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NIENTE PAURA: E’ COLPA DELLO SPIRITO SANTO

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com/

“…e non Dio, ma qualcuno che per noi l’ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato.”
Fabrizio de André – Un blasfemo – dall’album Non al denaro non all’amore né al cielo – 1971.

La recente sentenza della Corte Europea – la vicenda di “crocifissi negati”, per le reazioni che ha generato – è una di quelle storie vomitevoli, da paese sottosviluppato, il quale non riesce a comprendere non il Diritto, ma soltanto i principi che lo sottendono, i quali sono la base della convivenza.
Anche il tono di chi commenta, a volte, fa arrossire: ma, davvero, nel 2009 – con tutti i guai che ci circondano – dobbiamo perderci in una guerra di religione? Sono questi i termini della vicenda?
Se una Corte Europea ha emanato quella sentenza, la prima cosa da fare è mettere sotto processo la Corte e l’Europa in genere? Gente che fino al giorno prima si sperticava in elogi per questo o quel trattato, improvvisamente nega tutto? Oppure, all’opposto, chi nega l’Europa per altri (e validissimi) motivi, per quale ragione non riesce a separare una vicenda dalle altre? Dobbiamo forse ricordare che, una delle principali conquiste civili, è stata quella di bruciare solo il libro, e non (insieme) l’autore?

Ovviamente, si possono avere le più disparate opinioni sui crocifissi ed altri simboli religiosi, ma non si può omettere – né nascondere dietro ad un dito – ciò che significano.
Da più parti, si solleva il vulnus dell’identità europea tradita: è una colossale falsità.
Per prima cosa, la strenua difesa in trincea del crocifisso non appartiene alla cristianità europea, bensì al solo cattolicesimo europeo, che è altra cosa. Solo che, chi vive in un angolo d’Europa e non alza mai la testa, difficilmente riesce a rendersene conto, accecato dal proprio provincialismo.
Salvo quattro Paesi – Italia, Spagna, Portogallo e Polonia – tutte le altre nazioni europee sono realmente multi-religiose, senza sconti: provate ad affermare, in Germania, la presunta “superiorità” di un culto e vedrete come vi risponderanno. Con un’alzata di spalle che sa tanto di commiserazione.
Se questi quattro Paesi desiderano vivere all’interno di un quadro comunitario, devono accettare delle regole che siano di garanzia per tutti, regole libertarie, che concedono la piena libertà di culto per tutti e, parallelamente, nessun accenno di supremazia nei confronti d’altre fedi.

E’ proprio così difficile immaginare un posto, nazione, continente o pianeta dove chiunque ha un credo – rispettando, ovviamente, la legge (inchiodare i gatti alle porte delle chiese non può essere accettato, perché offende le norme che riguardano gli animali e la salvaguardia degli edifici) – lo professa in piena libertà, senza pretendere che alcuni simboli – solo i suoi! – campeggino negli edifici pubblici, ossia nei luoghi che appartengono alla collettività?
Perché, avendo specifici luoghi di culto – garantiti proprio dalla legge – i simboli di un solo credo devono pervadere tutti gli ambienti? Perché questa è l’identità europea? Altra balla colossale, sia per l’oggi, sia per il passato.

Per chi non se ne fosse accorto, l’Italia – sono parole di Giovanni Paolo II, non mie – è “terra di missione”, tanto la religione cattolica è vissuta e praticata da una minoranza della popolazione. A parte le tradizionali presenze (Ebraismo e Protestantesimo), ci sono circa 20.000 italiani convertiti all’Islam: italiani, non africani.
Quanti sono i buddisti? Decine di migliaia, che seguono differenti aspetti della dottrina.
Ciò che però stupisce, è che tantissimi italiani oramai credono nella reincarnazione, s’identificano con principi animisti, rispolverano gli antichi Pantheon greco-romani. Quanti? Tantissimi, basta ascoltare qualche confidenza: se non basta, leggere le rilevazioni statistiche di fonte “non sospetta”[1]: il 30%!
Se un italiano su tre è cattolico praticante, uno su tre crede nella reincarnazione, altri si definiscono agnostici, induisti, buddisti, musulmani, ecc – a volte in un quadro di “credere senza appartenere”, come giustamente afferma Pier Luigi Zoccatelli, l’autore citato in nota – si può ancora affermare l’omogeneità e la completa sovrapponibilità di un credo religioso in una nazione?

Ma, ribaltiamo la domanda al religioso: è assolutamente necessario appartenere per credere? Oppure il credere senza appartenenza, il vagare cercando, lo sperimentare con fatica, l’assaporare gioie e disillusioni nella propria ricerca interiore, è valore infimo rispetto all’appartenenza, con o senza condizioni?
Perché mai – mi domando – dovrei percepire come “inferiore”, “incompiuto” od altro chi, semplicemente, dichiara d’essere alla ricerca di quella coerenza interiore che è stata – per millenni! – l’avventura filosofica?
Oppure, solo la Scolastica è da assaporare come scuola di pensiero?
Il respiro della libertà – tante volte citato a sproposito, per meri scopi di bottega – non dovrebbe comprendere tutti, al punto d’ascoltare chi riteniamo possa portare conoscenza, indicarci una via, avvalorare una tesi? Senza chiedere, prima, a quale appartenenza esso appartenga?
E veniamo alla Storia, spesso citata a sproposito per avvalorare tesi che non stanno in piedi.

Quando comincia la Storia?
Sotto Augusto, quando nacque il Cristo? Oppure la storia europea ha inizio con i Carolingi? Con l’avvento degli stati nazionali? Quando? Perché ciascuno di questi periodi contiene in sé aperte contraddizioni con l’Europa “giudaico-cristiana”.
Quando nacque il Cristo, l’Europa era Pagana. Poi divenne cristiana, ma con il Cristianesimo iniziò l’Eresia: vogliamo parlare dei Catari, di Dolcino, dei Giansenisti…di Pietro Valdo, di Savonarola…del Nicolaismo, della Simonia…
Nessuna contraddizione? Solo la Chiesa di Roma, che ordinava Cardinali – a 12 anni! – i rampolli delle famiglie nobiliari romane, non sbagliava?
Si giunse ad un cattolicissimo re di Spagna, protettore della Santa Sede come Imperatore del Sacro Romano Impero – ovviamente – il quale, nella tempesta della Riforma, per meri scopi dinastici permise ad un’armata protestante d’attraversare l’Italia e mettere al sacco Roma. Era Carlo V.
Fino al XV secolo, l’Andalusia era musulmana ed ebrea – e vissero in pace, fino all’arrivo d’Isabella la Cattolica – mentre gran parte dell’Europa Orientale fu Ottomana almeno fino all’Ottocento. E gli ortodossi greci e balcanici?
Certo che ci sono delle radici giudaiche e cristiane, ma ne esistono altre: la presenza musulmana, nell’est, durò secoli. Se queste radici esistono, perché sono i soli cattolici a reclamarne l’eredità? Perché i Luterani non sembrano molto interessati a queste vicende? Tanto meno gli Ortodossi?

E veniamo all’oggi.
Attualmente, il 5% della popolazione che risiede in Italia è composta da immigrati, in maggioranza musulmani, ma anche ortodossi, induisti, ecc: nelle altre nazioni europee, sono ancor più.
Nessuno si sogna, in Gran Bretagna, di discriminare una persona perché Buddista o Sikh: al massimo, ci fanno pure un divertente film come “Sognando Beckam”.
Chi sogna improbabili “paradisi razziali”, si metta il cuore in pace: che ci piaccia oppure no, senza un costante afflusso di “sangue fresco” l’Italia deperirebbe come una pera rinsecchita. La migrazione, nella Storia, è la normalità, non l’eccezione.
La natalità è soltanto retta dai figli degli immigrati (che, difatti, a fronte del 5% della popolazione, sono il 10% della popolazione scolastica) e, senza di loro, gli apparati produttivi non funzionerebbero. Quale giovane italiano, oggi, sa allevare un vitello? Dobbiamo importare anche i falegnami, perché i ragazzi italiani non vogliono più aver a che fare con segatura e truc
ioli: l’aspetto curioso, è che importiamo anche suore e preti da Paesi di tradizione non cattolica e poi…vogliamo discettare sui crocifissi?

Personalmente, nessun crocifisso mi ha mai disturbato, però mi è sempre parsa una stupidaggine imporre dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, giacché non tutti li riconoscono come tali, e dunque si possono generare reazioni negative proprio nei confronti di figure che – volendo essere veicoli di fratellanza e di pace – finiscono per dividere invece d’unire. Fra l’altro, l’icona di un uomo inchiodato ad una croce di legno non sempre viene compresa e necessita di spiegazioni, soprattutto per i bambini.
A mio avviso, la soluzione francese di negare qualsiasi simbolo religioso nelle strutture pubbliche è una conquista di civiltà giuridica: nessuno impone qualcosa, nessuno può vantare primogeniture, tutti i diritti d’appartenenza religiosa sono egualmente riconosciuti.
Di là del semplice principio giuridico, però, dovremmo chiederci quale sia lo scopo del simbolo religioso, mettendo da parte tutte le diatribe su Paesi che impongono questo e quello…altri che invece…
A cosa serve?

Oggi, siccome ho un’ora libera, scrivo in un laboratorio informatico, a scuola; ho cercato il crocifisso, ma non c’è: che abbiano già applicato le sentenza europea? Dubito: più semplicemente, qualcuno avrà dimenticato di metterlo e colgo quindi l’occasione per informare il ministro Gelmini della defaillance.
Il bello è che nessuno se n’è mai accorto, nessuno mai lo ha cercato, come in tutte le aule della scuola: dove c’è e dove non c’è. Penso che la stessa cosa avvenga in tutti gli edifici pubblici dello Stivale.
In ospedale è diverso; talvolta, ci sono malati che si portano da casa una Madonnina e la pongono sul comodino: trepidano per la loro salute, temono, cercano conforto.
In quel caso, il simbolo assume un senso: per il credente, diventa un mezzo di preghiera. Solo un mezzo, nulla più: ciò che veramente conta, è l’afflato di fede che scaturisce dalla persona, non il simbolo. Ma, quel sistemare il simbolo sul comodino, intesse una relazione: cosa assai diversa dal medesimo simbolo imposto de iure.
La stessa cosa avviene per le mille icone stradali, soprattutto le tantissime Madonnine incastonate nei palazzi o protette nelle modeste cappelle agresti. Purtroppo, talvolta diventano preda di un mercato antiquario becero e senza scrupoli.

Pur non essendo cristiano, mi ha sempre addolorato osservare lo stato d’abbandono nel quale versano queste modeste opere d’artigianato popolare, poiché furono testimonianze di una fede vera e convinta, non lo spettacolo che osservo all’uscita della chiesa di fronte alla mia abitazione: sguardi che osservano più il cappotto di Armani o la borsa di Gucci che l’icona di un Santo.
Non lontano dalla mia abitazione c’è un’edicola, che segna il crocevia d’antichi sentieri: la ricordavo cadente, polverosa, dimenticata. Poi, improvvisamente, il miracolo: passando, notai che era stata ripulita, c’erano dei fiori freschi…insomma, si notava che il vento era mutato. Chiesi lumi a mia moglie.
«Sono le ucraine, le badanti: prova ad andarci un giorno qualsiasi, al tramonto». Così feci, cercando di non farmi notare.
Ecco, al calar del sole, che una modesta ed informale processione di donne bionde e grassottelle scende la strada e s’avvicina. Sono le badanti, ex infermiere sovietiche, che ora si prendono cura di una società sempre più vecchia e rincagnata, tanto sospettosa verso lo straniero quanto edonista e permissiva verso se stessa.
Anche a distanza, notai che – mentre con gesti misurati cambiavano i fiori, pulivano l’inferriata, toglievano qualche erbaccia – non smettevano di parlare fra di loro e, probabilmente, con la Madonnina. Fui colto dalla commozione.
Quelle donne lontane da casa, che avevano probabilmente dovuto lasciare mariti e figli a casa per procurare il pane negato dagli architetti della globalizzazione, avevano ritrovato una Madonnina alla quale parlare, alla quale confessare i loro timori per i familiari lontani, le loro paure per il futuro. Una donna fra altre donne, che rimaneva lì, in silenzio, ad ascoltarle e che diveniva trasposizione, sublimazione dei loro fragili esseri, accomunati dall’angoscia di chi vive lontano dalle proprie certezze, in luoghi stranieri e talvolta ostili.
Posti molto “cristiani”, dove si recita nelle piazze la “Bibbia” di Giancarlo Gentilini: il Vangelo del razzismo e del rifiuto [2].

Da quel giorno, quando passo di fronte all’icona – anche se non sono cristiano – non manco mai d’inviare con il pensiero un saluto alla Madonnina. Non è più un tozzo di creta verniciato: è diventata un coagulo di sentimenti corrisposti, partiti da una fredda terra lontana, che in quel luogo si sono ricongiunti con secoli d’antiche preghiere e richieste, timori e pianti d’altre donne, d’altre generazioni, d’altri mondi. Quella Madonnina è sacra: le badanti ucraine l’hanno nuovamente consacrata, non la fredda benedizione di un prete o di un vescovo.

Mi tornano allora alla mente i poveri crocifissi dimenticati, che sopportano l’ignavia degli studenti, le maledizioni dei giudicati, i poveri chiacchiericci degli uffici pubblici. Chissà, se a qualche povero Cristo tocca pure ascoltare l’ultima puntata del Grande Fratello? No, a tanto non potrebbe reggere…
Forse, se potesse, sarebbe proprio il povero Gesù a chiedere d’andarsene. Seguendo i pensieri, ho avuto un’Epifania dello spirito, un’Illuminazione in pieno stile agostiniano.
Visto che nulla dovrebbe sfuggire all’occhio di Dio – pur nella temperanza del libero arbitrio – c’è da chiedersi se quella sentenza europea non sia stata emanata ex cathedra, con l’approvazione dello Spirito Santo.
In altre parole, potrebbe essere stato accolto, nell’Empireo, l’antico grido di dolore – Eloì! Eloì! Lamà sabactàni! [3] – questa volta urlato in coro da una moltitudine di poveri Cristi abbandonati e polverosi, inchiodati ancora una volta in posti dove nessuno s’accorge di loro. Così in alto, nei Golgota scolastici, che manco i bidelli tolgono loro la polvere.

Un grido di dolore finalmente accolto, per abbandonare una terra dove lo spregio del Creato è lampante: chi ha massacrato Stefano Cucchi, si recava in Chiesa? Ci piacerebbe sapere se s’inginocchiava di fronte al Cristo e cos’aveva il coraggio di chiedere e di raccontare. Chi ha affondato le navi dei veleni, ha sotterrato il Cromo presso le fonti o nei fiumi, si riteneva un credente? Chi scavalca, volgendo lo sguardo, il corpo di un suicida sul marciapiede, chi non soccorre un ferito a morte nella metropolitana di Napoli (solo perché rumeno?) si può ancora considerare un credente? E in che cosa?
Certo, c’è il peccato e c’è la confessione, la redenzione dal peccato. Ma la traccia resta. Mille, migliaia, milioni, miliardi di tracce che ogni giorno s’accumulano e s’affastellano, in un mondo che ha smarrito la sacralità dell’essere e della natura, che al posto degli altari a cielo aperto dei Black Hills ha costruito miniere ed immondezzai, seppellito missili e scavato gallerie. Gente che militarizza le periferie per sotterrare rifiuti, altra che impesta l’aria bruciandoli, altri ancora che li versano su spiagge lontane.

Dov’è finita la sacralità dell’Uomo? Dov’è finita la ritualità dei gesti, la comunione empatica con il Creato?
Il povero uomo tecnologico, morso dal senso di colpa, si lancia nel volontariato per calmierare la fornace interiore la quale, inconscia ma presente, lo avverte della sua incompiutezza, del suo inutile vagare senza cercare, proseguire su dubbi sentieri senza direzione né meta.
Forse, la prima azione di volontariato – inteso come soccorso – l’Uomo dovrebbe compierla mettendosi di fronte ad uno specchio e non temere d’
osservarsi: in silenzio, per lunghi, interminabili minuti. Non lo fa: troppo pericoloso.
Sì, siamo sempre più convinti che lo Spirito Santo si sia manifestato: questa volta non a Roma, bensì a Bruxelles.

Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/11/niente-paura-e-tutta-opera-dello.html
6.11.2009

[1] Fonte: http://www.federazionemariana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5&Itemid=2
[2] Vedi: http://www.youtube.com/watch?v=bA-f9i8DYmk oppure http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Gentilini#Le_dichiarazioni_xenofobe
[3] Padre! Padre! Perché mi hai abbandonato!

Pubblicato da Davide

  • TizianoS

    Egregio Sig. Bertani, non è tanto in gioco la presenza o meno dei crocefissi nelle scuole, ecc., quanto la volontà di operare un sottile ma avvertito declassamento di tale simbolo. Certamente nei paesi protestanti questo declassamento si è consumato da tempo, ma ciò ha forse portato dei vantaggi ? E pazienza se lo stesso avviene per opera di tribunali laici, ma lo stupore tra i cattolici è stato grande quando ad esempio l’ineffabile portavoce vaticano Padre Federico Lombardi qualche mese fa disse: “Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo”.

    Ammettiamo che ci fosse stata in Italia una legge che impone la presenza nelle aule scolastiche dell’immagine del campo di sterminio di Auschwitz: vorrei vedere come sarebbe giudicato un suo ordine di rimozione.

    A mio parere, la sostituzione del cristianesimo con la religione della Shoah è un’operazione che viene subdolamente portata avanti, ed è legittimo che molti cristiani si oppongano.

    E poi, tornando a Padre Lombardi, perché non fa mai accostamenti a altre tragedie avvenute nel mondo ? Egli infatti potrebbe benissimo dire: “Chi nega il fatto dell’Olocausto Armeno, oppure del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo”. Insistere così tanto sulla Shoah, ed accostarla alla Croce di Cristo puzza di bruciato.

  • berotor

    Qualcuno sa dirmi da quando è stato deciso di apporre il crocifisso nelle aule scolastiche italiane?
    Se non sbaglio questa tradizione millenaria risale agli anni venti… prima non ci stava. Mi sbaglio?

  • TizianoS
  • myone

    Se lo Spirito Santo fosse sceso veramente in quelli di Europa,
    ora troverebbe solamente ceneri. Gli e lo dice uno che se ne intende.

    Mediti su certe parti del suo scritto, e lasci il resto, che e’ sempre filo’ “dai racconta”

    La recente sentenza della Corte Europea – la vicenda di “crocifissi
    negati”, per le reazioni che ha generato – è una di quelle storie
    vomitevoli, da paese sottosviluppato, il quale non riesce a comprendere
    non il Diritto, ma soltanto i principi che lo sottendono, i quali sono la
    base della convivenza.

    Forse, la prima azione di volontariato – inteso come soccorso – l’Uomo
    dovrebbe compierla mettendosi di fronte ad uno specchio e non temere
    d’osservarsi: in silenzio, per lunghi, interminabili minuti. Non lo fa:
    troppo pericoloso.

    [[[ E a motivo che chi NON accetta non solo quello che ha detto sopra,
    ma tante altre cose, e senza che ci sia una vera riconversione o conversione,
    che finendo con il trattato di lisbona, dove raggruppa paesi e paesi alle dipendenze,
    CHE NON ACCETTA QUESTI CULMINI CHE MIRANO A UNA NON IDENTIFICAZIONE
    se non a quella che vogliono imporre e che ci fanno vivere ogni giorno.

    Quelo simbolo, e’ una forma di liberta’ di espressione e di appartenenza,
    anche se nessuno ne e’ degno o atto dalla sua nascita, ma io non mi sento italiano,
    figuriamoci europeo, e qui cerchiamo di essere meno ipocriti e pippaioli,
    e nessuno puo’ sentirsi veramente a casa sua in altri posti, ma qui, non si inneggia a una croce imposta,
    e tramite quella non si va’ diritti in vaticano, ma si vuole latentemente,
    o direttamente, far figura a quello che quel simbolo vuole dire, che e’ e sta’ in quella parola,
    che ne nei governi, ne nelle europe, e nemmeno in altri paesi di altre religioni o etnie,
    non solo non vivono, ma di base non accettano e non ti permetteebbero di esprimere,
    e ne tanto meno di tolgierli i simboli loro a casa loro.
    E quindi, questa europa-lisboniana, con tutto quello che ci va dietro,
    visto che noi abbiamo tanta lingua nella testa, ma nulla fuori, e piegati a 90 avanziamo a colpi in culo, secondo le direzioni delgi altri,
    e visto che dovremmo salvaguardare tutto quello che lei dice, ma nello stesso tempo lo svendiamo a 4 finocchi arguti,
    consci di dove vogliono arrivare, e dico consci per modo di dire, perche’ nemeno loro sanno che siano,
    NOI, dovremmo calare le braghe davanti agli ultimi baluardi retrogadi o no che siano,
    dove loro li vanno a trovare per farceli togliere, quando dovrebbero pensare ad altro?
    Se un simbolo non fa la differenza e non fa’ nulla, allora lasciamolo dov’e’.
    I bei capitelli che lei dice, sarebbero da demolire, perche’ le strade portano tutte a EUROPA, e fuori da casa, sei su suolo pubblico,
    e tutto gravita su suolo pubblico. Demoliamo chiese? E Pure scuole.
    A proposito di scuole, lei pensa che l’ educazione che abbiamo ora nella scuola,
    sia piu’ o meno blasfema e fuorviante, di un pezzo di legno incrociato?… tanto per cambiare?
    E la TV? Pubblica, piena di …zate e di tv TG da far rabbrividire, che sia emancipazione o infatuazione, o diseducazione? NOn si toglie?
    Togliamo tutto, o lasciamo tutto, e ritorniamo alla contemplazione umana e del valore della vita e viviamolo,
    cosi sapremmo melgio fare Europa, Italia, Regioni, Comuni e comunita’.
    Invece, abbiamo fatto del mondo, un porcile comune globale, e si comincia tanto per sfuorviare le cose,
    a dire che puzzi piu’ di me, e che non va bene questo e quello.
    Ma secondo lei, un organismo cosi incasinato, e leggasi barnard 2 articoli addietro,
    merita di essere preso in considerazione per una schifezza a questo modo?

    Se lo Spirito Santo fosse sceso veramente in quelli di Europa,
    ora troverebbe solamente ceneri. Gli e lo dice uno che se ne intende.

  • myone

    E poi dico pure, piu’ che l’ altro che dico che e’ frammentato e discontinuo, sono di getto e incomprensivo spesso per no dire sempre: la sua frase posta come cimento e titolo con parole di de andre, si ricodi che non solo conosco le canzoni in quanto non solo a musica ma a testi, ma sopratutto , visto che viene letto l’ autore de andre’ come letteratura e se fa’ emblema di pensiero, lui stesso dice che i poeti sono creature maledette. E se vuole, per un semplice motivo, pippano bene la mente in luoghi incantati e razzionalmente intelligenti di considerazioni, ma dove, finite musiche o chiusi libri, ogni essere sta’ dove e’ e fa’ quello che puo’, e il reale e’ la miglio realta’ per cantare e scrivere e pensare, e il propio, e’ la milgio base dove mixare il tutto, ed e’ NON globalizzabile, ne condivisibile, e nemmeno associativa, a meno che non si vadi ad aggregarsi per apparati vari. E il bello e’ che, come fine tendenzioso, ci mette pure tramite parole altrui, quello che vogliono sia messo con atti loro, che dio e’ un’ invenzione umana, quando non e’ cosi, ma e’ l’ esistere piu’ profondo e vero che e’ in ogniuno se lo trova, ed e’ fuori da condizionamenti e da possibilita’ di realizzazione per tutti, mentre loro, e’ da secoli che cercano di realizzare temporalmente il loro DIO, in ogni maniera, con ogni stampo, colore, e dottrina. Allora voglio accettare un legno come principio, visto che c’e’, e non e’ un’ imposizione, anche se nasce da una cultura per cosi dire imposta alla cieca, e se qualcuno, visto che c’e’, non lo vorrebbe, se ne stia a casa sua, e lo tolga nel suo pubblico-privato. A me non fa differenza, ma e’ il modo, e sopratutto, da che pulpito viene la predica.

    Se veramente lo Spirito Santo fosse sceso in Europa, o avremmo la conversione di tutta la struttura politica e sociale, o troveremmo LA, un sacchettino di ceneri. Ripeto. Visto che l’ idea e la considerazione, non si basa su simboli, ma su intelligenti dati di fatto.
    Paolo, di cui il macellaio ne fu mandante, disse che le autorita’ erano preposte da Dio per i malvagi, in quanto applicando la legge, toglievano il malvagio che creava molestia al prossimo. Dopo di che, nessun altro attributo o dispensa, il che, la dice lunga, viste le cose come sono e come le fanno andare e chi sono e come fanno, a cosa andrebbero incontro, sia come malvagi_eticamente_spiritualmente_vagliabili, in cose che hanno sconfinato un pseudo diritto di gestione sociale, e considerando il tutto a questo modo, vorrei vedere, chi si dovrebbe tolgiere, dopo averlo appeso come chi loro vorrebbero togliere di appeso. E credo che la’ sarebbero in tanti, anche fosse solo, per il ruolo che hanno, per le scemate che fanno, che dicono, e sopratutto e non e’ poco, per i privilegi in nome di che non si sa’, godono diritti, poteri, benessere, e tanto altro di nefando.
    E chiudo qui.
    E non mi si dica, che, la democrazia e’ creare universi legislativi affinche’ la gente si abitui a vivere bene altrimenti sarebbero tutti delinquenti, e che l’ impostare il tutto in tutti i modi e’ affr loro altrimenti l’ uomo regredirebbe all’ istante, che li valgono diritti e valori, che non hanno, se non imposti con la medesima autorita’, per cui si fanno eleggere, e amministrano quello che non dovrebbero amministrare, anziche’ fare l’ oppposto. Mi sa’ che, quel simbolo, vista la grande domestichezza che hanno nel generare a mo’ di calcolatori, teorie e imposizioni, termini e vincoli, la loro intelligenza li ha portati a guardare a quel coso come una cosa che gli richiama a una considerazione in coscenza, e che disturbando, perche’ solo a guardarlo giudica e condanna un po’ troppo, non alla faccia della multi etnia, o alla faccia di chi se ne fa’ una bandiera, ma alla faccia loro, il coso da’ tanto fastidio.
    Le vie del signore sono infinite, e quando lo tolgi di mezzo perche’ pensi di poterlo fare, e’ il momento che cominci a capire qualcosa, e se lo capisci, e’ il momento che scegliere e’ un dovere per forze maggiori, e tolgierlo, fosse solo per sgarro o per fastidio o per liberta’ di farlo, e non tanto per simbolo, ma come gesto, significa per me, che la loro gravita’ e’ tale, e che chi moralmente hanno loro e lo stanno loro appiccando, li sta’ guardando in faccia.
    Queste sono le stronzate che vanno a rincorrere, per la gente, le loro, non sono mai pubbliche, perche’ anziche’ appiccare un uomo, appiccherebbero ben altre figure.
    E scrivo, seppur ingnorantemente e senza valore, e senza che sia considerato, il che mi fa piacere per non essere considerato daun, e lasciando cosi miglior spazio a menti che meritano altro, forse spesso dubito ed e’ cosi, alla faccia non vostra, ma di tutto quello che si dice in merito che siamo spiati, catalogati, e in un furuto prossimo, pure inquisiti. Bene. Quello la’ nel legno, ha detto, che se e’ per la giustizia che sei perseguitato, non dovrai nemmeno pensare che dire, LUI ti mettera’ le parole in bocca. Ma vedo che, si parla di tanto altro che e’ di parte e sta’ dall’ altra parte, perche’ perseguitati per giustizia seppur acclamata, nemmeno chi la decanta pubblicamente, da queste cose ne e’ esente. E questo denota, come e quanto siamo lontani non solo dal pensarle le cose, che e’ il dirle scivendole, ma a quando il dire, sia lontano dal far nascere situazioni di cambiamento nel reale, perche’ le parole smuovono le montagne, ma vedo che, le montagne crescono e rimangono sempre uguali, se non peggio. E questo, dovrebbe almeno essere una parte di chi e’ allenato al pensare e che e’ conosciuto, ma vedo che quando c’e’ da dire, nessuno ha propieta’ di farlo, di esporsi, perche’ il dire e il fare, non significa matematicamente, essere fautori di rivoluzioni e ne di infamie, ma solamente, visto che siamo in questi contesti, chiamare il lupo per nome, e contare le pecore che rovina. Questo, a quanto vedo, nessuno lo fa’, ne chi e’ in politica, ne chi dediene giornali e mezzi televisivi, e nessuno di sorta.
    Eppure, il sistema elaborato a uno scopo, continua il suo corso, e la situazione della gente, quella da educare, non cambia mai anzi cambia in peggio, non avendo educato i fini e i mezzi, che loro stessi non dispongono e non vogliono disporre, e dove gli interessati primari, continuano a eleggere, e a condurre una vita senza come e perche’.
    Tutto e’ poesia. Il male e’ poesia. L’ indigenza e’ poesia. Le distinzioni sono pesia. L’ inutilita’ e’ poesia. IL dire e’ poesia. Peccato che, non abbia rime e ne sostanza su cui sorriderci, gratificarci, e tanto altro di questa risma di attributi, che non si vedono e no nsi leggono piu’ in faccia a nessuno.
    Sapete perche’ da un lato si guarda in un modo e sembra assurdo, mentre dall’ altro si continua incessantemente il fare? Perche’e’ poesia.
    Tv poesia. Scuole poesia. Governi poesia. Parole e utopie poesia. Europa poesia. Usa poesia. lavoro poesia. inquinamento poesia. sovraffollamento poesia. guerre poesia. poverta’ poesia. pandemie poesia. vacanze poesia. natali poesia. capodanni poesia. Tutto e’ poesia. Buttiamo tutto all’ aria, e facciamo quelo che vogliamo, anche questo e’ poesia. Perche’ porci limiti? Non guardiamo piu’ a nulla, non esiste nulla, esiste solo quello che fai e se ti va bene, anche questa e’ poesia. QUANDO NON FAI AL PROSSIMO QUELLO CHE NON VUOI CHE SIA FATTO A TE SEI APPOSTO, NESSUNO TI PUO’ PIU’ IMPORRE NULLA.
    NON NE HA AUTORITA’. Loro, che dovrebbero fare l’ altra parte della medaglia, e li abbiamo eletti indebitamente, in quanto escono dall’ autorita’ di sicurezza sociale, NON FANNO AGLI ALTRI QUELLO CHE VORREBBERO FOSSE FATTO A LORO. Loro lo fanno a modo loro, e te lo devi fare come dicono loro, PER LORO, non per te.
    IL semplice fatto che hanno e prendono piu’ del minimo di uno che ha i calli nelle mani, non li autorizza propio a nulla.
    Non hanno l’ etica, hanno solo il tempo per non scerotizzarsi, e coltivare la megalomania realizzativa.

  • berotor

    Grazie. C’era addirittura una pagina di wikipedia!

  • oldhunter

    Che questo articolo di Bertani suscitasse un vespaio era prevedibile. I pochissimi commenti che in queste prime ore del mattino già si possono leggere sono quasi tutti contro, ma gli altri certamente verranno in seguito. Ma bravi! Altro che popolo di santi, eroi, ecc., siamo un popolo di ipocriti e beghine cresciuti col latte avvelenato della peggiore santa romana chiesa! Quella che ha bruciato migliaia di esseri nelle piazze, che ha commerciato indulgenze, che ha accumulato tesori inimmaginabili e strapotere temporale. Però di Cristo non ce ne ricordiamo mai nella nostra vita da egoisti, così edonista e porchereccia. Lo rispolveriamo solo quando ce ne tolgono l’effige vuota di significato dai muri. Sarebbe bene ci ricordassimo che il vero Cristo lo dobbiamo portare in noi senza imporlo ad altri, senza ostentarlo, praticandolo silenziosamente con la tolleranza, la comprensione e l’amore verso qualsiasi essere vivente e con tutto il creato. Democratici noi? Ma quando? Dove? Quando esportiamo con le armi la nostra falsa pace? La nostra democrazia fasulla delle multinazionali e dell’interesse? Democrazia è prima di tutto rispetto, anche delle credenze religiose altrui. E che c’entrano queste – qualsiasi esse siano – con lo stato e col diritto? Ma ha poi ancora senso una religione di stato? Non è forse barbarie? Leggete bene quanto dice Bertani: e meditatelo a lungo prima di dare fiato alle bocche in invettive insulse. Egli ci ha dato una lezione di civiltà vera, di cultura che ha radici profonde e antiche. Ma sono purtroppo perle ai porci!

  • backtime

    Credere, è la più grande truffa della storia umana.

    Credere, qualsiasi siano le convinzioni degli uomini, queste, servono solo ad allontanare la cruda realtà dalla ragione.

    State pur tranquilli, se la Religione fosse servita ad aprire gli occhi degli uomini non ve l’avrebbero mai insegnata, eppure tutti gli uomini, come buoi davanti al carro, con fatica trascinano le loro speranze ogni giorno; c’è chi vive nella speranza che la sofferenza porti in paradiso, c’è chi nella speranza che dopo la morte possa possedere vergini, quando in vita sua, le donne che lo hanno conosciuto l’hanno sempre evitato e per non negarsi il diritto di morire senza godere, s’è dato piuttosto alla sodomia.

    Gli uomini temono la morte, ma incredibilmente e inconsapevolmente la idolatrano, non consapevoli che è il proprio “credo” il primo badile di terra che si gettano addosso da vivi, negandosi quello che la religione impone, non certo la vita che è fatta di piaceri senza rinunzie.

    Creistiani miseri nella carne quanto nello spirito, non avete ancora compreso che come uomini, siete tanto demonio quanto Dio, in ognuno di voi è insito il bene ed il male e sarà la percentuale di chi avete accanto, che farà di voi uomini buoni o da temere, nelle azioni non siete differenti da nessun ebreo, perché è l’occasione che fa l’uomo ladro. Gli Americani anche loro, sono a loro dire Creistiani come voi, ma poi, nelle azioni voi li ritenete tali? sicuramente no! Infatti come gli ebrei nel mondo, li vedete surclassare i deboli e sfruttare i miseri e questo, anche non volendo essere obiettivi, lo potrete notare nelle élite di ogni nazione, nessuno si fa scrupolo di sfruttare gli altri quando ne ha la possibilità.

    Gli animali a differenza dell’uomo, non hanno bisogno di credere per vivere, eppure, anche la loro vita è determinata dall’incertezza e la paura, se lavorano non è certo per loro scelta, dite che come voi, sono figli di Dio e consapevoli di essergli superiori li sfruttate da sempre nel lavoro e non disdegnate la loro carne, vi scandalizzate se presi dalla fame, essi non si fanno remore di mangiare un uomo se questa è l’unica preda di cui dispongono, non trovando invece scandalosa la mattanza, che ogni anno l’uomo fa cibandosi proprio degli animali, mattanza resa ancora più cruenta, quando per festeggiare Dio nella sua resurrezione, si allestiscono banchetti coi sui creati deboli tra i più deboli, vitelli appena nati.

    Immaginate fosse il leone il prediletto di Dio e che questi per onorarlo uccidesse i vostri figli, è facile vero non avere remore quando si è il più forte, questa volta non lo siede, la parte notoriamente dell’uomo è toccata al leone, voi non siete altro che la vittima designata.

    Ditemi tutti, come ci si sente? come vivete l’odierno giorno sapendo che domani il leone mangerà vostro figlio, egli crede, che qualunque cosa gli sia dovuta e ciò gli viene dato per diritto divino, di conseguenza ritiene che ogni sua azione sia lecita, l’intelligente sa che non è così.

    Riflettete su di queste mie ultime parole:
    Chi nella vita si sente un leader, lo sarebbe mai, se pensasse che al mondo c’è qualcun’altro che gli è superiore? La risposta al quesito è tanto semplice quanto scontata – questa è l’occasione che queste persone adottano per uccidere, senza per questo dover sentirsi colpevoli.>

  • Jack-Ben

    dall’Imperatore Giustiniano in poi la Rinascita come oggi si intende “Reincarnazione” e’ stata tolta dal libro ma fino al 545 dc tutti sapevano e potevano crederlo senza essere demonizzati; lo stesso Gesu’ lo attesta spiegando che fine avevano fatto fare ad Elia quando era tornato; lo stesso Gesu’ l’ha dimostrato nella Rinascita quando e’ tornato per 40 giorni.
    Oggi il cattolicesimo ha imposto che la vita biologica e dell’anima per un essere umano e di solo circa 80 anni, e dopo se ha fatto tutto bene si acquista il paradiso con tanti giocattoli se no va all’inferno.
    Ma in tutte le culture di questo universo Terreno o Extra e’ conosciuto e saputo che noi siamo cosmici ed eterni e andiamo e torniamo per esperire.
    la Storia del crocefisso non e’ che un’altra delle solite fasi del teatro di questo immenso film che e’ appunto la vita e serve per tenere occupata la mente che mente.

  • cloroalclero

    Che lo condividiate o no, questo articolo di Bertani è una delle cose migliori prodotte ultimamente dal WEB in termini di commento di una cultura…

  • TheKiller

    Non capisco il motivo dei commenti incazzosi verso questo articolo che io giudico davvero positivamente perché centra in pieno la questione:
    chi ha la “radice cattolica” nelle vene vada in chiesa e non rompa le balle agli altri per imporgli le proprie obsolete e inutili convinzioni.
    Non mi pare un ragionamento così demoniaco…è un ragionamento di libertà.
    Libertà per chi non crede…chi è crede è già libero di appendersi in casa o al collo tutte le croci che vuole e pregare o fare gesti strani…
    Ma chi non crede, secondo questa sentenza, è libero di non vedersi davanti stààccavolo di croce … cosa me ne frega a me che non credo della croce e me la devo sempre trovar davanti ???
    commento inutile ma vabè..saluti

  • ranxerox

    Il crocifisso dovrebbe essere il simbolo dell’ umiltà, dell’amore disinteressato a tal punto da sopportare le peggiori nefandezze. Questo io credo. Ora, invece, sopravvive come foglia di fico utile a celare le nostre peggiori nefandezze. Se lo togliamo come faremo a nasconderci? Meglio tenerlo lì, ci “protegge” dalla nostra coscienza.

  • maristaurru

    Sull’argomento sollevato dalla trepida e preoccupata mamma finlandese , si erano già pronunciati i nostri giudici( TAR) e la nostra Avvocatura dello Stato.

    Il ricorso ad una Corte che se non sbaglio è preposta a giudicare sulle eventuali violazioni dei diritti umani sembra sinceramente ultroneo , tanto per usare un termine di moda in certi ambienti, insomma è una esagerazione.

    Non si può non notare che la decisione della Corte arriva come il cacio sui maccheroni dopo la firma che è apparsa assai poco convinta da parte della repubblica Ceca, del trattato di Lisbona, trattato infelice e imposto “da chi può”.
    Cristo è stato a lungo ignorato, ma da un po’ di tempo è stato preso di mira con forza, e permettetemi di dire che l’Islam c’entra come i cavoli a merenda con questa persecuzione, tolto qualche ignorante che può esserci ovunque, il Cristo è figura normalmente non solo accettata, ma anche venerata a vario titolo sia nel buddismo che nell’Islam in forza del messaggio forte e rivoluzionario di cui è stato ed è portatore. Ma si ventila che c’entri l’islam e cresce negli animi più semplici la ribellione all’ISLAM.. vecchio viziaccio quello di mettere i poveri , i semplici gli uni contro gli altri…vecchio vizio che ha reso molto e bene a molti.

    Allora non è peregrino derivarne il sospetto, che diventa certezza alla analisi dei fatti, che non sia quella statuetta che dà fastidio, ma il messaggio di cui è portatrice per lo più inascoltata che dà un fastidio fottuto, e lo dà proprio a quei poteri forti che più forti non si può che trovano il loro punto di forza nella manipolazione della ECONOMIA, quei poteri che ci hanno VOLUTO regalar la crisi per le loro folli manie di POTERE, quei poteri di cui Paolo Barnard ha cercato di farvi uno schema: vi rendete conto che si tratta di una autentica GRANDE PIOVRA che include il POTERE MAFIOSO?
    Il messaggio fin ora inascoltato potrebbe e dovrebbe,( dico io che son nessuno , ma lo affermano, moltissimi LAICI che hanno importanza culturale e di immagine ), essere ripreso , capito e portato avanti al di là del credo di ognuno.
    E certo una simile eventualità sia pure remota, spaventa da morire, non hanno perso neanche un giorno i cari giudici d’oltre alpe.. batti il ferro finchè è caldo si saranno detti .

    Bene, in onore a questa roba, a questi poteri economici, ci caliamo le braghe e ci mettiamo a colpevolizzare la nostra cultura.

    Anche se davvero la nostra cultura fosse rimasta indietro di fronte alla meravigliosa cultura degli ammazza delfini finlandesi, io dico CHI SE NE FREGA!! Ci siamo sdilinquiti in paginate di articoli e blog e ci spendiamo soldi per preservare la cultura zingara e mo’ dobbiamo nascondere sotto il tappeto come fosse pattume , il simbolo di una cultura e di una tradizione italiana che ha colmato di opere di arte il Paese e l’Europa? AddiritturA spendendoci a dimostrare che poichè c’è un prima di Cristo, possiamo buttare al cesso il dopo cristo, a tanto stupido argomentare siamo arrivati!davvero siamo tanto stolti e tanto provinciali? Le culture debbono EVOLVERE NATURALMENTE seguendo il sentimento, il sentire dei popoli, e non esser costrette aprender la via che piace a chi si arroga con prepotenza questo compito non chiesto ( alludo ai soleciti lacchè nostrani ed Europei ) e non esprimono certo il sentimento di un popolo i quattro fessacchiotti dell’UUAR (leggetevi i commenti sul loro sito per veder che il termine che uso non è offensivo, ma descrittivo) o i rappresentanti di quel pensiero debole dei calabraghe sparsi nelle varie parrocchiette italiche e comprendente alcuni noti preti , per i quali qualunque sbobba ci venga da certo pensiero d’oltralpe, ancorchè espressione di quei folli criminali che ci hanno condotto al punto in cui siamo, è oro?

    Non è un caso se la ribellione a quella che viene vissuta come una intrusione, viene anche da molto mondo laico e non credente, forse ancor più che dal mondo cattolico che quel simbolo aveva dimenticato da troppo tempo, anche per andare dietro alla cultura imperante nel bel Paese , cultura che solo da poco sta mostrando pian piano al mondo con le sue manchevolezze e contraddizioni a quale misero vuoto è approdata.

  • vic

    Eccoli, stanno uscendo alla chetichella. Pare abbiano discusso di scuola. Sentiamo.

    V: Buon mattino ministra. Di cosa avete parlato?
    Ministra (ha sonno): Uahmmm, mi scusi e’ una settimana che non dormo. Non chiudiamo mai occhio noi ministri. Sa’ com’e’.
    V: Non ci ha detto nulla sul tema in discussione. Per favore qualche briciola d’informazione.
    Min.a: Uahhhh uahmmm. Vediamo se mi ricordo. Ah si’, abbiamo parlato di pareti scolastiche: come tinteggiarle. Io ero favorevole al rosa rosato sfumato dall’alto al basso. Tremonti voleva le pareti tutte in nero cupo con un buchetto nascosto da un vetrino affumicato, per la microtelecamera. Lui ha quell’hobby li’. Ha proposto anche un mini rogo da mettere nell’angolo dell’aula, ma poi per fortuna s’e’ messo a far parole crociate, anzi no era il Sudoku.
    V: Per quello non e’ ancora uscito. Gli mancheranno gli ultimi numeri. Ma di croci niente? Non ne avete parlato? Essi’ che van di moda in Europa. Oh, ecco un altro ministro con gli occhiali.
    Ministro: Maronna Maronna!
    V: Cosa c’e’ ministro? Si sfoghi ai nostri ubiqui ed equi microfoni.
    Min.o: C’e’ una situazione imprevista. Un sussulto delle masse.
    V: Gli elefanti col singhiozzo?
    Min.o (mi fissa dritto negli occhi): Ma che dice! Il problema e’ in curva, anzi nelle curve.
    V: Sussultano le curve?
    Min.o: No, pregano!
    V: Le curve degli stadi pregano?
    Min.o: Si’, e’ un fenomeno imprevisto e recente. I servizi sono al lavoro per capirne la causa subculturale. Stiamo consultanto anche i servizi d’informazione dei Gesuiti per capirne qualcosa.
    V: Ma i fatti, quali sono i fatti?
    Min.o: I fatti sono che in tutti gli stadi affluiscono tifosi di nuova tipologia. Ci stanno creando un grave problema di coscenza. Forse ci faremo frate, sa!
    V: Non ci tenga sulle spine.
    Min.o: Ma che spine e spine, ce l’ha uno spinello che devo calmarmi? Ah, lei non fuma, accidenti. Allora sta succedendo che i tifosi si presentano ai cancelli d’entrata degli stadi brandendo dei crocifissi. Alcuni hanno addirittura dei cinturoni di legno, insomma fatti di palline di legno, dei macro-rosari. Dicono che servono per contare le ola.
    V: Avete emanato delle direttive?
    Min.o: Per ora abbiamo suggerito alle guardie di lasciar entrare tutti quelli che brandiscono il crocefisso con aria contrita. Abbiamo invece indicato di lasciar fuori quelli che brandiscono la croce nuda con una mano e una scatola di chiodoni nell’altra. I servizi ci han detto che sono quelli che vogliono mettere in croce l’arbitro. Siccome i Gesuiti c’han detto che gli arbitri secondo la tradizione cristiana non vanno crocifissi , abbiamo preso il provvedimento di lasciar fuori dallo stadio questa ultima tipologia di tifoso.
    V: E per le pareti scolastiche, pensavo aveste discusso di quello.
    Min.o: Dopo una rapida consultazione, la pudicizia ha trovato l’unanimita’ fra noi.
    V: E’ normale amminiastrazione allora.
    Min.o: L’idea geniale l’ha avuta quella figliola di Carfagna, ha suggerito: lasciamo il crocifisso alla parete, ma …
    V: … ma?
    Min.o: Ma infiliamoci sopra un burqino colorato di Dolce e Gabbana.
    V: Burqino?
    Min.o: Piccolo burqa. E’ una moda Afghana. Fortuna nostra che siamo ben messi laggiu’. Cosi’ abbiamo votato all’unanimita’ (salvo Tremonti che faceva il Sudoku e noin va distratto in quelle circostanze): vada per il crocifisso col burqino colorato.
    V: Saranno felici gli Afghani, era ora che il governo desse un segnale significativo.

    Mezzo addormentato dopo questa lunghissima maratona notturna, vado a bere un caffe e vi saluto dal mio nuovo Burqa anti-influenzale.

  • Sokratico

    non capisco la furia iconoclasta di molti commentatori…. E’ un articolo pieno di buon senso e di umanità.

  • Tao

    IL CROCIFISSO NON E’ IN ITALIA

    DI MIGUEL MARTINEZ
    kelebek.splinder.com

    La vicenda della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che vieterebbe l’uso dei crocifissi nelle scuole italiane, è un esempio fantastico di politica simbolica.

    Lasciamo perdere il giudizio sulla presenza dei crocifissi nelle aule (o in quelle poche in cui sono ancora rimasti a prendere polvere) e cerchiamo piuttosto di capire il significato del teatro che vi si costruisce attorno.

    Il teatro consiste nella solita sfilza di dichiarazioni forti ( http://paniscus.splinder.com/post/21627416/Due+parole+in+croce%2C+e+mille+a ) da fare ai media, prima che la notizia sparisca nel nulla.

    Questa volta, le dichiarazioni forti sono quasi tutte a favore del crocifisso e provengono da Destra. In particolare dal consueto giro di personalità pubbliche il cui rapporto con la mitica Morale Cattolica consiste, nel migliore dei casi, in discutibili annullamenti presso la Sacra Rota (“mica l’avevo capito che il matrimonio cattolico è per sempre, e poi quel giorno lì non ero in grado di intendere e di volere”).

    Il crocifisso è ovviamente irrilevante per loro; ma si tratta di un’eccellente occasione per lanciarsi nella politica del vittimismo, che è ormai la forma generale di comunicazione. L’occasione è data dal fatto che questa volta non c’è un nemico agguerrito. Infatti, quasi nessuno odia il crocifisso, mentre è un oggetto che suscita una diffusa e vaga simpatia basata sulla consuetudine. Quindi, si può urlare forte, rischiando poco.

    Ed è necessario urlare forte, perché in realtà la Destra non fa nulla di particolarmente cattolico; anzi, nei fatti è la principale artefice della scristianizzazione della società, grazie a tutta la potenza di Mediaset, nonché alla precarizzazione dei rapporti sociali. Dei fatti cattolici mancanti, ci si rifà con ore di immagini del Papa in televisione, con insulti ai musulmani o, appunto, parlando del crocifisso.

    Il gioco del vittimismo consiste nell’invocare leggi speciali per chi si sente “offeso”: è la logica dietro mostri giuridici come la Legge Mancino, le ventilate leggi contro il negazionismo-revisionismo ( http://kelebek.splinder.com/tag/revisionismo ) e altre proposte contro la “discriminazione”, nella misura in cui colpiscono idee e sentimenti.

    Il politico di Destra chiede retoricamente, “può forse esserci qualcuno che si sente offeso dal crocifisso?” – come se quello fosse il problema – e poi grida, “invece i cattolici si sentono offesi se lo tolgono!” E quindi, ci vuole una sorta di esenzione speciale dalla laicità di stato per i cattolici offesi, non in quanto cattolici, ma in quanto Offesi.

    Tutto questo è puro teatro e va considerato come tale: i laicisti che pretendono che questa agitazione a breve termine davanti alle telecamere, che resterà senza alcun seguito concreto, costituisca un “pericoloso ritorno al Medioevo” fanno semplicemente da sponda, prendendo sul serio la schiera di politici rumoreggianti.

    In questo teatro, gioca un ruolo importante la credenza – trasversalmente condivisa – nell’Identità Italiana. Il crocifisso, gridano i Destri, è un Simbolo della Nostra Identità.

    Una mistificazione non da poco. La storia dell’Italia si può raccontare in mille modi, ognuno un po’ vero e un po’ falso. Però proviamo a raccontarla in un modo assolutamente sommario e superficiale, ma che forse è un po’ meno falso di quello condiviso da Fini e Napolitano, nonché dai proclamatori di questi giorni.

    Certo che i popoli, le regioni, i comuni che oggi fanno parte dell’Italia hanno una tradizione cattolica,  con alti e bassi ( http://kelebek.splinder.com/post/18469870/Cammlla+Minchioni+femmina+crisi ) , cosa che non distingue l’Italia dalla Slovenia (e non ha impedito agli italiani di massacrare gli sloveni).

    Questi popoli-regioni-comuni sono stati dichiarati Italia da Napoleone, cosa che ha incontrato la fiera resistenza della maggior parte delle persone che Napoleone aveva deciso dovessero essere italiani. Una resistenza che ha comportato atroci massacri da entrambe le parti.

    Le impotenti trame risorgimentali sono state basate su una premessa: il primo nemico dell’Italia è il Papa e quindi la religione cattolica; e l’immaginario risorgimentale si è nutrito di qualunque forma di pensiero girasse allora per il mondo, sfidando la Chiesa.

    Più tardi, un gruppo di francofoni a Torino, con la più straordinaria serie di truffe della storia, è riuscito a impossessarsi di una gran parte delle regioni che a loro giudizio dovevano far parte dell’Italia. In particolare, imponendo l’Italia all’ex-regno di Napoli con lunghi anni di strage.

    Questo gruppo di persone, che si è mantenuto al potere concedendo il diritto di voto a un’infima minoranza della popolazione, è stato considerato  nemico sia dai cattolici che dai socialisti. Tanto che i cattolici simpatizzavano con l’Abissinia aggredita da Crispi, mentre il governo attribuiva l’insurrezione di Milano stroncata da Bava Beccaris alle trame clericali che diffondevano il socialismo nel paese.

    L’Italia ha raggiunto le frontiere che il Dio del Risorgimento – che non era certo quello dei cattolici – le aveva promesso, grazie alla guerra contro la nazione più cattolica d’Europa, e a quella tremenda strage che Papa Benedetto XV aveva pubblicamente condannato.

    Che poi questo paese, da Vittorio Emanuele I a Prodi, sia stato un infinito compromesso pratico tra italiani e cattolici, non toglie una cosa semplice: l’Italia, nella misura in cui è Italia, non è un paese cattolico. 

    Miguel Martinez
    Fonte: http://kelebek.splinder.com/
    Link: http://kelebek.splinder.com/post/21640648/Il+crocifisso+non+%C3%A8+l%27Italia
    5.11.2009

  • Davide71

    Ciao a tutti:
    a me ha solo dato fastidio che un giudice della Corte Europea abbia deciso una cosa che dovrebbero decidere gli italiani!

  • NerOscuro

    Perché chiedere a Bertani di esprimersi nei confronti di un problema che non riguarda il fatto specifico? È un errore allargare il discorso in cerca di alleanze, perché ammesso e non concesso che lo scopo della de-cristianizzazione sia l’introduzione del “culto” della shoah, qui si discute di laicità e di fede vera. Lo Stato deve essere laico e difendere il diritto di tutte le confessioni religiose legittime, anche la più piccola, ad esistere su una base di equità. Non è un problema nuovo, che viene dalla presenza di musulmani, se ne discute da almeno vent’anni: da quando facevo le medie inferiori e gli immigrati praticamente non esistevano. Quello che non veniva rispettato allora, come oggi, negli spazi comuni era la libertà di non credere o di avere un rapporto interiore con la religione. Un problema che non si risolve con la volontà della maggioranza, perché se fosse così, il cristianesimo sarebbe stato bandito già da tempo. Sì, la religione cattolica non ha più fedeli: basta chiederlo a coloro che si autoproclamano cattolici e credenti e vedere cosa praticano nella propria vita.
    Se davvero credete, cominciate a dimostrarlo nei vostri cuori e imparate a rispettare un mondo multiculturale e multireligioso. Non esistono più le condizioni per cui il cattolicesimo sia religione di Stato o qualsiasi altra cosa lo diventi, tanto meno la shoah.
    A proposito dell’olocausto. La shoah è un fatto storico, non contiene nessun messaggio di salvezza o di speranza, non rappresenta un credo che può occupare il dominio della religione, non ha riti collegati che siano praticabile dal fedele, non fornisce alcuna spiegazione rispetto alle domande esistenziali. Si può dire che la shoah è conculcata ed indiscutibile, ma non si può scambiare per una religione, a meno che non si voglia dire che la religione Cristiana è appunto conculcata e indiscutibile. Non è una bella cosa da dire di una religione. Forse è tutto qui il nocciolo della questione: quello che voi pensate sia religione.

  • thomasmalory2008

    Bertani : una di quelle storie vomitevoli, da paese sottosviluppato, il quale non riesce a comprendere non il Diritto, ma soltanto i principi che lo sottendono, i quali sono la base della convivenza.
    R

    EH SI ! L’unico genio sei tu e milioni di italiani non capiscono niente .
    Fatti venire qualche dubbio per il tuo bene valà….

  • orwell

    il fatto è che non doveva mai essere inserito il crocefisso in un luogo pubblico..
    perchè pensi sia discriminatorio togliere il crocefisso per i cristiani/cattolici e invece non dovrebbe esserlo per un ateo inserirlo nelle scuole?
    Se c’è libertà in un luogo pubblico, o tutti inseriscono il loro “simbolo”, o facciamo prima a dire in un luogo pubblico non facciamo distinzioni di simboli.. (inserire l’immagine dell’atomica di hiroshima a mio avviso è piu’ culturale di mettere un crocefisso..)
    Cosa c’è di sbagliato? cos’è questa paura che ci invadano le persone “diverse” quando gli occidentali da decenni vanno a casa loro a impiantare le nostre finte democrazie per rubare tutte le risorse naturali possibili!

    Bigotti.

  • vic

    Puoi ricorrere alla futura corte mondiale di Vatlapesc, Finlandia.

  • TizianoS

    Per la fede cattolica il crocifisso rappresenta e ricorda il più grande delitto commesso dall’umanità: il deicidio.

  • Kiddo

    Quoto. A mio parere comunque il crocifisso in aula è un falso problema. Quello vero ,su cui non si discute mai abbastanza, è il finanziamento pubblico al clero nelle sue forme piu’ diverse e meno pubblicizzate. Parlo non solo di abolire l’otto permille ma anche quelli per le scuole private, insegnanti di religione, sgravi ed esenzioni fiscali ecc ecc eccceceecccc.

  • TizianoS

    Per la fede cattolica il crocifisso rappresenta e ricorda il più grande delitto commesso dall’umanità: il deicidio. La religione è un’altra cosa.

  • Alenov

    piu’che inutile mi sembra un po offensivo…parli di liberta’e poi dici”chi ha la “radice cattolica” nelle vene vada in chiesa e non rompa le balle agli altri per imporgli le proprie obsolete e inutili convinzioni. Non mi pare un ragionamento così demoniaco…è un ragionamento di libertà. Libertà per chi non crede…chi è crede è già libero di appendersi in casa o al collo tutte le croci che vuole e pregare o fare gesti strani… Ma chi non crede, secondo questa sentenza, è libero di non vedersi davanti stààccavolo di croce …” non hai dimostrato di essere meno bigotto(laico)dei bigotti(cattolici)come al solito si parla di liberta’NOSTRA e offendiamo chi la pensa diversamente.

  • thomasmalory2008

    ma a te chi l’ha detto che chi scrive ha esportato armi per una falsa pace? Che sostiene una democrazia fasulla delle multinazionali e dell’interesse?
    Chi te l’ha detto ?

  • lucamartinelli

    con il dovuto rispetto per tutti vorrei ricordare che la religione è uno di quei valori mitico-simbolici che il potere usa da millenni per ottenere il consenso dei sudditi che sono l’oggetto dello sfruttamento dell’establishment. diciamo uno dei modi per addolcire la pillola. altri valori mitico-simbolici sono: patria, nazionalismo, re, gloria,socialismo, Europa etc. etc. altro modo per avere consenso è l’inganno. far credere che le finanze saranno risanate etc. Inoltre si ottiene consenso con la paura, il ricatto, la complicita’ nell’illegalita’. sarebbe da tenere presente tutto questo, perche’ noto che si è scatenato un dibattito non sempre corretto: mi riferisco a chi oppone agli argomenti di Bertani non altri argomenti ma insulti e frasi fatte. saluti a tutti

  • DaniB

    Se sposti la discussione su questo piano ti ricordo che senza re, senza gloria, e forse anche senza un minimo di “socialismo” o welfare per capirci la civlità umana in cui viviamo non sarebbe così come la conosciamo; senza quelli che tu chiami “valori mitico-simbolici” non ci sarebbero state neanche le rivoluzioni, le strenue opposizioni alle dittature o le rivendicazioni di diritti che hanno caratterizzato la storia. Anche l’ateismo se vogliamo deve appoggiarsi a considerazioni storiche e spirituali che implicano un ideologia quindi dei valori e dei simboli. Trovo troppo radicale e riduttivo catalogare i concetti che hai elencato in modo univoco solo come veicoli di controllo o repressione, hanno anche costruito l’umanità, in positivo e purtroppo anche in negativo, come tu giustamente osservi.
    Ma non si può vivere senza valori mitico simbolici, bisogna raffinarli, e contrastare quelli che hanno sempre tentato, riuscendoci, di averne il controllo.
    Sta cosa del crocifisso può anche andarmi bene, ma mi sembra più un dispetto che una critica ideologica… non merita gli strombazzamenti che ha avuto, l’inganno, l’illegalità le prevaricazioni sono altra cosa, il crocifisso non centra niente. Saluti

  • Santos-Dumont

    Peccato che per gli altri rappresenti solo uno tra i tanti casi di pena per crocifissione inflitta dai romani.

  • Santos-Dumont

    Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Anzi, considerata la stupidità della maggioranza degli uomini, è più probabile che un’opinione diffusa sia cretina anziché sensata.Bertrand Arthur William Russell

  • marcello1950

    IL CRISTIANESIMO HA VISSUTO UN NUOVO RISORGIMENTO QUANDO LO STATO ITALIANO NEL 1860 1870 HA TOLTO QUALSIASI INFLUENZA CIVILE ALLA CHIESA.

    ma vallo a spiegare ai preti (ok alcuni preti no, ma ai cardinali ai vescovi ed al papa) che credono che sia L’Iperatore COSTANTINO il fondatore del cristianesimo. e la donazio Costantini più importante del discorso della montagna.
  • TizianoS

    Un conto è quello cui uno fa comodo credere, un totalmente altro conto è la verità.

  • Truman

    Eccezionale la parte sulle badanti che ci curano anche le madonnine e con queste cure le riconsacrano.

  • tersite

    quoto…è più “cristiano” l’articolo dei commenti a cui ti riferisci!

  • lucamartinelli

    sarebbe interessante continuare la discussione. mi sono limitato a riportare piccoli stralci tratti dal libro “Euroschiavi” di A. Miclavez e M. della Luna. ovvio che tolti da un contesto molto piu’ ampio rendano poco l’idea. nel libro gli autori sostengono che la religione è uno dei modi per ingannare i cittadini. questo nulla toglie al legittimo desiderio di spiritualita’ dell’animo umano, la cui psiche, per dirla con C. Jung, possiede la spiritualita’ stessa. è un archetipo che ogni persona porta alla coscienza nei modi che preferisce. è un dato di fatto che queste modalita’ risentono fortemente della educazione collettiva di un gruppo/nazione. buona domenica

  • backtime

    [quote]Non lontano dalla mia abitazione c’è un’edicola, che segna il crocevia d’antichi sentieri: la ricordavo cadente, polverosa, dimenticata. Poi, improvvisamente, il miracolo: passando, notai che era stata ripulita, c’erano dei fiori freschi…insomma, si notava che il vento era mutato. Chiesi lumi a mia moglie.
    «Sono le ucraine, le badanti: prova ad andarci un giorno qualsiasi, al tramonto». Così feci, cercando di non farmi notare.
    Ecco, al calar del sole, che una modesta ed informale processione di donne bionde e grassottelle scende la strada e s’avvicina. Sono le badanti, ex infermiere sovietiche, che ora si prendono cura di una società sempre più vecchia e rincagnata, tanto sospettosa verso lo straniero quanto edonista e permissiva verso se stessa.
    Anche a distanza, notai che – mentre con gesti misurati cambiavano i fiori, pulivano l’inferriata, toglievano qualche erbaccia – non smettevano di parlare fra di loro e, probabilmente, con la Madonnina. Fui colto dalla commozione. [/quote]

    Non le ho viste queste donne e ti ringrazio per la tua testimonianza Carlo e l’immagine rimessa, sappi che sei stato veramente capace nel farlo, pur essendo agnostico hai emozionato anche me, immaginandole madri straziate dalla divisione che crea il nostro modo odierno di vivere e dei loro figli rimasti in patria e guardano all’icona messa a disposizione con misericordia che noi non abbiamo, come madri si occupano dei nostri genitori e solo per questo dovremmo provarne vergogna, c’è anche chi lo fa e si professa creistiano, non lercio unto io ho rispetto per le persone, perché questo significa cristiano! e noto una notevole mole di cristiani che ragiona unta e lercia, probabilemnte questa gente ha capito prima di me chi erano e mi fanno vergogna.

  • babau

    Io distinguerei 2 eventi in uno.

    1) la corte europea si occupa di affari interni dell’italia che non dovrebbero essere di sua competenza.
    Questo è per me un evento totalmente negativo, io sono contro ogni potere e per la democrazie diretta federalista ma comunque poteri su aree piu piccole hanno dimostrato di essere generalmente piu vicini alle esigenze dei cittadini, di essere meno autoritari, l’unione europea sarà la rovina di tutti i popoli europei e ce ne accorgeremo presto purtroppo se non corriamo ai ripari.

    2)Il fatto che nelle scuole italiane ci sia il crocifisso è per me sbagliato , non perchè il simbolo sia cattivo, ma sinceramente io sono anarchico e non vorrei che in tutte le scuole ci fosse un a cerchiata in ogni classe anche se lo considero un simbolo di giustizia e libertà.
    io non sono cattolico ne cristiano ma se la religiosità e il messaggio di cristo ha un significato non è certo quello di riempire i luoghi pubblici di crocifissi
    Se invece di credenti loro vogliono conformisti che si adattano a una religione di stato solo per opportunismo imporre il loro credo in questa maniera è la via.

    Il crocifisso non è il solo problema nelle scuole italiane, tutti i giovani perdono 5 anni a studiare il 90% di cose che non utilizzeranno mai nella vita , che non gli danno strumenti cognitivi e culturali per analizzare il presente. Si puo uscire da 5 anni di scuola senza sapere nulla di quello che è successo in questo secolo?
    A me è successo, e non solo a me, il prof. era in ritardo sul programma e abbiamo studiato il ventesimo secolo in pochi giorni.
    Penso che se fossi stato un ora al giorno su internet invece che andare a scuola oggi avrei molta piu cultura di quella che ho.

  • TizianoS

    Per chi l’avesse dimenticato, il simbolo della Croce Rossa è già stato cambiato dai poteri massonico-ebraici della UE.

    E’ la bandiera prevista dal 3° protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Ginevra del 1949, approvato l’8 dicembre 2005 dalla maggioranza dei paesi membri. Il simbolo, denominato “Cristallo Rosso”, è entrato ufficialmente in vigore il 14 gennaio 2007, sei mesi dopo le prime ratifiche nazionali; in tale data erano 84 i paesi che lo riconoscevano, molti meno (9) quelli che avevano provveduto a ratificarlo. Il Cristallo Rosso è stato introdotto per evitare implicazioni religiose, politiche e culturali legate ai simboli tradizionali; tuttavia non sostituisce la croce, il crescente e altri emblemi locali, ma può essere usato in alternativa o in combinazione con essi.

    “ORGANIZZAZIONI MONDIALI” [digilander.libero.it] [CRISTALLO ROSSO] [digilander.libero.it/breschirob/interpag/mondiali.html]

  • Tao

    Aggiungo che il nuovo simbolo della Croce Rossa, il Cristallo Rosso, è un quadrato appoggiato su un angolo; certamente non fa venire in mente la Croce, più di qualcuno vi ha però visto un non troppo nascosto richiamo alla Stella di Davide. Purtroppo oggi la maggior parte della gente è smemorata e distratta, e forse pochi vi prestano attenzione, ma esistono collaudati studi di come lanciare “messaggi subliminali”, non solo in campo commerciale, e sono fatti con lo scopo di manipolare la gente. Vedere per esempio l’articolo apparso su CDC “SIMBOLI DELL’OCCULTO NEI MARCHI DI FABBRICA” [www.comedonchisciotte.org]

    Come si legge nell’articolo, si tratta di studi tenuti segreti, che spaziano dai campi delle scienze cognitive, alla neuropsicologia e alla biologia, finanziati dalla “Chicago School” di Rockefeller.

    A dire il vero, non mi dispiacerebbe affatto che con queste tecniche si manipolassero in qualche occasione anche gli atei, laici e laicisti, cui sta così tanto a cuore “evitare implicazioni religiose, politiche e culturali legate ai simboli tradizionali”.

    E’ curioso poi notare come un’altra croce sia sparita dalle bandiere delle organizzazioni mondiali di cui al link precedente: Il Commonwealth non è più associato alla tradizionale Croce di San Giorgio (Union-Flag o Union-Jack), ma ad un globo circondato da una C raggiata.

    TizianoS

  • TizianoS

    A causa di un problema tecnico, non ho potuto postare personalmente il commento di cui sopra, e ho chiesto a CDC di farlo.

    Per una migliore comprensione, esso va collegato all’ultimo della serie dei miei precedenti commenti, i quali si trovano tutti a inizio pagina.

    TizianoS

  • francescafederici

    ma è così difficile rispettare l’opinione di ogni essere umano anche se dice castronerie?no non credo e naturalmente pretendo che quest’essere umano rispetti le mie,il desiderio di spiritualità è insito nell’uomo,ma deve rimanere nell’ambito della propria sfera interiore,non deve assoggettare proprio nessuno,si consideri che uno Stato prima di tutto tutela ogni cittadino non discriminando nessuno,poi uno a casa sua può mettere tutti i crocifissi che vuole,ma per piacere non nascondiamoci dietro l’uso della tradizione italiana,il crocifisso è un simbolo religioso che nei luoghi pubblici viene imposto a tutti credenti o no.L’esempio di quanto dico è l’ora di religione a scuola:solo cattolica,non era questo che doveva essere!

  • TizianoS

    Anche se l’articolo di Carlo Bertani è ormai scomparso dalla prima pagina, desidero ugualmente completare il mio intervento sul cambiamento dell’emblema della Croce (Rossa) segnalando uno scritto che ho trovato su Internet:

    “Nuovo simbolo per la Croce Rossa: il cristallo rosso” [www.ragionpolitica.it]

    L’articolo è firmato da Paolo Della Sala, il quale così conclude:

    Il significato del segno Croce rossa è chiaro proprio perché culturalmente codificato. In esso un segno fisico si accompagna con un riferimento semantico codificato (Croce Rossa = soccorso) e uno culturale (Croce Rossa = sistema di soccorso ai feriti e ai malati, basato sull’etica cristiana. Si noti bene: sull’etica, non sulla fede).

    Il nuovo segno proposto mantiene intatti due livelli: la confezione-segno, pur modificata, e il significato iconico del segno(«soccorso»). Ma il codice risulta sbalestrato comunque, perché il segno proposto resta privo di riferimenti culturali. A meno che non si intenda che il segno abbia come connotazione il vuoto di riferimenti identitari elevato a valore. Si tratta di un errore politico (elevare il nulla a valore, sia pure per un nobile scopo, non funziona). La motivazione che il cristallo rosso (simbolo frozen, raggelante, non a caso) servirebbe solo per quei paesi che potrebbero sentirsi «offesi» dal segno +, adottata dalla stampa e dalla stessa Conferenza programmatica di Ginevra, non è completa. Infatti se è pur vero che l’uso di un simbolo «neutro» permetterebbe il soccorso tra palestinesi e israeliani, è altrettanto vero che la Stella di David e la Mezzaluna Rossa resterebbero. Basterebbe un non-simbolo a evitare ostilità nei confronti dei soccorritori, che saranno pur sempre «cristiani», vel «ebrei», vel «musulmani»? Dubito. Invece di subire il crescente degrado della convivenza umana, dopo che per decenni nessuno si è sentito offeso se veniva soccorso da un’ambulanza con la Croce o con la Mezzaluna, occorrerebbe, invece di mistificare le appartenenze, il che è un pessimo segnale, educare al rispetto dei diversi.

    Insomma: il cristallo rosso rischia di promuovere l’intolleranza. Speriamo che il suo uso non si generalizzi anche in Europa, terra a rischio di intifada, ma bisogna sapere che il rischio è concreto, dal momento che organismi dottrinali come il quotidiano La Repubblica sbrigano la pratica in maniera liquidatoria: «Croce Rossa, nuovo emblema».

    Paolo Della Sala

    [email protected]