate cosa è successo intanto ai ricchi? Quelli veri, cioè quelli che il denaro neanche lo maneggiano perché sanno che è sporco…nulla, se non di diventare più ricchi.

    P.S. E il mito dell’imprenditore che si è fatto da solo, oggi potrà anche chiamarsi startup, tanto i boccaloni non mancano mai.

  • Paolo Reale

    Come premessa mi sento di dire che sono solidale con chi non ha mai riso di Fantozzi (se non da bambino e per imitare gli adulti).
    Poi vorrei fare questa considerazione: l’iperbole come meccanismo di manipolazione sociale è un’arma davvero terribile. Chiunque avanzi l’ipotesi che si possa dividere tutto in maniera un po’ più equa diventa un comunista, se qualcuno avanza dubbi su qualsiasi verità colata fuori dal mainstream mediatico, è uno che vede aerei fantasma spargere scie chimiche ovunque, si esagera cioè volutamente il significato delle cose per minimizzarne (o cancellarne del tutto) l’effetto potenzialmente pericoloso per l’ordine costituito.
    Chi sono dunque i complottisti se non i nuovi comunisti?

    Fantozzi è un iperbole.

    Per far dimenticare ai cani di essere cani Fantozzi li fa ridere esagerando la loro condizione di servi…e loro ridono perché questo è (radical) chic. Ridono perché ridere significa non essere come lui, ma in fondo al cuore loro lo sanno di essere proprio lui.
    La condizione secondo la quale tutti avrebbero un padrone oltreché falsa, è consolatoria come la cacca con lo zucchero.
    Fusaro lo dice come sa, io da povero ignorante che sono lo dirò così

    quando si barattano i diritti con il denaro diventiamo questo.

    Fantozzi come noi è il figlio di contadini che insegue il mito della ricchezza andando in città,
    1
    Due generazione prima abbandonano il podere (di loro proprietà)
    2
    Quella dopo si comprano la casa e fanno studiare il figlio
    3
    L’ultima, cioè oggi, perdono la casa per pagarsi i debiti loro, o del padre.
    Cos’hanno ottenuto?
    Niente.
    Intanto indovinate cosa è successo ai ricchi? Quelli veri, cioè quelli che il denaro neanche lo maneggiano perché sanno che è sporco…nulla, se non di diventare più ricchi.

    P.S.
    I diritti si conquistano per strada, non con geniali investimenti monetari.
    E il mito dell’imprenditore che si è fatto da solo in garage, oggi potrà anche chiamarsi startup, tanto i creduloni non mancano mai.

  • WM

    @paoloreale:disqus quando un commento finisce in coda di moderazione (c’è un apposito messaggio che avverte di questo, quando inserisci il commento) non devi continuare a ripeterlo magari cambiandolo, devi solo aspettare che sia revisionato da un moderatore, leggi le FAQ https://comedonchisciotte.org/faq-domande-frequenti/ e le Regole d’uso, come avresti dovuto fare prima di commentare e non lo rifare.
    Grazie

    • Paolo Reale

      Sul mio profilo disquis il commento risultava “segnalato come spam”. Ragione per cui ho corretto alcune espressioni un po’ forti e l’ho ripostato. Moderare le discussioni a volte dà un po’ alla testa, forse “e non lo rifare” è un espressione che potevi usare con un tuo amico intimo dopo qualche birra di troppo, qui siamo tra persone civili, quindi ti chiederei di non rivolgerti più cosi a me, cioè “non lo rifare”.
      Per il resto dato che sei il capetto del cortile puoi fare ciò che vuoi dei miei commenti, il messaggio che contava lo hai ricevuto.

      • WM

        Disqus è un mezzo, stai scrivendo su comedonchisciotte.org, usando Disqus e le regole che contano sono quelle che sono elencate nelle regole e Condizioni d’uso, nella Netiquette e nelle FAQ di CDC che avresti dovuto leggere prima di commentare.
        Hai ripostato lo stesso articolo 5 volte e ogni volta il sistema ti ha bloccato.
        “Non lo rifare” è stato un consiglio, invece di cancellarti subito e bannarti senza preavviso, prendilo come ti pare ma se vuoi continuare a commentare qui, ti suggerisco di prenderlo alla lettera.