ORRORI PROSSIMI VENTURI

ORRORI PROSSIMI VENTURI

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

Che la vita in sé abbia o no un significato, sta a noi dargliene uno...La nostra vita ed il mondo in cui viviamo hanno tanto significato quanto noi decidiamo di dargliene.
"L'uomo è immortale esattamente quanto il suo ideale ed è reale quanto l'energia con cui lo serve".*
*(Cit. Conte Keyserling tratta da I Fondamenti del Misticismo tibetano - pag. 273/274 - Ubaldini Ed. 1972)
Ieri sera mi sono imbattuta, mentre stavo cercando altro, nella foto di una testa mozzata dentro una scatola. Opera (pare) dell'occidentale esercito ucraino, quello promosso dai media occidentali come più democratico del precedente e disposto a tutto pur di entrare a far parte nella civilissima Unione Europea.



Evito da sempre di aprire link che suppongo contenere immagini raccapriccianti o di guardare foto di morti vittime di guerra o di tortura.
Non mi serve alcuna prova visiva per ricordarmi che la barbarie è umana esattamente quanto l'ascesi, che questo e quello, non sono che due aspetti della stessa umanità fin dai tempi più remoti.

Per come la vedo, fra il consumare immagini e video dell'orrore, e l'arrivare a ritenere normale l'orrore, non è che un passo.

Delle torture aberranti praticate dall'Inquisizione e di quelle praticate un po' ovunque dal potere a scopo "didattica" sottomissione dello spirito, oltre che della carne, abbiamo tutti, chi più che meno, memoria letteraria o cinematografica.
Ma letteratura e cinema li frequentiamo come "evasione", e anche se riportano fatti realmente accaduti in passato li valutiamo con il distacco emotivo che riserviamo alla fiction su temi lontani nel tempo che pensiamo non ci riguardino più.

Invece oggi pare siano realtà a disposizione di chiunque, e le immagini di una simile reale barbarie divulgata massicciamente via youtube e twitter, mi inquieta.
E' come se avessero tutte un sottotitolo comune, queste immagini.
Come se la disponibilità alla divulgazione senza filtri stesse lì a dire: "Guarda di cosa son capaci i cattivi che ci tocca sterminare per salvare la nostra buona civiltà".
Ed è un messaggio particolarmente ambiguo, perché poi è proprio l'occidente "buono" a schierarsi con quell'Ucraina che mostra via twitter le teste mozzate di altri ucraini, che però sono "cattivi", perché di entrare in Europa proprio non ne vogliono sapere.
Ed è l'Ucraina che mozza teste parte di quello stesso occidente buono, quello che si sente nelle stesse ore chiamato a sterminare gli altri tagliagole brutti e cattivi, che l'Europa appoggia economicamente e (pare) militarmente.
(Gli odierni buoni sembrano volerci far dimenticare Abu Graib, le torture di Guantanamo o il massacro al G8 di Genova, superando nella nostra mente quegli orrori con questi nuovi più atroci orrori).
Dietro queste teste mozzate mi pare di veder alzarsi l'asticella di ciò che siamo invitati a imparare a digerire, come se con la povertà da medioevo si preparassero anche le future strade psichiche di un medioevo prossimo venturo in cui, per dominare la povertà, si potrebbe rispolverare un uguale terrore che investe corpo e anima schiacciando il derelitto nella fossa dell'obbedienza e dell'ordine, pena l'orrore.
Fin qui sono solo immagini, che chissà perché nessuno censura, che nessuno rimuove se non dopo che milioni di utenti le hanno visionate, ritwittate, commentate, condivise.
Così mi viene il sospetto che queste immagini hanno forse lo scopo non solo di farci inorridire fino a giustificare dichiarazioni di "giuste" guerre al terrore, ma che si tratti di immagini lasciate scorrere libere a scopo pre "educativo".

Ciò di cui sembriamo inconsapevoli divulgandole è che finiremo un giorno, a forza di nutrirci di immagini terribili, a considerare la nuova barbarie una "normale" pratica del potere.
Per ora riguarda solo quello "cattivo", quello da sconfiggere a ogni costo, ma come ci dimostrano le teste mozzate ucraine questo potrebbe, in particolari condizioni di tumulti e guerre civili, diventare una realtà anche dell'occidente "buono".

Ogni volta che la nostra mente guarda simili immagini si predispone ad accettare quella realtà come possibile.
Basterà che cambi un contesto, che il potere abbia bisogno di azioni dimostrative forti per imporsi e potremmo arrivare a ritenere accettabili, per quanto sempre applicate ad altri, impiccagioni esemplari via youtube e squartamenti in diretta in prima serata tv.
Non basta dirsi "contro" l'orrore, per evitarlo.
Più lo frequentiamo, più rimane ancorato alla nostra mente divenendo parte della nostra realtà fisica, della nostra memoria, del nostro panorama esistenziale agendo anche contro e nonostante la nostra stessa volontà.
Ancor più di ciò che succede con le parole, ciò che viene ripetutamente visto dai nostri occhi diviene per la nostra mente una "normalità".

E' necessario scegliere ogni volta la civiltà non aprendo, non divulgando, non contribuendo in alcun modo al diffondersi mediatico dell'orrore, ed è il solo atto consapevole che ci preserva da tornare alla barbarie contro il corpo di cui siamo tutti potenzialmente capaci.
Farsi consumatori e divulgatori dell'orrore non può che generare e consolidare altro orrore possibile fino a far tornare a galla in noi la bestia che immaginavamo sepolta per sempre.

Per me, niente video né immagini che mi ricordino la possibile rinascita del barbaro boia che credevo estinto.

Fonte: http://rossland.blogspot.it

Link: http://rossland.blogspot.it/2014/09/orrori-prossimi-venturi.html

15.09.2014

Commenti (23)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 3 caricati
    1. rossland 27 settembre 2014

      No, evidentemente. Le buone intenzioni non hanno mai spostato un solo filo d'erba.
      Diciamo che aiuta me a vivere con meno ansie e meno terrori nascosti nella mente, l'evitare di guardare l'orrore odierno via youtube.
      Mi risualta altrettanto difficile però comprendere l'alternativa ai miei evitamenti dell'orrore, cioè quella che definisci "reazione adulta": cos'è? Come si pratica? Sei sicuro che non siano più efficaci le autodifese infantili nel loro aver istintivamente paura del lupo cattivo?
      Lupo che però, ancora, insegnamo cattivo noi adulti, ai bambini. I quali, forse, lasciati tranquilli ad osservare i lupi, potrebbero anche finire per diventare dei sanfranceschi adulti.
      Non so cosa sia meglio, davvero non lo so.
      So che la progressione orrorifica di questi ultimi anni e di queste ultime guerre ha qualcosa di perverso che va parecchio oltre la mia capacità di guardare questi orrori che rispuntano da sotto la coperta della storia.
      (poi mi capita che, nonostante me e ciò che ne penso, mi si abbini a questo post esattamente quell'immagine che al post ha dato vita. E pazienza...).

    1. Georgios 27 settembre 2014

      Giusta l'analisi, sacrosanta la denuncia, ma basterebbero le buone intenzioni per salvarci dalla barbarie?

      Si diceva "il socialismo o la barbarie" ma si rispondeva "quelli sono pericolosi, sono gente senza principi e senza valori, non tengono rispetto neanche delle cose più sacre della nostra civiltà" e come primo esempio si portava la sacralità della proprietà privata e come secondo la sacralità della femmina anch'essa come oggetto di proprietà.

      Sembra che al socialismo, secondo questi ammonimenti ipocriti oltre che volgari, siamo finalmente arrivati: fine del diritto alla proprietà (di cose o di donne). Ma non sono stati i comunisti a portarci. E' stata la "nostra civiltà". Che ha un nome molto preciso.

      Le teste mozzate, tanto pubblicizzate e divulgate in ogni modo possibile e immaginabile, specie nella rete che e' l'unico luogo mediatico rimasto ove si può avere speranza di informarsi per davvero, rappresentano oltre che il necessario strumento di propaganda, oltre che il trattamento psicologico che crea assuefazione, oltre che l'ammonimento terrorizzante, più di tutto e sta volta non intenzionalmente, rappresentano figurativamente la barbarie.

      La barbarie alla quale il capitalismo, la cupidigia fatta sistema economico, ci ha portati non si fronteggia con le buone intenzioni. Ad ogni azione corrisponde una reazione. In natura ciò si manifesta istantaneamente. Nella società umana no.

      E fino a quando la società non reagirà avvalendosi degli strumenti già in suo possesso o per pigrizia o per ostinazione o per egoismo o per indifferenza o per tante altre ragioni autolesioniste e socialmente stupide, l'azione continuerà il suo agire indisturbata rendendo la reazione più difficile e più dolorosa.

      Dobbiamo il più presto possibile cambiare comportamenti e reagire da società adulta. Non da società bambina.

    1. Primadellesabbie 27 settembre 2014

      Sì Ross, condivido le tue preoccupazioni. Aggiungo che ho cominciato a realizzare che qualcosa stava succedendo quando sono comparsi i mostri come giocattoli per i bambini, e si é diffusa l'abitudine di regalare ai più piccini degli orribili mostriciattili.

      Non mi riusciva di capacitarmi. Possibile che tutti gli adulti avessero perso la testa, nessuno che ricordasse con quanta profondità e interesse aveva guardato il cane di pezza o l'orsacchiotto e quale fascino perverso emanava il lupo cattivo o la strega illustrati sul libro!

      Erano dei presagi che annunciavano quanto stava per succedere, i bimbi dovevano abituarsi, familiarizzare con quei mostri. Rappresentavano quello che sarebbero potuti divenire e le loro vittime.

      Puntualmente, di lì a poco gli eserciti avrebbero cominciato a bombardare le città e ad organizzarsi per reprimere i concittadini anziché combattere il nemico e nessuno é insorto. L'avessero fatto nel '60 sarebbe successo il finimondo.

      Adesso, dall'Iraq é comparsa questa faccenda dei macellai e anche di peggio che si arruolano volontari.

      Altri presagi poco rassicuranti.





Visualizzati 3 di 23 commenti approvati.