NEUROLANDIA

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com/

Sono pazzi questi europei: non ci sono più tante giustificazioni a cui aggrapparsi, ormai l’Europa è fallita platealmente, sepolta dal peso insostenibile dei suoi debiti sovrani. La colpa dovrebbe essere tutta addossata ai germanesi, una popolazione che si è sempre contraddistinta in passato per una spiccata etica ed efficienza sul lavoro, quella che purtroppo sembra essere mancata alla stesura embrionale dell’Europa unita concepita oltre dieci anni fa. Non si possono lasciare fallire paesi come Grecia, Portogallo ed Irlanda in quanto i principali detentori dei titoli di stato di questi paesi sono proprio banche e fondi pensione della nazione germanese. Le comunità finanziarie non guardano ad altro, le scommesse su quanto potrà ancora durare questa farsa sono i temi principali dei grandi operatori di borsa.

Quando allora si inizierà a parlare di fallimento della moneta unica ?
Che futuro può avere un’unione forzata di stati (accomunati dal nulla) il cui delicato equilibrio si basa sulla detenzione del debito dei paesi periferici (leggasi più deboli) da parte dei paesi cosiddetti virtuosi (Germania, Francia & Company) ? L’euro tecnicamente è già una moneta fallimentare: non si può obbligare ad usare una divisa troppo forte a paesi che hanno un’economia debole (per questa ragione stanno saltando tutti i PIGS). Che senso ha una politica monetaria accentrata per tutti gli stati europei a fronte di oltre una dozzina di tassi di interesse diversi ? Pensateci un momento: quello di cui avevamo veramente bisogno erano questi famigerati Euro Bond ovvero obbligazioni comunitarie emesse dalla BCE ad un unico tasso di interesse, il ricavato del quale sarebbe andato a finanziare i rispettivi paesi, i quali invece devono andare ciascuno singolarmente sul mercato proponendo tassi di interesse il più allettanti possibile.

Sono stati proprio i germanesi di recente che hanno posto il veto agli Euro Bond aprendo nuovamente le scommesse su quanto potrà reggere ancora l’Europa così come la conosciamo. Persino Zingales adesso parla della spaccatura valutaria dell’euro (quando invece ne parlavo io nel 2008 tutti mi davano del catastrofista finanziario). Studiare un sistema economico non è poi così difficile, ogni sistema reagisce agli stimoli esterni come un organismo vivente: pertanto ad ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria. Le conseguenze dalla sua introduzione non hanno tardato ad arrivare. L’euro ha limitato la crescita e danneggiato la competitività di alcuni paesi europei (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda e Grecia) che avevano intensi e prosperosi rapporti con l’estero al di fuori dei confini europei (pensiamo oltre all’export manifatturiero anche tutto l’indotto turistico).

Le divise rappresentano delle valvole di sfogo per ogni paese nei momenti di tensione economica: pretendere di assoggettare una dozzina di stati al dictat egemonico dei germanesi è stata una manovra da ricovero psichiatrico. L’euro ha consentito infatti ai precedenti governi dei paesi PIGS di attuare politiche di bilancio che producessero costanti deficit annui (tanto il costo del rifinanziamento era molto contenuto), il quale si è poi riflesso sulla massa totale del debito pregresso. Nelle epoche precedenti paesi come l’Italia hanno superato momenti di contrazione economica proprio grazie alla svalutazione, quello che invece impedisce oggi la moneta unica. Senza euro avremmo avuto i tassi di interesse molto più alti e questo avrebbe obbligato la nostra classe politica a intraprendere manovre di risanamento dei conti pubblici per contenere l’onere degli interessi sul debito pubblico.

Senza l’euro non avremmo avuto la bolla immobiliare alimentata dai mutui farlocco ad intervento integrale. Senza l’euro avremmo avuto maggiore sicurezza e solidità per le nostre banche. Adesso di sicurezza ne rimane veramente poca, addirittura se parafrasiamo la stessa Merkel ci dovremmo aspettare almeno il default parziale su una parte di emissioni dei titoli di stato anche di paesi virtuosi: la classifica soluzione a colpo di spugna. Di certo non è più consigliabile detenere debiti di stato al momento, siano essi BUND oppure OAT. Se il tutto verrà salvato, grazie magari ad una superpatrimoniale, preparatevi perché in ogni caso perderete denaro, anche detenendo il vostro caro ed amato «pagherò nazionale» infatti nell’ipotesi più accreditata faranno partire una inflazione a due cifre per ridimensionare in qualche anno i debiti degli stati. La Fed insegna. Mala tempora currunt, sed peiora parantur.

EUGENIO BENETAZZO
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com
10.12.2010

9 Commenti
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Frikkio
Frikkio
10 Dicembre 2010 1:22

Eugenio Benettazzo:

Vox Clamans In Deserto

cavalea
cavalea
10 Dicembre 2010 8:17

Certo che i tedeschi hanno avuto buon gioco per entrare nell’euro, ma mi chiedo chi e cosa hanno spinto i paesi deboli ad agganciare le le loro divise nazionali a una moneta che non li avrebbe mai rappresentati, in quanto l’euro è parametrato ai valori e al corso del marco tedesco.
A ognuno le proprie responsabilità.

lkst76
lkst76
10 Dicembre 2010 9:55

Io credo che purtroppo l’Euro ce lo dovremo tenere,subiremo misure di austerità disumane ma dell’euro difficilmente ce ne sbarazzeremo,anzi secondo me potrà raggiungere livelli di 1.6 1.7 rispetto al dollaro,e allora si che ne vedremo delle belle in europa

Longoni
Longoni
10 Dicembre 2010 10:44

Leggo: “…quello di cui avevamo veramente bisogno erano questi famigerati Euro Bond ovvero obbligazioni comunitarie emesse dalla BCE…” Mi piacerebbe sapere chi pagherà le obbligazioni e i loro interessi una volta scaduti? Giustamente anche in questo blog, qualcuno si è chiesto il perché della moneta unica bramata dai “deboli”. Non mi risulta che siano stati costretti da un’irresistibile Blitz Krieg!!Ma al contrario che abbiano fatto carte false per accaparrassi gli Euro tedeschi. Facciamo finta di non saperlo che la Germania è stata ed è il maggior contribuente europeo? Perché invece non ci si chiede che fine hanno fatto i miliardi guadagnati approfittando dell’introduzione dell’Euro. Infatti è vero che il potere d’acquisto della maggioranza è sceso. Ma quello della minoranza è aumentato. Confrontando i dati dei consumi, ci si può rendere benissimo conto che l’introduzione della moneta unica è stato l’albero della cuccagna per certi a detrimento dei tanti. In Italia, la sua introduzione si è trasformata in una truffa. Un processo simile è successo anche nel resto dell’Europa (non a dimensioni italiane però) ma ha avuto scarsi effetti in Germania. Vogliamo chiederci almeno una volta onestamente il Perché?? Il Sig. Predicatore finanziario scrive: “Senza l’euro non avremmo avuto la bolla… Leggi tutto »

wiki
wiki
10 Dicembre 2010 17:18

ormai lanciare anatemi contro l’euro è diventata la moda del momento…ho idea che la maggiorparte lo faccia più che altro per moda appunto, piuttosto che per consapevolezza e convinzione in ciò che viene detto…

intrepid
intrepid
10 Dicembre 2010 18:53

proposte?

Longoni
Longoni
10 Dicembre 2010 19:33

Si può iniziare da se stessi con tutto quello che facciamo quotidianamente. A mio modesto parere, oltre la massima onestà, i due principi guida dovrebbero essere il moto di Ghandi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e il principio della disobbedienza civile di Arendt. Applicati scrupolosamente da un sufficiente numero di persone (sono convinto che non servirà la maggioranza) potremo rivoluzionare tutto intorno a noi. Personalmente sto cercando di perseguire questa strada da tempo. Per il momento ne pago il prezzo. Ma visto quello che sta succedendo ovunque, inizio ad essere ottimista.

AlbertoConti
AlbertoConti
11 Dicembre 2010 1:33

Quoto al 100%. Finalmente un po’ d’intelligenza!

amensa
amensa
11 Dicembre 2010 3:12

sono d’accordo con benetaazo, stavolta, al 100%. voglio però fare anche un pò di analisi sull’euro. quando è nato, non dimentichiamo ch eeravamo sulla spglia dell’africanizzazione, grazie al nostro debito pubblico mostruoso (grazie caf e a tutti i suoi elettori !). la moneta forte ha voluto dire bassi tassi SUBITO. invece di approfittare dell’occasione abbiamo causato e permesso una svalutazione iniziale del 100% dimezzando praticamente redditi fissi e pensioni (le 1000 lire diventate 1 euro, ma solo nei negozi e al bar), ma non lo abbiamo utilizzato per recuperare parte del debito. anzi la forbice tra creatori di ricchezza reale e percettori di reddito finanziario si è ulteriormente divaricata. abbiamo omesso una seria opera di redistribuzione della ricchezza in un momento favorevole, e ci troviamo ora una società diveisa in due ricchi più ricchi e poveri più poveri e ceto medio scomparso. ma non solo noi ! la grecia addirittura ha truccato i conti, l’irlanda ha fatto dumping industriale con la sua aliquota del 12,5%. soprattutto nessuno ha proseguito il processo di unificazione delle politiche economiche e fiscali indispensabili per dare senso alla moneta unica. oggi non so se tale processo può ancora essere perseguito. occorrerebbe un minimo di luyngimiranza… Leggi tutto »