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NO GIANNINO, L'OSCAR IN ECONOMIA NON TE LO DANNO

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Non voglio sembrare arrogante, ma veramente vale la pena spendere pochissime parole per smontare le fandonie e la truffa del programma economico con cui il signor Oscar Giannino e i suoi finanziatori si lanciano in politica. Di economia, nel loro programma, c’è la stessa dose che trovate di succo d’arancia nella Fanta. Forse di meno.

1) Ridurre l’ammontare del debito pubblico. è possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse.Un debito pubblico di uno Stato a moneta sovrana (Fiat, non convertibile e floating) si traduce nell’attivo di tutto il settore non governativo (famiglie + aziende), al centesimo. Lo Stato spende accreditando conti correnti (di famiglie + aziende) o emettendo titoli che spostano il denaro degli acquirenti (famiglie + aziende + investitori interni ed esterni) da conti bancari a conti di ‘risparmio’ del Ministero del Tesoro presso la Banca Centrale, dove il medesimo denaro guadagna interessi superiori. Ogni singolo centesimo coinvolto nella spesa pubblica a deficit è dunque un attivo dei riceventi di quella spesa, e non un debito. Diminuire il debito pubblico significa solo ridurre l’attivo dei settori non governativi sopraccitati, cioè impoverirli. E’ sbagliato, non ha senso, ed è contrario alla funzione primaria per cui i debiti pubblici sono stati creati. La necessità di ridurre il debito pubblico di uno Stato emerge solo e unicamente in due casi: 1) una falsa e irrazionale credenza ideologica affine a una religione superstiziosa che vede nel debito pubblico un nemico, senza peraltro portare a prova di ciò alcuna realtà di scienza contabile (P. Samuelson), oppure 2) se il debito pubblico dello Stato in questione è stato ridenominato in una moneta che quello Stato non possiede, cioè una moneta ad esso straniera, come è l’Euro per noi. Adottando l’Euro, l’Italia si è posta nelle stesse condizioni di uno Stato del Terzo Mondo che deve onorare un debito denominato in una moneta straniera (Krugman). E’ precisamente l’Euro che ha tramutato il benefico debito pubblico italiano, precedentemente l’attivo di ogni italiano del settore non governativo, in una passività di tutta la popolazione, poiché il nostro Stato deve oggi onorare i propri titoli, ed eseguire la propria spesa pubblica, procacciandosi questa moneta ad esso straniera attraverso la tassazione di tutto il settore non governativo, oppure indebitandosi presso i proprietari dell’Euro, cioè i mercati di capitali privati internazionali che lo ricevono direttamente dal sistema delle Banche Centrali europee.

Se ne deduce che la proposta .1, non risolvendo la radice del problema, aggredisce l’indebitamento italiano dalla parte sbagliata, prendendosela col debito in sé e non con ciò che ha tramutato quel debito benefico in un disastro nazionale, cioè l’Euro. Secondo la proposta .1, finiremmo semplicemente con il problema inalterato, ma anche con un’enorme fetta di ricchezza nazionale alienata. Cioè, colloquialmente parlando, cornuti e mazziati. I proponenti dovrebbero essere tacciati di ignoranza delle realtà degli stati patrimoniali di uno Stato e di macroeconomia monetaria, non fosse per il fatto che sono in assoluta malafede, essendo essi aderenti del liberismo neoagrario e neoclassico che si prefigge come meta la distruzione di tutto ciò che è la funzione di spesa dello Stato a favore del settore non governativo di cittadini e aziende.

2) Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell’arco di 5 anni. La spending review deve costituire il primo passo di un ripensamento complessivo della spesa, a partire dai costi della casta politico-burocratica e dai sussidi alle imprese (inclusi gli organi di informazione). Ripensare in modo organico le grandi voci di spesa, quali sanità e istruzione, introducendo meccanismi competitivi all’interno di quei settori. Riformare il sistema pensionistico per garantire vera equità inter—e intra—generazionale.

3) Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro e d’impresa. Semplificare il sistema tributario e combattere l’evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte.

Sei meno cinque fa uno. Se lo Stato riduce la spesa del 6%/PIL e la tassazione del 5%/PIL, significa che ha privato il settore non governativo di una ricchezza pari al 6% /PIL, ma poi gli lascia in tasca un 5%/PIL in minori tasse. Risultato: il settore non governativo è comunque in passivo di 1. Geniale. Aggiungo che esiste una letteratura sterminata che dimostra come i fattori di competizione di mercato in settori come la sanità, l’istruzione e la previdenza sociale siano dei controsensi catastrofici, e dei veri e propri falsi ideologici. E’ impossibile che là dove l’espansione demografica e l’allungamento della vita impongono spese esponenziali, la logica della remunerazione del capitale investito dal privato possa garantire al cittadino servizi all’altezza delle sue esigenze. E’ dimostrato da decenni (Wynne Godley, Bilanci Settoriali) che il settore privato non può mai creare beni finanziari al netto, cosa che solo lo Stato può fare, per cui non può trovare i capitali netti per arricchire alcun servizio sociale senza successivamente sottrargli i medesimi capitali gravati da profitto.

4) Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali quali, a titolo di esempio: trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, servizi professionali e banche (inclusi gli assetti proprietari). Privatizzare le imprese pubbliche con modalità e obiettivi pro-concorrenziali nei rispettivi settori. Inserire nella Costituzione il principio della concorrenza come metodo di funzionamento del sistema economico, contro privilegi e monopoli d’ogni sorta. Privatizzare la RAI, abolire canone e tetto pubblicitario, eliminare il duopolio imperfetto su cui il settore si regge favorendo la concorrenza. Affidare i servizi pubblici, incluso quello radiotelevisivo, tramite gara fra imprese concorrenti.

Falso ideologico di livello eccelso. Ogni singola esperienza di liberalizzazione dei mercati al mondo ha portato a gare truccate dove le maggiori Corporations hanno creato mega ‘cartelli’ in finta competizione fra di loro riportando la situazione a una mancanza di concorrenza assai peggiore di prima. I paladini di queste menzogne, dai Montezemolo ai Della Valle ai De Benedetti italiani, predicano le virtù del libero mercato purista, ma razzolano poi mungendo le infrastrutture dello Stato edificate da generazioni di italiani e mungendo i favori dei politici alla Prodi, Amato e D’Alema che gli hanno scandalosamente oliato la strada. E’ accurato sostenere che in un regime di VERO libero mercato purista, questi parassiti schiatterebbero in dieci minuti.

5) Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. Tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa in cui lavoravano, devono godere di un sussidio di disoccupazione e di strumenti di formazione che permettano e incentivino la ricerca di un nuovo posto di lavoro quando necessario, scoraggiando altresì la cultura della dipendenza dallo Stato. Il pubblico impiego deve essere governato dalle stesse norme che sovrintendono al lavoro privato introducendo maggiore flessibilità sia del rapporto di lavoro che in costanza del rapporto di lavoro.

La quantità di contraddizioni in questo punto è olimpionica. Secondo questi luminari dell’economia, non si deve tutelare l’occupazione esistente, ma tutelare il reddito di chi perderà quei lavori. Sfugge la logica. Non si faceva prima a mantenergli il lavoro? e quindi il reddito, scusate? Poi: tutti i disoccupati devono avere un sussidio, per essere aiutati a trovare un nuovo lavoro “quando necessario”… Eh? Perché, per un disoccupato lavorare è un optional? E poi: “scoraggiando altresì la cultura della dipendenza dallo Stato”. Ma chi lo paga il sussidio? E di nuovo: non era meglio mantenerglielo quel posto di lavoro in prima istanza? Magari offrendogli, invece che un sussidio totalmente improduttivo, un lavoro garantito dalla spesa pubblica, che immediatamente rimette quel lavoratore a produrre e quindi ad aumentare il PIL.

6) Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d’interesse. Imporre effettiva trasparenza e pubblica verificabilità dei redditi, patrimoni e interessi economici di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche elettive. Instaurare meccanismi premianti per chi denuncia reati di corruzione. Vanno allontanati dalla gestione di enti pubblici e di imprese quotate gli amministratori che hanno subito condanne penali per reati economici o corruttivi.

D’accordo. Allora, licenziare subito Mario Draghi (Gruppo dei 30), e tutto il governo Monti (Goldman Sachs, INVESCO, Generali, Monte dei Paschi, Intesa, ING, Mediobanca ecc. ecc.).

7) Far funzionare la giustizia. Riformare il codice di procedura e la carriera dei magistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamento basato sulla performance; no agli avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità. Introdurre e sviluppare forme di specializzazione che siano in grado di far crescere l’efficienza e la prevedibilità delle decisioni. Difendere l’indipendenza di tutta la magistratura, sia inquirente che giudicante. Assicurare la terzietà dei procedimenti disciplinari a carico dei magistrati. Gestione professionale dei tribunali generalizzando i modelli adottati in alcuni di essi. Assicurare la certezza della pena da scontare in un sistema carcerario umanizzato.

No comment, se non per dire che come sempre non si comprende da quali benefattori privati proverrebbero i fondi per alimentare un’istituzione che è per definizione avversa a qualsiasi logica di profitto.

8) Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne, oggi in gran parte esclusi dal mercato del lavoro e dagli ambiti più rilevanti del potere economico e politico. Non esiste una singola misura in grado di farci raggiungere questo obiettivo; occorre agire per eliminare il dualismo occupazionale, scoraggiare la discriminazione di età e sesso nel mondo del lavoro, offrire strumenti di assicurazione contro la disoccupazione, facilitare la creazione di nuove imprese, permettere effettiva mobilità meritocratica in ogni settore dell’economia e della società e, finalmente, rifondare il sistema educativo.

L’unico motivo reale per cui giovani e donne sono oggi esclusi dal mercato del lavoro è che le politiche economiche neoliberiste e neoclassiche dei tecnocrati al potere, unitamente alle catastrofiche conseguenze dell’adozione di una moneta straniera per l’Italia (Euro), stanno deflazionando l’economia del nostro Paese come mai nella storia repubblicana, devastando l’occupazione a ritmi inauditi. Punto. Anche qui la letteratura a riprova è sterminata.

9) Ridare alla scuola e all’università il ruolo, perso da tempo, di volani dell’emancipazione socio-economica delle nuove generazioni. Non si tratta di spendere di meno, occorre anzi trovare le risorse per spendere di più in educazione e ricerca. Però, prima di aggiungere benzina nel motore di una macchina che non funziona, occorre farla funzionare bene. Questo significa spendere meglio e più efficacemente le risorse già disponibili. Vanno pertanto introdotti cambiamenti sistemici: la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.Va abolito il valore legale del titolo di studio.

Altro falso ideologico di bassissima lega. Vale qui quanto scritto in risposta al punto 3.

10) Introdurre il vero federalismo con l’attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo. Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio rendendoli responsabili, di fronte ai propri elettori, delle scelte compiute. Totale trasparenza dei bilanci delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate da enti pubblici con l’obbligo della loro pubblicazione sui rispettivi siti Internet. La stessa “questione meridionale” va affrontata in questo contesto, abbandonando la dannosa e fallimentare politica di sussidi seguita nell’ultimo mezzo secolo.

Esprimere concetti come “Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali”, e “ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio”, è l’ennesima prova del fatto che questi luminari ignorano l’abc dei Bilanci Settoriali e non hanno la più pallida idea di cosa sia un pareggio di bilancio. In primo luogo un’amministrazione locale può solo ‘usare’ una moneta, e non emetterla, per cui non possiede per definizione alcuna autonomia di spesa. Poi se è costretta dall’emissore della moneta, lo Stato, a pareggiare i bilanci, cioè a dare a cittadini e aziende 10 e togliere 10, la si mette nelle condizioni di lasciare un sonoro zero nella tasche di tutti. Cioè: zero crescita. E con zero crescita il federalismo è una fesseria.

Conclusione: se quest’accozzaglia di ricette liberiste è economia, allora i messaggi dei Baci Perugina hanno fatto la storia della filosofia italiana.

Paolo Barnard
Fonte: http://paolobarnard.info
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=418
1.08.2012

Pubblicato da Davide

  • ProjectCivilization

    Insomma , PB e’ un instabile .
    Sara’ il sole , ma e’ riemerso in lui il bisogno di appoggiare gli sfruttatori , con calcoli farlocchissimi…..
    Una cosa e’ chiara….PB non e’ idoneo a fare l’amministratore o il contabile onesto .
    Le cose che ha l’impudenza di scrivere , sono cosi’ grottesche , che meritano di rimanere come reperto storico della follia capitalista .
    Che forse suscitera’ presto incredulita’ e stupore.
    Noi , sapremo spiegare cosa e’ stata ?

  • ericvonmaan

    Mi rendo conto che quello che sto per dire potrebbe essere diciamo una cazzata totale ma: avete guardato bene in faccia Giannino? Fareste gestire non dico una nazione ma anche solo5.000 euro di vostri risparmi a uno con una faccia così? L’aspetto qualcosa conta, infatti in moltissimi uffici per essere assunto gli ordinerebbero di rasarsi in modo “normale”. E poi quello che dice: è solo un poveretto che, lisciando il pelo ai potenti, spera di ottenere un posto ben pagato in “quello che verrà dopo” , qualsiasi cosa sia. A LAVORAREEEE

  • cavalea

    P.B. è onesto, coerente, comprensibile e convincente.

  • ProjectCivilization

    E ( digiamolo )….gli asini volano !!!

  • android2k

    Quoto ericvonmaan in toto.
    Intentiamoci, lungi da me fare il bacchettone, ma se in ambito privato ciascuno è libero di pensare ed agire come preferisce, rispettando le leggi e la decenza, in ambito pubblico del rispetto è però “dovuto”.
    Un soggetto che si presenti conciato da Arlecchino e si atteggi da detentore delle verità non solo offende la mia intelligenza, ma si ravvisa ridicolo e deteriore. E chiaramente non mi porta rispetto.
    Confermo che non solo non gli affiderei il mio denaro, ma mi rifiuterei di accettarlo come istituzione rappresentativa di alcunché, al massimo può rappresentare sé stesso, e lo fa pure male.
    Questo paese ha bisogno di ben altre stature morali e di ben altre competenze.
    Nella fattispecie, discordo persino dal tempo che PB gli ha dedicato nel formulare un’analisi qualitativa del programma da questi proposto. Non ne merita assolutamente lo sforzo.
    Il problema è a monte, com’è possibile che questo paese, pur nella situazione in cui avversa, non riesca a presentare altro che saltimbanchi e puttanieri, piuttosto che servi dei potenti o ignoranti conclamati.
    Coraggio Paolo, passa oltre e non ti curar di loro, poiché non è nelle mani di questi teatranti il futuro vero delle generazioni a venire. Il nostro, di futuro, è già segnato, e la colpa è solo nostra.

  • android2k

    Quoto ericvonmaan in toto. Intentiamoci, lungi da me fare il bacchettone, ma se in ambito privato ciascuno è libero di pensare ed agire come preferisce, rispettando le leggi e la decenza, in ambito pubblico del rispetto è però “dovuto”. Un soggetto che si presenti conciato da Arlecchino e si atteggi da detentore delle verità non solo offende la mia intelligenza, ma si ravvisa ridicolo e deteriore. E chiaramente non mi porta rispetto. Confermo che non solo non gli affiderei il mio denaro, ma mi rifiuterei di accettarlo come istituzione rappresentativa di alcunché, al massimo può rappresentare sé stesso, e lo fa pure male. Questo paese ha bisogno di ben altre stature morali e di ben altre competenze. Nella fattispecie, discordo persino dal tempo che PB gli ha dedicato nel formulare un’analisi qualitativa del programma da questi proposto. Non ne merita assolutamente lo sforzo. Il problema è a monte, com’è possibile che questo paese, pur nella situazione in cui avversa, non riesca a presentare altro che saltimbanchi e puttanieri, piuttosto che servi dei potenti o ignoranti conclamati. Coraggio Paolo, passa oltre e non ti curar di loro, poiché non è nelle mani di questi teatranti il futuro vero delle generazioni a venire. Il nostro, di futuro, è già segnato, e la colpa è solo nostra.

  • ubuntu77

    Barnard come al solito spiega le cose in modo molto elementare; fatto sta che alcune persone, quelle di una certa levatura per intenderci, non capiscono una mazza. Due+due fa quattro, inutile tirare in ballo la matematica avanzata o la fisica quantistica: il risultato non cambierà..
    Se gli italiani, nei prossimi mesi, soffriranno la fame, la sete, le cure mediche, tutti i politici di maggioranza e di opposizione, tutti i tecnici, tutti gli esperti di economia pro distruzione dovranno rispondere in prima persona di crimini di Stato verso i propri cittadini.

  • warewar

    Ma scusate…un lavoratore privato che…

    Guadagna : 100.000 euro all’anno.
    Tassato di : 60.000 euro all’anno (ipotizziamo una tassazione del 60%).
    Lo stato spende per lui : 60.000 euro all’anno.

    cosi’ ci sarebbe pareggio di bilancio per lo stato e al lavoratore rimarrebbero 40.000 euro da spendere per far crescere l’economia.

    Obiezioni ?

  • gattocottero

    LA differenza tra Paolo Barnard e Oscar Giannino è che Barnard comprende il sistema economico contemporaneo con grande competenza, mentre Giannino nulla capisce di economia.

    Gente come Giannino va fermata subito, perché potenzialmente è capace di fare più danni di quelli compiuti da Prodi, Monti, Ciampi messi assieme.

  • Georgejefferson

    Se lo stato pareggia il bilancio,in mancanza di pieno sviluppo di un paese si dovra andare a cercare soldi ADDIZIONALI all’estero vendendo 3 e comprando 2 (+1),per fare cio’ resta la svalutazione salariale interna,quindi il privato si impoverisce,tranne forse i soliti noti.Naturalmente si abbisogna si un mercato di sbocco(che vende 2 e compra 3).Parafrasando un comico ormai fuori ruolo:ma se son tutti mercantilisti..ha chi vendono?L’obbiettivo dell’oligarchia schiavista europea e’imporre il pareggio di bilancio e riduz.del debito non piu sovrano per impoverire la classe media ed instaurare il modello cinese…In questo contesto,il sindacato della piccola media industria sta tradendo i loro padroni al pari del sindacalismo operaio.Per questo Barnard cerca di svegliare anche tali imprenditori.Ma la propaganda e’troppo forte,si accorgeranno(nell’aggregato)troppo tardi.Come va warewar?

  • Georgejefferson

    Sbagli cat.Giannino comprende l’economia.Ma e’il referente piu alto nei media della scuola anarco capitalista austriaca.E’l’impianto ideologico che non vuole accettare la solidarieta a prescindere(anche se non puo ammetterlo)e ritiene giusta solo la legge del piu forte.Ergo..hayek…mises…piu mercato,zero stato(se non di polizia a difendere la santa proprieta privata)

  • Arazzi

    si, hai scritto una gran boiata.

  • Notturno

    Quanto mi piacerebbe se coloro che non concordano con Paolo Barnad MOTIVASSERO il loro disaccordo.

    Io sarei sinceramente GRATO a chi mi mostrasse gli errori della MMT e mi evitasse di sbagliare. Sul serio!

    Ma questa gentaglia è capace solo di sputare ingiurie, senza MAI ENTRARE NEL MERITO, senza MAI discutere di economia.

    Nessun rispetto per costoro.

  • warewar

    Sai che sono d’accordo (+ o -) con PB…non accetto i bot-btp per avere denaro quando si possono stampare (senza pagare interessi)…

    Nessuno di voi due mi ha spiegato dove sta l’errore…

    Nel caso che ho fatto lo Stato sta in pareggio di bilancio e il lavoratore ha 40.000 da spendere (e/o risparmiare)…

    Dove è la boiata ?

  • warewar

    @Notturno.

    …E’ assurdo, lo stato a differenza di imprese e famiglie può evitare di indebitarsi e pagare interessi perchè è lui che in pratica crea la moneta che circola nell’economia quando spende, e riduce la quantità di moneta quando la chiede sotto forma di tasse…

    Tutto questo meccanismo perverso si può evitare avendo semplicemente lo stato che crea moneta per coprire ammontare annuale del deficit in modo da evitare di accumulare debito e interessi. Ovviamente tenendosi entro percentuali del 3-4% del PIL. Il punto è che indebitarsi con rate in scadenza ed interessi non ha impedito allo stato italiano dal 1970 al 1990 di incrementare il debito di continuo del 5% medio e il risultato è che ora il debito di 1950 miliardi è fatto per metà (stima ottimistica…gli interessi pesano per 80% del debito – ndr) di interessi cumulati!…

  • warewar

    il post sopra è preso da GZ (MMTers anche lui)…

    per il resto del ragionamento concordo con Barnard…(anche se un pò di spesa pubblica parassitaria è da eliminare…per dar spazio ad una spesa più utile ai cittadini)

  • Arazzi

    Te l’ha spiegato bene George ma come immaginavo è stato inutile. Per quello mi sono limitato alla risposta da bar.

  • ericvonmaan

    Prima di offendere gratuitamente (gentaglia a chi?) sappi che di luoghi dove le teorie di Barnard e la cosiddetta MMT sono ben analizzate e si dimostrano chiaramente tutti i loro limiti e difetti ce ne sono numerosi, eccoti un link esauriente http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewforum.php?f=66
    vedi tu se hai voglia di approfondire o ti va di credere aprioristicamente alla liquefazione del sangue di san gennaro. ciao

  • warewar

    Non so cosa bevi nel tuo bar, ma se la matematica non è un opinione il Giappone dal 1995 al 2011 NON ha mai speso di più di quello che ha incassato e:

    1- Paga interessi a 0.8% (potrebbe proprio eliminarli risparmiando 22 trillioni di yen all’anno).

    2- E’ la seconda potenza mondiale da mezzo secolo.

    3- E’ forse uno dei popoli più ricchi del mondo.

    Quale mirabolante spesa a deficit ha dunque fatto per portare tutti questi risultati ?

    L’unica cosa che serve è avere moneta sovrana ed ogni anno stampare il 4% in più di moneta (eliminando titoli di stato e quindi debito pubblico).

    STOP

    fonte: http://www.stat.go.jp/english/data/handbook/img/tab4_1.gif

  • Nauseato

    Mi è venuta lì per lì, per cui mi scuso se la frase fa cagare.

    La proprietà privata è come la mamma: la propria non può che essere santa, quella degli altri può anche essere puttana.

    Va be’ basta. Lasciamo perdere. Come non detto.

  • Skorpio_B3

    e i debiti pregressi?

  • SentieroIndiano

    Barnard porta come al solito dati reali, teorie economiche di peso e argomentazioni valide a supporto. Giannino porta ricette sbagliate, vaghe e contraddittorie in perfetto stile politico-italiota.
    Dove sta il nuovo e dove sta il vecchio secondo voi?

  • ProjectCivilization

    Dovrebbero…..ma se la gente accettera’ di farsi schiacciare….

  • ProjectCivilization

    MMT non e’ per niente “economia” , e’ truffa .Stile Gattopardo .
    Cosa ce’ da spiegare ? Che la carta non puo’ far funzionare la vita degli uomini ?
    E a chi ? Le persone con qualche lume …gia lo sanno .
    Io comunque , la briga di refutare quella stronzata punto per punto me la sono presa varie volte .

  • ProjectCivilization

    Sono esattamente alla pari .
    PB vince solo sul piano della simpatia .
    Il nuovo starebbe nel non leggerli piu’ , e magari dar loro un lavoro di manod’opera in cui non possano esercitare le loro arti truffaldine .

  • Nauseato

    Di più. Il trucco è che sia la gente stessa a invocare di essere schiacciata …

  • nuvolenelcielo

    certo, peccato che manca tutta la parte “anarco”… Poi saresti tu quello che non parla per slogan

  • LeoneVerde

    comincia, e torna al blog di Bagnai. Almeno il prof. ha la decenza intellettuale di riconoscere che Barnard non dice niente di sbagliato sul piano teorico, solo non gli piace come lo dice.

  • cpaglietti

    Caro Barnard,
    credo, che nonostante tutto, anche sè il programma o la persona non sono condivise, Oscar Giannino ha un merito che gli và riconosciuto: scende in campo! Ha il coraggio di pubblicare le sue idee, di confrontarsi con l’elettorato. Molti , pur avendo capacità ed idee “superiori” rimangono dietro una tastiera e quando avremo le elezioni lascieranno che vinca il peggiore per poi fare dietrologia. Quindi , secondo mè, in questo momento storico, dico Bravo Giannino, una voce comunque fuori dal coro!
    È da tempo che lo dico: vogliamo essere della partita, vogliamo proporre un alternativa? Prepariamo le liste, sono abbastanza esperto per poter organizzare la parte burocratica, mà serve il contributo di un centinaio di persone che credano al progetto e si impegnino non solo a parole. Ma mai una risposta, mai un cenno, mai un impegno, insomma solo pecore nere, nessun cane pastore.

  • Georgejefferson

    Parliamone nuvole,quale e’il tuo ideale di anarchia?

  • Arazzi

    Quanta ingenuità, cpaglietti. Giannino è tutto tranne che fuori dal coro, il suo personaggio può esserlo e può stare simpatico o meno. Ma quello che dice sono i soliti rigurgiti della ideologia dominante. E non ha bisogno di nessun coraggio, lui è già un personaggio pubblico e non ha/avrà problemi a trovare visibilità in quanto quello che dice è, appunto, la solita fuffa. Per farla breve: ti sei fatto fregare dal marketing del prodotto giannino.

  • shoona

    Da tempo ormai ho smesso di commentare ogni post di Barnard. Questo ultimo è davvero notevole in quanto a miopia. Ma se una sola persona ha un problema di vista, poco male. Il problema sorge quando chi lo legge esulta e lo acclama pensando in quel momento di essere l’alternativa. Barnard da tempo ha virato a destra anche se fa fatica ad ammetterlo. Un tempo parlava di operai, di condizione del lavoro, della condizione delle donne. Ottime inchieste contro il capitale.
    Oggi perde tempo a far lo psicologo di economia, fra una cena con Zamparini e una letterina agli imprenditori. L’ottica di Giannino e quella di Barnard sono due facce della stessa medaglia. Non state combattendo nulla seguendo l’uno o l’altro. Chi fa questo non ha ancora ammesso a se stesso di non voler alcun cambiamento serio ma solo un ritorno a quando il proprio io poteva fare il cazzo che voleva (compresi i vacanzoni nei paesi poveri) mentre il resto del mondo crepava di fame. Ma la vita è una ruota e stavolta tutto quel dolore patito per secoli dagli altri ci si ritorcerà contro con la stessa, tremenda violenza.

  • WarezSan

    Classici atteggiamenti da “quelli che ben pensano” della peggior risma.

    Belle parole, dietro ad una tastiera.

    Intanto lui e’ “li” e voi siete “qui” a spompinarvi a vicenda con questioni risibili.

  • gattocottero

    Sì, ci sarebbe da mettere appeso sui muri la foto di Giannino sui poster, come nel Far-West, con su scritto: WANTED – DEAD OR ALIVE.

    Come ho già scritto più sopra, quello rischia di fare più danni di Monti Prodi Ciampi messi assieme… e purtroppo il volgo pensa che Giannino se ne intenda di economia!!!

  • gattocottero

    Bravo, bravo, vai avanti così mi raccomando.

    Poi ci si chiede come mai il mondo va a p…

  • ProjectCivilization

    Ma dovevi proprio rispondere ?
    Rispetta le persone serie , o svaluti non solo te stesso , ma il sito .
    O non riesci a distinguere un analisi seria dalla fuffa ?

  • ericvonmaan

    beh, anche tu

  • consulfin

    grazie per il link. Avevo perse le tracce di Sandro Pascucci

  • WarezSan

    La differenza fra me e voi e’ tutta qui.

    Io non pretendo di giudicare una persona dal suo abbigliamento.

    Ora tornate pure in sauna a fare quello che stavate facendo.

  • cpaglietti

    @Arazzi
    Non mi faccio ingannare, dico solo Bravo Giannino che oltre a dire la sua (condivisibile o meno) e fuori dal coro dei Montiniani, metti le sue idee , sbagliate o giuste che siano , in mano all’ elettorato. Parlare, solo per parlare serve a poco, bisogna parlare ed agire.
    Le critiche lasciamole a chi non sà pensare e passa il tempo a criticate, cerchiamo di proporre, costruire, incoraggiare chi ha voglia di fare .
    Destra e sinistra non esistono, sono stati per anni uno strumento da tifo da stadio che ha tenuto l’elettorato incosciente rispetto alla realtà ed ai problemi reali.
    Arazzi, tu cosa proponi, quale potrebbe essere il tuo ruolo concreto?
    Parteciperesti ad un movimento Politico nato dalla gente e non dalle Banche?

  • gattocottero

    Risosta alle tue domante:

    1) No.

    2) Riesco.

  • Kevin

    Tempo fa gli davo ancora la buonafede, ma oramai mi sembra evidente che Barnard sia un gatekeeper involontario che voglia solo far carriera e riscuotere applausi.

  • castigo

    dopo grillo, un altro gatekeeper….. che tristezza…..

  • gattocottero

    E’ vero: Giannino fa proprio tristezza…

  • gattocottero

    Ecco, allora vada a denuncia James Kenneth Galbraith, Randall Wray, Bill Mitchell, Warren Mosler, Stephanie Bell Kelton, William Black, Michael Hudson, Marshall Auerback, Steve Keen, e tutti gli altri economisti che hanno contribuito alla MMT come CIARLATANI. Così finalmente vediamo chi è il vero ciarlatano qui!!!

  • gattocottero

    Certo, infatti quando ha detto che Monti è un criminale lo hanno subito applaudito… Ma per favore!!