Ondata di violente proteste in India

Manifestanti furiosi hanno incendiato un edificio governativo durante le sommosse per il nuovo modello di reclutamento dei militari

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Negli ultimi giorni, folle inferocite hanno invaso le strade in India per protestare contro la proposta del governo di rivedere il sistema di reclutamento militare del Paese, che secondo i critici potrebbe portare alla disoccupazione e compromettere la sicurezza.

Le proteste sono scoppiate mercoledì 15 giugno nello Stato orientale del Bihar e si sono poi diffuse negli Stati vicini come Uttar Pradesh e Haryana. Secondo quanto riferito dai funzionari di polizia indiani, i manifestanti hanno finora dato fuoco a un ufficio del partito al governo del Paese, attaccato infrastrutture ferroviarie, bruciato diversi treni e automobili, bloccato strade e acceso pneumatici nelle strade.

Nel nord dello Stato dell’Haryana, la polizia ha addirittura sparato colpi di avvertimento dopo che la folla aveva lanciato pietre contro la casa di un funzionario governativo, mentre nel distretto di Palwal, sempre in Haryana, le autorità locali sono ricorse all’interruzione dell’accesso a Internet per 24 ore nel tentativo di prevenire il diffondersi del caos.

L’indignazione arriva dopo che il governo del Primo Ministro Narendra Modi ha annunciato una revisione del processo di reclutamento per l’esercito indiano, che conta 1,38 milioni di persone, con l’obiettivo di abbassare l’età media del personale militare e ridurre le spese governative.

Secondo il nuovo sistema, denominato “Agnipath” (Sentiero del Fuoco), uomini e donne di età compresa tra i 17 anni e mezzo e i 21 anni potranno entrare a far parte delle forze armate indiane solo per un periodo di quattro anni e solo una recluta su quattro potrà tornare a servire in modo permanente. Il vecchio sistema, invece, consentiva ai giovani tra i 16 anni e mezzo e i 21 anni di arruolarsi nell’esercito per un periodo minimo di 15 anni e assegnava loro anche una pensione per il servizio prestato. Per questo motivo, servire nell’esercito era considerato un percorso di carriera interessante per molti giovani, in quanto offriva uno stipendio stabile e un posto pubblico.

L’Agnipath renderebbe queste opportunità inaccessibili per la maggior parte dei giovani indiani, che già devono fare i conti con uno sconcertante tasso di disoccupazione del 26%.

“Dove andremo dopo aver lavorato per soli quattro anni?”, ha dichiarato un manifestante all’agenzia di stampa indiana ANI. “Saremo senza casa dopo quattro anni di servizio”.

Il nuovo sistema ha suscitato un acceso dibattito tra le potenziali reclute del Paese, i veterani dell’esercito, i leader dell’opposizione e persino i membri del partito di Modi al governo, e i manifestanti ora chiedono al governo di ritirare la riforma annunciata.

“Chiediamo che il reclutamento sia fatto come prima”, ha detto un altro manifestante, aggiungendo che “nessuno vuole andare nell’esercito per soli quattro anni”.


Massimo A. Cascone, 17.06.2022

Fonte: https://www.indiatoday.in/india/story/agnipath-scheme-protests-in-bihar-up-students-buxar-ballia-1963368-2022-06-17

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