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PAOLO BARNARD PROPONE L'UNICA GENIALE SOLUZIONE IMMEDIATA. E GLI INDIGNATI CONTESTANO IL RE DELL'INDIGNAZIONE

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

“Fare un passo avanti: diventare cacche!”

Paolo Barnard, 10 maggio 2012. Titolo del suo ultimo post.

Questa mattina, presto, andando a spulciare la rete e facebook sono rimasto davvero colpito, il che non capita spesso. Al di là delle consuete notizie, ce n’era una in particolare che attirava la mia attenzione: lo sdegno, sui social networks, di parecchi seguaci del giornalista Paolo Barnard contro di lui.
Il cosiddetto popolo degli indignati che si indigna contro il Re dell’indignazione.
Per me, equivaleva a una notizia.

Alcuni di loro li conosco personalmente anche nella vita reale e ho visto, più tardi, che nelle loro bacheche hanno manifestato apertamente il loro dissenso contro Barnard. E così, sono andato a leggermi l’articolo che aveva suscitato una così feroce levata di scudi. Che cosa avrà scritto? (pensavo mentre il computer caricava il sito) Magari è diventato il segretario del nuovo PDL di Alfano, o ancora peggio propone a tutti una colletta per investire in derivati di Goldman Sachs oppure sostiene di andare in giro a mettere delle bombe in parlamento.
Morivo dalla curiosità, e avevo deciso che non sarei intervenuto.

Leggendolo, più volte e con attenzione, ciò che più mi ha colpito è stata la mia reazione: un enorme sollievo, perché mi ha chiarito (e risolto) un mio profondo disagio di questi tempi.
Tutto ciò, prima ancora di introdurre l’argomentazione, per dire che plaudo e appoggio al 100% l’interpretazione attuale di Paolo Barnard; mi beccherò la mia quota parte di dissenso avendo scelto deliberatamente di sostenere con vigore la sua elaborazione contestata.

Chi conosce e segue Barnard sa come il suo linguaggio così vivido sia sempre intriso di una indubitabile rabbia manifesta (è uno che scrive con la bava alla bocca) il che lo accredita di un plusvalore perché sintetizza gli umori di noi tutti e rende autentica e percettibile la sua scelta di vita; ma allo stesso tempo, più d’una volta, (è una mia modesta idea personale) corre il rischio di essere fuorviante perché fa perdere l’autenticità della solida argomentazione, troppo intrisa di livore per poter essere contundente come dovrebbe.
Qui di seguito, cito in copia e incolla, alcuni brevi passaggi, e invito i lettori ad andare a leggerselo.

Scremato dalla sua rabbia, sono due le potentissime argomentazioni di Barnard che hanno indignato gli indignati: 1). Piantatela di fare i bèceri, e mettetevi in testa che dovete rimboccarvi le maniche e studiare. Perché davanti a voi non c’è un esercito di beceri analfabeti (tipo il Trota) bensì fior di cervelloni con venti lauree in economia che vi mangiano in padella quando e come vogliono. 2). Preso atto del primo punto, ne consegue che la più intelligente –e unica- battaglia da fare in questo momento tragico, consiste nell’andare dagli imprenditori più evoluti, sensibili e intelligenti, e spiegare loro che l’alleanza che può rappresentare la svolta consiste nel diventare finanziatori sponsor degli studiosi intellettuali che tireranno fuori come frutto dei propri studi ed elaborazioni la maniera migliore (la più pragmatica, efficace ed efficiente) per abbattere gli squali. E’ soltanto dall’incontro tra menti eccellenti /pensanti /contemplative /studiose/analitiche e industria imprenditoriale che può nascere il cambiamento. Senza idee, massimo sei mesi da oggi, la CONFINDUSTRIA sarà stata spazzata via dal mercato (la previsione è mia non è di Barnard) perché senza idee non ce la faranno. Ma chi produce idee, oggi, è fuori dal mercato e ha bisogno di finanziamenti. Quindi, ci si mette insieme: L’INDUSTRIA CHE PRODUCE e la CULTURA CHE PRODUCE..

Dal mio punto di vista, in Italia, la Vera Rivoluzione Democratica tanto auspicata.

E invece, tutti indignati.

Basterebbe questo tipo di reazione per comprendere quanto e profondo sia difficile, in questo momento, organizzare un contro-attacco vincente contro l’attuale piano economico-politico lanciato dalla oligarchia finanziaria sovra-nazionale per eliminare gli stati,.
cinesizzare il mercato del lavoro, espoliare le nazioni della loro locale spina industriale, annientare la classe media, nazificare il pensiero, silenziare le menti pensanti, e chiudere una volta per tutte (secondo loro) l’arrogante e presuntuosa pretesa degli esseri umani europei di aspirare e combattere per l’affermazione di quei princìpi di libertà, fratellanza e solidarietà che dai tempi di Locke e Voltaire sono stati la base formativa che ha creato ricchezza collettiva e Bene Comune Condiviso. 235 anni di Storia.
Che intendono spazzare via con un colpo secco..

E ci stanno riuscendo.

Lo volete capire, o no?

Scrive Il Re degli Indignati contestato:

Basta teatro. Basta. Sono anni che chiedo di piantarla coi teatrini dei movimenti, predicatori di internet, associazioni, grilli, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Sono anni che dico che si deve studiare come pazzi e poi reclutare cervelli eccezionali almeno fin dove ci è possibile. Bisogna reclutare imprenditori e fargli capire che siamo nella stessa barca, noi dipendenti e loro, e da questi farci sponsorizzare quei cervelli, cioè creare Fondazioni e Think Tanks che lavorano per noi. Vi ho portato a Rimini cinque esperti proprio per impostare un flebile inizio su livelli di grande professionalità. Non sto vedendo nulla di competente nascere da ciò, solo fuffa di internet e gruppi che dopo 5 pagine di MMT già pensano che a Citigroup gli tremano le gambe a leggerli nei blog.

Impietoso quanto veritiero. E’ proprio così. La nuova realtà ci offre oggi, in Italia, una miriade di liste civiche, pseudo raggruppamenti, collettivi, movimenti, i quali –nella migliore delle ipotesi- non saranno in grado di prospettare nessuna alternativa né fattibile né credibile per il semplice motivo che latitano di pensiero intellettuale, di Cultura, cavalcati, alimentati da chi manipola il disagio attuale già pregustando di realizzare la propria ambizione nel divenire (se va bene) dei ben accolti valvassi o valvassori nel Nuovo Medioevo Eterno che hanno intenzione di costruire per noi.

E’ necessario un altro passo. Un’altra mentalità. Bisogna mettersi in gioco personalmente, individualmente, esistenzialmente, anche a costo di correre il richio di rinunciare ai minimi argini di sicurezza ottenuti finora. Perché è chiaro come il sole che anche quelli, in breve tempo, verranno risucchiati via dalla marea. Mica avvertiranno prima.
.

Sostiene il Re degli indignati contestato:

Guardate che per loro noi non siamo neppure cacche. Una cacca non è alcun pericolo, ma almeno la noti. Non essere neppure cacche significa che proprio noi, per loro, non sussistiamo. E devo dire che dal loro punto di vista, il punto di vista del Vero Potere, in effetti non può che essere così. Questo siamo, o sarebbe meglio dire non-siamo, io, voi, ovvero tutti quelli che sono nati cittadini comuni con occupazioni comuni e che poi più tardi hanno scoperto che esiste il Vero Potere Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista, e che si sono decisi a combatterlo. Per il Vero Potere non siamo neppure una cacca letteralmente. Non si sono mai curati neppure di sapere se esistiamo o no. Vi scrivo questo solo per darvi il senso realista delle proporzioni fra gli schieramenti in questa lotta, perché sono veramente stanco di far parte di sto circo della rete dove forse proprio nessuno ha capito quanto seria è la questione di come affrontare il Vero Potere. Io sono nel web non per scelta, sia chiaro, sono qui al confino, costretto all’esilio in sto luogo, che detesto, dalla censura di chi sui media non mi vuole più neppure in fotocopia, cioè tutti. Voi potete fare quello che volete, mentirvi quanto volete, essere ridicoli eppure credere di essere in gamba, ma io sono stanco, non ne posso più di movimenti, di predicatori di internet, di associazioni, grilli stellati, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Non ne posso più di internettari tossici all’ultimo stadio che mi scrivono “Barnard ha visto sto video? Sconvolgente!!!! Cosa ne pensa?????”. My God! Adesso lo guardo e poi chissà che cosa succedeeeeee. E quelli che aprono le pagine su Facebook… quelli lì, QUELLI LI’, tenetemi fermo….
Le proporzioni fra tutta sta agitatissima fuffa e loro, il Vero Potere, sono deprimenti come poche cose al mondo. Guardate, vi posso dire una cosa certa, ma certissima, ok? Nelle stanze di Citigoup o dell’IIF o di Business Europe o della Trilaterale, o della Exor, del Lotis, del WTO, di AXA, o di Carlyle, della Commissione UE nessuno mai neppure per 30 secondi ha pensato una sola volta a tutti voi movimenti, predicatori di internet, associazioni, grilli, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Cioè, detta alla bruta, non ci cagano neppure di striscio, proprio mai coverti, come dicono i veneti. Zero.

Personalmente parlando, negli ultimi mesi mi è capitato di partecipare a diversi incontri, seminari, colloqui, confronti, di quella che sta diventando la nuova moda sociale collettiva italiana del 2012: un nuovo partito “diverso” dagli altri. Ma il linguaggio è sempre lo stesso, anche se, nei migliori esempi, è semplicemente camuffato; tanto, la maggior parte delle persone è convinta che la Cultura sia Wikipedia, le striscette di facebook, e qualche bel discorsetto intinto delle nuove parole d’ordine che oggi fanno il nuovo mercato della politica: bene comune, condivisione, diritto alla cittadinanza, no alla casta, no ai privilegi, ecc. Basta usare queste parolette “magiche” e sono tutti contenti pensandosi rivoluzionari. Sempre mercato della politica è. Ormai abbiamo neo-miliardari che guidano le rivolte, esponenti della casta che costruiscono associazioni contro la casta, analfabeti che parlano di Cultura, e presentatori televisivi che si sono auto-eletti a maitre de penser presentandosi come la neo classe di intellettuali.

La soluzione sta nel capovolgere questo meccanismo per ritornare dal mercato della politica alla politica del mercato.

La finanza oligarchica non è mercato: chi lo crede è caduto vittima di un falso ideologico. Tant’è vero che per loro non esiste la legge della domanda e dell’offerta, il rapporto prezzo/qualità, il costo sociale. Viaggiano secondo altre coordinate il cui fine è (lo spiego qui in maniera sintetica e divulgativa) politicamente “abbattere la logica centrale dell’economia del libero mercato nel nome del libero mercato” un paradosso che sta costruendo una società insensata, per cui è necessario riappropriarsi del Senso per poterla combattere. Ma senza Cultura non c’è acquisizione del Senso.
Dal punto di vista economico, il loro obiettivo consiste in “eliminare il concetto di classi sociali, di concorrenza, di competitività, per dar vita a una società economica formata da due uniche classi riconoscibili: schiavi e cupola finanziaria oligarchica che stabilisce chi deve produrre e chi no e come lo deve fare e per quanto e fino a quando”.

L’articolo di Barnard mi ha ricordato un aneddoto che mi ha raccontato un mio amico argentino a Buenos Aires, tre anni fa, quando ancora vivevo in Argentina. Perché ha a che vedere esattamente con ciò di cui parla Barnard. Guillermo (così si chiama il mio amico) è un professore di pedagogia infantile, un consulente del governo nella sezione istruzione pubblica ma ha partecipato a molte riunioni di governo della coppia Kirchner, soprattutto all’inizio quando era anche sottosegretario ai beni culturali. Mi raccontò quando i Kirchner presero il potere e una volta insediati, dopo qualche mese, ricevettero la delegazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, allora guidato da Dominique Strauss Kahn. All’uscita dalla riunione, i Kirchner erano sbiancati. Lui, Nestor, più sanguigno, iroso e viscerale della moglie (e meno colto) capì subito come si erano messe le cose. Disse, per l’appunto, a Guillermo “io so soltanto che non ho capito nulla di quello che hanno detto, ma proprio nulla; ma una cosa, questa sì, l’ho capita: questi si portano via tutta la repubblica argentina, compresi i ghiacciai del polo sud. Siamo davvero nella merda”. Sua moglie, invece, più accorta (una solida sindacalista) si confidò con i consulenti intimi e fedeli, alcuni dei quali, ammisero perfino di essere stati convinti sia dalla Banca Mondiale e dal FMI che l’attuazione del loro piano era una bella cosa. “Ci spiegarono” mi raccontò allora Guillermo “che per riprendersi dalla nostra catastrofica situazione visto che eravamo andati in default e stavamo barcamenandoci ma non riuscivamo a trovare il bandolo della matassa, bisognava opera una manovra che consisteva nell’attuare delle strategie neo-liberiste di grande austerità e rigore, comprimendo la spesa pubblica per non avere inflazione; convincere a fare altrettanto ai boliviani, cileni e uruguaiani, con i quali poi –con la benedizione dell’Europa- avere una moneta unica nuova che avrebbe anche potuto emettere dei bot che sarebbero stati garantiti dalla BCE che avrebbe anticipato i soldi gestendoli. In pratica, dal punto di vista economico diventavamo una piazza finanziaria dell’euro”.

Gli argentini si resero conto che non avevano la cultura tecnico-specifica adeguata per poter rispondere in maniera argomentata. Nestor Kirchner era furibondo. Guillermo mi raccontava che “dava l’impressione di essere uno messo all’angolo; ammetteva di non aver capito niente ma allo stesso tempo andava in giro a dire ci hanno preso per degli indiani con la piuma in testa e si presentano da noi con gli specchietti magici, una frase che aveva fatto il giro della classe politica. Ma Cristina, invece, che non aveva incarichi di responsabilità, ma aveva il potere sul capo del governo che esercitava in camera da letto, ebbe una fulminante intuizione. Convinse il marito a darle carta bianca per trovare le persone giuste, nel frattempo che acquistasse tempo con gli europei. Ed è quello che fecero”.

Cristina si fa un giro internazionale e si rivolge a Joseph Stieglitz, ma non si capiscono.

Si fa presentare a Paul Krugman, il quale le spiega che essendo il responsabile dell’economia per la elezione di Obama (eravamo tra il 2005 e il 2006) non poteva occuparsi della questione, ma le consiglia vivamente Christina Rohmer, una sua allieva, divenuta ordinario di economia finanziaria applicata all’università di Berkeley in California. Cristina la chiama e si piacciono subito, anche perché la Rohmer era diventata bilingue e parlava perfettamente lo spagnolo. E così, Cristina (l’argentina) vola a San Francisco e si incontra per dieci giorni con la Christina (l’americana). Chiudono un accordo. Ritorna in patria e comunica al marito l’esito, ma lui non ne vuole sapere perché odia gli statunitensi dato che loro avevano appoggiato la dittatura militare 15 anni prima. Ma lui era molto innamorato e lei lo convince, nonostante avesse tutto il partito contro.

Mi raccontava Guillermo “Lì si è giocata la sua carriera politica. Un mese dopo, arriva la Rohmer con 12 consulenti personali al seguito, piuttosto giovani, tutti bilingui. Ma c’era soltanto un economista, tutti gli altri erano esperti in diritto internazionale, diritto finanziario, diritto legale tra nazioni. Si sono chiusi in un ufficio e lì per quindici giorni, insieme ai consulenti del governo argentino hanno letto e spulciato tutte le proposte della Banca Mondiale, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale. Un mese dopo convocano la riunione con gli europei. Io stavo lì. Il gruppo dei consulenti (soltanto tre parteciparono) vennero presentati come personalità di governo. Si comincia la riunione e a un certo punto, dopo un segnale, uno degli uomini della Rohmer prende la parola e comincia a contestare i punti uno per uno, spiegando perché non funzionavano ed erano illegali. Inizia una discussione che si protrae davvero molto a lungo. Gli europei decidono di rimanere altri due giorni invece di un solo pomeriggio. E il giorno dopo ricominciano. Finchè al terzo giorno, alla fine gli europei chiedono: insomma, che cosa avete intenzione di fare? E allora viene consegnato il piano della Rohmer. Gli europei lo bocciano subito dicendo che è una follia che distruggerà il paese in due anni. Loro tengono duro. Inizia un battibecco. Alla fine uno dei tre minaccia gli europei: avete violato dei comma specifici del diritto internazionale e adesso ve lo dimostriamo; come stato sovrano noi siamo in grado di poter denunciare al tribunale internazionale dell’Aja la BCE. Vi facciamo causa per 50 miliardi di euro, per voi è una cifra ridicola, a noi ci basta. Ricominciano a discutere. La mattina dopo, gli europei accettano le condizioni argentine”.

Dopo tre giorni i consulenti legali se ne vanno e ritornano in Usa. La Rohmer, a quel punto, fa arrivare gli economisti keynesiani che gestiscono per quattro mesi di seguito, insieme al governo, le modalità di esecuzione del piano economico che in quattro anni porta l’Argentina dal 45esimo posto al mondo come solvibilità e potenza economica al 12esimo.

Oggi,a Buenos Aires, sono nate due specifiche università dove studiano soltanto il funzionamento dei meccanismi perversi della finanza speculativa applicata. Per accedervi, bisogna già essere laureati in Economia e in Diritto Internazionale.

Per questo motivo mi è piaciuto l’articolo di Barnard.

Non prendetevela per il suo tono un po’ burbero.

E’ fatto così.
Ma ha ragione al 100%.

Se veramente volete fare qualcosa di propulsivo, mettete su un gruppo che si occupi UNICAMENTE di trovare la strada vincente per andare a bussare in Confindustria e spiegar loro che devono investire immediatamente qualche milione di euro per lanciare dei think tank italiani.
E’ la strada più veloce e facile da percorrere.
Ma lo devono fare subito se ci tengono a salvare l’industria nazionale.
Crea lavoro, occupazione intellettuale, ma soprattutto produrrà idee..
Senza di quelle, vincono gli altri.
Tutto il resto, come dice Barnard “è fuffa”.
Mascherato, più o meno, dalla tintura inzuppata nel brodo mediatico che va di moda in questo specifico momento..

Sergio Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/05/paolo-barnard-propone-lunica-geniale.html
11.05.2012

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Evvai, Paolo! Tu si che le palle ce l’hai!! Magari ti ascoltassero.

  • Fataturca

    E’ illuminante questo articolo.
    La penso esattamente come te e come Barnard.
    Basta movimenti se in pentola bollono solo legittima rabbia e slogan, ma zero cultura o conoscenza “accademica”!
    Mi è capitato di andare in giro tra movimenti vari e ti giuro, non una persona, un ragazzo (perchè soprattutto di giovani parlo), mai uno che mettesse sul piatto ciò che studia o ha appreso. Va bene che ciò che ci insegnano è riduttivo e già bello che impacchettato, ma ti dico ho sempre sofferto la mancanza di condivisione delle conoscenze altrui. Unico vero capitale, quello che non ti puoi permettere di produrre in toto per ovvia mancanza di tempo..e di neuroni, e che solo i rapporti sociali possono permetterti.
    Conoscenze che ci sono, ma sembrano tenersele per se e ridurre la lotta sociale a megafoni, scioperi, e indignazione!

    Un altro autore di cui ammiro i lavori, è Andrea Fumagalli che in relazione alla “Produzione di denaro a mezzo di conoscenza” (in Teoria della moneta) dice :

    >

    Questo, per dire che alla luce della trasformazione della produzione e produttività, basate non più sul tempo o sulla quantità ma sul know how, esso rappresenta l’ ultima e brillante risorsa sociale del capitalismo, la conoscenza, la cultura e la formazione, di pochi e asserviti al potere però. Esse ora devono trasformarsi in patrimonio non facilmente negoziabile; un potere contrattuale tutto intellettuale quale unico valido motivo di resistenza pratica ed efficiente a tale sistema. Il quale conosce bene le potenzialità dell’intelletto umano e ne sfrutta le risorse, per produrre poi.. tutt’altro che merci.
    E perchè.. è la conoscenza a tutti i livelli, che crea il potere.
    In questo mondo, chi sa più cose..e chi ha più potere chi è “sotto” o chi è “sopra” ?

    Grazie.

  • pehuenco

    ho letto l’articolo di rossi barnard ha perfettamente ragione bisogna creare una forza uguale e contraria, per poter contrastare l’elite attuale.quindi studiare studiare e studiare, se raffrontati i nostri politici tutti, 5 stelle compresa, potrebbero benissimo essere collocati in manovalanza generica. altro che facebook twitter e i blog io ne so una più di tè. e il resto appunto e ca… fuffa.

  • paulo

    “La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare; facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù.” Henry Brougham, Discorso alla Camera dei Comuni, 1828

  • Highlangher

    Assolutamente d’accordo, unico modo per combattere chi i soldi li crea, studiare il sistema dal suo interno e ribaltarlo con le loro stesse regole. Se ci sono riusciti gli argentini perché noi no? Ma dove sono da noi gli economisti non allineati? E dove sono gli industriali disposti a finanziare qualcuno per studiare il modo di smantellare un sistema dal quale anche loro hanno sempre tratto guadagno?

  • maristaurru

    Bravo Paolo , sempre bravo. Tutti chiedono di scendere in piazza, come se scendere in piazza risolvesse qualcosa. Idee, siamo in molti a corto di idee in un Paese che le idee le soffoca sul nascere. Industria, si, ma mancano gli industriali, e non esiste solo l’industria, leggevo oggi per esempio che è morto Vidal Sasson, un parrucchiere, ma che parrucchiere, un artista. Noi abbiamo un Vidal Sasson ? NO noi siamo stati tarpati, è come se ci avessero messo un mattone in testa per fermarci, per bloccarci. Come ti muovi.. ti fulmino! ed allora il nostro Vidal Sasson, se c’è , è fuori da qui. Questo Governo sta aggiungendo rigidità a rigidità. Avere una idea in Italia, bello a dirsi,ma non basta; io dico, mettere in pratica una idea in Italia è come trovare per terra un diamante, cosa rara, trovi solo NO . I giovani se ne vanno, e non so dargli torto, una nuova cultura , una nuova apertura mentale..ma se questi manco sanno i danni che hanno fatto per la loro ignoranza! basta, mi fermo.

  • sanseverino

    Da Ellen Brown” Der Dollar Crash”:”Io vi devo mettere in guardia, Se quello che vi dico vi è troppo chiaro, molto probabilmente mi avete frainteso”.Alain Greenspeen presidente della federal Reserve da un discorso presso il Club economico di New York.
    Noi abbiamo a che fare con questi delinquenti; alle loro spalle ci sono personaggi che vivono al di sopra delle leggi e che nessuno osa nemmeno sfiorare i loro nomi sono: Rotschild, Rockefeller, Soros, Morgan, Goldmann, Sachs, Bush( Banchieri) i reali d’Inghilterra e d’Olanda e il Vaticano.
    Costoro possono pagare qualsiasi somma ai loro servi.
    Solo un’alleanza fra imprenditori ed Intellighenzia può sconfiggerli.
    Bush Junior: ” La storia la facciamo noi ( quelli su citati). Voi potete solo tentare di capirla, ma, quando quarant’anni dopo l’avete capita, abbiamo già cambiato di nuovo tutto”
    In realtà questi sono dei cretini appunto come Bush Junior, ma, possono permettersi di comprarsi le menti più raffinate.
    La lettura del ” MERAVIGLIOSO MONDO DEL MAGO DI OZ” aiuta a capire meglio la problematica.
    Esiste un posto dove i signori citati sono stati messi da parte ed è il NORD DAKOTA.
    Sarà il modello NORD DAKOTA l’alternativa al modello criminale dei banchieri su citati?
    Non abbiamo molto tempo a disposizione, perché, ogni volta che sono stati messi alle strette, hanno scatenato guerre mondiali.
    Riusciremo ad abbatterli in tempo?

  • RicBo

    Quello di PB/MMT è un tema sul quale in questo forum si è dibattuto a lungo.
    L’unica cosa che vorrei chiedere al pur ottimo Modigliani è questa: se Barnard e la MMT non riescono a convincere al 100% neppure tutti i 2000 assistenti a Rimini, ci vogliamo chiedere perchè?
    Non sarà che ci sono molti che pensano sia un grosso errore rincorrere quello che Barnard chiama il Vero Potere combattendolo con le sue stesse armi? Che si diventa come loro? Che la vera sfida è un nuovo modello economico, non una teoria di belle promesse ma tagliata su misura degli USA, che ripropone il solito Business As Usual del capitalismo?
    Non sarà che molti credono che questa crisi non finirà mai (MMT o non MMT)?
    Fra l’altro, certe cose le diceva anche lui lo diceva fino a un paio di anni fa. Altro che “tono burbero”.
    E sull’Argentina, informatevi dagli argentini per capire qual’è la vera situazione. Nessuno nega l’evoluzione democratica e partecipativa di quel Paese. Ma chi ha un minimo di cervello, sa bene che si sta gonfiando una bolla economica gigantesca, perchè ciò è nella stessa natura del capitalismo. Fra 10 anni ne riparleremo.

    I problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di conoscenza che li ha creati.
    A. Einstein

  • giop

    Ma cosa si dovrebbe studiare come truccare un bilancio? I derivati se sei in un comune non li compri, punto. Bisogna partire a fare politica dalle piccole cose, o pensate che si possa andare a bussare direttamente alla porta del Bilderberg o della Trilaterale?

  • ProjectCivilization

    Premesso che a Rimini ha portato cinque truffatori…non cinque pensatori….e perdipiu’ mmericani….l’idea gliela avevo proposta anni fa e la rigetto . Lui poi , insultando tutti….non puo’ certo partecipare a , o aiutare da fuori la costituzione di , una think tank . Ho notato che ha buttato via anche Benettazzo….che non puo’ essere accusato di essere retorico o strumentalizzato….Io a quell’epoca avevo in mente di metterlo in un pentolone con Gianni Letta e Travaglio…..ipersone che possono sembrare inmiscelabili……ma la vita e’ questa ….ognuno fa la sua strada , ognuno ha pregi e difetti differenti , e ognuno ha qualche po’ di etica e di visione sociale universale…..per il resto si tratta di trovare una forza di coesione sufficente…..se guardi solo a cio’ che separa……

  • ProjectCivilization

    Project Civilization e’ un punto di aggregazione per la cultura . Ce’ , e’ pronto .

  • jorge

    Anche se il “racconto” della Cristina Kirchner che “ingaggia” la squadra di giovani economisti per affrontare il FMI e la Banca Mondiale, fosse vero (e potrebbe esserlo) dimostrerebbe, cari ragazzi, che la prima cosa è… prendere il potere ! Come si fa ? Sicuramente non bussando in Confindustria a “spiegar loro che devono investire immediatamente qualche milione di euro per lanciare dei think thank italiani” Che tristezza… Studiate ragazzi, studiate…!

  • ProjectCivilization

    Sono cinquantanni che li cerco…..con tutta l’intraprendenza possibile….e non li trovo…..

  • Jor-el

    Quella di Barnard è una proposta seria. Lavorare per un’alleanza fra produttori (salariati e imprenditori) per battere il capitale finanziario. Non fa una piega. Andrebbe fatto senz’altro. Resta da verificare se sia possibile. La Confindustria ha dimostrato, nel corso di questa crisi, una fragilità politica impressionante. Si è fatta mettere nel sacco da Marchionne, si è fatta aizzare da Monti contro i lavoratori abboccando all’esca dell’Articolo 18. l’imprenditoria italiana è sempre stata accecata dall’odio antioperaio, mentre molti imprenditori sono organici al potere finanziario. Ma se c’è qualche imprenditore fuori dal gregge, val la pena di racattarlo. Io dico che dobbiamo lottare per IMPORRE ai padroni il tipo di accordo proposto da Barnard. Dobbiamo lottare per una legge che conceda sgravi fiscali agli imprenditori che finanziano iniziative del genere.

  • Georgejefferson

    sull argentina 9 anni fa dicevano:”vedremo fra qualche anno…e cosi per 9 anni,ora rimane solo il grido dell inflazione al 25% (stime non concordi con altre) vedrete vedrete…dimenticando sempre di citare l’aumento progressivo dei salari ..ora? a si,vedremo fra 10 anni

  • Georgejefferson
  • mimmogranoduro

    Il mondo è sembre andato cosi-noi per i potenti siamo sempre stati meno della cacca,fino a quando vivevano e lasciavano vivere,del loro giudizio me ne strafotto,ma hanno deciso che dobbiamo crepare per loro,la loro arma principale ,non sono le loro plurilauree,ma bensi la corruzzione,con la quale hanno soggiocato e comprato la politica,la quale ha provveduta a ricambiarli facendo leggi e norme a loro favore.,minando profondamente la democrazia nelle sue fondamenta,cosa mi frega del trattato di lisbona,esso è una truffa,come fanno a spostare certificati finanziari pari a 8 volte il pil mondiale?semplice un altra truffa, poichè il reale valore di quei titoli sono pari alla carta più l inchiostro,ma il sistema corrotto ha deciso che valgono soldi inesistenti,e cosi via dicendo,hanno creato un mondo fasullo ,truffaldino,grazie alla corruzzione delle istituzioni governative.
    La nostra vita,quella dei nostri figli è nelle mani di autotentici fuorilegge,e in questo stato non occorre essere tutti laureati,oppure aspettare che arrivino dei laureati a dirci che la prima operazione da fare è ripristinare la legalità,e ricondurre le istituzioni sotto l egida del popolo sovrano-quindi prima,eliminare i corrotti dai posti di comando,secondo mettere le istituzioni in mano a gente seria e onesta,le quali provvederanno a fare leggi e regole che riporteranno lo stato le istituzioni popolari al di sopra delle parti.Questo lo si fà rifondando la politica,se si vuole mantenere un profilo democratico,altrimenti,se le cose si mettono proprio male,senza bisogno di laureti e altri studiosi,si fà come si è sempre fatto in questi casi-
    mano alle armi,e fanculo tutti.
    Barnard,la crisi ti ha bruciato il cervello,non ci si laurea in economia per servire il popolo,ma proprio per emulare quelli che fanno i soldi,non abbiamo bisogno di stregoni per uscire da questo guaio,ma bensi di legalita e buon senso,costi quel che costi.
    Anche io sono contro i movimenti,ma sono l unico strumento per far capire le cose alla gente,per diffondere un pensiero innovativo,per spiegare il guaio in cui siamo e come ci siamo arrivati,.

  • Kevin

    “E’ soltanto dall’incontro tra menti eccellenti /pensanti /contemplative /studiose/analitiche e industria imprenditoriale che può nascere il cambiamento.”

    La storia dimostra che si sono avuti punti di discontinuità anche senza tutta questa roba. La condizione non è necessaria nè sufficiente per avere il così tanto auspicato cambiamento (che in chiave Barnardiana ricordo che non è nient’altro che un punto critico del capitalismo che ne determina l’ulteriore crescita e non ne decreta l’arresto). Aggiunge inoltre:

    “Senza idee, massimo sei mesi da oggi, la CONFINDUSTRIA sarà stata spazzata via dal mercato”

    Sarà spazzata via anche con tutte le idee più cazzute di questo mondo, dato che c’è da tenere conto che siamo talmente bravi a esportare la nostra cultura che abbiamo insegnato anche ai cinesi e agli indiani che cos’è il capitalismo. E adesso è l’allievo che supera il maestro.

    “Dal mio punto di vista, in Italia, la Vera Rivoluzione Democratica tanto auspicata.”

    Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta. (Stalin)

    “Basterebbe questo tipo di reazione per comprendere quanto e profondo sia difficile, in questo momento, organizzare un contro-attacco vincente contro l’attuale piano economico-politico lanciato dalla oligarchia finanziaria sovra-nazionale per eliminare gli stati,.
    cinesizzare il mercato del lavoro”

    Oh, cinesizzare il mercato del lavoro. Già. Succede questo quando vuoi costruire la società sull’impalcatura capitalista. Devi essere competitivo, competitivo, competitivo e quindi devi ridurre tutti i costi, altrimenti soccombi. Ma non ti preoccupare Modigliani, è solo l’ultima fase: la più dolorosa.

    “l’arrogante e presuntuosa pretesa degli esseri umani europei di aspirare e combattere per l’affermazione di quei princìpi di libertà, fratellanza e solidarietà che dai tempi di Locke e Voltaire sono stati la base formativa che ha creato ricchezza collettiva e Bene Comune Condiviso”

    L’arrogante e presuntuosa pretesa degli esseri umani europei di avere bene comune condiviso grazie al saccheggio di interi continenti come America, Africa e poi di avere manodopera a basso costo in Asia. E’ merito di Voltaire e Locke, come no.

    “La soluzione sta nel capovolgere questo meccanismo per ritornare dal mercato della politica alla politica del mercato.”

    Delirio puro. A me sembra che la soluzione sia più difficile delle equazioni di Navier-Stokes. Semmai una delle possibili soluzioni: l’ingranaggio è così complesso che si fa fatica a individuare il fuoco. Mi stupisco che Modigliani abbia la soluzione in tasca. Chapeau.

    “politicamente “abbattere la logica centrale dell’economia del libero mercato nel nome del libero mercato”

    Se penso che 40 anni fa avevamo Pasolini mi viene da piangere.

  • Earth

    Concordo pienamente con Barnard, ma lui e’ saltato subito all’ultima pagina del libro

    1 Riappriopriarsi del consenso della massa

    2 Inserire nella stanza dei bottoni persone con l’interesse del paese

    3 Una volta avuto il potere e la ricchezza dell’italia cercare assumere e proteggere gli studiosi che fanno l’interesse dell’italia. Queste persone esistono gia’ e sono coloro che sono esclusi dai meandri del potere perche’
    a)mancano di conoscenze nei posti giusti
    b) hanno una coscienza e senso di etica e giustizia sano, quindi inutilizzabili dal vero potere

    In assenza della struttura 1 e 2 non si puo’ procedere al punto 3. Queste persone necessitano degli strumenti illimitati che solo uno stato puo’ garantirgli e una protezione che solo i servizi segreti possono dargli (tra l’altro quelli italiani sono tra i migliori al mondo), in assenza di questo vengono ricattati e le loro azioni nullificate dal potere immenso degli avversari. SOLO UNO STATO PUO’ FRONTEGGIARE UNA LOTTA DI TALE ENTITA’.

  • shoona

    lol aumento progressivo dei salari. Se hai inflazione al 25-30% che te ne fai della carta straccia che ti danno in più? Per arrivare al default ci vuole del tempo. Cosa vuoi che siano 9 anni per un ciclo economico? Uno stato ricco come l’argentina per 9 anni può anche giocare a poker con il mondo, così come faceva prima. Ho anche letto l’altro giorno che diverse università indipendenti sud-americane (non CIA o Trilateral) sostengono che per il 5 mese di fila le possibilità di recessione sono dell’85%. Auguri.

  • gattocottero

    Ma come si fa a scrivere cialtronate così!!!

    I cinque “truffatori” non sono truffatori bensì dei benemeriti!

  • strangenick

    Sinceramente sono stufa di sentire che i problemi del capitalismo siano risolvibili con la politica monetaria!
    Paolo Barnard è dannoso, oltre che ignorante in materia di economia.
    Ma PERCHE’ non va a sentire anche altri economisti come gli suggeriscono gran parte dei suoi ex lettori?
    Perchè si rifuita di studiare il modo di produzione capitalistico e vuole a tutti i costi costringere Italia e l’intera umanità di salvare questo modo di produzione? Dov’è la sua umanità, se ancora non è stato capace di rendersi conto che MAI nella storia del capitalismo un popolo si è arricchito senza daneggiarne altri?
    Consiglio a tutti di seguire anche altri economisti, di leggere tutti i classici – Smith, Riccardo, Marx e alla fine il famoso Keynes e rendersi conto quanto sia squallido questo uomo!
    Per chi ha poca pazienza: Guardate le lezioni di David Harvey e Richard Wolff,
    ecco qualcosa di limpido e breve:
    http://www.youtube.com/watch?v=U6rIlBc-2MI

    Paolo Barnard è ignorante e si è fermato al primo che ha letto! Se aveva letto Adam Smith oggi forse ci spiegava come sia bello far diventare i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri!
    Nessuno può parlare di economia se non conosce i grandi classici e soprattutto UNO di loro!

  • tania

    Beh.. certo che Paolo Barnard e Modigliani sono due astuti strateghi militari 🙂 : mettiamoci tutti a studiare il prossimo algoritmo finanziario , e il prossimo Group of 30 , e la prossima privatizzazione … Ecco poi , quando avremo finito ( e siccome … ops , nel frattempo il processo di mercificazione capitalista si è dimenticato di aspettarci ) rituffiamoci nello studio del nuovo tipo di speculazione finanziaria , del nuovo Group MagaMagò , del nuovo decreto taglia diritti ecc … e così via … Ecco poi , alla fine , quando saremo rinchiusi in qualche lager , chiediamo subito ai nostri carcerieri che tipo di studi hanno fatto .. così , senza perdere tempo , avremo l’occasione di ripercorrere tutto il loro percorso formativo .. 🙂
    Bene , molto bene .. ora però devo fare qualche premessa ( premesse banalissime , che dovrebbero essere scontate … fino a che non capita di leggere Barnard e Modigliani ) : non esiste un’unica forma di cultura ecc.. ; il “sapere” non sempre è cultura e comunque il “sapere” non ha mai a che vedere con il pensiero ecc..ecc.. ; per capire l’oscenità dei profitti di un Marchionne qualunque rispetto ai 2 € al g. del bambino indonesiano che gli fabbrica i pezzi .. o per capire che l’acqua è di tutti eccetera eccetera eccetera non c’è bisogno di frequentare nemmeno la scuola dell’obbligo ..
    Ecco , premesso questo .. io mi chiedo se veramente Paolo Barnard e Modigliani credono di essere delle persone “preparate , colte , che studiano ecc.ecc.” … Con tutto il rispetto ma io leggo ora Modigliani per la prima volta , e che dire .. ho sopportato fino a quando ha sostenuto che i princìpi di libertà, fratellanza , solidarietà e bene comune condiviso sono iniziati da Locke … un po’ come sostenere che Milton Friedman e Ariel Sharon fossero dei filantropi .. un po’ come quando Paolo Barnard elogia la “democrazia” USA dei Trenta Gloriosi ecc..ecc.. Già , perché loro sono persone che hanno “studiato” .

  • nuvolenelcielo

    Barnard è un tossicodipendente malato. Ha fatto il suo, è ora che si ritiri da internet come minaccia. Ormai l’hanno capito tutti quello che dice sulla MMT, non ha più niente da dare o da dire. Adesso c’è bisogno di persone aperte al dialogo con gli “imperfetti e ignoranti” che possano comunicare questo messaggio economico a chi è o si avvicina all’arena politica. Barnard è troppo saccente, vanesio e divino per farlo. I suoi articoli ormai sono inutili, io ne ho presi abbastanza di insulti per mesi e mesi reo di aver appoggiato la sua causa senza dissanguarmi come la sua eroina. Che vada a fare in cu7o…, gente negativa come lui va bene solo a riempire la bacheca dei suicidi

  • nuvolenelcielo

    un’altra cosa, l’arroganza e il disprezzo di Barnard per i non-adepti sono tipici e caratteristici dei limiti e delle peculiarità dello statalismo, e anche se la MMT propugna uno statalismo “santo”, capitalista ma buono, è sempre una società con le élite dello stato che si occupano di risolvere tutto per noi coglioni cattivi e incapaci (la gente), come non manca mai di specificare Barnard. Questo è il tipico atteggiamento autoritario e fallimentare delle peggiori società che abbiamo conosciuto fino ad oggi (di destra o di sinistra), quindi no grazie per quanto mi riguarda. Se c’è qualcosa a cui è servita l’educazione economica porno sadomaso di Barnard è liberarsi dalle illusioni che una gerarchia di savi illuminati delle banche centrali (della quale lui sarebbe portavoce), possa avere veramente a cuore il rispetto delle persone… Abbiamo veramente bisogno di liberarci di questi colti aristocratici (e criminali), e di liberarci della cultura della complessità, NON di imitarla…

  • ProjectCivilization

    Modigliani ha solo sostenuto l’opportunita’ di responsabilizzare i piu’ capaci . Tutto quello che ho letto , di suo , finora , e’ credibile . Barnard o e’ incastrato nel monetarismo per una defaillance mentale ( succede anche alle persone di talento ) o e’ passato aggressivamente al servizio degli sfruttatori . Non si possono , quindi , mettere sullo stesso piano . Sicuramente ce’ qualcosa di giusto nel concetto….a prescindere . Ma l’industriale …senza il monetarismo ed i politici…..non e’ cosi’ ricco….! L’oligarca e’ un cieco . L’elettore credente anche . Ci sono altre proposte su come dare potere ai pensatori ?

  • ProjectCivilization

    Ovvio . Ma se fosse esistito un potere dell’intelligenza…..come lui immagina…..non sarebbe forse stato luiil primo a trovare una strada diversa ?

  • Georgejefferson

    se il pane mi costava 4 euro al kg e guadagnavo 1000…ora mi costa 5 euro e guadagno 1250 quale e’il peggioramento?

  • ProjectCivilization

    Se con Travaglio , Letta , persino Barnard ci si trova di fronte a pregi e difetti…e qualche possibilita’ di influenzarli…….con gli economisti USA MMT ….no ! Sono solo dei sicari . Non hanno una coscenza . .

  • pingus

    Interessante ma per me che, da quando ho capito l’antifona 8 anni fa (allora avevo ancora tempo per studiare…), mi sono dato all’agricoltura e viviamo in due con 400 euro al mese, ma credo per molti altri, non c’e’ piu’ tempo per studiare purtroppo.
    C’e’ la necessita’ di fare qualcosa, e presto, per risolvere i problemi immediati. E qualcosa di giusto.
    Allora chi ha il tempo per studiare, oltre a prepararsi a proporre qualcosa a Confindustria, magari puo’ cercare anche qualche soluzione per chi, come me e come molti, ha gia’ dei problemi impellenti di sopravvivenza, e magari uscire con qualche indicazione su come tirare avanti. Nella direzione ‘giusta’ ovviamente…

  • walterkurtz

    Grazie per il link! davvero istruttivo. Per il resto sono d’accordo con te

  • ProjectCivilization

    No , perche’ il potere dell’intelligenza ha bisogno di prender corpo . O il corpo di chi si fa sfruttare o il corpo di chi sfrutta . Fare l’esercito dei pensatori non cambierebbe niente .

  • walterkurtz

    Premesso che trovo singolare trovare sulla bacheca di cdc un articolo in difesa di un articolo non pubblicato sul sito (o meglio apparso solo nel forum e che probabilmente non sarebbe stato postato).
    Studiare, documentarsi, sputare sangue per essere preparati come i nostri strangolatori, tutto giusto. Da qui però a proporre a Confindustria di investire milioni per creare dei think tank, delle fondazioni di “duri e puri” che si oppongano alle istituzioni “forma-squali” ce ne passa. Voler ricalcare pari pari i metodi degli squali non è una soluzione, significa essere sconfitti in partenza. Oltre al fatto che queste fantascientifiche fondazioni di buoni servirebbero solo a creare dei mostri contrari e uguali a quelli che si dichiara di voler combattere.
    Niente di nuovo comunque, stessa logica manichea, stessa dinamica degli opposti del “noi i buoni contro di loro i cattivi” che è alla base dell’ormai non più tanto recente produzione barnardiana. Altro che soluzione geniale.

  • Jor-el

    Le alleanze sono necessarie. L’errore è credere che possano essere realizzate unicamente sul piano istituzionale. Negli Anni 60 e 70 del 900 l’alleanza fra classe operaia e ceti medi era necessaria, ma il PCI di Berlinguer la intendeva come alleanza fra i PARTITI che rappresentavano gli operai (PCI) e i PARTITI dei cedi medi (DC e PSI), da cui il famigerato COMPROMESSO STORICO. Le alleanze fra i ceti colpiti dalla finanziarizzazione oggi sono necessarie più che mai, ma deve avvenire dal basso, sulla base di una mobilitazione popolare per un governo di liberazione nazionale.

  • RicBo

    Parlate con cittadini argentini, imparate lo spagnolo (è facile) e verificate sui giornali di quel paese. Ora internet dà questa possibilità di informazione globale: usatela. Fra due mesi ci risentiamo qui.

  • ProjectCivilization

    Eh….ma non si fermi li…..proponga qualcosa….

  • AlbertoConti

    C’è un errore metodologico grande come una casa, e forse per questo non lo si nota molto. L’economia mondiale si è strutturata nella sua abnorme crescita molto finemente, cioè in ogni minimo dettaglio giuridico, istituzionale, monetario ecc. ecc. Ma se le fondamenta sono truffaldine, a scopo di lucro illimitato, tutta questa strutturazione e le complicanze che comporta, anch’esse funzionali all’accumulazione del privilegio e del potere, non è riformabile dal proprio interno; bisogna piuttosto uscirne con una discontinuità nel paradigma fondativo. La moneta è effettivamente la chiave di volta per poter formulare un nuovo paradigma salvifico, ma non è certo dall’interno del paradigma monetario vigente che ci si potrà arrivare “per gradi”. Stendo un velo pietoso sul tentativo puerile della MMT (solo in america possono essere così stupidi). Ma allora qual’è il punto di partenza per un nuovo modo di gestire la vita dell’ormai unica comunità umana sul pianeta Terra? Ma è semplice e chiaro come l’acqua! E’ la (ri)definizione della moneta. La moneta non è un oggetto naturale, ma esiste solo nella mente dell’uomo. Cioè è un modello teorico, un astrazione soggetta alla sola legge della logica. Il “gas perfetto” della fluidodinamica è stato un ottimo modello teorico, secondo il quale il calabrone non può volare, ma non importa, spiega in modo semplice miriadi di altri femomeni naturali, perciò è ancora un ottimo modello, una volta che si è consapevoli dei suoi limiti. Un gas perfetto “assomiglia molto” a un gas reale in moltissime circostanze, ma non sarà mai un gas reale al 100% sia pure nel mondo virtuale della mente umana. La moneta invece sì, è sempre al 100% quello che pensiamo che sia, definita dalle regole e dalle proprietà (giuridiche) che le attribuiamo. Ed è già oggi, in questo momento della moneta truffaldina, molto ma molto di più della definizione artatamente limitativa che ne danno i banchieri (M0, M1, M2, M3). A questo punto che senso ha rincorrere fin nei minimi dettagli, compresi quelli contradditori, tutte le qualità che definiscono la moneta vigente? Non abbiamo abbastanza prove che sia un oggetto che non funziona come dovrebbe nel soddisfare le esigenze della maggioranza dei suoi utenti? Non è abbastanza chiaro che è congegnata in modo da accumularsi tutta da una parte creando il massimo dell’instabilità sociale? Possiamo scrivere intere biblioteche a dimostrazione dei suoi bachi di fondo, ma nel frattempo questa cattiva moneta ci porterà guerre e distruzioni irreversibili. Si tratta allora sì di darsi una mossa, ma nel (ri)definire la moneta per quello che è: il patto sociale per eccellenza. Le campagne elettorali dovrebbero piantarla con la scandalistica e le vane promesse, per diventare finalmente trasparenti e oneste: che moneta vuoi tu? Cosa vuoi ottenere dalla definizione di moneta del mio partito? Chiaro che parliamo di un altro pianeta, ma è l’unico pianeta possibile per sopravviverci sopra. Se la definizione teoretica è troppo ostica per l’elettore, basta concentrarsi sugli scopi, su cosa si desidera ottenere. Chiaro che l’aspetto gestionale, contabile, non potrà mai più essere affidato ad un sistema bancario privato, fatto di banche-zienda a scopo di lucro. Il nuovo “arco costituzionale”, da un estremo all’altro, darà per scontata la statalizzazione del sistema bancario, su questo neppure il più pirla oserà più discutere. Ma vediamo il resto, cioè l’emissione, la gestione degli “strumenti finanziari”, e soprattutto la fiscalità, che è l’asse portante nella definizione di moneta. E’ un salto concettuale alla portata di tutti, basta farlo e vedrete che “i poteri forti” torneranno d’incanto nelle fogne da cui sono usciti.

  • ProjectCivilization

    Cambiamo patto sociale .Dove ce’ una moneta , l’economia , che e’ un sistema geometrico…non funziona piu’ , perche introduce un polo falso .

  • RicBo

    clap clap clap clap clap

  • Malpelo

    Pienamente d’accordo con te!!
    Io non demonizzerei l’esperienza di Grillo e DEI CITTADINI del movimento se questa serve alla popolazione per riappropriarsi delle Istituzioni, da lungo tempo colonizzate da gerarchi e gerontocrati.

    Ma i punti chiave della battaglia sono il numero 1 e il numero 2 senza i quali il terzo punto rientra nella c.d. masturbazione cerebrale.

    Per realizzare i punti 1 e 2 un uomo di una elevatura morale immensa come Salvador Allende ha impiegato 37 anni!! 37 sono un immensita’ ma la caparbieta’ e l’idea di giustizia sociale e di progresso del paese del presidente Allende possono portarti ad aspettare pazientemente per 37 lunghi anni, e cercare di “rivoluzionare” uno stato rimanendo nella legalita’, fedeli a quell’insieme di regole che un popolo ed una societa si sono auto-imposti credendo che cio avrebbe loro garantito prosperita’.

    Non condivido la logica Barnardiana del fare tutto e adesso, i processi sociali e naturali evolvono con il tempo.. e se le persone non capiscono cio gradualmente, cio che risultera’ da questa crisi sara’ un’altra accozzaglia di pezzi uniti da visioni diverse che non sanno dove vogliono andare e nemmeno il perche’; finiranno quindi per ammancare (per l’ennesima volta) di quella visione che potrebbe essere il punto di svolta per l’intera umanita’.

    In fondo nessuno si e’ mai preoccupato delle negativita’ del capitalismo fino a 4 anni fa, fino a quando ci garantivano la possibilita’ di avere due macchine, due frigoriferi, elettricita’ ed acqua a nostro piacimento, carne, cibo e ogni sorta di stuzzicheria al supermercato e la globalizzazione della cultura. Magari stavamo per abituarci a tutto cio. Le brutalita’ che ci mostravano in tv, e cioe’ la poverta’ e la distruzione della dignita’ umana in altre parti del mondo veniva lenito dai soldi che davamo in beneficenza e tutti erano soddisfatti e contenti delle loro buone azioni e di come siamo stati caritatevoli agli occhi di un signore (o di una teiera secondo B. Russell) che vive non si sa dove.

    Earth condivido i tuei punti ora piu che mai. E’ gradualmente che si acquisisce conoscenza, ed e’ gradualmente che si risolvono i problemi.
    e cito un proverbio che mi ha sempre affascinato: “anche un viaggio di 10.000 km comincia con un passo”
    Ad Maiora

  • tres19

    Io avevo una sola unica grande paura: che in qualche maniera si poteva tornare agli anni ’70/’80/(’90), dove un leggero potere di acquisto in più rispetto ad oggi annebbiava le menti in maniera totale.
    Fino a 4 o 5 anni fa questa paura l’avevo ancora, poi osservando le “soluzioni” proposte questa paura ha iniziato a svanire; leggendo gli interventi di questo articolo questa paura è svanita del tutto.
    Ringrazio per l’incapacità e la poca lungimiranza nel riformare e ringrazio per l’inefficacia nel ritornare a consumare.

    Anche se il periodo che verrà alcuni lo potranno considerare brutto esso è un fondamento necessario per aprire gli occhi, non ci sono altri metodi.

  • sgenio

    io non sono convinto che basti costruire dei think thank italiani.
    penso sia necessario ance modificare il modo in cui gli stati nazione cercano di sopravvivere. e soprattutto penso che l’idea di Barnard è in buona parte integrata in un sistema di recupero della ricchezza nazionale e del suo sviluppo, ma senza soluzioni reali di opposizione al meccanismo globale se non (anche lui) con il localismo.
    è vero, bisogna studiare, avere idee e non farsi fregare.
    ma bisogna anche cambiare le regole del gioco.
    Wallerstein docet…

  • sgenio

    io non sono convinto che basti costruire dei think thank italiani.
    penso sia necessario ance modificare il modo in cui gli stati nazione cercano di sopravvivere. e soprattutto penso che l’idea di Barnard è in buona parte integrata in un sistema di recupero della ricchezza nazionale e del suo sviluppo, ma senza soluzioni reali di opposizione al meccanismo globale se non (anche lui) con il localismo.
    è vero, bisogna studiare, avere idee e non farsi fregare.
    ma bisogna anche cambiare le regole del gioco.
    Wallerstein docet…

  • nuovaera89

    Sono d’accordo su molti punti dell’articolo e Barnard sa il fatto suo (anche se la MMT mi convince a metà però me la sto studiano da poco tempo) ma il discorso dello studio a un fine a se, possiamo essere laureati in tutte le materie possibili al mondo, ma se applichiamo la materia in maniera sbagliata o a danno di chi ci sta attorno sapere tutto di tutto può essere un guaio per molti, bisogna studiare, ma soprattutto usare il sapere per fare del bene, insomma, ci vuole gente ONESTà CHE NON PENSI SOLO AL FRUTTO PERSONALE. Quindi va bene il discorso di studiare e di non rimanere dei completi ignoranti, però bisogna applicare primo L’ONESTà e il bene comune, cosa che sicuramente questi mega laureati e mega esperti non hanno fatto in questi anni!

  • gattocottero

    Sono cinque seri professionisti che hanno spiegato per filo e per segno come mai siamo nella merda e come uscirne.

    E SONO VENUTI A RIMINI TRE STATUNITENSI, UN CANADESE E UN FRANCESE!!!

  • fabKL

    giusto: bisogna attrezzarsi per combattere! Non perdiamo pero’ quello che potrebbe essere un FORTE ALLEATO, vale a dire la POLVERE!!!
    I granelli di sabbia (che non sono nemmeno cacche) possono fermare i grossi ingranaggi anche se molti vengono stritolati.
    Nel momento dello scontro fra titani se uno dei due e’ molto rallentato dalla polvere che si e’ depositata potrebbe perdere quel vantaggio che aveva e che gli veniva dall’esperienza ed anche dai mezzi a disposizione.
    Insomma, non pensiamo che semplicemente facendo quello che fanno loro si riuscira’ a distruggerli…. sono piu’ esperti!
    E non bisogna nemmeno fare l’errore di chiedere alla base di diventare vertice, inutile rimproverare alla base di essere base anzi puo’ essere dannoso. Bisogna valorizzare il lavoro della base e renderlo utile magari direzionandolo, organizzandolo, enfatizzandolo….

    “abbattere la logica centrale dell’economia del libero mercato nel nome del libero mercato” si spiega magnificamente da solo ma per chi proprio non lo volesse capire si puo’ spiegare cosi’: eliminando le categorie del pugilato e mettendo sul ring pugili di 60 kg contro quelli di 120kg, cosa si otterrebbe?”

  • sun

    Stimo Barnard come uomo (non lo conosco personalmente, ma mi bastano i suoi articoli) ed apprezzo quello che scrive, perchè mi ha fatto conoscere tematiche che, precedentemente, erano per me estranee (vedi MMT).
    Non mi interessano i toni che usa, ma bado ai contenuti, visto che accendono una luce in un periodo talmente buio e, poi, grazie a dio, esiste ancora qualcuno il cui cervello è in linea con il cuore.
    Mi pare però un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento e non lo dico per schernirlo perchè, ripeto, ho il massimo rispetto per lui.
    Per produrre Cultura occorre innanzitutto una scuola che sia degna di essere chiamata tale e la scuola pubblica italiana ha subìto negli anni attacchi devastanti sia da governi di centro-destra che di centro-sinistra. La scuola manca di una sua autonomia perchè gestita solo in chiave politica e nell’ultima riforma è stata sottoposta al diktat del ministro dell’economia (un taglio su tutti: abolizione dei corsi di formazione degli insegnanti di seconda superiore). La scuola dovrebbe essere una struttura portante della società, invece è diventata un parcheggio per adolescenti, spalleggiati da genitori, a cui tutto è dovuto. Il cosidetto 6 politico esiste, eccome se esiste, anche nei licei vengono ammessi all’esame di quinta ragazzi che non hanno la sufficienza in tutte le materie. Mi pare quindi estremamente difficile con queste basi, far crescere le menti eccellenti che certamente esistono, ma che la scuola non stimola.

  • Nauseato

    In effetti … 🙁

  • Firenze137

    Ho letto in ritardo questo articolo come al solito molto ben fatto ed illuminante al termine del quale non si può che concludere idealmente e materialmente cercando nell’aria di sentire questo “nobile” olezzo. O no… forse no. Ormai non si sente nemmeno quello.

    Però permettetemi una considerazione terra-terra. LA gente viene distratta dall’atavica convinzione – credo per molti di loro sincera e diciamo stampata nel DNA – che gli immensi problemi del momento si possono risolvere solo atraverso la politica. Io parlo tutti i giorni e alla gente. E non glielo levi dalla testa che “è sempre stato così.. la politica i partiti.. le raccommandazioni”

    La cosa che pochi credo non si rendono conto che siamo in un gigantesco comitato d’affari tutti compresi gli imprenditori che P.B. dice di contattare. I politici non sono altro che i mediatori, gli affabulatori, gli imbonitori di questo comitato d’affari con le regole “truccate”.

    Come già da tempo ho scritto (mi autocito .. nel mio piccolo.. scusate) siamo tutti seduti ad un MONOPOLI truccato dove le regole vengono cambiate di giorno in giorno , di ora in ora a favore di pochi giocatori e a danno di tutti gli altri giocatori.

    La MMT non è un’idea “vincente” per i pochi del MONOPOLI e quindi manco la stanno a guarda’ ..

    Finisco dicendo che il monopoli non solo è truccato ma non basta più la carta per stampare le banconote che di nascosto agli altri si autoproducono i pochi. ( vanno a stampare in cucina mentre gli altri stanno giocando).!

    Una delle soluzioni possibili è – o sarebbe..e uso il condizionale – quindi istituire un comitato d’affari molto grande, che abbia potere contrattuale nei confronti dei “pochi” che attualmente ci comandano. Però – e qui viene il bello – se è un comitato d’affari vero, cioè di Affari con la A maiuscola .. come si dice… “gli affari sono affari”.. e quindi cadiamo in una sorta di contraddizione di termini. Perchè hai visto mai che dentro tale comitato nato con tutte le buone intenzioni, non si possa formare un altro comitato.. un sotto-comitato che comincia farsi eh.. appunto.. gli affari propri.. E così si ripete la storia..Ma questa è solo un’ipotesi da verificare. Comunque per cambiare le “cose” dobbiamo smetterla di identificarle con il termine “politiche”. Si parla solo e sempre di squallidi e biechi flussi di soldi. Voi guardate dove va il “fiume” di soldi e chi ci guadagna

    p.s. A proposito è curioso ma di recente in un grande magazzino di Firenze ho scoperto nel reparto giochi una nuova edizione del MONOPOLI. Ha un lettore di bancomat al posto della banca ed i giocatori delle schede elettroniche. Come nella realtà anche il mitico gioco nato nel ’29 in tempi di crisi, si è adeguato e ha provveduto a far sparire il contante. C.V.D.

  • ienaplischi59

    La ringrazio non solo per questo articolo.
    Mi costa molta fatica seguire il sul suo blog, ho solo la terza media e non sono abiuato a leggere. Apprezzo molto la sua saggezza e ritengo che fruire delle sue parole sia un lento cammino verso la saggezza.
    Grazie.