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NORD CONTRO SUD: IL BIPARTITISMO DELLA REALTA’

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Il dibattito stimolato sia dal recente libro di Luca Ricolfi Il Sacco del Nord che dalle lotte sui tagli della spesa delle regioni, ha imposto all’attenzione il fatto oggettivo e brutale che Roma toglie al Nord annualmente circa 110 miliardi di euro per sostenere un Sud il quale, invece di svilupparsi grazie a questi donativi, sprofonda sempre più nell’inefficienza, nell’improduttività e nell’illegalità, e ha quindi sempre più bisogno di ricevere soldi dal Nord. Questo salasso toglie però al Nord i soldi per gli investimenti, le infrastrutture, l’innovazione, condannandolo a perdere competitività sul mercato internazionale, quindi, in prospettiva, anche la capacità di mantenere il Sud.

In cambio di questo massiccio salasso di risorse, il Nord riceve dal Sud un’altrettanto massiccio apporto di metodi di potere e gestione meridionali. Metodi estremamente inefficienti in termini di performance per la popolazione, ma estremamente efficienti in quanto alla loro presa su risorse e istituzioni. Il Nord, cioè, in cambio del frutto del suo lavoro, riceve dal Sud proprio ciò che rende il Sud arretrato e inefficiente.

Questa penetrazione è avvenuta e avviene attraverso una parte dei numerosissimi burocrati, funzionari e impiegati di origine e matrice meridionali, ma anche attraverso mafia, ‘ndrangheta e camorra, che si infiltrano nella politica, nell’economia, nella pubblica amministrazione, nel territorio e nel tessuto sociale, nei poteri pubblici, come evidenziato dalla vicenda dell’arresto di 300 ‘ndranghetosi eseguito il 12-13 Luglio. Avviene inoltre attraverso l’azione di un parlamento romano in cui gli eletti dei collegi a controllo mafioso sono quantitativamente determinanti per qualsiasi possibile maggioranza. Il potere delle organizzazioni mafiose è moltiplicato dal fatto che esse intercettano buona parte dei trasferimenti di denaro dal Nord. A buon diritto si può pertanto dire che sta avanzando la meridionalizzazione del Nord, l’assimilazione socio-politica e criminale del Nord al tipo di società del Meridione. Come scrivevo in altro articolo, è fallita la perequazione del Sud al Nord, ma sta riuscendo la riduzione del Nord al livello del Sud.

Questa situazione è oggettivamente una situazione di contrapposizione di interessi tra le regioni spogliate del Nord (soprattutto Lombardia e Veneto) e quelle assistite del Sud (soprattutto Sicilia, Calabria, Campania e Sardegna). Quelle assistite non saprebbero mantenersi senza il fiume di soldi tolti al Nord. Se il Sud spende 6 volte più del Nord per il personale amministrativo (fornendo un servizio peggiore), e se spende 6 volte più del Nord per una protesi ortopedica, è evidente che buona parte del Sud vive di spesa clientelare pagata dai contribuenti del Nord. La riforma del federalismo fiscale, basato sull’adozione dei costi standard, può essere sì votata come legge, ma poi non può essere attuata nella pratica, perché toglierebbe un reddito vitale (sia pur ingiusto e illecito) a troppa gente e a troppe forze, il cui consenso è per giunta indispensabile tanto al PDL, quanto, alternativamente, alle sinistre.

E con tanto arriviamo al dunque di questo articolo:

Il Nord, se resta legato al Sud e alla politica romana, verrà inevitabilmente immiserito, privato dei mezzi per restare competitivo, e finirà assimilato al Sud anche dal punto di vista sociologico e criminologico.

Per salvarsi, il Nord ha oggettiva necessità di interrompere sia i flussi in uscita di denaro verso Roma e il Sud, che la penetrazione del sistema socio-economico-criminale del Sud nel proprio territorio, nella propria politica, nella propria amministrazione. E di liberarsi, per quanto possibile, della penetrazione già avvenuta, ricercandone le “metastasi”, isolandole, espellendole. Per realizzare ciò, occorrerà che il Nord si doti non solo di strumenti autonomi di allontanamento, ma innanzitutto di efficaci barriere e filtri giuridici contro questa penetrazione, come strumenti di indagine e oneri di certificazione antimafia per concedere o mantenere la residenza, l’elettorato passivo, cariche pubbliche, iscrizione alla Camera di Commercio. Gli organi competenti a queste funzioni di indagine, certificazione, allontanamento dovranno, per ovvie ragioni, essere eletti dalla popolazione regionale e rispondere ad essa, indipendenti da Roma e dalle istituzioni nazionali.

La contrapposizione oggettiva di interessi tra Nord e Sud è il vero fattore dell’attuale crisi di un partito – il PDL – e di un governo – il Berlusconi Quater – che racchiudono in sé e vorrebbero rappresentare due interessi vitali oggettivamente e diametralmente contrapposti: quelli del Nord spoliato, e quelli di un Sud mantenuto grazie a questa spoliazione. Una contraddizione che si presenta anche entro il PD, tra le posizioni di un Cacciari e di altri esponenti settentrionali, che vorrebbero una branca settentrionale del partito autonoma dalla segreteria nazionale; e le posizioni del grosso del partito, legate ai molti iscritti meridionali o che comunque vivono di reddito tolto ad altri. Analogamente, nel PDL Fini e soci difendono gli interessi della parte meno produttiva del paese in sfida alla leadership di Berlusconi.

Non “destra” e “sinistra”, ma semplicemente Nord e Sud: questi sono i due blocchi di interesse effettivi e contrapposti del paese, i due blocchi che si contendono il reddito prodotto (nel senso che uno è abituato a vivere del reddito prodotto dall’altro, e considera ciò un suo diritto). Due blocchi geografici ed economici, anziché due classi sociali o due ideologie filosofiche. Il Nord a stare col Sud ha ormai tutto da perdere e niente da guadagnare. Punto.

E’ allora naturale, che nessun sistema elettorale funzioni bene, che fallisca sia il bipolarismo centrodestra-centrosinistra che il bipartitismo PD-PDL, sia il proporzionale che il maggioritario: sono tutti in contrasto con la realtà di fondo del paese. E’ naturale che Fini faccia la fronda a Berlusconi e Cacciari a Bersani. E’ naturale che l’attuale schieramento politico sia trascinato, gradualmente o bruscamente, a scomporsi, per riaggregarsi intorno a questi due poli, anzi a questi due popoli. Che tenda a dividersi in una coalizione nordista e in una sudista. A un bipolarismo geografico. I grandi partiti nazionali, il PDL e il PD, stanno ormai esaurendo le loro risorse di mediazione tra settentrione e meridione, perché questa mediazione, giustificata dal progetto di perequazione del Sud al Nord, è palesemente fallita e ha prodotto esiti disastrosi, quindi non è più in grado di sostenere un progetto e un partito nazionali unitari. I vincoli di bilancio, l’avanzare della crisi, la recessione, la disoccupazione, i tagli, la perdita di quote di mercato estero, stanno facendo saltare tutti i tradizionali meccanismi di mediazione e compromesso tra quei due poli d’interesse. Meccanismi basati sulle fedeltà ideologiche, su spesa pubblica facile in funzione di collante sociale e nazionale tra le generazioni presenti ma scaricata a debito su quelle venture, su tolleranza all’evasione fiscale e compartecipazione alla spartizione della spesa pubblica.

Lo Stato italiano si ritrova a festeggiare il suo centocinquantenario mentre versa in una condizione di vistoso marasma morale e funzionale, e mentre appare incontrovertibile il fallimento di sessant’anni di politiche di recupero del Sud mediante trasferimenti dal Nord. L’autunno 2010 si prospetta gravido di chiusure di aziende, insolvenze e licenziamenti. In questo scenario, la posizione più drammatica e critica è quella di Silvio Berlusconi, perché non riesce a fare le tanto promesse riforme, essendo costretto sulla difensiva; e ancor più perché da un lato riesce sempre meno a mediare tra Nord e Sud; e dall’altro lato non può schierarsi col Nord, a causa dei suoi troppo profondi legami e impegni con un certo Sud. Né può schierarsi con gli interessi di quel Sud, senza perdere ogni credibilità, carisma e dignità.

Eppure scegliere deve: restare a mezza via a far da bersaglio a magistrati, mass media e finiani, fino al logoramento e allo screditamento totale, e all’abbandono da parte di una Lega Nord tradita sul federalismo, sarebbe irragionevole e indecoroso. Ha un’opzione che lo potrebbe consegnare degnamente alla storia, e al contempo rimpicciolirebbe drasticamente le figure dei suoi antagonisti, Fini e Napolitano in primis: ammettere pubblicamente il fallimento dello Stato unitario italiano, il suo ormai ventennale incessante declino, l’impossibilità di riformarlo, la possibilità per il Nord di avere, nell’indipendenza, un decente futuro europeo, e la sua condanna, diversamente, a un inabissamento verso l’Africa. Mentre il Sud potrà risanarsi solo se sarà costretto a fare i conti con se stesso e le proprie storture, senza che altri paghi per esse, incoraggiandole e perpetuandole. Magari adotti una moneta propria, svalutabile rispetto all’Euro e al Dollaro, così da recuperare concorrenzialità e da rilanciare la sua economia. Berlusconi può rovesciare il tavolo; poi si tiri in disparte e lasci ad altri, a qualcuno che sia veramente competente in macroeconomia, di costituire un nuovo partito del Nord, che confluisca eventualmente con la Lega e si lanci in una campagna a tutto campo, non solo elettorale, per l’indipendenza della Padania.

Questo non è, ovviamente, razzismo. E’ il diritto a non essere spogliati sistematicamente del frutto del proprio lavoro e a non vedersi imposto un modello sociale assolutamente disfunzionale e indesiderabile – quello che The Economist definisce “Bordello”, Saviano “Gomorra” e Bocca “Inferno”. A non essere assimilati a quella cultura e al potere dei suoi uomini. A non essere sottoposti a un parlamento quantitativamente condizionato da politici che sono espressione di quel modello sociale. A respingere la mitologia, ormai ridicola, di un’unità nazionale che non esiste nella realtà, perché è evidente che nel territorio dello Stato italiano si trovano a vivere popoli sociologicamente diversissimi. L’unità nazionale non può essere presupposta e invocata come valore, senza prima aver dimostrato che essa esista nei fatti, nella realtà della popolazione. E i fatti ci dicono che non esiste una nazione italiana, ma popoli e sistemi socio-culturali molto diversi tra loro proprio nelle cose che contano per il funzionamento di un sistema-paese e della stessa legge. E in quanto al giudizio di valore sullo Stato unitario italiano, esso va dato in base ai fatti, ai risultati. E siccome questi sono negativi e involutivi, il giudizio è negativo.

Alcuni mi rimproverano di prendermela col Sud e con Roma, mentre la causa primaria dei mali economici e sociali è nel fatto che il mondo è sottoposto a un cartello bancario privato, monopolista del denaro e del credito, che detiene ed esercita la sovranità economica, produce, a sua convenienza, recessioni, bolle, guerre, disoccupazione, carestie, senza riguardo per la gente.
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A questa obiezione, replico semplicemente che non vi è prospettiva che tale sistema sia sostituto o sostituibile, e che dall’alto lato esso opera da molti decenni, e in tutti questi anni alcuni sistemi-paese, ben amministrati, hanno prosperato; mentre altri, male amministrati, sono rimasti o divenuti poveri. A uno Stato sottoposto al sistema della moneta-debito e del monopolio bancario privato della moneta (come l’Italia e come quasi tutti gli Stati industrializzati), non è possibile impedire le ricorrenti crisi, recessioni, bolle, deflazioni. Può però ridurne i danni ed evitare di essere sopraffatto e colonizzato economicamente dai paesi competitori. Ma per riuscire in ciò, bisogna che sia un sistema-paese efficiente, disciplinato, che confidi nelle regole e le rispetti, che minimizzi gli sprechi, che abbia un sistema giudiziario efficiente e credibile, che non abbia un parlamento condizionato dalla mafia, che abbia invece una classe dirigente, politica e tecnica, capace di lavorare produttivamente e non solo di saccheggiare la spesa pubblica. La Padania può rispondere a tali requisiti. Lo Stato unitario italiano, no.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=287
15.07.2010

Pubblicato da Davide

  • andyconti

    Quello che blocca l’Italia non e’ solo la questione meridionale ma in generale il dover pagare l’errore di aver realizzato l’unificazione nel Risorgimento, mentre come paese degli Staterelli stavano tutti meglio, il Sud come il Nord. Che al Sud leggano meno e abbiano una mentalita’ piu’ assistenzialista e passiva nei confronti della mafia non e’ una gran giustificazione per un Nord che comunque non brilla per i suoi comportamenti. Invece di accusarsi a vicenda bisognerebbe semplicemente fare come la Cecoslovacchia e separarsi consensualmente, ma ogni regione per conto suo, poi pero’ migliorare davvero, non continuare con gli stessi difetti a dimensione regionale.

  • vic

    Unita’ nella diversita’.

    Dovrebbe essere lo slogan dell’Europa Unita ideale.
    Come pure di quasi ogni stato, perche’ gli stati senza minoranze culturali sono ben rari.

    La soluzione ovvia parrebbe il modello confederale. Purtroppo e’ un modello che funziona solo in circostanze particolarmente favorevoli, sintetizzabili in alcuni requisiti fondamentali:
    – una cultura federale solida, in pratica radicata storicamente
    – tante buone amministrazioni, che si traducono in debito pubblico solo per grandi infrastrutture, non per l’amministrazione corrente.
    – un sistema fortemente controllato democraticamente, fatto di pesi e contrappesi
    – nessuna mentalita’ di stampo mafioso
    – nessuna mentalita’ centralista
    – nessuna mentalita’ da furbastri
    – mentalita’ fortemente multiculturale
    – possibilmente sovranita’ monetaria
    – possibilmente una mentalita’ restia ad avventure militari all’estero

    Molti paesi hanno tentato di strutturarsi in modo federale senza riuscirci.
    Altri, ad esempio la ex-Yugoslavia, ci sono riusciti temporaneamente, grazie alle contingenze storiche.
    Altri come la Germania e la Spagna, sembrano riuscirci, grazie al metodo dell’adelante con juicio.
    Altri ancora non ci riusciranno mai, perche’ non avranno mai i requisiti fondamentali.

    Sui requisiti della Padania nutro fortissimi dubbi, ne e’ testimonianza evidente la recente megaretata nel nord contro la ‘ndrangheta, che e’ solo una delle tante manifestazioni mafiose. Se i governanti la mentalita’ di tipo mafioso ce l’hanno nel sangue, c’e’ ben poco da fare, manca la cultura di base. Ci vuole un radicale cambiamento (in meglio, e’ possibile?) e ringiovanimento della classe politica.

    Forse gli unici ad avere i requisisti sono i sudtirolesi, e’ cio’ che balza all’occhio scorrendo i vari indici sulla qualita’ dell’amministrazione, della vita e dell’ambiente.

    Unita’ nazionale non e’ necessariamente da intendere come unita’ culturale.
    Chi dice che le scuole devono essere uniformi, ad esempio? L’hanno capito perfino in Spagna che non va’.

    Inoltre oggi ci sono enormi palle al piede per qualunque stato: l’UE, la Nato, le agenzie mondiali, le multinazionali con le loro mentalita’ volte solo al profitto, incuranti nel modo piu’ assoluto del benessere della popolazione, ed infine i club finazisti, quelli che sono in grado di ricattare in perfetto stile mafioso continenti interi.

    Come si dice in Padania: l’e’ grisa, grisa l’e’.

  • wiki

    condivisibile gran parte dell’analisi esposta nell’articolo.

  • cyrano-65

    La cosa che più mi dà fastidio nella vita sono le affermazioni sciocche e non circostanziate. Da cosa vengono quei 110 miliardi che costituirebbero l’emorraggia di denaro dal Nord verso il sud? Non saranno in gran parte le pensioni di anzianità e di vecchiaia di milioni di Meridionali che avendo lavorato al nord per tutta la vita se ne tornano al paesello da vecchi? E UN LORO DIRITTO VIVERE DOVE VOGLIONO! E quante sono le pigioni di studenti meridionali che frequentano le università del Nord (molto ben foraggiate) che entrano completamente in nero nelle tasche dei settentrionali? E quali sono le imprese che forniscono servizi e beni alle amministrazioni a costi differenti al nord e al sud? Non saranno in gran parte basate al Nord e magari con gli stabilimenti al sud? Già perchè la ERG ad esempio ha fior di raffinerie al Sud, delle quali non si parla se non per dire che inquinano, mentre nessuno ricorda che il 60 per cento del greggio raffinato in Italia si lavora in Sicilia e viene poi fatturato e paga le tasse al nord, come nessuno ricorda che l’Isola, che paga l’energia elettrica più cara d’Italia (ma se per questo anche i carburanti sono i più cari) esporta energia elettrica verso tutto il continente. E quanti sono i costi dei personale che viene invece formato al sud e poi porta al nord la propria capacità lavorativa per potere vivere? E chi ha sostenuto i costi di crescere, istruire, formare queste persone? E i costi gonfiati delle gestioni ospedaliere, da quante imprese ANCHE settentrionali sono gonfiati? O le forniture avvengono da fonti differenti?
    Sinceramente sono stufo di leggere queste cose sensazionalistiche, non documentate seriamente, incentrate solo sull’economia e non sull’analisi delle realtà e soprattutto STRABICHE. E guardiamolo questo Nord sfruttato e impoverito! Al nord, è noto e si è detto di recente, sono MONUMENTALI le infiltrazioni mafiose nell’imprenditoria, con pagamento di pizzo, riciclaggio, traffico di droga, appalti truccati e compagnia fottendo. Ogni tre per due finiscono sui giornali per storie di corruzione e poi però il rumore di fondo è tutto contro il sud. La verità è che la criminalità organizzata c’è al Nord e al Sud nella stessa misura e che con il federalismo sarà con ogni probabilità più difficile combatterla sia al nord che al sud perchè ci sarà la moltiplicazione dei centri di potere.
    Al sud, quanto meno, ci sono stati Placido Rizzotto, Falcone, Borsellino, Antonio Livatino, Ninni Cassarà e tanti altri che si sono fatti ammazzare per difendere la legalità. Dove sono di fronte a queste persone i settentrionali? a cercare i residui della cocaina nelle acque del Lambro? La lega ha persino un sindacato, che non mi pare brilli per combattività contro il malaffare. Ora, l’operazione che si sta compiendo è sempre la stessa: distogliere dal problema vero (corruzione e crimine organizzato, identici e collegati in una rete fortissima in tutto il paese) per trovare un grosso e facile bersaglio da incolpare (tutto il sud). Fatto il federalismo, o anche l’indipendenza della Padania, questi problemi resteranno identici a prima e assolutamente non intaccati, i corrotti ai loro posti, tutto come prima. Quanto al Sud che non legge, rimando ad una graziosa chiave di lettura: il “tutto cambi perchè nulla cambi” scritto nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa. Per quanto mi riguarda, se le cose continuano di questo passo forse mi converrà emigrare in Argentina o in Cile.

  • frankleone

    tu che parli dei sudtirolesi, lo sai che nelle provincie autonome di bolzano e trento la loro alta qualità di vita gliela paghiamo noi coglioni che abitiamo nelle 15 regioni a statuto ordinario?!

  • GiuseppeManeggio

    Ridateci Mussolini e vediamo se mafia, corruzione e Stato unitario non sarebbero capaci di stravolgere questo sistema incacrenito italiano!!
    Della Luna è un proto leghista che scrive analisi veritiere ma che non mette a fuoco le corrette soluzioni. La padania non sarebbe in grado di competere da sola nel mercato mondialista assieme a colossi come Cina, USA e India. Ergo il problema è dell’italiano non del nord contro il sud. I padani saranno sempre meno diligenti dei tedeschi e degli svizzeri a al loro confronto risulterebbero sempre i terrono d’Europa.
    Della Luna scrivi di questioni monetarie che è meglio.

  • backtime

    A me sembra tanto invece, che il Sig. Dalla Luna sulla luna ci viva, quel tanto che, non riesca poi a vedere come la politica nel suo insieme, formata da soggetti che provengono dagli opposti lati d’Italia, banchettano si al centro di quella che poi definiscono Roma ladrona, ma portano in ambedue i casi, porzioni del porco allevato in casa e si nota bene che a questi banchetti, come nessuno schifi ciò che porta l’altro, infatti come nel sud i politici portano mafia, camorra e andrangheta, ed i politici del nord non disdegnino di farci affari, mettendo sul piatto la loro Compagni delle Opere che in nulla si discosta per fare affari, a quello che le sue antagonista fanno al sud, senza annoverare la mafia brianzola o quella veneta.

    Questo già indicadi per se, che non sono le regioni a mettere in scacco la Nazione, ma bensì i loro rappresentanti, per per nulla onesti, sono la croce di tutti coloro che in cabina mettono sui loro nomi la croce decisiva.

    Da notare che sia la Camorra, la Mafia, l’Andrangheta e la Compagnia delle Opere hanno tutti come riferimento il Divino, forse è abolendo la testa che sta nella Religione che si potrà finalmente tagliare le gambe a tutto il resto?

  • Barambano

    La verità finale però nessuno la può dirla a livello istituzionale: che non bisognava fare l’unità d’Italia a causa delle troppe differenze di vario genere tra i vari territori.
    Questa mancata presa di coscineza è la base dell’irrisolvibilità dei problemi italiani.

  • ulrichrudel

    L’ avvocato Marco della. Luna con questo articolo si è meritato un posto al prossimo parlamento ,nazionale oder regionale ,insieme al suo concittadino Boni nelle liste della Lega Nord.
    L’avevo ascoltato a sprazzi,purtroppo, sulle onde di RPL ,in settimana.Parlava sicuramente del “signoraggio bancario” cosa che decisamente maneggia meglio.Si vede che il defunto professore Auriti Giacinto a fatto scuola a tanti. Su RPL ai suoi tempi avevo ascoltato interventi di Maurizio Blondet e di Paolo Barnard.
    Nell’ultimo anno RPL mi lascia perplesso per le ospitate e l’ascolto distrattamente.
    Riguardo alla divisione della nazione Italia in tre staterelli ,bene.Cioè male,nel libro “Massonerie e sette segrete” queste sono opportunità che i grandi boss degli ILLUMINATI hanno già previsto per dominare il mondo . Nulla di nuovo sotto il sole ,2000 anni fa era la strategia romana “” Divide e domina”.
    Ultimamente,i giornali riportavano la notizia che il fatturato delle varie mafie nazionali è di 150 miliardi di EURI,!! Indovinate dove vengono investite dietro i saggi consigli dei vari colletti bianchi ? Ma al Nord,si capisce,quindi molti lavorano grazie a loro.
    Io consiglerei a chi voglia dare dei consigli su come raddrizzare i problemi del Sud di fare un lungo soggiorno da quelle parti,toccare con mano anche la disperazione.

  • snypex

    Mi sta proprio simpatico DELLA LUNA, non ricorda le cause che hanno portato al REGNO D’ITALIA. Quando fu ideato ed eseguito per fott*** il Sud, hanno messo anima e corpo, ma soprattutto soldi (di carta, mica erano fessi, Camillo Benso docet – prima di essere statista era banchiere, come Ciampi… vedi come si ripete la storia, andrebbe abolita!)…

    dicevo: … adesso che il Sud e’ ridotto ad una vecchia bagascia (tenuta sul marciapiede a battere da 150 anni) si lamentano che debbono mantenerla (ci sarebbe da creparsi dalle risate se non fosse che questo sud lo paghiamo noi meridionali … ci dovremmo decidere a chiedere il risarcimento dei danni … Napoli all’epoca era una capitale europea, adesso e’ ridotta ad una …).

    L’AVETE VOLUTO IL SUD, ADESSO VE LO TENETE SINO ALLA MORTE!

    Sradicare il malaffare politico-mafioso-finanziario e’ solo alla portata dei banchieri che possono decidere se un ramo della loro attivita’ non e’ piu’ funzionale al loro profitto.

    Gli appelli alla popolazione suonano come i richiami alle pecore che per definizione non possono capire, altrimenti che pecore sono.

    Personalmente penso a minimizzare i danni che questo sistema esercita sulla mia famiglia.

    In sintesi: caro DELLA LUNA mi stai proprio simpatico, quando insisti sullo sfruttamento del sud sul nord, pensa a BOSSI che … per fott*** il nord si e’ arruolato col cavaliere, e questa cosa mi fa veramente crepare dalle risate, perche’ penso a quanto sono furbi quelli che lo vanno a votare, nonostante tutto.

    BISOGNA CERCARE LE CAUSE ALLA RADICE, per eliminare la malattia e ristabilire lo stato di salute NON BASTA CURARE I SINTOMI.

  • AlbertoConti

    C’è una strana reticenza in questa rappresentazione di realtà: il mancato richiamo alla criminalità dell’imprenditoria del nord, che supera, se non altro in quantità di “risultati economici”, quella delle mafie storiche meridionali, che proprio per questo motivo hanno trovato terreno fertile per fare il “salto di qualità”, sia geografico, invadendo in prima persona il nord, sia economico, riciclando denaro sporco in imprese “rispettabili” all’apparenza quanto significative nella sostanza. Questo è un fenomeno tutto italiano (strana forma di unificazione e omogenizzazione) ben rappresentato e assecondato dall’ascesa del novello Cesare, ex-delfino di Craxi. Altro che “rovesciare il tavolo” per “consegnarsi degnamente alla storia”, sempre che per “degnamente” non s’intenda un’eredità di macerie morali e materiali ben più pesante di quanto non si sarebbero prodotte in sua assenza, da far impallidire il confronto col ventennio mussoliniano, guerra a parte, che in fondo ha lasciato anche qualcosa di buono, politicamente capitalizzato da Fini. E per restare nel solco delle analogie storiche col nostro recente passato sarebbe interessante confrontare questa mutazione degenerativa del capitalismo nostrano con quello nella Germania riunificata, locomotiva dell’europa dell’euro stranamente al traino delle sue periferie più deboli (vedi le variazioni nei flussi di import-export anche nell’area euro). Eppure Della Luna dovrebbe ben conoscere le politiche deflazionistiche finalizzate alla concentrazione dei capitali ed i loro principali protagonisti, in tutto l’occidente, scoprendo che il nord ed il sud si stanno progressivamente separando all’interno stesso delle singole società che popolano le regioni geografiche più ricche. O in forma di “parabola” dovrebbe guardare alla trave nel proprio occhio più che alle pagliuzze nell’occhio del vicino. Un buon motivo per affrontare questo incubo della truffa economica generalizzata unendosi a livello di massa dal basso, cioè l’opposto di quanto prospettato.

  • Tonguessy

    Si: arridatece er puzzone e che sia di ispirazione al nuovo Reich! Invece di esibire la mascella quadrata il nostro attuale condottiero (dux) esibisce uno sconfortante sorriso ma per il resto e’ esattamente uguale, come istrionismo e senile passione per le donne.

  • Tonguessy

    Roma toglie al Nord annualmente circa 110 miliardi di euro per sostenere un Sud….Questo salasso toglie.. al Nord i soldi per gli investimenti, le infrastrutture, l’innovazione

    E gia’: Marchionne infatti ha deciso di delocalizzare la produzione in Polonia e Serbia proprio a causa delle tangenti che deve mensilmente corrispondere alla mafia, mica a causa dei salari cosi’ diversi tra Italia (1200E) Polonia (750E) e Serbia (300E). Tutta colpa del sud. D’altronde da un berluscone come Della Luna che vogliamo pretendere? La logica non puo’ che essere quella di un legittimamente impedito.
    Mi chiedo piuttosto per quale motivo CDC insista nel pubblicare stronz..e di questa caratura. Ci provate gusto ad aizzare sudisti e pensatori indipendenti? Gradirei un commento della redazione che non fosse: pubblichiamo pensieri diversi, perche’ e’ acclarato che non e’ cosi’.

  • dana74

    il nord saccheggiò il sud?
    beh il sud (tramite la criminalità s’intende) ha avuto 60 anni per risucchiarsi le tasse pagate dal nord.

    Ho carissimi amici del sud che confermano che la le tasse, i bollettini non sanno manco cosa siano.

    Andate alla posta con un bollettino che sò dell’F24, o dei contributi…sperimentate voi stessi

  • anonimomatremendo

    Le sa,le sa queste cose.Sta solo raccattando voti.Che miseria.Mi viene il sospetto che CDC pubblichi certi articoli solo per esporre certi personaggi al pubblico ludibrio.Era meglio La Corrida.Adios.

  • Tonguessy

    Vero: loro si possono permettere qualsiasi spesa, cosa a noi abitanti di regioni “normali” vietate.

  • namincazza

    L’analisi, dal suo punto di vista, è assolutamente corretta. Non come “motivazioni”, bensì come risultati. I risultati che elenca sono quelli, anche se un tantino … gonfiati, sia come numero che nelle generalizzazioni.
    Non è vero che tutto al sud sia mafia o camorra o ‘ndrangheta. Ma è vero che il sud, purtroppo, spreca troppo e vive troppo di assistenzialismo.
    Invito a riflettere l’autore dell’articolo su tre aspetti della situazione attuale del sud.
    Primo. Quello finanziario. Il sud aveva grandi e belle banche: Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, ecc. Sono state tutte “pappate” da banche del nord, con classiche operazioni mediatico-finanziarie. Prima si sono gonfiati scandali sulla loro “mala-gestione”, quindi il loro “valore” è stato fatto scendere a livelli infimi, infine sono state incamerate da banche del nord a costi ridicoli.
    Senza strutture finanziarie autonome e vicine al territorio, qualsiasi possibilità di sviluppo economico è molto molto più difficile. L’autore dell’articolo, esperto di signoraggio, dovrebbe ben conoscere il caso del Nord Dakota.
    O forse dovrebbe anche conoscere la storia dell’euro-aspromonte. Giusto per citare due casi che illustrano aspetti estremi dello stesso problema.
    Secondo. Quello storico. La storia viene sempre scritta dai vincitori. Nel sud si vive la situazione schizofrenica di una “verità” raccontata nei libri di testo, dalle istituzioni statali, dalla televisione, e di una “verità” ben diversa raccontata dalla genete. Nella prima Garibaldi era l’eroe dei due mondi. Nella seconda era un conquistatore alla Cortez. Nella prima l’unità fu fatta coi plebisciti. Nella seconda i plebisciti sono stati una farsa. Nella prima il nord ha sempre aiutato il sud, nella seconda il nord ha sempre depredato il sud delle sue ricchezze, con la complicità di politici del sud corrotti (ovviamente).
    L’autore dell’articolo dovrebbe sapere che per decenni gli investimenti agevolati per il sud, potevano essere fatti solo per attività che già in partenza si sapeva non essere produttive. Il nord è forte economicamente perché ha una marea di industrie meccaniche. La meccanica nel sud è stata vietata per decenni, ad eccezione di qualche cattedrale nel deserto col marchio di grandi industrie del nord.
    Ancora oggi, i meccanismi della 488, premiano chi presenta progetti destinati a non essere competitivi, rispetto a chi vorrebbe realizzare qualcosa di competitivo e duraturo. Ed in ogni caso, circa l’80 per cento dei soldi investiti al sud per progetti di qualsiasi tipo, viene poi speso per acquisire dal nord beni o servizi prodotti al nord.
    Con questa “storia” è ovvio che al sud moltissima gente ha perso la voglia di sognare e di migliorare. Perché farsi un mazzo così, per far star meglio te e la tua famiglia, se vedi che non sono il lavoro, l’idea, il rischio ad essere premiati?
    Terzo aspetto. L’emigrazione. Un vecchio saggio diceva che la ricchezza più grande di una qualsiasi struttura organizzata (famiglia, impresa, scuola, ente, …) non sono il denaro, o le materie prime, ma è l’intelligenze di chi ci sta dentro. E la seconda ricchezza più grande, è l’intelligente organizzazione delle intelligenze.
    Al sud, a causa dell’emigrazione ormai quasi centenaria, le intelligenze migliori sono andate da qualche altra parte nel mondo. E questa fuga continua ancor oggi.
    E’ un salasso del sangue migliore che viene tolto ad un organismo già indebolito da vessazioni e soprusi.
    Conclusioni.
    Certi rimedi suggeriti dall’autore dell’articolo sono a mezza via tra la provocazione e la proposta seria, come il certificato antimafia per ottenere la residenza.
    Posso fare una proposta che è al 99 per cento provocazione, ed all’uno per cento proposta seria?
    Invece dello “scudo fiscale” si faccia uno “scudo mafioso”. Mi spiego meglio. Mafia, camorra e ‘ndrangheta hanno accumulato patrimoni ingentissimi? Invece di sequestrarli li si faccia tornare nei luoghi di origine, ad una ed una sola condizione: basta con i delitti e le associazioni a delinquere, basta con il pizzo, basta con l’usura, basta con gli inquinamenti politici. Gli ex mafiosi diventino imprenditori alla luce del sole, e lo Stato non gli romperà le scatole.
    So che è ingiusto legalizzare ricchezze ottenute illegalmente. Vorrei solo ricordare che la gran maggioranza delle grandi casate nobiliari vennero create da soggetti che non erano proprio stinchi di santo. Il monarca di turno diede il crisma della “legalità” a tali soggetti.
    E’ una provocazione, e come tale sia presa. Ma induca anche a riflettere.
    A volte solo provocando chi hai di fronte, riesci a cavarne qualcosa di buono.
    Di una cosa comunque sono certo. Ha ragione l’autore dell’articolo a suggerire la divisione in tre di questo paese.
    Se il sud fosse autonomo in tutto e per tutto, potrebbe innanzi tutto dar la prima “sola” al nord con il debito pubblico. Il sud dovrebbe accollarsi la sua quota di debito pubblico dell’Italia unità? Ok. Ma il sud è povero. E quel debito non potrebbe onorarlo. Seconda “sola” al nord? Dazio su tutte le merci importate dal nord al sud. Se al sud si importa più di quanto si esporta (questa è la tesi di fondo dell’autore dell’articolo) il sud ne avrebbe solo da guadagnare.
    Terza “sola” al nord? Certificato “antiterrone” per tutti quelli del nord che vogliono farsi la vacanza al sud.
    Quarta “sola”? Le ricchezze minerarie e del suolo del sud, dovrebbero appartenere alle genti del sud.
    Un’ultima annotazione. Il fratello gemello di quel vecchio saggio, diceva “è la geografia a fare la storia”.
    Se il sud si separasse, e utilizzasse le sue migliori intelligenze, in meno di vent’anni diventerebbe il nord dell’Africa. Il sud dello stivale è il centro del Mediterraneo. Vi pare poco come posizione strategica da monetizzare?
    Tu, Stato ricco del nord, vuoi la base navale a Napoli e a Palermo? Paghi ed ottieni.
    Tu, Stato ricco del nord, vuoi la base aerea in Puglia e Sicilia? Paghi ed ottieni.
    Tu, Stato ricco del nord, vuoi l’energia elettrica del sud? Paghi ed ottieni.
    E l’elenco potrebbe continuare.
    Noi, al sud, abbiamo ricchezze che al nord nemmeno v’immaginate. Purtroppo le nostre intelligenze o sono mute o sono altrove.
    E’ solo questo a fottere il sud. Oltre a politici che hanno una sola logica: “l’assalto alla diligenza”.
    Se l’assalto alla diligenza finisse, e se le intelligenze del sud potessero esprimersi,
    questo sarebbe il posto più bello del mondo.

  • vic

    Ci sono altre regioni a statuto speciale, anche loro ben sovvenzionate. Pero’ i risultati non si vedono.
    Mi piace citare i Sudtirolesi. Il che provoca immancabilmente una reazione.
    E’ un modesto test per vedere il livello di tolleranza culturale, diciamo cosi’.

    Non ho mai capito bene se l’italiano medio senta Messner come un concittadino o come un corpo estraneo, solo perche’ parla con un accento. Ecche’, ovunque si parla con un accento!

    Buona estate, con brezzolina.

    — PS —
    Forse conviene preoccuparsi di piu’ delle “sovvenzioni” a fondo perso all’Afghanistan, anch’essa regione a statuto molto ma molto speciale. Garantito che se l’esercito italiano avesse fatto fuori 1000 Sudtirolesi nel modo come ha fatto fuori 1000 Afghani ci sarebbe stata la rivolta!

  • vic

    Noto la tua predilezione per i paesi “lunghi”!

    😉

  • vic

    Con un’ineziale differenza: il mascelluto aveva accanto un’amante che stravedeva per lui fino al sacrificio della vita. Dopo essersi elusa assai ai media di allora. Altri tempi.

    Claretta, quella fine penzoloni all’ingiu’ non la meritavi proprio.
    Cosa si dovrebbe fare alle escort di oggi, a confronto, scorticarle forse?

    Sempre in attesa che salti fuori l’introvabile carteggio duce-Churchill.
    Sarebbe una piacevole lettura estiva.

    😉

  • vic

    Chi bombardo’ la Serbia? D’Alema!

    Inoltre quei salari miserrimi non riflettono la disperazione di intere famiglie. Piu’ di duecentomila vivevano della fabbrica di auto di Kragujevac.

    Cosa si direbbe se a qualcuno all’estero saltasse in mente di bombardare a zero Pomigliano, eh?
    E poi magari tornarci dopo qualche annetto per reinstaurarvi una nuova fabbrica con meno impieghi ed un quarto del salario.
    Questo ha fatto l’Italia alla Serbia!

    La Serbia e’ un paese che durante la truce avanzata nazista ha lasciato sul terreno molta ma molta piu’ gente degli italici, che con le loro suola di cartone seguivano gli ordini del mascelluto. Il movimento partigiano a confronto della resistenza Serba fa ridere.

    Ma questo non si puo’ dire.

  • vic

    Oh certo il sud aveva grandi e belli banchieri, di successo.

    Sindona per esempio.

    Poi il nord per invidia ci mise un contrappeso: Calvi.

    Adesso riposano in pace, uno dopo aver sorseggiato un buon caffe’, l’altro dopo aver scorto lo scorrere del Tamigi da posizione assai privilegiata.

    Entrambi godono dell’indulgenza plenaria, beati loro.

  • Tonguessy

    Se parli di sovvenzionamenti che servono a poco mettici tutte le spese militari allora. E le spese di ‘rappresentanza’ come congressi inutili, consulenze dannose, auto blu con escort a seguito, rifinanziamento delle banche, fringe benefits di ogni ordine e grado, e via dicendo. Vero che alcune regioni sono a statuto speciale ma solo poche possono vantare ‘risultati che si vedono’. Resta da capire in base a quale principio le altre regioni, pure abitate da italiani, non possano godere di simili privilegi. L’analisi (e la critica) era partita da questa constatazione.

  • antsr

    d’accordissimo firmo in pieno tutto quello che hai scritto e si potrebbero aggiungere tanti altri dati e storie come quelli di svariati miliardi della cassa per il mezzogiorno andati al nord da parte di imprenditori “onesti” che dopo aver percepito soldi e che soldi hanno chiuso licenziando i lavoratori. Qui non c’è solo l’Erg, ma anche l’Eni che produce per il nord e oltre. Si lascia una devastazione sul territorio, chi li pagherà? Ecco che spuntano aziende con personale altamente professionalizzato dal nord per il lavoro delle bonifiche, fare altri affari, di cui il sud vede una limitata e precaria occupazione ed ancora si potrebbe continuare. Se parliamo poi dei politici al nord molti vengono fuori corrotti… di centri di clientele (comunione e liberazione) lo stesso, ma è colpa della mafia tutto questo?. C’è il fatto che scorrendo tanti soldi al nord ci si accorge della trave nell’occhio e si vedano solo le altre e grandi travi di altri, mettendosi pomposamente in alto sapendo di avere la ragione innanzitutto. Un Berlusconi non è uscito dal sud, ma dal ricco nord e sono stati i politici del nord ad aiutarlo, oltre alla mafia, certamente.

  • Ricky

    Mi sa che presto vedremo Della Luna nelle liste elettorali della Lega.
    Meglio per tutti, ci risparmieremo (spero) queste tirate secessioniste costruite su basi di argilla.

  • LeoneVerde

    E’ un pò semplicistico pensare di poter dividere geograficamente interessi che sono ormai intrecciati e tengono legati il Nord al Sud. La mafia è più al Nord che al Sud, e l’onestà della maggior parte dei meridionali è tradita da una classe politica che preferisce mantenere il clientelismo. Ma è innegabile che sarebbe magnifico! Non penso al federalismo, ma proprio alla completa distruzione della Repubblica Italiana, per fondare 2 o più stati sovrani, monetariamente, politicamente, moralmente, fatti da politici non di “professione” ma di “passione”: giovani, informati, di talento e con le palle come due paracarri. Ci sono queste persone, è che bisogna avere il coraggio di lanciarsi nel vuoto, lasciar perdere le raccomandazioni di madri e padri che non hanno mai capito quanto sono diventati servi del potere per avere la sicurezza economica (solo per loro, tra l’altro, con un egoismo sfacciato e mai visto nella storia), mandiamoli a fanculo, che se lo meritano! Pensiamo ai nostri nonni, agli ideali della Resistenza. Non abbiamo niente da perdere, il problema è che non riusciamo a vedere un futuro diverso. E’ tutto qui il motivo del perchè non reagiamo, del perchè siamo bloccati. Non sappiamo più immaginare e creare la nostra realtà. Invece dobbiamo cominciare. Non possiamo usare un sistema che non funziona, non lo cambiamo dall’interno! L’attuale sistema politico è fatto apposta per far cadere i bene intenzionati. Buttiamo giù idee su come vorremmo vivere, su cosa è per noi importante e come realizzarlo. Facciamo lavorare creatività e immaginazione. Un nuovo modo è possibile, sicuramente. Non credo che soccomberremo contro i colossi economici, il Sud ha un potenziale enorme e il Nord potrebbe così salvare l’industria, prima che affondi definitivamente. Intanto potremmo toglierci dal maledetto Trattato di Lisbona e dallo schifo della Comunità Europea, in quanto il soggetto firmatario non esisterebbe più. Non ci sarebbero leggi folli per l’agricoltura e potremmo ripartire a ricostruire proprio il settore primario che è fondamentale! addio quote latte e campi di mais piantati solo per prendere i soldi dall’Europa. Si potrebbe incentivare la conversione di latifondi e campi a perdere in colture per l’alimentazione umana come grano, orzo, riso, segale etc…dare contributi per l’occupazione ai giovani che vogliono dedicarsi all’agricoltura soprattutto biologica, perchè no? meno soldi alla Monsanto. Sarebbe possibile con l’aiuto del nuovo stato, che in quanto sovrano, potrebbe decidere di spendere i soldi dove vuole. Togliendo inoltre tutte le spese militari e le missioni all’estero. Dobbiamo smetterla di pensare che fare il soldato sia un lavoro. Portiamo la democrazia, quella vera, a casa nostra. Detassiamo le imprese che riportano in patria la produzione, introduciamo dazi alle merci cinesi. Il manifesto economico di Benetazzo è pieno di idee a cui attingere per un’economia più saggia. La cieca avidità dei nostri padri va sostituita con un profondo senso di responsabilità sociale, concretezza e ferrea volontà contro tutto e tutti, a sostegno dei veri valori umani. Il problema dell’esistenza o meno del signoraggio che importanza può avere se facciamo tabula rasa e ripartiamo da capo, con regole chiare e una moneta sovrana? Il porsi a confronto con la realtà monetaria esistente, alla fine sarebbe reciproco…cosa potrebbe venirne fuori? Se non riusciamo a pensare un futuro diverso, quel futuro non ci sarà mai. E dobbiamo essere noi, oggi, adesso, a pensarlo.

  • Zret

    Siamo ancora a queste contrapposizioni fittizie ed artificiose.

    La preistoria è più attuale!

  • amensa

    il problema non è l’Italia, unita, divisa, federale, o come cazzola volete….
    il problema sono e restano gli ITALIANI.
    e poi dove farebbe la divisione ? l’emilia al nord o al sud ? e la toscana ?
    e tutti gli ex meridionali di seconda, terza e a volte quarta generazione, dove li mette ?
    e se gli imprenditori (lasciamo perdere sul cosa succederebbe loro in un paese civile) senza più la malavita organizzata a tenergli bordone, che fine farebbero ?
    abbiamo , o almeno dei sognatori, hanno pensato che unendoci all’europa, saremmo cambiati…. siamo noi che stiamo cambiando l’europa, e la trasciniamo verso il marocco.
    caro della luna, è facile cercare capri espiatori, l’importante che siano lontani da chi parla, vero ?

  • anacrona

    Grand VIC dagliele di santa ragione … Qui in romagna quel che fece il Duce non lo hanno ripetuto in 70 anni

  • anacrona

    finalmente uno che la dice giusta ca**o !!!

  • Tonguessy

    il problema sono e restano gli ITALIANI

    Problema facilmente risolvibile allora: basta togliere gli italiani e metterci degli americani (ad es.) che la secessione l’hanno gia’ secolarizzata, no? O forse e’ preferibile metterci dei marocchini, che almeno sono gia’ piu’ credibili come capro espiatorio?

  • Rossa_primavera

    Come sempre l’analisi del bravo Marco Della Luna si rivela precisa,puntuale e incontrovertibile:alcune frasi poi sono delle pietre preziose incastonate in un gioiello di articolo.
    “Molti iscritti meridionali che vivono del reddito tolto ad altri”,
    “Il nord a stare col sud ha ormai tutto da perdere e niente da guadagnare”
    “Ammettere pubblicamente il fallimento dello stato italiano”
    Queste tre frasi mi sembra rispecchino fedelmente il succo dell’articolo
    che e’ anche un capolavoro per il coraggio di dire delle cose veramente
    scomode e antipatiche,benche’ vere,in una societa’ dove appena si chiede un minimo di equita’ fiscale e di dare a ciascuno il suo si viene
    additati come razzisti o come ignoranti.Ancora complimenti al signor
    Della Luna e ai gestori del sito che ospitano ormai in pianta stebile i suoi
    sagaci commenti.

  • Rossa_primavera

    Quello che dici dei serbi e’ vero:ricordiamo pero’ anche che essi durante
    la guerra nei balcani si sono macchiati di numerosi crimini nei confronti
    di uomini,donne e bambini musulmani:anche questo non si puo’ dire perche’ in Italia fa notizia solo se i musulmani vengono uccisi dagli
    yankees o dai “sionisti”.

  • Rossa_primavera

    E quando mai il sud accetterebbe un’ipotesi di secessione consensuale?sarebbe la sua fine e la sua rovina,finirebbe la pioggia di sussidi e di denaro che quotidianamente da nord viaggia verso sud.

  • wiki

    notando che è ancora in uso il lagnarsi degli eventuali torti subiti da sud da parte dei cattivoni del nord ( un nome per tutti : i Savoia…manco che fossero rappresentativi del nord…), suggerirei a gran parte dei cittadini de nord che ne avessero il tempo…di fare delle ricerche neanche troppo impegnative sui torti subiti dalle regioni del nord con una pessima ed iniqua ripartizione della spesa dello stato, in gran parte finanziata dalle regioni del nord…
    Se ha senso lamentasi di eventuali torti subiti più di 150 anni fa, direi che a maggior ragione il Nord Italia ha ragione di lamentarsi della profondamente iniqua ripartizione della spesa pubblica da esso finanziata in modo preponderante, negli ultimi 60 anni !

    Per cui…10, 100, 1000 Della Lunadi questo tipo…e 10.000 Luca Ricolfi !!!

    Ottimo scrittore Ricolfi da quel poco che so…

  • Jasmine

    E allora perché non ve ne tornate a casa vostra, là dietro la linea gotica?

  • Jasmine

    Analisi eccellente. O quasi. Marco Della Luna, infatti, ha tralasciato di prendere in considerazione un paio di dati non del tutto insignificanti che, praticamente, rendono impossibile la soluzione del problema: l’esistenza di un Pdl, che ha la testa a Milano, ma è di fatto, il partito del Sud, non solo perché prende la maggior parte dei suoi voti al Sud (vedi 61 a 0 della Sicilia), ma, proprio al Sud è collegato con quelle forze, più o meno discutibili, anche dal punto di vista giudiziario, che ne assecondarono la conquista e che proprio nella capitale della Padania hanno costruito la loro base. L’altro dato ignorato è rappresentato dal Vaticano. Marco Della Luna vada a rileggersi il discorso fatto il 20 settembre del 1963 a Sotto il Monte, sulla tomba di Giovanni XXIII, da Paolo Sesto alla sua prima uscita da Roma dopo l’elezione a Papa e poi si rilegga quanto ha scritto e scoprirà di aver detto un cofano di minchiate. Magari fosse così semplice.

  • AlbertoConti

    Se la bussola è “di dare a ciascuno il suo” come mai la Germania è tanto interessata a QUESTA unificazione europea, sotto il segno della BCE? In questo mondo di ladri bisogna almeno distinguere gli uni dagli altri in base alla quantità, come per gli amministratori di condominio: oltre il 10% di tangente sui fornitori sono da considerare ladri, altrimenti è tutto nella “norma”. Non vorrei essere frainteso rispetto all’esempio Germania, il più “virtuoso” tra i paesi UE. Ma neppure accetto di chiudere gli occhi selettivamente. Quando arriveremo ad un mondo dove tutte le ricchezze “risparmiate” sono in mano ad Alì Babà ed ai suoi 40 ladroni (ci manca poco ormai), potremo azzardare timidamente l’ipotesi che la proprietà privata è un furto? E che la soluzione al problema passa per una redistribuzione vera accompagnata da un condono universale?

  • wiki

    perche casa nostra è il nord italia che potrebbe benissimo ricomprendere anche Toscana, Emilia Romagna Marche e Umbria, per come la vedo io…piuttosto i meridionalisti neo borbonici potrebbero già da subito rifondare il regno delle 2 Sicilie ( magari chiedendosi a vicenda fondi perequativi lagnandosi della propria situazione di miseria per almeno i prossimi 60 anni l’una regione con l’altra, del neo regno borbonico…bella situazione sarebbe..probabilmente perche creata da una bella cultura che accomuna talune fantastiche persone…).

    Qundi io riterrei opportuno piuttosto che tutti i meridionalisti che stanno al nord ritornino al proprio amato regno borbonico…un vero modo dei balocchi…

  • Jasmine

    Ed è proprio qui l’errore che stiamo tutti scontando. Il regno delle due Sicilie nella realtà non è mai esistito, se non sulla carta. E il regno di Napoli si è liquefatto come un panetto di burro al sole d’agosto quando i napoletani hanno cercato di annettersi la Sicilia. Lo hanno poi fatto bergamaschi e bresciani, alleandosi con la malavita locale, attraverso cui continuano a mantenere il controllo del territorio.

  • wiki

    per come la vedo io sti neo borbonici con il loro neo regno borbonico non sono un’errore, per me sarebbero un occasione da non perdere…loro non sopportano i cittadini ( a loro dire) prepotenti ed egoisti (????) del nord qui al nord si è in gran parte stufi di finanziarli a fondo perduto…che fondino subito il loro regno borbonico magari alleandosi con la Libia di Gheddaffi…

  • cyrano-65

    Il Paese è lungo, e anche dividendolo, a meno che la Padania indipendente non esca anche dalla UE sempre lungo resta. Fuori dalla UE la “ricca” Padania conterebbe come il due di picche (la “grande” tecnologia fa ridere perfino i Cinesi e l’incapacità organizzativa degli Italiani del Nord – se non supportati da fiumi di denaro – è famosa in tutto il mondo, se non ci credete confrontate la grande e costosa Malpensa col piccolo ed efficientissimo aereoporto di Catania). Resterebbe anche il problema di gestire da fuori della UE tutti gli investimenti al sud. Ah, dimenticavo e lo ripeto: mafia e corruzione sarebbero ancora là indisturbate a mangiare sulla testa di tutti. Non vedo concretezza, solo becere sciocchezze.

  • cyrano-65

    Fatto l’esperimento (non c’era bisogno, lo sapevo già, visto che io pago le tasse). Conoscono l’F24 perfettamente sia alla banca che alla posta. E si fa anche on line.

  • Jasmine

    Giusto. I mille, infatti, partirono da Marsala e sbarcarono a Quarto. E in men che non si dica s’impossessarono della Padania.

  • Truman

    Proveniente dal sud, mi trovavo per qualche giorno a Bergamo (Padania, credo) e compravo il latte nel negozietto in centro. Mai una volta che mi rilasciasse la ricevuta. Ero abbastanza perplesso, perchè nel sud la ricevuta me la facevano.

    Ancora più strano, la caserma della guardia di Finanza era a pochi metri di distanza, proprio di fronte.

  • Truman

    Dice Robecchi:


    …supremo senso della legalità del ministro Maroni, lo sappiamo certificato da ogni telegiornale del regime. Dunque ci rivolgiamo a lui per denunciare un furto grave. Ci hanno già rubato quattro miliardi in sanzioni europee, un altro ce lo ruberanno a breve. Fa un bel gruzzoletto: un quinto della manovra di Tremonti. E questo perché una cricca politica di nome Lega Nord si ostina a difendere alcuni fuorilegge che non vogliono pagare le multe sulle quote latte. Per difendere pochi dei suoi, la Lega e l’amico Tremonti (con apposito emendamento inserito nella manovra) non esitano a penalizzare gli onesti e far spendere miliardi a tutti. Questo si chiama furto. Coraggio, ministro, aspettiamo la retata di questi parassiti padani che campano a spese dello Stato.

  • wiki

    SAREBBE UN SOGNO SE GLI SPRECHI DELLO STATO FOSSERO TUTTI QUA? E SOPRATTUTTO UN A TANTUM COME QUESTI…

  • Lowspirit

    perchè non ve ne siete rimasti a casa vostra?
    se stavate ancora aldilà della linea gotica, adesso avreste solo la nebbia e i l solito debito pubblico dei paesi dell’europa

  • Lowspirit

    quando mai il nord accetterebbe la secessione consensuale?
    starebbero ad un passo dalla grecia, con i debiti da restituire alla germania , al FMI, ecc.
    Noi al Sud dovremo accontentarci di uscire dall’euro e magari cooperare con i paesi del mediterraneo, fare affari con l’iran, la turchia e quindi con venezuela, russia, ecc.

  • Lowspirit

    è vero il contrario, il ladro di cavalli francese (nato a nizza) al soldo di sua maestà britannica sbarco a Marsala con 1000 mercenari e grazie all’esercito piemontese savoiardo s’impossessò del Regno delle 2 Sicilie (passando prima per il banco di Napoli)

  • Lowspirit

    è vero il contrario, il ladro di cavalli francese (nato a nizza) al soldo di sua maestà britannica sbarco a Quarto con 1000 mercenari e grazie all’esercito piemontese savoiardo s’impossessò del Regno delle 2 Sicilie (passando prima per il banco di Napoli)

  • Lowspirit

    Hai mai studiato la storia (non quella dei libri scolastici, s’intende)? Il Regno delle 2 Sicilie è durato 500 anni.
    La patania
    (l’ho scritto così perchè non vorrei che vi offendeste, dato che “padania” deriva da padus cioè Po in latino dei romani, vi dà fastidio la parola romani vero?)
    non è mai esistita

  • Lowspirit

    Abbi almeno il buon gusto di leggere cosa dicono i Neoborbonici.
    Loro non sopportano che la storia del Regno non venga infamata com’è avvenuto da 150 anni a questa parte e che non vengano infamati quei sovrani chehanno regnato su quel paese che all’epoca era la terza potenza industriale d’europa, e quindi del mondo (all’epoca gli USA erano ancora indietro)
    Inoltre i Neoborbonici non ce l’hanno con i cittadini del nord, anche perchè cose che furono create dalla massoneria non possono essere facilmente comprese

  • Lowspirit

    da noi in puglia di solito si rilasciano gli scontrini fiscali e si dice che durante il periodo estivo, i finanzieri facciano dei controlli , in borghese, alle persone che escono dai negozi comprando qualcosa

  • Lowspirit

    da noi in puglia di solito si rilasciano gli scontrini fiscali e si dice che durante il periodo estivo, i finanzieri facciano dei controlli , in borghese, alle persone che escono dai negozi comprando qualcosa

  • giovannimarc

    I Savoia e il massacro del Sud
    Antonio Ciano ed. Grandmelò.

    Il sud ,come lo hanno creato, ora gli pesa. 3000 anni di storia, cultura ,arte,la prima ferrovia ,Napoli capitale europea e tanto altro opera di un popolo di scansafatiche illetterati e geneticamente portati al crimine. Un’analisi se non dettata dall’ignoranza sicuramente dalla malafede

  • giovannimarc

    purtroppo i torti di 150 anni fa sono gli stessi di oggi si continua a gestire il sud con gli stessi criteri, si inglobano istituti bancari meridionali speculando su vere o presunte inefficienze,al contempo si salvano banche vicine alla lega con denaro pubblico quindi anche degli italiani del sud.Vorrei precisare poi che Marche e Umbria non hanno mai fatto parte della padania,che peraltro non è mai esistita,erano infatti Stato Pontificio.Mi sono scoperto non solo Neoborbonico anche Papista.
    Il luogo comune è ormai supinamente accettato per pigrizia mentale o malafede
    fa comodo incolpare una parte del paese dell’inadeguatezza culturale ed economica che credo sia comune,questo è un paese ad economia assistita in modo mafioso al nord quanto al sud.Si è di nuovo scelto che a pagare il prezzo maggiore della crisi siano i rovinati tanto si sa che “la rovina ai rovinati non gli fa niente”,salvo che alcuni rovinati si sono rotti le palle di essere anche vilipesi.

  • Jasmine

    Altroché se l’ho studiata la storia. Ed è solo sui manuali scolastici che si parla di Regno delle due Sicilie. Solo che, quando il Papa impose come re Carlo d’Angiò, la Sicilia se ne andò per i fatti suoi (vedi Vespri siciliani) e si costituì in Regno di Trinacria. Poi, dopo Federico III, tornò a chiamarsi Regno di Sicilia, avendo come re il re di Spagna e mai, comunque, alcun rapporto con il Reame di Napoli. Di Regno delle due Sicilie se ne parlerà per la prima volta a Vienna, dopo la restaurazione post napoleonica, ma ogni tentativo dei napoletani di annettersi di fatto, oltre che sulla carta, il regno di Sicilia, fu regolarmente sconfitto. Non si iuscì neppure a fare l’unione monetaria. Tant’è che a Napoli, quando arrivò Garibaldi, avevano corso i ducati, mentre in Sicilia vigevano le onze, i tarì, i dinari e i piccioli. E fu estremamente facile per Garibaldi attraversare l’isola perché promise la ricostituzione del Regno di Sicilia, quello che ebbe come Presidente del Regno (carica esistita solo in Sicilia) Ruggero Settimo, l’abolizione dei feudi e la restituzione delle terre ai contadini, nonché la cacciata dei napoletani che, d’altronde, non ebbero bisogno di essere cacciati, ma scapparono come lepri, anche perché si rendevano conto che quella non era la loro terra. Molto diverso, infatti, fu il comportamento delle truppe borboniche al di là del Faro. Il fenomeno del “brigantaggio”, come definirono i piemonitesi la resistenza popolare del Sud contro i colonizzatori non interessò la Sicilia. Quindi, parlare di Regno delle due Sicilie è solo la giustificazione che si diedero i Savoia per potersi annettere anche la Sicilia e non mantenere le promesse fatte da Garibaldi.

  • frankleone

    forse, e dico forse, bisognerebbe smettere di sovvenzionare in modo speciale tutte e 5 queste regioni, e fare in modo che la ricchezza prodotta in un territorio vi resti in buona parte. se un territorio produce in buona parte mafiosi e politici corrotti, che si goda quei frutti. ma senza il nostro denaro.