NON SENTITE IL BISOGNO DI 120 MILIONI DI IMMIGRATI ?

NON SENTITE IL BISOGNO DI 120 MILIONI DI IMMIGRATI ?

FONTE: LAMEDUCK (BLOG)

Mi vedo costretta a fare una cosa che odio, ovvero una traduzione, perché altrimenti non vi c'entra. In testa.

Ne ho già parlato qui ma siccome era in inglese temo che i diversamente anglofoni se lo siano perso. Eccolo quindi, il famoso testo "Replacement Migration. Is it a solution to Declining and Ageing Populations?" uscito nel 2000 dal Dipartimento di Affari Sociali ed Economici dell'ONU e già soggetto di non poche critiche, accademiche e politiche.

Non è un manuale di istruzioni vero e proprio, è in pratica una serie noiosissima di tabelle e cifre ad uso dei demografi interessati all'argomento "invecchiamento della popolazione, opperbacco" ma è inquietante perché è scritto con quel senso della TINA per l'inevitabile che conosciamo ormai fin troppo bene.

fonte
Non è tanto paranoia, Ambrogio, quanto quel tanfo di messianesimo irrorato ad ogni ora del giorno dagli spin che ci dicono che, siccome c'è la globalizzazione, bisognerà cambiare mentalità, usi, costumi. Dovremo adattarci, non sarà più come prima, bisogna cambiare, anche sesso, non si può fare altrimenti. E, quando parlano così, io già metto mano alla pistola.
Questo progetto per un Nuovo Calderone Mondiale può essere benissimo solo un esercizio accademico i cui scenari, per una strana coincidenza, si stanno avverando o potrebbero avverarsi a breve. Purtroppo, alla luce della innegabile invasione in corso di gente aliena, sempre più aggressiva, predatoria e visibilmente razzista nei nostri riguardi, sia in senso religioso che etnico, a fronte dei pochi veri profughi utilizzati dalla propaganda e dai trafficanti come scudi umani per sollecitare una pietà che ormai non riusciamo più a provare nemmeno a sforzarci perché essa presuppone in cambio la nostra incondizionata ed insindacabile sottomissione, chi è sensibilizzato dall'effetto Soylent Green potrebbe benissimo vederci un progetto genocidario a tavolino delle popolazioni bersaglio, ovvero di noialtri.
fonte
In ogni caso, a cominciare dalla tabella qui sopra, vorrei capire perché l'Italia è il paese, tra quelli oggetto della ricerca, che dovrà (dovrebbe) sostenere il più alto numero di afflussi per sostituzione. Perché la parola è "replacement", sostituzione. Sostituzione di italiani. Vivi o morti? Giudicate voi. Prendetevi un Maalox e buona lettura.

(Disclaimer per i feticisti del copyright: il capitolo relativo all'Italia è qui tradotto quasi integralmente per motivi di legittima difesa).

Migrazione di sostituzione: E' la soluzione per il declino e l'invecchiamento della popolazione?"
3. Italia
(a) Il trend passato.
Il tasso di fertilità totale in Italia aumentò dal 2,3% del periodo 1950-1960 al 2,5% del periodo 1960-1970 ma da allora ha iniziato a declinare. Si è mantenuto sotto il livello di sostituzione dal 1975 e, tra il 1995 e il 2000 era stimato di 1,20 figli per donna, uno dei più bassi del mondo.
Dal 1950 la mortalità generale è andata sensibilmente declinando, portando l'aspettativa di vita media per entrambi i sessi dai 66 anni del periodo 1950-1955 ai 77,2 del periodo 1990-1995.
Nonostante un tasso stimato di immigrazione annuale netto di 70.000 unità nel periodo 1995-2000, la popolazione italiana è andata allo stesso tempo diminuendo.
Tra le conseguenze di questi cambiamenti demografici vi è stato il raddoppio proporzionale della popolazione di età uguale o superiore a 65 anni, dall'8,3% della popolazione nel 1950 al 16,8% nel 1995. Come risultato di questi cambiamenti, il rapporto tra popolazione giovane ed anziana è sceso dalle 7,9 persone di età tra i 15 e i 64 anni per ogni ultrasessantacinquenne del 1950 ai 4,1 nel 1995.
b) Scenario I
Questo scenario, che rappresenta la variante media stabilita dalle Nazioni Unite nel 1998, assume che vi siano 660.000 immigranti netti in Italia tra il 1995 e il 2020, dopodiché non vi sia più immigrazione.
In questo scenario, la popolazione italiana diminuirebbe del 28%, passando dai 57,3 milioni del 1995 ai 41,2 milioni nel 2050. La popolazione tra i 15-64 anni diminuirebbe del 44%, mentre gli over 65 aumenterebbero del 49%; dai 9.6 milioni ai 14.4 milioni. Gli anziani sopra i 65 anni costituirebbero più di un terzo della popolazione italiana nel 2050.
Come risultato, il tasso di supporto potenziale scenderebbe del 63%; dal 4,1 del 1995 all'1,5 nel 2050.
(c) Scenario II
Lo scenario II, che rappresenta la variante media con zero immigrazione, assume che sia la fertilità che la mortalità cambino secondo le proiezioni medie stabilite dalle N.U nel 1998 ma che non vi sia alcuna immigrazione in Italia dopo il 1995. I risultati sono simili a quelli dello scenario I.
La popolazione italiana nel 2050 sarebbe di 40.7 milioni, ovvero di solo 475.000 persone in meno rispetto alle cifre previste dallo scenario I. Ovvero 21,6 milioni di abitanti tra i 15-64 anni e 14,2 milioni di ultrasessantacinquenni. Come nello scenario I, il tasso di supporto potenziale scenderebbe del 63%; dal 4,1 nel 1995 all'1,5 nel 2050.
(d) Scenario III
E' previsto, per questo scenario, che tra il 1995 e il 2050 la popolazione totale italiana si mantenga costante sui 57,3 milioni di persone del 1995. Per ottenere questo scopo sarebbe necessario un afflusso totale di 12,9 milioni netti di migranti tra il 1995 e il 2050.
L'immigrazione netta aumenterebbe costantemente dalle 75.000 unità nel 1995-2000 alle 318.000 nel 2045-2050.
In questo scenario, nel 2050, un totale di 16,6 milioni di persone, ovvero il 29% della popolazione generale, sarebbe costituita da immigrati post 1995 e dai loro discendenti.
(e) Scenario IV
Questo scenario assume che la popolazione italiana di età tra i 15 e i 64 anni rimanga costante ai suoi livelli del 1995, ovvero alla cifra di 39,2 milioni, arrestando il declino di questo gruppo d'età.
Per ottenere l'obiettivo, sarebbero necessari 19,6 milioni di immigrati tra il 1995 e il 2050.
Il numero medio annuale di migranti varierebbe, raggiungendo un picco di 613.000 persone all'anno tra il 2025 e il 2030, per poi diminuire a 173.000 per anno tra il 2045 e il 2050.
In questo scenario, la popolazione italiana aumenterebbe del 16%, dai 57,3 milioni del 1995 ai 66,4 milioni del 2050. Per quell'anno, il 39% della popolazione sarebbe rappresentata da migranti post 1995 o dai loro discendenti. Il tasso di supporto potenziale scenderebbe dal 4,1 del 1995 al 2,2 nel 2050.
(f) Scenario V
Lo scenario V non presume che il tasso di supporto potenziale scenda al di sotto del valore del 3%. Per ottenere ciò, l'immigrazione non sarebbe necessaria fino al 2010 e 34,9 milioni di immigrati sarebbero necessari tra il 2010 e il 2040, con una media di 1,2 milioni all'anno nel periodo in oggetto.
Per il 2050, su una popolazione totale di 87,3 milioni, 46,6 milioni, ovvero il 53% di inidividui sarebbe costituito da immigrati o dai loro discendenti.
(g) Scenario VI
Lo scenario VI prevede di mantenere il tasso di supporto potenziale ai livelli del 1995, ovvero al 4,08.
Per mantenere costante il tasso, sarebbe necessario un totale di 120 milioni di immigrati tra il 1995 e il 2050, corrispondente ad una media di 2.2 milioni di immigrati all'anno. La popolazione italiana risultante nel 2050, in questo scenario, sarebbe di 194 milioni, più di tre volte la popolazione italiana del 1995. Di questa popolazione, 153 milioni, o il 79% sarebbe rappresentato da immigrati post 1995 o dai loro discendenti.
(h) Ulteriori considerazioni.
Nel periodo 1995-2000, il tasso di crescita della popolazione italiana fu stimato al –0.01%. Tale declino era previsto, nonostante un'immigrazione netta di 70.000 persone l'anno.
Il numero di stranieri in Italia è pressoché raddoppiato, dagli 821.000 del 1965 (1,6% della popolazione totale) agli 1,5 milioni nel 1995 (2,7% della popolazione). Secondo lo scenario III, per evitare il declino della popolazione rispetto alla sua entità, il flusso annuale migratorio dovrebbe essere, in media, di tre volte maggiore tra il 1995 e il 2050 di quanto fu tra il 1990 e il 1995. Per evitare la diminuzione della popolazione in età lavorativa, sarebbe necessario un flusso migratorio annuale più di cinque volte maggiore di quello del periodo 1990-1995. .
In più, riguardo agli scenari III e IV, nel 2050 il rapporto tra nativi (29%) e immigrati e loro discendenti (39%) sarebbe dieci volte maggiore del rapporto tra nativi e stranieri registrato nel 1995.
La figura 13 mostra, per gli scenari I, II, III e IV, la popolazione italiana nel 2050, e indica la percentuale di immigrati post 1995 e loro discendenti.
I cambiamenti demografici sono ancora più evidenti nello scenario VI, che richiede più del raddoppio degli immigrati tra il 1995 e il 2050. Inoltre, 4/5 della popolazione risultante nel 2050 di 194 milioni di persone sarebbero costituiti da immigrati post 1995 e loro discendenti.
Senza immigrazione le cifre mostrano che sarebbe necessario aumentare l'età lavorativa fino ai 74,7 anni per ottenere un tasso di supporto potenziale al 3.0 nel 2050. Per mantenere nel 2050 il rapporto di 4,1 perone in età lavorativa per ciascun anziano, sarebbe necessario aumentare ulteriormente a 77 anni l'età massima lavorativa. Aumentare le quote di attività della popolazione lavorativa, qualora possibile, rappresenterebbe solo un palliativo al declino dovuto all'anzianità. Se la produttività di tutti gli uomini e le donne tra i 25 e i 64 anni aumentasse del 100% nel 2050, influirebbe solo sul 30% della perdita di tasso di supporto attivo risultante dall'aumento dell'invecchiamento della popolazione.

Nota finale. La scienza, la ricerca, così, fa paura. Sembrano le lettere degli industriali tedeschi vogliosi di cavie umane ai direttori dei lager: "Preghiamo di mettere a ns. disposizione n° 10 maschi di età tra i 20 e i 25 anni."
Tutto questo pallosissimo discorso - che ho limitato al case study sull'Italia - riguarda, se ci avete fatto caso, sempre solo l'aspetto quantitativo e mai qualitativo del fenomeno studiato. Cristo, stanno parlando di popolazioni, di persone, non di trepomeni pallidi e riescono anche solo ad ipotizzare, senza inorridire, che la popolazione italiana aumenti fino a 194 milioni, con solo un quinto di italiani rimasti in un mare di stranieri. Stranieri si, come canta la canzone del Piave. Censurate pure quella.
E meno male che, in una notarella nascosta in una tabella, i demografi ONU ammettono che questo scenario VI è considerato irrealistico. Tuttavia, ecco la TINA, se non vi fate invadere e ridurre nelle riserve - ma chi ci invade non avrà questa sensibilità nei nostri confronti - dovrete comunque lavorare fino a 77 anni e non conterebbe nemmeno che lavoraste tutti come muli dalla mattina alla sera.
Ma chi stabilisce questi principi?
Avete notato inoltre quel parametro del 3.0 che ricorre e in nome del quale si potrebbe compiere, a questo punto, un genocidio di dimensioni spaventose? Ancora il 3.0, il valore arbitrario noto in tutta l'Eurozona, tutto attorno al quale si sta perpetrando per davvero il genocidio dei nativi europei iniziando dal fronte greco. Coincidenze, casualità, sincronicità, cabale.
Dimenticavo. Se quello che ho tradotto è solo un esercizio accademico fine a sé stesso e non dovrebbe preoccuparci, perché i D'Alema (che ne vuole 30 milioni, di immigrati, e considera fasciste le politiche di incentivazione alla natalità degli autoctoni), le Spinelli (10 milioni), i Padoan e il kitemmuort, quando impongono l'accoglienza senza storie del migrante agli italiani, citano questi demografi dell'ONU come la Bibbia di riferimento. Perché?
UPDATE. In un'intervista al Messaggero, il sottosegretario Gozi oggi alza la posta e rilancia: ci vogliono 40 milioni di immigrati per il 2050.
Attendo ansiosa i commenti. Perdonate eventuali errori di traduzione e segnalatemeli pure.
Intanto vado a ubriacarmi e a consolarmi di non avere avuto figli.
27.08.2015





Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. MartinV 31 agosto 2015

      La finisco qui perché il rumore delle unghie sugli specchi alla lunga mi infastidisce. ^^

    1. FlavioBosio 30 agosto 2015

      Forse non ci crederá ma i concessionari di auto esistono anche nei paesi arabi...


      Basta entrare dal concessionario ed ordinarli i pick up, come da noi potrá scegliere il colore ed ogni altro optional disponibile.

      Poi si aggiungono le serigrafie con la scritta POLICE, le bandiere, i lampeggianti ecc.. e indovini un pò, c'è pure chi produce e vende quella roba nei paesi arabi, che strano e...

      O pensava ci fossero solo sabbia, pozzi di petrolio e cammelli?

      Ma le armi, quelle moderne prodotte in occidente dalle nostre industrie non ci sono, quindi le "sciocchezze" le racconta qualcun altro che sfrutta la sua ignoranza (dichiarata) in materia per farle credere che dietro ci sia l'occidente, noi forniamo frigoriferi, forni a micro onde, computer e mezzi di trasporto, ma le armi no di certo, non fosse altro perché ognuna riporta un numero di serie che ne consente la tracciabilitá, persino i teser sono tracciabili figuriamoci un fucile o un Javelin.





    1. Simplicissimus 30 agosto 2015

      In tutta sincerità, non capisco davvero, se non dal punto di vista della più becera xenofobia, cosa ci sia di strano in nel post che con tanta devozione è stato tradotto dall'inglese, lingua che comunque fino ad ora non è obbligatorio conoscere e soprattutto serve solo a chiudersi dentro un provincialismo anglofono se non accompagnato dalla conoscenza di altre lingue e da una solida cultura: ci si limita a stabilire la quantità di immigrazione necessaria a sostituire i vuoti della denatalità occidentale. Punto. Che poi questo ritorno agli equilibri demografici tradizionali o quanto meno affermatisi nel XX° secolo, cioè con pochi anziani e molti giovani sia inevitabile se si vogliono conservare -nell'ambito della visione liberista- istituzioni come la pensione di anzianità così come altri pezzi di welfare è un altro discorso. Il fatto è che finora l'enorme aumento di produttività per ora lavorata e anche l'immissione nel lavoro di milioni di stranieri è servito soprattutto e a far lievitare i profitti e a far calare i salari mentre il contributo in fatto di tasse e versamenti pensionistici della popolazione straniera è stato vanificato dalle teorie dell'austerità. La facile e becera soluzione per cui basterebbe stimolare la natalità italiana non è né facile, né immediata perché è una regola storica che le popolazioni inurbate e relativamente ricche fanno pochi figli nonostante tutti gli stratagemmi per invertire questa situazione per ragioni che sarebbe troppo lungo spiegare qui, ma sono facilmente attingibili sforzandosi di leggere un po' di storia e di demografia senza affidarsi sempre alle discussioni del bar sotto casa. Ci provarono senza alcun successo gli imperatori romani, i veneziani così come Mussolini che dalla retorica dei figli alla patria ricavò un risultato negativo. Anzi do una ferale notizia alla valorosa traduttrice, suggerendole che i calcoli fatti e le tabelle sottostimano il fenomeno perché non tengono contro di fattori come l'aumento dell'aspettativa di vita. Dentro il paradigma liberista occidentale non c'è modo di uscire da questa spirale: solo cambiando regole e e mentalità, solo limitando i profitti diretti e indiretti, reintroducendo regole certe per il lavoro e ritornando a un certo grado di welfare si può pensare di mettere le premesse per fare a meno dell'immigrazione, ammesso che il meccanismo, una volta messo in moto, si possa fermare. tutto i resto sono chiacchiere da mentecatti.

    1. MartinV 30 agosto 2015

      Un pick up no, una colonna di pick up nuovi di zecca invece qualcuno deve fornirglirli... come pure permetter il passaggio di migliaia di stranieri attraverso un paese NATO per raggiungere il califfato.

      Non sono un esperto di armi, ma la politica internazionale la seguo de anni e non può raccontarmi sciocchezze a proposito.

    1. FlavioBosio 30 agosto 2015

      Le risulta che sia difficile procurarsi dei pick up Toyota nei paesi arabi?


      Capisce la differenza tra un moderno FGM-148 Javelin ed un buon vecchio RPG o no?

      E quella tra una vecchia mitragliatrice della seconda guerra mondiale ed una moderna Gatling M134D?

      Pensa che per produrre un AK47 sia necessaria una laurea in ingegneria aerospaziale?
      Mai stato a Gardone Val Trompia a vedere come si producono ed assemblano le armi?

      Il 90% dei componenti è ancora prodotto in cantina da singoli artigiani, uno fa i grilletti, l'altro i percussori, un altro lavora i legni ecc..

      Si faccia un giro su you tube...
    1. kadath80 30 agosto 2015

      prociutti?!! ma che livello di commenti CDC?!!

    1. kadath80 30 agosto 2015

      ma cosa centra?! ...che noia sti commenti

    1. MartinV 29 agosto 2015

      Come no, i pick up Toyota se li fanno con i carretti tirati col mulo... l'Occidente non c'entra nulla con la caduta dei regimi laici nei paesi musulmani... Iraq, Libia, Siria... niente c'entrano... Tutto da soli si fanno.. Vai McGyver !!!

    1. FlavioBosio 29 agosto 2015

      NORINCO (cinese) ha già fatto un offerta per Beretta...

    1. melisva1 29 agosto 2015

      http://www.sapereeundovere.it/servizi-segreti-austriaci-usa-e-soros-finanziano-linvasione-delleuropa/

    1. FlavioBosio 29 agosto 2015

      Industria delle armi... ma per favore!!!


      Lei è rimasta agli anni '60, oggi le industrie delle armi producono F35 e droni non certo AK47, RPG o cloni di AR15, bastano un tornio ed una fresa CNC per produrre le armi dell'ISIS, roba che si può fare in qualsiasi officina meccanica mediamente attrezzata, non hanno certo bisogno di acqustarle all'estero.
      Poi arraffano qualsiasi cosa gli capiti a tiro e tutti quei paesi (Iraq, Siria, Libia ecc..) erano già ben forniti prima, basta conquistare l'armeria di una qualsiasi base militare per avere migliaia di fucili, mitragliatrici, granate ecc.. stessa cosa vale per l'Italia e qualsiasi paese occidentale.

      Di armi cen'è già in abbondanza sono gli uomini che mancano, soprattutto da noi, sono rimasti solo i quaqquaraqquà.
    1. lanzo 29 agosto 2015

      Con il Giubileo ci beccheremo almeno una milionata di persone provenienti dai paesi piu' scassati del mondo e munite di regolare visto, perche' quando il Vaticano chiede, il Ministero degli Esteri deve solo obbedire e rilasciare i visti.

    1. lanzo 29 agosto 2015

      Esatto SNYPEX, l'Italia non produce piu' nulla tranne qualche prodotto di nicchia, l'industria automobilistica e' di fatto scomparsa trascinandosi dietro l'indotto idem quella motociclistica (la Ducati credo ora sia BMW ma in ogni caso non sono grandi numeri come la Vespa e Lambretta e Laverda e moto morini e gilera e guzzi d'antan- la Guzzi produceva dal cinquantino in su, l'ind degli elettrodomestici pure.

      Sono rimaste le eccellenti biciclette, Le armi, Beretta e tanti altri produttori in Val Trompia che all'estero vendono molto.
      Vivo all'estero - non in europa - ed ogni volta che torno (una volta ogni 2 anni se vabene) ed accendo la TV - ovviamente mi interessano i TG regionali - ogni volta vedo sit in di operai di fronte una fabbrica che sta chiudendo, quel poco che c'e' rimasto e' proprieta' di multinazionali.
      L'invasione accellerera' i tempi del crollo. I nostri politici - ormai gente a livello di Bongo del Gabon, i soldoni inguattati all'estero ce li hanno e alle brutte se ne scapperanno a Manhattan o a Dubai.

    1. natascia 29 agosto 2015

      Non credo alla bufala dello scontro di civiltà. Essa e molto strumentale all'industria delle armi. Chi arma l'ISIS? Lei non crede che se non fossero cosi' armati, sarebbero ben presto emarginati dalle popolazioni locali?

    1. FlavioBosio 29 agosto 2015

      Non si preoccupi, quando cominceranno a sgozzare qualche PDiota...


      Ogni cosa a suo tempo.
    1. snypex 29 agosto 2015

      Siamo alle solite:

      Il PIDIOTISMO di questi burocrati che ci telegovernano attraverso altri pidioti, non tengono conto del fattore principale:

      SEMPLICEMENTE L'ITALIA NON PRODUCE PIU' NULLA

      quindi l'immigrazione e' solo un "CARICO DI SNERVAMENTO" per il sistema.

      Stanno demolendo il sistema italia che metteva i brividi alla concorrenza.

      Senza lavoro non ci sono tasse da pagare e tutto il sistema collassa.

      Per chi ha studiato la tecnologia dei materiali:

      abbiamo superato la fase elastica ed elasto-plastica, siamo nella fase di SNERVAMENTO, a cui seguira' il collasso e la rottura.

      In parole volgari: IL CAOS.

    1. natascia 29 agosto 2015

      Io ho tre figli. Li abbiamo voluti. Con grandi sacrifici li abbiamo cresciuti e resi autonomi. La decisione di averli e' stata la conseguenza dell'autonomia economica a cui eravamo giunti grazie alle nostre famiglie. In caso di emergenze possiamo supportare sia la generazione anziane che la nuova. Senza l'aiuto dello stato. Questo e' quello che ha sempre applicato ogni la societa' normale fin dal tempi piu' remoti. Nei periodi di crisi, la pulsione demografica diminuisce per permettere agli eredi di beneficiare di maggior capitale familiare grande o piccolo che sia. Senza l'aiuto dello stato. Questo quando lo stato non vuole distruggere le società. In situazioni normali si sono sempre viste migrazioni feconde di nuovi di impulsi e di buon grado si sono sempre inserite nel processo cui sopra. Lo stato dovrebbe SOLO tutelare, SOLO correggere ove si verificassero degli abusi o dei crimini. La bomba demografica dei disperati, e' strumentale a chissa quali disegni perversi. Nel momento in cui ogni immigrato si inserisse in un contesto normale non avrebbe piu' ragione di esistere. Forse gli unici problemi derivano dai pazzi criminali al potere, nascosti e camuffati come non mai. .

    1. Denisio 29 agosto 2015

      Penso onestamente che tu sia uno dei pochi qui dentro che non scrive banalità econocentriche e demoniocentriche, dal mio punto di vista gli eventi che stanno creando un colasso del sistema capitalista possono determinare un nuovo inizio o la fine dell'umanità. Nel primo caso c'è solo da augurarsi che non sia un nuovo inizio post-bellico ma auspico semplicemente che vengano rotte le gabbie, sciolti i ranghi e liberate le masse dalla schiavitù che dura dai tempi di Babilonia.
      Io credo nella capacità dell'umano di autoripararsi e di evolvere ma sarebbe importante che preservasse la poca tecnologia di cui ha bisogno per vivere, per comunicare e infine per godere del proprio tempo. Nel giro di un decennio molti stereotipi che oggi sembrano solenni paradigmi possono essere visti come "usi e costumi del passato" con una certa apprensione e magari una certa larità. Chiaramente il passaggio non è scontato, il vuoto che si viene a creare nelle zucche degli automi moderni non lo si può riempire di infinita saggezza come si cambia il sistema operativo di un PC. In mancanza di risibili ma inconscie "certezze" dunque il primo periodo in cui l'umanità viene liberata potrebbe essere piuttosto turbolento e interessante....staremo a vedere.

    1. marcoferro 29 agosto 2015

      anche se ci dovessimo estinguere sono problemi dell'onu ? non vogliamo questi immigrati punto. poi se gli italiani non fanno figli di chi è la colpa ? se non c'è lavoro per guadagnarti i soldi come metti su famiglia, come uno può comprarsi una casa ? senza soldi e senza casa è difficile fare i figli e lo stato non aiuta preferisce spendere soldi per i negri che ci stanno invadendo che non hanno voglia di fare niente, che non hanno un lavoro ne un'arte ne un titolo di studio ma che vogliono ? lo stato dovrebbe creare le condizioni per creare una buona economia, tasse basse , prezzi bassi, salari giusti per vivere dignitosamente, invece lo stato rema contro al suo stesso popolo, abbiamo dei traditori al governo e sono responsabili di questo sfacelo.

    1. Teopratico 29 agosto 2015

      Risposta semplicistica, idealista, che non si attiene alla realtà. Dove vivi? non in una grande città, oppure, come molti, vivendo di rendita e proprietà non vuoi vedere le problematiche del tuo quartiere. In centro a Roma choudono da anni negozi storici e botteghe, per lasciare spazio a chi può pagare i cari affitti. E sai chi sono? Mini market e ristoranti ricicla-denaro, cineserie e fast-food. A te piacciono di più così le nostre città rinascimaentali? Sei contento così? Oppure hai una coltre di prociutti ( non italiani) negli occhi?
      Un artigiano che non può pagare più nè affitti nè tasse.

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