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OCCUPY WALL STREET E LE STRATEGIE DI RESISTENZA ALLA DITTATURA FINANZIARIA

DI GEERT LOVINK E FRANCO BERARDI “BIFO”
blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/

Pubblico il testo dell’appello scritto insieme a Geert Lovink – animatore della lista nettime, centro pulsante della netculture negli anni ‘90 – che verrà letto da Lovink a Wall Street durante la mobilitazione del 15 Ottobre.

Un appello al grande esercito degli amanti e al piccolo esercito del software

Ottobre 2011. La lotta contro la dittatura finanziaria sta esplodendo.

I cosiddetti mercati finanziari e i loro cinici servitori stanno distruggendo i fondamenti stessi della civiltà sociale. L’eredità del compromesso postmoderno tra classe operaia e borghesia progressista è stracciata. Le politiche neoliberiste stanno tagliando educazione e sistema pubblico della sanità e cancellando il diritto al salario e alla pensione.Il risultato sarà impoverimento di vasti settori della popolazione, crescente precarietà delle condizioni di lavoro e quotidiana umiliazione dei lavoratori. L’effetto successivo sarà la violenza, perché la gente cercherà capri espiatori per la sua rabbia impotente. Pulizia etnica, guerra civile, cancellazione della democrazia. Questo sistema è nazismo finanziario: Finazismo.

La gente comincia a reagire in molti posti e in molte maniere. Occupy Wall Street ha iniziato una mobilitazione di massa a New York che si sta estendendo ogni giorno negli USA. In Grecia i lavoratori e gli studenti occupano piazza Syntagma e protestano contro il ricatto della Banca centrale europea che sta devastando il loro paese. Il 15 Ottobre in tutto il continente la gente protesterà contro la rapina sistematica.

Riusciranno le nostre dimostrazioni e occupazioni a fermare la macchina Finazista? No, non ci riusciranno. La resistenza non resisterà, e la nostra lotta non fermerà i crimini legali. Siamo franchi, non convinceremo i nostri nemici a farla finita con i loro attacchi predatori per la semplice ragione che i nostri nemici non sono esseri umani. Sono macchine. Si, è vero, degli esseri umani – manager, azionisti, che incassano i soldi che noi perdiamo, e si impadroniscono delle risorse che i lavoratori producono. E i politici firmano leggi che consegnano la vita di milioni di persone al Dio Onnipotente dei Mercati.

Ma costoro non sono i veri decisori, sono solo strumenti di un’economia decerebrata. Il vero processo predatorio è stato automatizzato. Il trasferimento di risorse e ricchezze da chi produce a chi non fa nulla se non controllare l’astratta transazione finanziaria, è incorporato nella macchina, nel software che governa la macchina. Lasciamo perdere i governi e i partiti politici, fantocci che fingono di essere leaders e sparano solo cazzate da dogmatici ignoranti. Sanno di aver perduto il vero potere di controllare il capitalismo finanziario ormai da anni. Smettiamo di ascoltarli, di votarli, di sperare in loro e di maledirli. Sono solo ruffiani e la politica è morta.

E allora che dobbiamo fare? Rassegnarci alla violenza finazista, piegarci all’arroganza degli algoritmi, accettare lo sfruttamento crescente e i salari declinanti? No. Combattiamo contro il Finazismo perché non è mai troppo tardi. Al momento il Finazismo vince per due ragioni. Prima di tutto perché abbiamo perduto il piacere di stare insieme. Trent’anni di precarietà e di competizione hanno distrutto la solidarietà sociale. La virtualizzazione ha distrutto l’empatia tra corpi, il piacere di toccarci, e il piacere di vivere negli spazi urbani. Abbiamo perduto il piacere dell’amor sensuale perché troppo tempo è dedicato al lavoro e allo scambio virtuale.

La grande armata degli amanti deve svegliarsi.

In secondo luogo il Finazismo vince perché per una manciata di denaro la nostra intelligenza è stata sottomessa al potere algoritmico. Per un salario miserabile se comparato con i profitti dei padroni della finanza, un piccolo esercito di softwaristi accetta il compito di distruggere la dignità umana e la giustizia. Questa piccola armata deve svegliarsi.

C’è un solo modo per svegliare l’amante che è nascosto nei nostri corpi paralizzati, virtualizzati e fragili. C’è solo un modo per svegliare l’essere umano che è nascosto nella miserabile vita quotidiana dei programmatori di software: scendere in strada e combattere.

Bruciare banche è inutile, perché il vero potere non è negli edifici fisici, ma nella connessione astratta tra numeri, algoritmi e informazione. Ma occupare banche è giusto come punto iniziale di un processo di lunga durata di smantellamento e riscrittura degli automatismi tecno-linguistici che ci rendono schiavi.

Questa è l’unica politica che conta.

Qualcuno dice che Occupy Wall Street è un movimento privo di richieste e programmi precisi. Osservazione sciocca. Come sempre i movimenti hanno retroterra e motivazioni diverse. Quel che è importante adesso è la moltiplicazione delle connessioni e l’impegno di lungo periodo. Ancor più importante è mettere in moto un processo di esodo dall’agonia del capitalismo.

Non chiediamo una riforma del sistema finanziario della BCE. Il ritorno alle monete nazionali che chiedono alcuni populisti di destra non ci renderebbe più forti contro la speculazione. Un ritorno alle sovranità di stato non sarebbe una soluzione. La domanda per un intervento di stato più forte, per controlli dei mercati è una mossa disperata. La questione vera è che gli esseri umani non hanno più il controllo. Quel che ci occorre è smantellare le macchine stesse, e questo si può fare in maniera molto pacifica. Entrare nei loro sistemi informatici, pubblicare i crimini finanziari con iniziative di tipo Wikileaks, cancellare le loro reti assassine di scambio finanziario in tempo reale.

I mercati finanziari sono fondati sulla velocità e la deterritorializzazione. Ma conosciamo le loro architetture e le loro vulnerabilità. Il mondo finanziario ha perduto la sua legittimità. Non vi è più consenso globale sul fatto che i mercati hanno sempre ragione.

Questa è la nostra possibilità di rovesciare il tavolo. Il movimento deve rispondere a questo livello. De-programmare e riprogrammare il software finanziario non è il sogno di un luddista che vuole sabotare la macchina. La regolazione dei mercati non è in grado di fare quello che va fatto, solo l’autonomia e l’autorganizzazione dei lavoratori del software può smantellare gli algoritmi predatori e creare un software di auto-gestione della società.

L’intelletto generale e il corpo sociale erotico devono incontrarsi nelle strade e nelle piazze, e uniti possono rompere le catene Finaziste.

Geert Lovink & Franco Berardi “Bifo”
Fonte: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it

Link: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/10/13/berardilovink-occupy-wall-street-e-le-strategie-di-resistenza-alla-dittatura-finanziaria/
13.10.2011

Pubblicato da Davide

  • neutrino

    Bellissimo discorso.
    Vedo già i roghi di streghe per le strade. Lavoratori linciati per avere scritto software “cattivo”, che, automatizzando trasferimenti di risorse in modo sempre più efficiente, hanno contribuito a velocizzare il processo di esproprio da parte dei potenti.
    E coloro che guadagnavano grandi interessi da grandi capitali sorrideranno ancora, al sicuro, certi di poter ancora corrompere qualsiasi politico, con i loro interessi finalmente gestiti da altre entità, che non hanno bisogno di scrivere software, che non sono regolate da alcuna agenzia.
    Mentre le grandi banche bruceranno, e con esse gli ultimi posti di lavoro, coloro che fino ad oggi le hanno utilizzate per far correre sempre più veloce i loro capitali dormiranno sonni tranquilli, con i loro capitali da tempo al sicuro investiti in miniere, tenute agricole o eserciti privati.
    E noi, il resto del pianeta, finalmente danzeremo attorno al totem in fiamme dei mercati finanziari; finiremo di smantellare la macchina che ancora ci manteneva in vita, 7 miliardi di bocche in precario equilibrio su un piccolo pianeta, finalmente senza alcun coordinamento e senza meccanismi di feedback di alcun tipo, consegnandoci ad una nuova lunga epoca di miseria e di barbarie.

  • Coolkiller

    Mi sono sempre chiesto dov’è che vive Bifo.

  • AlbertoConti

    ” …. riscrittura degli automatismi tecno-linguistici che ci rendono schiavi. Questa è l’unica politica che conta….” Qui c’è una palese contraddizione: o la politica è la riprogettazione del software o la riprogettazione del software è la politica. In entrambi i casi si confonde lo strumento tecnico con il fine. La Politica deve ridiscutere e riprogettare il fine, ripudiando il profitto come fine ultimo nella grande maggioranza dei casi, tutti quelli che riguardano il bene comune. Basta cominciare con un principio semplicissimo e fondatissimo, inattaccabile: la moneta è il più diffuso strumento di regolazione dei rapporti sociali, riguarda tutti e ciascuno da quando nasce a quando muore, perciò la sua gestione non può avere rilevanza economica, cioè non può essere oggetto di profitto. Chiunque partecipi col proprio lavoro alla gestione della moneta e dei suoi derivati merita una remunerazione proporzionale al servizio reso alla collettività, e MAI può essere relazionata ad alcuna legge di mercato relativa agli esiti della gestione stessa. In parole ancora più semplici le banche non possono avere fine di lucro, pertanto vista la loro dimensione ed importanza strategica devono essere essenzialmente pubbliche, senza azionariato. E’ vero poi che ogni Paese dipende dalle relazioni reciproche con gli altri Paesi, ed è in tal senso sottoposto al volere imperiale del paese dominante, ma proprio per questo è fondamentale ripristinare i confini a scopo di difesa, con tutta la relativa strumentazione normativa a protezione degli attacchi speculativi esterni.
    E ci risiamo sul punto centrale, sul baco di questa posizione che emerge dall’articolo che vorrebbe ignorare il primato della Politica. La politica è morta, viva la Politica!

  • cavalea

    Quoto e aggiungo, di ripristinare la sovranità integrale degli stati dal punto di vista della autoproduzione di beni e servizi, al fine di raggiungere una ragionata autarchia in vista di un corretto uso delle sempre più scarse risorse energetiche, minerarie e alimentari; su queste vitali risorse si deve mettere fine a ogni tipo di speculazione.
    Lo esigerà il nuovo paradigma economico che si andrà a costruire sulle ceneri della globalizzazione e della società dell’usa e getta.

  • Saysana

    Tutta sta faccenda e’ maledettamente complicata nella sua natura ma decisamente facile da risolvere se si ha la volonta’ di farlo, ora ve lo spiego:

    1) Prendere i politici piu’ rappresentativi (di ogni colore e che abbiano governato per almeno una volta) di ogni paese, diciamo che una decimazione, come hai bei tempi andati, puo’ essere sufficiente all’inizio (rincarare la dose se non si sortisce l’effetto di cui al punto 4).
    2) Allinearli ordinatamente lungo un qualsiasi muro (In alternativa: insaponare una corda di pura canapa (indiana).
    3) Fucilarli (In alternativa: appenderli al piu’ vicino lampione), senza processo, perche’ tanto sono gia’ colpevoli.
    4) Ripetere dal punto 1 al punto 3 fino quando la politica fara’ veramente gli interessi della maggioranza del popolo ed in modo veramente democratico e trasparente.

    Sono arci sicuro che funzionerebbe… tant’e’.

  • imsiddi

    Il Software non ha preso il controllo di nulla ragazzi!
    Il software fa i calcoli, che possono essere fatti da persone intelligenti, solo che li fa piu’ velocemente, tutto qui. Il software é ovviamente l’ottimizzazione di qlcosa che esisteva già. la centralizzazione dei dati e la comunicazione tra questi, accadeva anche tempo fa, solo che in modo indubbiamente molto + lento e con meno dati.

    Se siamo in questo pasticcio, non é sicuramente per colpa dei software.

    E’ come dire, che la colpa delle guerre é da dare alle schede elettroniche e ai programmi complessi installati sui JET militari e sui missili

    La colpa e’ dell’uomo e basta.
    Quello che stanno facendo di fronte a wall street, farà capire ai vertici che non siamo proprio degli imbecilli che accettiamo qlsiasi cazzata che ci viene imposta.
    Ed e’ gia’ un buon inizio.

    La parte virtuale-sociale é stata accettata da noi stessi, e non e’ colpa della macchina, infatti nessuno ci ha mai obbligato ad iscriverci su FB, nessuno ci vieta di prendere l’automobile o treno e andare ad incontrare i nostri amici, siamo noi che siamo diventando sempre + “sfaticati”.

    Questa é una mia opinione personale, ma mi fa rabbrividire leggere notizie come queste.

    Buon week-end!

  • carmine_d

    Quanto è fesso questo post!!!

    “Non chiediamo una riforma del sistema finanziario della BCE. Il ritorno alle monete nazionali che chiedono alcuni populisti di destra non ci renderebbe più forti contro la speculazione. Un ritorno alle sovranità di stato non sarebbe una soluzione…”

    E come caxxo fai a liberarti dalle catene se ritieni inutile spezzarle?

    Criceti… felici criceti che corrono nella loro ruota. Così ci vogliono questi IMBROGLIONI, anzi ci fanno correre più veloci dicendoci che così riusciremo a fuggire via. Ma la ruota è sempre quella e noi ci siamo sempre dentro!

  • marcella

    Dobbiamo ritornare ad essere uno stato sovrano, dobbiamo ritornare ad avere una moneta sovrana, via dall’europa, via dall’euro. Riprendiamoci il nostro territorio. dobbiamo ripristinare la spesa a deficit positiva e tirarci fuori dalla spesa a deficit negativa che ci sta martoriando. Questo lo si può fare soltanto con una rivoluzione! E’ vero! dobbiamo scendere in piazza, siamo milioni e milioni in tutto il mondo. Se riusciamo ad allargare la consapevolezza di tutti…. La massa ha sempre fatto paura a questi , e hanno sempre tentato di manovrarla. Chi vuol capire capisca.

  • dana74

    infatti carmine, ritornare alle monete nazionali dice il Bifo trattasi di soluzione populista di destra quindi perché mai prenderla in considerazione.
    E’ un modo per dire “a me l’euro sta proprio bene” e poi conia un neologismo …..il finazismo.

    Quando è lui che con l’euro sostiene quest’oligarchia finanziaria ma coniando questo termine associa all’estremismo di destra il sostegno alla finanza che invece è proprio al Bifo.
    Ha problemi di testa, il Bifo.