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NON SVENDERE IL PATRIMONIO PUBBLICO

DI UGO MATTEI
corriere.it

Caro direttore, per incassare 6 miliardi, circa l’8% di quanto paghiamo di interessi sul debito pubblico ogni anno, pare andranno in vendita 338.000 ettari di terreni agricoli che oggi sono proprietà pubblica. Se non si farà attenzione, le conseguenze di una tale scelta, che in Africa è nota come land grab (appropriazione di terra) operata da grandi gruppi multinazionali, potrebbero essere serie, e portarci verso la dipendenza alimentare dall’agrobusiness. Potrebbero derivarne danni sociali ingenti subiti in primis dai nostri piccoli agricoltori che non potendo competere con quei colossi nell’acquistare, finirebbero per vendere anche i loro appezzamenti (come già avvenne quando i latifondisti comprarono le proprietà comuni messe in vendita da Quintino Sella).
La scelta di vendere è definitiva e ci riguarda tutti, presenti e futuri. Andrebbe fatta con grande cautela soprattutto quando ci si trova sotto pressione internazionale.
Il processo di elaborazione teorica e pratica della categoria giuridico-costituzionale dei beni comuni discende da questa considerazione. Il cambiamento dei rapporti di forza fra settore privato azionario e settore pubblico a favore del primo rende i governi così deboli da non poter operare nell’interesse del popolo sovrano.

La necessità urgente di forte tutela giuridica dei beni comuni come proprietà di tutti che i governi devono amministrare fiduciariamente nasce da questo squilibrio di potere prodotto dalla globalizzazione.

Lo Stato italiano è proprietario, direttamente o tramite enti pubblici, di ingenti beni che fanno gola a molti.

Gran parte di questi, che forniscono utilità indispensabili per garantire la sovranità dello Stato o la sua capacità di offrire servizi pubblici, non possono essere trattati come fossero proprietà privata del governo in carica.

Alcuni dei beni dello Stato sono costituiti da edifici, acquedotti e terreni agricoli che soccorrono direttamente bisogni fondamentali della persona come coprirsi, bere o nutrirsi. Altri sono infrastrutture, come strade, autostrade, aeroporti, e porti che richiedono un assiduo investimento in manutenzione. Altri sono beni che i giuristi classificano come immateriali come le frequenze radiotelevisive, gli slot aeronautici (per esempio la tratta aerea Milano-Roma), i brevetti ottenuti con la ricerca pubblica, le partecipazioni pubbliche nell’industria produttrice di beni o servizi. Ancora, importanti beni servono allo Stato per erogare i suoi servizi alla collettività: scuole, ospedali, caserme, università, cimiteri, discariche, ambasciate. Ci sono poi i beni culturali: statue, monumenti, dipinti, reperti archeologici, lasciti del passato che dobbiamo trasmettere ai nostri successori. Per farlo occorre mantenerli accessibili a tutti godendone in comune, al di fuori dal modello del «divieto di accesso» che è tipico della proprietà (sia essa pubblica o privata). Beni comuni, governati dalla stessa logica di accesso sono poi i parchi, le foreste, i ghiacciai, le spiagge, il mare territoriale, l’aria da respirare o l’acqua da bere, a loro volta beni di grande valore collettivo il cui ingente valore d’uso non è tradizionalmente patrimonializzato.

Sebbene dotato di un patrimonio ingentissimo (fra cui ingenti riserve auree), il nostro settore pubblico è impoverito.

I Comuni sono sul lastrico; gli edifici pubblici cadono spesso a pezzi e il territorio non riceve manutenzione. L’Italia è come un nobile decaduto che non sa gestire le sue ingenti proprietà, viene truffato dal maggiordomo e continua a indebitarsi per poter mantenere il proprio dispendioso stile di vita. Proprio come la nobiltà francese finì per svendere i propri palazzi, anche l’Italia, oberata dai debiti, sta vendendo (spesso svendendo) il suo patrimonio pubblico per «far cassa» e tirare avanti. Eppure se il patrimonio pubblico rimasto fosse amministrato davvero nell’interesse comune si potrebbero ottenere parecchi quattrini: molte concessioni (acque sorgive, autostrade, stabilimenti balneari, frequenze radiotelevisive, cave) sono rilasciate molto al di sotto del valore di mercato.
La Gran Bretagna dando in affitto il suo etere ottiene circa 5 miliardi di sterline l’anno (grosso modo quanto si incasserebbe vendendo una tantum i terreni agricoli) contro i poco più di 50 milioni di euro che ottiene l’Italia.

Una buona amministrazione del patrimonio pubblico richiede sopratutto ordine, chiarezza nelle regole del gioco e democrazia nel decidere sulle cose di tutti. Le regole attualmente vigenti sono obsolete, oscure e quindi agevolmente eludibili. È importante farne di nuove e dotarle di innovativi strumenti applicativi. Una legge delega sulla riforma di beni pubblici predisposta dalla Commissione Rodotà contenente chiarezza su quali beni siano comuni e come vadano amministrati non è mai stata neppure discussa. Proprio nei momenti di maggior crisi sarebbe bene che alla logica della svendita subentrasse quella del buon padre di famiglia.

Ugo Mattei (Professore di Diritto internazionale comparato all’Università della California di San Francisco)
Fonte: www.corriere.it
22.11.2011

Pubblicato da Davide

  • cavalea

    Quello che sta avvenendo è allucinante, si vogliono svendere beni che sono di tutti, a fronte di un debito che è gonfiato e drammatizzato dagli stessi che diventeranno i compratori.
    Qui se non si recupera la piena sovranità su ogni aspetto sociale, economico, politico, monetario e militare, non se ne viene fuori. Se vogliono ridurci a schiavi, abbiano il coraggio di dirlo senza le manfrine e le sceneggiate, che servono solamente a metterci di fronte al fatto compiuto, convincendoci della sua “ineluttabilità”.

  • lucamartinelli

    ha pienamente l’amico che mi precede. Svendere cio’ che appartiene al popolo è un reato. Non solo, ma è anche economicamente sbagliato. Se si possiede un bene bisogna farlo fruttare in modo che renda qualcosa, mentre se lo vendi incassi una volta e basta. In realta’ noi sappiamo come stanno andando le cose. E’ in atto un vero e proprio saccheggio di tutto cio’ che è pubblico, saccheggio operato dalla banda criminale massonica che ci ha espropriato anche del voto. Siamo messi malino amici. A proposito: quando c’è la prossima puntata del grande fratello?

  • Fedeledellacroce

    che schifo!!!
    ci stanno levando tutto. prima prestano a strozzo, poi abbassano il rating e poi ci rapinano di tutto ció che rappresenta un valore per una societá.
    ho sentito che il monopolio di stato italiano sia in mano a una corporazione anglo-americana…..
    qualcuno puó confermare?

  • Allarmerosso

    La cosa peggiore oltretutto è vedere le masse di stolti applaudire alle nuove intenzioni criminali senza nessun senso del comune senza visione del futuro senza una capacità di analisi delle conseguenze di determinate azioni , le uniche analisi che sento in giro , salvo rari casi , sono una perfetta ripetizione di quanto i media complici ripetono a pappagallo tramite i loro mezzi di propaganda legalizzata chiamata informazione !

  • MartinV

    Ma secondo voi, cosa ci sta a fare Goldmonti-Sachs a capo del governo… qualche taglio qua e là per far sembrare che applica misure di austerity, magari pure relativamente eque… ma quel che farà è di svendere (privatizzare nel linguaggio politico) i beni pubblici italiani ai suoi padroni…

    e gli italioti si diranno: “meno male che paga lo Stato…”

  • Fedeledellacroce

    ok, allora confermo da solo
    da wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/AAMS):

    Nel 1999, ai sensi del d.lgs 283/1998, venne appositamente istituito il nuovo Ente Tabacchi Italiani (ETI), a cui vennero trasferite diverse funzioni attribuite precedentemente all’Amministrazione, poi trasformato nel 2000 in società per azioni ed infine ceduto nel 2004 alla società privata British American Tobacco (BAT).

    scusate la terminologia ub po’ volgare ma, come vedete, é da un po’ che ce lo spingono su per il culo…

  • unodipassaggio

    Fatemi capire, il corriere ha smosso mari e monti per arrivare a questo e adesso pubblicano i piagnistei?

  • lpv

    li pubblicano.. nascosti sotto lo zerbino http://www.corriere.it/opinioni/11_novembre_22/mattei-svendere-patrimonio-pubblico_7137527e-14e9-11e1-9140-38f81e7faa5e.shtml
    così nessuno potrà dire che non sono “pluralisti” 🙂

  • lpv

    Questa norma è stata inserita nell’ultimo ddl stabilità approvato dal governo Berlusconi un minuto prima delle dimissioni del grande Buffone.
    Era – è – una misura richiesta a gran voce da UE e BCE, tanto da trovarsi al secondo o terzo dei 35 punti della famosa lettera dell’UE al governo di poche settimane fa.
    Strano che l’Europa intervenga così pesantemente e direttamente sul “come” un governo nazionale decide di racimolare i soldi richiesti.. la cosa deve destare più di un sospetto, soprattutto se si conoscono i precedenti (Draghi-Amato e il favoloso anno 1992): si sta probabilmente preparando l’ennesima ondata di saccheggi ai danni del patrimonio pubblico (e dunque del bene comune) da parte di gruppi di potere, fondi di investimento, grandi banche d’affari, ecc.
    Insomma, niente di nuovo, se non fosse che questa sarà forse l’ultimo round della “guerra”, tanto più devastante perché coinvolge anche milioni di ettari di terreni agricoli che dopo soli 5 anni potranno cambiare destinazione urbanistica (allarme!) e, al di sotto dei 400 mila euro, andranno liquidati in “trattativa privata” (altro allarme!).
    La cosa più interessante è che, nello stato in cui siamo, la maggior parte delle persone ritiene che queste misure siano perfino giuste e desiderabili. Prendo il campione dei lettori di Repubblica.it, che credo essere abbastanza rappresentativo dell’Italiano “medio” odierno: un sondaggio sulle possibili misure del nuovo governo, vedeva la vendita del patrimonio pubblico supportata da una larga maggioranza (diverso il caso delle privatizzazioni delle municipalizzate).
    Credo che, al di là del rimbecillimento generale che imperversa tra i nostri simili, ciò sia in parte spiegabile con la totale assenza di una cultura della valorizzazione degli edifici pubblici. Non esiste alcun motivo, se non l’incompetenza o la corruzione degli amministratori, perché un edificio possa rendere in mano a privati, e essere solo una spesa se in mano al pubblico.
    La questione dei terreni agricoli mi è particolarmente cara perché stiamo giocando con il nostro futuro alimentare, e non è un segreto che l’UE si stia adoperando da tempo per sdoganare in ogni salsa il mercato degli OGM, finora frenato in Italia dalle resistenze di consumatori e ambientalisti, prontamente (e fortunatamente) cavalcate dai vari ministri per l’agricoltura. Temo che rischiamo di diventare terra di conquista per Monsanto & Co. e il loro mais che “toglie la fame dal mondo”. Amen.

  • Giancarlo54

    Propongo il Prof. Mattei (buon …cognome ….non mente) come PdC al posto di Monti. Scriviamo in massa al Napolitano del Quirinale, ci darà retta?

  • Giancarlo54

    Tantissimo e a me fa molto, molto male…….

  • MartinV

    No, il turco Napolitano segue solo gli ordini impartiti dall’alto… non ascolterà certo la volontà dei cittadini, foss’anche maggioritaria… si sa, il popolo può sbagliare… soprattutto sulle cose che contano…

  • lucmartell

    Condivido al 100% l’articolo,il solo fatto che la politica tiri fuori l’argomento già dice tutto!! in una economia che ha come unica certezza il valore degli immobili,dei terreni,dell’oro ecc.. la politica propone di “monetizzare” una tantum dopo aver dissipato,svuotato del proprio valore ciò che si ha intenzione di SVENDERE!! (vedi Finmeccanica) quando al contrario il patrimonio pubblico è un capitale INESTIMABILE destinato a rivalutarsi in ETERNO!!
    NON CI MERITIAMO QUESTA CLASSE POLITICA!!!!!
    Non giudico a priori questo nuovo governo tecnico,lo vedremo alla prova dei fatti!!,ma la classe politica che ci ha portato alle condizioni attuali SIEDE ANCORA IN PARLAMENTO!!…lautamente e regolarmente retribuita!!!…aspetta solo tempi migliori!!
    Solo la Rivoluzione!!…tutto il resto è lenta agonia!!
    Saluti a tutti:Lucmartell.

  • Giancarlo54

    Anche perchè, e questi sono conti della serva mica da fini geopolitici, una volta svenduto non ci rimane più niente, i soldi si volatilizzano ed una volta volatilizzati restiamo a mani vuote. Non ci vuole essere geni per capirlo, possibile che lo capiscono unicamente il Prof. Mattei e 3 o 4 forumisti disperati di CDC?

  • Matt-e-Tatty

    Figurati… oggi leggevo delle lagnanze su una eventuale tassa per i possesori di cane… incitamento alla disobbedienza civile ecc. Se la preoccupazione dell’italiano oggi è per la tassa sul cane siam senza speranza.

  • giulia88

    Oltre al fatto che i Beni Comuni sono di tutti, un paese come l’Italia, con la sua ricchezza territoriale ed enogastronomica non può permettere che i colossi multinazionali s’infiltrino nel suo territorio. La sua diversità va difesa con le unghie e con i denti.