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OBAMA E LE VERITA’ INDICIBILI

DI GIULIETTO CHIESA
Megachip

Chi l’ha detto mi trova concorde: i presidenti si giudicano per quello che fanno, non per quello che promettono. In realtà varrebbe non solo per i presidenti, ma per tutti. Sicuramente vale dunque anche per Barack Hussein Obama, il quale sappiamo già che passerà alla storia per la assoluta peculiarità che ha accompagnato la sua elezione, a prescindere da quello che farà o non farà, e anche dal fatto se lo farà bene o male.

Passerà alla storia come la più fantastica operazione di marketing presidenziale che mai sia stata anche soltanto immaginata.

Quando ero giovanissimo ricordo di avere letto un libro, in cui si spiegava che un presidente americano, già allora, era un fenomeno di mercato, in tutti i sensi. L’autore era un americano, Joe McGinnis. Il titolo, “Come si vende un presidente”, era da intendersi nel senso “buono”, appunto, di come un presidente sia equiparabile a una grossa saponetta, non nel senso, cattivo, di un presidente che vende se stesso al migliore offerente.

Nel caso di Obama, trascorsi alcuni decenni, abbiamo però superato ogni precedente asticella. Gli altri, i predecessori, venivano ‘“venduti” tutti con gli stessi sistemi. Questo nostro si trova in una situazione inedita per un presidente americano: di un paese in preda a una crisi profonda. Tanto profonda che, al momento, nessuno è ancora in grado di guardare in fondo alla voragine.

Per la qual cosa eleggere un presidente, nel 2008, non poteva più significare soltanto vendere una saponetta. Le menti che questa volta hanno costruito la “merce” avevano di fronte a sé il compito di “rivendere l’America” tutta intera. E non era neppure questione di ricostruire il suo maquillage, di farle un lifting radicale. Era questione di rilanciare il “sogno americano” in tutta la sua hollywoodiana magnificenza. E di farlo nel momento peggiore, quello in cui tutte le “mission accomplished” si rivelavano niente affatto “accomplished”.

Ho letto in questi mesi di attesa dell’entrata in carica, decine di commenti, variegati ma accomunati da un mantra: ecco, vedete, l’America in crisi riesce a scuotersi, si rialza, si rilancia, dimostra che non c’è alcun declino, che si tratta solo di una parentesi infausta, provocata dal disastro del suo predecessore.

Ecco, dovessi dire, questo è l’unico segno che dimostra la vera grandezza dell’Impero: la sua capacità di gestire la propria immagine. Geniale la campagna elettorale che ha messo in lizza una donna (sarebbe stata la prima in assoluto nella storia americana) e un nero (altro primato assoluto, roba da Guinness). Prima ancora di finire la campagna gli ideatori di questa operazione avevano già ottenuto il 50% del successo, fornendo una nuova versione dell’America ad uso e consumo del mondo intero. Una classica situazione che proprio gli americani hanno icasticamente definito come “win-win”. Cioè una situazione in cui non puoi perdere, puoi solo vincere, alla grande o alla Guinness.

Poi, cammin facendo, il senso comune degli americani (chi ha detto che i popoli non esistono e sono soltanto astrazioni? Io sto con Elias Canetti, che credeva nell’anima della massa) ha capito che non si poteva rilanciare l’idea di un nuovo Impero se non con un cambio d’immagine totale. E ha fatto vincere il nero.

Fine del razzismo? Macché. Certo questa cosa c’è nella vittoria di Obama, ma io credo che l’America ha scelto colui che meglio di ogni altro le avrebbe dato la possibilità di dimostrare il suo dinamismo, di rilanciare la sua supremazia mondiale, cioè il suo – direbbero i francesi – train de vie.

Come continuare a fare shopping? A non pagare le tasse? A poter dettare al resto del mondo le proprie scelte come se fossero quelle di tutti? No, non intendo filosofare. So bene che questi non sono gli obiettivi dell’americano medio. È chiaro che queste sono le idee dell’élite di quella società, di quella che ha il potere da sempre. Ma la sua forza è sempre consistita – come ha spiegato magistralmente Michael Moore – nel tenere la carota del sogno americano così vicina al naso del vero americano medio da fargliene sentire l’odore. E cioè dal convincerlo che poteva mangiarsela, con un po’ di fortuna, anche domani.

Il problema viene adesso, quando Obama sarà costretto ad allontanare di qualche centimetro la carota. E il vero punto interrogativo si sposterà alla fine di quest’altra domanda: lo farà dicendo la verità, almeno “qualche” verità, oppure dovrà farlo con brutalità, senza dire come stanno le cose?

Ma su questo punto, se il lettore permette, tornerò tra poco. Adesso vorrei parlare di noi, sudditi dell’Impero che sarà guidato da Obama. Siamo estasiati da questo sfavillio di novità, di energia. Ho una cara amica che non fa che ripetermi una cosa che non posso trascurare: mi invita a riflettere che le cose che Obama dice non può avergliele scritte nessuno, perché sono troppo intelligenti. E che certi vocaboli, certe idee, o le hai in testa, oppure non ti vengono fuori neanche se avessi i migliori dieci speech writers del mondo.

E poi io ho visto con i miei occhi emergere un altro “mutante” in un altro paese in crisi epocale, assai vicina, per profondità a quella dell’America di oggi. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse scaturire, quel “mutante”, da quelle condizioni. Eppure comparve e produsse, o forse semplicemente interpretò ciò che stava per accadere. Era Gorbaciov, che usciva dalle viscere dell’apparato più chiuso e refrattario alla novità, portando una ventata di cambiamenti che non ha ancora smesso di scuotere il pianeta. Sappiamo che andò male, ma questo è un altro discorso.

Il fatto è che avvenne. E se avvenne allora, perché non potrebbe avvenire di nuovo?

Quindi mantengo una riserva positiva: per lui. Un credito di fiducia: non si sa mai.

Barack_GorbachevQuello di cui diffido di più sono i suoi esaltatori nostrani. Quelli che tutto andava bene anche con Bush Junior, e che adesso si sono iscritti in fretta nella squadra di Obama. Quelli che, quando osavi dire che c’era qualche cosa di insano in quella mano nascosta del mercato che menava fendenti da cui schizzava sangue e dolore per miliardi di diseredati, ti bollavano come ingrato, quando non come nemico dell’Occidente.

“Quelli che”, avrebbe detto Giorgio Gaber, perché sarebbero stati bene nel suo elenco di allora, anni ’60. Che erano pronti a vendere l’Europa per comprarsi l’America, visto che tutta la novità veniva di là, visto che noi eravamo vecchi e loro erano Silicon Valley, visto che noi avevamo la pensione e loro invece mettevano in campo i fondi pensione, che a dispetto della somiglianza terminologica, con le pensioni poco o nulla avevano in comune, tant’è vero che chi ci aveva creduto la pensione non la vedrà più.

Che bello sognare la carota altrui! Ecco, di questi non mi fido.

E allora torno al nero Obama e alla voragine su cui è affacciato. So che da come guarderà là dentro dipenderà non solo il nostro benessere ma perfino la nostra vita, sicuramente quella dei nostri figli. So che se sbaglia lui, e quelle trenta persone che gli stanno intorno, saranno guai per tutti.

So che, per non sbagliare, dovrà dire agli americani – a quelli che l’american way of life, quello che ha conquistato il mondo, se lo sono goduto – che è finito.

Che l’America è arrivata al capolinea, come tutti noi ricchi, si fa per dire, ma ricchi rispetto agli altri, che ricchi non sono mai stati. Che una “ripresa economica”, se ci sarà, sarà di breve durata e poi si andrà di sotto di nuovo, come accade a quelli che non sanno nuotare e che ogni tanto riescono comunque a riemergere per prendere una boccata d’aria. Perché tutto il modello di crescita esponenziale nel quale siamo vissuti per un secolo e mezzo non è più perseguibile, non è nemmeno più realizzabile, perché le risorse non ci sono più. Dovrebbe dire ai suoi concittadini che la festa è finita, anzi che non era nemmeno una festa ma un simulacro di festa. Era immagine, come è l’immagine quella che lo ha portato al potere per salvare quell’altra immagine che l’ha preceduta. E noi dovremmo pensare, ora, che da un miraggio, che ci ha tratto in inganno, possa emergere una realtà che ci consoli da quell’inganno nel quale abbiamo creduto, costasse – agli altri- quello che doveva costare?

Io so che Obama non potrà dire la verità, e non la dirà. Nemmeno se avesse visto fino in fondo alla voragine. Dovrebbe dirci, crudamente, una cosa che molti non potrebbero neppure capire, non dico condividere: che una crescita indefinita in un sistema finito di risorse non è materialmente possibile. E noi, insieme agli americani, ci troviamo, guarda caso, proprio all’interno di un sistema finito di risorse, dopo avere prodotto una crescita talmente infinita da rompere perfino quel sistema. Stiamo vivendo con gli spiccioli di natura che non abbiamo ancora mangiato e bevuto e ancora pensiamo che possano durare all’infinito. In questo guidati da quella “scienza sciocca” che è l’economia, la quale non ha saputo distinguere il denaro (che abbiamo inventato noi e che non ha limiti) dalla materia, che non abbiamo inventato noi e che è inesorabilmente limitata.

Il disastro viene da qui. E Obama, anche se fosse un “mutante”, non ha i freni per fermarlo.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8584
21.01.2009

Pubblicato da Davide

  • IVANOE

    Bellissimo articolo.
    Concordo pienamente con Chiesa.

  • ehstikatzi

    Anch’io. A parte Gaber…. Era Jannacci

  • Killyouridols

    esatto questo uomo di cui parla veltroni che è arrivato dal nulla ed è presidente , sembra piu un jolly nelle mani del giocoliere in seria difficoltà , che una speranza per il paese delle opportunita’.
    attendiamo con ansia la prima mossa.

  • 28564

    Bene, Bravo, Bis…. e dirò di più:
    secondo me è stato scelto Lui (un nero dalle umili origini) perchè quando nei prossimi mesi DOVRA’ dare agli Americani le tragiche notizie sullo sfascio e sul tracollo dell’Impero Americano, la “pillola” (almeno all’inizio) sarà un pò meno amara…. quando poi gli stessi concretizzeranno davvero la tragedia che comporta e gli scaffali dei supermercati saranno vuoti, la rabbia sarà incontenibile… e le conseguenze inimmaginabili anche per Lui.

    D’altronde i campi di concentramento sono già pronti no?:

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4496

  • victorserge

    quello che ha scritto giulietto chiesa è l’opinione comune di chi non guarda con ottimismo l’ascesa del presidente nero.
    E dico presidente nero, non obama, perchè lo sguardo del mondo è centrato più sul colore della sua pelle che non per il significato della sua elezione.
    Dunque quale è il significato dell’ elezione di un obama barak, di pelle nera, in uno stato prevalentemente razzista come gli usa?
    E’ la semplice risposta di un establishment usa alle prese con una drammatica perdita d’immagine dopo otto anni di presidenza di un alcolizzato figlio di uno dei più potenti affaristi targati usa.
    L’ immagine negli usa è tutto e se vuoi fare in modo che le cose non vadano allo sfascio devi rifarti il trucco, soprattutto quando, negli anni scorsi hai mostrato il tuo vero volto, il volto del tuo vero potere, il volto della menzogna propedeutica al potere.
    In realtà bush ha fatto una enorme figura di merda, è stato il peggior presidente che gli usa abbiano mai avuto, ma sotto il suo dominio gli usa hanno esercitato il loro massimo potere imperialistico, anche se poi si è visto che è costato all’economia mondiale a alla società civile un prezzo insopportabile.
    Ora è necessaria una svolta, ma non una svolta di carattere economico, morale e politico, ma una svolta d’immagine.
    Nella sostanza non cambierà nulla.
    Però potrebbe portare a una definitiva disillusione da parte di chi, dopo qualche tempo, potrebbe accorgersi che le promesse obamiane non saranno che lettera morta.
    obama vuole iniettare nel corpo e nella mente dei cittadini usa la speranza di una nuova america, ma per fare una nuova america occorre riconoscere che quella precedente era basata sull’inganno e sulla menzogna e tanto per gradire ha già ringraziato il presidente emerito bush delle cose buone fatte per l’america.
    Può un presidente che declama un nuovo corso per l’america ringraziare il suo predecessore per bene che ha fatto?
    ma quale bene ha fatto!
    Allora mi sembra che il seguito logico del neo presidente sia quello della continuità con la presidenza bush.
    E sarà una continuità con bush, fatta solo con metodi più soft.
    Perché c’è una bella differenza tra sodomizzare a secco che sodomizzare con la vaselina.
    Ma si sà che l’ano degli stupidi è sempre ben speranzoso di essere trapassato in modo dolce invece che in modo rude; pare non si rinunci mai a questo tipo di piacere.
    Il cambiamento dunque sarà solo simbolico, ma simbolicamente di facciata e non di contenuto quindi un simbolo autentico di non cambiamento.

  • AldoVincent

    ..che riprendeva un articolo di Viola…

    approfitto per un’ulteriore osservazione:
    concordo con il pessimismo di Chiesa ma occorre anche non lasciarsi prendere dallo sconforto.

    a proposito delle “saponette” vendute agli americani, ricordo che si grido’ allo scandalo per i 179 milioni spesi da Kerr per perdere le elezioni, ieri 160 milioni solo per festeggiare il nuovo presidente.
    Siamo alla follia pura…

    http://www.giornalismi.info/aldovincent

  • Galileo

    Si vero i “campi di concentramento” sono già pronti e altri in appalto ai soliti amici degli amici. Questi “campi di concentramento” saranno la mano d’opera low cost per competere con la Cina, India…etc.

  • lupomartino

    Ottimo G. Chiesa, ti leggo sempre con piacere !!!

  • alnilam

    Bellissimo, bravo Chiesa concordo in pieno eppoi la magistrale osservazione del miraggio procurato dall’associazione fatta tra qualcosa di materialmente infinito ed illusorio (il vil denaro per l’appunto) e le risorse (naturali ma anche umane direi) che non sono per nulla infinite e soprattutto replicabili all’infinito. Se la gente (me compreso) riflettesse un pò di più su questo dettaglio invece di lasciarsi abbindolare dalla carota mediatica dei sogni (americani e non) la realtà potrebbe essere diversa!
    saluti

  • luigi6000

    Articolo da applausi.

    Peccato che i mass-media italioti ci propinino variazioni sul tema: “l’america ha riguadagnato la sua leadership morale” (ho il disgusto solo a scriverlo)

  • alverman

    E un altro fra i motivi ( oltre a quelli espressi da Chiesa) per cui è stato scelto un nero è che quando inizieranno le sommosse a causa di questa crisi, le prime a farsi sentire saranno le comunità dei neri notoriamente emerginati: si spera cosi che almeno un presidente del loro stesso colore li possa tenere un pò più tranquilli.

  • snypex

    Evidentemente: ancora ottimismo + ottimismo … ma:

    “E poi io ho visto con i miei occhi emergere un altro “mutante” in un altro paese in crisi epocale, assai vicina, per profondità a quella dell’America di oggi. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse scaturire, quel “mutante”, da quelle condizioni. Eppure comparve e produsse, o forse semplicemente interpretò ciò che stava per accadere. Era Gorbaciov…”

    Ci si dimentica (per ”ingenuita?”) che chi ha provocato l’operazione Gorbachev sono gli stessi che hanno provocato l’operazione Obama.

    E allora come si fa a sdoganare una saponetta che potra’ solo essere quella che e’: una semplice saponetta per fare una lavata di testa al pollaio che vive di riflesso all’ombra dell’impero.

    Comunque ogni occasione e’ buona per fare dell’apologia: grazie alla memoria cortissima di chi la subisce.

  • Marceddu

    Immaginatevi Veltroni vestito da Michelle, che danza con un fantoccio di Barack in grandezza naturale. Brrrrrrr..!

  • helios

    Passerà alla storia come la più fantastica operazione di marketing presidenziale che mai sia stata anche soltanto immaginata.

    ecco questa frase dell’articolo dovremo ricordarcela. Anche perchè qui da noi qualcuno vorrà,come al solito, copiare da loro (che sono tanto ‘avanti’…)
    Forse l’operazione di marketing reggerà per qualche anno se è stata studiata bene e se a Obama lascieranno far qualcosa.

  • Affus

    ottimo articolo questa volta , non c’è che dire .

  • Truman

    Un po’ ottimistica la visione di Chiesa, basata su una visione dei media di qualche anno fa.
    Essa fa pensare che la merce in vendita, il prodotto, sia il nuovo presidente.

    Quando guardi la TV, sia che assisti ad un varietà, o a un telegiornale o ascolti distrattamente la pubblicità, ricorda sempre che la merce sei tu, la vera merce oggetto di compravendita, quella che sostiene gli ingenti bilanci delle agenzia di pubblicità e delle TV. Solo in subordine la merce è il prodotto reclamizzato.

    La prima merce sei tu. Sei tu che vieni venduto a chi ha bisogno di propagare un messaggio ad un’audience selezionata.

  • roberto321

    passo negli States quasi tutte le mie vacanze, ho là amici e parenti.
    La cosa che mi colpisce di più ogni volta che ci torno è che tutti mi mostrano il Suv più grosso del precedente che hanno appena comprato (a rate), il nuovo tv da 85 pollici messo in cortile sopra il caminetto (e già perchè un bel po’ di quelli che conosco hanno il caminetto in giardino, oltre alla piscina e alla jacuzzi), il nuovo lifting al viso o alle tette.
    Beninteso, io viaggio in economy e la gente che conosco è tutta middle class, nessuno che abbia un dollaro messo da parte… però fino ad ora se la sono passata molto bene, diciamo che consumavano ognuno l’equivalente di energia di una foresta all’anno. Ora cominciano un po’ a preoccuparsi dalle notizie che sentono su cnn e sono convinti che Obama abbia la bacchetta magica, ma ancora non si rendono ben conto che hanno vissuto ad un livello insostenibile per il pianeta, e che tutti i trucchi finanziari che potranno inventare non potranno consentirgli di continuare a vivere allo stesso modo.
    Sarà un brusco risveglio, mi fanno un po’ pena perchè è gente simpatica..

  • myone

    Quello che un tempo era una proforma o forma controllata, ora e’ libera in tutte le sue manifestazioni, private e pubbliche. Non ci vedo nulla di strano. In tutto il mondo si fa cosi per qualsiasi cosa, compreso il privato. Tutto in proporzione

    Ora, parlo almeno per una parte di persone, tipo quelli che passano di qua, e che si informano pure su altro

    Sappiamo a grandi linee come tendono le cose.
    E al di la’ dell’ apparenza, degli slogan, e delle promesse,
    vedremo, visto che si ha anche un’ altro punto di vista
    cosa inventeranno e come si muoveranno.
    Sembra che ora, tutto sia decodificabile piu’ facilmente.

  • myone


    Rimanendo sulla stessa lunghezza d’onda del tutto
    non fatevi scappare che il Vaticano tramite Google
    sta’ preparando un sito direttamente a nome e gestito dal papa
    in cui esso, in prima persona, identifica mediaticamente
    qual’ e’ il suo pensiero, la sua ragione, e lo diffonde via internet

    Questo non e’ il solito commentare di tanti siti compreso quello Vaticano
    Ma il papa si propone come grande della terra nella via mediatica
    e sappiamo come e quanto questo ha influito, nelle elezioni americane
    e sia stato il mezzo forte di questa presidenza,
    gia’ catalogata come il massimo dell’ enfasi e della forza mediatica, di immagine, e di spese.

    Un ebreo frega ebrei e americani. Occhio a chi puo’ fregare tutti e due.

  • myone

    Volete vedere che il futuro prossimo papa
    sara’ nero?

  • myone

    E’ comprensibile da sempre. Una regione come stato, autonoma e autosufficente. Scopo base, la sopravvienza, La moneta; l’ organizzazione. I beni: di tutti. Troppo vive sul ucro e sul suferfluo, e anche se servisse, abbiamo lasciato il vero senso della riserva, che e’ un’ organizzazione operante ed efficente, in caso di caos. Gia’ questo, farebbe cambiare politica, modo di vivere e pensare. Farlo ora finche’ c’e’ tempo e’ saggio. Correre perche’ c’e’ ancora fiato in questa direzione di ora, e’ un infarto garantito, alla fine.

  • bstrnt

    Obama sembra aver cominciato con il piede giusto, ma anche Gorbacev … come ama ricordare Giulietto.

    Ora però siamo all’inizio di una crisi epocale, come giustamente fatto osservare in questo articolo; quanti di noi, dell’opulento occidente, siamo propensi a contrarre i nostri consumi del 50%?

    Poi paesi come Cina, India, Brasile, che assieme fanno circa il 40% della popolazione mondiale, saranno disponibili anche loro a intraprendere una politica virtuosa di contenimento dei consumi?

    In poche parole su questo piccolo pianeta siamo 7 miliardi di piccoli Attila; già adesso sarebbe necessario un pianeta e mezzo, ovvero l’attuale tenore di vita potrebbe essere sopportabile per una popolazione di circa 4 miliardi di persone … che ne facciamo dei 3 miliardi in più?

    Ben ha fatto Obama a iniziare come ha iniziato, la domanda rimane: può solo la sua personalità, il suo esempio convincere un miliardo circa di “occidentali” concentrarsi sulle necessità pure?

    Forse dovrebbe appunto essere un mutante, di quelli che riescono a governare le emozioni di un intero pianeta … come il Mulo del romanzo di Asimov “L’altra faccia della spirale”.

    Per me sarebbe già molto se riuscisse a evitare la disgregazione degli USA che assumerebbe una spirale molto più perversa e violenta di quella che ha caraterizzato da dissoluzione dell’URSS, perché, mentre in URSS l’economia aveva come capisaldi cibo, sanità e istruzione, in America e genericamente in quello che viene definito occidente l’economia ha capisaldi basati sull’ iPOD, sul SUV, sulle abbronzature alla Obama, nel pieno dell’inverno dei vari Fini di turno.

    La favoletta del guanto di velluto del mercato (che funziona solo se dentro ha un panzert faust), ha dimostrato tutti i suoi limiti, e non poteva essere che così, perché per legge di conservazione della materia, nulla si crea, nulla si distrugge , tutto si trasforma e …. questo mercato è riuscito a trasformare 13 anni di PIL mondiale, già a un livello non sostenibile, in autentica immondizia; sì perché i 700.000 miliardi di dollari di truffe del Superclan sono esattamente 13 anni di PIL mondiale, visto che questo è valutato in circa 55.000 miliardi di dollari.

    Adesso ci sarebbe da capire chi è in grado di azzerare tutto, che sarebbe come dire espropriare e mettere in braghe di tela proprio quel superclan ( sodali inclusi) che fino ad oggi ha rubato dalle tasche di tutti, ha fatto morire di fame e di sete centinaia di milioni di persone, ha scatenato guerre demenziali e, in pratica, ha ridotto un mondo ricco e vitale in un pianeta di zombie ….

    Molti stenteranno a crederlo, ma è proprio così, siamo una popolazione di morti viventi, e magari ce ne rendiamo conto quando qualcuno fa un viaggio a Cuba e rimane col cuore nell’isola … personalmente non ho sentito uno che non abbia riferito della voglia di vivere di quel popolo, la stessa voglia di vivere che forse avevamo anche noi 50 anni fa….

    Giustamente, come afferma Giulietto, per quanto grande possa essere come personalità Obama e per quanto onesto possa essere il suo agire, cambiare questo stato di cose sembra una missione impossibile …. tutti forse da Obama si aspettano qualche miracolo che spero proprio non prenda il nome di pandemia, con una repentina diminuzione della popolazione del pianeta, come già troppe volte vagheggiato in alcuni ambienti d’oltre oceano.

  • mirko1313

    vero, è il nostro voto che cercano di comprare, siamo noi a essere in vendita. Sotto questo punto di vista sono d’accordo…

  • mirko1313

    Domani è il 23 gennaio. Vi ricordate la profezie del vice presidente Biden durante un discorso in campagna elettorale? Resto in curiosa attesa. Sarebbe la prova della perfetta presa per il culo…

  • Saysana

    A dire la verita’ la data del 21 o 22 gennaio e’ stata detta da Colin Powell, Biden ha parlato di un piu’ generico entro 6 mesi dal suo (di Obama naturalmente) insediamento alla casa bianca.

    Comunque qualcosa nell’aria c’e’, cosa sia mi sa che lo sapremo solo quando succedera’…

  • stairway_to_heaven

    dice bene giulietto quando parla di…”passare alla storia come la più fantastica operazione di marketing presidenziale che mai sia stata anche soltanto immaginata”…
    perchè SOLO di questo si tratta. la crisi la cavalcano a monte di obama e sanno esattamente quello che fanno.
    mi riferisco alle lobby ebraiche e alle multinazionali industrie delle armi e delle ricerca scientifica e tecnologica.
    i servi delle banche hanno l’agenda già scritta per tutto il 2009 e per il 2010.
    gli scostamenti, se mai ci saranno, saranno minimi e “di facciata”, e solo per rabbonire i già tanto tonti americani che per non perdere altro si accovacciano stretti fra loro sotto le ali di mamma chioccia “sperando” di non perdere tutto.
    ma chi tutto già l’avesse perso?…mi domando… chi ha già perduto il lavoro ed ha problemi in banca per il mutuo casa?
    ecco che trova un senso il posizionamento dei militari in georgia (usa) per sedare gli eventuali rivoltosi…mentre anche da noi si pensa a questa ipotesi solo con più ottimismo. infatti col sorriso, la socialcard, e l’incitamento del premier tutti gli operai fiat in cassa integrazione di recente prolungata mentre le maestranze italiòte fanno affari d’oro con la crysler.
    è vero che le risorse sono limitate da tempo ma la selezione per l’accesso è appena iniziata!
    merry crisis and happy new fear.