Olio al coriandolo, semplice utilizzo di una spezia particolare

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Il CORIANDOLO, una delle spezie più usate nella cucina orientale, serve a preparare un ottimo olio per insaporire a crudo minestre di legumi, arrosti, stufati di verdure, carni e pesci cucinati sulla griglia.

È molto semplice da preparare, basta mettere 1 cucchiaino di semi di coriandolo, 4 bacche di ginepro, 5 grani di pepe bianco e 5 di pepe nero in una bottiglia di vetro.
Poi ci si versa un litro di olio extravergine di oliva e si aggiungono anche delle foglie di salvia, di rosmarino e di timo.
Si lascia riposare per un minimo di 15 giorni e poi si può cominciare a usare.

Quattro curiosità sul coriandolo:

1 – È una tra le spezie più antiche, esistono infatti testimonianze del suo utilizzo già 5000 anni prima della nascita di Cristo. Anche Ippocrate lo usava come medicamento.

2 – Nell’Ayurveda il coriandolo è considerato freddo, i suoi semi sono usati in cucina e in medicina per la preparazione di miscele e come rimedio per equilibrare il calore di altre spezie. I suoi effetti sono soprattutto digestivi e antifermentativi, contribuisce quindi a ridurre il gonfiore intestinale. La dottoressa Vinod Verma (che ha un dottorato in neurobiologia e tiene seminari, corsi di formazione e conferenze in tutto il mondo sul potere curativo delle ricette della medicina tradizionale indiana) insegna che rafforza anche i nervi.

3 – Il nome coriandolo deriva dal greco koros che significa cimice. Questo appellativo è dovuto all’odore sgradevole emesso dal frutto acerbo se viene schiacciato tra le dita.

4 – In India oltre ai semi (che vengono usati come spezia) vengono mangiate anche le foglie, sono infatti utilizzate per condire insalate e piatti piccanti.

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VB

 

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