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ONCE WE WERE BANKERS

DI EUGENIO BENETAZZO

Once we were bankers, cioè una volta eravamo banchieri, così si presenteranno tra dieci anni davanti ad una pinta di birra in un qualche squallido pub di alcolizzati, molti consiglieri di amministrazione di istituti di credito e di banche d’affari che sono destinati a fallire nei prossimi trimestri. Ormai le prime pagine dei giornali si sprecano con titoli sempre più drammatici del tipo siamo innanzi ad un altro 29, i mercati collassano come nel 29, panico in borsa come nel 29 e così via ricalcando su questo stile. E pensare che quando due anni fa scrissi prima, Duri e Puri: Aspettando un nuovo 1929, e successivamente, Best Before: Preparati al peggio, venni letteralmente bannato come un ridicolo catastrofista e censurato da quasi tutti i forum finanziari per il pessimismo ostentato. A distanza di due anni adesso fanno tutti a gara a scimmiottare il mio pensiero, i miei avvertimenti ed i miei consigli: andate a vedervi come in Marzo di quest’anno preannunciavo il fallimento (http://it.youtube.com/watch?v=M42jzhI64bw) di tre banche americane con largo anticipo ! Ma per quanto si sforzino di tentare di dare una spiegazione tecnicamente raffinata ed inattacabile, la maggior parte di questi giornalisti, analisti e trader di borsa non fa altro che dimostrarsi un mero replicante di notizie clonate ed apprese di sfuggita dalla televisione o lette avidamente in qualche redazionale economico.
Non siamo innanzi ad un altro 1929, ma già come scrivevo con inaspettato anticipo nel 2006, abbiamo di fronte un nuovo 1929, ovvero uno scenario macroeconomo di crisi globale che non ha precedenti storici e che non si può spiegare riduttivamente ancorandosi ai vecchi ed obsoleti modelli econometrici. Dalla Northern Rock alla Indymac, dalla Bear Stearns alla Fannie Mae, dalla Lehman Brothers alla AIG, troviamo un denominatore in comune: più grande è la banca, più la probabilità che essa sia stata oggetto di contagio finanziario tende ad aumentare. Già qui individuiamo un primo elemento distintivo: il 1929 vide una carneficina di piccoli istituti di credito cascare uno dietro l’altro quasi ad effetto domino, mentre i grandi colossi bancari di allora rimanevano relativamente immuni dal crash economico. Nel 2008 assistiamo ad una caratteristica situazionale esattamente opposta: più sono ridotte le dimensioni della banca, più elevata diventa la presunzione di stabilità finanziaria. Questo è una naturale conseguenza della gestione ordinaria dell’attività bancaria per un piccolo istituto di credito: infatti difficilmente quest’ultimo ha spinto all’estremo l’erogazione dei mutui ad intervento integrale, difficilmente ha rapporti ed interessi strategici con le grandi realtà bancari e difficilmente, infine, ha ideato e progettato prodotti finanziari strutturati con il fine unico di ottenere ingenti facili profitti e sodomizzare contemporaneamente con grande eleganza la propria clientela. Ecco perchè ho sempre appoggiato, per esempio, il circuito del credito cooperativo (attenzione però che nel cesto ci potrebbe essere sempre qualche isolata mela marcia).

Per ritornare in argomento sappiate comunque che la crisi è solo all’inizio, tutt’altro che passata ! Pensate all’estate scorsa, quando iniziarono le prime avvisaglie dei subprime statunitensi: dai media nazionali ci venne subito raccontato che non ci si doveva preoccupare in quanto l’Europa più di tanto non era coinvolta. Le stime iniziali sulle perdite presunte ammontavano a circa 250 MLD di dollari. Oggi siamo ad oltre i 2000 MLD.
Generalmente gli Stati Uniti anticipano gli altri mercati con sei/nove mesi, perciò è presumibile aspettarsi nei prossimi mesi momenti poco incoraggianti anche per la situazione finanziaria in Europa. Tanto per dare qualche spunto di riflessione portiamo ad esempio il caso sovietico con il governo russo che è dovuto intervenire per sostenere le prime tre banche del paese: non da meno si è deciso di congelare le quotazioni di borsa per due giorni consecutivi.
In Europa chi con certezza se la sta passando molto male sono il Regno Unito e la Spagna. Per il primo si sta vivendo un momento di forte preoccupazione per le sorti di HBOS (Halifax Bank of Scotland), la più antica e prestigiosa banca inglese, mentre la Spagna sta vivendo la peggior crisi immobiliare della sua storia. Molto presto anche nel paese della paella ci scapperà il morto.

A sentire gli insiders degli Uffici Legali, anche l’Italia non se la passa così bene come le discutibili rassicurazioni del Presidente del Consiglio a Porta a Porta darebbero a pensare. Solo nella mia regione ci sono alcuni istituti di credito con oltre 5.000 contratti di mutuo di ultima generazione in sofferenza, alcuni sono riusciti a cartolarizzarli (scaricando quindi su di voi il rischio di default), altri li hanno ancora sul groppone. Prestate attenzione a sottoscrivere prodotti di liquidità con tassi di interesse molti allettanti: rappresentano il disperato tentativo di drenare liquidità dal mercato. Lo stesso Draghi ha cambiato in meno di sei mesi le sue posizioni e convinzioni sulla crisi in atto. Voglio riportarvi un esempio emblematico che mi ha visto partecipe in prima persona: tre mesi fa una prestigiosa (si fa per dire) ed imponente banca italiana non mi ha consentito di incassare per contanti un suo assegno CIRCOLARE di 1.500 euro sostenendo che non aveva liquidità sufficiente in cassa, invitandomi pertanto a tornare il giorno successivo. I dipendenti della filiale pensavano fosse una candid camera, ma quando mi hanno sentito chiamare il 112 per verbalizzare lo stato di insolvenza, improvvisamente hanno fatto spuntare fuori una mazzetta di banconote da 5 euro e qualche blister di monete da 2 euro e si sono letteralmente messi a contare sull’unghia euro su euro !

La crisi assumerà presto anche un altro volto quando inizierà ad emergere anche il marcio del sistema industriale anch’esso drogato e sovralimentato dal debito facile e dalle promesse illusorie del turbocapitalismo sfrenato. Il ridimensionamento dei fidi e delle esposizioni debitorie con il rientro forzato dagli scoperti sta già facendo le sue vittime. Solo nella provincia di Vicenza tre recenti casi eclatanti di imminente default industriale hanno già colpito grandi aziende leader di mercato, passando dal settore tessile a quello metalmeccanico.
La Cassa Integrazione che colpisce migliaia di lavoratori e lo spettro dell’insoluto quotidiano che inquieta il sonno di imprenditori si occuperanno di fare il resto, andando ad alimentare l’altra faccia della crisi quella socioeconomica. Persino Confindustria ormai non riesce più a nascondere la gravità dell’attuale periodo storico, sottolineando come il nostro paese sia in piena recessione, purtroppo di natura strutturale e non ciclica come ci vogliono erroneamente convincere i media.

L’effetto detonatore finale tuttavia lo dovrebbero dare i Credit Default Swaps ovvero i CDS, per non dilungarmi eccessivamente con terminologie tecniche troppo noiose, li potete considerare come sofisticate polizze assicurative che coprono il rischio per un sottoscrittore di un obbligazione che la stessa non venga poi onorata alla scadenza prestabilita. Ecco quindi come si spiega il comportamento discriminatorio della FED riguardo ai recenti fallimenti e salvataggi: alcune banche sono state nazionalizzate (quindi il popolo americano si è preso in quel posto le perdite capitalizzando gli istituti), mentre altre sono state abbandonate al loro destino. Questa strategia discriminatoria è stata implementata sapendo benissimo che ci saranno altre banche da salvare nei prossimi trimestri e soprattutto perchè il fallimento di alcuni istituti come Fannie Mae o Freddie Mac avrebbe comportato perdite per successivi rimborsi assicurativi legati ai CDS notevolmente superiori agli aiuti federali. La Fed e le altre banche centrali non so fino a dove si spingeranno: ormai è una consuetudine ascoltare da più di un anno rumors del tipo sono state imesse ingenti iniezioni di liquidità per stabilizzare il sistema. Questo tipo di notizia viene presentata come se fosse una fenomenale medicina per tutti i mali del sistema, ma purtroppo non è così ! Più si vuole intervenire a sostegno del malato moribondo, più si acconsentirà di farlo sopravvivere intubato ed alimentato artificialmente. Solo una crisi dalle conseguenze ingestibili, proprio come quella che stiamo vivendo, potrà gettare le basi e le condizioni per ridisegnare e riorganizzare completamente ripartendo da zero sia il sistema monetario che quello di accesso al credito. Ma questo comporterebbe decretare la fine della globalizzazione e della intoccabile influenza dei potenti banchieri del pianeta, a strepitoso vantaggio di tutti i popoli della Terra.

Eugenio Benetazzo
www.eugeniobenetazzo.com/tour.htm
www.youtube.com/eugeniobenetazzo
19.09.08

Pubblicato da Davide

  • ubiq

    beh dai….da addetto ai lavori, ti posso solo dire che la filiale a cui ti sei rivolto per scambiare l’assegno circolare, con ogni probabilità aveva appena caricato il bancomat e/o sostenuto un altro prelievo grosso qualche minuto prima di te.
    Sicuramente ti sei presentato a fine giornata.
    Gli imput delle banche circa la liquidità, sono di tenerne sempre il meno possibile…ma non perchè sono senza!!

  • lino-rossi

    anzichè fare iniezioni di liquidità per salvare gli strozzini dovrebbero farle per rilanciare le infrastrutture, addivenendo, al contrario di ciò che afferma confindustria, ad un aumento dei redditi da lavoro; solo così si salva la baracca.

  • lucamartinelli

    bravo Eugenio! ricordo bene 2 anni fa quando tutti ridevano delle tue previsioni. ricordo anche come ridevano di me quando le riportavo agli amici. ora qualcuno si è svegliato! pensa che mia madre ha sudato 7 camicie quando ha deciso di ritirare i suoi risparmi dalla banca e di tenerseli a casa. ha trovato un ostruzionismo incredibile. ma a parte questo, credo che anche chi si è svegliato ora, non ha capito che la musica è finita. il sistema è destinato a fare flop. sarebbe meglio cominciare a pensare ad un nuovo modo di gestire l’economia. dico solo che è indispensabile tornare alla vera democrazia riprendendoci la sovranita’ monetaria. il resto verra’ da se’. saluti a tutti

  • lino-rossi

    ripresa (temporanea) delle borse.

    se io fossi uno di coloro che aveva il portafoglio pieno di carta straccia e tutto d’un tratto me lo fossi trovato pieno di denaro vero di pari importo del valore nominale della carta straccia, cosa farei?
    acquisterei azioni.
    ecco l’exploit della borsa.

    ma non bisogna dimenticare che di carta straccia ce n’è di importo pari a 10 volte il PIL mondiale e prima o poi questo giochino finirà.
    prima finirà e meno debiti veri avremo sul groppone attraverso il debito pubblico.
    bisognerebbe che la Politica interrompesse il gioco marcio delle banche centrali: le stramaledette iniezioni di liquidità per alimentare il cancro che ci divora.
    se non lo faranno avremo pochi super ricchi armati fino ai denti (coloro che si sono trovati con la cartastraccia trasformata in denaro vero) e tutti gli altri super indebitati nei loro confronti.
    paulson, ad esempio. http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/09/Paulson_guadagna_tre_miliardi_co_9_080409121.shtml
    ha detto che li ha dati in beneficenza – http://archiviostorico.corriere.it/2007/febbraio/11/Paulson_ministro_banchiere_dono_tutto_co_9_070211009.shtml
    allora possiamo stare tranquilli.

    siamo in una gabbia di matti.

  • maristaurru

    …Ma questo comporterebbe decretare la fine della globalizzazione e della intoccabile influenza dei potenti banchieri del pianeta, a strepitoso vantaggio di tutti i popoli della Terra.

    Personalmente prendo quesa frase come un augurio, convinta da decenni che la fine di certi personaggi che si sono appiccicati in fronte un tempo la pecetta di Banchieri ed hanno scardinato, presi da follia di grandezza un sistema ed un paese approfittando credo della debolezza della politica ( anche questa analisi si farà prima o poi e le vere responsabilità dovranno venir fuori, sia pure evidenziando i vari intrecci), sarà l’inizio del giusto benesere legato al lavoro e scisso dalle truffaldine pippe mentali che ci ammorbano da decenni. Sarà tardi, a distruggere si fa relativamente in fretta, a ricostruire, le capocce per prime, ce ne vuole, speriamo ci si arrivi prima o poi.

  • LOTO27

    Penso spesso al dopo di un ormai scontato crash dell’economia mondiale. forse e’ un illusione credere che le cose andranno meglio. guardatevi intorno, la stessa gente che vi a deriso quando due anni fa’ timidamente esprimavate dei dubbi sulla salute e il funzionamento dell’economia mondiale, oggi ancora dopo quello che e’ successo nelle ultime due settimane considera tutto cio’ normale e gestibile, ho sentito addirittura…”pero’ hai visto oggi ha recuperato tutto”. lasciamo perdere i peones lobotomizzati con loro ho capito che non vale la pena perdere tempo, pensiamo che fine faranno quelli che oggi sono i veri responsabili di tutto, parlo di banchieri, politici e finti industriali. “dopo” queste persone ci saranno ancora e saranno piu’ forti, avranno la capacita’ di riciclarsi e si ripresenteranno come i nuovi salvatori della patria, ovviamente acclamati dalle folle. la storia si ripete ma nessuno o pochissimi la studiano e la interpretano correttamente. facciamo degli esempi: due guerre mondiali non hanno impedito lo scoppio di altre guerre corea, vietnam, iraq, afganistan, iraq bis(le piu’ conosciute) senza dimenticare quello che sta succedendo in africa. crisi economiche quella del 29′ non e’ servita a evitare quella di oggi. non s’ho cosa succedera’ dopo, ma non penso che si ritornera’ all’eta’ della pietra, stiamo naviganto a vista e che Dio ci aiuti.

  • lucalux75

    Tu sei uno dei pochi che hanno il coraggio di dire come stanno le cose… Per fare questo è necessaria tanta forza, e penso proprio che tu ne abbia da vendere.
    Penso che molte persone abbiano la sensazione che i tempi stiano cambiando, sentono che non possono continuare a condurre un tenore di vita sopra le proprie aspettative, però non hanno la forza di accettare un possibile cambiamento…. Non hanno neanche la forza di parlarne, Anc’io ho cercato di parlarne agli amici, sono stato anche deriso, ma molti mi hanno detto che non volevano continuare il discorso, si sentivano oppressi da un discorso che li spaventava, sentivano questa paura perchè nel loro intimo avevano al netta sensazione che tutto ciò era possibile…
    Per affrontare le prove più dure spesso ci sono delle anime forti che preparano il terreno… che fanno da preculsore, ma spesso non vengono ascoltati nè tantomeno capiti.

    Monet diceva-“Coloro che danzavano erano considerati folli da quelli che non riuscivano a sentire la musica”.

  • Xeno

    Sicuramente,ma questo non giustifica la cosa.

    Fra te (banca) e me c’è un accordo,fra cui quello degli orari a cui io faccio riferimento.(salvo rare eccezioni:calamità naturali ecc..)

    Ha fatto bene a chiamare il 112
    Loro non ci pensano due volte a mandarti l’ufficiale giudiziario

  • myone

    Pensano che due mani vengono e una va. La mente dell’ uomo e’ stupida e codarda. Il suo unico conto da riasettare e’ quello dell’ annullamento di se’ e del suo sitema. Unomo inutile, mente inutile, e scappatoie inutili. All’ uomo manca il perche’ fa le cose, e se servono.
    Si vede che questa risposta non l’ ha e non l’ avra’ mai. Giusto cosi.
    Si era gia’ pensato infallibile, con questi risultati. Pensa se lo fosse davvero. Il fine non cambierebbe mai. Attendiamolo, cosi ci togliamo pure questa molestia continua. myone

  • bstrnt

    Il grave è che la crisi finanziaria è una delle crisi strutturali che contemporaneamente capiteranno sulle nostre teste.
    La crisi energetica, sarà ancora peggiore e peggiore di tutte quella ambientale!
    La punta dell’iceberg di questa crisi è la moria delle api a causa di pesticidi (Bayer), scie chimiche e biologiche rilasciate nell’aria per esperimenti demenziali, oltre alle onde lettromagnetiche; negli USA sembra che le api si siano ridotte di oltre il 60%.
    Ricordando quanto asserito da Albert Einstein: ” dopo quattro anni che si saranno estinte le api, anche la specie umana si estinguerà”, penso che la crisi economiaca sia il male, per quanto grande, minore.
    Come si potrà uscirne?
    Sarei piuttosto pessimista, poiché la quarta crisi, quella intellettiva e morale, non ci permette di attivare quelle attività, che ora come ora ci permetterebbero solo parzialmente di mitigare l’impatto di queste crisi.
    Conviene rileggere i 5 stadi del Crollo di Dmitrij Orlov ….