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NON CI CONCENTRIAMO SULLA MUTANDA

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Il Tg1 di Minzolini, dopo averci inflitto nei giorni scorsi la comica intervista in ginocchio di uno spaventato spaventapasseri a Silvio Berlusconi, l’altro ieri ci ha presentato il debordante, equilibrato, equo, non fazioso Giuliano Ferrara in un monologo di parecchi minuti sul “moralismo, il bacchettonismo, lo Stato Etico” (poteva mancare lo Stato Etico?) che è patrimonio della sinistra in generale e che si è scatenato sulle recenti vicende giudiziarie che coinvolgono l’onorevole Berlusconi. Se fossimo di destra potremmo dire, come sempre fan loro, che “mancava il contraddittorio” cosa grave in un talk-show e ancor più nel primo telegiornale della televisione di Stato.

Si sarebbe per esempio potuto obiettare a Ferrara, per quanto riguarda il moralismo sessuale, che quelli della sua parte quando viene arrestato un presunto stupratore dicono “In galera subito, e buttare via le chiavi”.Non vale per costui la presunzione di innocenza. Non vogliono nemmeno il processo. Come per Berlusconi. Con questa differenza: il premier è innocente “a prescindere”, l’altro è colpevole a priori. Comunque Ferrara ha potuto evoluire a suo comodo e ha avuto buon gioco. Perché effettivamente la sinistra è moralista, è bacchettona e su quello che impropriamente viene chiamato “il caso Ruby” si è concentrata sugli aspetti morbosi e pecorecci di quanto accadeva in casa Berlusconi. Sulla “prostituzione minorile” la cui prova è assai difficile e dubbio, nella fattispecie, lo stesso reato perché, sempre ammesso e non concesso, che il Cavaliere abbia trafficato sessualmente con Ruby, oggi una ragazza di 17 anni è minorenne solo per l’anagrafe (per cui sarebbe bene, nei reati sessuali, abbassare l’età minorile, oggi ci sono in circolazione delle autentiche “mine vaganti”) e non è che uno, prima di andarci a letto, possa chiedergli la carta di identità.

Ma il fatto è che quella che è in ballo non è affatto una “questione morale”. È una questione penale. Non riguarda fatti avvenuti nella sua privatissima e sacralissima casa (che è tale quando gli fa comodo, mentre vi si fanno incontri istituzionali che, per decenza, dovrebbero svolgersi altrove), ma un atto compiuto fuori dalle sue mura, pubblico e privato, senza che ci sia di mezzo alcuna intercettazione, ammesso dallo stesso presidente del Consiglio: la telefonata notturna alla Questura di Milano che concretizza il reato di concussione. Dice l’articolo 317 del Codice penale: “Il pubblico ufficiale che abusando della sua qualità o delle sue funzioni costringe o induce taluno a dare o a promettere, indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dodici anni”. La concussione è “in re ipsa”, cioè nella telefonata stessa del presidente del Consiglio che è in sé un’indebita pressione, anche se i poliziotti non avessero poi seguito i “desiderata” di Berlusconi, anche se sotto interrogatorio invece che una bella ragazza ci fosse stato un ragazzo o un adulto o chicchessia. È questa evidenza del reato che ha permesso alla Procura di Milano di chiedere il rito immediato. Che sia poi competenza del Tribunale di Milano o di quello “per i ministri” è un’altra questione, ma il fatto stesso che ci si riferisca al “Tribunale per i ministri”, conferma che siamo di fronte a un abuso compiuto dal presidente del Consiglio nell’esercizio delle sue funzioni.

Ma le sinistre hanno preferito concentrarsi sulla mutanda. Dando così modo a Giuliano Ferrara di apparire dalla parte della ragione, mentre ha torto marcio.

Massimo Fini
Fonte:/www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/12/cortocircuitoministeriale-il-tg1-di-minzolini/91539/
12.02.2011

Pubblicato da Davide

  • nettuno

    Massimo Fini dice che non bisogna concentrarsi nella mutanda. Facciamo però delle distinzioni: c”è mutanda e mutanda. Ci sono mutandine di alcuni tipi di donne che cadono facilmente poi ci sono le mutande dei lavoratori che restano tali quali disoccupati. Problema e capire in che modo veniamo messi in mutande ? Con le privatizzazioni, fatte dal centro Sinistra negli anni 80′ ad esempio, ad esempio diventammo più poveri, mentre qualcuno si arricchì come quel tale ing. De Benedetti che rilevò la rete telefonica modernissima delle Ferrovie dello Stato.
    per 700 miliardi di lire e a rate. De Benedetti – dopo aver pagato solo la prima rata la rigira immediatamente alla società alla tedesca Mannesman a un prezzo venti volte superiore, pari a 14.000 miliardi di lire . Una vicenda tipica italiana, dove chi grida allo scandalo come la Repubblica, dovrebbe qualche volta moderarsi. La Repubblica è un mutanda di giornale che si slaccia all’occorrenza . Ecco qua la cronaca–

    Quando nel 1982 Romano Prodi divenne presidente dell’IRI, gli venne contestato di non aver abbandonato la Nonisma. Negli anni successivi questa società di consulenza ebbe una serie di contratti con l’IRI, gestita dal professore bolognese. Per questo Prodi venne indagato, ma come potete immaginare, il tutto si risolse con un nulla di fatto: nessun conflitto di interessi. Il giudice che all’epoca si occupò del caso ebbe a dichiarare: «L’idea che le commesse siano state affidate perché a richiederle erano il presidente dell’Iri e il suo assistente alle società collegate è verosimile, ma non assume gli estremi di reato.»
    Beh, personalmente sul punto io avrei qualche dubbio, ma pure ammesso che davvero non rilevano estremi di reato, appare chiaro che la condotta – se vera – non fu certamente edificante, e dunque mi domando: perché ora ci si riempie la bocca con la parolina magina «conflitto di interessi», ma solo se riferita a Berlusconi?
    Misteri della sinistra! Che non cessa di esserlo anche davanti a un caso ancor più eclatante: quello della vendita di Infostrada. Facciamo un passo indietro, e cioè alla privatizzazione di Telecom Italia. Telecom (la vecchia SIP) era stata, prima del 1997, la società telefonica dello Stato. Un pezzo pregiato che valeva parecchio. Nel 1997 Prodi – allora Presidente del Consiglio – la privatizzò per circa 11,8 miliardi di euro. Naturalmente grande entusiasmo a sinistra: gli ex comunisti che rendono privata una società statale. Mi chiedo ancora come abbiano fatto i vari Bertinotti e Diliberto dell’epoca a inghiottire il rospo. Ma tant’è che è accaduto. Ebbene, questa vendita avrebbe dovuto decretare la fuoriuscita dello Stato dalle telecomunicazioni, senonché nel 2001, Enel – altra società statale – compra Infostrada alla «modica» cifra di 11 miliardi di euro.
    Ora, fin qui nulla di strano, direte: lo Stato azionista di Enel esce dalle telecomunicazioni, vendendo Telecom ai privati, ma rientra nel settore acquistando una società più piccola, come Infostrada. Dove sta dunque l’inghippo? Sta nel fatto che Infostrada un tempo apparteneva alle Ferrovie dello Stato: era la sua rete telefonica. Nel 1997 – Governo Prodi – la società venne venduta a Carlo De Benedetti per una cifra a dir poco irrisoria: 700 miliardi di lire e a rate. De Benedetti – dopo aver pagato solo la prima rata – rigira immediatamente la società alla tedesca Mannesman a un prezzo venti volte superiore, pari a 14.000 miliardi di lire. Un bell’affare per l’ingegnere che incassa praticamente la differenza pari a 13.300 miliardi di lire.
    Ora esclamerete: caspita, un colpo da maestro! Certo, soprattutto se si pensa che nel 2001 – e qui torniamo a punto di partenza – Mannesman rivende Infostrada a Enel – di cui è azionista lo Stato – per una cifra a dir poco stratosferica: 21.300 miliardi di lire! Orbene, se facciamo due conti capiamo che con il Governo Prodi nel 1997 Infostrada che apparteneva allo Stato (Ferrovie) viene venduta a De Benedetti, poi da De Benedetti passa a Mannesman, e da Mannesman torna allo Stato (Enel) per una cifra trenta volte superiore al prezzo di partenza! E tutto nel giro di appena quattro anni.
    C’è da rimanere impressionati sul serio. E questa – badate – è solo la punta di un iceberg che davvero fa impressione leggere e scovare su internet (risorse rare) e nei pochissimi testi che si occupano di queste e altre vicende, legate per lo più allo smembramento dell’IRI.

  • RicardoDenner

    Massimo Fini..nel suo antiberlusconismo a priori..perde credibilità..

  • Rossa_primavera

    Giustissima la distinzione che Fini rimarca tra questione morale e penale:gli avversari politici di Berlusconi si accaniscono morbosamente
    sulla prima concentrandosi sulla vita privata del premier in un gossip
    perenne,mentre la parte piu’ grave di tutta la vicenda resta quella di
    rilevanza penale e sulla quale la magistratura fara’ senza dubbio luce.
    E quello che e’ ancora piu’ grave e’ che pochi si concentrano sulla
    questione politica che e’ la piu’ importante per tutti i cittadini,cioe’ il
    fatto che questo governo finora non ha fatto nulla per far ripartire il
    motore dell’economia italiana ormai ingolfato da tempo.
    L’unica vox in deserto clamans che ricorda sempre e costantemente
    l’immobilita’ del governo e’ quella di Emma Marcegaglia anche se
    ovviamente lo fa per tirare acqua al proprio mulino.

  • Blackrose4400

    Pienamente d’accordo con te. Siamo stretti in una morsa di canaglie, da sinistra a destra. Prodi poi, un lazzarone vestito da parroco. L’unica colpa in più che ha Berlusconi è quella di essere un cretino che non sa fare le cose, nessuna esclusa, senza delinquere e senza esagerare.

    E questo alla lunga si paga.

  • martiusmarcus

    Giocando su quello che scrive Fini (Massimo) potrei intitolare: “perché sono berlusconiano (da un po’ di tempo in qua)”. Il motivo è semplice, direi geometrico: se la sinistra cerca in tutti i modi di prendere il potere, chiunque vi si opponga è mio AMICO”. Ma non è solo realpolitik. Ho una idiosincrasia ancestrale verso berlusconi e tutto ciò che rappresenta: l’americanismo, il consumismo, il televisionismo, l’arrivismo… e tutti gli altri ismi ad essi collegati. Sono un popolano, ho sempre avuto simpatie per chi si applica e si spende in nome di un ideale comunitario. Ma sono di questo tipo gente come prodi, bersani, enricoletta? Io posso spingere il mio rispetto fino alla fiom, nel campo della “sinistra”, ma mi fermo lì. Con tipi come de benedetti e scalfari sinceramente non c’è da guardarsi solo il davanti – come con berlusconi -, ma anche il didietro: insomma è gente che te lo infila proprio lì senza che tu neanche abbia il tempo di dire “ahi”. Ma la cosa che più mi fa rivoltare il sangue di queste campagne antiberlusconiane è l’uso e l’abuso di qualsiasi mezzo: intercettazioni, magistratura, gossip continui, moralismi trasversali che vanno dai vescovi fino al riarmo delle veterofemministe (tirate fuori dalla naftalina).
    E a questa gente – caro Massimo Fini – che mi dovrei associare perché scandalizzato dal reato di CONCUSSIONE (che la gente comune come me, più gliene spieghi la gravità e meno la capisce…).
    Massimo: chi va con lo zoppo impara a zoppicare. E nell’articolo che hai scritto qui:
    http://www.massimofini.it/index.php?option=com_content&view=article&id=980:perche-sono-antiberlusconiano-da-sempre&catid=31:articoli&Itemid=2
    hai veramente raggiunto il Massimo: 1- berlusconi non poteva giocare dai salesiani come centravanti perché troppo basso (e paolorossi?), 2 – ha comprato incautamente Lentini (e infatti poi costui ha avuto un incidente d’auto), 3 – berlusconi insomma non ha mai capito nulla di calcio…
    Insomma qualsiasi argomento è buono oggi per sputare sul “perdente”: e proprio perché berlusconi ce li ha tutti addosso, oggi non posso che dirmi suo “fratello”. Se domani sarà lui a vincere, torneremo i nemici di sempre. Cari allievi di Machiavelli, siamo di un’altra razza: chiamatemi pure berluscones…

  • AlbertoConti

    Ferrara è il censore massimo del moralismo, ma viene ampiamente condiviso dall’intera casta intellettuale italiana, che fa della prostituzione culturale, intellettuale, concettuale, mediatica e propagandistica il proprio “core business”, il punto di forza della propria prosperità economica e sopravvivenza sociale. Così passa continuamente la confusione, voluta, tra moralismo e morale, tra ipocrisia e valori veri, tra “laissez faire” indiscriminato e principi universali. E’ il modo dei porci, non quelli con le ali ma quelli con i miliardi (rubati), di giustificare il loro stesso sguazzamento nel trogolo, imponendolo come modello di vita, del resto perfettamente confacente all’indole italiota. Ricordo ancora l’immagine di un molto più giovane Giuliano Ferrara che mimava efficacemente quest’immagine nella rappresentazione della TV spazzatura, termine che fece subito proprio in tutti i sensi, immedesimandosi visceralmente. La verità è che sulla questione morale dopo Berlinguer il nulla.

  • ventosa

    Martius, capisco l’analisi e posso anche condividerla(anche se, al posto di Lentini, avrei messo il fatto che Silviuccio, prima di “scendere in campo”, stava espandendo il suo piccolo impero, ma aveva miliardi di esposizioni, magicamente scomparse grazie alla famigerata”Tremonti”, questo per i corti di memoria, per quelli in malafede e per i Troll), ma non comprendo la presa di posizione.
    Personalmente, fra mangiare merda di vacca o merda di cavallo, preferisco il digiuno.
    Saluti.

  • ottavino

    Caro Martius, capisco le posizioni personali. Anch’io mi ritengo uno spirito libero. Ma Berlusca in quest’occasione l’ha fatta grossa, molto grossa. Ha fatto qualcosa che va al di là del giudizio dei giudici. Ha telefonato in questura per far liberare una tizia.
    Ora, la cosa più fastidiosa della società in cui viviamo è la discriminazione.
    Soldi che vengono dati a destra e a manca, vantaggi che chi può si prende senza tante storie….è un merdaio. Berlusconi con la sua telefonata ha “discriminato” tra la tipa e tutti gli altri. Questo è imperdonabile. Sarebbe da condanna a morte in una sana rivoluzione francese.

  • ostara

    gia! è noto ma la stampa (non pretendo Repubblica) e la magistratura dov’erano?

  • backtime

    [quote](per cui sarebbe bene, nei reati sessuali, abbassare l’età minorile, oggi ci sono in circolazione delle autentiche “mine vaganti”)[/quote]

    Confermo purtroppo!!!

    quando avevo io 16/17 anni, le coetanee “qualcuna” aveva il reggiseno con seconda, oggi vedi una sedicenne e rimani confuso per un quarto d’ora per quello che ha indosso e non intendo i vestiti, ti metti le mano in tasca e ti convinci che fai bene e se puoi bevi un goccio d’acqua, bisogna pur tentare una ripresa dignitosa davanti a tanta beltà.

    A volte però diventa veramente difficile, ed assicuro che il più delle volte non è per colpa mia, ovvero sono succube della fobia che sovente coinvolge qualsiasi uomo non doupleface.

    Fe_roci non sapete che vi perdete.

    Meglio così però, meno antagonisti più probabilità, no! sbaglio forse a pensare così?

    Statimme bbene.

  • martiusmarcus

    caro ottavino, ti stimo e lo sai, e sai pure che non sono il tipo che possa stimare berlusconi. ma mi rivolta lo stomaco fare lo gnorri mentre si attua un colpetto di stato strisciante gestito da magistratura-bersani-debenedetti-femministe-quirinale. berlusconi se lo merita? berlusconi non avrebbe dovuto telefonare? diciamo che berlusconi non avrebbe dovuto semplicemente “esistere”… ma dato che c’è non mi stanno bene i sistemi che si usano per buttarlo giù. nella riunione “famosa” del gran consiglio non credo che Grandi o Devecchi o Ciano abbiano citato le donne che il duce faceva entrare nel suo studio verso le dieci, dieci e mezzo ogni santo giorno che dio regalava al mondo in quei tempi. non c’era italiano che non ne fosse al corrente. divergiamo, dunque: ovviamente, ottavino, continuerò a seguire con interesse i tuoi sempre originali e acuti interventi.

  • Longoni

    Giusta la distinzione di Fini. Però “i muttandari” non li promuoverei al rango degli avversari politici; sono delle mediocre comparse utili alla farsa bipolare. La Mercegaglia sprona per fare di più. Il governo non è esattamente immobile. Il collegato lavoro del 04/11/2010 e l’Ordinanza della Cassazione N. 2112 del 28/01/2011, che appende le sorti del diritto del lavoro in Italia su una pronuncia della Corte Costituzionale, ci danno un ben altro quadro. Ruby permettendo.

  • ottavino

    Caro Martius, lo stessa stima la provo io per te. Vorrei solo dirti che non guardo ai nemici di Berlusconi. Cosa mi interessa delle loro manovre? Niente. Io guardo a lui, e lui per me ha commesso qualcosa di imperdonabile. Ha usato la sua influenza per tirare fuori dai guai una persona. Non è importante la concussione o tutti questi contorni. E’ importante quello che provo io nel vivere nella nostra società, e io mi sento discriminato, io sento che questa nostra società (tra i milioni di difetti) è pazzescamente discriminante, alla faccia dell’egualitarismo. Ad alcuni danno la casa, ad altri danno un lavoro, ad alcuni la pensione, altri vengono elevati. Proprio con il sistema dei “diritti”, è ottenuto questo risultato!. Sei una famiglia? Ti distribuiamo tot. Sei un impresa? Ti diamo tot. Sei frocio? Prenditi tot. Sei un idiota? Ti assistiamo. Lo stato in vece che essere motore di egualitarismo, è causa di discriminazione, è la causa dell’ineguaglianza!!. Naturalmente non credo che siamo tutti eguali, ma questo spettacolo è veramente deprimente. Tanto più che gli italiani non si sono mai fatti scrupoli e ormai da decenni l’abitudine a “mungere la mucca” è lo sport nazionale.
    Ora, se vogliamo essere pedagogici nei confronti dei nostri simili italioti, io credo che ognuno dovrebbe assaggiare la frusta, cioè tutti dovrebbero capire che lo stato non è il luogo ove rivolgere le proprie richieste, a nessun titolo e per nessun motivo. Questa è educazione del popolo.
    Ma se un presidente del consiglio mi si comporta così….addio educazione… ciao.

  • Rossa_primavera

    Parole sante corredate da un ottimo riferimento storico,quello della
    famosa seduta del Gran Consiglio del fascismo che nella notte tra
    il 24 e il 25 luglio pose fine di fatto al regime.

  • Rumble_Fish

    Concordo in toto con Massimo Fini.
    Il miscuglio di questione “morale” e “penale” ha fatto perdere la bussola a tutti, riversando nel calderone dell’antiberlusconismo idee di “condotta morale” talmente retrograde da spaventare persino un cardinale.