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NON TACEREMO MAI SULLA GUERRA

DI GINO STRADA
repubblica.it/

Caro direttore, si introducono – direttamente o con la complicità di qualcuno che vi lavora – alcune armi in un ospedale, poi si dà il via all’operazione… Truppe afgane e inglesi circondano il Centro chirurgico di Emergency a Lashkargah, poi vi entrano mitragliatori in pugno e si recano dove sanno di trovare le armi. A quanto ci risulta, nessun altro luogo viene perquisito. Si va diritti in un magazzino, non c’è neppure bisogno di controllare le centinaia di scatole sugli scaffali, le due con dentro le armi sono già pronte – ma che sorpresa! – sul pavimento in mezzo al locale. Una telecamera e il gioco è fatto.

Si arrestano tre italiani – un chirurgo, un infermiere e un logista, gli unici internazionali presenti in quel momento in ospedale – e sei afgani e li si sbatte nelle celle dei Servizi di Sicurezza, le cui violazioni dei diritti umani sono già state ben documentate da Amnesty International e Human Rights Watch.

Anche le case di Emergency vengono circondate e perquisite. Alle cinque persone presenti  –   tra i quali altri quattro italiani  –  viene vietato di uscire dalle proprie abitazioni. L’ospedale viene militarmente occupato.

Le accuse: “Preparavano un complotto per assassinare il governatore, hanno perfino ricevuto mezzo milione di dollari per compiere l’attentato”. A dirlo non è un magistrato né la polizia: è semplicemente il portavoce del governatore stesso.

Neanche un demente potrebbe credere a una simile accusa: e perché mai dovrebbero farlo? La maggior parte dei razzi e delle bombe a Lashkargah hanno come obiettivo il palazzo del governatore: chi sarebbe così cretino da pagare mezzo milione di dollari per un attentato visto che ogni giorno c’è chi cerca già di compierlo gratuitamente?

Questa montatura è destinata a crollare, nonostante la complicità di pochi mediocri  –  che vergogna per il nostro Paese!  –  che cercano di tenerla in piedi con insinuazioni e calunnie, con il tentativo di screditare Emergency, il suo lavoro e il suo personale.

Perché si aggredisce, perché si dichiara guerra a un ospedale? Emergency e il suo ospedale sono accusati di curare anche i talebani, il nemico. Ma non hanno per anni sbraitato, i politici di ogni colore, che l’Italia è in Afghanistan per una missione di pace? Si possono avere nemici in missione di pace?

In ogni caso l’accusa è vera. Anzi, noi tutti di Emergency rendiamo piena confessione. Una confessione vera, questa, non come la “confessione choc” del personale di Emergency che è finita nei titoli del giornalismo nostrano.

Noi curiamo anche i talebani. Certo, e nel farlo teniamo fede ai principi etici della professione medica, e rispettiamo i trattati e le convenzioni internazionali in materia di assistenza ai feriti. Li curiamo, innanzitutto, per la nostra coscienza morale di esseri umani che si rifiutano di uccidere o di lasciar morire altri esseri umani. Curiamo i talebani come abbiamo curato e curiamo i mujaheddin, i poliziotti e i soldati afgani, gli sciiti e i sunniti, i bianchi e i neri, i maschi e le femmine. Curiamo soprattutto i civili afgani, che sono la grande maggioranza delle vittime di quella guerra.Curiamo chi ha bisogno, e crediamo che chi ha bisogno abbia il diritto ad essere curato.

LE IENE SHOW – EMERGENCY – SIAMO SCOMODI ALLA NATO (14.04.2010)

Crediamo che anche il più crudele dei terroristi abbia diritti umani  –  quelli che gli appartengono per il solo fatto di essere nato  –  e che questi diritti vadano rispettati. Essere curati è un diritto fondamentale, sancito nei più importanti documenti della cultura sociale, se si vuole della “Politica”, dell’ultimo secolo. E noi di Emergency lo rispettiamo. Ci dichiariamo orgogliosamente “colpevoli”.
Curiamo tutti. In Afghanistan lo abbiamo fatto milioni di volte. Nell’ospedale di Lashkargah lo abbiamo fatto sessantaseimila volte. Senza chiedere, di fronte a un ferito nel pronto soccorso, “Stai con Karzai o con il mullah Omar?”. Tantomeno lo abbiamo chiesto ai tantissimi bambini che abbiamo visto in questi anni colpiti da mine e bombe, da razzi e pallottole. Nel 2009 il 41 percento dei feriti ricoverati nell’ospedale di Emergency a Lashkargah aveva meno di 14 anni. Bambini. Ne abbiamo raccontato le storie e mostrato i volti, le immagini vere della guerra, la sua verità.

“Emergency fa politica”, è l’altra accusa che singolarmente ci rivolgono i politici. In realtà vorrebbero solo che noi stessimo zitti, che non facessimo vedere quei volti e quei corpi martoriati. “Curateli e basta, non fate politica”. Chi lo sostiene ha una idea molto rozza della politica.

No, noi ci rifiutiamo di stare zitti e di nascondere quelle immagini. Da tempo la Nato sta compiendo quella che definisce “la più importante campagna militare da decenni”: la prima vittima è stata l’informazione. Sono rarissimi i giornalisti che stanno informando i cittadini del mondo su che cosa succede nella regione di Helmand. I giornalisti veri sono scomodi, come l’ospedale di Emergency, che è stato a lungo l’unico “testimone” occidentale a poter vedere “gli orrori della guerra”. Non staremo zitti.

Emergency ha una idea alta della politica, la pensa come il tentativo di trovare un modo di stare insieme, di essere comunità. Di trovare un modo per convivere, pur restando tutti diversi, evitando di ucciderci a vicenda. Emergency è dentro questo tentativo. Noi crediamo che l’uso della violenza generi di per sé altra violenza, crediamo che solo cervelli gravemente insufficienti possano amare, desiderare, inneggiare alla guerra. Non crediamo alla guerra come strumento, è orribile, e mostruosamente stupido il pensare che possa funzionare. Ricordiamo “la guerra per far finire tutte le guerre” del presidente americano Wilson? Era il 1916. E come si può pensare di far finire le guerre se si continua a farle? L’ultima guerra potrà essere, semmai, una già conclusa, non una ancora in corso.
La risposta di Emergency è semplice. Abbiamo imparato da Albert Einstein che la guerra non si può abbellire, renderla meno brutale: “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”. Nella nostra idea di politica, e nella nostra coscienza di cittadini, non c’è spazio per la guerra. La abbiamo esclusa dal nostro orizzonte mentale. Ripudiamo la guerra e ne vorremmo la abolizione, come fu abolita la schiavitù.

Utopia? No, siamo convinti che la abolizione della guerra sia un progetto politico da realizzare, e con grande urgenza. Per questo non possiamo tacere di fronte alla guerra, a qualsiasi guerra. Di proporre quel progetto, siamo colpevoli.

Ecco, vi abbiamo fornito le risposte. E adesso? Un pistoiese definì il lavoro di Emergency “ramoscello d’ulivo in bocca e peperoncino nel culo”. Adesso è ora che chi “di dovere” lavori in quel modo, e tiri fuori “i nostri ragazzi”. Può farlo, bene e in fretta. Glielo ricorderemo sabato pomeriggio, dalle due e mezza, in piazza Navona a Roma.

Gino Strada
Fonte: www.repubblica.it/
Link: http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/15/news/lettera_gino_strada-3358513/
15.04.2010

Pubblicato da Davide

  • maumau1

    questa questione è talmente chiara e purtroppo ridicola..
    e Frattini è il capo ridicolo..

  • duca

    Chapeau…

  • lavidia

    Strada farebbbe meglio, almeno per adesso,ad evitare di strumentalizzare politicamente la situazione in atto.Se questa è la posizione allora E. diventa uno dei contendenti nel conflitto e deve rispondere alle stesse leggi di guerra che prevedono anche il sabotaggio come tutto lascia presupporre sia avvenuto in questa situazione. Se strada vuole dividere anziche unire l’italia è sua la responsabilità di cio che accadrà ai medici italiani!

  • oldhunter

    Onore a te, Gino Strada! Onore agli italiani, medici e non, che realizzano la pace curando ed aiutando senza fare distinzioni di parte! Onore a chi ci insegna con l’esempio e senza parole inutili cosa sia la solidarietà, la fratellanza coi deboli, coi malati, gli oppressi, coi diseredati della terra! Agli altri, italiani e non, abili cortigiani del più forte, ai venduti al potere protervo che ci domina, ai cerchiobottisti, agli ipocriti e ai baciapile, agli indifferenti e agli egoisti, tutto il disprezzo e l’ignominia che meritano!

  • Simulacres

    mi associo dalla prima all’ultima parola che hai detto. ben detto, bravo!

  • duca

    Lavidia, non capisco bene il senso del tuo intervento: Gino Strada sta semplicemente dicendo che lui cura tutti senza guardare i torti o le ragioni, seguendo semplicemente il giuramento di ippocrate: perchè questa posizione lo rende “politico”?
    Allora anche il calndestino che commette un reato per il solo fatto di esistere su un suolo differente da quello in cui è nato, pur non avendo fatto nulla o addirittura dopo aver salvatoo un bambino che sta annegando, è politico… Lo è però solo in quanto per il solo fatto di esistere fa vedere che il Re è nudo: allora tappiamo la bocca al bambino e continuiamo a lasciar dire a Frattini che il Re ha un bellissimo vestito…
    Un Paese serio avrebbe da subito preteso garanzie sull’incolumità e trattamento dei suoi cittadini, avrebbe rivendicato la caratteristica di neutralità e “indifferenza” dell’istituzione Emergency nei confronti delle parti in conflitto e avrebbe messo in chiaro che un attacco ad Emergency è un attacco all’Italia (perchè di fatto così è). Dopodiché assistiamo alle insulse contorsioni di un ministro che dice che Emergency “non fa parte della cooperazione” (come dire, non è roba nostra, fatene pure polpette) e accusa Strada di fare politica perchè dice che ognuno ha diritto ad essere curato? Ma di che stiamo parlando? Chi è che dovrebeb stare zitto? Per favore!

  • maristaurru

    Quante storie Gino strada, di un egotismo spaventoso. Medici senza frontiere fa le stesse cose, senza porsi come santi/ martiri
    Arrogante , con la solita sinistra mania di sentirsi ombellico del mondo.

    Quando Strada non esisteva un nostro parente era un chirurgo fra i tanti che si dedicava alle operazioni di guerra, pagato due lire, senza atteggiamenti eroici, senza miliardi da fare girare. Noto nelle Iniversità per la sua bravura, ma non alla stampa popolare, era un medico, non una star. Contento di fare quello che era il suo dovere, e le sue operazioni venivano illustrate nelle università di europa e di america, da noi no, non era italiano politicizzato, non interessava, se possibile lo osteggiavano, lui rideva , li conosceva bene gli Italiani, per questo li aveva abbandonati da giovane. Noi coccoliamo Gino Strada, un bravo chirurgo che fa il suo dovere, come un santo, e ci rendiamo ridicoli al mondo.. italietta che cerca ancora santi e santoni creati a tavolino, il bello è che Strada si fa gradasso ed arrogante, si sente un gigante, è solo un bravo medico al quale arrivano tanti soldi, mentre ad al tri bravi medici, tanti soldi non arrivano, Potenza della pubblicità!comunque gli altri medici, senza fanfare operano lo stesso , seguendo gli stessi principi, quelli di tutti i medici di guerra, da che mondo è mondo.

  • Kerkyreo

    E’ un utopia! Diciamoci la verita’! Rimane comunque un briciolo di speranza!!! La maggior parte delle persone su questo mondo e’ brava gente, ma come in ogni Era esiste quella parte di persone che rappresentano il cancro della nostra terra. E’ logico che la speranza non muore mai, ma la realta’ ci rende tutti pessimisti e allo stesso tempo consapevoli che qualcosa sta cambiando nel mondo. L’evoulzione intellettuale, spirituale, delle coscienze o qualsiasi altra cosa e’ ancora lontana! La nostra parte animale prevale ancora su quella spirituale e ci scanniamo per cose terrene, per beni e ricchezze che tanto lasceremo! Ci scanniamo per soldi!!!! La gente muore con trillioni di dollari in banca!!! Le guerre avvengono per questo!!!! Quindi oggi l’abolizione della guerra e’ un utopia, ma domani forse no!

  • yiliek

    Stimo Gino Strada ed emergency anche quest’anno avrà il mio 5 per mille.A volte però riflettendo sulle ingiustizie del mondo mi chiedo se certe persone non meritino di morire.
    Insomma, il discorso di Strada mi pare decisamente Antropocentrico e cioè l’uomo al centro di tutto,e secondo me l’uomo ha dimostrato di meritare esattamente il contrario
    Ad esempio se Murdoch o Bush oppure un criminale conclamato che ha ucciso per soldi persone innocenti (o fate voi la lista) avessero bisogno di cure da me per aver salva la vita col cazzo che li curo!!!
    non so se ci siamo capiti!!!!!

  • Eli

    Se al esistessero almeno tre “egotisti” come Gino Strada, questo mondo orrendo sarebbe un posto degno in cui vivere. Guarda che alcuni di Medicins sans frontière fanno le spie per la CIA…

  • AlbertoConti

    Avevamo il bene e il male in Afghanistan, cose di cui essere fieri e di cui vergognarsi. La partitocrazia non si smentisce mai, sceglie sempre male, come chi la vota. Ma la stupidità non conosce vergogna.

  • Eli

    Grande Gino! Tu sei un gigante, quelli del governo omuncoli senza palle.
    Ogni anno devolvo ad Emergency il mio cinque per mille, e faccio anche una piccola donazione. Perché l’altruismo di queste persone non sia mai abbandonato a se stesso. Anzi, è l’unica organizzazione di cui mi fido.

  • Eli

    Un giorno non ce l’ho più fatta. Ho sentito il bisogno di scoprire l’altra faccia del mondo, di andare a fare il chirurgo di guerra. Poi non è stato possibile tornare sui miei passi: avevo visto troppo dolore, troppe ingiustizie. Gino Strada (dal libro di Mario Lancisi «Gino Strada – Dalla parte delle vittime», Piemm.

  • Santos-Dumont

    Ma quale egotismo…! Capisco piuttosto che mostrare la cruda realtà a chi ritiene che qualsiasi guerra, e in special modo le “missioni di pace” sotto mentite spoglie, sia una conseguenza inevitabile della nostra “umanità”, dia molto fastidio. Una “missione umanitaria” evidentemente fatta per portare la pace eterna ai destinatari.

  • Tao

    MA CHI C’E’ DIETRO ALL’ATTACCO CONTRO EMERGENCY ?

    FONTE: CAMPOANTIMPERIALISTA.IT


    Libertà per Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani e i 6 collaboratori afghani!

    1-Se uno degli obbiettivi degli arresti era togliere di mezzo dei testimoni scomodi (in quanto tali considerati dagli occupanti “fiancheggiatori” della Resistenza) in vista della prossima offensiva generale sull’Helmand, ebbene, esso è stato raggiunto. Senza attendere gli sviluppi della cosiddetta “inchiesta”, l’ospedale di Emergency, dopo essere stato sequestrato è stato chiuso. Ora è un bivacco dei militari ISAF e dei loro ascari afgani che lo presidiano come fosse una postazione nemica.

    2- E’ ormai appurato che non si è trattato di una mera “operazione di polizia”. I soldati e l’Intelligence di Sua Maestà hanno infatti avuto non un ruolo ausiliario ma direttivo negli arresti e nell’azione di guerra per sequestrare l’ospedale.

    3- Prima domanda: gli inglesi hanno agito di testa loro? E’ credibile che chiudere un ospedale italiano con l’accusa clamorosa di essere una santabarbara del “terrorismo” arrestando tre cittadini italiani con l’imputazione di progettare l’eliminazione del Governatore della provincia, sia stata una decisione unilaterale degli inglesi? Sarebbe un gesto ostile anti-italiano dalle conseguenze devastanti. Proviamo ad invertire le parti in commedia. Si provi ad immaginare cosa accadrebbe se le Forze armate italiane, nella provincia di Herat, sotto la loro giurisdizione, attaccassero un presidio di una Ong inglese o americana e arrestassero tre cittadini britannici o statunitensi con l’accusa di essere “terroristi”? Come potrebbero gli italiani tenere all’oscuro i loro alleati inglesi o americani?

    4- Vero è che la provincia di Helmand è sotto la giurisdizione inglese. Tuttavia, qui non è in ballo la cattura di cittadini afghani figli di un Dio minore, bensì quello, clamoroso, di tre italiani, cittadini di un paese che nella missione ISAF ha un ruolo portante. E’ dunque lecito ritenere, onde evitare di creare un pasticciaccio diplomatico internazionale, che l’operazione abbia avuto come minimo il semaforo verde del Comando ISAF di stanza a Kabul, e molto probabilmente anche del Quartier generale dell’Allied Joint Force Command residente a Brunssum in Olanda.

    5- E’ quindi impossibile che gli alti papaveri militari italiani appartenenti ai comandi NATO, nonché il personale dell’AISE (ex-SISMI) di stanza a Kabul siano stati tenuti all’oscuro dell’imminente azione di forza degli inglesi.

    6- Seconda domanda: è possibile che generali e colonnelli italiani che fanno parte sia del Quartier generale in Olanda che di quello di stanza a Kabul abbiano dato semaforo verde agli inglesi senza chiedere e ricevere il lasciapassare di Roma? In particolare del Ministro della Difesa La Russa e di quello degli Esteri Frattini? Ergo di Berlusconi? Anche questo noi pensiamo sia da escludere. Le vergognose dichiarazioni rilasciate a caldo dai ministri Frattini e La Russa e dal sodale capogruppo alla Camera Gasparri, confermano il sospetto che l’operazione sia stata compiuta con il pieno e preventivo consenso del governo italiano, a cui non pareva il vero di avere tra le mani l’occasione di indebolire Emergency e di cacciarla per sempre dall’Afghanistan.

    7- C’è infine una terza ineludibile domanda: il governo Berlusconi ha tenuto all’oscuro o piuttosto informato i maggiorenti dell’opposizione? E’ possibile essere certi, oltre ogni ragionevole dubbio, che D’Alema (dal 26 gennaio scorso Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, cioè l’organo parlamentare con funzioni di controllo dei servizi segreti) sia stato tenuto all’oscuro? Improbabile. Lo confermerebbe il ponziopilatesco silenzio del PD su questa vicenda. Come interpretare diversamente, se non come collusivo, il pusillanime basso profilo adottato da D’Alema e C. sulla vicenda? E’ forse un mistero che Gino Strada è stato ed è una spina nel fianco anche per il PD?

    8- Quali sono le conseguenze se i sospetti di macchinazione, da fondati, si rivelassero veri? Che chi sta in galera deve essere liberato e compensato per il gravissimo sopruso subito, mentre tutti coloro che l’hanno ordita, nonché coloro che sapevano ma non l’hanno fermata, dovrebbero essere sbattuti in prigione. In stato d’accusa dovrebbero quindi finire anche i politici italiani collusi se non responsabili.

    9- Subito dopo aver appreso della “operazione antiterrorista” di Lashkar Gah, da antimperialisti, abbiamo scritto: «Piena solidarietà dunque agli arrestati, sicuramente vittime di una provocazione, ma che, per quanto ci riguarda, meriterebbero comunque di essere difesi anche qualora venisse dimostrata una qualche eventuale forma di sostegno alla legittima Resistenza Popolare afghana». Il “ma che” ha suscitato legittime perplessità tra compagni di fede pacifista per i quali le accuse rivolte a Matteo Dell’Aira, Marco Garatti, Matteo Pagani sono “assolutamente inconcepibili”, poiché è noto che Emergency fa della non-violenza un imperativo morale categorico.

    Ripetiamo che crediamo agli amici di Emergency e non certo ai loro detrattori. Tuttavia, in generale, non è affatto “inconcepibile”, anzi, che dei sinceri pacifisti, di fronte all’abominio di una guerra ingiusta, alle prese coi soprusi e le ferite inferte dal più forte al più debole, considerino intollerabile l’equidistanza. E’ accaduto altre volte che i più integerrimi pacifisti, ritenessero impossibile chiudersi nell’asilo della propria coscienza privata, giungendo alla conclusione che se non si combatte la criminalità imperiale si finisce per diventare suoi complici. Così si spiega, ad esempio, la decisione del pastore Dietrich Bonhoeffer, che non si sottrasse all’imperativo, non meno categorico, di partecipare alla Resistenza, offrendosi egli stesso per uccidere Hitler, il quale scrisse:
    «Quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante».
    Difenderemo e sosterremo perciò i 3 operatori di Emergency in ogni caso, ricordando che la Resistenza è legittima e necessaria, mentre i veri terroristi sono gli eserciti occupanti che stanno insanguinando l’Afghanistan da quasi 9 anni.

    Fonte: http://www.campoantimperialista.it
    Link: http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=963:ma-chi-ce-dietro-allattacco-contro-emergency&catid=7:afghanistan-cat&Itemid=14
    15.04.2010

    Il Campo Antimperialista aderisce e partecipa alla manifestazione indetta da Emergency che si terrà sabato 17 a Roma – ore 14,30 Piazza Navona.

  • buran

    Metti che un medico, che “non fa politica”, si trova di fronte a una situazione come quella di qualche tempo fa del corridoio umanitario che gli occupanti, dopo il bombardamento, non vollero aprire: che fai, ti incazzi e denunci ai media questa cosa oppure stai zitto e ti adegui? Delle volte, specie quando sei in una situazione di guerra e occupazione, se semplicemente chiedi l’applicazione delle convenzioni, ti accusano di “fare politica”. Tutte cose che, ad es., a un medico embledded non succedono.

  • Nemesi

    Trovo semplicemente assurdo il chiudere Emergency perché essa cura i feriti senza chiedere da che parte stanno nel conflitto.
    Trovo però banale pensare che le autorità italiane non fossero state informate di un’azione di questa portata nei confronti di tre nazionali.
    Evidentemente c’è qualcosa che ancora non ci è stata detta.
    C’è da considerare che se curi i feriti della parte avversa (buona parte civili) è chiaro che a ferirli sono state “truppe di pace” ed è forse questo quello che fa più paura, in Afghanistan si sta combattendo una guerra di cui noi non sappiamo nulla.
    Oggi in una guerra la cosa che fa più paura è la cattiva pubblicità, e fin’ora sono state insabbiate già tantissime porcherie, è chiaro che Emergensy era una sorta di nodo in cui arrivavano informazioni “non filtrate” sull’andamento della guerra, ed ovvio che queste notizie non devono essere sapute dall’opinione pubblica occidentale.

  • vic

    Oggi siamo nella scuola sulle mine antiuomo, riconoscibile dal discreto minareto esterno. Assistiamo all’esa-mino sulla neolingua, cui anche i ministri plurilingui, volens nolens, devono stare sotto. Lapsus, volevo dire sottostare.

    prof. O.R. Vello: Ci dica il significato di fondamentale. Ad esempio, diritti fondamentali.
    ministro Frattini (riflette imperturbabile): Ehm, uhm. (lo pensa , non lo dice).
    prof. O.R. Vello: La lascio riflettere con tranquillita’.
    ministro Frattini: Lo so: i diritti fondamentali sono cosi’ chiamati in quanto accatastati nei profondi recessi della memoria. Ho risposto con grazia e temperanza, prof.?
    prof. O.R Vello (si alza, lo prende sottobraccio): Complimenti. Solo Gheddafi Jr. ha risposto piu’ velocemente di lei.

    Dal fondo del sacco, il solito salutino.

  • Tonguessy

    In un mondo dominato dalla competizione, dalla logica del consumo, dalla deontologia malata del guadagno, scalda il cuore sentire qualcuno che ancora non pensa a scalare i vertici, ma si mischia con i più deboli per sostenerli nel difficile percorso della sopravvivenza.
    Mettiamolo quindi a confronto con Frattini, che è la persona eletta dagli italioti a governare i nostri rapporti con l’estero…..

  • Tao

    Il nemico giurato di Gino Strada e della sua Emergency è Amrullah Saleh, il potente capo dei servizi segreti afghani. Amico della Cia, sui 45 anni, si è fatto le ossa all’ombra di Ahmad Shah Massoud, il leone del Panjsher, ucciso da Al Qaida due giorni prima dell’11 settembre.
    Grazie alla padronanza dell’inglese, accompagnava i giornalisti negli anni Novanta, quando Massoud e i mujaheddin controllavano Kabul. Compresa Maria Grazia Cutuli, del Corriere della Sera, che verrà trucidata dai talebani nel 2001. Sarà proprio Saleh a catturare i responsabili.

    Nel 1996, quando mullah Omar e i suoi tagliagole conquistano Kabul, le truppe di Massoud si ritirano verso il Panjsher. Saleh viene distaccato presso l’ambasciata afghana a Dushambè, capitale del Tagikistan. Gino Strada lo conosce proprio a Dushambè, perché Emergency stava realizzando il suo primo ospedale in Afghanistan, nella valle del Panjsher. Il futuro capo dell’intelligence di Kabul ti aiutava ad intervistare Massoud. O ti faceva incontrare dei contatti in un buio e triste ristorante della mafia russa, dove i giornalisti pagavano il conto.
    Dopo l’11 settembre il formidabile inglese di Saleh gli serve per accompagnare i corpi speciali americani penetrati in Afghanistan. Una volta liberata Kabul comincia la sua carriera nei servizi segreti. Con Strada i rapporti si fanno difficili dopo il 2001, quando il fondatore di Emergency chiede di far visita ai prigionieri talebani e di Al Qaida anche a Bagram, la grande base americana a nord di Kabul.
    Nel 2004 viene nominato a capo dell’Nds, la Direzione nazionale per la sicurezza, l’intelligence finanziata dalla Cia. Con Emergency Saleh ha il dente avvelenato per la discussa mediazione del sequestro di Daniele Mastrogiacomo, inviato di Repubblica, nel 2007. I suoi uomini furono completamente tagliati fuori, su pressioni di Strada e del governo Prodi. L’Nds puntava ad uno «scambio controllato» con i talebani, per evitare brutte sorprese. Puntualmente avvenute invece con la mancata consegna di Adjmal Naqshbandi, l’interprete di Mastrogiacomo, che sarà decapitato dai talebani.

    Saleh fa arrestare Ramatullah Hanefi, il mediatore di Emergency. Lo tiene in galera per 90 giorni sostenendo con il Giornale: «Abbiamo le prove: immagini satellitari ed intercettazioni che si tratta di un facilitatore dei talebani». Strada fece il diavolo a quattro, le prove non sono mai saltate fuori e Hanefi è stato rilasciato.
    Saleh sospettava dell’uomo di Emergency a Lashkar Gah anche per il rapimento del 2006 di Gabriele Torsello, un free lance italiano che viveva a Londra. Ramatullah ha fatto acquistare il biglietto di ritorno da Lashkar Gah di Torsello. I sequestratori lo attendevano tranquillamente lungo il tragitto.
    A Saleh è saltata la mosca al naso quando Strada rivelò che Hanefi aveva consegnato il riscatto di due milioni di dollari, in cambio di Torsello. L’ultimo capitolo del braccio di ferro con Emergency è scattato sabato scorso, con l’arresto dei tre volontari italiani dell’ospedale di Lashkar Gah.

    Fausto Biloskavo (www.faustobiloslavo.eu)
    Fonte: http://www.ilgiornale.it/
    Link: http://www.ilgiornale.it/esteri/il_nemico_strada_e_007_afghano/15-04-2010/articolo-id=437657-page=0-comments=1
    15.04.2010

  • catrafuse

    Non so se Strada soffra di ipertrofia dell’io e non credo che sia dotato dell’attributo dell’onniscienza, ma nella vicenda di questi giorni ha ragione da vendere.

    Noi coccoliamo Gino Strada

    Noi chi scusa?

  • backtime

    No marista perdona, in questo momento e con questo commento l’egoista sei tu, il rosso che vedi è sangue delle vittime, perché senza ombra di dubbio, chi ha da ricucire ogni giorno corpi sfracellati, credo che vadi talmente di fretta da non poter dividere i sforzi con l’ideologia.

    Sai solitamente apprezzo i tuoi commenti ma questo oltre che banale lo vedo puerile, potrai anche disprezzare l’idea, ma se neghi l’evidenza e l’evidenza mette in risalto il lavoro senza propaganda (non ci sono bandiere con falce e martello sugli ospedali) ma gente costretta a fare un lavoro riluttante e massacrante, che purtroppo grazie anche ai meri commenti, di chi chiacchiera senza mettersi in gioco (tanto c’è chi lo fa…) il silenzio diventa oro e tu con tuo commento hai rotto tale silenzio, rimettendo permettimi solo m….. e non è affato carino! no, no.

  • lavidia

    x duca
    io sono anche disposto a ceredere che emergency sia neutrale ossia non faccia di più di cio che gli compete ma ora secondo me è starda a dover ribadire la sua imparzialità senza pretendere che il nostro governo metta in dubbio la missione in afganistan.Sarebbe anche una posizione politica accettabile s no ci fosse di mezzo la vita dei tre che se ritenuti colpevoli verrebbero impiccati !Tutto si sarebbe potuto risolvere velocemente se a capo del contingente militare italiano non ci fosse stato Paperino e avesse invece difeso l’ospedale come territorio italiano.Come minimo andrebbe rimosso !

  • backtime

    Trovo questo articolo meritevole di attenzione, anche perché è notorio, che deve essere per forza un vedente, colui che ha la capacità di ridonare al vista ad un cieco. Mai visto un cieco dare la vista ad un altro cieco.

  • bstrnt

    No, va bene, non staremo con Gino Strada perché è un finto buono, ma con i (almeno per me) culattoni e pedofili (tanto per parafrasare una celebre esternazione di Ignazio La Russa) come Edward Nicolae Luttwak o lo stesso La Russa.
    Maristaurru parla come i nostri politici, con la supponenza, l’arroganza e la stupidità delle persone senza dignità che infestano il nostro panorama politico.
    Ma forse è solo una provocazione, una voce al di fuori dal coro, per il semplice gusto di fare il bastian contrario e vedere le reazioni … almeno spero!

  • Truman

    Ottimo. In particolare da rimarcare i punti 6 e 7.

  • Rossa_primavera

    Scusa,mi segnaleresti la fonte dalla quale hai saputo che la cia ha alcuni
    agenti infiltrati in Medici Senza Frontiere?

  • Rossa_primavera

    La solita logica stalinista,chi non condivide le vostre opinioni e’ un provocatore e un bastian contrario.

  • Rossa_primavera

    Per lo meno fino a che i tre poveretti sono nelle mani dei presunti aguzzini afghani,a maggior ragione se costoro non rispettano i diritti umani,il signor Strada potrebbe essere un attimino piu’ diplomatico
    perche’ le sue affermazioni,quando anche fossero vere,non fanno che
    irritare le autorita’ afghane.Una volta liberati,avra’ tutto il tempo di fare le sue denuncie al cospetto del mondo.

  • Eli

    Sottoscrivo l’articolo, e l’ho fatto anche girare.

  • Eli

    Scusa se non tutti sono capaci di essere ipocriti…

  • Rossa_primavera

    La diplomazia e’ cosa diversa dall’ipocrosia,non si tratta di mentire ma di dire le cose al momento opportuno.Sparare adesso a zero sulle autorita’ afghane significa mettere in pericolo la vita dei tre poveracci e penso che,polemiche a parte,salvare loro la vita sia la priorita’ assoluta.

  • redme

    ..singolari le affermazioni di che dice che l’opera di Strada debba essere apolitica…l’attività contro la guerra è la cosa politica per eccellenza…la guerra, calda, fredda, economica..ecc, è la condizione irrinunciabile del capitalismo….bisognerebbe iniziare a distinguere tra politica e Politica….

  • kiteni

    Mi sembra grave questa confusione sulle ONG e la loro relazione coi giochi di potere. Emergency come tutte le sue consorelle internazionali partecipa attivamente al mantenimento dello STATUS QUO attuale. D’accordo, lo fanno dalla parte dei buoni attuando come Riparatori dei disastri commessi dai cattivi (esemplificati in Italia dal pagliaccio La Russa e negli Usa dal sociopata Lutwarkkk, chiaro, per non menzionare la moltitudine che integra le Legioni Nascenti della Distruzione Infinita…). Tutti sono implicati in ció che avviene, tutti sono responsabili in un modo o nell’altro per ció che avviene, noi semantici digitali inclusi. Il dottor Strada svolge un gran lavoro umanitario, ammirevole direi. Il suo problema attuale, a mio avviso, é puramente politico e mediatico. Deve riuscire a creare nell’opinione pubblica italiana una sensibilitá emotiva sul sequestro degli operatori di Emergency. La stessa implicazione tragico lirica che il governo di turno usó per esaltare “il sacrificio” di connazionali caduti o sequestrati dai cattivoni di questo “orrendo mondo ostile”. Non sará facile ma deve essere fatto, bene e in fretta. Pena l’annulazione dei Riparatori e il via libera alle Legioni N.D.I….. Saludos

  • lucamartinelli

    Gino sei grande e grande è Emergency. Le persone di buona volonta’ non hanno dubbi su come stiano le cose. Anche quest’anno il mio 5 x 1000 è per Emergency. tutto il resto è fuffa mentale e aria fritta.

  • Nellibus1985

    Giù il cappello di fronte a questo grande italiano.

  • Tonguessy

    “ma ora secondo me è starda a dover ribadire la sua imparzialità”
    Questa me la gioco al lotto. Altre frasi da proporre?

  • francescafederici

    Caro Gino ti ho ammirato ieri sera ad Anno Zero,conoscendoti ho immaginato che ti fossi fatto una flebo di camomilla per quanto eri calmo e pacato,appunto conoscendoti.Sposo ogni tua parola dall’inizio alla fine,credo che ieri sera tu abbia dimostrato che grande uomo sei,davanti a certe insinuazioni di bassa lega,sei riuscito a non perdere di vista il boccino.Il boccino era portare a casa in fretta i tuoi ragazzi e allora dobbiamo cercare di parlare anche con le persone di cui non abbiamo e hai stima.
    Ieri sera oggi domani…questo è un UOMO,questo è un vero essere umano.Continua così,per quel poco che conta,avrai sempre il mio appoggio incondizionato,grazie Gino.

  • ranxerox

    Mettere in dubbio la missione in Afghanistan?? Ma quando mai! Siamo in missione per conto di Dio, come i Blues Brothers! Quousque tandem, Catilina…

  • albertgast

    Da come ne parli deduco che tu lo conosca di persona e anche abbastanza profondamente.
    O no?
    Io ho letto alcuni suoi libri, l’ho incontrato ad una conferenza e ho incontrato anche sua moglie, che ora non c’è più, ad un’altra conferenza con tanto di filmati sul lavoro che fanno.
    Sinceramente mi aveva fatto un’impressione totalmente contraria di quella che dici tu.
    Io lo ammiro molto e vorrei che al mondo ci fossero molte più persone come Strada.
    E molte meno come La Russa, tanto per dirne una.

  • Eli

    La loro vita non è in pericolo, non lo è mai stata. Volevano solo far chiudere l’ospedale, perché devono sferrare un attacco tremendo e non vogliono testimoni. Gino Strada ha spiegato che il personale è stato allontanato dall’ospedale con una telefonata che parlava di una bomba. Tutti sono usciti, l’ospedale è rimasto senza personale per quarantacinque minuti, e quando sono tornati era pieno di soldati e poliziotti, ed era già avvenuto il provvidenziale “ritrovamento” di armi ed esplosivo, con tanto di telecamera, perché senza telecamera non c’è propaganda, al giorno d’oggi.

  • Rossa_primavera

    Allora tutti quei fanatici che vanno cianciando di torture fisiche e orrende
    pressioni psicologiche per farli confessare mentono?Se comunque venissero riconosciuti colpevoli di cio’ di cui sono accusati la pena prevista dal codice afghano e’ l’impiccagione.Vedi tu se non corrono
    pericolo di vita.

  • lavidia

    Strada difende il DIRITTO DI INFORMARE SUGLI EVENTI TRAGICI DELLA GUERRA!
    ma non mi risulta abbaia mai difeso la liberta di esprimersi su temi della shoah ,del lobbismo ebraico.
    Non sono cose cosi differenti-
    se simette in dubbio la liberta di espressione siu determinati argomenti allora è anche legittimo zittire tutte le voci che possono risultare scomode come durante una guerrra