NON CHIAMATELO POPULISTA! NIGEL FARAGE VA PRESO SUL SERIO

DI MARCELLO FOA
Il Cuore del Mondo

Sarà perché sono cresciuto alla scuola di Indro Montanelli, ma a me quelli che parlano chiaro e hanno il coraggio di esporsi in persona piacciono; li ammiro anche quando non sono del tutto d’accordo con loro o lo sono solo in parte. Nigel Farage, il leader del Independence party (Ukip) che ha appena vinto alle elezioni britanniche, appartiene a questa stirpe. Lo seguo da tempo ammirandone l’eloquio, straordinario, e l’audacia dei suoi interventi all’Europarlamento contro le lobby e la nomenklatura che domina l’Europa. Ogni volta che l’ho ascoltato, ho pensato: questo ha una marcia in più.

Non mi sono però meravigliato nel vedere come i grandi media nazionali hanno dato la notizia del suo trionfo alle elezioni britanniche. Quasi nessuno l’ha data in prima pagina, ma solo all’interno con titoli nei quali è apparsa subito la parola magica: “populista”. L’aggettivo che da un paio di decenni serve a marchiare chiunque esca dall’ortodossia di destra o di sinistra. E’ un riflesso condizionato che ha un certa efficacia, in quanto riduce il pericolo di un contagio e di un effetto emulativo negli altri Paesi.

Ma Nigel Farage non è un populista. Non lo è nell’aspetto, inappuntabile, rassicurante, da uomo d’affari quale è stato in passato; non lo è nelle argomentazioni sempre puntuali, motivate, competenti e non lo è neppure nelle origini politiche considerato che si richiama e legittimamente può proporsi come l’erede della Thatcher. Con idee forti e non sempre condivisibli, ma sempre motivate.

Non è un Beppe Grillo inglese: è molto più solido, strutturato, preciso nella visione politica (vedi al riguardo la lucida analisi di Stefano Magni)

Claudio Messora, autore del blog Byoblu, lo aveva intervistato un anno fa. (vedi video qui sotto)

Ecco alcuni passaggi chiave:

La mia visione dell’evoluzione della societá umana é che se vogliamo avere scuole, ospedali e stato sociale, per avere tutte queste cose devi creare profitto! Perché é grazie al profitto che la gente paga le tasse. E ció che abbiamo adesso in questa unione europea é qualcosa che si definisce libero mercato ma che in realtá è totalmente controllato dagli stati, completamente nelle mani di grandi banche e multinazionali, che sta bloccando la genuina libera impresa e le piccole, medie imprese dal nascere e svilupparsi, e stiamo assistendo alla bassa crescita, a un disastroso indebitamento, un vero brutto affare per coloro per i quali, io credo, queste cose sono state pensate e realizzate: la parte debole della societá. Dobbiamo fare soldi, realizzare profitti, dobbiamo competere con il Brasile, con l’India, con la Cina e con tutto il mondo intero in via di sviluppo. Ma tutto ció che stiamo facendo é avvolgerci in un mantello che dice: “Oh, si puó lavorare meno, si deve guadagnare di piú,” “si puó andare in pensione prima.” Non funziona. Non paga. Una volta pensato attentamente a tutto questo, il mercato é ció che dà profitto, il profitto ci dá le tasse, le tasse ci danno il buono stato sociale in ogni stato libero.

E ancora:

Il mio partito non é anti-europeo affatto. Vogliamo un’Europa con cui fare affari, collaborare, saremo perfino ottimi vicini di casa. Personalmente ho un grande affetto per l’Italia e gli Italiani, e per 7 anni, quando facevo un lavoro diverso quando ero nel business, ho avuto un’agenzia a Milano ed ho speso un sacco di tempo a girare l’Italia, in affari con aziende italiane. E, come ho detto in precedenza, noi non siamo meglio, non siamo peggio, siamo certamente, peró, molto differenti da voi. Rimaniamo con le nostre proprie forme di governo, monete, lingue, culture. Saremo uniti, faremo affari, saremo amici e buoni vicini e ci siederemo attorno a un buon piatto di spaghetti con il vostro delizioso vino, e saremo amici. Ma non dovremmo essere forzati insieme nella stessa unione politica, e il mio partito continuerá a portare avanti questa politica, per un Regno Unito libero, indipendente e democratico, non governato da Herman Van Rompuy, Barroso o altri orribili insignificanti burocrati che adesso stanno comandando le vite di 500 milioni di persone, nei fusi orari europei.

Vi chiedo: queste sono parole di un pericoloso estremista o di un intellettuale coraggioso, di un liberale moderato, di un vero democratico?

Merita davvero di essere liquidato come “populista”? O forse sono le sue idee, così semplici eppure rivoluzionare, a far paura? E’ così scandaloso informarsi, riflettere, discutere?

Non su questo blog, che apre il dibattito su Farage. E che di Farage tornerà ad occuparsi, statene certi.

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it/
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2013/05/05/non-chiamatelo-populista-nigel-farage-va-preso-sul-serio/
6.5.2013

36 Commenti
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nigel
nigel
6 Maggio 2013 9:54

Farege colpisce non per la profondità di ciò che dice, ma semplicemente perchè “..nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”

Tonguessy
Tonguessy
6 Maggio 2013 10:08

dobbiamo competere con il Brasile, con l’India, con la Cina e con tutto il mondo intero in via di sviluppo. Ma tutto ció che stiamo facendo é avvolgerci in un mantello che dice: “Oh, si puó lavorare meno, si deve guadagnare di piú,” “si puó andare in pensione prima.” Non funziona. Non paga. Eccolo qua….L’idea che una classe di lavoratori con oltre mezzo secolo di battaglie sindacali possa competere con altri lavoratori senza diritti e sfruttati è un classico del pensiero neoliberista. La competizione può esistere se e solo se ci sono dei sistemi di protezione, come i dazi e le dogane. Tolti questi gli “ottimi vicini di casa” si rivelano dei cavalli di troia capaci di scardinare il nostro welfare. Si lavora il doppio alla metà dei soldi per stare in competizione. Che non riesce comunque, quindi si delocalizza, ed ecco la disoccupazione. Non si va più in pensione perchè buona parte dei soldi versati servono a mantenere i disoccupati, frutto di erronee politiche aziendali e tragiche politiche europeiste, con abolizione di frontiere e dazi. Capitali, know how e intelligenze fuggono all’estero, qui restano solo sottoccupati e disoccupati: cosa si inventa questo signore? Che si lavora fino a crepare… Leggi tutto »

segretius
segretius
6 Maggio 2013 10:23

Thatcher, profitto……. Meglio il populismo. Attenti a non farsi ingannare.

Giovanni_D
Giovanni_D
6 Maggio 2013 10:36

Vorrei solo ricordare che “populista” non è assolutamente un termine dispregiativo. Infatti come ha ricordato recentemente Dario Fo, populista significa : del popolo e per il popolo. Per cui sia Nigel Farage che Beppe Grillo che sono stati tacciati di populismo ne dovrebbero andare fieri a dispetto di chi crede in tal modo di discreditarli.

nigel
nigel
6 Maggio 2013 10:41

I connotati neoliberisti di Farage li ho appresi dall’intervista di Messora, negli interventi al Parlamento europeo si evincono semplicemente il rifiuto dell’eurolager e un sincero spirito democratico. Resta l’osservazione da te sollevata, che merita seria riflessione. Idee più chiare al riguardo le ha Marine Le Pen: http://www.youtube.com/watch?v=8FFAvTFDS3g

Georgejefferson
Utente CDC
6 Maggio 2013 11:36

“La mia visione dell’evoluzione della societá umana é che se vogliamo avere scuole, ospedali e stato sociale, per avere tutte queste cose devi creare profitto!” Detto anche reddito,potere d’aquisto,utile.In largha misura esiste gia,ben nascosto dagli ULTRA ricchi che si sono appropriati della vita di milioni di persone con l’inganno e la truffa della monopolizzazione di interi settori dopo lo sfruttamento sistematico di masse di persone schiavizzate consolidando interessi secolari e che non dividono l’utile con nessun tipo di Stato sociale,se non le briciole “Perché é grazie al profitto che la gente paga le tasse.” La gente quanti?Se tutti allora il cosidetto profitto va REdistribuito in modo piu equo.Altrimenti se solo il Mercato libero deve decidere azzeriamo tutti i patrimoni e partiamo ad armi pari,senza illuderci che ci sia giustizia in una competizione NON AD ARMI PARI ma di giganti ladri contro poveracci “E ció che abbiamo adesso in questa unione europea é qualcosa che si definisce libero mercato ma che in realtá è totalmente controllato dagli stati, completamente nelle mani di grandi banche e multinazionali” Contraddizione in termini,o e’ controllato totalmente dagli stati…o da banche e multinazionali.A meno che vogliamo vedere lo Stato come uguale a banche e multinazionali…siccome io… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
6 Maggio 2013 12:33

Sono tutte cure Faraginose, che non vogliono minimamente ammettere che un mondo legato al solo principio del profitto non è possibile, se non in termini di fortissime disuguaglianze.

Per giustificare questa ideologia si sono inventati il mito della crescita infinita, altrimenti, infatti, non potresti coniugare profitto totale e “benessere” diffuso, è una semplice operazione di logica.

Nessuno di questi, che ci propongono le proprie ricette economiche, mette mai al centro di esse il problema delle risorse mondiali, che non sono soggette alla logica delle nostre ideologie e sono tutt’altro che infinite.

Comincio ad essere stanco di dover scegliere tra la padella e la brace.

Concordo, comunque, che un modo per limitare le disuguaglianze sia quello di costringere i massimi accumulatori di ricchezza a ridurre drasticamente il surplus per essere reinvestito, sottraendolo al loro diretto controllo e senza pretesa di rientro per essi.

Geo

geopardy
geopardy
6 Maggio 2013 12:35

L’eventuale rientro, attraverso l’acquisto di merci, dovrà essere, semmai, un atto di volontà del cittadino e non imosto dall’alto.

Geo

geopardy
geopardy
6 Maggio 2013 12:37

Anche una parzialissima verità come in questo caso.

vic
vic
6 Maggio 2013 12:48

Farage dice quel che molti europarlamentari dovrebbero dire forte e chiaro: non vogliamo essere sudditi di gente come Van Rompuy! Su questo mi pare che moltissimi siano d’accordo. Sul resto, be’, lui fa parte di un ex impero che oggi soffre per non esserlo piu’. Ogni tanto rimette i ghingheri imperiali, per esempio con la Tatcher, e s’impegola in una guerra all’altro capo del mondo. Ma lo fa esattamente come lo fanno gli USA, scegliendosi un nemico minuscolo, lontanissimo da casa. Una delle verita’ perche’ l’occidente e’ in crisi e’ piuttosto semplice: la vecchia era coloniale ha cambiato fattezze, ci sono nuovi coloni in campo, i vecchi coloni s’arrabattano e devono inventarsi nuove modalita’. Il discorso sulla necessita’ di essere competitivi nel mercato globale ha i suoi retroscena nascosti. Puo’ essere condivisio se con questo si intende promuovere l’innovazione, stimolare le proprie aziende a non dormire sugli allori. Non sta affatto in piedi se la competizione riguarda il costo del lavoro. E’ come nella boxe: la competizione ha senso se ci sono regole condivise e se gli antagonisti sono della stessa stazza, suppergiu’. E se ci sono arbitri che decretano chi viola le regole. Il discorso sulla competitivita’ nasconde un… Leggi tutto »

Georgejefferson
Utente CDC
6 Maggio 2013 13:01

Ragionevole,se ne puo parlare…leggi questo pero se ti va: DA JOHN KLEEVES,estratto Cosa si intende per Capitalismo? Un’economia di libero mercato, il quale lasciato a sé stesso e senza interventi statali permette la creazione di grandi ricchezze concentrate. Si intende questo, eppure se ci pensiamo vediamo che con un mercato veramente libero non potrebbero affatto crearsi grandi ricchezze concentrate: con un mercato veramente libero non potrebbe esserci il Capitalismo! Il fatto è che le grandi ricchezze concentrate, diciamo le grandi aziende, per nascere e mantenersi hanno bisogno sempre di opere pubbliche, di opere della collettività. Immaginiamo ogni grande azienda, di qualunque settore, ai suoi albori. L’industria dell’auto per esempio. Dopo l’invenzione del semovente in vari Paesi degli imprenditori pensarono alla produzione di massa. Hanno venduto bene le prime serie, ma poi avrebbero dovuto fermarsi: era necessaria una rete stradale adatta. Ma in un mercato libero lo Stato non ti fa le strade perché devi vendere le tue auto ma ti dice: se le vuoi compra i terreni e asfalta, caro il mio imprenditore privato, e rispetta i diritti dei confinanti, che sono liberi cittadini in un libero mercato. Avrei voluto vedere come avrebbero potuto svilupparsi i colossi del settore, come… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
6 Maggio 2013 14:50

Mi pare un po’ confuso questo Kleeves. Per dire poco.
Che significa le quote le ho io Stato perchè io “ti permetto” di fare l’industria automobilistica?
E fattela.
Chi impedisce allo Stato di fare un’industria automobilistica di Stato, coi soldi delle tasse?
O le apatatine fritte?
E cosa c’entra Adam Smith. E cosa c’entra il liberismo. Come se il lberismo fosse sospeso in cielo e non prevedesse invece proprio lui uno Stato e con delle regole precise. La solita confusione tra liberismo e quel che ne hanno fatto. Pure confusione tra Stato e quel che ne hanno fatto, cioè le lobby di Stato, non lo Stato.

ottavino
ottavino
6 Maggio 2013 15:17

Proprio bravo ‘sto Farage. Bravo perchè chiaro. “Se vuoi avere ospedali devi fare profitto, dal quale prelevare con le tasse”. Bene. Questo ci serve per capire cosa non dobbiamo fare. Non dobbiamo fare profitto (nel senso, accanircisi), non dobbiamo fare ospedali, non dobbiamo fare scuole. E’ semplice.

Georgejefferson
Utente CDC
6 Maggio 2013 15:51

come “non argomentare”anzi no..le patatine dello stato,infatti

cavalea
cavalea
6 Maggio 2013 15:53

Le risposte nell’intervista mi sorprendono non poco. Insomma alla fine ritroviamo sempre gli stessi propositi della finanza usuraia e del turbocapitalismo, anche se cucinati in salsa diversa, giusto per attirare degli incauti golosi.
Mi spiace, vedevo quest’uomo come una valida alternativa al disastro combinato dalla UE e BCE, nei loro fallimentari interventi nelle politiche economiche dei paesi membri.

mincuo
mincuo
6 Maggio 2013 16:35

Mi sembrava pure abbastanza dire un pensierino su industria automobilistica. Che poi varrebbe pure per la bottega di meccanico, stando a questo genio, visto che il meccanico ripara auto che appunto gli sono state “permesse” dallo Stato e perciò lo Stato, vista la logica, dovrebbe avere le quote pure del meccanico.
Ma una cosa hai ragione Jefferson ed è che non vale la pena proprio. Chissà cosa ci sia da argomentare poi su un livello simile, con uno che non ha la minima idea di gettito, risorse finanziarie, utilità, capitale di rischio di terzi e liberazione di risorse pubbliche, Dio solo lo sa.

braveheart
braveheart
6 Maggio 2013 17:03

@ mincuo. Mi pare abbastanza chiaro kleeves. Liberisti/liberali alla Smith , ma anche altri, propugnano l’evanescenza dello stato, e kleeves, attraverso paradossi e estremizzazioni mette a nudo la pochezza dei loro argomenti. Cioè, poche regole e precise ; detto così sembra bello e giusto, poi vai a vedere la realtà , e ti chiedi : poche quanto ? In che ambiti di più e in quali di meno ? Per non parlare dei vari Bruno Leoni o degli austriaci, magari pensando addirittura ad un moneta emessa dai privati. Insomma, che si debba notevolmente sforbiciare le “mansioni” di uno stato, lo ritengo doveroso, ma come al solito c’è chi vorrebbe buttare il bambino con l’acqua sporca. Ricordo un confronto in un altro forum, co STI liberisti, in cui, discutendo con uno che ha seminato a Pordenone il mais ogm, poi bloccato da Zaia, mi dava dell’oscurantista statalista antiliberale, solo perché mi appellavo al principio di prudenza scientifica nel caso degli ogm. Ma lui si appellava al fatto che in molti paesi sono permessi e quindi lui ne ha il diritto, e che non essendoci evidenze scientifiche, riconosciute dall’Europa o dall’Italia, lui ha il diritto di seminare. Cioè, la volontà di una… Leggi tutto »

Fedeledellacroce
Fedeledellacroce
6 Maggio 2013 17:14

Dio non esiste e di conseguenza non sa un bel niente.
Il buon senso non é esclusiva degli economisti.
John Kleeves, pseudonimo usato da Stefano Anelli, ha scritto libri interessanti rivelando veritá scomode.
Ha fatto una brutta fine.

Georgejefferson
Utente CDC
6 Maggio 2013 17:37

cosa deve il parassita renditiero capitalista alla comunita?Nulla,infatti tutto da solo si e’ fatto.E che centra la comunita?Al massimo la riconoscero quando arriveranno le spranghe..intanto me la godo “perche merito”,giusto le patatine e entrate/uscite

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
6 Maggio 2013 18:20

carisma, energia, lucidità e intelligenza molto fuori dal comune. sarà un personaggio chiave se il mondo riuscirà a prenderere la strada dei popoli e non dei burocrati.

Merio
Merio
6 Maggio 2013 18:59

Anche io personalmente faccio fatico a trovare basi scientifiche solide su cui basare la mia opinione anti-OGM(non ho tempo per fare ricerche approfondite)… però vedo la storia della Monsanto… non è che mi fidi molto… anzi non mi fido proprio per niente…

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
6 Maggio 2013 19:17

peccato quando si parla di Farage vedere introdurre discussioni sterili sul liberismo contro non-liberismo, mentre qui la dicotomia a cui siamo di fronte è DEMOCRAZIA contro non-democrazia. Forse bisognerebbe capire che bisogna prima avere la democrazia e non l’oligarchia, e poi una volta ottenuta, IN UNA FASE SUCCESSIVA, tramite il voto, si decidono le politiche sociali più gradite e attuali. E’ inutile buttare il sugo sulla pasta cruda, non si fa una figura intelligente (è quasi ora di cena, mi è venuta questa metafora). End of Conversation.

FreeDo
FreeDo
6 Maggio 2013 19:38

Farage e’ abbastanza lontano da noi, ci riguarda poco. Invece e’ da Marcello Foa che dobbiamo guardarci: strisciando, si insinua, cercando di inoculare il batterio neoliberista facendosi scudo di Claudio Messora. No, quelle dell’intervista non sono “parole di un pericoloso estremista”, ma di un degno successore della Thatcher. Appunto.

bardo
bardo
6 Maggio 2013 21:40

Nulla di che ‘sto Farage. Fa parte del giochino. E ci siamo rotti di ‘sto giochino, signor presidente e cari colleghi… Oramai c’è una popolazione di esseri umani, qua in giro, che non si fa più prendere in giro, da nessuno. I giornalai poi…. Io prendo sul serio solo me stesso, chiaro?

No_Fear87
No_Fear87
6 Maggio 2013 22:26

mah…se ultimamente mi erano nati dei dubbi ora ho le conferme.
Farage sta scadendo sempre di più dopo l’attentato dell’aereo nel 2010 (o era 2011 boh?) molto probabilmente ha preso paura,

E’ dal 2008 che lo sento, e non ha mai fatto nulla…

consulfin
consulfin
6 Maggio 2013 22:57

premesso che, come dice anche Giovanni prima di me “populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodničestvo]. – 1. Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20°; si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popolo e con una diretta azione rivoluzionaria (culminata nel 1881 con l’uccisione dello zar Alessandro II), un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, spec. dei contadini e dei servi della gleba, e la realizzazione di una specie di socialismo rurale basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale. 2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all’Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi… Leggi tutto »

mincuo
mincuo
6 Maggio 2013 23:07

Lo Stato siamo noi. E se non siamo noi allora si parla di un’altra cosa, una lobby di Stato. Lo stesso vale per il liberismo, e la sua truffa odierna. Il liberismo non esiste se non dentro regole precise. Che le fa lo Stato, che siamo noi, e se non siamo noi non è lo Stato, ma una lobby di Stato. Che può essere, anzi è, in combutta benissimo con una lobby privata. E’ tutto lì. Per l’indottrinato liberista fasullo lo Stato è un alieno parassita, per l’indottrinato statalista lo Stato è una specie di papà estraneo, non siamo noi, e l’alieno profittatore cattivo è il privato. Questo è il livello, inculcato come si voleva e questo livello fa sì che tu sia pro o contro, come si voleva, in modo che sempre a stessa minestra tu abbia, in qualunque caso. Amen.

Giovina
Giovina
6 Maggio 2013 23:55

Noi gia’ andiamo “dopo” in pensione e non “prima”. Si lavora fino a settanta anni. Se non si riferisce a questo allora forse vuole innalzare a 80……e chi ci arriva. Io sono cosi’ stanca che manco lo posso applaudire ‘sto simpaticone………..

Ve lo ricordate il Gabbiano Livingston? Non voleva vivere solo per mangiare.
Siamo arrivati al punto che ci sembra retorica la filosofia di Jonathan…..che ci vergogniamo di dire che bisogna lavorare di meno, semplicemente perche’ si lavora troppo, mentre da altra parte non si lavora per nulla.

Siamo arrivati al punto che addirittura vorremmo obbligare con delle leggi il lavorare stesso…

Farage difende l’astrazione nazione, ossia la sua sovranita’ o diritto di autodeterminazione perche’ si dimentica degli uomini che compongono proprio quella nazione che idealizza.

Lui sta sulle nuvole, nella terra e nel fango stanno invece i nostri piedi.
geopardy
geopardy
6 Maggio 2013 23:57

Ribadisco una mia convinzione, niente di buono uscirà da questo sistema , i suoi aggiustamenti , come ha ben osservato Tonguessy, non funzionano e non funzioneranno.

Millenni di lotte per tornare alle Piramidi, questo e solo questo può uscire dalla testa malata di un anglosassone di oggi, in barba a tutti i progressi del passato.

Gente che vive di scommesse, ma sono gli altri a pagare quelle perse e loro a prendere i proventi di quelle riuscite.

Mi facciano il piacere di tornare ai cavalieri della Tavola Rotonda, erano più simpatici a quel tempo.

Ragionano come fossero soli al mondo, come gli israeliani e come gli statunitensi (lo stesso ceppo ideologico li accomuna), si comportano da alieni e sono alienati.
Un sistema che è all’opposto delle leggi dell’ecosistema non può durare in eterno su questo pianeta, tant’è che, con i loro compari di oltre oceano, pensano a trasferirsi nello spazio.

Ci vadano pure, nessuno li piangerà.

Geo

Cornelia
Cornelia
7 Maggio 2013 0:07

A me uno che mette nella stessa frase le perole “ospedale” e “profitto”, già nun me piace.

braveheart
braveheart
7 Maggio 2013 0:11

Giusto mincuo.
Quindi la verità sta nell’equilibrio fra queste visioni.
Noi dobbiamo essere lo stato, con gli strumenti per esercitare il controllo diretto.
Punto.

eresiarca
eresiarca
7 Maggio 2013 9:29

Infatti, Foa è più insidioso di altri, perché inserisce cose condivisibili su uno sfondo in cui nessun caposaldo della visione liberista è messo in discussione.

Jor-el
Jor-el
7 Maggio 2013 12:36

Un altro genio che vuole “competere” con la Cina. E magari con l’India, il Bangladesh, il Vietnam…

siciliano
siciliano
7 Maggio 2013 17:28

Speriamo che sia sincero, e non un’altra mossa subcutanea del sistema

mincuo
mincuo
7 Maggio 2013 23:38

Dio non esiste è una proposizione indecidibile signor Fedeledellacroce. E la sua esistenza però ha un’argomentazione logica inattaccabile, se è per quello.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
8 Maggio 2013 3:21

Farage ha un lato positivo deflagrante. Chi altro sa e ha l’abilità e il coraggio di andare a dire, efficacemente, in faccia alla UE la verità sull’euro e sull’unione europea? Quindi usiamo le cose positive delle persone, Farage ha ormai fama internazionale su queste cose, quindi non buttiamo tutto nel cesso per favore. Le politiche economiche vengono DOPO LA DEMOCRAZIA.