NOI PECORE

DI PAX

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Se Paolo Barnard propone che ciascuno di noi si metta a studiare economia come soluzione per uscire dalla crisi attuale, allora credo sia altrettanto valido proporre a tutti un’ utopia che credo sia gia’ nel pensiero di molti. E’ da poco che leggo gli articoli e qualche libro di Paolo Barnard e davvero lo ammiro per il suo coraggio, le sue analisi e verita’. Non concordo pero’ su alcuni punti che ritengo fondamentali.

1) Il suo quasi disprezzo per noi tutti, massa di pecore, esseri inerti resi cosi passive e indolenti a qualsiasi responsabilità forse grazie ai media e al sistema che ci ha sclerotizzato il cervello, anche se capisco la sua esasperazione verso noi grande pubblico che va ogni tanto in piazza a protestare.

2) Vedo che di volta in volta Barnard si scaglia contro Grillo, Saviano, Giulietto Chiesa per citare solo alcune figure di punta, dirò più avanti cosa ne penso.

3) La sua proposta e’ quella che noi tutti ci mettiamo a studiare per capire l’economia, la finanza, nominare un gruppo di migliori per poi cambiare le cose che ora vanno storte. Dirò più avanti cosa ne penso. Credo che anche Barnard nonostante la sua abilità e il suo grande e indiscutibile impegno morale dovrebbe capire alcuni punti fondamentali. Noi massa di pecore confuse e sclerotizzate non potremmo mai metterci tutti a studiare specialmente economia e finanza per poi cambiare il sistema. E’ pura utopia che non cambierebbe la realtà. E’ come invitare ognuno di noi a farsi eremita e cambiare se stesso solo così il mondo poi si salverà. Questo va bene teoricamente, in pratica non avrà nessun sbocco. Anche lo facessimo non e’ cosi che si fermerà ciò che sta già avvenendo. Barnard dovrebbe amare noi pecore invece di disprezzarci.

Non siamo noi il nemico; dovrebbe capire perché siamo così, non disprezzarci e diventare lui il profeta che dal deserto ha l’illuminazione della verità e il disprezzo per noi che non riusciamo a stargli dietro. Da che mondo e’ mondo, le masse sono sempre state composte da individui diversi, non certo illuminati, ci sono stati però periodi della storia in cui la maggior parte degli individui ha avuto di più di altre generazioni una consapevolezza sociale e ideali morali per cambiare la realtà. Mi riferisco per esempio alle proteste negli USA contro la Guerra del Viet-Nam e il Civil Rights Movement solo per citarne alcuni. (Mi piacerebbe citare altri nostri esempi come anche la nostra “Resistenza” ma di questi tempi, qualsiasi riferimento ai fatti della nostra storia, di cui si potrebbe invece andare fieri e a riconoscerci in una identità nazionale, credo sia inutile farli, perché questi esempi contribuirebbero invece a creare solo diverbi e differenze.)

Se Barnard vuole cambiare le cose deve lavorare con quello che ha a disposizione cioè noi le masse, le pecore. Potremmo però essere svegliati dal nostro torpore perché molti di noi vogliono avere per sé e per i propri figli un futuro migliore, dove tutti possano avere di fatto dignità e stabilità. La realtà e’ che ogni giorno si va in peggio, sia economicamente, sia con lo scempio delle risorse dell’ambiente. Le masse sanno anche compattarsi e cambiare la storia; e questo fa paura a chi vuole invece imporre sistemi di governo con stati canaglia. I problemi sociali si cambiano con la società, non con uno o due individui per quanto abili e disposti al martirio, morto Spartaco tutto ritorna come prima. Si può cambiare la realtà sociale quando c’e’ una larga base che non accetta più quello che viene imposto dall’alto. Ma questa coscienza va creata, nutrita con tante forme diverse di comunicazione alternativa, non bastano di certo degli articoli o dei dibattiti mediatici circoscritti al mondo dell’internet.

La storia ci insegna che a rimanere nelle cittadelle circoscritte delle elites ci si slega dalla realtà e non si può trascinare il popolo delle pecore a seguire vie che non aveva capito. Si rischia di far la fine dei carbonari elitari, dei fratelli Bandiera del nostro Risorgimento che quando sbarcavano al Sud venivano ammazzati proprio dalle zappe e i forconi dei braccianti che loro volevano liberare e non dalle truppe borboniche. Mi va benissimo vedere che Paolo Barnard abbia opinioni diverse e segnali agli altri, Grillo, Chiesa, Saviano, etc. dove i loro pensieri fanno lacune, ma bisogna stare attenti a non diventare bizantini e disquisire come fumosi accademici sul sesso degli angeli proponendo di “ studiare” per cambiare il mondo” , quando invece abbiamo i barbari che già ci stanno schiavizzando ogni giorno, sempre di più.

Credo che Barnard, Chiesa, Grillo ed altri dovrebbero mettersi assieme, non a fare ciascuno per conto suo il profeta e il signore della guerra mediatica, a volte il loro mi sembra un narcisismo bello e buono. Ciascuno se ne sta li a criticare gli altri con la sua banda di seguaci. Perché non si comincia a dimostrare che si può fare qualcosa mettendo in comune le analisi, le risorse mediatiche e creare nuove strategie per cambiare alla radice quello che non va, cioè questo capitalismo tossico e mettere da parte le differenze che allontanano dall’obiettivo (che e’ quello di fermare ciò che sta succedendo) invece di finire con lo spaccare il consenso generale di noi pecore con continue disquisizioni. Si potrebbe cominciare con il mandare lo stesso messaggio a noi “pecore” per dire “NO” alla privatizzazione che ci ruba quello che appartiene a tutti noi. Cominciare a fermare il mantra mediatico di chi vuole continuare con la “Deregulation” a chi ci impone di pagare il debito che loro ci hanno imposto e hanno creato. Perché lo Stato siamo tutti noi, il “Bene Pubblico” va difeso e non usurpato.

Nazionalizziamo ciò che ci e’ stato rubato e dato ai privati che invece di re-investire il bene del profitto, lo portano altrove. Non e’ vero che tutti sono disonesti e rubano a man bassa e non hanno voglia di lavorare o cambiare la società. Non e’ vero che se una cosa e’ statale e’ destinata a fallire. Forse e’ stato così in passato perché si sono create volutamente delle frange parassite che poi votavano per chi le proteggeva -sinistra inclusa. La grande maggior parte di noi pecore vuole cambiare ed e’ disposta a farlo. Credo che Barnard dovrebbe sentirsi meno isolato e sapere che non occorre studiare economia per farlo, del resto per fare capire a noi masse di pecore l’economia e la finanza, basta tradurre quello che c’e’ già in giro, per esempio Richard Wolff dagli USA che chiaramente critica l’attuale sistema dell’ economia USA, dimostrando i danni prodotti dal capitalismo tossico esistente da anni in quella società. Wolff propone delle soluzioni, non si scaglia contro le masse, non si isola, porta la sua parola a tanti; e’ andato anche in Grecia per capirne a fondo la realtà e anche lui fa contro-informazione che e’ fondamentale per combattere il mantra del dovere mettersi tutti a tirar la cinghia tacendo che e’ il mantra che ogni giorno ci viene vomitato addosso dai media. Non e’ vero che i governi se ne infischiano di quello che succede nelle piazze, al contrario lo temono. Basta leggere il bellissimo libro il Golpe Inglese di Mario Cereghino e Giovanni Fassanella edizione Chiare Lettere, per capire come i servizi segreti stranieri e nostrani, che cercavano di destabilizzare l’Italia negli anni ’70, temessero le masse allora compattate non solo dal PCI, ma anche da altri partiti. Anche Tony Blair di fronte alle grandi masse prima dell’ ultima guerra in Iraq ha vacillato, non e’ stato fermato dalle masse perché nel Regno Unito le proteste e gli scioperi sono per legge molto controllati, fatta una protesta tutti a casa. E’ un modo molto politically correct per darti la possibilità di aver detto la tua, ma guai a continuare. Ma in quanti siamo a chiederci “Chissà perché la possibilità di protestare e fare sciopero venga così controllata’”????

Infatti nella grande democrazia del Regno Unito, che tanto si vanta della Magna Carta, della lotta al Nazi-Fascismo e della sua democrazia avanzata, ogni giorno si toglie sempre più potere ai lavoratori, ai sindacati che sono stati comperati dal sistema e resi impotenti, si e’ tolto potere alle organizzazioni che proteggono i minimi diritti sociali acquisiti con tanti anni di fatiche. Anche da noi i sindacati della sinistra guardano con benevolenza al Regno Unito. Bisognerebbe invece esporre le nefandezze, la povertà e le condizioni del lavoro esistenti, che davvero sono vergognose in questo paese della democrazia cosi avanzata, e in realtà imbavagliata, basta pensare alle lunghe ore imposte a ciascuno dipendente di qualsiasi settore, già dal 1979 i tempi della Thacher e fautrice della “Deregulation’, basta pensare alle pensioni, al basso tenore di vita dei cittadini di questo Regno Unito della grande libertà. Bisognerebbe esporre questa realtà fatta di povertà, di condizioni sociali disperanti e ghettizzate, di un paese dove i ricchi diventano sfrontatamente più ricchi e i poveri sempre più abbandonati alle loro miserie e accusati di volerlo essere, bisognerebbe denunciare tutto questo con coraggio e non farsi abbindolare dalle olimpiadi, dal giubileo della regina e dalle biciclette a Londra di Boris Johnson. Questo Regno Britannico che si vuole sempre mettere all’avanguardia delle altre nazioni pontificando i grandi valori civili di democrazia e libertà, in realtà calpestandoli per primo, visto che e’ responsabile di moltissimi crimini contro l’umanità, con le continue guerre e destabilizzazioni di altri paesi e la responsabilità di creare malesseri sociali non solo nella propria nazione, ma anche in molte altre cominciando da quelle europee, imponendo il capitalismo tossico, spaccando e controllando l’Europa.

Ritornando al nostro malandato “Paese”, mi piacerebbe ci fossero di più congressi nazionali cominciando con uno che durasse una settimana, tipo un Woodstock della politica, non tanto per la forma, ma bensì per l’occasione di coinvolgere tante voci. Questa volta non dovrebbero essere voci canore anche se si potrebbe invitare Celentano, visto che da un po’ si impegna a usare la sua notorietà per contrastare il sistema. Dovrebbero essere voci a cui sta a cuore la politica vera. Un congresso con voci straniere, Naomi Klein- John Pilger- Noam Chomsky per citarne alcuni e dove i Barnard i Chiesa e i Grillo invece di sbranarsi tra loro su differenze magari valide ed esistenti, dimostrassero al mondo che e’ possibile andare d’accordo, cominciando con l’ informare la gente per denunciare ciò che ci viene costantemente nascosto, denunciare ciò che a torto ci viene imposto, cosicché poi assieme possiamo essere disposti a seguirli per cambiare l’andamento delle cose, senza violenze, anzi con disubbidienza civile, come ha fatto Gandhi, che ha messo in ginocchio l’ impero britannico senza sparare un colpo.

A questo congresso bisognerebbe invitare le nazioni dei PIIGS bel termine che si trova nei giornali anglosassoni- termine molto simile a PIGS cioè MAIALI, che davvero scopre il disprezzo per nazioni come Portogallo-Irlanda-Italia-Grecia-Spagna. Basterebbe cominciare a contestare le continue notizie pubblicate dalla BBC affinché anche i cittadini britannici possano rendersi conto di altre realtà. Basterebbe invitare chi ha detto NO ai vari fondi monetari e ha ricostruito un futuro diverso, Islanda, Argentina e prima ancora Malesia per citarne alcuni. Fondiamo banche diverse, invitando i cittadini a ritirare i soldi da quelle che continuano a pagare i loro boss con i bonus da capogiro. Invitiamo a unire i PIIGS a non essere isolati, ma a dire NO e BASTA alle privatizzazioni e NO a pagare interessi ai vari fondi monetari, NO a dare incentivi alle banche che anzi dovrebbero cominciare a restituire quello che e’ stato loro dato. Sblocchiamo l’Euro dandogli una forma diversa o aboliamolo restituendo a ciascun paese la propria moneta senza però che venga svalutata al 60% . Cominciamo a pubblicare i nomi di chi le tasse le evade portando i soldi negli Off-Shore cominciando dai signori finanzieri del Regno Unito che tanto vogliono farci la morale sull’economia.

Cominciamo con il denunciare i nostri evasori e dire restituisci alla nazione i soldi rubati oppure vai via da questo paese. Il debito pubblico verrebbe risanato bloccando i pagamenti e confiscando i beni a chi ha già rubato troppo. Le banche lo fanno già e continuano a farlo con i poveracci che prima erano stati incoraggiati a usare carte di credito e a far mutui tra cui quelli scolastici (attualmente nel Regno Unito l’iscrizione annuale ad un corso di laurea si aggira sulle 9,000 Sterline che dovranno essere restituite più avanti vincolate all’inflazione, mentre gli stipendi non lo sono.) Si dirà ma perché i poveracci si sono indebitati?

La risposta e’ semplice. Non solo nel Regno Unito, ma ad esempio negli USA da anni si lavora di più per avere stipendi che nella realtà sono paritari a quelli della società USA del 1973. Quasi tutto e’ stato privatizzato, per avere accesso alla sanità e comperarsi un’ auto, una casa, o a mandare a scuola i figli, bisogna ricorrere alla carta di credito o ai mutui bancari, visto che non si può arrivare a fine mese con stipendi volutamente bloccati per costringere la gente a pagare con le carte di credito si badi bene con interessi imposti fino al 18% ciò di cui si ha bisogno per vivere. Perché bisogna lasciare che anche questo misfatto avvenga in Europa? Se si esce dall’Euro a guadagnarci saranno i vari fondi monetari, se si rimane ci guadagneranno lo stesso attraverso gli interessi imposti alle varie nazioni.

Bisogna non mettersi a studiare economia e finanza, bensì dire NO! BASTA. RIPRENDIAMOCI QUELLO CHE E’ NOSTRO .

Cominciamo da domani a ridurre gli stipendi dei parlamentari, che ormai non ci rappresentano più, bloccare i loro privilegi, bloccare i contributi e le agevolazioni fiscali che si danno al Vaticano, che da solo e’ equivalente a mezza manovra fiscale nazionale, come denunciano con coraggio Curzio Maltese e Piergiorgio Odifreddi tanto per citare qualcuno che coraggiosamente ci ha segnalato questo.

Se vogliamo cambiare la società bisogna cominciare a costruire una coscienza civile. Per farlo bisogna promuovere l’informazione alternativa, il dibattito, il confronto di idée senza insulti e con rispetto delle opinioni altrui, senza rinunciare all’intransigenza morale dove va bene essere disposti a fare sacrifici, ma a beneficio di tutti e non di caste già privilegiate come e’ anche il Vaticano. Forse e’ utopia, ma credo che per cambiare le cose bisogna partire dal basso, creare rispetto trasparenza e consenso. Creare delle organizzazioni di base dove il dibattito sia continuo e i cambiamenti vengano fatti nel territorio, monitorando e inserendoci nei poteri locali. Dove le fabbriche vengano gestite anche da imprenditori onesti assieme ai lavoratori, dove i profitti vengano re-investiti nella nostra società e non nei paradisi fiscali, dove il mondo del lavoro non sia gestito dalle esistenti pastoie sindacali e imprenditoriali che vogliono che tutto rimanga così come e’ per mantenere le proprie cittadelle di privilegi e di potere.

Ci sono molte persone oneste disposte a cambiare, abbiamo tante ricchezze in Italia ancora da far fruttare per il bene di tutti, cominciando con creare sistemi alternativi di energia solare e gestendo i nostri beni culturali diversamente, creando turismo e ricchezza da investire nella conservazione dei nostri tesori d’arte. Il guaio e’ che la maggioranza e’ diventata cinica, non si fida più del vicino che vede come nemico anziché come alleato, consapevole che appena c’e’ ricchezza ciascuno se la vuole prendere tutta per sé o magari spartirla solo con il proprio clan, anziché versarne una parte per un bene comune. Bisogna cominciare a rieducare noi pecore a vedere che lo Stato siamo noi e che c’e’ bisogno di un Bene Sociale non da abusare, ma da far funzionare per creare dignità e futuro per tutti, bisogna isolare i furbi e punire chi corrompe e ruba e non come ci hanno fatto credere che e’ giusto approvare il falso di bilancio. Certamente bisogna essere grati ai Barnard, Grillo, Chiesa e tutti gli altri che in maniera incredibile ci informano e ci sensibilizzano sulla realtà attuale.

Dovremmo però chiedere loro che si interroghino sulle loro responsabilità. Hanno abilità e potere mediatico che noi abbiamo in misura più ridotta, si mettano dunque assieme unendo le loro forze, creando delle alternative nel territorio anche se minime, cominciando a costruire con noi pecore una fetta di realtà diversa. Solo cosi si potrà andare avanti, altrimenti il tutto rimarrà sulla realtà mediatica, sul piano delle grandi teorie e discussioni, dove tutto e’ possibile senza però tradurlo nella realtà dei fatti di tutti i giorni che e’ quella realtà che davvero ci potrà dare un futuro diverso e che molti di noi sperano sia finalmente un po’ migliore.

Pax
25.05.2012

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
20 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
20
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x