NIENTE PAURA: E’ COLPA DELLO SPIRITO SANTO

NIENTE PAURA: E’ COLPA DELLO SPIRITO SANTO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com/

“…e non Dio, ma qualcuno che per noi l’ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato.”
Fabrizio de André – Un blasfemo – dall’album Non al denaro non all'amore né al cielo – 1971.

La recente sentenza della Corte Europea – la vicenda di “crocifissi negati”, per le reazioni che ha generato – è una di quelle storie vomitevoli, da paese sottosviluppato, il quale non riesce a comprendere non il Diritto, ma soltanto i principi che lo sottendono, i quali sono la base della convivenza.
Anche il tono di chi commenta, a volte, fa arrossire: ma, davvero, nel 2009 – con tutti i guai che ci circondano – dobbiamo perderci in una guerra di religione? Sono questi i termini della vicenda?
Se una Corte Europea ha emanato quella sentenza, la prima cosa da fare è mettere sotto processo la Corte e l’Europa in genere? Gente che fino al giorno prima si sperticava in elogi per questo o quel trattato, improvvisamente nega tutto? Oppure, all’opposto, chi nega l’Europa per altri (e validissimi) motivi, per quale ragione non riesce a separare una vicenda dalle altre? Dobbiamo forse ricordare che, una delle principali conquiste civili, è stata quella di bruciare solo il libro, e non (insieme) l’autore?

Ovviamente, si possono avere le più disparate opinioni sui crocifissi ed altri simboli religiosi, ma non si può omettere – né nascondere dietro ad un dito – ciò che significano.
Da più parti, si solleva il vulnus dell’identità europea tradita: è una colossale falsità.
Per prima cosa, la strenua difesa in trincea del crocifisso non appartiene alla cristianità europea, bensì al solo cattolicesimo europeo, che è altra cosa. Solo che, chi vive in un angolo d’Europa e non alza mai la testa, difficilmente riesce a rendersene conto, accecato dal proprio provincialismo.
Salvo quattro Paesi – Italia, Spagna, Portogallo e Polonia – tutte le altre nazioni europee sono realmente multi-religiose, senza sconti: provate ad affermare, in Germania, la presunta “superiorità” di un culto e vedrete come vi risponderanno. Con un’alzata di spalle che sa tanto di commiserazione.
Se questi quattro Paesi desiderano vivere all’interno di un quadro comunitario, devono accettare delle regole che siano di garanzia per tutti, regole libertarie, che concedono la piena libertà di culto per tutti e, parallelamente, nessun accenno di supremazia nei confronti d’altre fedi.

E’ proprio così difficile immaginare un posto, nazione, continente o pianeta dove chiunque ha un credo – rispettando, ovviamente, la legge (inchiodare i gatti alle porte delle chiese non può essere accettato, perché offende le norme che riguardano gli animali e la salvaguardia degli edifici) – lo professa in piena libertà, senza pretendere che alcuni simboli – solo i suoi! – campeggino negli edifici pubblici, ossia nei luoghi che appartengono alla collettività?
Perché, avendo specifici luoghi di culto – garantiti proprio dalla legge – i simboli di un solo credo devono pervadere tutti gli ambienti? Perché questa è l’identità europea? Altra balla colossale, sia per l’oggi, sia per il passato.

Per chi non se ne fosse accorto, l’Italia – sono parole di Giovanni Paolo II, non mie – è “terra di missione”, tanto la religione cattolica è vissuta e praticata da una minoranza della popolazione. A parte le tradizionali presenze (Ebraismo e Protestantesimo), ci sono circa 20.000 italiani convertiti all’Islam: italiani, non africani.
Quanti sono i buddisti? Decine di migliaia, che seguono differenti aspetti della dottrina.
Ciò che però stupisce, è che tantissimi italiani oramai credono nella reincarnazione, s’identificano con principi animisti, rispolverano gli antichi Pantheon greco-romani. Quanti? Tantissimi, basta ascoltare qualche confidenza: se non basta, leggere le rilevazioni statistiche di fonte “non sospetta”[1]: il 30%!
Se un italiano su tre è cattolico praticante, uno su tre crede nella reincarnazione, altri si definiscono agnostici, induisti, buddisti, musulmani, ecc – a volte in un quadro di “credere senza appartenere”, come giustamente afferma Pier Luigi Zoccatelli, l’autore citato in nota – si può ancora affermare l’omogeneità e la completa sovrapponibilità di un credo religioso in una nazione?

Ma, ribaltiamo la domanda al religioso: è assolutamente necessario appartenere per credere? Oppure il credere senza appartenenza, il vagare cercando, lo sperimentare con fatica, l’assaporare gioie e disillusioni nella propria ricerca interiore, è valore infimo rispetto all’appartenenza, con o senza condizioni?
Perché mai – mi domando – dovrei percepire come “inferiore”, “incompiuto” od altro chi, semplicemente, dichiara d’essere alla ricerca di quella coerenza interiore che è stata – per millenni! – l’avventura filosofica?
Oppure, solo la Scolastica è da assaporare come scuola di pensiero?
Il respiro della libertà – tante volte citato a sproposito, per meri scopi di bottega – non dovrebbe comprendere tutti, al punto d’ascoltare chi riteniamo possa portare conoscenza, indicarci una via, avvalorare una tesi? Senza chiedere, prima, a quale appartenenza esso appartenga?
E veniamo alla Storia, spesso citata a sproposito per avvalorare tesi che non stanno in piedi.

Quando comincia la Storia?
Sotto Augusto, quando nacque il Cristo? Oppure la storia europea ha inizio con i Carolingi? Con l’avvento degli stati nazionali? Quando? Perché ciascuno di questi periodi contiene in sé aperte contraddizioni con l’Europa “giudaico-cristiana”.
Quando nacque il Cristo, l’Europa era Pagana. Poi divenne cristiana, ma con il Cristianesimo iniziò l’Eresia: vogliamo parlare dei Catari, di Dolcino, dei Giansenisti…di Pietro Valdo, di Savonarola…del Nicolaismo, della Simonia…
Nessuna contraddizione? Solo la Chiesa di Roma, che ordinava Cardinali – a 12 anni! – i rampolli delle famiglie nobiliari romane, non sbagliava?
Si giunse ad un cattolicissimo re di Spagna, protettore della Santa Sede come Imperatore del Sacro Romano Impero – ovviamente – il quale, nella tempesta della Riforma, per meri scopi dinastici permise ad un’armata protestante d’attraversare l’Italia e mettere al sacco Roma. Era Carlo V.
Fino al XV secolo, l’Andalusia era musulmana ed ebrea – e vissero in pace, fino all’arrivo d’Isabella la Cattolica – mentre gran parte dell’Europa Orientale fu Ottomana almeno fino all’Ottocento. E gli ortodossi greci e balcanici?
Certo che ci sono delle radici giudaiche e cristiane, ma ne esistono altre: la presenza musulmana, nell’est, durò secoli. Se queste radici esistono, perché sono i soli cattolici a reclamarne l’eredità? Perché i Luterani non sembrano molto interessati a queste vicende? Tanto meno gli Ortodossi?

E veniamo all’oggi.
Attualmente, il 5% della popolazione che risiede in Italia è composta da immigrati, in maggioranza musulmani, ma anche ortodossi, induisti, ecc: nelle altre nazioni europee, sono ancor più.
Nessuno si sogna, in Gran Bretagna, di discriminare una persona perché Buddista o Sikh: al massimo, ci fanno pure un divertente film come “Sognando Beckam”.
Chi sogna improbabili “paradisi razziali”, si metta il cuore in pace: che ci piaccia oppure no, senza un costante afflusso di “sangue fresco” l’Italia deperirebbe come una pera rinsecchita. La migrazione, nella Storia, è la normalità, non l’eccezione.
La natalità è soltanto retta dai figli degli immigrati (che, difatti, a fronte del 5% della popolazione, sono il 10% della popolazione scolastica) e, senza di loro, gli apparati produttivi non funzionerebbero. Quale giovane italiano, oggi, sa allevare un vitello? Dobbiamo importare anche i falegnami, perché i ragazzi italiani non vogliono più aver a che fare con segatura e truc ioli: l’aspetto curioso, è che importiamo anche suore e preti da Paesi di tradizione non cattolica e poi…vogliamo discettare sui crocifissi?

Personalmente, nessun crocifisso mi ha mai disturbato, però mi è sempre parsa una stupidaggine imporre dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, giacché non tutti li riconoscono come tali, e dunque si possono generare reazioni negative proprio nei confronti di figure che – volendo essere veicoli di fratellanza e di pace – finiscono per dividere invece d’unire. Fra l’altro, l’icona di un uomo inchiodato ad una croce di legno non sempre viene compresa e necessita di spiegazioni, soprattutto per i bambini.
A mio avviso, la soluzione francese di negare qualsiasi simbolo religioso nelle strutture pubbliche è una conquista di civiltà giuridica: nessuno impone qualcosa, nessuno può vantare primogeniture, tutti i diritti d’appartenenza religiosa sono egualmente riconosciuti.
Di là del semplice principio giuridico, però, dovremmo chiederci quale sia lo scopo del simbolo religioso, mettendo da parte tutte le diatribe su Paesi che impongono questo e quello…altri che invece…
A cosa serve?

Oggi, siccome ho un’ora libera, scrivo in un laboratorio informatico, a scuola; ho cercato il crocifisso, ma non c’è: che abbiano già applicato le sentenza europea? Dubito: più semplicemente, qualcuno avrà dimenticato di metterlo e colgo quindi l’occasione per informare il ministro Gelmini della defaillance.
Il bello è che nessuno se n’è mai accorto, nessuno mai lo ha cercato, come in tutte le aule della scuola: dove c’è e dove non c’è. Penso che la stessa cosa avvenga in tutti gli edifici pubblici dello Stivale.
In ospedale è diverso; talvolta, ci sono malati che si portano da casa una Madonnina e la pongono sul comodino: trepidano per la loro salute, temono, cercano conforto.
In quel caso, il simbolo assume un senso: per il credente, diventa un mezzo di preghiera. Solo un mezzo, nulla più: ciò che veramente conta, è l’afflato di fede che scaturisce dalla persona, non il simbolo. Ma, quel sistemare il simbolo sul comodino, intesse una relazione: cosa assai diversa dal medesimo simbolo imposto de iure.
La stessa cosa avviene per le mille icone stradali, soprattutto le tantissime Madonnine incastonate nei palazzi o protette nelle modeste cappelle agresti. Purtroppo, talvolta diventano preda di un mercato antiquario becero e senza scrupoli.

Pur non essendo cristiano, mi ha sempre addolorato osservare lo stato d’abbandono nel quale versano queste modeste opere d’artigianato popolare, poiché furono testimonianze di una fede vera e convinta, non lo spettacolo che osservo all’uscita della chiesa di fronte alla mia abitazione: sguardi che osservano più il cappotto di Armani o la borsa di Gucci che l’icona di un Santo.
Non lontano dalla mia abitazione c’è un’edicola, che segna il crocevia d’antichi sentieri: la ricordavo cadente, polverosa, dimenticata. Poi, improvvisamente, il miracolo: passando, notai che era stata ripulita, c’erano dei fiori freschi…insomma, si notava che il vento era mutato. Chiesi lumi a mia moglie.
«Sono le ucraine, le badanti: prova ad andarci un giorno qualsiasi, al tramonto». Così feci, cercando di non farmi notare.
Ecco, al calar del sole, che una modesta ed informale processione di donne bionde e grassottelle scende la strada e s’avvicina. Sono le badanti, ex infermiere sovietiche, che ora si prendono cura di una società sempre più vecchia e rincagnata, tanto sospettosa verso lo straniero quanto edonista e permissiva verso se stessa.
Anche a distanza, notai che – mentre con gesti misurati cambiavano i fiori, pulivano l’inferriata, toglievano qualche erbaccia – non smettevano di parlare fra di loro e, probabilmente, con la Madonnina. Fui colto dalla commozione.
Quelle donne lontane da casa, che avevano probabilmente dovuto lasciare mariti e figli a casa per procurare il pane negato dagli architetti della globalizzazione, avevano ritrovato una Madonnina alla quale parlare, alla quale confessare i loro timori per i familiari lontani, le loro paure per il futuro. Una donna fra altre donne, che rimaneva lì, in silenzio, ad ascoltarle e che diveniva trasposizione, sublimazione dei loro fragili esseri, accomunati dall’angoscia di chi vive lontano dalle proprie certezze, in luoghi stranieri e talvolta ostili.
Posti molto “cristiani”, dove si recita nelle piazze la “Bibbia” di Giancarlo Gentilini: il Vangelo del razzismo e del rifiuto [2].

Da quel giorno, quando passo di fronte all’icona – anche se non sono cristiano – non manco mai d’inviare con il pensiero un saluto alla Madonnina. Non è più un tozzo di creta verniciato: è diventata un coagulo di sentimenti corrisposti, partiti da una fredda terra lontana, che in quel luogo si sono ricongiunti con secoli d’antiche preghiere e richieste, timori e pianti d’altre donne, d’altre generazioni, d’altri mondi. Quella Madonnina è sacra: le badanti ucraine l’hanno nuovamente consacrata, non la fredda benedizione di un prete o di un vescovo.

Mi tornano allora alla mente i poveri crocifissi dimenticati, che sopportano l’ignavia degli studenti, le maledizioni dei giudicati, i poveri chiacchiericci degli uffici pubblici. Chissà, se a qualche povero Cristo tocca pure ascoltare l’ultima puntata del Grande Fratello? No, a tanto non potrebbe reggere…
Forse, se potesse, sarebbe proprio il povero Gesù a chiedere d’andarsene. Seguendo i pensieri, ho avuto un’Epifania dello spirito, un’Illuminazione in pieno stile agostiniano.
Visto che nulla dovrebbe sfuggire all’occhio di Dio – pur nella temperanza del libero arbitrio – c’è da chiedersi se quella sentenza europea non sia stata emanata ex cathedra, con l’approvazione dello Spirito Santo.
In altre parole, potrebbe essere stato accolto, nell’Empireo, l’antico grido di dolore – Eloì! Eloì! Lamà sabactàni! [3] – questa volta urlato in coro da una moltitudine di poveri Cristi abbandonati e polverosi, inchiodati ancora una volta in posti dove nessuno s’accorge di loro. Così in alto, nei Golgota scolastici, che manco i bidelli tolgono loro la polvere.

Un grido di dolore finalmente accolto, per abbandonare una terra dove lo spregio del Creato è lampante: chi ha massacrato Stefano Cucchi, si recava in Chiesa? Ci piacerebbe sapere se s’inginocchiava di fronte al Cristo e cos’aveva il coraggio di chiedere e di raccontare. Chi ha affondato le navi dei veleni, ha sotterrato il Cromo presso le fonti o nei fiumi, si riteneva un credente? Chi scavalca, volgendo lo sguardo, il corpo di un suicida sul marciapiede, chi non soccorre un ferito a morte nella metropolitana di Napoli (solo perché rumeno?) si può ancora considerare un credente? E in che cosa?
Certo, c’è il peccato e c’è la confessione, la redenzione dal peccato. Ma la traccia resta. Mille, migliaia, milioni, miliardi di tracce che ogni giorno s’accumulano e s’affastellano, in un mondo che ha smarrito la sacralità dell’essere e della natura, che al posto degli altari a cielo aperto dei Black Hills ha costruito miniere ed immondezzai, seppellito missili e scavato gallerie. Gente che militarizza le periferie per sotterrare rifiuti, altra che impesta l’aria bruciandoli, altri ancora che li versano su spiagge lontane.

Dov’è finita la sacralità dell’Uomo? Dov’è finita la ritualità dei gesti, la comunione empatica con il Creato?
Il povero uomo tecnologico, morso dal senso di colpa, si lancia nel volontariato per calmierare la fornace interiore la quale, inconscia ma presente, lo avverte della sua incompiutezza, del suo inutile vagare senza cercare, proseguire su dubbi sentieri senza direzione né meta.
Forse, la prima azione di volontariato – inteso come soccorso – l’Uomo dovrebbe compierla mettendosi di fronte ad uno specchio e non temere d’ osservarsi: in silenzio, per lunghi, interminabili minuti. Non lo fa: troppo pericoloso.
Sì, siamo sempre più convinti che lo Spirito Santo si sia manifestato: questa volta non a Roma, bensì a Bruxelles.

Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.


Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/11/niente-paura-e-tutta-opera-dello.html

6.11.2009

[1] Fonte: http://www.federazionemariana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5&Itemid=2

[2] Vedi: http://www.youtube.com/watch?v=bA-f9i8DYmk oppure http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Gentilini#Le_dichiarazioni_xenofobe

[3] Padre! Padre! Perché mi hai abbandonato!

Commenti (42)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. TizianoS 9 novembre 2009

      Anche se l'articolo di Carlo Bertani è ormai scomparso dalla prima pagina, desidero ugualmente completare il mio intervento sul cambiamento dell'emblema della Croce (Rossa) segnalando uno scritto che ho trovato su Internet:

      "Nuovo simbolo per la Croce Rossa: il cristallo rosso" [www.ragionpolitica.it]

      L'articolo è firmato da Paolo Della Sala, il quale così conclude:



      Il significato del segno Croce rossa è chiaro proprio perché culturalmente codificato. In esso un segno fisico si accompagna con un riferimento semantico codificato (Croce Rossa = soccorso) e uno culturale (Croce Rossa = sistema di soccorso ai feriti e ai malati, basato sull'etica cristiana. Si noti bene: sull'etica, non sulla fede).



      Il nuovo segno proposto mantiene intatti due livelli: la confezione-segno, pur modificata, e il significato iconico del segno(«soccorso»). Ma il codice risulta sbalestrato comunque, perché il segno proposto resta privo di riferimenti culturali. A meno che non si intenda che il segno abbia come connotazione il vuoto di riferimenti identitari elevato a valore. Si tratta di un errore politico (elevare il nulla a valore, sia pure per un nobile scopo, non funziona). La motivazione che il cristallo rosso (simbolo frozen, raggelante, non a caso) servirebbe solo per quei paesi che potrebbero sentirsi «offesi» dal segno +, adottata dalla stampa e dalla stessa Conferenza programmatica di Ginevra, non è completa. Infatti se è pur vero che l'uso di un simbolo «neutro» permetterebbe il soccorso tra palestinesi e israeliani, è altrettanto vero che la Stella di David e la Mezzaluna Rossa resterebbero. Basterebbe un non-simbolo a evitare ostilità nei confronti dei soccorritori, che saranno pur sempre «cristiani», vel «ebrei», vel «musulmani»? Dubito. Invece di subire il crescente degrado della convivenza umana, dopo che per decenni nessuno si è sentito offeso se veniva soccorso da un'ambulanza con la Croce o con la Mezzaluna, occorrerebbe, invece di mistificare le appartenenze, il che è un pessimo segnale, educare al rispetto dei diversi.



      Insomma: il cristallo rosso rischia di promuovere l'intolleranza. Speriamo che il suo uso non si generalizzi anche in Europa, terra a rischio di intifada, ma bisogna sapere che il rischio è concreto, dal momento che organismi dottrinali come il quotidiano La Repubblica sbrigano la pratica in maniera liquidatoria: «Croce Rossa, nuovo emblema».



      Paolo Della Sala

      [email protected]

    1. francescafederici 9 novembre 2009

      ma è così difficile rispettare l'opinione di ogni essere umano anche se dice castronerie?no non credo e naturalmente pretendo che quest'essere umano rispetti le mie,il desiderio di spiritualità è insito nell'uomo,ma deve rimanere nell'ambito della propria sfera interiore,non deve assoggettare proprio nessuno,si consideri che uno Stato prima di tutto tutela ogni cittadino non discriminando nessuno,poi uno a casa sua può mettere tutti i crocifissi che vuole,ma per piacere non nascondiamoci dietro l'uso della tradizione italiana,il crocifisso è un simbolo religioso che nei luoghi pubblici viene imposto a tutti credenti o no.L'esempio di quanto dico è l'ora di religione a scuola:solo cattolica,non era questo che doveva essere!

    1. TizianoS 9 novembre 2009

      A causa di un problema tecnico, non ho potuto postare personalmente il commento di cui sopra, e ho chiesto a CDC di farlo.

      Per una migliore comprensione, esso va collegato all'ultimo della serie dei miei precedenti commenti, i quali si trovano tutti a inizio pagina.



      TizianoS

    1. Tao 9 novembre 2009

      Aggiungo che il nuovo simbolo della Croce Rossa, il Cristallo Rosso, è un quadrato appoggiato su un angolo; certamente non fa venire in mente la Croce, più di qualcuno vi ha però visto un non troppo nascosto richiamo alla Stella di Davide. Purtroppo oggi la maggior parte della gente è smemorata e distratta, e forse pochi vi prestano attenzione, ma esistono collaudati studi di come lanciare "messaggi subliminali", non solo in campo commerciale, e sono fatti con lo scopo di manipolare la gente. Vedere per esempio l'articolo apparso su CDC "SIMBOLI DELL'OCCULTO NEI MARCHI DI FABBRICA" [www.comedonchisciotte.org]

      Come si legge nell'articolo, si tratta di studi tenuti segreti, che spaziano dai campi delle scienze cognitive, alla neuropsicologia e alla biologia, finanziati dalla "Chicago School" di Rockefeller.

      A dire il vero, non mi dispiacerebbe affatto che con queste tecniche si manipolassero in qualche occasione anche gli atei, laici e laicisti, cui sta così tanto a cuore "evitare implicazioni religiose, politiche e culturali legate ai simboli tradizionali".



      E' curioso poi notare come un'altra croce sia sparita dalle bandiere delle organizzazioni mondiali di cui al link precedente: Il Commonwealth non è più associato alla tradizionale Croce di San Giorgio (Union-Flag o Union-Jack), ma ad un globo circondato da una C raggiata.

      TizianoS

    1. TizianoS 8 novembre 2009

      Per chi l'avesse dimenticato, il simbolo della Croce Rossa è già stato cambiato dai poteri massonico-ebraici della UE.



      E' la bandiera prevista dal 3° protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Ginevra del 1949, approvato l'8 dicembre 2005 dalla maggioranza dei paesi membri. Il simbolo, denominato "Cristallo Rosso", è entrato ufficialmente in vigore il 14 gennaio 2007, sei mesi dopo le prime ratifiche nazionali; in tale data erano 84 i paesi che lo riconoscevano, molti meno (9) quelli che avevano provveduto a ratificarlo. Il Cristallo Rosso è stato introdotto per evitare implicazioni religiose, politiche e culturali legate ai simboli tradizionali; tuttavia non sostituisce la croce, il crescente e altri emblemi locali, ma può essere usato in alternativa o in combinazione con essi.



      "ORGANIZZAZIONI MONDIALI" [digilander.libero.it] [CRISTALLO ROSSO] [digilander.libero.it/breschirob/interpag/mondiali.html]

    1. babau 8 novembre 2009

      Io distinguerei 2 eventi in uno.

      1) la corte europea si occupa di affari interni dell'italia che non dovrebbero essere di sua competenza.
      Questo è per me un evento totalmente negativo, io sono contro ogni potere e per la democrazie diretta federalista ma comunque poteri su aree piu piccole hanno dimostrato di essere generalmente piu vicini alle esigenze dei cittadini, di essere meno autoritari, l'unione europea sarà la rovina di tutti i popoli europei e ce ne accorgeremo presto purtroppo se non corriamo ai ripari.


      2)Il fatto che nelle scuole italiane ci sia il crocifisso è per me sbagliato , non perchè il simbolo sia cattivo, ma sinceramente io sono anarchico e non vorrei che in tutte le scuole ci fosse un a cerchiata in ogni classe anche se lo considero un simbolo di giustizia e libertà.
      io non sono cattolico ne cristiano ma se la religiosità e il messaggio di cristo ha un significato non è certo quello di riempire i luoghi pubblici di crocifissi
      Se invece di credenti loro vogliono conformisti che si adattano a una religione di stato solo per opportunismo imporre il loro credo in questa maniera è la via.


      Il crocifisso non è il solo problema nelle scuole italiane, tutti i giovani perdono 5 anni a studiare il 90% di cose che non utilizzeranno mai nella vita , che non gli danno strumenti cognitivi e culturali per analizzare il presente. Si puo uscire da 5 anni di scuola senza sapere nulla di quello che è successo in questo secolo?

      A me è successo, e non solo a me, il prof. era in ritardo sul programma e abbiamo studiato il ventesimo secolo in pochi giorni.

      Penso che se fossi stato un ora al giorno su internet invece che andare a scuola oggi avrei molta piu cultura di quella che ho.

    1. backtime 8 novembre 2009

      [quote]Non lontano dalla mia abitazione c’è un’edicola, che segna il crocevia d’antichi sentieri: la ricordavo cadente, polverosa, dimenticata. Poi, improvvisamente, il miracolo: passando, notai che era stata ripulita, c’erano dei fiori freschi…insomma, si notava che il vento era mutato. Chiesi lumi a mia moglie.
      «Sono le ucraine, le badanti: prova ad andarci un giorno qualsiasi, al tramonto». Così feci, cercando di non farmi notare.
      Ecco, al calar del sole, che una modesta ed informale processione di donne bionde e grassottelle scende la strada e s’avvicina. Sono le badanti, ex infermiere sovietiche, che ora si prendono cura di una società sempre più vecchia e rincagnata, tanto sospettosa verso lo straniero quanto edonista e permissiva verso se stessa.
      Anche a distanza, notai che – mentre con gesti misurati cambiavano i fiori, pulivano l’inferriata, toglievano qualche erbaccia – non smettevano di parlare fra di loro e, probabilmente, con la Madonnina. Fui colto dalla commozione. [/quote]

      Non le ho viste queste donne e ti ringrazio per la tua testimonianza Carlo e l'immagine rimessa, sappi che sei stato veramente capace nel farlo, pur essendo agnostico hai emozionato anche me, immaginandole madri straziate dalla divisione che crea il nostro modo odierno di vivere e dei loro figli rimasti in patria e guardano all'icona messa a disposizione con misericordia che noi non abbiamo, come madri si occupano dei nostri genitori e solo per questo dovremmo provarne vergogna, c'è anche chi lo fa e si professa creistiano, non lercio unto io ho rispetto per le persone, perché questo significa cristiano! e noto una notevole mole di cristiani che ragiona unta e lercia, probabilemnte questa gente ha capito prima di me chi erano e mi fanno vergogna.

    1. lucamartinelli 8 novembre 2009

      sarebbe interessante continuare la discussione. mi sono limitato a riportare piccoli stralci tratti dal libro "Euroschiavi" di A. Miclavez e M. della Luna. ovvio che tolti da un contesto molto piu' ampio rendano poco l'idea. nel libro gli autori sostengono che la religione è uno dei modi per ingannare i cittadini. questo nulla toglie al legittimo desiderio di spiritualita' dell'animo umano, la cui psiche, per dirla con C. Jung, possiede la spiritualita' stessa. è un archetipo che ogni persona porta alla coscienza nei modi che preferisce. è un dato di fatto che queste modalita' risentono fortemente della educazione collettiva di un gruppo/nazione. buona domenica

    1. tersite 8 novembre 2009

      quoto...è più "cristiano" l'articolo dei commenti a cui ti riferisci!

    1. Truman 7 novembre 2009

      Eccezionale la parte sulle badanti che ci curano anche le madonnine e con queste cure le riconsacrano.

    1. TizianoS 7 novembre 2009

      Un conto è quello cui uno fa comodo credere, un totalmente altro conto è la verità.

    1. marcello1950 7 novembre 2009

      IL CRISTIANESIMO HA VISSUTO UN NUOVO RISORGIMENTO QUANDO LO STATO ITALIANO NEL 1860 1870 HA TOLTO QUALSIASI INFLUENZA CIVILE ALLA CHIESA.

      -

      ma vallo a spiegare ai preti (ok alcuni preti no, ma ai cardinali ai vescovi ed al papa) che credono che sia L'Iperatore COSTANTINO il fondatore del cristianesimo. e la donazio Costantini più importante del discorso della montagna.
    1. Santos-Dumont 7 novembre 2009

      Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Anzi, considerata la stupidità della maggioranza degli uomini, è più probabile che un'opinione diffusa sia cretina anziché sensata.Bertrand Arthur William Russell

    1. Santos-Dumont 7 novembre 2009

      Peccato che per gli altri rappresenti solo uno tra i tanti casi di pena per crocifissione inflitta dai romani.

    1. DaniB 7 novembre 2009

      Se sposti la discussione su questo piano ti ricordo che senza re, senza gloria, e forse anche senza un minimo di "socialismo" o welfare per capirci la civlità umana in cui viviamo non sarebbe così come la conosciamo; senza quelli che tu chiami "valori mitico-simbolici" non ci sarebbero state neanche le rivoluzioni, le strenue opposizioni alle dittature o le rivendicazioni di diritti che hanno caratterizzato la storia. Anche l'ateismo se vogliamo deve appoggiarsi a considerazioni storiche e spirituali che implicano un ideologia quindi dei valori e dei simboli. Trovo troppo radicale e riduttivo catalogare i concetti che hai elencato in modo univoco solo come veicoli di controllo o repressione, hanno anche costruito l'umanità, in positivo e purtroppo anche in negativo, come tu giustamente osservi.
      Ma non si può vivere senza valori mitico simbolici, bisogna raffinarli, e contrastare quelli che hanno sempre tentato, riuscendoci, di averne il controllo.
      Sta cosa del crocifisso può anche andarmi bene, ma mi sembra più un dispetto che una critica ideologica... non merita gli strombazzamenti che ha avuto, l'inganno, l'illegalità le prevaricazioni sono altra cosa, il crocifisso non centra niente. Saluti

    1. lucamartinelli 7 novembre 2009

      con il dovuto rispetto per tutti vorrei ricordare che la religione è uno di quei valori mitico-simbolici che il potere usa da millenni per ottenere il consenso dei sudditi che sono l'oggetto dello sfruttamento dell'establishment. diciamo uno dei modi per addolcire la pillola. altri valori mitico-simbolici sono: patria, nazionalismo, re, gloria,socialismo, Europa etc. etc. altro modo per avere consenso è l'inganno. far credere che le finanze saranno risanate etc. Inoltre si ottiene consenso con la paura, il ricatto, la complicita' nell'illegalita'. sarebbe da tenere presente tutto questo, perche' noto che si è scatenato un dibattito non sempre corretto: mi riferisco a chi oppone agli argomenti di Bertani non altri argomenti ma insulti e frasi fatte. saluti a tutti

    1. thomasmalory2008 7 novembre 2009

      ma a te chi l'ha detto che chi scrive ha esportato armi per una falsa pace? Che sostiene una democrazia fasulla delle multinazionali e dell’interesse?
      Chi te l'ha detto ?

    1. Alenov 7 novembre 2009

      piu'che inutile mi sembra un po offensivo...parli di liberta'e poi dici"chi ha la "radice cattolica" nelle vene vada in chiesa e non rompa le balle agli altri per imporgli le proprie obsolete e inutili convinzioni. Non mi pare un ragionamento così demoniaco...è un ragionamento di libertà. Libertà per chi non crede...chi è crede è già libero di appendersi in casa o al collo tutte le croci che vuole e pregare o fare gesti strani... Ma chi non crede, secondo questa sentenza, è libero di non vedersi davanti stààccavolo di croce ..." non hai dimostrato di essere meno bigotto(laico)dei bigotti(cattolici)come al solito si parla di liberta'NOSTRA e offendiamo chi la pensa diversamente.

    1. TizianoS 7 novembre 2009

      Per la fede cattolica il crocifisso rappresenta e ricorda il più grande delitto commesso dall'umanità: il deicidio. La religione è un'altra cosa.

    1. Kiddo 7 novembre 2009

      Quoto. A mio parere comunque il crocifisso in aula è un falso problema. Quello vero ,su cui non si discute mai abbastanza, è il finanziamento pubblico al clero nelle sue forme piu' diverse e meno pubblicizzate. Parlo non solo di abolire l'otto permille ma anche quelli per le scuole private, insegnanti di religione, sgravi ed esenzioni fiscali ecc ecc eccceceecccc.

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