NOTIZIE DAL PUBBLICO IMPIEGO

NOTIZIE DAL PUBBLICO IMPIEGO

DI STEFANO SANNA

retemmt.it

Tramite i mezzi di informazione il governo ha iniziato la campagna contro i dipendenti pubblici. Probabilmente siamo alla fase finale della alla resa dei conti, Renzi sino ad oggi non aveva avuto ancora sufficiente coraggio, per questioni di consenso elettorale, ad inserire nella riforma del mercato del lavoro i dipendenti pubblici. Ma se non procede nelle riforme strutturali includendo anche il pubblico impiego i suoi datori di lavoro potrebbero licenziarlo. Aveva necessità di far fare all'opinione pubblica un ulteriore passaggio di insofferenza verso i dipendenti statali.

Nessuna sorpresa allora se allo scoccare della mezzanotte è partito l’attacco a: vigili urbani di roma, netturbini di napoli e dipendenti del sito archeologico di Pompei, il tutto condito con cifre impressionanti ma tutte prive di una seria analisi.

L'operazione sembra riuscita: tutti i lavoratori del pubblico impiego sono dei lavativi, hanno affossato l'italia e vanno puniti senza ulteriore esitazione.

Ma mentre si consumerà la vendetta verso i dipendenti fannulloni ricordiamoci che:

1) Da anni la pubblica amministrazione non integra gli organici ( blocco delle assunzioni nel pubblico impiego ) con un danno gravissimo soprattutto per le amministrazioni periferiche ( i piccoli comuni, circa 6000 ) e i centri di minor peso politico creando un disservizio pubblico da anni sempre più pesante.

2) Gli stipendi della pubblica amministrazione sono una voce fondamentale della domanda aggregata, cioè sono quelli che comprano. Tutta la catena del commercio dalla fabbrica del signor brambilla alla bottega del commerciante, dalla libreria sotto casa all’asilo nido viene tenuta in vita anche dagli stipendi del pubblico impiego.

3) Se rendi precario ll lavoro pubblico rendi più incerto il loro futuro riducendo la loro propensione alla spesa che quindi toglierà ulteriori soldi al commercio.

4) Se rendi precario il lavoro pubblico non aspettarti sorriso da chi avrà uno stipendi da 400 euro al mese ed un contratto in scadenza ogni mese ma soprattutto non potrai servirti dell’esperienza e conoscenza che il lavoro permette solo dopo tanti anni.

È doverosa però una considerazione. All'astuta propaganda che apre la strada a ciò che vuole la Trojka non corrisponde una strategia da parte dei molti dipendenti pubblici. Ancora prima di parlare di strategia, manca la consapevolezza dell'obiettivo della politica europea: meno Stato, meno tutele, più paura, più propensione ad accettare passi indietro in termini di civiltà.

Quando è chiaro che l'obiettivo è questo e la propaganda è il mezzo per raggiungerlo, non si cade nella trappola di offrire all'avversario proprio il pretesto che aspetta. Non ci sono alternative facili né già conosciute. Capire il progetto europeo di smantellamento dello Stato, denunciarlo, studiare e far conoscere l'alternativa economica che mette lo Stato al centro, è l'unica strada seria e fondata esistente, sia che si lavori nel privato sia che si lavori nel pubblico.

Stefano Sanna

Fonte: www.retemmt.it

Link: http://www.retemmt.it/component/k2/item/390-notizie-dal-pubblico-impiego

3.01.2014

Commenti (104)

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    1. dcaput 8 gennaio 2015

      Sì, lei ha ragione: ci sono imprese che falliscono e fanno quello che dice lei. Ma si tratta di una minoranza. La realtà delle aziende private è fatta di piccole imprese che danno lavoro alla stragrande maggioranza dei dipendenti non pubblici. Queste aziende falliscono, purtroppo, con facilità e, in quel caso, non ci sono ricollocazioni neanche per ruffiani e paraculi. A malapena riesce a sopravvivere l'imprenditore se ha messo qualcosa da parte, prima che Equitalia gli porti via tutto.
      Non ho detto che lavorare nel pubblico, che non può fallire, sia una colpa. Infatti, è una gran fortuna e i dipendenti pubblici anzichè fare i lavativi (non tutti per fortuna) dovrebbero essere grati mille volte di questo al proprio datore di lavoro (stato, regioni, province, comuni, ecc.).
      Invece, in gran numero (ripeto, al netto delle persone scrupolose, serie e brave che sicuramente ci sono anche nel pubblico, ma credo che siano una minoranza sia pure consistente) trovano comodo e utile fare i fancazzisti. Cioè lavorare poco e male, con scarsa voglia, rendendo pessimi servizi ai cittadini, facendo tribolare chi ha la sfortuna di dover sbrogliare una pratica per il loro tramite, mettendosi in malattia anche per un raffreddore, appattandosi con il potere politico e con i suoi galoppini incistati negli enti. Conosco molto bene quel mondo per averlo praticato per lavoro: io da dipendente privato costretto ad avere a che fare con funzionari pubblici che chiedevano mazzette da poche migliaia di euro (che non ho mai dato! anche se l'azienda per la quale lavoravo avrebbe anche voluto che lo facessi...) per qualsiasi cosa, anche per spostare una carta da una scrivania all'altra come atto dovuto.
      Quanto ai servizi forniti: lei ha ragione, il settore pubblico fornisce servizi indipensabili. Il problema è quasi sempre lo fa male, basti vedere invece la produttività dei servizi pubblici all'estero (parlo ovviamente di paesi come quelli scandinavi e comunque ad alto tasso di civiltà sociale). Ma molto spesso i servizi forniti sono inesistenti e gli enti vengono tenuti in vita solo per elargire stipendi ai dipendenti e potere e denaro ai politici che li controllano. Pensi a tutti gli "enti inutili": così a caso da internet. Ecco in Veneto: l'«Istituto per la conservazione della
      gondola e la tutela del gondoliere», un «Consorzio intercomunale
      soggiorni climatici di Verona», un «Istituto culturale delle comunità
      dei ladini storici delle Dolomiti bellunesi», e una «Fondazione centro
      studi transfrontaliero del Comelico e Sappada». In Piemonte c'è il
      Centro piemontese di studi africani, un Istituto per le piante da legno e
      l'ambiente e un Centro internazionale del cavallo. E via discorrendo...

    1. Ossimoro 7 gennaio 2015

      Sig dcaput, quanto afferma sulle imprese private non vale proprio per tutte le realtà.

      Quante grandi aziende hanno chiuso, ma sicuramente prima ricollocando altrove la truppa di "fiducia"?

      Dal suo discorso sembrerebbe che la maggior colpa di un impiegato pubblico sia quella di lavorare per un ente che non può fallire. Non ê una colpa, è una fortuna. Ma sicuramente è controbilanciata da altro.
      Sulla parte dei servizi apprezzabili poi il discorso sarebbe lungo..
      Personalmente Credo che almeno 350 giorni l'anno la mia vita scorre senza che i vigili urbani di Roma mi diano alcun servizio. Per non parlare di quelli di Napoli o Milano. Neanche gli istituti di vulcanologia mi sono personalmente utili, né i soldi dati ai dipendenti dei musei in cui non vado nei giorni in cui lavoro... Ecc. Ecc. Ma chi sono io per dire che costoro non danno servizi apprezzabili? Spero di aver reso l'idea.
    1. Ossimoro 7 gennaio 2015

      Mentre la Procura si è messa in moto per fare luce sull'accaduto, qui c'è un aggiornamento da parte della parte "incriminata" che racconta la propria versione dei fatti.
      Sarebbe utile che fosse letto soprattutto da chi, accettando un mediatico processo sommario, si è scagliato senza riserve contro il pubblico impiego, senza attendere di ascoltare argomenti a discolpa da parte degli interessati.
      http://roma.fanpage.it/onorevole-sindacaco-signor-comandante-una-lettera-dei-vigili-urbani-di-roma/

      NB obiettivamente la notte di Capodanno a Roma non ė accaduto nulla che il personale in servizio non abbia supportato. Nell'articolo del link di cui sopra si afferma che ci siano stati in servizio 470 addetti contro i 420 dello scorso anno (pare siano stati invitati a prendere servizio deceduti e pensionati...)

      Allora tutta questa bagarre... Cui prodest?
    1. dcaput 7 gennaio 2015

      Si vede che non hai mai lavorato nel privato... Se la ditta fallisce, si va tutti a casa, dirigenti, ruffiani e paraculi compresi. Il fallimento di un'azienda implica la chiusura e la perdita del posto di lavoro: è la legge fallimentare, non il capriccio del bambino incompreso...
      Invece, se l'ente nel quale lavori non produce nessun servizio apprezzabile per i cittadini, ma vive solo di carte da girare e rigirare e di soldi da sperperare anche per darti da mangiare mentre passi il tuo tempo a chattare, giocare con facebook e scrivere su comedonchisciotte (io lo posso fare perchè sono pensionato, tu però quando sei in ufficio non dovresti...), nessuno lo scioglie e nessuno ti manda a casa anche se dovresti...
      Hai capito il concetto??? Spero di sì. Anche perchè prima o poi qualcuno te lo spiegherà concretamente quando verrà il vostro turno di diventare lavoratori come gli altri, cioè senza i privilegi che il potere politico vi ha elargito da sempre per utilizzarvi come massa di manovra elettorale: un tempo della DC, oggi del PD. E te lo dice uno che sicuramente non è di Forza Italia o affini...

    1. Tonguessy 7 gennaio 2015

      Mia sorella ne ha conoscituo ben 8 ma non erano negri, erano leghisti nella versione Trota2.0, quella odierna.
      Vada per la birra....

    1. Georgejefferson 7 gennaio 2015

      E' chi lo dice? Il bambino incompreso? Chi lo ha stabilito che nel privato vanno tutti nella merda se le cose vanno male?


      E' una legge naturale? E quale prete lo dichiara, a quale titolo?


      Forse le tue "credenze" religiose?


      Oppure lo speri tu come modello di mondo tuo preferito?

    1. Georgejefferson 7 gennaio 2015

      Pensa che io rido piu di te, a volte e' divertente tornare bambini immaginando il lecca lecca rubato.

      Comincio io.I critici dei lavoratori della P.a. sono TUTTI "negri" nel dna, la sorella lo dice e lei se ne intende, nella sua vita ne ha conosciuti 7 additittura.


      Tocca te, pero il campari a me non piace, prendo una birretta

    1. dcaput 6 gennaio 2015

      Certo che ruffiani e paraculi esistono anche nel settore privato! Eccome se ne ho conosciuti! Tuttavia, mentre nel settore privato se l'azienda va male, va male per tutti e, quindi, anche i paraculi e i ruffiani in caso di fallimento vanno a casa, nel pubblico tale gente continua a prosperare pur se l'ente andrebbe chiuso per manifesta incapacità ad operare.
      Quanto alla sua citazione non credo che si adatti al caso di specie. Se mandassero via un po' di dipendenti pubblici nullafacenti, credo che nessuno protesterebbe, anzi ci sarebbero i cortei per le strade: di giubilo!


    1. Ossimoro 6 gennaio 2015

      Ha scritto "E' ora che diventino anche loro dei comuni lavoratori, con diritti ma anche con precisi doveri da non eludere con il paraculismo e il ruffianismo verso i loro padroni/padrini politici."

      Ha detto di avere 40 anni di esperienza lavorativa alle spalle. sta sostenendo che "ruffiani" e "paraculi" esistono solo nel settore pubblico, quindi nel privato nessuno fa carriera salendo sulle spalle dei colleghi, o arruffianandosi i capi?
      Sostiene che Ciò accade solo nel pubblico, dove peraltro ad oggi, non esiste possibilità di carriera?

      Dopo la destrutturazione del sistema di protezione sociale in corso, considerato che gli ultimi baluardi restano il settore del pubblico impiego e i PENSIONATI, la saluto con una riflessione attribuita (pare) al Rev. Martin Niemoller:

      Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
      e fui contento, perché rubacchiavano.

      Poi vennero a prendere gli ebrei
      e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

      Poi vennero a prendere gli omosessuali,
      e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

      Poi vennero a prendere i comunisti,
      ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

      Un giorno vennero a prendere me,
      e non c’era rimasto nessuno a protestare.





    1. mimmogranoduro 6 gennaio 2015

      Mai pensato che la democrazia partecipativa,applicata ad una società evoluta,con una grande disponibilità economica a servizio della corruzione ,sia una truffa?tenga ben presente,che io non credo nella possibile eliminazione della corruzione-

      Sarebbe giunta l'ora di applicare un'altro tipo di democrazia,che richieda almeno il consenso del 50% più 1,in modo tale che i benefici della corruzione,anzichè ridistribuita su quel 25% che garantisce la legittimazione attuale,sarebbe ridistribuita sul 50%più 1-il 100%?ipotesi utopistica-
    1. Tonguessy 6 gennaio 2015

      Ottimo esempio di cecità prospettica: forse non ti rendi conto che l'assalto al pubblico porta (udite! Udite!) direttamente all'assalto conttro il sistema pensionistico. Se i progetti in atto andranno a "buon" fine vai tranquillo che come dimezzano i diritti ai lavoratori dimezzano anche le pensioni. Anche la tua, eh? Ma siete neanche capaci di farvi due conti in tasca?

    1. Jor-el 6 gennaio 2015

      Quello che ci propone l'informazione non è un dibattito vero sul mercato del lavoro. Semplicemente, a fasi alterne, si raccontano favole.


      Favola n. 1: il lavoratori autonomi sono tutti evasori fiscali. Se l'Italia va male, è colpa loro. E giù statistiche da paura su quanto l'evasione fiscale danneggi l'economia, sul meraviglioso welfare che avremmo se quei cani non rubassero a noi tanti soldi.

      Favola n. 2: i dipendenti pubblici sono degli scrocconi e dei fannulloni. Se l'Italia va male, è colpa loro. E giù statistiche da paura su quanto l'assenteismo dei dipendenti pubblici danneggi l'economia, sul meraviglioso welfare che avremmo se quei cani non rubassero a noi tanti soldi.

      Da quanti anni abbiamo sentito questi discorsi? Quante volte, a fasi alterne, ci hanno cantato questa canzone i Prodi, i Brunetta, gli Ichino, i Tremonti, i Bersani...

      Nessuno che abbia mai osato dire l'ovvio: che non serve una riforma del mercato del lavoro per punire evasori fiscali e dipendenti assenteisti. Basterebbe applicare le leggi che già ci sono, e in abbondanza, visto che da 20 anni i governi di ogni bandiera non hanno fatto altro, a sentir loro, che combattere l'evasione fiscale e contrastare l'inefficienza nel pubblico impiego con leggi sempre più severe (accompagnate da sanatorie sempre più nascoste). Per una sola, fortissima volta, basterebbe applicare la legge.

      Ma l'attuale buriana non serve a risolvere nessuno dei problemi di questo paese. L'obiettivo è "solo" a creare qualche milione di nuovi precari.

      A chi serve il precariato? A rilanciare, in una qualche distorta visione iperliberista, l'economia del paese, ?
      L'economia del paese no, ma quella delle agenzie interinali e delle Lega delle Cooperative sì. Come osserva Standard & Poors, esse troveranno nel Jobs-Act l'occasione per moltiplicare i propri fatturati.
      E le banche, naturalmente, che stanno già approntando gli strumenti finanziari necessari per trasformare l'esercito dei precari in un esercito di debitori.

      L'obiettivo è di operare la magia del XXI Secolo: la trasmutazione dei salariati in debitori cronici, trasformare il salario in... debito.

      Il "problema" dell'evasione fiscale dei privati e dell'assenteismo dei pubblici sarebbe risolvibile in un paio di mesi, al massimo. Ma a chi gioverebbe farlo? A nessuno. In questa società, in cui l'unica legge è quella del super-profitto, nulla si muove se non si intravede una possibilità di business. E il business oggi, in tempi di crisi globale, è prendere tanti soldini ai tanti poverelli. Il primo passo è, ovviamente, creare i poverelli. E voilà. Ci pensa il governo.

      Una considerazione personale. Io non penso che i nostri governanti siano degli incapaci. Penso che siano, invece, dei malviventi. Credo che mafia capitale sia solo uno specchio per le allodole confronto ai traffici in carne umana di cui si occupa la Troika. Stanno cercando di trasformare lo Stato in una specie di bancomat che gli consenta una rendita costante.
      Perché? Che razza di persone sono queste, ossessionate dal denaro al punto di vendere l'anima? Forse credono davvero che da tutto questo male nascerà, un giorno, un bene?
    1. gian 6 gennaio 2015

      Dove vogliamo andare con questa gente..... che gioisce e spreca del tempo, non a cercare di migliorare la propria situazione, ma affinché gli altri perdano i loro " privilegi " secondo lui sono privilegi........ io li chiamo diritti. E per diritti non intendo non lavorare,ma non ridursi in schiavitù!!!! come da programma.

    1. mimmogranoduro 6 gennaio 2015

      Sig.jefferson,qualche anno fà,sarei stato in piena sintonia con lei,ma io sono diventato un sintetizzatore per necessità-

      Sono anch'io dell'avviso che non può essere tutto nero o bianco,ci sono anche le sfumature di grigio che qualcuno definisce infinite,ecco,parliamone,ma la questua sarebbe di carattere filosofico,un ruolo che non posso permettermi,richiederebbe tempo che non ho,allora sono dovuto diventare gioco-forza un sintetizzatore,so benissimo,che eliminare dalla discussione le variabili sfumature ,la stessa diventa povera di contenuti e semplicisticamente ovvia,ma il tempo a mia disposizione mi permette di parlare solo di nero o bianco-Mi permetta di farle notare,che forse,anche volendo,qualcuno farà di tutto per impedirci di filosofare sui nostri pensieri-allora,ecco che per mè diventa tutto nero o bianco,pronto a dividere il tutto con un colpo secco di ascia-
      E finito il tempo della ragione sig.jefferson,è tempo di agire,per mè,la demolizione dello stato sociale e l'eliminazione dei diritti,è più efficace di un certificato medico per metter fine a questo sistema-
      Per mè è un piacere leggerla-
      cordiali saluti-
    1. dcaput 6 gennaio 2015

      Sì, rido e di gusto. Non per i poteri sovranazionali che di quelli non me ne frega una mazza. Anzi so bene qual è la loro pericolosità.
      Rido perchè gran parte dei 3 milioni e mezzo (non tre miliardi e mezzo...) di lavoratori pubblici hanno acquisito nel loro dna la paraculaggine.
      Sicuramente tra di loro c'è una minoranza di persone serie, oneste e lavoratrici, ma l'esperienza quotidiana della gran parte degli altri italiani (non solo la mia), dice che si tratta in gran maggioranza di privilegiati e con il posto inamovibile.
      E' ora che diventino anche loro dei comuni lavoratori, con diritti ma anche con precisi doveri da non eludere con il paraculismo e il ruffianismo verso i loro padroni/padrini politici.

    1. Georgejefferson 6 gennaio 2015

      Ridi ridi pure, intanto il tuo ragionamento e':


      La mia piccolina esperienza di vita 7 o 8 stonzi paraculati opportunisti

      uguale

      3.500.000.000 di lavoratori stonzi paraculati opportunisti

      Praticamente un genio.

      A poi i potenti sovranazionali Buoni, quello sempre, sono i giustizieri sognati da piccoli quando si guardava guerre stellari.

      Una visione del mondo Doc. Sembra disegnata con lo stampino
    1. dcaput 6 gennaio 2015

      Ma che dice??? Io ho fatto una vita (40 anni) da dipendente privato e i miei diritti sono sempre stati minori di quelli che lavoravano nel pubblico. Loro hanno più ferie, stipendi più alti a parità di produttività, meno ore di lavoro, più straordinari, e, soprattutto, non devono temere cassa integrazione, mobilità, fallimento dell'azienda e, ovviamente, licenziamento.
      Se non sono privilegi questi...

    1. dcaput 6 gennaio 2015

      Sono in pensione, per fortuna, sfuggendo per un pelo alle grinfie della Fornero dopo oltre 40 anni di lavoro nelle aziende private. Con grande sofferenza ma estrema dignità ho lavorato per portare avanti la mia famiglia, tra continue crisi aziendali, cessioni di rami d'azienda, capi e capetti stronzi e cattivi, trasferimenti in altre città a 1000 km di distanza, ecc..
      Nel frattempo, molti miei amici e molti miei parenti, se la ridevano dalle calde poltrone del pubblico impiego. Il mio stipendio aumentava di qualche decina di euro ad ogni rinnovo contrattuale, mentre il loro saliva senza alcun riscontro di produttività, con straordinari mai fatti, trasferte pagate mai effettuate, promozioni automatiche, ecc..
      Ho perfino un parente nella Finanza che, anzichè andare a fare il suo mestiere di controllo in strada, sta tutto il giorno in ufficio tra videogiochi, facebook, chat, forum, telefonate alla moglie. E, naturalmente, si lamenta.
      Un vicino, sempre nella Finanza, nelle riunioni di condominio teorizza perfino che evadere il fisco è lecito (ma che bisogna saperlo fare, intendendo che lui sa darti la dritta... se hai deciso di farlo) e che l'iva sui lavori condominiali non va pagata (infatti, lui chiama le ditte di sua conoscenza a nero...).
      Un conoscente addirittura, professore in un liceo, s'è fatto perfino pizzicare mentre metteva le mani sotto le gonne alle sue studentesse alle quali dava, naturalmente, lezioni private a casa ...
      Di fronte a tutto il vissuto che ho e che la stragrande maggioranza dei commenti evidenzia sul malcostume dei dipendenti pubblici, dico che non è una guerra tra poveri. Chi lavora nel pubblico non è povero: ha solo ricevuto una gran botta di culo, magari con un concorso addomesticato, ed è sempre stato un servo del potere politico (basta vedere il servilismo che domina nei ministeri, regioni, province, comuni, ecc.).
      Ora il potere politico (Renzi & C.) deve obbedire a poteri sovranazionali che impongono la cura dimagrante del pubblico impiego e i fannulloni gli si rivoltano contro.
      Se la facciano tra di loro la guerra, si scannino politici e fannulloni. Questa volta toccherà a me ridere.

    1. Georgejefferson 6 gennaio 2015

      Mimmo, se tu pensi che la tua impressione, cioè che il testo sopra sia un piagnisteo da bambini (di questo parlavo) non sia una opinione (legittima) ma "dato di fatto universale per tutti" va bene, abbiamo concezioni diverse della realta,ognuno e' libero nelle proprie convinzioni.


      Le cose non nascono mai per caso, e' un'altra assolutizzazione semplicistica che riduce il TUTTO a bianco o nero, quindi tranello d'elite classico.

      Non sono MAI e' una assolutizzazione, dove invece risulta piu complesso il discorso, forse alcune cose si, altre no, altre tanto, altre poco in innumerevoli variabili non sempre conoscibili nella loro interezza. Oppure tu detieni il verbo come un prete novello auto dichiarato nella verità?Non credo e non penso neppure che a te piaccia essere visto cosi.

      Sulla "... situazione in cui viene a trovarsi oggi il comparto impiegatizio,sia privato che pubblico,viene da lontano,sono anni,che ormai i sindacati tradizionali,fungono da cuscinetto,tra la rabbia degli impiegati e i soprusi del padrone,con bugie e artefatti,hanno ingannato tutti facendoli precipitare nel disastro in cui si trovano oggi... ti posso anche dare ragione parzialmente, ma che centra il singolo con cui hai interloquito?Perche assolutizzi tutto che e' questione grande e non riducibile cosi con semplicita, allora se parli del venire da lontano appunto parliamone, ma cerca se puoi di non fare di ogni erba un fascio come se milioni di persone siano un compartimento stagno da catalogare come unicum con un solo aggettivo.

      Prima fai esempi specifici che sono apprezzabili nel dimostrare storture e mostrandone la conseguente rabbia, poi ne conludi con ulteriori assolutizzazioni del tipo:"proprio perchè conosco il mondo impiegatizio,dico che è il piagnisteo di un bambino viziato" , quindi un pregiudizio che si basa sulla propria percezione delle cose dato da pochi fatti provati sulla propria pelle.

      Per il resto va bene, fanculo renzi ma come tu sai benissimo, conta la sostanza non le parole. Renzi puo benissimo dire che certe cose non riguardano gli statali, ma nei fatti sono artifici retorici perche nella sostanza gia "i piccoli" statali sono sfruttati non meno degli altri, precariato e potere d'aquisto eroso...i raccomandati e opportunisti lisciatori del pelo dei potenti, quelli si, tuteleranno, sicuramente.

      Se vuoi leggi i postati di Mincuo che ho estratto
    1. castigo 6 gennaio 2015

      riefelis:

      Ecco
      il solito superficiale (sono stato gentile) che pone come capo
      espiatorio di tutto il declino italiano al settore della macchina
      pubblica.
      Guardi altrove.

      se guardo altrove posso vedere macchine pubbliche funzionanti con la metà delle risorse drenate dallo stato italiano.
      e non per questo i servizi sono più scadenti, anzi.....

      Se non si produve più tanto in Italia la
      colpa mica è dell'impiegato (o mepggio del vigile, poliziotto
      einfermiere) che non ti rilascia il certificato con un sorriso nel
      termine di tre secondi?

      in Carinzia per avere le autorizzazioni necessarie per fare impresa ci vuole una settimana (quando proprio sono pratiche difficili), mentre in italia se riesci a fare tutto in tre mesi o sei Mandrake o hai amici che lavorano nella pubblica amministrazione.
      chissà di chi sarà la colpa.... è davvero un mistero misterioso.....

      La colpa è di questa scassata classe
      imprenditoriale italiane che on produce più con innovazione e qualità
      (vuole produrre le stesse cose magari delocalizzando all'estero) o dei
      politici che non hanno piani industriali.


      mi corre l'obbligo di informarti che per investire in innovazione e qualità ci vogliono i soldi (orrore!!!), che questa scassata classe imprenditoriale (ti cito) non ha perché massacrata di tasse per mantenere una burocrazia elefantiaca, onnipresente e, soprattutto, nullafacente.
      quanto ai politici, i piani li hanno, eccome: perpetuare la propria posizione dominante rispetto alla maggior parte della popolazione e dettare le regole che questa sarà costretta a seguire.
      e, guarda tu il caso e la coincidenza, queste regole vengono fatte rispettare ed applicare dalla burocrazia, che è anche serbatoio di voti per questa classe dirigente.
      fin'ora gli è andata bene e, in quanto esecutori, sono stati tutelati, ma da oggi si cambia, ce lo chiede l'europa, quindi sarà un processo irreversibile.... poveri..... saranno costretti a lavorare.....

      Lasci perdere argomenti che non conosce solo perchè è magari frustrato della sua situazione personale.

      ovvio che sia frustrato, ma non ti preoccupare, faranno in modo che si sia TUTTI frustrati.
      e mi raccomando, continuate a votarli......

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