NON COSI’ LIBERI IN GERMANIA

DI JOSEPH QUESNEL
Winnipeg Sun

Rinuncerò al piacere di bere birra chiara tedesca e di mangiare crauti nell’immediato futuro e chiedo agli amanti della libertà di unirsi a me.

Ho infatti aderito ad un boicottaggio internazionale dei prodotti tedeschi a causa dell’allontanamento di questo paese dalle libertà fondamentali.

Qui in Nord America non sappiamo molto sulla Germania, poiché i nostri media si concentrano sui punti scottanti del pianeta, ma io ho notato un trend avvertibile che ci suggerisce che la gente dovrebbe prestare attenzione alla perdita delle libertà nelle cosiddette democrazie avanzate occidentali, come la Germania.

L’esempio più sinistro è quello costituito dalla famiglia Busekros. Una petizione in rete sta chiedendo il boicottaggio dei prodotti tedeschi a causa del trattamento subito da questa famiglia.Il crimine orrendo di cui si è resa colpevole, come altre in Germania, è che costoro hanno scelto di impartire essi stessi l’insegnamento scolastico ai propri figli, un diritto che qui da noi è riconosciuto. Insegnare a casa lì invece è illegale, e le autorità sono in cerca dei colpevoli.

Hanno impiegato 15 agenti per portare via di casa la quindicenne Melissa Busekros, poiché il governo tedesco ha iniziato a usare la mano pesante con questi pericolosi nemici dello stato. Per ordine del tribunale, i funzionari scolastici hanno ordinato di distruggere una famiglia con cinque figli, dopo che lo stato ha deciso che il tirocinio scolastico domestico d’impronta cristiana è una “cultura parallela” che la Germania non può approvare.

Una bambina è stata addirittura confinata in un reparto psichiatrico la cui ubicazione è stata negata ai genitori.

I genitori che praticano in Germania l’insegnamento domestico sono stati imprigionati per aver insegnato ai propri figli uno stile di vita cristiano. La Home School Legal Defense Association [Associazione per la difesa legale dell’insegnamento domestico] ritiene che vi siano altri 40 casi in corso in Germania contro insegnanti domestici.

Gli insegnanti domestici non ricevono molta attenzione poiché sono una minoranza, ma è questa minoranza che ha bisogno della massima protezione contro una maggioranza desiderosa di negare i suoi diritti.

L’essenza di uno stato libero è data dall’esistenza di una società civile pluralistica dove sono permesse scelte differenti. Le autorità tedesche, a quanto pare, non rispettano le convinzioni di comunità religiose le quali ritengono che la famiglia debba essere il primo insegnante, non lo stato onnipotente. I miei genitori consideravano il compito di farmi da insegnanti un fatto non preoccupante durante gli anni in cui la Cristianità veniva cancellata dalle scuole pubbliche. Sono contento che non abbiamo vissuto in Germania.

Ecco cos’è spaventoso: la legge che proibisce l’insegnamento domestico venne adottata durante l’era nazista in base al principio che lo stato doveva assumere il controllo di ogni aspetto della vita.

Un sostenitore tedesco dell’insegnamento domestico ha detto: “Non siamo molto lontani da una dittatura intollerante. I diritti dei genitori sono aboliti sempre più. Se tu non educhi nel modo voluto dallo stato, il cosiddetto Judenamt (Ufficio per il benessere della gioventù) controlla subito se ti possono portare via la custodia dei tuoi figli.”

Se questo fosse il solo segnale inquietante proveniente dalla Germania, mi fermerei, ma non lo è. Questo attacco all’insegnamento domestico viene subito dopo l’imprigionamento del revisionista dell’Olocausto Ernst Zündel, che è stato condannato a cinque anni di prigione per aver “negato l’Olocausto”, una cosa considerata sovversiva in Germania.

Dite pure che sono un folle, ma le idee e i pensieri dovrebbero essere messi alla prova in un dibattito pubblico, non criminalizzati. L’Olocausto è uno degli eventi più documentati della storia, così c’è un motivo per cui Zündel è emarginato. La libertà non vale nulla se non protegge le persone più vulnerabili e denigrate.

Per quanto mi riguarda, butterò via le mie uova Kinder Sorpresa e chiederò all’Ambasciata Tedesca di fermare la persecuzione delle famiglie tedesche.

Versione originale:

Joseph Quesnel
Fonte: http://www.winnipegsun.com
Link
03.03.2007

Versione italiana:

Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com/
Link: http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/12/non-cos-liberi-in-germania.html
18.12.2007

Traduzione a cura di ANDREA CARANCINI

5 Comments
  1. schatten says

    Sono allibita dall’articolo del sig. Quesnel. Non solo la Germania, ma credo quasi tutti i paesi europei adottano giustamente il principio in base al quale l’educazione scolastica deve essere impartita dalla scuola. Fortunatamente viviamo ancora in paesi laici e non ancora del tutto sottoposti alla demenziale ingerenza degli aggressivi teofreaks, come invece negli Stati Uniti (anche se per l’Italia non mi sento cosi’ fiduciosa). Il sig. Quesnel, come pure i sig.Busekros sono peraltro liberi di indottrinare i loro figli tutti i santi giorni per molte ore al giorno, a casa. Piu’ interessante sarebbe magari argomentare e motivare le loro contrarieta’ rispetto a concetti come “evoluzionismo” o “relativismo” o a qualsiasi altro pernicioso argomento i loro figli possano aver appreso da quella satanica istituzione che si chiama “scuola”, invece di riempire le malleabili teste della loro prole con dogmi religiosi.
    Stupirsi poi che la negazione dell’olocausto sia in Germania punibile dalla legge denota veramente una enorme ignoranza rispetto alla storia (mi duole dire che moltissimi statunitensi ignorano qualsiasi cosa si sia svolta o si svolga all’esterno dei loro confini) .
    Non so a voi, ma a me il sig. Quesnel fa accapponare la pelle.

  2. NerOscuro says

    Quando un cristiano si arrabbia sono guai per tutti! Il boicottaggio economico dei Kinder Sorpresa sarà un successone, considerato che la Ferrero li produce ed è Italiana. Il resto di questo inno alla libertà di educazione in famiglia (cristiana) è fuorviante, perché la libertà all’interno di una società è ugualmente composta da diritti e da doveri. In questo caso non si parla di un diritto negato, ma di un “privilegio” che pochi in effetti si possono permettere, anzi, di un doppio privilegio: il primo è quello di sottrarre i figli alla scuola dell’obbligo (ambiente malsano, pieno di bambini e di insegnanti più o meno bravi che hanno le proprie idee) e il secondo è quello di impartire un’educazione cristiana (la migliore sul mercato in quanto a saperi). Se però si consente questo genere di micro secessione dalla società come prova di libertà, allora ci si ritrova con una scuola pubblica ancor peggiore, con le più svariate declinazioni del sapere a seconda dei gusti personali dei genitori e impossibilità totale di avere una società con una base comune. Non so se i mezzi usati dai servizi sociali Tedeschi per fermare queste persone siano “buoni” quanto quelli italiani, fatto sta che li approvo, se non nei termini pratici, almeno nel principio.

  3. psy says

    Questo scritto di Quesnel è delirante, e mi stupisco di civum libertas che lo pubblica, visto che di solito pubblica cose interessanti.

    1°- Fra le tante cose, la cosa grave sarebbe per la libertà sarebbe sta cacata dell’insegnamento ai figli?? Non le guerre USraeliane? Non guantanamo? Non l’annullamento dell’habeas corpus in America? No, lìinsegnamento privato ai figli. Bene…

    2°- Mi risulta che la Kinder sia una branchia della Ferrero. Quindi italiana, non tedesca.

    3°- Sull’arresto di Zundel, Quesneg ha poco da fare la predica visto che se è stato arrestato e detenuto in Germania, la colpa ricade anche sul Canada, da dove mi sembra che scriva.

    Da wikipedia:
    “Nel 2003 Zündel fu stato arrestato dalle autorità statunitensi con l’accusa di violazione delle norme d’immigrazioni (lui sostiene si sia trattata d’un semplice pretesto) ed espulso dal paese; nel frattempo la Germania (paese di cui è nativo e cittadino) aveva spiccato un mandato di cattura contro di lui per il reato di “incitamento delle masse” (Volksverhetzung), perciò Zündel richiese al Canada lo status di rifugiato. Tuttavia, benché avesse vissuto in quel paese per circa quarant’anni e ne avesse fatto richiesta per due volte, non era mai riuscito ad ottenere la cittadinanza canadese; inoltre, l’assenza prolungata degli ultimi anni gli avevano fatto perdere anche i diritti d’immigrato residente. Il 2 maggio 2003 il Ministero dell’Immigrazione canadese proclamava Ernst Zündel “una minaccia alla sicurezza nazionale”. Il 24 febbraio 2005, dopo altri due anni di contesa legale, il giudice Blais ha dato il via libera alla deportazione di Zündel in Germania, definendo l’imputato “una minaccia alla comunità internazionale delle nazioni” (“a threat to the international community of nations”)[2]. L’1 marzo 2005 Zündel è stato deportato e, una volta giunto a destinazione, immediatamente arrestato dalle autorità tedesche e rinchiuso nel carcere di Mannheim. Il processo (nel corso del quale a ben tre avvocati è stato impedito d’assumere o mantenere la difesa dell’imputato) si è chiuso il 15 febbraio 2007 con la condanna di Zündel alla massima pena, cioè cinque anni di reclusione: infatti, il tribunale tedesco ha ritenuto che la negazione dell’Olocausto corrisponda ad “incitamento all’odio razziale”. Zündel ha presentato appello contro la sentenza.”

  4. robby says

    Ehm…gli ovetti Kinder li producono in Italia, Ferrero e’ la proprietaria del marchio Kinder.
    Un boicottaggio del genere mi pare un po’…superfluo.

  5. marko says

    Ecco, stavo per smettere di mangiare salsicce, ma adesso tornerò a mangiarle, per salvare l’economia tedesca da questo minacciosissimo boicottaggio.

    Purtroppo, non puoi permetterti il lusso di lasciare i tuoi bambini nelle mani di insegnanti qualsiasi se vuoi convincerli che la Terra è piatta, che siamo tutti nipoti di Adamo ed Eva e che se ti tocchi diventi miope.

    PS povera Ferrero…

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