OPORTET UT SCANDALA EVENIANT

DI MASSIMO FINI
antefatto.ilcannocchiale.it

Chissà che questa vicenda tragicomica, ma anche trucida, delle liste elettorali truccate, con scambi di colpi proibiti fra gli esponenti delle opposte nomenklature, non disgusti il cittadino al punto da fargli finalmente capire che la democrazia rappresentativa non ha niente a che fare con la democrazia, ma è un sistema (meglio congegnato in altri Paesi ma che da noi sta perdendo la maschera) di oligarchie, di lobbies, di camarille, di associazioni paramafiose, che il cittadino è chiamato ogni tot anni a legittimare col voto perché possano continuare, sotto la forma di un’apparente legittimità, i loro abusi, i loro soprusi, le loro illegalità.
I segnali ci sono. E vengono non solo dal forte astensionismo segnalato dai sondaggi, e che non a caso preoccupa moltissimo gli oligarchi, ma dal fatto che per la prima volta un’esortazione all’astensionismo non viene da gruppuscoli extraparlamentari ma dall’autorevole ItaliaFutura, la Fondazione promossa da Montezemolo, per la penna di Carlo Calenda e Andrea Romano (che immagino giovani).

Nella foto: Pierluigi BersaniI due immaginano che dopo le elezioni i partiti, raccolto o piuttosto estorto in qualche modo il consenso, continuino con le loro manfrine, le loro lotte intestine, i loro mascheroni che ogni giorno ci arringano dagli schermi televisivi senza che il giornalista, col microfono sotto il loro naso come una sputacchiera, abbia il coraggio, o la possibilità, di fare un’obiezione. E a questo pensiero, ai Calenda e ai Romano, gli vien da svenire.

Io che assisto a questi spettacolini da una quarantina d’anni non posso avere il loro stesso sgomento. Però la dose della mia nausea è, credo, di gran lunga superiore. Chi sono questi uomini che, al governo, nelle regioni, nelle province, nei grandi comuni, ci comandano e che noi, con un masochismo abbastanza impressionante che «dovrebbe lasciar stupiti gli uomini capaci di riflessione» come notava Jacques Necker già nel 1792, paghiamo perché ci comandino? Sono uomini senza qualità la cui legittimazione è tutta interna al meccanismo “democratico” che li ha messi in orbita. La loro sola qualità è di non averne alcuna. Ma perché mai io dovrei, perdio, farmi comandare da Gasparri, da Bonaiuti, da Bersani, da Franceschini? In queste congreghe di ominucoli, baciati in fronte dal truffaldino meccanismo elettorale, gli unici ad avere una qualche personalità sono quasi sempre dei delinquenti o dei mezzi delinquenti. E non si sa davvero che preferire perché, come diceva Talleirand, «preferisco i delinquenti ai cretini, perché i primi, perlomeno, ogni tanto si riposano».

Torna in auge anche il “qualunquismo”, altra parola tabù per le oligarchie. Il Qualunquismo fu il movimento creato dal commediografo Guglielmo Giannini nel primo dopoguerra. Proponeva, in sostanza, l’abolizione dei partiti mentre il governo sarebbe stato affidato a un “Ragioniere dello Stato” che lo avrebbe tenuto per cinque anni, senza possibilità di rinnovo del mandato. Il Qualunquismo era troppo in anticipo sui tempi. Benché la partitocrazia fosse già ben presente nel Paese (nasce col Cln) le ideologie, liberalismo o marxismo, erano ancora forti e una scelta “o di qua o di là” poteva avere ancora un senso. Ma oggi che i sedicenti liberali sono diventati illiberali (non solo in politica interna ma anche estera) e la sinistra, o presunta tale, ha abbracciato i gaudiosi meccanismi del libero mercato, la nostra unica alternativa è di scegliere da quale oligarchia preferiamo essere comandati, schiacciati, umiliati, pagando il tutto a prezzi, umani ed economici, altissimi.
Ben venga quindi un “Ragioniere dello Stato”. E poiché in Italia ormai il più pulito c’ha la rogna io farei, come nel calcio, una campagna acquisti all’estero. Un Gaulaiter tedesco andrebbe benissimo.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/

Pubblicato su Il Fatto 12.03.2010

17 Commenti
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Tonguessy
Tonguessy
12 Marzo 2010 17:43

Ben venga quindi un “Ragioniere dello Stato”, dice Fini.
Sulla figura del ragioniere c’è poco da discutere, mentre c’è molto da fare per definire cosa sia lo Stato.
L’etat c’est moi!
Celebre frase che rimarca il concetto di Stato come Res Privata. Mi pare che ci siamo, no? Che sia di discendenza divina, unto dal Signore oppure di acclamazione elettorale, che differenza fa? Sono solo sofismi intrisi di retorica, sig. Fini: l’importante è che lo Stato rimanga Res Publica solo negli annali delle buone intezioni.

dam
dam
12 Marzo 2010 19:16

ho cercato l’articolo sul sito antefatto ecc… ma non l’ho trovato… qualcuno me lo linka se lo trova?

vic
vic
12 Marzo 2010 22:02

Coi soliti mezzi tachionici abbiamo raggiunto un’aula asettica del lontano futuro in un punto imprecisato della galassia. C’e’ molta attenzione nell’aria. Un terrestre-extra, cioe’ raro perche’ ancora senziente, sta spiegando agli astanti la teoria di Niwrad. Benedetto MXVI: Cari amici telepatici, care amiche telepatetiche, una volta sul pianeta Terra, che oggi conosciamo come pianeta Poltiglia, andava di moda una teoria molto terre-a’-terre, secondo la quale l’uomo era saltato fuori come il risultato di tanti saltelli evolutivi. La teoria era capita molto bene dai marsupiali Australiani, i quali facevano del saltello la loro ragione di vita. Auditorio: (mormorio telepatico d’approvazione). B. MXVI: Fra le terre emerse, v’era un peduncolo singolare, a forma di appendice deambulatoria. Si pensa che gli abitanti vi camminassero eretti, anche se abbiamo molti reperti archeologici i quali ci fanno presumere che passassero molto tempo supini o caproni, volevo dire carponi. Auditorio: (mormorio telepatico di stupore). B. MXVI: Come ben sapete quei lontani esseri umani si riproducevano per modalita’ sessuale. La teoria di Niwrad parte appunto da questa constatazione, peraltro suffragata da molte registrazioni archeologiche di tipo digitale che siamo riusciti a decriptare. Insomma pare che fosse gente che avesse per la testa una sola cosa: il sesso.… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Marzo 2010 2:55

Ma quale ragioniere dello stato, questo è l’obiettivo degli speculatori sociali, dei “trader” della macelleria sociale. Lo dice pure, montezemolo dietro l’astensionismo, più chiaro di così! E gli oligarchi non sono affatto preoccupati, al contrario, con buona pace di Fini mostreranno il loro peggio migliore, che non ha mai fine. Ma forse è la strategia del tanto peggio tanto meglio, per spianare la strada all’uomo forte? Non è la nausea, ma l’incazzatura vera che ci ridarà il senso della comunità. Tanto peggio per i disfattisti della speranza.

Sokratico
Sokratico
13 Marzo 2010 3:27

sono d’accordo con Fini, la democrazia semplicemente non funziona. è uno delle classiche situazioni da teoria informatica: una soluzione che funziona benissimo a livello 100, per un motivo non specificato a livello 1000 non funziona più. in altre parole, la democrazia è stata inventata ed ha funzionato, più o meno, quando la scala dei fenomeni sociali che cercava di controllare era di vari ordini inferiore. detto questo, non sono d’accordo con l’astensionismo…che peraltro ho praticato per anni. le persone, in maniera più o meno nebulosa, capiscono che CHI va al potere ha potere su di loro…capiscono che vengono decise cose che riguardano loro, le loro vite, i loro figli, i loro problemi. è troppo chieder loro di voltare le spalle sdegnati, disinteressandosi.molti lo fanno, ma per disperazione o esaustione, non per consapevolezza dei meccanismi. e poi, diciamoci la verità: con un po’ di libera informazione (che è fondamentale in ogni teoria di governo democratico,almeno sulla carta) la gente saprebbe benissimo scegliere tra un De Magistris e un Gasparri…con un po’ di libera informazione, problemi quali “destra” e “sinistra” non esisterebbero neppure… in altre parole, anche con un sistema pervertito o fasullo come la democrazia rappresentativa, basterebbe un po’ di onestà… Leggi tutto »

vanbasten83
vanbasten83
13 Marzo 2010 5:33

La prossima volta metti un link al tuo blog personale dove posti le tue cose. Lascia i commenti a cose relative all’articolo.

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Marzo 2010 5:59

Non importa tanto che la democrazia funzioni o no, quanto che possa funzionare o no. La Svizzera dimostra già oggi che può funzionare, su base federale però. Noi ovviamente abbiamo quella brutta bestia del bossi ad imbrogliarci anche in questo, ma è irrilevante, in tutti i sensi, tranne nel dimostrare che per fare la torta ci vogliono gli ingredienti, la materia prima, i cittadini, ed è questo che ancora ci difetta.
Per il resto concordo con te, l’astensionismo coincide col consenso di fatto al sistema vigente. Che alcuni intellettuali giochino ancora su queste elementari verità è biasimevole.

lucamartinelli
lucamartinelli
13 Marzo 2010 8:51

dovremmo avere un po’ piu’ di coraggio e ammettere che l’inganno è stato finalmente scoperto. Per cortesia, smettiamo di chiamare una cosa col nome di un’altra. La democrazia esiste e funziona. Quando non funziona significa che non è democrazia ma una fintademocrazia o addirittura una dittatura soft. vedete amici, molte volte leggo commenti interessanti a proposito di un argomento piuttosto che di un altro. il problema è che credo manchi a tutti o perlomeno non risalti, la capacita’ di sintesi. Voglio dire che non possiamo passare la vita ad indignarci, perche’ non ce ne basterebbero due, di vite. Non possiamo non accorgerci che tutto quello che ci indigna fa parte di una dittatura soft che è gestita da persone intelligenti, abili e soprattutto illuminate. quindi si torna a bomba: come reagire?? E qui mi sembra che tutto crolli a zero: nessuna organizzazione di massa, nessuna strategia, poche idee. Tutti bravi, il sottoscritto per primo, a criticare, dibattere, capire. Abbiamo capito tutto tranne come reagire. Purtroppo molti di noi pensano ancora, ed è veramente triste, che le elezioni possano cambiare le cose. Non è con i loro sistemi e con i loro inganni che si cambiano le cose. Le elezioni sono… Leggi tutto »

vic
vic
13 Marzo 2010 11:15

Oh, non hai capito che c’entra?
Devo fare dei disegnini illustrativi per menti deboli?

Tutti i miei commenti c’entrano! C’entrano fin troppo.
Posso scriverli a modo mio, se permetti?

O pure su CDC c’e’ l’apartheid? Stile Randazzo, per intenderci.

Inoltre chi sei per dare ordini perentori, il figlio del padreterno?

Venite ad una , o c’e’ liberta’ d’espressione o non c’e’.
La liberta’ di lettura c’e’ sempre, non si e’ obbligati a leggere.

V.

maremosso
maremosso
13 Marzo 2010 12:45

Vabbè non votiamo e poi? il ragioniere di stato dovrà pur essere scelto o no? e da lì si ripartirebbe con una nuova democrazia, fazioni che appoggiano questo o quello, ecc. ecc. Ma i governanti italiani sono così peggiori del loro popolo ? Tra la gente “oppressa” dalla cosiddetta alienazione della società (peraltro voluta dagli elettori scegliendo male elettoralmente nel corso degli anni) dove sono tutti questi fenomeni di civismo, intelligenza, cultura, senso di responsabilità, capacità innovative? Quali idee utili s’odono ripetutamente dal volgo, applicabili al miglioramento del sistema di gestione dell’Italia? Ricordo menzione riguardante la diminuzione dello stipendio dei parlamentari (dicano i critici quanto dovrebbero guadagnare), l’abolizione del canone RAI e che i politici sono tutti uguali. Non un cenno per esempio al fatto che abbiamo perso la guerra e quindi siamo una nazione a sovranità ridotta ed a sviluppo limitato dall’esterno, alla circostanza che le nostre forze dell’ordine drenano miliardi di risorse e sono tra le peggiori per efficienza, niente sulla constatazione che il grado di intelligenza medio dei nostri studenti si colloca al 64° posto a livello mondiale. Faccio umilmente notare che dando credito all’auditel ci sono più di 10.000.000 di individui che seguono regolarmente il GF,… Leggi tutto »

buran
buran
13 Marzo 2010 13:12

Se vuole essere un paradosso può anche essere divertente, ma un “ragioniere dello stato” farebbe esattamente la stessa politica dettata dal FMI , dalla Banca europea etc. Si spenderebbe un po’ meno in stipendi e basta, ma sostanzialmente non sarebbe meglio dei politici attuali. La “buona amministrazione” dello stato neutrale non esiste.

Pellegrino
Pellegrino
13 Marzo 2010 16:44

Anche Fini (Massimo) ha gettato la maschera, rivelando per chi lavora.

Simulacres
Simulacres
13 Marzo 2010 16:52

forget it! bisogna considerarli per quel che sono.

continui a iperboleggiare, a rallegraci con le sue parodie, le sue illuminanti fantasmagorie… che c’entrano; e come se c’entrano!

Lei riesce a risollevare e a far sorridere anche al mio malumore.

ossequi.

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Marzo 2010 17:11

Forse il qualunquismo ha colpito ancora: intendeva Direttore del Tesoro, non Ragioniere dello Stato: “Governo e Parlamento hanno deciso di privatizzare, ma il come e il quando lo ha deciso qualcun altro. Chi? Il Ministro del Tesoro? Neppure lui. Tutto questo è stato deciso da un “tecnico”: il Direttore Generale del Tesoro, il prof. Mario Draghi. È stata la struttura da lui diretta in prima persona a pilotare la maggior parte delle privatizzazioni italiane, lasciando ai ministri il meno oneroso compito di apporre la loro firma sui singoli decreti di privatizzazione. In anni ormai lontani si straparlava, a sinistra, di “autonomia del politico”. Si può tranquillamente affermare che la Direzione Generale del Tesoro diretta da Draghi (“sotto” non meno di 6 diversi ministri) sia stata un caso emblematico di “autonomia dal politico”. Tale struttura “tecnica” ha in realtà costituito, per tutti gli anni Novanta, uno dei pochi veri poteri forti di questo Paese. Un potere di fatto privo di ogni legittimazione democratica e di un vero controllo sul merito e sul metodo delle scelte assunte. E per giunta arrogante. Basti pensare alla risposta data da Draghi a chi, durante un convegno, gli chiedeva timidamente se non sarebbe stato il caso,… Leggi tutto »

Ricky
Ricky
15 Marzo 2010 8:21

Il tema dell’astensionismo ha un grande fascino perché puó portare a speculazioni intellettuali potenzialmente infinite, basta leggere il libro di Saramago per capirlo. A mio parere, é un’arma spuntata perché punta al bersaglio sbagliato. Come dicono anche alcuni commenti qui sopra il problema non é Bersani o D’Alema, ma la destra economica che detta le agende del politico di turno e piazza i suoi uomini nei posti chiave che contano, senza bisogno di essere legittimata da processi elettorali. Non capisco se Fini qui fa l’ironico o appoggia davvero l’idea del Qualunquismo, se cosí fosse perderebbe parecchio della stima che gli tributo: l’idea di un Ragioniere dello Stato va proprio in questa direzione. Per conto mio ho molto piú timore di uno come Draghi che di Berlusconi, perché questo é molto vicino alla sua fine politica mentre il primo durerá ben oltre e senza nessun controllo democratico sulle sue azioni. La vera rivoluzione sarebbe trovare una politica che riprenda il vero concetto di democrazia ed operi in modo etico senza sottostare al Potere economico.

vanbasten83
vanbasten83
25 Giugno 2010 9:46

penso solo non sia corretto usare un guestbook per postare scritti propri, e poi sinceramente non concepisco questo scagliarsi antipatico non appena si muove un’appunto, è un atteggiamento che vedo fin troppo spesso sui blog e secondo me non fa bene alle discussioni.

vanbasten83
vanbasten83
26 Giugno 2010 4:07

considerarli per quel che sono cosa? Ho solo detto che non mi pareva corretto tutto qui.