NIENTE USCITA DALL'EURO

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DI GIOVANNI ZIBORDI

cobraf.com

Ogni tanto bisogna correggere il tiro e fare ammenda e sull'uscita dall'Euro ( 1 - grafico ) l'evidenza è che, contrariamente a quello che si scriveva un anno fa, non c'è segno che i politici e soprattutto l'opinione pubblica vogliano tornare alle lire, peseta, escudo o dracma.



Il Wall Street Journal ha commissionato un grosso sondaggio (2) in tutti i paesi europei in crisi e i risultati sono maggioranze bulgare per rimanere nell'Euro. In Italia, Spagna, Grecia e Portogallo alla domanda "se sia meglio continuare con l'euro o tornare alla lira (escudo, peseta, dracma) ?" solo il 20-21% risponde di uscire dall'Euro (3) !!In aggiunta, come tutti sanno, i politici sono quasi ovunque compatti per l'Euro. Persino in Grecia, nonostante siano al punto che autorizzano la vendita di cibo scaduto a sconto nei supermercati, sono per l'Euro e il partito principale di opposizione, Siryza (di sinistra) parla di cambiare tutto in Europa, ma alla fine dice che una valuta comune è necessaria. Solo i fascisti di Alba Dorata in Grecia. Questo riflette il fatto che solo il 21% dei greci vuole tornare alla Dracma. In Italia solo Berlusconi ha fatto qualche accenno al fatto che : "...se si continua così si dovrà uscire dall'euro..." e Grillo chiede un referendum, che però in questo momento sarebbe un trionfo per l'Euro. Nell'eurozona solo il Fronte Nazionale di Marine Le Pen è dichiaratamente per uscire dall'euro. Ma in Svezia ad esempio è il contrario (4), i sondaggi indicano un crollo del supporto all'euro che è ora sprofondato sotto il 10% (e negli altri paesi che non sono entrati nell'euro il consenso sta calando per l'Euro). Cosa succede ?

Probabilmente in Italia ad esempio ha contato molto il fatto che i BTP, che erano crollati di 25 o 30 punti un anno fa, siano tornati in pratica alla parità grazie a Draghi. Se ci fosse un altro crollo dei titoli di stato l'opinione pubblica potrebbe spostarsi, ma non ho mai visto un sondaggio in cui il ritorno alla lira superasse il 40%. Paradossalmente più si approfondisce la crisi economica più c'è in Italia un riflesso di timore per non cambiare ed evitare di rischiare con la lira. (Siamo una popolazione anziana!... non bisogna farsi ingannare dai giovani che affollano i comizi di Grillo...)

Questi numeri di sondaggi sono così netti e schiaccianti in tutti i paesi in crisi europei che bisogna prendere atto che a torto o ragione (a torto per la verità) si rimarrà ancora nell'Euro a soffocare. Fino a quando ? Fino a quando la depressione economica non riduca alla disperazione o alla rabbia un numero sufficiente di persone...

Come discusso qui tante volte non solo l'Euro era errato come progetto, ma non c'è una ragione economica per rimanerci ora e si è d'accordo, ad esempio, con Claudio Borghi e Alberto Bagnai sulle ragioni per uscirne ora (5). Ma bisogna prendere atto della realtà attuale: la propaganda pro-euro è schiacciante (basta vedere il PD e la sinistra italiana che in pratica sono uno schieramento pro-euro in economia), le manovre di Draghi e della BCE hanno funzionato nel sostenere i BTP e le banche e la crisi rende la gente più timorosa e avversa ai rischi.



Al contrario nei paesi che non sono entrati nell'euro e in cui le cose vanno relativamente bene, come la Svezia ad esempio, gli ultimi sondaggi mostrano schiaccianti maggioranze CONTRO L'EURO, l'ultimo sondaggio vede l'82% degli svedesi contrari ora all'euro, mentre nel 2009 ad esempio i pro-euro erano al 44%.



Evidentemente l'Euro è una trappola, in cui chi è fuori non vuole entrare, ma chi è dentro non può uscire.





Giovanni Zibordi

Fonte: www.cobraf.com

18.02.2013

NOTE:


1) http://www.cobraf.com/schede/title.php?id=482

2) http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324761004578284203099970438.html

3) http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324761004578284203099970438.html

4) http://www.eubusiness.com/news-eu/sweden-economy-euro.ldg

5) http://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30

Commenti (53)

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    1. clack 18 febbraio 2013

      L'esperienza insegna che ogniqualvolta ci viene sottoposto un sondaggio, prima del risultato si deve guardare chi lo ha eseguito e soprattutto chi lo ha commissionato.
      Vogliamo che il giornale delle oligarchie finanziarie sostenga l'uscita dall'euro, artificio monetario su cui le elite si sono costruite la sicura redditività delle loro speculazioni, avendo eliminato le incognite dovute alla fluttuazione dei cambi?
      Dunque il sondaggio, come ha ben detto Truman, non è metro di misura delle tendenze e del pensiero della cittadinanza ma mezzo di costruzione degli stessi.
      Finché esisterà un fronte mediatico compatto che opera a favore dell'euro in forma terroristica, intesa come produzione intenzionale di terrore, qualunque sondaggio non potrà che avere quei risultati.
      Quindi più che le questioni demoscopiche, la questione attiene elementi sociologici, se si considera che il pilotaggio delle convinzioni pro euro viene effettuato praticando l'ennesima variante del gioco degli specchi. Si minaccia che l'uscita dalla moneta unica comporterebbe una serie di conseguenze che invece sono esattamente quelle prodotte dall'ingresso e dalla permanenza nella moneta unica.
      Il bello è che le persone, pur avendo sotto gli occhi tali effetti ed essendo conscie del cambiamento avvenuto dall'epoca pre euro a oggi cadono al 90% in quel tranello. Ciò obbliga a riflettere a fondo sulle loro capacità di raziocinio e sulle modalità con le quali dette capacità sono state abbattute trasformando le persone in una sorta di automi.

    1. Georgejefferson 18 febbraio 2013

      Estratto da Mincuo




      La moneta ci accompagna dalla culla alla tomba.
      Comunque la si giri è anche causa di preoccupazione o disperazione o viceversa di tranquillità o anche di relativa serenita'.

      Sembrerebbe logico che fin dalla scuola, essendo così importante, dovesse essere un argomento studiato,almeno al pari di altri argomenti. Invece no.Dovrebbe essere strano no?

      La maggior parte delle persone pensava o forse pensa ancora che dietro una banconota ci stia un pezzetto d'oro che sta dentro la Banca Centrale e per quello la banconota vale. E questo le da sicurezza.
      Inconsciamente.Ma anche il fatto che tutti l'accettano.
      Per questo forse, anche a livello più elevato, se spieghi il meccanismo della creazione della moneta in cui il ruolo delle riserve è negligibile ed ex-post, anche per la migliore persona diventa un argomento un pò ostile.
      Cioè tende quasi sempre, e senza volerlo, ad esserne irritato.

      Quindi l'essere restio a parlare credo che sia non diverso da tutti gli argomenti in cui hai una verità radicata e inculcata anche inconsciamente e devi cambiarla interamente, rifiutarla, non limitandoti solo a modificarla, adattarla, ma in sostanza conservandola.
      Più sensibili sono gli argomenti più il lato emozionale sovrasta quello logico e si verifica sempre una forma che si chiama dissonanza cognitiva.

      In altre parole inconsciamente la persona rifiuta l'argomento perchè gli provoca un disagio, un conflitto, e quindi lo respinge per provare sollievo.

      Tecnicamente lo vedi subito perchè se prendi un argomento la persona non sta in argomento, perchè in realtà inconsciamente lo disturba, e allora prima lo allarga, lo banalizza, o lo porta su un altro o più oggetti diversi, ma poi generalmente dall'oggetto passa invariabilmente al soggetto cioè accusa chi porta l'argomento (fascista nazista comunista populista) e con questo soddisfa anche una sua esigenza logica cioè in sintesi: "dice così perchè,siccome mi rompe le balle,è cattivo". Quindi ha una spiegazione. E con questo prova sollievo, risolve il suo conflitto, trovando una spiegazione logica (para logica in realtà) al suo rifiuto.

    1. Tanita 18 febbraio 2013

      Amazing. Diverse cose... Meglio a benzina a 10000 il litro e poterla pagare che a 2 euro, senza averli. D'altra parte, suggerirei che forse ci sarebbero altre questioni a far salire il prezzo della benzina, in euro, dollari o lire che sia.

    1. Tanita 18 febbraio 2013

      Se i risultati di questo sondaggio sono accurati, allora sará come ha dichiarato Angela Merkel (o almeno cosí riportano i media), "dieci anni di crisi del debito pubblico, molti anni di crisi economica".

      Gli europei non potranno dire di non essere stati avvertiti.

      Poi alla fine si "crescerá", forse. Quando si tocca fondo non si puó che risalire, molto o poco che sia.

    1. Truman 18 febbraio 2013

      Sui sondaggi c'è un ottimo post nei forum:

      I sondaggi politico-elettorali: come manipolare il voto

      [...]

      I sondaggi non rilevano l’opinione pubblica. La formano, la costruiscono. I sondaggi non fotografano la realtà elettorale. La mettono in scena, la indirizzano. Rafforzano i partiti maggiori, indeboliscono quelli minori. Perpetuano le logiche della politica (il dogma del bipolarismo), occultano il volere della popolazione.

      Fanno comodo ai talk show per riempire spazi ad hoc (con tanto di “commento” ai dati, come se non bastasse il potere di influenza indotto dall’esposizione di numeri fittizi). Fanno comodo ai politici per riempire le loro esposizioni di analisi vuote, al riparo dalla presentazione di programmi effettivi.

    1. newton 18 febbraio 2013

      Concordo con Yago. Ciò che appare evidente, ovvio ai frequentatori dei siti e forum che trattano di economia non lo è affatto per la stragrande maggioranza delle altre persone che, seppur dotate di una sufficiente cultura generale, bombardate in continuazione dal mantra dell'euro come unica salvezza dal baratro economico, dimenticano di avere una testa pensante, faticano a trovare il coraggio e la volontà di cercare risposte e opinioni alternative, agiscono di puro riflesso. La necessità di una rivoluzione culturale è indispensabile, come di recente espresso anche da Loretta Napoleoni nell'intervista rilasciata a Byoblu, ma appare qualcosa di realmente utopico, sia dal punto di vista dell'inerzia e dell'inedia dell'opinione pubblica, sia da quello del ruolo dei media, completamente asserviti al gioco opposto. i tempi sarebbero comunque biblici, sarà una condizione evidentemente ancora peggiore rispetto a quella greca a far reagire la gente, e non in virtù di una presa di coscienza ma del solo istinto di sopravvivenza. E i risultati di queste reazioni rabbiose sono sempre imprevedibili.

    1. yago 18 febbraio 2013

      Si rimprovera a molti partiti in lizza di non affrontare il tema. Se questa è la realtà sarebbe da sciocchi farlo ed infatti se ne guardano bene.
      Coloro che scrivono o leggono nei forum è una minoranza e credono che le loro informazioni siano diffuse. Non è cosi', molti non hanno tempo o voglia o capacità di informarsi. Tra quelli che lo fanno sono pochi quelli che sono in grado di approfondire le teorie di politica monetaria o economica, complicate peraltro da tesi opposte di illustri economisti. Bisogna avere pazienza ed insistere su una rivoluzione culturale che non è affatto semplice da attuare.

    1. Giancarlo54 18 febbraio 2013

      Concordo. Quando sento parlare di referendum per l'euro mi vengono i brividi, perchè proviamo ad immaginare una campagna elettorale per questo genere di referendum, proviamo ad immaginare la campagna di terrorismo mediatico contro chi, eventualmente, pensasse per un momento di uscire dall'euro, proviamo ad immaginare "fior" di economisti blaterare a tutte le ore sui media parlando, o megliio sparlando di spread, di inflazione e di benzina a 10.000 lire al litro. Basta immaginarsi queste cose e prendere atto che solo un piccolissima minoranza vuole l'uscita dall'euro. E allora? E allora aspettiamo che i "terrorizzati" siano ridotti alla fame, che i loro figli siano costretti ad emigrare, che le pensioni siano dimezzate e che la sanità si paghi. Allora, forse, i "terrorizzati", apriranno gli occhi (forse), ma si sarà ancora in tempo? Penso proprio di no, personalmente la cosa potrebbe anche importarmi poco (non ho figli), per cui: chi è causa del suo male pianga se stesso.

    1. Roma 18 febbraio 2013

      Ma è scontato, e non c'era bisogno di fare sondaggi per sapere che in Italia, in questo momento, quasi nessuno vuole uscire dall'Euro. La gente è terrorizzata dalla crisi, non c'è più lavoro, quei pochi soldi che avevamo sono finiti, i consumi sono praticamente azzerati, non si vede neanche una lucina in fondo al tunnel e già sappiamo che questo 2013 sarà peggio del 2012 e che il 2014 peggio del 2013 e così via. Già sappiamo quale sarà il nostro futuro: la Cina, le condizioni di vita e di lavoro del popolo cinese è ciò che ci attende.
      Uscire dall'Euro sarebbe un ulteriore rischio, un ulteriore incognita, e la gente ormai è stesa, abbattuta, sfiancata, di rischi e di cambiamenti non ne vuole più!

    1. Tonguessy 18 febbraio 2013

      bisogna prendere atto della realtà attuale: la propaganda pro-euro è schiacciante (basta vedere il PD e la sinistra italiana che in pratica sono uno schieramento pro-euro in economia)

      A consolidare la propaganda poi ci pensano i sondaggi. Che danno un ulteriore elemento di razionalità alle scelte (se tutti lo pensano ci sarà bene un motivo).
      Il vero problema è come disinnescare la macchina propagandistica. Neanche il nano di Arcore (hardcore in inglese) in realtà con le sue emittenti sta facendo un lavoro di paziente smantellamento della propaganda pro-euro, dando quindi ad intendere che se ne può parlare fin che si vuole, basta restarci dentro. E se neanche i lanci di molotov a piazza Sintagma servono a smuovere qualcosa....

    1. roz 18 febbraio 2013

      I sondaggi lasciano il tempo che trovano. L'opinione pubblica si manipola. In questo momento i manipolatori cono Euristi, gli altri hanno pochissima voce in capitolo. Quindi non meraviglia che i sondaggi siano favorevoli all'euro. E chi se ne frega lo vogliamo dire?

      Da quando in qua l'economia la decidono i sondaggi?
      L'economia se ne frega, dei sondaggi, e il problema non è se si voglia uscire dall'euro o no. Il problema è che i costi sociali per mantenere la moneta unica saranno sempre più insostenibili e quindi l'area euro crollerà, non se ma quando.

      Più tardi crollerà e più sarà grande il botto che farà.
      Una politica avveduta guiderebbe l'uscita dall'euro (di più paesi non solo nostra) con minimo danno anche al sogno europeo.
      La politica attuale invece porterà a distruggere questo sogno favorendo la nascita di condizioni pericolose per la democrazia in molti paesi.
      Come sta avvenendo in Grecia.

    1. svenassel 18 febbraio 2013

      Il sondaggio è stato fatto tra i dipendenti della BCE ??? potrebbe essere che se vuoi eliminare la concorrenza commerciale, che se fosse indipendente sarebbe anche il massimo magari abolendo anche la nato, sarebbe meglio per gli usa che fossimo tutti incastrati nell'euro e non ognuno con le sue libere peculiarità e moneta.

    1. AlbertoConti 18 febbraio 2013

      Bella forza, fare i sondaggi senza campagna elettorale. L'ignoranza regna sovrana, ben coltivata dagli zombi della vecchia politica, dai media, dalla classe prenditoriale. Gli italiani sono in realtà prontissimi ad aprire gli occhi sulla realtà che già provano sulla loro pelle. Resta però il terrorismo ricattatorio, in parte fondato sulla disinformazione, ma in parte anche reale, tramite il circo della F1 finanziaria, che è l'unica vera realtà globale a tutti gli effetti. In una fase di iperinflazione monetaria (QE3 ed emuli obtorto collo) tutto è possibile, anche le distorsioni paradossali. Le carte sono truccate, questo è un fatto, di fronte al quale il "fai da te" monetario diventa oggettivamente rischioso, o quantomeno richiede un pacchetto ampio di misure difensive, decisamente controcorrente.

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