PAOLO BARNARD, UNA QUESTIONE COMPLICATA

PAOLO BARNARD, UNA QUESTIONE COMPLICATA

DI GIULIETTO CHIESA

megachip


Giulietto Chiesa risponde a un lettore sul caso Barnard


Ciao Giulietto,

In questi giorni ho letto il saggio di Paolo Barnard “Il più Grande Crimine” e – a prescindere dalle singole questioni trattate, che per altro sto approfondendo con amici laureati in economia e commercio che ne sanno molto più di me in materia – mi ha ricordato molto il Superclan da te delineato nell’omonimo libro. Per questo, sono molto curioso di sapere cosa ne pensi a riguardo. E perché un giornalista del calibro di Barnard è stato emarginato da totalmente dal mondo dell’informazione, tanto (l’ho appreso oggi con l’ultimo aggiornamento apparso su Megachip) da doversi ritirare dall’impegno giornalistico?

Quando hai tempo e voglia, mi farebbe molto piacere conoscere il tuo pensiero a riguardo.

Un caro saluto

Walter Moretti

Caro Walter,

mi è difficile esprimere un giudizio sintetico sull'opera omnia di Paolo Barnard. Ci sono molte convergenze tra le cose che lui scrive e pensa e quelle che io scrivo e penso. Ma ci sono anche molte divergenze di metodo e di sostanza.

Per quanto riguarda Superclan, effettivamente la sua descrizione del potere mondiale è molto vicina (mi pare) alla mia. Altrettanto per la critica alla società dello spettacolo. E potrei continuare a lungo. La cosa non mi dispiace affatto, perché il percorso di Barnard, intellettuale, professionale e politico è molto diverso dal mio e, dunque, scoprire che altri, percorrendo altre strade, arrivano agli stessi o analoghi risultati è, in un certo senso, una conferma dei propri.

Ma colgo una tendenza che non è mia. Consistente nel tirare il filo logico oltre le sue possibilità di resistenza. Ogni ragionamento, secondo me, va svolto dentro un ambito preciso. Se si sconfina da quell'ambito anche il più corretto dei ragionamenti finisce per "rompersi". Potrei fare diversi esempi, ma mi limito a uno. Tutte le critiche di Barnard al leaderismo di sinistra, ai guru etc., sono giustissime e condivisibili, ma non si può (e a mio avviso non si deve) menare fendenti in tutte le direzioni, senza distinguere. Perché ci si prelude la possibilità di ogni azione politica, di ogni alleanza. Non si può descrivere la situazione della società dello spettacolo giungendo alla conclusione, sostanzialmente, che non c'è alcuna via d'uscita, e poi rivolgersi a un uditorio manipolato (perché non può essere che tale) con una certa vena di disprezzo. Delle due l'una: o l'uditorio non è completamente manipolato, né manipolabile, e allora ha un senso parlargli. Oppure lo è, ma allora non ha alcun senso tentare di parlare agli sciocchi. E non ha neppure senso andare sul web a gridare, se il web è il deserto della ragione e della logica.

In realtà Barnard ha ragione e il web sta diventando un inganno di massa. Ma non è soltanto questo e, io penso, compito dell'intellettuale (cioè colui che sa, e che è animato dal desiderio di far sapere) è di scavare alla ricerca delle possibilità di trovare l'acqua anche in quel deserto.

Nei fatti Barnard lo fa e credo che dobbiamo ringraziarlo per i contributi che dà. Ma mi pare che lo faccia contraddicendo se stesso.

Infine la contraddizione principale che vedo e' nel suo astrarsi completamente da ogni azione politica organizzata e collettiva. Le sue posizioni (come ho detto, "logicamente estreme") lo conducono all'isolamento. Un isolamento anch'esso contradditorio, perché poi Barnard gira per l'Italia a fare conferenze, a spiegare, a diffondere il verbo, come fanno molti altri "guru" che lui aborre. Dov'è la differenza non vedo. In ogni caso se si parla ad un pubblico, anche se non lo si vuole, si fa teatro, spettacolo, cultura, con tutti i limiti che ciascuno si porta dietro e con tutti i valori che, comunque, si può diffondere. La vera questione , mi pare, è decidere se si può fare qualche cosa per uscire da Matrix. Per quanto mi riguarda io penso che nessuno può fare niente da solo. E, se si decide di farlo con altri, significa per molti aspetti venire a compromessi, rinunciare alla propria logica ferrea, e alla propria "indignazione" per le debolezze umane, che gli uomini e le donne si portano dietro. Altrimenti non sarebbero tali. E se c'è qualcuno da portare fuori da Matrix sono appunto degli "umani". Altrimenti perché farlo?

Cari saluti,

Giulietto

Fonte: www.megachip.info

Link: http://www.megachip.info/finestre/lettere/6067-paolo-barnard-una-questione-complicata.html

1.05.2011

Commenti (55)

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    1. ienaplischi59 12 maggio 2011

      Condivido pienamente!
      Andate su btjunke e scaricate il torrent:
      PAOLO BARNARD: Ecco come morimmo.
      PAOLO BARNARD: Trattato di Lsbona.
      Apre la mente e spero che contagi molti giovani studenti e li renda consapevoli di ciò a cui vanno incontro!
      Qui non serve la politica il partito, qui servono persone dall'animo onesto , sincero che desiderino il bene della propria Nazione e dei Suoi cittadini.

    1. Earth 3 maggio 2011

      Ogni giorno qua su cdc ci sono persone che traducono articoli perdendo il loro tempo per noi, anche se lo fanno per un fine piu' grande. Quante volte lo leggi grazie da parte dei lettori? C'e' stato un periodo che ringraziavo abbastanza e di cui ho perso l'abitudine che mi sentivo scemo ad essere l'unico, qua invece dei commentatori noti, leggere grazie e' piu' unico che raro, ed e' raro comunque dai commentatori sconosciuti. Ma che non si sentissero in difetto, tanto lo fanno tutti! Mal comune mezzo gaudio no? Come ci si fa a sentire uniti quando non si parte almeno dalle piccole cose. Semplice, perche' uniti NON LO SIAMO.

      Quando parlo di irriconoscenza non intendo che non si possa essere contrari di opinione, ognuno e' libero di avere il proprio pensiero, ma sui fatti accaduti pero' non si discute, quelli sono, nessuno ha il diritto di togliere il credito a nessuno. Per me la irriconoscenza e' come una pugnalata al cuore, seriamente preferisco il do ut des a sto punto, si va sul sicuro e non si fa la figura del coglione, oltre a divorare se stesso.

    1. Earth 3 maggio 2011

      Che poi nel penultimo articolo di barnard ho preso totalmente le sue parti, ma no io sono un troll, io sapevo gia' giorni prima che avvenisse, che barnard avrebbe abbandonato il giornalismo in italia e mi avrebbe fatto incazzare cosi' tanto da farmi cambiare pensiero della gente acculturata ingrata, ma va, sono un troll raro, sono un troll preveggente io. Stai zitta vecchietta rimbambita che e' meglio.

    1. Earth 3 maggio 2011

      No la filosofia del lecchino la fa chi non ha le capacita' e vuole salire un minimo di gerarchia, sempre non sapendo fare niente.
      Chi ha le capacita' parte in livelli superiori nella scala sociale.

    1. Earth 3 maggio 2011

      Effettivamente si. Ho cambiato totalmente pensiero in poco tempo, la gente non merita il mio aiuto, io so badare a me stesso. Non voglio fare la fine di barnard, fare il loro bene, essere sputato in faccia e diventare rancoroso per tutta la vita. Si dice che fare del bene non porta ricchezza, chissenefrega della ricchezza quando c'e' la felicita', ma qua invece ci fosse qualcosa di positivo, qua la gente non ti dice nemmeno grazie, allora vaffanculo (non e' riferito a te, ma al contesto)

    1. Earth 3 maggio 2011

      Tu hai le fissazioni con gente che usa multipli nick io ho sempre usato solo questo, innanzitutto non sono un troll ma se dovessi scegliere tra essere un troll e essere un fan senza cervello che non ha pensiero critico come te preferirei essere un troll.

    1. Galileo 3 maggio 2011

      ...si pero pro-barnardiane. Io lo ricordo bene a Bubba come nessuno.

    1. orsob 3 maggio 2011

      Il giornalista puro non esiste. Il giornalista deve informare e lo fa con la sua personalità ed il suo metro di valutazione. Ma non è un uomo "politico" che è a caccia di consensi, di visibilità o imbonisce la massa. E accetta il compromesso. Quello che mi piace degli intenti e delle valutazioni di Barnard è il fatto che non mette al centro la "politica" e i suoi compromessi, ma il lettore, l'essere umano che acquisisce le informazioni e se vuole, pùò utilizzarle con la propria personalità ed il suo personale metro di valutazione.
      Al centro di ogni sistema sociale e al centro di ogni cambiamento epocale ci siamo sempre noi. Ecco perchè ha ragione Barnard, non dobbiamo delegare a nessuno: la politica fa sì che tuitto finisca in un grande calderone. Comunque tutto questo resta sempre una grande utopia. L'unica verità (forse è questo che ha capito Barnard) è che l'uomo con le sue organizzazioni, ha fallito.

    1. rasna-zal 3 maggio 2011

      Non solo sei una persona supponente, sei talmente pieno di te che non ti accorgi delle differenze tra un nick e l'altro, per te ci ha pensato Truman a confermarti che Mikaela non è Barnard spiegandoti l'incopatibilità dei loro IP.


      Supereroe di carta che apre bocca e da fiato: "credere alle aziende farmaceutiche, CNN, 9/11"; tu non sai nemmeno di cosa parla Barnard e sicuramente non capisci nemmeno quello che scrive, altrimenti non diresti queste demenzialità.

      Barnard è stato allontanato dalla RAI per un servizio sulle case farmaceutiche (Little Pharma & Big Pharma); sull'9/11 ha ampiamente chiarito il suo punto di vista pragmatico ma aperto come nel suo stile; ma tu, chi ti credi di essere per mandare a cagare qualcuno?

      Una persona che poggia queste offese su una base così debole è un demente che ha solo voglia di mettersi in mostra con obbiezioni risibili e ridicole, parole grosse, da scoop che poi non si reggono dritte e ci offendi pure la gente, un detentore della verità "self-made" un'altra caricatura di paladino dell'antisistema de "noartri"...

      ...Vai a triturare i lecca-lecca hai bambini che forse li convinci che sei qualcuno con voce in capitolo, Suppaman!


    1. mikaela 3 maggio 2011

      No!No! e che pensava di scrivere con un altro nick non l'avete capito che e' solo un troll.

    1. mikaela 3 maggio 2011

      Io vedo Barnar piu' lucido che mai e il fatto che abbia smesso di scrivere in italiano lo dimostra,e a prescindere da quello che pensano gli altri sono piu' che convinta che smettere di scrivere in italiano sia un ottima decisione.

      L'Italia come tutti gli altri stati europei hanno sempre speso a defici prima della comunita' europea e nel resto di tutto il mondo seguono spendendo a deficit perche' tutti hanno la loro moneta sovrana.

      Ti ricordo che il dollaro e' una monta sovrana e a forza di spendere a deficit l'hanno messo in quel posto a tutto il mondo.

    1. rasna-zal 3 maggio 2011

      Pensavo stessi ironizzando, invece stai pendendo per una improbabile china.

    1. AlbertoConti 3 maggio 2011

      Sono in parte d'accordo con te, gran parte dei commenti "ben informati" sono frutto di celata meschinità o di allucinazione, ma neppure nel web si può generalizzare all'estremo. Tuttavia il problema di Paolo penso sia un altro. Spero che il suo tormento non finisca come descrivi tu. Tornando ai contenuti, penso che anche questi siano influenzati dalla questione esistenziale, ma al di là di questo c'è una base reale su cui poter confrontare il libero pensiero, purchè sia abbastanza coerente. Mi stupice ancora che un intelligenza così acuta non riesca a liberarsi delle incoerenze più macroscopiche (ne ho già parlato diffusamente)

    1. mikaela 3 maggio 2011

      Guarda che io non ho la mente OBNUBILATA come te.

      Sei solo un grande TROLL maleducato che scredita questo forum.

    1. andreapound 3 maggio 2011

      o anche la filosofia del lecchino che si mette la dignità sotto le suole delle scarpe.

    1. mikaela 3 maggio 2011

      Truman, Bubba non e' Barnard e come dici tu le idee di Bubba sono diversa da quelle di Barnard anche se in un paio di considerazioni lo ha sostenuto, ma in genere i suoi post tendevano solo a smascherare i retroscena di Grillo.

    1. AlbertoConti 3 maggio 2011

      La filosofia del kapò, complimenti!

    1. AlbertoConti 3 maggio 2011

      Non ho capito cos'è che dimostra, se non che il giornalista puro è condannato alla depressione profonda. La trovo una tesi poco convincente. Ad ogni modo il giornalista puro dovrebbe trasmettere informazioni veritiere, non che è cosa buona e giusta che uno Stato "spenda a deficit" e che le tasse non sono mai servite a pagare le spese di Stato. Qui sì che c'è coerenza tra depressione profonda e profonda confusione mentale, senza nulla togliere ai tanti meriti di Barnard.

    1. orsob 3 maggio 2011

      Paolo Barnard fa il giornalista, non il politico. E sotto questo punto di vista il suo lavoro è eccellente. Gli argomenti che tratta sono importantissimi e richiedono talmente tanto tempo e immagino così tanto lavoro che mi sembra del tutto umano che non siano tutti gli argomenti possibili. Siamo talmente abituati alle macchiette della politica che non siamo più capaci di apprezzare chi fa il suo lavoro e basta e, in questo caso, tenere separate le due cose: il politico fa il politico e il giornalista fa il giornalista.
      Mi rendo conto che il fatto che Chiesa scriva e Barnard sia entrato in questa depressione professionale profonda dimostra proprio questo.

    1. andreapound 3 maggio 2011

      allora è ufficiale, mikaela ama Paolo Barnard ahahahahahahah

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