NOI GIOVANI E LA GUERRA

NOI GIOVANI E LA GUERRA
Di Filippo Dellepiane, sollevazione.it La manifestazione dello scorso sabato a Piazza del Popolo, quella degli europeisti, si è contraddistinta per una mancanza generale dei giovani. Non è che lo sostengo io, lo pensano anzitutto coloro i quali quella piazza l’hanno vista e l’hanno riempita. È il fallimento probabilmente più grande del sistema politico di questo paese e non solo. Nel maggio radioso del 1915, le piazze italiane degli interventisti erano soprattutto state riempite da giovani provenienti dalla piccola borghesia, ispirati da un urticante sentimento nazionalistico appositamente pompato dalla propaganda guerrafondaia di allora. Oggi la piazza degli europeisti no pax è l’esatto contrario di allora e rappresenta benissimo perché il nostro sistema sociale, economico e politico è nelle condizioni in cui si trova. A tacitare qualsiasi dubbio, anzitutto, potrebbe già correrci in aiuto il sondaggio di Pagnoncelli sulla guerra in Ucraina: solo il 36% degli Italiani sostiene l’Ucraina e solo il 28% è a favore del piano di riarmo. Era ormai da tempo che non uscivano dati di questo tipo; infatti, nella primavera-estate del 2022, i sondaggi avevano già rilevato, in tempi non sospetti, la contrarietà di grande parte della popolazione italiana all’invio di rifornimenti militare a Zelensky. Per pura magia, i sondaggi si erano poi fermati e non erano stati più pubblicati o si erano, comunque, molto rarefatti. Misteri della fede. Ma, dicevo, la questione della mancanza dei giovani ha scosso più di una coscienza “critica”, soprattutto nei settori della sinistra filoucraina. Seriamente, mi chiedo io? Facciamo un rapido recap di alcuni problemi che attanagliano la generazione ‘95-‘07 (natali rispettivamente, di coloro i quali quest’anno compiranno 18 anni e chi invece ne farà 30): Devo continuare? Stante il fatto che i giovani non sono una classe e che il tema è tipico di una società anziana come la nostra, chi mai si interrogherebbe altrimenti su un argomento simile?, i dati sono impietosi. Ma perché mai un giovane dovrebbe sentirsi parte di un qualcosa? Perché dovrebbe difendere con le unghie e coi denti questo sistema che nulla gli garantisce? Lo può, tutt’al più, sopportare, ma mai supportare entusiasticamente. Con la caduta del muro, la fine delle grandi narrazioni, solo una se ne è imposta: l’idea del profitto e della realizzazione personale (a scapito degli altri). Il successo del paradigma tatcheriano del TINA (there is no alternative), della liquidità di genere e, nel frattempo, l’atrofizzazione delle capacità critiche di larga parte delle nuove generazioni hanno fatto il resto. Siamo giunti, così, all’acme dell’individualismo liberale, della totale atomizzazione monistica. È questa la tragedia del neoliberismo: esso dissolve ogni idea di Stato e di comunità, il sacrificio è solo contemplato da un punto di vista economico ed è sempre riconducibile al benessere personale, dell’individuo. Nessun sacrificio, perciò, per grandi cause (né per quelle rivoluzionarie, né per quelle del regime!), nessuno vuole fare più figli, nessuno è disposto, seguendo ciò che dice l’ “euroinomane” Scurati, a fare il guerriero. Vale sempre e soltanto la logica economica; d’altronde non è un caso che la Nato volesse piegare la Russia, anzitutto, con le sanzioni. Ed ora, dopo un martellamento mediatico durato anni, a suon di “80 anni di pace in Europa grazie all’Ue e la Nato” vorreste tirare su una generazione guerrafondaia e combattiva? Una generazione che è incapace, perché ne è stata privata nei mezzi e nella tempra, di rivendicare i suoi diritti? Non basterà, statene certi, il refrain occidentalistico da due soldi di Vecchioni, il quale ci invita a pensare alle tante eccellenze europee nel campo del pensiero. Peccato si dimentichi che la tragedia mondiale per ben due volte nello scorso secolo è partita proprio da qui, dall’Europa, e che la cultura araba o cinese, giusto per citarne due, sono altrettanto ricche e antiche. E che quella europea ed occidentale, non lo dico certo per lisciare il pelo a cancellazionisti e wokisti di oltreoceano, ha saputo anche partorire personalità come Hitler o genocidi come quello in corso a Gaza. Poi, diciamocelo, prima di parlare di Hegel o Marx sciacquarsi la bocca, con il collutorio possibilmente. Pensate ora di poter rispolverare i vecchi temi della patria, del nazionalismo (di marca europea), dopo averli delegittimati per anni, declassandoli a immaginazioni reazionarie, fuori dal tempo? Dopo aver inneggiato alla libertà dei confini, ad un mondo di fiori e senza la guerra (sempre e solo rigorosamente nel giardino europeo, lontano dagli occhi, lontano dal cuore), ora vorreste convincere una generazione di giovani, cresciuta in un mondo di vecchi e che si percepisce vecchio, a fare la guerra? Dopo averla sospesa, vorreste reintrodurre la leva militare? Vorreste che, dopo esservi disinteressati totalmente di ciò che i giovani pensano, non curandovi se vi dessero o meno la loro approvazione, vi applaudissero e corressero alle armi per mostrare il loro valore (semicit.)? Piangete sul latte versato, quando siete stati voi stessi a volere tutto questo e a foraggiarlo. Chi è causa del suo mal compianga se stesso, insomma. C’è un prezzo da pagare ora. I giovani europei ed americani vedono ormai la guerra come qualcosa solo da libri di storia, di medievale. Oltretutto, con gli eserciti professionali, si è imposta anche l’idea che fare la guerra sia un lavoro e non certo, come in maniera ipocrita riporta (per fare un esempio) Ivan Scalfarotto, un dovere del cittadino. Di quale patria parlate? Di quella dei partigiani? Di quella delle annessioni imperialistiche? Di quella mazziniana, repubblicana e socialista? Vorreste farci credere, azzardo, che la nostra patria è a Kiev? È per caso l’Unione Europea, la stessa che maltratta gli italiani da 25 anni, che ci giudica arretrati e scansafatiche, che crede che la Grecia dei bambini morti per i tagli alla sanità sia il più grande successo, la nostra patria? L’idea di un nuovo slancio “patriottico” (la patria, francamente, è qualcosa di altro e di ben più nobile) si infrange contro le nuove credenze della generazione Erasmus, la quale, checché ne dica Quirico, non ha grandi interessi a marciare su Mosca. Diversa è la situazione in altre parti del mondo, dove le grandi narrazioni (di cui il nazionalismo è una forma) esistono ancora oppure dove le condizioni materiali, religiose e ideali lo permettono (a Gaza, per esempio). Dicevo, c’è un prezzo da pagare. I tedeschi lo stanno imparando molto bene, per esempio. In un recente articolo del Financial Times dal titolo “L’esercito tedesco fatica a preparare le reclute della Generazione Z alla guerra” , si segnala come un quarto dei 18.810 uomini e donne arruolati nel 2023 hanno lasciato le forze armate entro sei mesi. Si parla, poi, di un libro pubblicato questa settimana, Why I Would Never Fight for My Country, in cui un ventisettenne sostiene che la gente comune non dovrebbe essere mandata in battaglia per conto degli stati nazionali e dei loro governanti, nemmeno per respingere un’invasione. L’occupazione da parte di una potenza straniera potrebbe portare a una vita “di merda”, “ma preferirei essere occupato che morto”. Sorprende? No, se si guarda al nostro paese si vedrà, per esempio, che solo il 36% dei giovani tra i 18 e i 34 anni è favorevole alla leva obbligatoria e che lo stato maggiore inizia a pensare ad un sistema per integrare dentro l’esercito proprio quei nuovi italiani che provengono dall’incivile, si fa per dire, mondo extra europeo pronti a combattere al posto nostro le guerre. Guardate infine, questa mappa: I colori potrebbero trarre in inganno, ma no, non è una mappa della cortina di ferro. È una mappa che segnala la percentuale di persone pronte a combattere per il proprio paese. Come vedete, più si va ad est più le percentuali si alzano. Interessante notare come Italia e Germania abbiano fra i valori più bassi al mondo, classifica nella quale il mondo occidentale si trova nelle ultime posizioni in termini di fedeltà al proprio paese. Di fronte a tutto questo, la domanda da porsi è la seguente. Il piano di riarmo previsto (sotto il punto di vista di carri armati, aerei, navi ecc) è enorme. Si accompagnerà ad esso anche un piano di riarmo “mentale” e della “coscienza” dei cittadini europei? E soprattutto, funzionerà? L’inattività e la passività dei cittadini (soprattutto giovani), in quel caso, passerebbe dall’essere un vantaggio ad un grandissimo svantaggio. Non avere giovani generazioni battagliere e ideologizzate rischia di essere un elemento decisivo, anche da un punto di vista demografico. Alcuni autori, primo su tutti E. Todd nel suo libro La sconfitta dell’Occidente, credono che il declino delle nostre élite sia ormai irreversibile. All’origine di questa sconfitta ci sarebbero proprio alcune delle motivazioni che mi sono permesso di rilevare: la caduta delle grandi narrazioni, il neoliberismo, la denatalità, la pace imposta con la forza al dissenso interno ed ai nemici esterni e, aggiungo io, una certa hybris che forse ha accecato i nostri governanti. In questo senso, Putin è stato molto astuto nell’inchiodare l’Occidente alle sue responsabilità, puntando sulla guerra guerreggiata ed evitando il terreno della guerra economica, fin troppo familiare all’Occidente neoliberista. In ogni caso, ora, risalire la china per lorsignori non sarà affatto semplice. Di Filippo Dellepiane - 22 anni -- 18.03..2025 Fonte: https://www.sollevazione.it/2025/03/i-giovani-e-la-guerra-di-filippo-dellepiane.html

Commenti (49)

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    1. ailavioni 22 marzo 2025

      Spero che tu stia scherzando !
      Con quel che costa il gas oggidì !
      fatti venire una idea migliore.

    1. ric 21 marzo 2025

      bravo .giocali al lotto e farai un terno secco...

    1. ric 20 marzo 2025

      e dove sarebbe il reato ???

    2. alessandroparenti 20 marzo 2025

      La renitenza alla leva. Se ancora in età di leva: verrà assol(da)to?

    3. ailavioni 20 marzo 2025

      Veramente sono nato nel 1951. però sono ancora in forze e potrei combattere ancora, ma solo per la mia famiglia.

    1. natascia 20 marzo 2025

      L’unica guerra deve essere contro le attuali élite al potere in Europa.

    1. sbregaverse 19 marzo 2025

      La vita si tiene viva vivendo.

    2. ric 20 marzo 2025

      ragionamento da brevettare....

    1. ws 19 marzo 2025

      Scusate, sicuramente la "Z generation" non sarà una fucina di geni ( è impossibile dato il voluto "instupidimento generale" , ma non occorre un genio per capire l' assurdità di andare a morire il russia contro "uno in casa sua " , mentre "casa tua" ogni giorno è invasa da qualcuno contro cui non solo non puoi difenderti ma devi consideralo pure "meritevole" di istallarsi qui a spese tue.

      Allora tutto bene ? NO , perché oltre che l' intelligenza in questi poveretti hanno rimosso anche il "buonsenso" per fare un ragionamento simile , e LORO troveranno comunque il modo di "mandarli a morire", perché UCCIDERE per sempre i popoli €uropei è il vero obbiettivo di questa assurda "guerra".

    1. Deimos 19 marzo 2025

      Bellissime favole, tantissimi che la guerra non la fanno la "vorrebbero" senza vedere che poi alla chiamata...
      Russi e ucraini sono fuggiti a milioni per non essere mandati al fronte, i polacchi magari parrebbero leggermente più stagni e i nordici pure ma solo per difendere i loro confini per ragioni diverse ma simili: i polacchi hanno provato a vivere sotto l'URSS e non ci vogliono tornare (vero o falso che sia) in fondo sono quelli di Solidarnosh, gli scandinavi con i finlandesi in testa hanno un pregresso bruttino con l'URSS/Russia (imperiale) e hanno davvero molto da perdere.

      Lanciare milioni a morire è successo quando la pressione demografica era alta, WW1 e 2, dove si figliava come conigli e la società tutta era strutturata in modo diverso, le società "agricole" sono fondamentalmente autosufficienti, coesive e inclusive (DEVONO includere ogni individuo abile) per necessità di sopravvivenza, pronte a combattere per la necessità di sopravvivenza e possibilitate a farlo da una rete di protezione interna efficace: come le mutue sociali dei primi sindacati le società agricole hanno una serie di efficacissimi metodi di difendere i vulnerabili, inevitabilmente hanno sistemi per integrare nella loro struttura disabili e mutilati per utilizzare anche le loro capacità.

      Per le cause del collasso e la destinazione finale ricordo Universo 25...
      https://it.wikipedia.org/wiki/Fogna_del_comportamento

    2. ric 20 marzo 2025

      cacchio ! ma dove le trovi certe teorie ?

    3. Deimos 21 marzo 2025

      Dipende da quali.... ;)

    1. BrunoWald 19 marzo 2025

      Non scherziamo, in Europa non esistono le condizioni minime per combattere una guerra contro nessuno. Materialmente siamo col culo per terra, e moralmente è ancora peggio: ci vorrebbero almeno trent'anni per disintossicarci e ritornare "in forma" (nel senso in cui lo intendeva Spengler), ammesso che nel frattempo gli immigrati non ci taglino la gola, o non veniamo asfaltati da qualche conquistatore esterno.

      Di conseguenza, tutto questo psicodramma serve solo a distrarci, mentre loro svaligiano quel che resta della diligenza e scappano con il bottino.

      PS: l'unica guerra che combatterei volentieri, anche alla mia non verde età, sarebbe quella civile, nella speranza che mi capitino a tiro Jovanotti e Michele Serra (butto là due nomi a caso, la lista è interminabile).

    2. alessandroparenti 20 marzo 2025

      Interminabile sì!

    1. pippo123 19 marzo 2025

      In guerra si andava sempre controvoglia , ma un conto era per Trento e Trieste, nessuno voleva morire per Danzica, di Kiev la gente se ne fotte

    2. ws 19 marzo 2025

      nessuno voleva morire per Danzica,

      Ma poi sono morti lo stesso , e così sarà anche"per Kiev" 😠

    1. doutdes 19 marzo 2025

      Il fatto che il 36% dei giovani fra i 18 e 34 anni si dichiari favorevole alla leva obbligatoria, non è affatto rassicurante. Negli anni 70 e 80 la percentuale di giovani contraria alla leva obbligatoria raggiungeva l’80 o anche il 90%, il che dimostra che non c’è una reale percezione del rischio di una guerra vera che coinvolga gli europei.
      E non si creda che gli anziani siano più consapevoli.
      Se mi limito alle persone di ogni età di cui conosco l’opinione circa la guerra in Ucraina, posso dire che più del 90% è sostanzialmente convinta che la Russia è una dittatura e che Putin è un farabutto che uccide gli oppositori e che mira a riconquistare i territori perduti dopo la caduta del comunismo. Poi, magari, vorrebbe che non si mandassero armi all’ucraina o che l’aumento della spesa militare non andasse a nuocere (il che è impossibile) sulla spesa sociale, ma il pregiudizio sulla Russia e su Putin, già presente prima della guerra, si è persino accentuato.
      Tutti i commentatori politici che appaiono sui nostri schermi, inclusi Travaglio, Cacciari, Orsini e Santoro, sono unanimi nel considerare Putin un despota e la Russia una finta democrazia.
      Nessuno ricorda ai cittadini italiani che mentre in Russia gli elettori possono scegliere direttamente chi deve rappresentarli in Parlamento e chi deve essere il capo dell’esecutivo, da noi la scelta è preclusa da decenni senza che importi un fico ai cittadini stessi.
      La verità ci è negata e senza di essa non c’è speranza di pace. Come ha eccellentemente sintetizzato Emmanuel Todd nel suo libro, l’occidente è retto ormai da oligarchie liberali mentre in Russia vige una democrazia autoritaria.
      Loro potranno scegliere uno migliore o peggiore. Noi no.

    2. maghi 19 marzo 2025

      se il 36% dei giovani italioti vogliono andare in guerra (non ci credo) vadano pure. Lo possono fare da subito, come mercenari, pure ben pagati. Santoro dalla Lilli mi pare sia stato tutt'altro che contro Putin.

    3. ric 19 marzo 2025

      mi sa che hai visto male...

    4. uomospeciale 19 marzo 2025

      CIT:

      " il fatto che il 36% dei giovani fra i 18 e 34 anni si dichiari favorevole alla leva obbligatoria, non è affatto rassicurante. Negli anni 70 e 80 la percentuale di giovani contraria alla leva obbligatoria raggiungeva l’80 o anche il 90%, il che dimostra che non c’è una reale percezione del rischio di una guerra "

      No guarda è tutto molto più semplice, stanno solo iniziando a truccare i sondaggi e ovviamente lo devono fare per gradi, se si passasse subito al 65% di favorevoli, chiunque capirebbe subito che sono falsi.
      Vedrai che tra un pò saranno 56% i favorevoli alla leva, e se si arrivasse all'invio di militari ci sarebbero sondaggi con 150% di favorevoli alla guerra.

    5. doutdes 19 marzo 2025

      Santoro, al pari di Travaglio e altri, afferma giustamente che Putin non ha alcuna intenzione di attaccare l’Europa e che l’aggressore vero è stato l’occidente con le politiche di espansione della Nato.
      Più che lodevole. Tuttavia non mi pare abbia mai detto che la Russia è un paese democratico, o quantomeno molto più democratico dell’Italia dei 600 nominati alla carica di senatore e deputato.

    6. danone 19 marzo 2025

      Concordo, tutti i sondaggi che ci fanno vedere sono falsi, truccati.
      E a proposito di sondaggi truccati, secondo me ne abbiamo uno sotto gli occhi, nell'articolo, grande come una casa.
      Tu ci credi che l'ucraina sia rossa?
      Per me, a sensazione, è più blu di germania e italia.

    7. uomospeciale 19 marzo 2025

      In Ucraina erano tutti così ansiosi di morire per l'Europa e per Zelensky che quando mio fratello andò a Kiev ben 4 anni prima della guerra, agli uomini ucraini era già tassativamente vietato di lasciare il paese.
      Tutti i sondaggi sulla guerra o che parlano di guerra sono sempre stati manipolati in ogni paese, in ogni epoca, e in qualsiasi cultura.
      il potere ha sempre tenuto al guinzaglio i media e i giornalisti su questi argomenti da quando è stata inventata la scrittura.
      Andassero a chiedere ai soldati al fronte quasi tutti coscritti a forza, che cosa ne pensano di dover crepare in una trincea a 20 anni per arricchire dei vecchi depravati dei CDA delle aziende di armi e nei governi e poi ne riparliamo.

    8. BrunoWald 19 marzo 2025

      "...agli uomini ucraini era già tassativamente vietato di lasciare il paese."

      Mentre nel frattempo le donne ucraine andavano a cercarsi un fidanzato benestante nel florido occidente...

      Un esempio della "intollerabile dominazione maschile", di cui si lagnava la signora Petzova su CDC alcuni anni or sono! 🤣

    9. alessandroparenti 20 marzo 2025

      Anche lui tiene i piedi in due staffe e da bravo paraculo si mostra equilibrato in tv mentre spesso gli editoriali del suo giornale proseguono con la propaganda russofobica al pari degli altri. Chi indica la linea editoriale se non il direttore?

    10. alessandroparenti 20 marzo 2025

      Vero, e comunque essere favorevoli alla leva non vuol dire automaticamente sperare di andare in guerra.

    11. sbregaverse 20 marzo 2025

      Blu blu l'amore è blu.
      Le mille bolle ops balle blu.

    12. ric 20 marzo 2025

      ma che cazz... vuol dire essere un paese democratico ?

    13. ric 20 marzo 2025

      vero...come la disoccupazione secondo Il vangelo della Melona.. sempre soddisfatta . mai stato cosi basso !

    1. Brule 19 marzo 2025

      Articolo che condivido pienamente, un plauso, davvero all'autore.
      Nel 2020-2022 il mantra era che la libertà era sacrificabile alla vita (intesa come mera sopravvivenza, anche i centenari bloccati a letto da decenni "dovevano" sopravvivere), ora a quanto pare chissenefrega della vita, soprattutto di giovani e bambini, (i pericolanti della Val Seriana erano sacri, come totem), e armiamoci e soprattutto, partite.
      Morire a vent'anni, in Donbass, per le piste ciclabili di Kiev e i quadricicli elettrici con su i pensionati che corrono al super a prendere la cena già pronta (i più scalmanati eh, gli altri vanno di rider).
      Chissà, magari si vestiranno anche come sui campi da golf.
      Che fine...!

      Mi punge vaghezza che il tema è in realtà come sfoltire un po' di giovani leve.
      Nonostante siano state addomesticate dalle famiglie, sono ancora un pericolo, per loro.
      Hanno poco tempo.
      Quando svaniranno le pensioni retributive e il blocco psicologico dei grandi anziani bloccati sul divano a guardare La7, la palla passa ai loro figli, che hanno fatto quasi tutti il militare, e sono i*******i come puma a digiuno.
      Per cui, mentre si ruba a destra e a manca (la prima vittima del riarmo è la correttezza dei conti, le bustarelle diventano ossigeno, e non parliamo di carriere di gente che, poveri, altrimenti dovevano lavorare) si organizza un Esercito Europeo che sarà utile soprattutto a difendere la cricca della Commissione UE per i raccomandati, e come macina per gli altri.

    1. DrCaligari 19 marzo 2025

      Tutto condivisibile quello che ho letto. Ma preferisco pensare che non sia il sentimento patrio decaduto la ragione dell'assenza di spirto guerrier, bensì la consapevolezza che non siamo nel giusto. E lo stesso ma al contrario dicasi per i Paesi dell'Est, pronti a combattere invece. Preferisco vederla cosi perché dimostra che non siamo ancora rincitrulliti del tutto.

    1. alduccio 19 marzo 2025

      Ieri il sen. Borghi sul rapporto Mario Draghi al Senato tra le altre cose ha detto che.. mi sembra un po' strano vedere che questa necessità di difesa comune venga decisa quando il principale player in questo momento delle discussioni europee, la Gran Bretagna, che è l’unico paese uscito dall’Unione Europea e che in questo momento ha il pallino in mano sulla gestione della difesa, ovviamente neanche si sogna di fare debito comune per la difesa..

    2. ric 19 marzo 2025

      il debito lo fa fare a tutta la EU...

    3. sbregaverse 19 marzo 2025

      Indebitatevi e partiamo ?!?

    4. alessandroparenti 20 marzo 2025

      E partite, please...

    5. sbregaverse 20 marzo 2025

      Fa tu^o !

    1. ric 19 marzo 2025

      esattamente come allora : Nella prima G. guerra gli taglioti a cominciare mediaticamente da quel verme di G. D'annunzio e porcheria simile , si crearono le condizioni psicologiche per accettare un intervento militare contro l' AUSTRIA , tutto in assoluta becera e frustante obbedienza agli anglo/ yankee timorosi di una concorrenza in europa del impero AUSTRO/UNGARICO .

      Ora con la continua e vomitevole propaganda contro la RUSSIA , si creano le stesse premesse per gli esclusivi interessi degli anglo/yankee

    2. alduccio 19 marzo 2025

      Tutti i popoli, sia prima della prima guerra mondiale che prima della seconda, erano contro l'entrata in guerra, ma ovviamente all'elite dello strame del LumpenProletariat frega nulla.

    3. ric 19 marzo 2025

      i popoli contano nulla.....lo sa anche la Vondelcul.....

    1. Dario Lampa 19 marzo 2025

      ....Ma i giovani non "mancano" solo su questa tragica questione: i giovani, tranne qualche eccezione, sono assenti su quasi tutte le impellenti e non meno tragiche problematiche e i motivi sono noti e tante volte esposti su CdC.
      Hanno "distrutto", sacrificato sull'altare dell'aberrazione tecnologica e finanziaria due generazioni, come minimo. E ciò probabilmente comporterà la fine della civiltà, ovvero quello che di "civile" è rimasto al sistema...
      Almeno una volta si viveva, si combatteva e spesso si sacrificava la propria vita per un nobile ideale, per il Bene Comune, oggi "si vegeta" per il nulla, per il deserto che hanno creato, e lo chiamano pure "civiltà"!!!!
      L'Uomo non può vivere senza (nobili) ideali e senza, poi, diventare simile alla bestia. E questo penso che oramai sia chiaro per chi ha ancora un po' di buon senso o un po' di cervello.

    2. uomospeciale 19 marzo 2025

      Se gli ideali devono servire solo a renderci sfruttabili, sacrificabili, e le nostre vite spendibili per interessi altrui, allora è meglio farne a meno.
      Alla tomba dell'eroe dimenticato dove ci çaçAn0 i cani, io preferisco una sdraio su un lago mentre digerisco con calma dormendo o giocando a carte.
      Bruci pure l'Europa intera, tanto sarò sempre abbastanza in gamba da trovare un pezzetto di bosco pulito e in pace o una spiaggia abbastanza lontana da godermi lo spettacolo in sicurezza.
      Da decine di anni cercano in ogni modo di creare l'uomo internazionale, l'apolide cittadino del mondo senza legami che si sposta ora qua, ora la....... A seconda delle condizioni del mercato e della società.
      Ci sono riusciti.
      E se ci sono riusciti con me che sono un vecchio, figuriamoci che scariche di diarrea esplosiva devono provocare a un giovane certi discorsi farneticanti di patria sacrificio e onore.

    3. Dario Lampa 19 marzo 2025

      ...Per questo, per ragionamenti simili al tuo (non te la prendere) siamo alla fine.

    4. ric 19 marzo 2025

      e perché ?

    5. ailavioni 19 marzo 2025

      Quando vado in giro vedo neg*i che non fanno un casso, zingari e nordafricani.
      Io che sono sempre stato di animo patriottico ora dico: "fuck italy".
      Dovrei combattere ? Che ci vada chi vuole ma non conti su di me.

    6. absitiniuriaverbis 20 marzo 2025

      ... alla fine di che? di cosa?
      Siamo piuttosto alla fine di quella propaganda che viene identificata come 'lavaggio del cervello per scopi altrui'.

      Inoltre, almeno per essere coerente con le tue riflessioni, se come scrivi fossimo alla fine (... di? ), potresti immediatamente considerare (non te la prendere) di arruolarti e fare il mercenario.
      Sono anche pagati bene e se muoiono, muoiono per un ideale: vedi tu quale.

    7. alessandroparenti 20 marzo 2025

      Ma vacci tu in guerra a combattere e lì veramente diventi una bestia! Quanti anni hai? Scommetto che non sei più in età arruolabile.

    8. alessandroparenti 20 marzo 2025

      Anche simili al mio, egregio. Questa patria del cazz0 che vuoi difendere non è altro che una colonia, svenduta da 80 anni da quelli che dovrebbero governarla. Se siamo alla fine non è colpa dei nostri ragionamenti. Vado in spiaggia anch'io. Per fortuna so nuotare.

    9. ric 20 marzo 2025

      tutti i mercenari che crepano per un ideale?...ben gli sta !

    10. Moderatore 22 marzo 2025

      La invitiamo a mantenere toni consoni nei confronti del suo interlocutore.
      La ringraziamo della collaborazione.

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