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NO-TAV, TRAVAGLIO: BERSANI E IL SILENZIO DEI TECNICI CIALTRONI

DI MARCO TRAVAGLIO

Il Tav Torino-Lione nasce ventuno anni fa, quand’era appena caduto il Muro di Berlino, al governo c’erano Andreotti e Cirino Pomicino e alle Ferrovie Lorenzo Necci. Poi, guardacaso, Tangentopoli li ha spazzati via tutti. Un’altra era geologica, quando i politici erano in preda a una supersonica “invidia del pene” e  come modello di sviluppo inseguivano ancora la Muraglia Cinese e la Piramide di Cheope. Poi sappiamo che cosa ci han lasciato di grosso, in eredità: il debito pubblico . Il primo studio di fattibilità commissionato dalla Regione Piemonte 21 anni fa stimava che i passeggeri fra Italia e Francia sarebbero aumentati da un milione e mezzo a 7 milioni e 700.000 in dieci anni. Invece adesso sono 700.000: un decimo del previsto. Infatti il vecchio treno diretto Torino-Lione è stato soppresso da un pezzo.

Allora si è detto: siccome la nuova linea non serve per i passeggeri, che non ci sono più, servirà per le merci. E il progetto ha cambiato nome: da “alta velocità” a “alta capacità”. Adesso, a parte l’idea folle di fare una nuova ferrovia per portare le rape e le fave mezz’ora prima da Torino a Lione, basta dare un’occhiata ai dati del traffico merci fra l’Italia e la Francia, che è salito fino al 2000 e da allora è colato a picco. L’ufficio federale dei trasporti svizzero calcola che nel 2000 viaggiavano 8 milioni di tonnellate di merci; oggi ne viaggiano due e mezzo, anche perché ormai il grosso passa dal Gottardo e dal Brennero. Basta appostarsi lungo la ferroviaria Torino-Modane e osservare: l’80-90% dei treni merci passa completamente deserto. Anche perché abbiamo speso un sacco di soldi per potenziarla, la Torino-Modane, che ora potrebbe trasportare 20 milioni di tonnellate e invece ne trasporta due o tre al massimo.

Cioè, nessuno usa la linea esistente: e noi, furbi, ne facciamo una seconda. Con un cantiere che durerà 15 anni, scaverà per 57 chilometri una montagna piena di amianto e materiale radioattivo – perché noi siamo molto furbi: come se non fosse bastata l’Eternit, a insegnarci qualcosa. E dove lo mettiamo il milione di tonnellate di detriti, per giunta in parte tossici, che usciranno da quel buco? E quanti Tir ci vorranno per portarli via? Con quanta CO2 e quanto inquinamento? E che fine farà il turismo, nel frattempo? E le infiltrazioni della ‘ndrangheta in quella regione? Qualcuno ci ha pensato? E chi curerà le 10.000 persone che si prevede possano ammalarsi per le polveri e lo smog da cantiere, visto che è previsto addirittura un +10% di malattie cardiache e respiratorie? Per questo, non è vero che il Tav è inutile. Il Tav Torino-Lione è dannoso per l’ambiente e le falde acquifere (chiediamo ai toscani cos’è successo con il Tav tra Firenze e Bologna), è dannoso per la vita e per la salute degli abitanti della val Susa, ma soprattutto per le casse dello Stato.

Dicono che l’Europa dovrebbe pagare il 30-40% dell’opera ma non è vero niente, non c’è niente di sicuro: finora ha stanziato solo 600 milioni per il tunnel esplorativo, il resto è tutto da vedersi. E gli accordi con la Francia prevedono che l’Italia pagherà il 57% di un’opera che passa solo per il 30% sul nostro territorio: siamo sempre più furbi. Alla fine il Tav dovrebbe costare nell’ipotesi “maxi” 18-20 miliardi, cioè quanto basterebbe per cablare tutta l’Italia a 100 megabyte, o – nella versione “low cost” – 8 miliardi: tanti quanti la Gelmini ne ha tagliati alla scuola, alla ricerca e all’università negli ultimi tre anni. Ogni traversina del Tav è un banco di scuola, una culla di asilo nido, un posto letto di ospedale e di ospizio, un insegnante in meno. E questi sono solo i preventivi, che di solito, all’italiana, raddoppiano o triplicano. Basta vedere quello che abbiamo speso per gli altri Tav già fatti, quelli utili, come per esempio la Torino-Milano su cui nessuno si è opposto: abbiamo speso 73 milioni di euro a chilometro, mentre la Francia ne spende 10 e la Spagna 9.

Dicono: ma in Francia stanno scavando. Intanto non è vero: è tutto fermo anche lì, manca ancora il progetto definitivo fino a Lione. Hanno fatto solo tre cunicoli esplorativi e poi hanno tappato tutto, in attesa di tempi migliori: infatti i giornali francesi se ne strafottono di quello che succede dall’altra parte della montagna, perché non interessa nessuno. E comunque in Francia, quando scavano, scavano solo nella terra, mentre da noi scavano soprattutto nelle nostre tasche. E di solito il differenziale dei costi fra Italia e Europa, lo spread del magna-magna, ha un nome soltanto: tangenti. Basta aspettare. Il sospetto che, dietro, ci sia qualcosa di non detto aumenta quando si sentono parlare i difensori del Tav.

Prima c’erano i politici che ripetevano: «Il Tav si deve fare perché si deve fare, punto». A “Report”, il governatore piemontese Roberto Cota, col suo sguardo penetrante tipico della triglia lessa, ha risposto alle cifre dei No-Tav dicendo la seguente “supercàzzola”: «La Tav apre il Piemonte e tutto il sistema-paese all’Europa : prima di tutto, è un’apertura psicologica, di prospettiva». Ecco, più che psicologica sembrerebbe psichiatrica, visto che il Piemonte è già collegato all’Europa e alla Francia, dato che il traforo del Fréjus l’hanno inaugurato nel 1871 – all’insaputa di Cota, naturalmente. E meno male che la Lega Nord difende la volontà popolare, il radicamento nel territorio, il popolo sovrano, il “dio Po” che difende i popoli da scelte imposte da “Roma ladrona”. Il popolo della val Susa dev’essere figlio di un Po minore, perché non viene preso in considerazione.

Sempre a “Report”, l’ex sottosegretario alle infrastrutture del governo Berlusconi, Giachino, disse un’altra “supercàzzola” memorabile: «Il Tav consentirà di collegare le merci da Torino a Lisbona, fino a Kiev». Una super-mega-transiberiana, senza spiegare quali sarebbero queste merci che dovrebbero partire dal Portogallo e arrivare addirittura – marce, naturalmente – in Ucraina. E perché mai dovrebbero fare una capatina a Torino? Forse per visitare la Sindone o il Museo Egizio? I politici non dicono mai niente di esatto, di preciso: dicono una “supercàzzola” dopo l’altra, però sono quasi tutti d’accordo: quelli attualmente presenti in Parlamento sono tutti d’accordo sul Tav, centrodestra e centrosinistra. Uno dei più scatenati è il Pd: il sindaco Fassino ha detto che i No-Tav sono anti-storici. Un po’ come chi, quarant’anni fa, credeva nel comunismo sovietico. Chiamparino voleva addirittura espellere dal centrosinistra tutti quelli che erano contro la Tav. Poi ha scoperto la sua vera vocazione: ora fa il banchiere.

Il Pd piemontese ha minacciato di togliere la tessera agli iscritti che manifestano contro il Tav, manco fossero dei pregiudicati o degli inquisiti – anzi, no: se fossero degli inquisiti la tessera non gliel’avrebbero tolta: Penati ce l’ha ancora, è soltanto sospeso. Bersani l’ha ripetuto anche stasera: in fondo, il Tav è solo un treno. Non è solo un treno: è una linea ferroviaria che scava 57 chilometri nella montagna. E che, guardacaso, è appaltata a una cooperativa rossa, la Cmc di Ravenna, molto nota alle cronache (soprattutto giudiziarie) per i suoi vecchi rapporti con Primo Greganti: siamo passati da “falce e martello” a “calce e martello”. Ha scritto bene Adriano Sofri ieri su “Repubblica”: «Il partito trasversale pro-Tav è il Partito Preso, cioè quello che dice “ormai non si può più tornare indietro” e non spiega mai perché. Il Partito dell’Ormai. Il Tav è una nuova religione rivelata, fondata su un mistero sacro, calato dall’alto, quindi indimostrabile ma indiscutibile: il dogma dell’Immacolata Costruzione».

Infatti, nessuno si confronta mai con i dati degli economisti de “LaVoce.info”, del “Sole 24 Ore” (che è un noto organo dei centri sociali) o dei 360 professori universitari e professionisti che si sono riuniti insieme a Luca Mercalli, Ivan Cicconi e i professori Marco Ponti e Sergio Ulgiati e hanno lanciato quel famoso appello a Monti. Gli hanno detto: caro Monti, hai avuto coraggio nel respingere l’assalto olimpico di “Roma 2020”, possibile che non dimostri lo stesso coraggio ripensando un’opera così superata e così costosa? Anche quelli sono tecnici, anche se non sono al governo: per essere tecnici non è necessario essere ministri. Anzi, ci sono tecnici che non sono ministri, la pensano diversamente dai ministri tecnici e magari sono molto più tecnici dei ministri tecnici.

I 360 esperti citano per esempio uno studio di due ricercatori del Politecnico di Milano, Beria e Grimaldi, sulla grave sofferenza in cui versano tutte le linee di alta velocità in Italia. Poi c’è uno studio dell’università di Oxford su 260 grandi infrastrutture trasportistiche in ben 20 nazioni. Si dimostra che tutte le previsioni sui costi vengono regolarmente sottostimate, e tutte le previsioni sui benefici vengono regolarmente sovrastimate. Tant’è che quell’analisi si intitola: “La peggiore infrastruttura è sempre quella che viene costruita”. Altri ricercatori, svedesi e americani, hanno dimostrato che le grandi infrastrutture ferroviarie non risparmiano energia: la consumano. Quindi, inquinano molto più dei Tir che si vorrebbero togliere dalla strada.

Sono tutti professori, mica anarco-insurrezionalisti: non insultano i poliziotti, non tirano pietre, non si arrampicano sui tralicci, non sporcano e non urlano; chiedono solo un tavolo, un tavolino, per discutere pubblicamente come si fa tra tecnici: cioè con i dati e con le cifre, e nient’altro. E’ quello che chiedevano i No-Tav quando non c’era ombra di violenza, nel movimento. Solo che, quando non c’era la violenza, non li ascoltavano perché non erano violenti. E così qualcuno, sbagliando, ha pensato che per farsi notare e ascoltare bisognasse diventare violenti: e ha molto sbagliato, a fare questo. Ora, i tecnici di governo parlano come i politici. Il ministro Passera ha detto: i lavori devono proseguire, punto e basta. Perché? Perché sì. Bell’argomento: un argomento tecnico. Si è iscritto anche lui al Partito Preso.

In realtà, “proseguire” i lavori è un verbo sbagliato, perché i lavori non esistono: il cantiere è finto, i lavori dovrebbero semmai “cominciare”: pochissimi operai, l’abbiamo visto, e moltissimi poliziotti. I poliziotti, anche loro, come i valligiani, sono le vere vittime di questa politica e di questi tecnici che non ci mettono mai la faccia: forse perché non ce l’hanno più o forse perché ormai sono al 4% di fiducia, come diceva Ainis. Nessuno nega che tra i manifestanti ci siano dei violenti, e nessuno nega che anche tra le forze dell’ordine ci siano dei violenti, anche se lì è più difficile individuarli perché sono nascosti sotto i caschi, ma la gran parte fa il suo dovere. Come fa il suo dovere il procuratore Caselli, minacciato di morte e insultato con slogan orrendi, paragonato addirittura ai terroristi e ai mafiosi che ha combattuto per tutta la vita, solo perché ha fatto arrestare 25 attivisti accusati di violenze – tra l’altro, quasi tutti venuti da fuori della val di Susa.

Ma non è stato mica Caselli a decidere di militarizzare la valle, lui si è limitato a perseguire i reati. Gli ordini li danno i politici, quelli del 4%, quelli che oggi si defilano e lasciano la patata bollente ai tecnici: forse perché temono di non essere credibili, o magari perché temono che qualcuno gli ricordi che il movimento operaio in Italia è nato proprio con i blocchi stradali e con le occupazioni delle terre. E’ credibile forse un ex banchiere come Passera che ora fa il ministro e che ha scelto come vice-ministro delle infrastrutture un altro ex banchiere amico suo e socio suo in Banca Intesa, che prima le infrastrutture le finanziava e ora le dovrebbe controllare e deliberare? Sono credibili i ministri, politici e tecnici, che hanno militarizzato una valle per proteggere un cantiere che non esisteva? Che ordinano ai poliziotti di accogliere nelle stazioni in assetto antisommossa i manifestanti pacifici e di caricarne qualcuno? O di inseguirli fino in cima agli alberi?

Ecco, che bisogno c’era di far inseguire quel ragazzo sopra al traliccio? Possibile che davvero in Italia chiunque si arrampichi su un traliccio venga regolarmente inseguito da un rocciatore dei carabinieri oppure è un trattamento ad personam che riserva soltanto ai No-Tav? Lo dico perché un mese fa a Milano c’è stata una manifestazione secessionista della Lega. Alcuni milanesi hanno accolto i manifestanti srotolando la bandiera tricolore. La Digos gliel’ha fatta ritirare – il tricolore, non quella secessionista – per non provocare i leghisti. E’ il mondo alla rovescia, perché la bandiera nazionale è legalità e la secessione è illegalità. Però si può capire, la scelta della polizia: voleva evitare inutili tensioni e inutili scontri. Siamo sicuri che si stia cercando di evitare inutili tensioni e inutili scontri in valle di Susa? Perché non si cerca di fare anche lì quello che si è cercato di fare a Milano tra i leghisti e i tricolori? Soprattutto: perché i tecnici non fanno finalmente i tecnici e non rispondono, su quel tavolino da tecnici, alle obiezioni dei tecnici No-Tav con degli argomenti tecnici pro-Tav, se li hanno? Se non lo fanno non sono dei tecnici: sono dei cialtroni, e anche un po’ provocatori. E nessuno, a quel punto, toglierà dalla testa a molta gente che questa non sia l’alta velocità, ma l’alta voracità.

(Marco Travaglio, testo del video-editoriale della puntata di “Servizio Pubblico” del 1° marzo 2012, pronunciato nello studio di Michele Santoro di fronte al segretario del Pd, Pierluigi Bersani).

via www.libreidee.org

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Da Santoro ieri sera agonizzava tristemente un vecchio disincantato, con la faccia scolpita dalle rughe che hanno somatizzato rinuncia e rassegnazione, che biascicava quattro frasi in politichese, totalmente inadeguato di fronte a Travaglio e Landini, ben informati e lucidi sul problema che si dibatteva, la TAV, espressione piena del partito che rappresenta, diviso in 21 correnti praticamente ingovernabile.

    Eppure con questa immagine cimiteriale, di uno che aveva scelto Penati come segretario particolare, di uno che con Prodi aveva promesso la TAV, collaterale alla cooperativa che ha vinto appalti per l’ampliamento della base militare americana di Vicenza e per lavori in Val di Susa, massima espressione dei professionisti a vita della politica, sodale del vice conte vaticano Massimo D’Alema, ebbene con questa figura si vuole rappresentare la “sinistra” alle prossime elezioni, con Di Pietro e Vendola che sgomitano per una alleanza strategica con il segretario di questo pseudo partito: il PD.

    Ieri sera Santoro ha officiato le esequie del PD, pubblicamente, mentre da parecchio tempo il solo Grillo aveva diagnosticato la inevitabile scomparsa dei partiti, ormai senza più contatti con le masse, senza strategia e senza identità, scavalcati dai poteri forti finanziari e industriali, sostituiti in un batter d’occhio da “tecnici” (miliardari), in quanto bloccati da reciproci voti, screditati agli occhi di tutti, ricettacolo di ladri, pregiudicati, mafiosi. Tutti i vecchi partiti, compresi quelli di Vendola e Di Pietro, non si risolleveranno più dal generale discredito in cui è precipitata la classe politica e ciò è chiaro e dimostrato dal fatto che Berlusconi auspica che i “tecnici” continuino a governare anche oltre il 2013, appoggiati dai cadaveri dei vecchi partiti e dai sindacati venduti.

    Se è vero che solo l’8% degli italiani ha fiducia nei vecchi partiti, se è vero che il 57% degli italiani ha votato contro il nucleare, per l’acqua pubblica, contro il “legittimo impedimento”, misure sostenute trasversalmente da destra e sinistra, è impossibile non occupare questo spazio con criteri e regole completamente nuovi. Buona parte di queste regole sono già nel “movimento 5 stelle” di Grillo, che già opera rifiutando il finanziamento pubblico dei partiti (come fa il Fatto Quotidiano con i finanziamenti pubblici all’editoria), imponendo a tutti due legislature e poi a casa, l’essere incensurati, elezioni primarie per i candidati, profili personali su internet, votazioni continue su internet per qualunque scelta importante del partito, impegno d’onore a far campagna elettorale solo con i comizi, il porta a porta, la Rete. Seppelliamo per sempre la Casta e soprattutto usiamo regole nuove affinché il fenomeno non si ripeta.

    Paolo De Gregorio
    2.02.2012

  • Georgejefferson

    Grillo, che già opera rifiutando il finanziamento pubblico dei partiti (come fa il Fatto Quotidiano con i finanziamenti pubblici all’editoria), imponendo a tutti due legislature e poi a casa, l’essere incensurati, elezioni primarie per i candidati, profili personali su internet, votazioni continue su internet per qualunque scelta importante del partito, impegno d’onore a far campagna elettorale solo con i comizi, il porta a porta, la Rete. Seppelliamo per sempre la Casta e soprattutto usiamo regole nuove affinché il fenomeno non si ripeta….ottimo…e la mafia finanziaria internazionale ringrazia…tutti quei cialtroni venduti della casta saranno letteralmente comprati solo dai privati…I samaritani in buona fede li occupiamo ai problemi locali con I mafiosetti megalomani e non avremo piu Il seppur minimo rischio di trovare uno statista con ideali da outsider rompicoglioni…scusa tao…comprendo la ragionevolezza della questione..lancio una provocazione…non a te..ma alla strumentalizzazione dei personaggi

  • RicBo

    Inutile pronunciarsi su Bersani, perchè è come sparare alla Croce Rossa.

    Sulla questione TAV-Val di Susa invece è interessante analizzare l’impostazione data da Travaglio alla questione, che dimostra che pessimo giornalista sia.
    Travaglio imposta tutto sull’equazione opera-inutile-e-costosa = mangiatoia-di-tangenti-per-i-partiti-corrotti. C’è anche questo indubbiamente, ma Travaglio per dimostrare la sua tesi manipola dati ed accusa senza prove, inoltre insiste sull’inutilità dell’opera, quando più che inutile è assurda.
    E’ inutile ora che l’aereo (per i passeggeri) e il camion (per le merci) sono un’alternativa più economica ed efficiente, non lo sarà fra 30 anni in uno scenario di petrolio più scarso e costoso.
    D’altro canto, è assurdo pensare che si debba pensare di bucare una montagna in cui c’è amianto per realizzarla, senza contare la distruzione della valle e il rapporto fallimentare tra l’energia usata per costruire l’opera e il ritorno energetico in termini di risparmio. Questo è il vero rapporto in perdita, non tanto quello economico-finanziario, e Travaglio lo sfiora appena.
    Il corridoio ferroviario Lisbona-Kiev è un progetto esistente e già approvato dalla UE. E’ assurdo che passi dalla Valle di Susa o che non sfrutti la linea attuale, ma il progetto esiste e bisogna tenerne conto.
    Per avallare la sua tesi tangentista, confronta cose che non possono essere confrontate: i costi del TAV italiano francese e spagnolo sono diversi essenzialmente per la differente orografia del territorio (montagnoso quello italiano, pianeggianti quello francese e spagnolo), le tangenti incidono fino ad un certo punto e comunque fanno parte delle amministrazioni spagnola e francese quasi quanto lo sono da noi.
    Tira fuori la Cmc e la storia di Greganti, ma sa benissimo che i vertici e gli amministratori della Cmc non sono più quelli di 15 anni fa, e cerca di insinuare l’esistenza di un canale di favori e denaro tra partito e coop rosse che non è mai stato provato.
    Usare il metodo comunicativo di indurre al senso di colpa quando compara le traversine ai banchi di scuola mancanti è subdolo e serve solo a dare forza a deboli argomentazioni. Non ne aveva bisogno. Mi ha ricordato mia madre quando mi intimava di finire il piatto sennò moriva un bimbo africano di fame.
    Anche difendere Caselli arrampicandosi sugli specchi se lo poteva risparmiare, ma evidentemente gli era indispensabile chiarire da che parte è schierato.
    Continuando sulla linea di Travaglio si potrebbe concludere: in Italia c’è una classe politica incorreggibilmente corrotta. Pertanto qualunque opera sia intrapresa è viziata da tangenti, corruzione, interessi occulti. Se l’opera la fa il privato la realizzerà violando la legge, sfruttando i lavoratori, inquinando, pensando solo a guadagnarci il più possibile. Conclusione: in Italia non si può realizzare nessuna opera.
    Insomma la sua ideologia lo fa girare sempre attorno al problema, senza mai nominarlo, e cioè che quello che sta succedendo in Val di Susa fa parte della strategia dello Stato per dominare, reprimere il dissenso e sospendere la democrazia. Punto. E’ la ripetizione di ciò che è successo a Genova dieci anni fa. Non importa che la gente della Valle abbia o meno argomenti, non saranno mai ascoltati perchè significherebbe che lo Stato ha ceduto.
    Ma evidentemente dire certe cose sa troppo di anarchismo e Travaglio è troppo di destra.

    Aggiungo poi che attendo sempre che Travaglio spenda qualche parola sulle cause dei veri problemi in cui siamo sprofondati, primo fra tutti l’Euro, questa moneta modellata sugli interessi della Germania, che non possiamo controllare e ci rende schiavi,
    mi aspetto sempre che denunci gente come Draghi (un vero ladro criminale che toglie agli stati per dare alle banche), e che la smetta di prendere a paragone i paesi anglosassoni come modello di democrazia e virtù quando sono anche più corrotti che da noi.

  • vimana2

    Va bè ogni tanto Travaglio ha perfettamente ragione…..ma solo ora ho capito perchè il tipo che commenta qui sotto lo disprezza solo ora 🙂

  • mariomonti

    “i costi del TAV italiano francese e spagnolo sono diversi essenzialmente per la differente orografia del territorio (montagnoso quello italiano, pianeggianti quello francese e spagnolo)”

    non per difendere Travaglio ma qui ha ragione da vendere, confronta infatti il tratto realizzato tra milano e torino che proprio montagnoso non è, eppure…

  • dotaste

    per ricbo…stavolta Travaglio ha detto cose giuste. Perchè criticarlo sempre e comunque? Senz’altro ha i suoi difetti, è di destra, moralista, confonde la giustizia della legge con quella morale, però non mi sembra che altri giornalisti dello stesso livello per quanto riguarda fama e successo abbiano detto le stesse cose.

  • mariomonti

    C’e’ chi ha risposto a tono a travaglio, ecco sotto il testo, onestamente per me questo prova più che altro un urgente tavolo di confronto tra pros e cons del progetto:

    Sta molto girando in facebook il lungo sproloquio di ieri sera di travaglio sulla linea av/ac che passerà dalla Val di Susa. Dice molte cose, Travaglio, nei suoi 13 minuti. Per esempio afferma che « i politici non dicono mai niente di esatto, di preciso, dicono una supercazzola dopo l’altra » e che « Nessuno si confronta mai con i dati »

    Nel mio piccolo provo a rispondere ad alcune delle troppe inesattezze che ha riferito. Non sono un tuttologo, a differenza sua non sono onniscente e quindi non so rispondere ad altre sue dichiarazioni, ma sulle seguenti penso sia doveroso correggerlo, se non altro per affrontare questa brutta discussione in maniera almeno un po’ più consapevole, senza aggiungere demagogia ad ideologia, che già ce n’è troppa.

    Innanzitutto voglio partire dai dati di traffico

    Travaglio: « Basta dare un’occhiata ai dati del traffico merci tra l’Italia e la Francia che, salito fino al 2000, da allora è colato a picco. L’ufficio federale dei trasporti svizzero calcola che nel 2000 viaggiavano 8 milioni di tonnellate di merci, oggi ne viaggiano 2 e mezzo »
    Gli scambi di merci tra Italia e Francia sono stati pari a 33 milioni di tonnellate nel 2011: erano 30,2 nel 2009, mentre nel periodo pre-crisi (anno 2007) avevano raggiunto i 44,9 milioni di tonnellate trasportate. Nel 2000, l’anno dopo il quale secondo Travaglio ci sarebbe stato il tracollo, gli scambi Italia-Francia raggiungevano i 40,8 milioni di tonnellate [fonte: coeweb-istat, senza andare a scomodare gli svizzeri che cosa ne potranno mai sapere di quel che avviene tra italia e francia?]
    Attraverso i trafori di collegamento con l’Europa occidentale, vale a dire Frejus, Monte Bianco e San Bernardo, i mezzi pesanti che OGNI GIORNO transitavano nel 2000 erano 4.451, nel 2007 sono saliti a 4.531. La crisi del 2008 ha rallentato il trend di crescita delle movimentazioni su gomma, tanto che nel 2009 si è scesi a 3.528 transiti al giorno, ma già nella prima metà del 2011 si è tornati sopra i 4.000 (4.131 per l’esattezza) e quando la recessione sarà superata tale valore è destinato a crescere notevolmente [fonte: aiscat]

    Travaglio: « ormai il grosso passa dal gottardo e dal brennero »
    Gottardo e Brennero sono utilizzati per andare in Svizzera, in Austria e in Germania, mentre per andare in Francia, in Belgio e in Gran Bretagna si utilizzano Frejus e Monte Bianco (http://i45.tinypic.com/34yrww7.jpg) ma forse Travaglio avrebbe bisogno d’un piccolo ripasso anche di geografia? Ovviamente no, sa bene dove si trovano i vari valichi. In effetti Sua Infallibilità si riferiva soltanto al traffico ferroviario e, certo, per il Gottardo e per il Brennero i treni merci passano frequentemente (non quelli di trenitalia, ovviamente, ma quelli di Hupac e quelli di RTC), mentre da e per la Francia non ci passano. Non viene in mente, al signor Travaglio, che questo fenomeno conferma proprio l’impraticabilità della linea storica Torino-Modane per il trasporto ferroviario delle merci? Cioè che le merci da e per la Francia non usano il treno perché impraticabile, a differenza di quanto avviene dove la linea-pur tra i mille limiti che hanno infrastrutture costruite più d’un secolo fa-è leggermente migliore? Ridurre le pendenze da quelle attuali, impraticabili, del 33‰, a pendenze più ragionevoli, ossia del 12‰, è l’obiettivo fondamentale del progetto attualmente in discussione. Non certo “far arrivare le rape e le fave mezz’ora prima”, ma utilizzare per i prodotti della meccanica e dell’elettronica e di tutti i comparti italiani che esportano il treno invece che la gomma.

    Travaglio: « Il vecchio treno diretto torino-lione è stato soppresso »
    Andasse a guardare il sito del Tgv, scoprirebbe che ce ne sono 6 al giorno.
    Lo aiuto: http://www.tgv-europe.it/it/orari?rfrr=accueil_header_orari

    Travaglio: « Il differenziale dei costi tra l’Italia e la Francia, lo spread del magna magna, ha un nome soltanto: tangenti»
    Sulla parte dei costi [Il costo previsto è di 8,2 miliardi. L’Ue potrebbe finanziare fino al 40 per cento (3,3 miliardi), Roma 2,7 miliardi e Parigi 2,1 miliardi] ha già risposto due anni fa Virano, con queste parole: “i lavori della Parte Comune, da Chiusa di S. Michele a S. Jean de Maurienne, per circa 84 km (di cui 49 in Francia e 35 in Italia) saranno appaltati da un unico promotore pubblico binazionale con modalità e procedure unificate nei due Paesi, rendendo impossibili disparità di costi delle medesime opere sui due lati della frontiera. E’ altresì chiaro che la compartecipazione finanziaria dell’Unione Europea, del Governo francese e del Governo italiano impone sempre un triplice ordine di verifiche in parallelo da parte dei vari organi di controllo (ad es. le varie Corti dei Conti). L’esistenza di un simile quadro di certezze per la parte internazionale diventa termine di paragone anche per il controllo dei costi della parte nazionale, trattandosi quasi sempre di opere del tutto analoghe. Infine i costi unitari complessivi, stimati in circa 100 milioni a km (euro 2010), sono del tutto in linea con quelli internazionalmente praticati ad esempio per il Brennero e per il San Gottardo i cui tunnel di base, di circa 57 km, sono comparabili con quello progettato per la Torino Lione
    http://blog.torino-lione.it/wp-content/uploads/2010/12/lettera+cartine-22nov101.pdf

  • Firenze137

    temo che l’equazione pera-inutile-e-costosa = mangiatoia-di-tangenti-per-i-partiti-corrotti sia corretta e sia l’unico fondamento dello schieramento concorde di tutti i partiti che siedono attualmente in parlamento.

    del resto ci sono da tempo 2 libri che parlano approfonditamente di questo : “Corruzione ad alta velocità” del giudice Imposimato ed ultimamente Ivan Cicconi con “il libro nero della TAV”. Il giudice Imposimato poi fa un’affermazione chock http://www.lenovae.it/imposimato-choc-falcone-e-borsellino-uccisi-per-le-inchieste-sugli-appalti-pubblici-e-la-tav/.

    Travaglio è stato direi abbastanza efficace. Tutto il tam tam mediatico di ieri in TV invece, è rimasto abilmente e decisamente sul dilemma amletico: La TAV si deve fare SI/NO. I conduttori si sono guardati bene di parlare – non delle ipotesi, ma delle prove – della corruzione.

  • RicBo

    Gli interventi dei commentatori chiariscono bene l’abilità manipolatoria di Travaglio.

    Ripeto, la questione tangenti, anche vista rispetto alla corruzione molto più estesa dei grandi poteri finanziari mondiali, è un modo per sviare l’attenzione dal vero problema: non si vuole ammettere il carattere violento, dominante e totalitario dello Stato. E anche se l’opera in Val di Susa fosse meno assurda di quello che sembra, come sembra indicare mariomonti (complimenti per il commento ma non per lo pseudonimo) non cambia il fatto che alla popolazione della Valle è chiesto un sacrficio troppo grande, in nome del progresso.

  • geopardy

    Non obietto sull’utilità di rottura con il vecchio modo di fare politica del “movimento 5 stelle”, ma ho esempi locali di un numero crescente di qualunquisti puri e duri, che nessuna persona di buon senso si augurerebbe mai di vedere in politica, gettarsi nella mischia 5 stelle, argomentando in maniere ignorante su questioni sottoposte a precise regole di funzionamento ignote a questi personaggi.

    Naturalmente, c’è anche gente di buon senso con buona preparazione e buone idee nel suddetto movimento, ma non ne ha l’esclusiva.

    Il rischio, come sovente succede nella nostra politica, è che le persone che più urlano e fanno chiasso, anche ingiustificatamente, vadano più in alto di quelle preparate e di buon senso, d’altronde, è pur sempre lo stesso popolo che ha mantenuto al potere questa casta a scegliere e votare.

    Quindi, attenzione a chi si manda avanti nel “nuovo che avanza”, perchè tanti hanno concezioni politico-economiche di gestione assai simili a quelle che sono sotto processo attualmente, condite soltanto con lo slogan del buon governo, ormai non più sufficente, secondo me, per attuare una svolta reale rispetto al sistema in atto.

    Un buon governo, fermo restando gli attuali dogmi ecomici, non servirebbe granchè, non riuscirebbe da solo ad evitare le ineluttabili pressioni connaturate a tale sistema, occorrerebbe un reale cambiamento strutturale e con politici capaci ed intenzionati realmente a volerlo e con il sostegno della base popolare.

    Per quanto riguarda l’articolo non sono in grado di avallare o contestare i dati scriitti da Travaglio, nel contempo non sottovaluterei affatto quanto scrive Ricbo in merito all’assurdità dell’opera, accantonando per un momento la mera discussione inprontata esclusivamente su basi di convenienza finanziaria.

    Gli esempi ci sono, in India, ad esempio, si vogliono costruire impianti idroelettrici cacciando milioni di persone dalle proprie terre ( sono state fatte lotte molto più aspre e drammatiche rispetto alla no tav), aldilà dell’eventuale vantaggio economico nel farle, non è giusto porre innanzitutto, specialmente per uno stato che si definisce democratico e totalmente rispettoso nei confronti dei propri cittadini, la questione del rispetto dei diriti di quei cittadini sopra ogni convenienza economica?

    Altrimenti in che inferno di mondo andremmo a vivere se, ammesso e non concesso, un’opera fosse vantaggiosa economicamente, ma con costi in senso lato terribili per chi la dovesse subire sulla propria pelle (vedi i continui insediamenti ebraici in Palestina, in totale violazione dei diritti dei Palestinesi).

    In pratica, potenzialmente, saremmo tutti Palestinesi.

    Ciao

    Geo

  • yakoviev

    Non mi sembra che si parli solo di corruzione: dall’articolo emerge che l’opera è dannosa in sè, anche se tutte le cose fossero condotte in modo regolare. D’altronde il nesso grande opera inutile e/o dannosa-distribuzione “bipartizan” delle commesse e degli appalti-imposizione dei lavori con tutti i mezzi da parte dell’autorità è inscindibile.

  • AlbertoConti

    Finalmente una buona notizia! Se ne parla! (è questa la buona notizia).
    Quel cialtrone talebano travestito da professore (MM) come previsto si rivela ben peggiore del suo predecessore puttaniere, che ora lo sponsorizza anzichè criticarlo (ma guarda un po’ gli scherzi del destino).
    E peggio (o meglio) del suo predecessore dice la verità, basta saperla interpretare, invertendone il senso. Dice “non saranno più tollerate violenze”. Bene, non tollereremo più violenze, sono d’accordo, a cominciare dalla più grave delle violenze: L’IGNORANZA STRUMENTALE.
    E’ interessante vedere le reazioni del popolino agli insulti (che in realtà non sono tali, ma semplici giudizi di valore più che motivati) al grigio talebano del liberismo selvaggio. Alcuni mostrano chiari segni d’indignazione! Evviva, anche gli ignoranti cominciano ad indignarsi, è un primo passo, falso, ma è pur sempre un primo passo!

  • AlbertoConti

    Dimenticavo una chicca imperdibile: “aumentiamo le imposte indirette e abbassiamo quelle dirette, per il bene dei giovani” Interpretazione corretta: per metterla nel culo ai giovani ben più di quanto fatto in dieci anni di moneta comune senza uno Stato comune, aumentiamo direttamente l’inflazione, ope legis, con la leva fiscale impugnata come una clava sul groppone del popolo-sovrano (sì, sovrano nel prendere legnate senza lagnarsi). Il “grande economista” non sa che l’infalzione (il differenziale d’inflazione con la Germania) è la causa prima del fenomeno PIIGS? Cazzi suoi se lo sa o non lo sa, se è un semplice idiota o un criminale. Sta di fatto che con questa mossa poco discussa la sindrome greca viene anticipata di brutto.

  • AlbertoConti

    Suggerisco a questi tuttologi di analizzare comparativamente un altro fenomeno: l’accoglienza italiana dei TIR che vomiterà in Lombardia il nuovo traforo, tutto svizzero, del Gottardo. A conti fatti traggano poi le conclusioni sulla scala delle priorità.

  • dana74

    e chi lo dice MarioMonti che il traffico è destinato a crescere superata la recessione?Intanto durerà venti anni la recessione come annunciato dal tuo “omonimo”, a meno che non ritieni che l’austerità faccia rima con crescita.
    Le stime di traffico, quando la linea è stata modernizzata spendendo milioni di euro erano di 40 MILIONI DI TONNELLATE – dati LTF/RFI ossia promotori dell’opera, non dati notav. Ce ne sono UN MILIONE.
    Temi che si saturi la linea?Ed il passaggio merci su un territorio -passaggio NON FERMATA NOTA BENE – che valore da all’economia?
    IL traffico merci viaggia NORD SUD – ecco perché i tunnel per la svizzera calano di meno -ma calano).
    Non c’è domanda di traffico est-ovest.Leggiti Marco Ponti che non ha simpatie no tav ma sostiene l’inutilità dell’opera.

    Non ho simpatia per Travaglio, ma ribadisco, i dati da lui sciorinati sono CORRETTI.