ORA CHE LA GUERRA STA ACCADENDO

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DI SANDRO MOISO

carmillaonline.com

Parigi – Londra, patto di guerra. Così titolava in prima pagina il “Corriere della sera” ieri mattina. Poi, nella stessa giornata, un caccia russo Sukhoi 24 è stato abbattuto nei cieli turco-siriani su ordine del premier Ahmet Davutoglu e la Russia ha schierato le proprie navi davanti alla costa turca. L’esplodere dei grandi conflitti è sempre stato preceduto dal manifestarsi di una grande “voglia di guerra”. Voglia che si manifesta nelle dichiarazioni pubbliche e nei discorsi privati, nei quotidiani e, oggi, nei media di ogni genere. Nelle scelte della politica e dell’economia. Nella preparazione delle azioni militari e in quelle repressive. Nella designazione di un nemico disumano, meritevole di ogni violenza e di ogni atto di vendetta.

Voglia di armi

“Energia e difesa trainano le borse”. Non erano ancora passati cinque giorni dai fatti di Parigi che, mercoledì 18 novembre, “il Sole 24 Ore” poteva trionfalmente dichiarare in prima pagina la felicità degli investitori per la situazione venutasi a creare per le conseguenze politico-militari degli attentati messi in atto dai militanti dell’Isis. Come se ciò non bastasse sulla colonna di sinistra un altro articolo dichiarava, quasi spudoratamente: “Europa e conti. Più che la stabilità poté la sicurezza”.

L’appello di lunedì 16 novembre del Presidente della Repubblica francese alla clausola dell’articolo 42, punto 7, del Trattato di Lisbona, riferito al mutuo soccorso europeo, ha aperto di fatto la porta alla possibilità di uscire dai vincoli dei trattati europei, riguardanti la spesa degli stati, per tutto ciò che riguarda la sicurezza ovvero uomini, armi e tecnologie securitarie. Il taglio della spesa pubblica, tanto richiamato da tutti i partiti di governo e di opposizione, in un solo colpo può quindi essere aggirato, grazie sostanzialmente all’appello di François Hollande, a favore delle imprese fornitici di armamenti per gli eserciti e servizi all’intelligence.

Da qui la gioia delle Borse, per le quali, evidentemente, i morti, parigini o siriani che siano, della guerra in atto non sono altro che una forma di interesse da pagare per il buon funzionamento e la ripresa dei mercati. Una specie di keynesismo del sangue che andrebbe di diritto inserito tra i crimini dei potenti e dell’economia di recente analizzati da Vincenzo Ruggiero in alcuni suoi testi.1

Sabato 21 novembre “Repubblica.it” titolava “L’affare della guerra all’Is: boom di Borsa e vendita di armi, l’Italia c’è”, affermando chiaramente che “Domandare, offrire; vendere, comprare. Le regole del mercato sono poche e semplici. E la guerra aperta dalla Francia e dalla Russia dopo gli attentati terroristici ad opera dell’IS non fa eccezione. Per chi domanda sicurezza, c’è chi offre strumenti di difesa; per chi vende armi, c’è chi le compera. Gli stanziamenti degli Stati per armarsi contro la minaccia terroristica cresceranno, questa è una delle poche certezze di questi giorni: Francois Hollande ha già ottenuto da Bruxelles di fare più deficit del previsto e anche la Stabilità italiana si prepara a trovare 120 milioni di nuove risorse.2

Per poi proseguire “Con i lampeggianti delle sirene parigine ancora accese, già si sapeva che gli Usa avevano venduto migliaia di bombe intelligenti all’Arabia Saudita, per 1,29 miliardi di dollari di valore. Per chi avesse dubbi, basta guardare all’andamento di Borsa, dove fiutare l’affare è la regola: aziende come la leader delle armi Lockheed Martin, ma anche altri colossi come Bae System, la Airbus e la Boeing (che non producono solo aerei passeggeri) e la nostra Finmeccanica hanno registrato un balzo in avanti sui mercati. L’indice Bloomberg del settore aero-spaziale e della difesa, dagli attentati di Parigi ha guadagnato il 4,5%, Finmeccanica più dell’8%”.

Per essere bipartisan occorre poi ricordare che Carlo Pelanda, su “Libero” di domenica 22 novembre, non dimenticando che “La grande depressione americana degli anni ’30 finì per la svolta espansiva e mobilitante data dall’entrata in guerra nel 1941”, ha sottolineato come non si veda “una mobilitazione pacifista contro i bombardamenti, manco tanto selettivi, di Raqqa o una condanna morale di Hollande perché, oltre alla parola «guerra», ha anche aggiunto «vendetta». Pare che la percezione sia quella di una Pearl Harbour europea caricata di una forte caratterizzazione del nemico come indegno e non meritevole di pietà”.3 Sintetizzando: il clima favorevole alla guerra c’è, vediamo solo di sfruttarlo al meglio.

Il paradosso sta nei fatti: finita quella che si potrebbe definire come la terza guerra mondiale, con cui sostanzialmente, tra il 1991 e, indicativamente, l’eliminazione di Osama Bin Laden, gli Stati Uniti hanno cercato di ridisegnare a proprio vantaggio il panorama geo-politico venutosi a creare nel quarantennio di divisione condominiale del mondo con l’URSS dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha avuto inizio, proprio dall’imbarbarimento di consuetudini e stati seguito alla (fallimentare) balcanizzazione dell’Europa Orientale e del Vicino Oriente voluta e perseguita dai vertici politico-militari ed economici statunitensi, la quarta.

Mentre la terza, però, aveva visto ancora una parte consistente del mondo, sviluppato e non, adattarsi al comando americano sperando di trarre vantaggio sia dal rafforzamento imperialista statunitense che dall’indebolimento e dalla scomparsa dell’imperialismo sovietico in nome di un Nuovo Ordine Mondiale, oggi a seguito della crisi economica, dello sviluppo e della affermazione di varie potenze regionali e mondiali, della debolezza della strategia americana e delle sue possibili prospettive, si ha uno scontro di tutti contro tutti. In cui tutti gli attori sono contemporaneamente possibili alleati e possibili nemici. Dal punto di vista capitalistico, mercantile e finanziario è una situazione magnifica: tutti possono vendere armi a tutti in attesa che i fronti si definiscano meglio e le popolazioni, soprattutto in Occidente, si abituino all’idea dell’inevitabilità dei sacrifici determinati dal clima bellico e della giustezza delle ragioni della propria “patria” o del proprio schieramento di riferimento.

Così la Francia può ballare tra Stati uniti e Russia e l’Italia vendere armi agli Emirati del Golfo e alla Turchia (solo per citare due esempi) continuando a gridare, sempre più forte “Al lupo! Al lupo!” per il nemico alle porte. Quando il vero nemico, il più importante, è costituito proprio da quei governi che ci stanno portando al macello. Così mentre gli Stati Uniti, nel corso della terza, avevano pensato di preparare una situazione utile sia a contenere gli alleati/concorrenti occidentali, sia a circondare strategicamente il colosso cinese, ora si trovano impantanati in una situazione in cui ad ogni falso movimento rischiano di calpestare pericolosamente i piedi di possibili alleati e possibili avversari (ancora una volta i balletti di Kerry e Obama tra Iran, Israele, Turchia, Russia ed Arabia Saudita possono servire da esempio).

Ballando sull’orlo del baratro qualcuno inizierà a scivolare, trascinando con sè tutti gli altri. In Turchia, in Siria, sulle coste del Mediterraneo: dove sarà, sarà. Il luogo non sarà così importante alla fine.4 Per questo ho detto e ripeto ancora che il 13 novembre non corrisponde all’11 settembre 2001 (tutto americano), ma al 28 giugno 1914.

L’italietta, intanto, corre gioiosa incontro al proprio destino: soddisfatta degli investimenti arabi sul territorio nazionale e nella sua linea aerea di bandiera, spera di continuare a vendere armi a tutti, facendo girare a mille gli stabilimenti di Finmeccanica e della Beretta e facendo finta che il decreto legge che proroga la partecipazione militare italiana a missioni internazionali approvato alla Camera, con la norma che consentirà agli “007” di avvalersi dei corpi speciali per le operazioni all’estero, non costituisca ancora un atto di guerra.5

In che modo la lotta al terrorismo sia un affare interessante per le aziende del comparto è scritto anche nella relazione al bilancio 2014 di Finmeccanica, portabandiera italiana della Difesa. Già in chiusura dello scorso esercizio, ad assalto a Charlie Hebdo concluso, si registrava che «la spesa per nuovi investimenti tenderà nei prossimi anni a crescere con un ritmo intorno al 2% annuo, grazie al lancio di programmi per lo sviluppo di nuovi sistemi di armamento e allo stanziamento di fondi per operazioni contro il terrorismo organizzato internazionale (circa 40 miliardi di euro tra il 2015 e il 2017)» […]L’azienda della Difesa è presente con dodici siti tra Arabia, Emirati arabi uniti e aree circostanti. Con gli Eau, in particolare, nel bilancio di sostenibilità Finmeccanica ricorda che c’è un interesse «testimoniato dalla più che quarantennale presenza sul territorio degli Eau, con i quali sono stati avviati importanti programmi di sviluppo che hanno condotto alla creazione di una sede ad Abu Dhabi, con funzione di coordinamento di tutte le attività nell’area. Finmeccanica intende rafforzare la partnership con gli Emirati Arabi Uniti mediante la definizione di ulteriori alleanze con il settore pubblico e privato e con importanti enti di ricerca governativi, ampliando la rete di collaborazione con i player di settore locali». A scanso di equivoci, proprio in questi giorni l’ad Mauro Moretti è tornato a chiarire che l’interesse è rivolto in tutte le direzioni: «Fornire armamenti a paesi come Arabia Saudita e Qatar che sono considerati controversi? Sono paesi che sono legittimati dagli Usa ed entrano a far parte del fronte Occidentale in questa vicenda»“.6 Continuando a far finta che un comune fronte Occidentale ancora esista.

… e di petrolio

L’euforia borsistica, come si diceva all’inizio, si è estesa anche all’altro grande protagonista dei drammi mediorientali presenti e passati: il petrolio.
Protagonista indiscusso dello scontro sia mondiale che locale tra potenze imperiali, ma anche tra potenze regionali con aspirazioni globali come ben dimostra il coinvolgimento nel dramma siriano di Arabia Saudita, Stati del Golfo e Turchia, più o meno, dallo stesso lato e Iran dall’altro.7 Petrolio che costituisce anche una delle fonti dirette di finanziamento dello stesso Stato islamico e uno, se non l’unico, dei principali motivi della sua azione nel Vicino Oriente e in Africa.

I proventi vengono per il 27 per cento dalla vendita di petrolio” sostiene in un articolo, sull’Espresso on line del 20 novembre, Gianluca Di Feo a proposito delle finanze dell’Is.8 Mentre Maurizio Ricci, in una più dettagliata analisi, sostiene che, pur essendo limitate le capacità estrattive dei miliziani, lo Stato islamico ha potuto contare sull’estrazione di 50.000 barili giornalieri nei territori occupati in Siria. nella zona orientale di Deir al-Zour, e altri 30.000 nella regione di Mosul.

Una parte di questo petrolio è avviato attraverso mezzi di fortuna, asini compresi, verso la Turchia dove, nel terminale petrolifero di Ceyhan può essere mescolato con il greggio ”proveniente da fonti legittime”. “Di fatto, l’Is può vendere il suo greggio, in condizioni di monopolio, nella regione che controlla, […]Gli esperti calcolano che questo flusso porti oggi l’equivalente di un milione, un milione e mezzo di dollari al giorno nelle casse del Califfato. In prospettiva, un tesoro di 4-500 milioni di dollari l’anno […]L’Is gestisce, però, solo in parte il traffico. I jihadisti hanno il controllo diretto dei giacimenti e quello, diretto o indiretto, di alcune delle maggiori raffinerie.
Ma il trasporto del greggio verso queste raffinerie e le molte piccole e piccolissime, quasi casalinghe, è assicurato da centinaia di operatori indipendenti. Chi ha potuto girare nelle aree controllate dall’Is dice che, fuori dai giacimenti, ci sono code fino a 6 chilometri di camion che aspettano di poter riempire le loro cisterne
”. 9

Solo recentemente, però, l’aviazione americana, forse seguendo l’esempio di quella russa, ha iniziato a bombardare tali raffinerie, spesso mobili, dislocate principalmente lungo il corso dell’Eufrate. Una delle fonti di finaziamento è stata dunque per lungo tempo operativa e, nonostante tutto, continua ad esserlo tutt’ora. Così come il Qatar, che è tra i maggiori indiziati per il sostegno allo Stato islamico (presente probabilmente nella lista dei quaranta paesi finanziatori dell’Isis cui ha recentemente accennato Putin), continua a godere di una fitta rete di relazioni in Europa e in Italia grazie a investimenti milionari nei settori chiave: dalla moda al turismo fino all’alimentare.

Pur essendo noto che la sua ostilità nei confronti del regime di Assad, secondo una ricostruzione del giornale britannico The Guardian, è dovuta al fatto che nel 2009 “il presidente siriano Assad rifiutò la proposta dell’emirato di costruire un gasdotto che si sarebbe collegato all’Europa in concorrenza con il gasdotto della Russia di Vladimir Putin, alleato dei siriani.
Non solo: l’anno successivo Damasco strinse un accordo per un’altro gasdotto con l’Iran, sciita, che avrebbe permesso a quest’ultimo di rifornire l’Europa attraversando Siria e Iraq. […] Il Qatar possiede un terzo delle riserve mondiali di gas, ma ha un bisogno disperato di un mercato come l’Europa per venderle. E la Siria avrebbe ostacolato un possibile sbocco
”.10

Anche in questo caso, non vi è dubbio, tutti vendono a tutti e tutti sono disponibili a comperare. L’unico problema, a Est come a Ovest oppure per gli stati del Middle East, è costituito dal determinare, manu militari, chi gestirà e dove passerà il fiume di petrolio e quello di dollari che porta con sé.

Ora che la guerra sta accadendo ancora tarda a formarsi una coscienza anti-militarista. Per ora ancora niente “guerra alla guerra!“, mentre soltanto qualche debole proposizione di principio sembra costituire la risposta antagonista (?) alla carneficina che si avvicina. Basterà a dar vita ad un movimento unitario o sarà sopraffatta anch’essa dallo sciame sismico della paura e del perbenismo nazionalista ed identitario prodotto e alimentato dall’imperialismo?

N.B.

L’immagine scelta per accompagnare l’articolo costituiva il manifesto pubblicitario di un film francese sul terrorismo islamico nelle banlieu, la cui uscita nelle sale cinematografiche era stata programmata per il 18 novembre. A seguito dei fatti di Parigi l’uscita del film è stata rinviata a data da definire così come anche il poster sarà sostituito da altra immagine (anch’essa ancora da definire)

Sandro Moiso

Fonte: www.carmillaonline.com

Link: http://www.carmillaonline.com/2015/11/24/paradossi-di-una-guerra/

25.11.2015

  1. Vincenzo Ruggiero, I crimini dell’economia. Una lettura criminologica del pensiero economico, Feltrinelli 2013 e Vincenzo Ruggiero, Perché i potenti delinquono, Feltrinelli 2015 (Quest’ultimo recensito su Carmillaonline il 28 ottobre 2015 http://www.carmillaonline.com/2015/10/28/lessenza-criminale-del-potere-v-ruggiero-perche-i-potenti-delinquono-recensione-ed-intervista-allautore/)

  2. http://www.repubblica.it/economia/2015/11/21/news/armi_isis_guerra_borsa_emirati_arabi-127849393/?ref=HREC1-8

  3. Carlo Pelanda, La guerra all’Isis può farci guadagnare, Libero, 22/11/2015, pag. 9

  4. Si veda anche: http://www.carmillaonline.com/2013/09/10/war/

  5. Il decreto prevede quasi 59 milioni di euro fino al 31 dicembre prossimo per la missione in Afghanistan, 42.820.407 euro per la partecipazione ad Unifil in Libano e 64.987.552 euro per attività della coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica dell’Isis. Per quanto riguarda le missioni in Europa, il provvedimento destina, tra l’altro, 4.213.777 euro per la proroga della di Active Endeavour; 33.486.740 euro per la proroga di EUNAVFOR MED, 25.602.210 euro per le missioni nei Balcani, e quasi 70mila euro per la partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata EUFOR ALTHEA“ https://www.lastampa.it/2015/11/19/italia/politica/alla-camera-via-libera-per-la-proroga-delle-missioni-allestero-corpi-speciali-a-supporto-degli-qWwuz8EYSTXIIgVGurvb8I/pagina.html

  6. Si veda ancora http://www.repubblica.it/economia/2015/11/21/news/armi_isis_guerra_borsa_emirati_arabi-127849393/?ref=HREC1-8

  7. Si veda in proposito http://www.carmillaonline.com/?s=la+bomba+iraniana

  8. http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/11/20/news/terrorismo-da-dove-vengono-i-soldi-del-califfo-1.240236?ref=HRBZ-1

  9. http://www.repubblica.it/esteri/2015/11/19/news/bombe_sul_petrolio_dello_stato_islamico_la_guerra_di_usa_e_russia_al_tesoro_di_al_baghdadi-127679597/

  10. http://www.repubblica.it/economia/2015/11/20/news/qatar_isis_italia-127717794/

18 Commenti
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IVANOE
IVANOE
25 Novembre 2015 10:43

Ma magari succedesse qualcosa ! Si anche la guerra ! Che smuova le coscienze e faccia scappare come topi sti cialtroni di politici europei e anche sti finanzieri da quattro soldi che hanno speculato sulla pelle dell povera gente 1
Si che scoppi un conflitto per vedere poi dove se le mettono i gorilla e guardaspalle su cui si gongolano e fanno gli arroganti e le loro ricchezze che hanno accumulato alle spalle del popolo affamandolo per mantenere i loro privilegi… in svizzera non possono andarci tutti…
A noi comuni mortali ocsa potrà comportare ? Altra austerità ? E allora ?
Almeno i nostri figli potranno vedere la luce della speranza ed avere gente nuova !!
Solo che è un sogno… perchè putin l’unica cosa che ha fatto… è stato quello di girare i missili….
putin è uno di loro..sennò avrebbe aiutato la grecia… anche la russia e made in USA…

adestil
adestil
25 Novembre 2015 11:27

concordo con IVANOE
se pure non è uno di loro ossia che prende ordini da loro,è come loro!
nel senso che risponde allo stesso tipo di interessi,finanza,finanza,finanza
petrolio,gas,petrolio gas..armi,armi addirittura Putin ha stipulato un contratto per 10miliardi di euro in 10anni con i sauditi che poi gli abbattono i piloti e finanziano ISIS…
Esattamenre come gli USA(ecco perchè gli USA non vogliono mandare soldati in zona e pure gli aerei fanno finta di bombardare..perchè poi un missile che gli hai venduto ci mette poco un ribelle o terrorista a rispedirtelo contro e poi i giornali ti saltano addosso..dicendo ”soldati americani uccisi da ribelli con armi americane”
ecco quindi che Obama preferisce mandare noi Europa
ecco perchè l’attentato è avvenuto in UE questa volta..
questa guerra-pantano non piace agli USA perchè sul terreno ci sono i loro mercenari
più o meno terroristi e bombardarli avrebbe poco senso due volte!
Prima perchè si sono spesi soldi per armarli contro Assad e poi perchè in buona parte fuori controllo potrebbero come detto rivoltarsi contro se gli USA iniziassero anche solo qualche timido bombardamento contro ISIS
Visto che la linea che divide ISIS da Al Nusra e ribelli è ormai indistinguibile..

adestil
adestil
25 Novembre 2015 11:38

a molti qui dentro ieri è caduto un mito ma si sono rifugiati nel ”è una sottile strategia del maestro di scacchi Putin””non può cadere nelle provocazioni perchè ci sarebbe una escalation”quindi di fatto può solo subire non provocazioni,per provocazioni si intende quando la Clinto dice ”russia e cina devono iniziare a pagare conseguenze” anche se li già è una minaccia… oppure ”la russia deve iniziare a rimandare in patria i suoi soldati nelle buste di plastica” ed anche qui siamo già oltre..ma quando ti abbattono un aereo militare tra l’altro facendo fuori il pilota(quelli che lo hanno fatto fuori sono gli stessi turcomanni per difendere i quali la Turchia ha abbattutto l’aereo russo)non si tratta di provocazione,chi la definisce tale,ha una patata al posto del cervello.. è un atto di guerra,molto più grave di quello subito da Hollande,in quanto è uno stato che attacca le forze militari di un altro stato,rivendicando con orgoglio l’abbattimentocol sostegno di Obama che afferma” la turchia ha fatto bene a difendere i suoi confini” come dire ha fatto bene a difendere i ribelli antiassad per cui è intervenuta.. ed ad un atto di guerra si risponde da sempre con una ritorsione militarecon un vaghissima… Leggi tutto »

adestil
adestil
25 Novembre 2015 12:05

Putin ha preso un calcio in faccia ma invece di reagire ha sbraitato e parlava di amicizia finita tra due paesi,come fosse un amante tradito,ridicolo,in quanto sa benissimo che non esiste in guerra amicizia..ma   per far credere al popolo che è lui il tradito e l’occidente dil traditore,può essere forse che in russia questi simboli funzionano..visti da qui appare tutto oltremodo ridicoloforse ai russiperchè ricorda il tradimento di Hitler che da una iniziale alleanza con Hitler(patto Ribentropp-Molotov)si trasformò nella più pericolosa e sanguinosa invasione della Russia…e poi i russi giudicano l’occidente inaffidabile..  facciamo un esempiose vengono 4 ladri a casa mia ed io sono pure armato bene e so sparare beneche faccio quando li vedo entrare e ce li ho a tiro e loro mi stanno picchiando ad un mio familiare,giro i tacchi per paura della risposta di quei delinquenti(appunto l’escalation!)? ecco questo ha fatto Putin,il resto sono chiacchiere..poi vado in tv e rabbioso dico ”sono degli infami sti ladri”poi dico ”lo stato aveva promesso la sicurezza ” patto con Obama.. e trova pure qualcuno che gli dà ragione come la quintacolonna del NWO in Italia,ossia il PD,salvato da mani pulite made in USA,proprio per favorire l’agenda mondialista,una creazione… Leggi tutto »

giannis
giannis
25 Novembre 2015 12:07

E’ lo stupido gioco umano dove contano solo i soldi a discapito di tutto , penso che se siamo fatti cosi’ allora l occidente si merita la distruzione e la sofferenza della guerra , ma scusate… se con la guerra si fanno tanti soldi e ce ne freghiamo Della sofferenza altrui allora questa umanita’ ha solo un destino

adestil
adestil
25 Novembre 2015 12:08

Si difende Ankara: "La Turchia sostiene la pace, il dialogo e la
diplomazia": con l’abbattimento di ieri del jet russo "ha soltanto
difeso la sua sicurezza e i diritti dei suoi fratelli" turcomanni, ha
detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, citato dall’agenzia di
stampa statale Anadolu.

Ed Obama che è il mandante dice ”la turchia ha  fatto bene a difendere i suoi confini” ed aggiunge ”la russia deve cambiare i suoi obiettivi,deve smetterla di bombardare i ribelli anti-assad”
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2015/11/24/siria-media-si-schianta-jet-militare_6c78e604-d7b4-4c28-8bf3-4159d28e6ce7.html

questo fa capire quale era il fine dell’abbattimento dell’aereo russo
solo Putin non l’aveva capito visto che glielo stanno ripetendo da giorni…
che prima o poi ci sarebbe stata la punizione..

e lui che fa?non fa manco scortare coi su30 i su24 ..solo da ieri ha deciso di farlo..

giannis
giannis
25 Novembre 2015 12:17

Vedrai che prossimamente i russi abbatteranno qualche caccia NATO in Siria , oggi sono operativi gli s300 addirittura anche i nuovi s400 , vedrai….

Cornelia
Cornelia
25 Novembre 2015 12:48

Nell’affannarvi a sottolineare la faccia persa da Putin, voi sottovalutate un attore in campo che è FONDAMENTALE per la Russia e per le sue mosse future: l’opinione pubblica occidentale.

Cosa pensano i cittadini occidentali dopo l’attacco di ieri (preceduto dalla bomba sull’aereo di Sharm e dall’attacco della Russia all’Isis)? Pensano tutti che Putin E’ UNA VITTIMA degli stronzi filoIsis, tra i quali la Turchia, i governi arabi e persino la Nato.
Una vittoria simile la Russia non la otteneva da secoli. Sarà estremamente faticoso, ora, far tornare Putin un "cattivo" e la Russia "nemica", con conseguente difficoltà di fargli la guerra. Si sta sparigliando tutto, cattivi e buoni, nemici e amici.
Se fossi maliziosa, penserei invece che Putin quel missile se lo è andato proprio a cercare… 😉
adestil
adestil
25 Novembre 2015 12:59

questo era il link corretto per l’affermazione del generale russo sull’abbattimento da terra  di probabile batteria patriot sul confinehttp://it.sputniknews.com/mondo/20151124/1597167/jet-abbattimento-ipotesi.html ma anche i turcomanni al confine potrebbero essere stati dotati di missili Starbust a spalla inglesi ,via arabia saudita contratto del 2007 con Thales uk,che a 6000metri ed oltre vanno senza problemi e  poi non dimentichiamoci che il Quatar ha  comprato batterie di missili Ucraini ,progetto russo ammodernato nel 2010 dall’Ucraina(che dopo l’occupazione Nato vende armi e tecnologia ai nemici della Russia,ma anche li Putin profilo basso e non ha fatto praticamente nulla se non arroccarsi in Crimea perdendo intanto l’Ucraina..ogni volta un pezzo in meno…),Pechora125  2M che abbattono un aereo fino a 24.000 metri e vola quasi a a mach 4 anche se ci vuole un piccolo camion per trasportarli non a spalla, quindi li ha forniti ad ISIS che di fatto se cosi’ fosse si rende impossibile il volo dei cacciavisto che cmq il range di circa 35-40km permette una validissima protezioneanzi sono più agili efficienti e meno problematici e facilmente schierabili in poco tempo rispetto agli s300 e danno anche meno all’occhio ,basta un piccolo camioncino ed un vero enorme camion come per gli s300 e s400 ed… Leggi tutto »

Coilli
Coilli
25 Novembre 2015 13:00

Questo pianeta è un tale merdaio che in confronto sodoma e gomorra era una festa di chirichetti.
L’altro giorno in riva ad un laghetto ho assistito alla pesca di un Martin Pescatore. Una scena eccezionale. La natura ha creato delle cose così meravigliose che saprà sicuramente liberarsi del cancro umano.

AlbertoConti
AlbertoConti
25 Novembre 2015 13:15

Voglio essere ottimista, concordo con Cornelia. Se è un poker, e non una partita di scacchi, è la NATO che dice "vedo" e si tira la zappa sul naso, perché non è più possibile nascondere quel verminaio che essa stessa rappresenta per conto USA.

Non è solo l’opinione pubblica europea, menata per il naso come uno zombi, ma anche una parte essenziale dei "poteri forti", ENI compresa, che non può più far finta di niente di fronte ai danni collaterali della strategia dei criminali guerrafondai, dei quali erdogan rappresenta solo l’idiot de famille.

lanzo
lanzo
25 Novembre 2015 13:49

@Cornelia

Concorderei con te, purtroppo quello che mi viene in mente e’ fa famosa scenetta di "Toto’ e Pasquale" reperibile sul tubo – che non sono capace di allegare,   ma non te la perdere.
lanzo
lanzo
25 Novembre 2015 14:02

@ IVANOE

Non sono d’accordo affatto, una guerra – come sempre negli ultimi secoli e’ letale solo per le persone normali come te e me.  L’Elite, ha gia’ migliaia di chilometri di rifugi sotterranei, dotati di tutti i confort, dove potranno godersi lo sterminio delle "bocche da sfamare" pasteggiando a champagne.
Chi ci ha rimesso le penne nella I e II – vado a caso, un Agnelli o il figlio di un piccolo borghese o bracciante ?
Chi ha avuto la casa bombardata ?  Sara’ una coincidenza, ma le magioni di lusso sia a Milano che a Roma mai sono state toccate dalle bombe "alleate" cadute – guarda caso – solo quartieri poveri.  Dresda e’ un altro discorso, non addentriamoci,
Quando i tedeschi bombardavano Londra, chi c’era nei tunnel della metrolpolitana ?  Non credo ci trovavi il riccone o il Lord.
IVANOE
IVANOE
25 Novembre 2015 15:11

lanzo,anch’io sono contro la guerra o figli e nipoti…purtroppo… ma per uscire da questa palude occidentale ormai allo sbando che ci fa ammazzare in mezzo alle strade di parigi e mi sembra che anche qui hanno ammazzato poveri cristi e non l’elite francese…se ci deve essere questo stillcidio dove loro i potenti ci usano come scudi umani contro i terroristi… tanto vale una bella guerra totale, ma sbagli se paragoni ad una guerra come quella della seconda guerra mondiale…questa è diversa , non ci saranno bombardamenti o rifugi antiatomici come pensi, sarà guerriglia sparsa in tutta europa del tutti contro tutti…e secondo te quanti saranno a cercare i responsabili di questo schifo di società cosidetta civile… tanti, dagli islamici, ai disoccupati, agli emarginati, ai frustrati a imilioni di vessati che ogni giorno vengono presi per i fondelli da certi esseri arroganti… e secondo te basteranno i cosidetti bunker per tutti loro ? saranno sicuri la dentro o verranno stanati non da un missile intelligente ma da un’altro essere umano super incazzato…gli eserciti anche loro oggi diventati di elite ( perchè il potere ha capito che armare milioni di persone ocme si faceva un tempo sopratutto oggi potrebbe essere pericoloso per… Leggi tutto »

Tanita
Tanita
25 Novembre 2015 18:01

"Vincenzo RuggieroI crimini dell’economia. Una lettura criminologica del pensiero economico, Feltrinelli 2013 e Vincenzo RuggieroPerché i potenti delinquono, Feltrinelli 2015 (Quest’ultimo recensito su Carmillaonline il 28 ottobre 2015 "


Of course, of course.

E per quelli che credono che ben viene una guerra per togliersi di dosso tutti i "cialtroni" ecc, ecc… Tenete presente che magari vi toglierete di dosso QUESTI cialtroni, ma il vero potere fará presto a insediarne altri, sempre utili ai loro scopi.
Fischio
Fischio
25 Novembre 2015 18:44

Come scrisse qualcuno un tantino sapiente: tutto ciò che si muove all’interno del Sistema Capitalista è funzionale allo stesso sistema (sintesi). E siccome quel Sistema, a lungo termine, è vittima di se stesso, resta la tragedia. Siamo così arrivati alla resa dei conti, e non è certo stare dalla parte di quello o dell’altro che si risolvono le cose ma piuttosto ricorrere alla riflessione per trascinare le coscienze a livello di verità. Perciò all’attacco forsennato e frontale dei poteri dominanti è indispensabile una risposta forte e convinta dei popoli, dei lavoratori e di tutti i subordinati, diversamente è la fine. Al momento vale ancora la frase: la storia insegna ma non ha scolari (A.Gramsci).

giannis
giannis
25 Novembre 2015 19:03

io sono pessimista , non ce la facciamo da soli , siamo troppo viziati , abbiamo bisogno di toccare il fondo per cambiare ( chi sapravvive )

Truman
Staff CDC
25 Novembre 2015 22:42

Segnalo che c’è un lieve errore nell’articolo, dove dice “un caccia russo Sukhoi 24“, mi sembra invece che il Sukhoi 24 sia un bombardiere.