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OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI: CACCIAMO QUEI BUGIARDI FANATICI

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

L’ho definito un ricattatore, e gli si attaglia: Mario Monti mi preoccupa, lo dico francamente. All’inizio, qualche mese fa, mi pareva solo un pallone gonfiato; adesso sta diventando pericoloso: è un fanatico, un sacerdote fanatico, e i fanatici sono sempre pericolosi. Qualcuno gli ha detto che deve salvare l’Italia; lui ci ha creduto, e per questo vuole ri-educarci. E siccome non gli riesce bene, a quanto pare, nonostante tutto pensa di poteci ricattare: o fate così, come dico io, oppure me ne vado e vi lascio in pasto ai politici corrotti dai quali vi ho appena liberato. Rispondo così: caro Monti, tu non sei diverso da loro almeno per una caratteristica, la tua capacità rapinatoria; la differenza sta solo nello stile. Per cui proporrei, senza troppi rimpianti, di cacciare te e loro, insieme.Vedi, Mario Monti, come sono equanime? Propongo che voi ve ne andiate tutti, semplicemente. E a proposito di equità (e di rapina) sei riuscito, Mario Monti, a fare peggio di Berlusconi: i miliardi che hai recuperato li hai presi ai pensionati, e hai fatto dell’Italia il paese in cui si va in pensione più tardi che in tutta Europa. Tu e la Fornero siete così ligi al comando della finanza che siete saltati sopra l’asino e state cadendo dall’altra parte, cioè fate più di quello che vi è stato chiesto. Mi riferisco all’articolo 18: ce l’abbiamo praticamente solo noi, ma siccome in quest’Europa tutto sommato non siamo gli ultimi della classe, vuol dire che gli altri – che non hanno l’articolo 18 e che stanno peggio di noi – avranno delle altre ragioni; quindi, probabilmente, non tutto è legato all’articolo 18.

Perché vi siete così intestarditi sull’articolo 18? Io una risposta ce l’ho. Voi state stra-facendo, andate oltre: siete andati oltre i vostri compiti. Mi domando: ma chi ve lo fa fare? Penso che ci sia solo una spiegazione: che abbiate una fiducia illimitata nel dio denaro, e che questa fiducia illimitata vi renda folli e ciechi. Per questo temo che finiate male. Lo so benissimo che voi cadrete in piedi, non ho dubbi – poveri non siete e non siete mai stati, e nemmeno sapete cos’è la povertà; figuriamoci se diventerete poveri – mai, è escluso: cadrete in piedi. Ma l’essenziale è che cadiate, questa è la cosa principale: e noi faremo di tutto per aiutarvi a cadere. Purtroppo c’è il rischio che, se cadete male, noi finiamo sotto le vostre macerie, ma comunque cercheremo di scansarci.

Siamo certi, tuttavia, che voi cadrete: perché sarà il dio denaro, a colpirvi prima di noi, che comunque ci proviamo. Sabato 31 marzo veniamo a Milano a occupare Piazza Affari, partendo dalla cattedrale della Bocconi dove voi avete imparato a pregare. Se funziona, come spero, vi faremo vedere che non sarà così facile ri-educare l’Italia come vi eravate messi in testa. Ma sarà la cura che volete imporci a far male – a voi. E sapete perché? Perché è sbagliata. Dite di voler ridurre il debito, ma in realtà sappiamo come state lavorando per ingigantirlo. E perché? Forse non lo sapete, ma ve lo spieghiamo noi. Lo ingigantite perché non avete voluto cambiare le regole – cioè: l’assenza di regole – con cui la finanza mondiale ha creato questo debito. E dunque, siccome l’assenza di regole non è stata cambiata, questo debito continuerà a crescere. E crescerà sempre di più, fino a che esploderà come una grande bomba. E anche se riuscirete a spellarci vivi tutti, si vedrà presto che il debito cresce ugualmente. E allora sarà chiaro che ci avete mentito.

Ecco perché, prima che ve ne andiate, veniamo a Milano per darvi qualche consiglio. Per esempio: farla finita col movimento dei capitali fuori controllo – cioè, farla finita con la speculazione, abolendo i derivati. Ma voi non l’avete fatto, né lo avete proposto. E per esempio: congelare il debito pubblico e riconoscere tassi di interesse non superiori al 3% – il resto lo spostiamo a cinquant’anni: se ne riparla dopo, poi vedremo. Altro suggerimento: andare a Bruxelles e chiedere di cancellare il Trattato di Maastricht, che ci costringe a fare ricorso alla finanza internazionale per finanziare gli Stati europei, e trasformare la Banca d’Italia – dopo averla nazionalizzata – in un prestatore di ultima istanza: molto meglio che regalare centinaia di miliardi alle banche al tasso dell’1% per tre anni, perché si comprino il nostro debito.

Tutte queste cose non le avete fatte e non le avete neanche proposte, e quindi per questa ragione il debito continuerà a crescere. Quindi – Monti, Passera, Fornero – credetemi: il Papa Napolitano non è un buon interprete del dio denaro, non è infallibile neanche lui. E quindi fate come vi proponiamo: redimetevi, e andatevene. Ce la caveremo meglio senza di voi. L’alternativa c’è: creiamola, a cominciare da sabato. Good bye e good night – anch’io imparo un po’ di inglese, perché è là che è nato l’Impero. Non vorremmo imitarlo, ma imparare a difenderci: da voi.

(Giulietto Chiesa, testo del video-messaggio affidato a “Megachip” il 29 marzo 2012).

Fonte: http://www.libreidee.org
Link: http://www.libreidee.org/2012/03/occupyamo-piazza-affari-cacciamo-quei-bugiardi-fanatici/
30.03.2012

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    FINALMENTE FINALMENTE.
    Adesso a non mollare, finchè ci sia la “massa critica” che li faccia andare via. Non sarà facile però, ma è una questione di sopravvivenza.

  • nuvolenelcielo

    come fa la banca d’Italia nazionalizzata a essere prestatore di ultima istanza se non si esce dall’euro? Chiesa non pronuncia mai la parola euro ho notato. Un po’ tanta confusione mi sembra, ma almeno qualcuno che protesta…

  • rebel69

    All’inizio, qualche mese fa, mi pareva solo un pallone gonfiato.Non sei stato lungimirante Giulietto.Una qualsiasi persona medio informata sapeva che saremmo del tutto finiti in mano a Goldman Sachs.Chiesa non pronuncia la parola Euro perché la minima messa in discussione della moneta unica vorrebbe dire uscire dall’agone politico.Guarda caso neanche i due volponi Storace e Rizzo nelle loro esternazioni rivoluzionarie parlano di uscita dalla Nato dall’UE dai parametri di Maastricht,che non sarebbe poco,ma la parola”uscita dall’euro”neanche la sfiorano.

  • Tanita

    L’uscita dall’Euro, la SCOMPARSA dell’Euro, è soltanto una questione di tempo, penso.

  • AlbertoConti

    L’euro sta per esplodere da solo, come da copione (Maastricht, Lisbona, MES, fiscal compact, ecc.). Cosa griderà il Popolo alla notizia che l’euro è morto? L’euro è morto, viva l’euro! Del resto di cosa vive ognuno dei 500 milioni di europei ogni santo giorno? Dei (pochi) euri che ha in tasca. Chi non lo fa scagli la prima pietra. L’euro è cosa nostra, gli “Affari” sono cosa nostra, solo che che ce li hanno scippati, rubati, degenerandoli per usarli contro di noi. Oggi dobbiamo unirci tutti per riprenderceli, cominciando da P.zza Affari a Milano, col suo monumento simbolo di quello che ci hanno fatto, e che da domani faremo noi a loro!

  • Anais

    Più voci si levano in protesta, meglio sarà per tutti.
    E’ importante che il malcontento si desti in un risveglio di consapevolezza.
    Da non dimenticare che l’Italia non ha mai avuto sovranità in senso pieno, siamo stati colonizzati politicamente dopo la seconda guerra mondiale dagli alleati e sotto feroce controllo da allora ad oggi e in futuro, affinché non si giunga mai ad una vera indipendenza.
    Decidere dunque con forza, come Italiani, di “avere” e “mantenere” una nostra moneta, emetterla e gestirla senza i loro orribili diktat è atto di ribellione, che andava comunque fatto molto molto prima e, se ci avessero consultati, non saremmo mai entrati in Eurozona sapendo di perdere l’ultimo lembo di finta sovranità.
    Anche come popolazione riflettiamo questa pesante interferenza, a maggior ragione in questi tempi che hanno involuto quel po’ di progresso socio economico consentito per prolungare l’inganno della falsa democrazia.
    Chiedere di stracciare il Trattato di Maastricht forse non porterà risposta, ovviamente, ci hanno già mezzo cucinati

  • ericvonmaan

    Anche perchè, da quello che si legge, le economie emergenti dei BRICS comincieranno a scambiarsi merce con le riepttive valute, così ciao dollaro e ciao euro. E se cominciano a farlo Cina, Russia, Brasile, India, Sudafrica, allora so’ cazzi per la carta igienica occidentale, che lo voglia monti o no. Ciao

  • AlbertoConti

    ma non hai ancora capito che il vero, unico prestatore di ultima istanza siamo noi, il Popolo? E allora sistema bancario pubblico (Intesa, Unicredit, MPS, IOR, BNL!), altro che bankitalia!

  • Giancarlo54

    Più gente si oppone a Monti meglio è. Certamente che la critica non può limitarsi al solo Monti. Se Monti è a palazzo Chigi e fa tutti i disastri che sappiamo la colpa è sopratutto di Napolitano e del trio di partiti che sostiene il governo. Bisogna allargare la critica. Poi se, come in questo caso, non si coglie esaattamente il problema, pazienza, l’importante è che ci sia più gente possibile. Non è il momento di fare i puristi.

  • hobie

    COME SOSTENEVA THOMAS PAYNE, I GOVERNI SONO, NELL’IPOTESI MIGLIORE, UN FARDELLO INEVITABILE, IN QUELLA PEGGIORE, UN MALE INSOPPORTABILE.
    IL TOTALITARISMO DI QUESTA TECNOCRAZIA BANCARIA E’ EVIDENTEMENTE IL NUOVO NAZISMO DEL XXI SECOLO.
    QUESTI BANCHIERI E LA LORO IDEOLOGIA SONO UN CANCRO DA ESTIRPARE. LI ATTENDE, DOPO LA RIVOLUZIONE, UNA NUOVA NORIMBERGA E, MI AUGURO, LA FUCILAZIONE ALLA SCHIENA. ADDEBITANDO ALLE LORO FAMIGLIE CAINE E BASTARDE IL COSTO DELLA PALLOTTOLA.
    PEGGIO DEI BANCHIERI E’ SOLO IL POPOLO ITALIANO. POPOLO DI IGNAVI, EGOISTI, MENEFREGHISTI. BASTEREBBE UNO SCIOPERO FISCALE GENERALE, BASTEREBBE TOGLIERE I SOLDI DAI CONTI. COSTEREBBE SACRIFICI LO SO, MA SE LO FACESSIMO IN TANTI, IL REGIME CROLLEREBBE DOMANI. MI CHIEDO QUANDO VERRA’, SEMMAI VERRA’, QUESTO DOMANI.
    RIVOLUZIONE ORA!!!

    ps. qui una risposta alla propaganda di regime.

    http://www.byoblu.com/post/2012/03/30/Risposta-alla-lettera-di-Mario-Monti-sul-Corriere.aspx#comment

  • Tao

    Il volantino che verrà distribuito oggi a Milano dal Movimento Popolare di Liberazione

    Fuori dal debito! Fuori dall’euro!

    LICENZIAMO MONTI E NAPOLITANO

    Con l’attacco all’articolo 18 il governo delle banche vuole colpire il simbolo dei diritti dei lavoratori. L’obiettivo è quello di estendere la precarietà, di renderla permanente con il ricatto del licenziamento, di portare al limite la disciplina di fabbrica secondo il “modello Marchionne”.

    Questo attacco proviene direttamente dai vertici europei, ed in particolare dai diktat tedeschi e della Bce, ai quali il Quisling Monti deve rispondere. La distruzione del sistema pensionistico, i tagli salariali, la continua erosione di ogni diritto sociale, le liberalizzazioni, sono le altre facce di una politica che ora culmina nella legge sulla libertà di licenziamento. Il tutto motivato con l’emergenza debito e con l’illusione della “ripresa”, che il dogma liberista ritiene possibile solo con l’intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori.

    Questa politica antipopolare dell’esecutivo discende dalla linea europea, ora incardinata nel nuovo trattato sul “Fiscal Compact”, una Maastricht al cubo che, se non rispedita al mittente, inchioderà l’Italia ad una recessione lunghissima e a vent’anni di lacrime e sangue.

    Tutto ciò viene reso possibile dalla svolta antidemocratica ed autoritaria in atto, che mira a scardinare la democrazia parlamentare per passare ad un sistema oligarchico, in un quadro di sudditanza ai centri del potere europeo e d’oltreoceano. L’Italia non è solo commissariata, è ormai ridotta ad uno status di protettorato, il cui garante (sia verso l’Europa, che verso Washington) è Napolitano. Il presidente della repubblica è stato l’uomo della guerra alla Libia, il regista del golpe bianco che ha portato Monti al governo, ed ora lo sponsor più accanito della legge sulla libertà di licenziamento. E’ ora di mettere all’ordine del giorno la richiesta delle sue dimissioni.

    Non si esce da questa situazione con degli aggiustamenti. L’attacco è globale e la risposta deve essere globale. Occorre in primo luogo la riconquista della sovranità nazionale, uscendo dall’euro e dall’Unione europea, come pure dalla Nato. Occorre cancellare il debito, nazionalizzare le banche e i settori strategici dell’economia. Solo con un governo popolare d’emergenza, incentrato su questi obiettivi, sarà possibile difendere il lavoro, i salari, i diritti del popolo lavoratore.

    Per arrivare a questa svolta c’è solo una strada, quella di una sollevazione popolare capace di fare piazza pulita dell’attuale classe dirigente, quella politica ma non solo. A chi ci dice che si tratta di un obiettivo utopistico, rispondiamo che la vera utopia è quella riformista, menopeggista, delle alleanze interne all’attuale sistema politico. Solo un’autentica sollevazione popolare potrà porre le condizioni per affrontare alla radice una situazione che sta devastando la vita di milioni di persone con il dominio completo dei vampiri della finanza.

    Larghe masse hanno ormai capito che non c’è da attendersi nulla di buono né dalle attuali istituzioni, né dalle attuali forze politiche. Settori di massa non trascurabili hanno iniziato a mettersi in moto: Val di Susa, Forconi siciliani, Pastori sardi, risposta operaia sull’art. 18. Queste lotte e questi movimenti vanno uniti, come parte essenziale del fronte ampio che dobbiamo costruire per arrivare alla sollevazione ed al rovesciamento degli attuali rapporti di forza.

    Per rispondere a tutte queste esigenze stiamo costruendo il Movimento Popolare di Liberazione. Proporre un programma, unire le forze, sviluppare la lotta per costruire una vera alternativa di governo e di potere: questi sono i nostri scopi, ed è su questa base che chiediamo l’adesione ed il contributo di tutti quelli che li condividono.

    Movimento Popolare di Liberazione – 31 marzo 2012

  • pehuenco

    questo si si che è il vero colpo al fianco alla finanza di matrice usa, euro, usare la propria moneta locale come scambio e SE LEGALMENTE RICONOSCIUTA QUALE è IL PROBLEMA? forse per che la moneta di riferimento deve solo essere il dollaro? cosi che possano campare di rendita al l’infinito? e per che wall street e la borsa di chicago devono valere più delle altre al mondo messe assieme? ben vengano le valute delle varie nazioni questa dovrebbe essere la vera globalizzazione, ma ci credo poco penso che gli usa aggiusteranno il tiro alle nazioni canaglia ops.. pardon alle nazioni che non si allineano al dollaro e a f.m.i e b.m, per quanto riguarda la manifestazione niente di più inutile come le altre del resto.

  • Tao

    Cremaschi: «Ci sarebbe piaciuto partire davanti alla Bocconi ma ce l’hanno impedito. Forse è come Palazzo Grazioli a Roma». Milano, la prima manifestazione contro le «riforme» del governo Monti punta sulla Borsa Sindacati di base e pezzi di Cgil, tutta la sinistra fuori dal Palazzo, i No Tav e tanti comitati locali

    Monti non è la soluzione, è il problema. Ecco perché oggi a Milano migliaia di persone scenderanno in piazza per dare vita a «Occupyamo piazza Affari».

    Si tratta della prima vera manifestazione nazionale contro il governo che risponde immediatamente al tentativo di controriforma del mercato del lavoro firmata Elsa Fornero. Ma si tratta anche di un importante appuntamento per provare a rianimare e riconnettere i vari spezzoni di tutto ciò che si muove a sinistra, partiti, sindacati, movimenti sociali e territoriali. Un vasto fronte che però non ha ancora metabolizzato le forti tensioni interne che sono seguite agli scontri della manifestazione di Roma, lo scorso 15 ottobre.

    L’idea è venuta al Comitato No Debito alla fine dello scorso anno. E’ circolata in rete, è stata discussa nelle assemblee di mezza Italia, poi è diventata un progetto concreto: costruire una manifestazione a Milano che partisse dall’Università Bocconi tanto cara all’ex rettore Mario Monti per raggiungere la Borsa e mostrare il nesso fin troppo evidente tra la finanza, i mercati internazionali, e l’essenza di questo esecutivo. Da quel momento «Occupyamo piazza Affari» ha raccolto sempre più adesioni. Oggi sfileranno una rappresentanza dei No Tav – l’unica causa che in questi mesi ha saputo mobilitare e riunire i movimenti – diversi comitati territoriali, San Precario, alcune realtà in lotta del milanese (dai lavoratori sulla torre della stazione Centrale della Wagon Lits ai lavoratori di Esselunga). A seguire i sindacati di base (Usb, ecc) e la Rete28Aprile della Cgil. Chiudono i partiti della sinistra – Prc, FdS, Pcdl, Sinistra Critica e qualche rappresentante di Sel. Si parte alle 14 da piazza Medaglie d’Oro e dopo un lungo giro per il centro si arriva in piazza Affari dove si terrà un’assemblea aperta.

    «Avremmo voluto partire dalla Bocconi ma non ci è stato permesso – spiega Giorgio Cremaschi, il sindacalista della Fiom che parla a nome del Comitato No Debito – mi ricorda quando c’era Berlusconi e a Roma si poteva manifestare ovunque ma non davanti a Palazzo Grazioli. Evidentemente la Bocconi è considerata casa di Monti. Non sappiamo quanto questo faccia piacere ai bocconiani, contro cui non abbiamo nulla». Prima della manifestazione verrà portata una corona di fiori in Bocconi, davanti al monumento per Roberto Franceschi, lo studente ucciso dalla polizia nel 1973 durante una manifestazione.

    «Occupyamo Piazza Affari» ha anche una chiara vocazione europea e internazionale. «Monti rappresenta lo stesso programma che sta provocando una catastrofe economica e sociale in tutta Europa – spiega ancora Cremaschi – che ha affondato la Grecia e sta affondando il Portogallo e contro il quale ieri la Spagna si è fermata». La catastrofe incombente su scala mondiale infatti è il motivo fondante di questo esecutivo ed è allo stesso tempo la premessa per convincere gli italiani ad inchinarsi al volere dei tecnici che nessuno ha mai votato. Si tratta di rompere questo circolo vizioso. L’auspicio è che presto anche in Italia si possa costruire un movimento di opposizione politica e sociale, «antagonista nei contenuti e pacifico nelle forme», capace di bucare il silenzio dei media e la compiacenza nei confronti di Monti e delle politiche che rappresenta. Quanto all’articolo 18, «il Barcellona dopo la partita col Milan ha dovuto restare ad allenarsi a Milano a casa dell’Inter perché la Spagna era chiusa totalmente per sciopero. Speriamo presto di restituire il favore a una squadra italiana ospite in Europa».

    Il corteo di oggi ha dunque anche intenzione di pungolare il sindacato, ovvero la Cgil, «che è partito un po’ troppo in ritardo». Ma soprattutto sarà una manifestazione trasversale che tenta di unire nord e sud (sono attesi pullman e treni anche da Cosenza), e di stabilire un contatto diretto tra chi lavora e chi il lavoro non c’è l’ha: precari e non precari, vecchi e giovani… Dilva rappresenta i lavoratori atipici over 40: «Siamo stati esuberi a 40 anni, precari a 50 anni, e adesso ci levano le pensioni mentre i nostri figli sono precari senza futuro. Altro che licenziamenti facili! La riforma della Fornero ci sta fregando tutti. Per questo occupiamo insieme piazza Affari».

    Giorgio Salvetti
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    31.03.2012

  • rebel69

    Sono d’accordo,tutto sta se cadremo in piedi o a bocca avanti…

  • siletti86

    Bravo Chiesa! Articolo da incorniciare!

  • rutzboy

    http://vimeo.com/31762541 buona visione, ed attenti ai movimenti fomentati da un mondialista come G. Chiesa del club di roma e dal mainstreaming (corriere)

  • Giancarlo54

    La manifestazione sarebbe stata inutile se non sarà seguita dalla nascita di un vero movimento anti-monti. Per la verità è stata presentata come la solita manifestazione della sinistra radicale extra-parlamentare. Se effettivamente fosse così, sarebbe stata una manifestazione inutile. Vedremo.