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NELL'ITALIA DELLA CRISI PANE E CIRCENSI

DI LUCA PAKAROV
comedonchisciotte.org

Non c’è che dire. E’ una fase oscura e coperta di nuvole. Ogni giorno cresce la certezza che tutto possa finire da un momento all’altro. Questo conduce a pensare che concretamente non valga la pena investire su nulla che abbia una durata maggiore di cinque settimane. Così diminuiscono le aspettative e un buon lavoro dura tre mesi, l’amore cinque quadrimestri e un cellulare uno virgola cinque anni. Tempo addietro una pubblicità ci ricordava che solo un diamante è per sempre. Non a caso questo claim è sparito.

Con questi presupposti mi ritrovo una sera con un ubriacone che attiro in una squallida sala di un alberghetto della costa marchigiana, nel fermano credo, garantendogli, mentendo, drink gratis a non finire. L’albergo è oltre la ferrovia, in un lembo di terra edificato da cemento armato che d’inverno viene popolato da prostitute, spacciatori e da gente che ha qualcosa da nascondere. Mentre in estate ci sono spacciatori, prostitute e qualche turista inconsapevole. Quelli con qualcosa da nascondere hanno già cambiato indirizzo. Sin dal principio l’ambiente non è troppo accogliente, parcheggio l’auto sotto un lampione in vista e ci infiliamo in un bar lì vicino per un ultimo drink. Nel bar ci sono solo slot elettroniche e facce tagliate con l’accetta. Beviamo e ci dirigiamo nella luce bassa dell’hotel. All’ingresso due tizi che fanno la mossa di fumare ci squadrano. All’interno una sessantina di persone ascoltano un tizio che agita le braccia.
Il tipo che mi ha condotto fin qua o mi vuole bene come un fesso o mi considera fesso. Spero per lui che appartenga alla seconda fascia. La sala è scoraggiante, senza quadri, con una macchia di umidità verdastra in un angolo, con le colonne squadrate dietro le quali i più timorati si nascondono, con una pedana sgangherata che alza di qualche centimetro uno che scoprirò essere il predicatore. Ma ciò che più mi turba del panorama, e mi deconcentra, è il colore verde smeraldo sul bordo oro delle pretenziose sedie di velluto dell’albergo.

Dicevamo, tempo di crisi, tempo di smarrimento, di religioni, tempo di lotterie e di truffe. Mi metto ad ascoltare attentamente il capo di quella che ha tutta l’aria di essere una setta allo stato embrionale. Ma subito mi legge nel pensiero e mi neutralizza dicendo che lui non è un organizzatore, no certo, ma uno dei giocatori di vecchia data con l’impegno di portare avanti questo metodo infallibile e rivoluzionario di arricchimento. Il capobanda ha una cinquantina d’anni e non ha eseguito una corretta dieta. Il grosso anello d’oro sull’indice non ispira niente di buono e, potrei scommetterci, guida un vecchio Mercedes 190 con i cerchi in lega. Il suo, se non s’è capito, è l’aspetto di un giostraio che fino a ieri ha gironzolato svogliatamente per il parcheggio di un autogrill e oggi, ringalluzzito da un diploma F.S.E. in comunicazione, cerca di ottimizzare i suoi studi. E senza dubbio ci sa fare, usa delle candide ma a quanto pare efficienti – visti gli adepti – regole: la truffa la chiama gioco, ingannare i propri conoscenti è arricchirli (spillando loro 1000 euro), non denunciare l’incasso (qualcuno, povero cristo, si domanda se sia lecito riscuotere ottomila euro senza pagare le tasse) si trasforma in un atto di solidarietà o addirittura in una regalia, l’illegalità degli incontri diventa fiducia e gli idioti giocatori. Molto semplice, e senza nessun corso alla Iulm.

Se avete presenti quali sono le truffe con struttura piramidale già siete a trequarti dell’opera. E forse non vale più nemmeno la pena che leggiate l’articolo. Comunque sia, si compra uno spazio per 1000 euro – in questo caso, ma mi hanno raccontato di scatole da 100 e da 10.000 euro – e si devono trovare altri due pazzoidi disposti a pagare altri mille euro a cranio. Ogni volta che chi vi sta sotto trova due persone il vostro culo scorre di un posticino in su verso la cima della piramide, finché non arrivate sulla capoccia e i nuovi arrivati, gli ultimi, che probabilmente faranno parte del vostro albero genealogico o saranno conoscenti del bar o amici del circolo del libro di cui tanto andate fieri, metteranno direttamente nelle vostre mani i quattrini. Per uno spostamento non troppo difficile da comprendere, in una piramide con una base da due spazi da comprare, ogni mille euro investiti ne ritornano due o quattro, a seconda del numero di livelli. Ora l’innovazione è che non si tratta più di una piramide, se ne guardano bene gli organizzatori a tirar fuori un marchingegno così sputtanato, e ci tengono a specificare che non è neppure una catena di Sant’Antonio, va de retro Satana, questa siniore e siniori, è una SCATOLA MAGICA! Applausi. A questo punto della spiegazione mi aspetto vedere la mano alzata insistentemente da un Flanders o Milhouse senza avere la parola. Ma invece no, sembrano tutti rapiti dall’estasi del denaro facile e si va avanti. La scatola ha la forma di un quadrato, che tagliata dalle due diagonali formano, indovinate cosa? Bravi, quattro triangoli. Quindi la promessa della scatola sono 8000 dico 8000 euro in cambio di 1000. In quanto tempo? Un mese, si scorre verso il centro seguendo gli ordini di pagamento, almeno a sentire l’organizzatore che, come si è detto, non è un organizzatore.

Mi guardo attorno per ammirare i volti della nuova Società Segreta della Scatola Magica. E non c’è niente di cui rallegrarsi. Hanno acconciature destabilizzanti e rossetti degenerati. Provo a socializzare con chi mi siede vicino, chiedo come disinteressato di cosa si occupi nella vita, di nascosto lo registro col cellulare che poi provo sempre un certo piacere a fare l’investigatore, ma l’uomo mantiene un riserbo inquietante, non dice una parola, solo sì e no. Ci provo con uno che mi siede avanti ma nulla. Tocca quindi a me formulare delle ipotesi: buona parte di questi, e la fisiognomica non tradisce, hanno segnato in rosso sul calendario i giorni in cui le tre strade che circondano le loro abitazioni suburbane vengono chiuse per far spazio alle bancarelle della festa paesana. Sono giovani e vecchi arrivati fin qui da centri abitati dimenticati da Dio, creduloni che non trovano più conforto nemmeno nelle superstizioni, fanatici azzoppati da verità instabili e limoni transgenici. Nei loro occhi si legge autolesionismo e vendetta. Sono sfolgoranti di pazzia e di voluttuosi desideri proibiti. Qui c’è tutta la disperazione di tre generazioni, quelle che hanno sperimentato come minimo quattro campionati in cui a metà stagione sono cambiati almeno 8/11 della loro squadra del cuore, retrocedendo, ma sono anche quelli delle file negli incomprensibili musei archeologici e dei viaggi a Sharm all inclusive. I più giovani hanno venduto l’anima su Facebook in cambio di un rastrello della FarmVille mentre i più anziani dispensano perle di saggezza nei centri commerciali. Usciti di lì i giovani aspetteranno il sabato per pestarsi tra di loro, gli anziani l’indomani pomeriggio si faranno pestare dal matterello della Clerici prima e dalle urla di Forum poi. Molti di loro dopo aver cominciato a dubitare delle qualità dell’attuale governo si sono buttati sugli UFO. E lì si sono fermati. Nella quotidianità sono prepotenti ed avidi, il portafogli è quanto più amano, ma allo stato delle cose la loro autostima li rende guardinghi in attesa dell’incasso, e semmai l’affare si realizzasse non vorrei proprio trovarmi nei panni di un loro vicino di casa. Tracotanti arriveranno sorridenti e vi offriranno seicento euro per falciare il loro zozzo prato, duecento per lavare la macchina, interni inclusi, solo al fine di sciorinare la storia dei miracolosi guadagni, per umiliarvi e, con obbligati passaggi induttivi, per rinforzare le antiche ipotesi sulla loro presunta furbizia. Altri però, insieme ai 1000 euro, perderanno la moglie e, speriamo, anche il lavoro. Tutti, ugualmente, risultano così svaccatamente ridicoli sulle sedie smeraldo che verrebbe voglia di chiudere a chiave le porte e dar fuoco alla baracca. Anche senza una macchina della verità a mia disposizione in quel momento sono sicuro che nessuno dei presenti avesse mai letto cose come Il vecchio e il mare, Il fu Mattia Pascal o Il giovane Holden. Non voglio dire che leggerli renda più intelligenti. Per certo però nessuno aveva mai seguito un corso di dizione.

Se vi siete riconosciuti con questa marmaglia – non a caso mi hanno invitato – attenti alle intenzioni di chi prossimamente vi inviterà a bere. La piaga sta dilagando in ogni regione. Mi spiego meglio. All’oratore si affianca una donna carica di anelli e collane, una giovane vecchia che sembra pronta a tirar fuori dalla borsetta una semiautomatica per puntarcela in faccia mentre col cappello in mano ci prega di lasciar cadere il portamonete. E’ lei che ci catechizza avvisandoci che, quando convochiamo un amico a queste riunioni, dobbiamo dirgli esclusivamente che lo invitiamo a bere qualcosa. Una Enter Strategy. E siccome ogni sera almeno uno dei partecipanti incasserà 8000 euro statene certi che l’ospite correrà al primo bancomat per acquistare la sua quota di mercato. Insomma dobbiamo ingannare nostro fratello fin da subito, per abituarlo. In effetti niente di più facile, anche col mio amico ubriacone ha funzionato così.

A proposito, dov’è il compare? Lui che è più sveglio di me è lì a metter su il nostro futuro intrecciando una relazione con una grassa signora sessantenne. Mi si avvicina e a voce bassa mi avverte che secondo lui se la vecchia ha da regalare 1000 euro a questa gente è capace che possa darne almeno 2000 a noi. «E per quale motivo?» Chiedo. «Non lo so, qualcosa mi verrà in mente» risponde.
E adesso via con le domande.

Mi faccio avanti e in modo impertinente chiedo: «chi ha affittato la sala?»
L’uomo non viene colto in castagna – d’altronde non indosso una divisa – e aggira la mia risposta in modo geniale, con una magia, da sotto una giacca appoggiata sulla sedia estrae uno scolapasta. Faremo una colletta fra i partecipanti. Lo scolapasta comincia a girare fra le file. Tana per Pakarov.

Ai lettori non sfuggiranno le molte similitudini con le rapine agli uffici postali, o con le questue in chiesa.

Prendono coraggio anche gli altri e in molti domandano saputi e concentrati sulle parole che tentano di strecciare. C’è una fase concitata e rumorosa che spazientisce il grande guru. Qualcuno chiede cosa succederebbe se uno rivolesse indietro i soldi. Facile, chi ha già incassato restituisce i soldi. Allungo il collo verso uno dietro di me che evidentemente ha comprato già uno spazio e possiede uno dei quadrati in questione. Leggo i nomi dei partecipanti: Drake, Pimpi, Ettore, Billy e DDT. L’anonimato è fondamentale – chissà perché? – e l’unica garanzia è la parola di un’organizzazione che non esiste che però assicura solenne che ci si ritrova sempre, una volta a settimana, nello stesso albergo. E se DDT non si ripresenta? L’orco risponde minaccioso che siamo tutti parenti e amici, sapremo dove trovarli. DDT con me puoi star tranquillo, non ti cercherò.

Ci riprovo, ‘sta volta faccio il sofisticato: «se fossimo su un’isola, qualcuno perderebbe di certo i suoi soldi, no?» No, dice lui, poi parte con una spiegazione talmente ingarbugliata che mi perdo al secondo passaggio ma, per sommi capi, credo alla base ci sia una logica opaca secondo cui il denaro è infinito. Poco a poco mi rendo conto che lo ammiro, ammiro sinceramente il giostraio, capisco che vorrei essere come questo figlio di puttana e se lui potesse donarmi – e qui ne faccio esplicita richiesta – un briciolo della sua intraprendenza, anche io potrei sistemare parecchie mie cosucce. A questo punto, ma forse mai, non mi fanno più pena i campagnoli che perderanno i loro quattrini, se lo meritano, anche fosse solo per la grave colpa di non aver mai letto Il vecchio e il mare. Pane e circensi non bastano più, ci vogliono castighi e umiliazioni. E’ il XXI secolo baby: cane mangia cane, piccoli truffatori meschini spennano cupidi cafoni.

Ho deciso da che parte stare e mi ritiro in un angolo buio senza disturbare.
Cercano di chiudere, dicono che la sala è prenotata solo per un’ora, che bisogna fare in fretta ma è il solito trucco di quando vai a comprare il fumo alla stazione. Rapidamente si organizzano i tavoli dove si potranno acquistare le quote di questo felice mercato di primavera. Fuori fa caldo e io ho sete.

L’ultima domanda tocca al mio amico sbronzo, ed è anche quella più intelligente della serata: «visto che qualcuno questa sera guadagnerà 8000 euro, non potrebbe questo qualcuno offrirci un drink al bar dell’hotel?»

Il giostraio si gira dall’altra parte, la sua compare senza età va a parlare all’orecchio di uno dei tizi che fumava all’ingresso. E’ meglio filare.

Luca Pakarov
Fonte: www.comedonchisciotte.org
02.06.2011

Pubblicato da Davide

  • geopardy

    Ho conosciuto questo sistema definitgo muilti-level marketing.
    Mi accorsi prestissimo dell’inganno, nonostante ciò, non sono riuscito a convincere chi poi ci ha perso un sacco di soldi e tempo a smettere.
    Ha lo stesso potenziale di assoggettamento di una droga potente.
    Chi è sato avvertito ed ha proseguito, merita tutto ciò che gli è poi successo, secondo me.
    La madre dei cretini è sempre in cinta si dice ed è così, purtroppo.
    Questa gente ha lo stesso grado di consapevolezza di coloro che si giocano il futuro nelle slots machine oppure ai giochi d’azzardo.
    Ciao
    Geo

  • tank
  • stefanodandrea

    Campi di rieducazione o liberalismo. Per il momento propendo ancora per i primi ma potrei stancarmi. Forse hanno ragione gli amici intelligenti che da tempo, in massa, mi dicono: ma che ti frega? ma lascia stare! Ognuno è causa del suo male
    Articolo ben scritto.
    Una sola annotazione personale. Quando, oltre venti anni fa, capitai in una situazione del genere, i presenti appartenevano a una umanità un po’ più varia rispetto a quella ipotizzata da Luca e resiedevano tutti in una cittadina di provincia (non nelle contrade e nei borghi ipotizzati dall’autore). Provo a rammentare: figli (allora) ventenni di venditori ambulanti; figli (allora) ventenni di idraulici piuttosto bravi (i padri, non i figli, che non hanno voluto serguirli) i quali tuttavia nella vita hanno speso più di ciò che hanno guadagnato; figli ventenni di operai saltuari, i cui figli erano particolarmente cafoni; futuri commessi di negozi. Tutta gente che desiderava un denaro che non avrebbe dovuto desiderare. Tutta gente “convinta”, che al tempo mi avrebbe fatto e mi fece la morale. Tutta gente che collocherei nei bassifondi morali del ceto economico di provenienza.
    Perché avere pietà? Confermo che l’alternativa è: disinteresse o campi di rieducazione.

  • martiusmarcus

    Grande Luca Pakarov! Spero che dietro questo nome si celi Paolo Rossi Barnard che finalmente si è convinto a darsi alla vera fiction. Comunque davvero molti, molti complimenti allo “scrittore” Pakarov: il buon, vecchio Ernest da lassù sarà felice che Il vecchio e il mare abbia dato così buoni frutti. Caro Luca, il padroneggiare la narrazione fino a quasi la perfezione è indice di un cervello davvero ben funzionante: bravo! Peccato che le intelligenze come la tua nella nostra fase storica non possano far altro che “testimonianza”. Riguardo allo spaccato di umanità che ci hai fotografato nei minimi dettagli – il pezzo sembra davvero un quadro iperrealistico – non c’è da disperarsi, è solo una società nel suo momento di matura obsolescenza: passerà.

  • borat

    bel racconto bravo

  • Tonguessy

    Quoto! Ovviamente sono concorde nell’affremare che una carriola in mano ti leva un sacco di fisime: alla sera non hai più tanta voglia di “affermarti”, di “emergere”, che sono concetti pertinenti alla nullafacenza/fancazzismo.
    Il problema, a onor del vero, non appartiene solo alle classi meno abbienti. Orde di promotori finanziari invadono i nostri spazi con fantasiose ipotesi di guadagni sfrenati, e la nostra società è ormai forgiata nell’illusione della crescita infinita. Davanti a ciò lo Stato si è ritirato, accontentandosi di pochi spiccioli derivanti dalla vendita del proprio patrimonio, e la Res Publica è diventata così Res Privata. Il Get Money di cui parli non è mai morto, perchè lo schema Ponzi è la base stessa della finanza moderna, con i suo CDS, futures etc…
    Propongo che lo Stato acquisti le quote di maggioranza di una fabbrica di carriole, e cominci a darle in mano ai promotori finanziari che, assieme ai volonterosi arruolati forzatamente tra le fila dei nostri deputati, asfalteranno la Salerno-Reggio Calabria con turni esclusivamente notturni. I senatori invece, data la loro età, porteranno loro l’acqua ed il pane. A piedi.

  • Tao

    CATENA DI SANT’ANTONIO STRONCATA A JESI

    “Per entrare nel gioco metti 1000 euro, porti due amici, che ne mettono altri 1000 e nel giro di un paio mesi vinci 8000 euro”. Era questa la promessa che ha indotto operai, casalinghe, ma anche giovani coppie in procinto di convolare a nozze, artigiani in difficoltà, a entrare nel gioco della cosiddetta “Scatola Magica”. Una truffa messa in piedi da un’impiegata di 30 anni di Jesi, al vertice di un’organizzazione che stando alle indagini del commissariato jesino, si estendeva in tutta la Vallesina.

    Per partecipare alla catena di Sant’Antonio, ognuno versava 1000 euro e si impegnava a portare nel gioco altre due persone che a loro volta dovevano portare soldi e adepti. L’ingresso dei nuovi faceva avanzare i vecchi di una posizione, nel reticolo del gioco. Raggiunta l’ultima casella, poi la vittoria degli 8000 mila. Ma con delle scuse, come la fuoriuscita di qualche giocatore, l’organizzazione induceva i truffati-truffatori a versare altro denaro o a coinvolgere altre persone.

    Gli incontri per partecipare al gioco si svolgevano al segreto in appartamenti o uffici. Proprio nell’ufficio di un imprenditore, nel centro storico di Jesi, gli Agenti del Commissariato hanno fatto irruzione nella notte del 13 aprile. All’interno c’erano circa dieci persone. Anche una coppia di futuri sposi, che con il denaro “vinto”, speravano di metter su famiglia. Sotto sequestro 5000 euro. Denunciate dieci persone.

    Le strutture piramidali o ‘Catene di Sant’Antonio’ sono fuorilegge dal 2005: l’operazione di Jesi e’ uno dei primi casi individuati in Italia.

    Fonte: http://www.etvmarche.it/
    Liink: http://www.etvmarche.it/news.php?readmore=2555
    15.04.2011

  • consulfin

    mmah! Per la mia esperienza è roba vecchia. Qualcuno ha ricordato il “multi livello” e ci siamo. Ma il multilivello è diffuso più di quanto si possa credere (subagenti di assicurazione, venditori di mutui, promotori finanziari, venditori di enciclopedie, prodotti per la casa, per la dieta…) e molto più antico di quanto si possa pensare e… ci ha portato nella situazione in cui siamo: nessuno pensa a produrre, tutti pensano ad arricchirsi, a rosicchiare la torta e così ecco servita la crisi.

    C’è da dire anche che la situazione in cui si è trovato il Nostro non è poi così peggiore di quella in cui ti vendono una polizza, anzi, forse è addirittura migliore: almeno non devi comprare una cosa inutile

  • consulfin

    stavo scrivendo mentre Tao postava e quindi vedo solo ora il suo commento. Ma guarda un po’: le catene di santantonio sono vietate dalla legge dal 2005 ma… i buoni governi de sinistra non ci hanno pensato su due volte prima di disseminare l’italia di bingo e slot machine, e lotto tre volte la settimana (si becca tutto lo stato per pagare le auto blu e le pensioni d’oro di ciampi e compari, nonché, indirettamente, le case fronte colosseo a politici inconsapevoli).

  • Tonguessy

    Per fortuna e’ intervenuta la destra a sventare queste scelleratezze, no?

  • illupodeicieli

    Manca la seconda parte, un secondo capitolo, per sapere come va a finire. Forse sarà ,come nella realtà è accaduto e ha riportato Tao, come è successo a Jesi, tuttavia distinguerei il lavoro di un subagente o di un procacciatore d’affari, di un segnalatore, da chi vende o propone “cose strane”. Ho conosciuto anch’io, avendo superato i 50 anni, quelli che operavano con il multi level, l’epoca dei millionarie, i guadagni “troppo facili”: ed è appunto quest’ultimo punto che dovrebbe aprire gli occhi o ,almeno, far riflettere. Poi per quanto possa valere la mia opinione, il lavoro del venditore è abbastanza o anzi troppo denigrato: si parla spesso con disprezzo di piazzista o venditore di aspirapolveri, quasi che chi vende ti voglia ingannare o bidonare. Nel mio caso, essendo parte in causa (ma in un settore diverso) ritengo che ciò sia dovuto a scarsa informazione e proprio sulla “merce che si vende”. Spiego meglio: se uno ti ferma in strada e ti vuole vendere un’auto, forse al 70% tu sei sufficientemente informato su modelli e marche e prestazioni. Ma se ti volesse invece vendere un’aspirapolvere o un divano, forse ne sapresti di meno e potresti anche credere, senza o con scarsa possibilità di verifica, a quanto ti viene detto. Passando invece a chi viene contattato per essere o diventare lui venditore, bisogna sempre fare verifiche e informarsi: mercati vergini e dove c’è da fare soldi a palate non ne esistono,credo, più. E poi vale sempre il detto che chi sa la strada non la insegna ad altri e un mago non svela i propri trucchi. Chi bussa alla mia porta di casa e vuole vendermi profumi o prodotti, tipo Avon, o è un venditore di case o polizze , non lo caccio via : è una questione di principio. Certo se non si sa comportare lo invito, gentilmente,come faccio con i testimoni di Geova, ad andare da altro, perchè a me la cosa non interessa. Ma appunto, distinguo chi viene accalappiato e abbagliato da facili guadagni (ai miei tempi il massimo livello era Q1 ed era proprietario di un’isola nell’oceano Indiano, forse poi sommersa dallo tsunami del 26 dicembre 2006) da chi ti propone un lavoro di subagente, di collaboratore, di venditore. Logico che, secondo il tipo di vendita, uno andrà anche da tutti i parenti e amici e conoscenti, compresi i “vecchi insegnanti di scuola” che saranno contenti nel sapere “che hai trovato un lavoro…anche se è un mestiere difficile”. Non tutti possono vendere fumo come i politici e i guru.
    ps.: chi di noi non ha un parente o un amico che vende polizze, auto,mobili o case? eccetera eccetera eccetera?

  • misunderestimated

    Qualcosa di cui stupirsi?

    L’imbecillità è già manifesta: abbonamento pay-tv, pallonate e pallonieri, viaggi a Sharm tra italopitechi (pochi sono veramente interessati a godersi le peculiarità dei suoi fondali…), ricostruzione unghie, spritz a 3/4 euro (prosecco da supermercato + spruzzata parsimoniosa di aperol), mojito a 5/7 euro, night+dinner club, tessera della palestra dove sudare senza vergogna…

    L’imbonitore fa il suo lavoro, finchè i grulli abbondano perchè non dovrebbe approfittarne?

    Le Vanne Marchi sono veramente più dannose dei ragionierini con due o tre lauree che si inventano, dalla sera alla mattina, di declassare intere economie nazionali da BB1 a CAA2, o che rifilano a pensionati cumuli di titoli obbligazionari spazzatura certificati e protetti da tutti i sacri crismi della legalità?

  • Hamelin

    “italopitechi”…ah ah ah mi stavo ribaltando dalla seggiola dalle risate…Per il resto il tuo discorso fila…speriamo qualcosa migliori anche se secondo me non abbiamo toccato il fondo del fondo…c’è ancora margine per cui tutti possano dare il peggio di loro stessi…

  • Tonguessy

    Mettici pure in mezzo gli italopitechi del CICAP, che smascherano le Vanne Marchi (e che ci vuole?) ma sono ferocemente attaccati al Nuovo Che Avanza di Big Pharma.
    L’apparato scientista e finanziario va rispettato, cribbio! Poi tutti a mojito a 7E, contenti di esistere.

  • consulfin

    ma che vuol dire? siccome la destra fa la cacca fuori dal vaso, alla sinistra è consentito pisciare sempre sulla tavoletta?

  • consulfin

    no. credo proprio che non siano più dannose. Anche perché dalle Vannemarchi, se un pochino apri gli occhi, ti puoi difendere, al limite, distribuendo con generosità un po’ di calci nel sedere. Nel caso dei ragionierinibocconiani “intellettuali commessi della classe dominante”, quelli sono soggetti pericolosi sul serio. Soprattutto perché sono proprio loro a generare ed alimentare il clima che porta anche i più innocui a trasformarsi in conigli mannari per il prossimo al solo scopo di garantirsi “una fetta di benessere”. Maledetta ideologia capitalista anglosassone!

  • Tonguessy

    No, sei tu che hai dato delle colpe solo a chi piscia sulla tavoletta dimenticando che c’e’ chi fa la cacca fuori dal vaso.
    Bastava che ricordassi queste due cose, ma non l’hai voluto fare, e ne hai ricordata solo una: quella che ti ha fatto comodo.

  • consulfin

    bravo, bravo!! tu si che hai capito tutto! E, in quanto dituttosaccente, sei autorizzato, ANCHE DA ME, ad emettere i tuoi giudizi anche nella più assoluta gratuità.

  • stefanodandrea

    Una Rebubblica che vivesse di queste regole mi vedrebbe primo militante e volontario

  • Tonguessy

    Allora siamo in due 😉

  • maremosso

    Roba arcaica. Già negli anni settanta c’erano le navi con 1 pilota, 2 co-piloti, 4 passeggeri e l’ottavo membro che spiccava il volo con la cassa moltiplicata per 8. E’ un giochetto rudimentale che non c’entra nulla con il più articolato sistema di vendita multilivello dove, non solo ti fottono il denaro versato, ma ti obbligano a frequentare corsi a pagamento, butti un casino di tempo e perdi gli amici che inconsapevolmente o meno cerchi di imbrogliare commercializzando prodotti normalissimi che costano 10 volte di più. L’unico risvolto positivo, si fa per dire, è che se si opera nel settore cosmetico o nutrizionale, hai l’opportunità di conoscere tante casalinghe, categoria-bersaglio preferita dalle società multilevel per via delle riconosciute doti di apertura mentale. Tornando al giochetto aggiungo che in genere ci sono finti giocatori che durante gli incontri versano pubblicamente la quota, ritirandola privatamente in seguito perchè fanno parte dell’organizzazione. Individuare analogie con i promotori finanziari mi sembra eccessivo. Si rimane sgomenti nel constatare quanti cretini abboccano per cifre importanti. Poi forti del medesimo quoziente di stupidità magari vanno anche a votare alle amministrative.

  • AlbertoConti

    Roba arcaica??!! Ma questo è lo schema di Ponzi, lo stesso identico applicato alla moneta moderna! Vedo che qualcuno ha colto l’analogia tra la storia narrata nella fiction e il rutilante mondo della finanza bancaria (già perchè non esiste una finanza alternativa al sistema bancario, ma chissà perchè l’aggettivo “bancaria” viene sempre omesso, quasi fosse sottinteso, o meglio esorcizzato dall’immaginario collettivo). Bene, alla base della finanza bancaria c’è la moneta bancaria. Il “nostro” governatore sta facendo strada, chissà che in vista dell’aldilà non si penta e ce ne racconti delle belle, da persona informata sui fatti! Vedo però che i re dello schema di Ponzi pur essendo nudi vengono visti ancora addobbati dai migliori panni regali, per virtuali che siano. C’è una logica in questo, la complicità delle vittime.

  • fobia1984

    chi è causa del suo mal pianga sè stesso

  • maremosso

    Lo schema Ponzi che prevede la corresponsione degli interessi attingendo dai fondi ( stile fallimento Europrogramme di Bagnasco ) è sostanzialmente diverso dalle Piramidi che funzionano unificando il ruolo dell’investitore con quella del procacciatore. Esse esistevano prima dell’avvento delle grandi speculazioni con i derivati finanziari quando il dollaro era ancora convertibile in oro. Quindi nessuna attinenza se non che in entrambi i casi si tratta di truffe a lungo termine. Albertino si è capito che detesti il sistema capitalista ed i banchieri. Posizione legittima e rispettabile. Non per questo puoi trovare analogie su tutto, anche quando giochi al “mercante in fiera” a natale con i parenti.

  • maremosso

    Lo schema Ponzi che prevede la corresponsione degli interessi attingendo dai fondi ( stile fallimento Europrogramme di Bagnasco ) è sostanzialmente diverso dalle Piramidi che funzionano unificando il ruolo dell’investitore con quella del procacciatore. Esse esistevano prima dell’avvento delle grandi speculazioni con i derivati finanziari quando il dollaro era ancora convertibile in oro. Quindi nessuna attinenza se non che in entrambi i casi si tratta di truffe a lungo termine. Albertino si è capito che detesti il sistema capitalista ed i banchieri. Posizione legittima e rispettabile. Non per questo puoi trovare analogie su tutto, anche quando giochi al “mercante in fiera” a natale con i parenti

  • AlbertoConti

    Certo che le analogie sono cose per intelligenti, non tutti ci arrivano. Perciò vedo di dare un aiutino, senza grandi illusioni di accendere lampadine in chi non ha più energia per accenderle.
    L'”aeroplano”, o il Joker, o il mlm, o altre furbate per spillar soldi ai gonzi, sono tutte basate sull’allargamento della base dei partecipanti al “gioco”, che partono ognuno dai livello minimo, quello base, nella speranza di salire rapidamente di livello gerarchico per raccoglierne i frutti. Che si chiamino “interessi”, “provvigioni”, “vincite”, “capitalizzazioni” o in qualunque altro modo, hanno tutti in comune che attingono la sostanza dal contributo iniziale di chi entra nel gioco dal livello base. E il gioco funziona “onestamente” (cioè stando alle proprie stesse regole) fino a quando il proselitismo prosegue nel tempo. Non ci vuole una laurea in matematica superiore per capire che la “popolazione” dei partecipanti nel tempo dovrebbe aumentare esponenzialmente per sostenere il “buon funzionamento” dello schema. Così come non ci vuole una laurea in scienze sociali per capire che la crescita demografica esponenziale non è sostenibile alla lunga in un ambiente limitato da confini precisi. In pratica sto dicendo che solo i deficienti persi potrebbero illudersi nelle promesse di un sistema basato su tali schemi. Eppure siamo tutti membri di un tale sistema, quello monetario basato sui “patti di stabilità” di organismi “tecnici” indipendenti (dall’autorità politica) che si autogarantiscono come i più saggi gestori della moneta. Questi falsari legalizzati dall’ignoranza collettiva sono ben identificabili, formano l’attuale sistema bancario globale, “privatizzato” se non fosse abbastanza chiaro il senso della sua identità antisociale. Tra le mille domande che si affacciano alla debole mente di chi inizia stentatamente un tentativo di muovere i primi passi del ragionamento autonomo, risponderò a questa: com’è che è durato tanto? Semplice, perchè ha saputo interpretare una finestra temporale apparentemente lunga, ma storicamente brevissima, che è quella della massificazione delle produzioni tecnologicamente assistite, nella prima fase di saturazione ambientale. E chi meglio dei “coloni” inglesi, con a disposizione un intero continente vergine, poteva essere protagonista di questa fase storica?

  • maremosso

    Ci sono due categorie di persone. Gli intellettualmente onesti che dopo aver toppato alla grande ammettono l’errore. Ci sono invece gli ostinati e presuntuosi che cercano di confondere le acque con discorsi sempre più contorti

  • AlbertoConti

    @maremosso. Come al solito ti sbagli di grosso: c’è la terza categoria dei duri di comprendonio. Non posso dire con certezza se ci sei o ci fai, ma di certo la rappresenti.