Home / ComeDonChisciotte / NEL PRECIPIZIO

NEL PRECIPIZIO

DI ANGELO DEL BOCA
ilmanifesto.it

Le notizie che arrivano sono di vera e propria guerra contro civili in rivolta, quindi di massacro. Quel che Gheddafi aveva sempre promesso, che mai avrebbe rivoltato le armi contro il suo popolo, anche questa è una promessa non mantenuta. È tempo che se ne vada, è tempo che si intravveda oltre il bagno di sangue una soluzione di mediazione che, come in Egitto e Tunisia, non può non cominciare che con l’uscita di scena di Muammar Gheddafi al potere assoluto da quarantuno anni.

È tempo che l’Occidente scopra nel nuovo processo di democratizzazione avviato con le rivolte di massa in Medio Oriente non il pericolo dell’integralismo islamico, ma una risorsa per pensare diversamente quel mondo e insieme le nostre società blindate. Ora che finalmente anche le Nazioni unite alzano la voce, chi ha amato quel popolo e quel paese non può tacere. Come fa il governo italiano che si nasconde dietro le dichiarazioni, dell’ultimo momento, di un’Unione europea più preoccupata dei suoi affari che delle società e di quei popoli. Dunque, dobbiamo dire la verità per fermare il sangue che scorre a Tripoli, a Bengasi e in tutto la Libia. Innanzitutto dobbiamo fare quello che non abbiamo fatto con il Trattato Italia-Libia del 2008.

Lo sapevamo benissimo che Gheddafi era un dittatore, che in Libia non c’è rispetto per i diritti umani. E quindi quando abbiamo firmato come Italia quel trattato, abbiamo voluto ratificare solo un accordo di carattere economico, commerciale, capace di fermare la disperazione dell’immigrazione africana in nuovi campi di concentramento. Ma non politico. Abbiamo fatto un errore gravissimo. Un errore che ci stiamo trascinando ancora oggi perché i nostri responsabili al governo non hanno il coraggio di affrontare la situazione e dire adesso basta a chiedere a chiare lettere: «Hai guidato per 41 anni questo paese, hai fatto del tuo meglio, adesso lascia il posto ad altri». Questa dovrebbe essere la richiesta precisa. Ma i fatti che si affollano mentre scriviamo, ci dicono che il precipizio purtroppo c’è già. Perché in un certo senso Gheddafi sta pagando due errori fondamentali della sua politica. Ha dimenticato che una parte decisiva della Libia, la Cirenaica, è ancora pervasa del mito della Senussia e di Omar el Mukhtar – quello impiccato dagli italiani. E i dimostranti inneggiano a el Mukhtar. Fatto ancora più grave, Gheddafi ha invece sempre minimizzato l’importanza delle tribù del Gebel, della «montagna», che sono a 50 km da Tripoli. Gli Orfella, gli Zintan, i Roseban, queste grandi tribù della montagna che sono le stesse che hanno messo nei pasticci gli italiani nel 1911.

Gheddafi ha sempre minimizzato l’importanza di queste componenti numerose – gli Orfella sono 90mila persone – nella lotta di liberazione e nella ricostruzione della nuova Libia. Così è covato per decenni un sordo risentimento che ora li vede associati, se non alla guida dei rivoltosi con i quali, in queste ore, stanno marciando verso Tripoli. Insomma è l’intera storia della Libia che si «riavvolge» e contraddice il regime del Colonnello. Se solo pensiamo a pochi mesi fa, quando Berlusconi e Gheddafi presenziavano in una caserna romana dei carabinieri ad un caravanserraglio, con giostre di cavalieri. Viene la domanda oggettiva: ma come ha fatto a non accorgersi che tutto il mondo che aveva costruito era in crisi drammatica? Lui che aspirava a presentarsi come il leader dell’intero continente africano, non aveva nemmeno la sensazione dei limiti del suo governo e della tragedia che si consumava nella sua patria. Eppure Gheddafi non è stato solo un fantoccio, come Ben Ali e Hosni Mubarak.

Quando fu protagonista del colpo di stato nel ’69 aveva davanti a sé un paese pieno di piccole organizzazioni, clanico, e lui ha contribuito a farne una nazione. In un anno ha cacciato le basi militari americane e inglesi, ha espulso i 20mila italiani che costituivano ancora un retaggio del colonialismo. Insomma ha cercato di fare della Libia una nazione. E per molti anni la Libia è stata considerata una nazione. Era solo una presunzione, ora lo sappiamo. Era una presunzione ridurre ad un solo uomo quel progetto che doveva appartenere davvero a tutto il popolo – non solo ai «comitati del popolo» voluti dal regime. Qui ha fallito.

Quando si è autorappresentato come l’unico responsabile dell’abbattimento del colonialismo e del fronteggiamento dell’imperialismo. Riducendo ad una persona le istituzioni libiche, la storia di quel paese, le aspirazioni diffuse. Quando è venuto in Italia aveva sulla divisa la foto dell’eroe anti-italiano Omar el Mukhtar. Ma era solo una provocazione soggettiva, come a dire «Io non dimentico». Ma il fatto di avere sottovalutato l’importanza di tutte le tribù della montagna, cioè della società politica che ha prodotto la nascita della Libia, è stato l’errore più grave. Perché sono le componenti fondamentali che avevano fatto la resistenza, la liberazione e poi avevano fatto crescere il paese.

La situazione adesso, purtroppo, è oltre. Io penso con dolore che ormai tutti gli appelli sono troppo in ritardo. Il fatto stesso che le tribù della montagna scendano a Tripoli per liberarla, mi dà la misura della svolta nel precipizio.
Il gruppo degli anziani, dei saggi, ha detto che bisogna abbattere Gheddafi. Esattamente con queste parole: «Invitiamo alla lotta contro chi non sa governare», hanno dichiarato gli anziani degli Orfella; mentre i vicini capi degli Zentan chiedevano «ai giovani di combattere e ai militari di disertare e di portare l’inferno a Gheddafi».

È questa la novità della crisi libica. La rivolta storica della generazione degli anziani della generazione, dei veterani. Una conferma che viene anche dal Cairo, dove il rappresentate libico nella Lega araba Abdel Moneim al-Honi si è dimesso per unirsi ai rivoltosi. È una notizia importantissima, perché è uno dei famosi «11 ufficiali» che hanno fatto la rivolta nel ’69 con Gheddafi. E insieme, della generazione dei giovani e giovanissimi. Quei giovanissimi che hanno fatto la rivolta per motivi di disperazione sociale, con una altissima disoccupazione al 30%. Un dato che svela la favola della buona redistribuzione delle ricchezze energetiche libiche. E le chiacchiere di un «socialismo popolarista» rimasto sulla carta del «Libro Verde» del Colonnello.

La summa del suo pensiero che gli è servito per minimizzare l’apporto politico degli altri protagonisti della rivoluzione. Incontrandolo in una intervista del 1986, lui ammise che il «Libro Verde» era fallito e che la Libia era ancora «nera» non verde. Ora è anche rossa del sangue del suo popolo che lui ha versato. Per l’ultima volta.

Angelo Del Boca
Fonte: www.ilmanifesto.it
22.02.2011

Pubblicato da Davide

  • Nemesi

    Arrivava un uomo che diceva di voler fare una “rivoluzione” e lo scambiavano per un rivoluzionario, poi vi chiedete perché siamo dominati da multinazionali e gruppi di potere più o meno occulti!!
    Ci vorranno ancora molti decenni perché la gente cominci a ragionare con lucidità e scevra da facili entusiasmi.
    Per quello che riguarda la democrazia e la coscienza di se gli uomini sono ancora all’A,B,C!
    Molti parlano di potere della finanza, signoraggio, speculazione ecc. ma questi lo vogliono capire che la gente non capisce nulla di ciò!
    Parlando con trentenni laureati mi rendo conto che solo pochissimi riescono a comprendere determinate problematiche per il resto di loro sono manipolabilissimi.

    In quanto alla Libia, questa non è affatto cresciuta con Gheddafi, anzi è rimasta arretrata socialmente e culturalmente.
    La Libia è un paese che non offre nulla ai giovani, un paese assolutamente grigio e privo di prospettive lavorative, nessun stimolo culturale o sociale. La Libia è solo una montagna di sabbia su un lago di petrolio e meno male che c’è almeno quello.
    Gheddafi è al pari di Nasser, Sadat, Bourguiba, Mubarak ma anche di Stalin ,Tito, Fidel Castro e Chavez è solo una persona priva di scrupoli e smisuratamente ambiziosa. Ha indossato una maschera di “rivoluzionario” che gli ha permesso di conquistare il potere e mantenerlo con metodi spietati.
    Tutti i presunti rivoluzionari di questo secolo sono diventati dittatori e tantissimi li hanno osannati come liberatori, era ed è solo gente che combatte per il potere e il denaro.
    A Fidel Castro sono attribuiti più di tre miliardi di dollari in conti e proprietà estere alla faccia del socialismo!
    Spero che Gheddafi faccia la fine di Ceaucescu, se così sarà, gli altri leader arabi ci penseranno prima di far sparare sulla folla, almeno così sarà resa giustizia al sangue versato.

  • wld

    le rivoluzioni non nascono così dal nulla, e comunque non nascono dal basso (come vogliono farci credere), non sono un intenditore di geopolitica, ma di sicuro so che tutte le rivoluzioni non nascono dal basso cioè dal popolo, il popolo ha sempre bisogno di un pilota un leader che li guidi, così come è successo per la rivoluzione Francese, il Risorgimento, la rivoluzione di ottobre in Russia, e le due guerre mondiali, sono tutte state programmate a tavolino da menti pensanti aristocratiche e con l’ausilio economico. Quello che sta succedendo in medio oriente è una sottile manovra per avere sotto controllo tutta l’area, questa idea arriva da una analisi che attaccare l’Iran (Nazione ricca di energia), non sarebbe più possibile; con le menzogne che hanno messo in ginocchio l’Iraq, oppure con l’attacco avvenuto in passato a Pearl Harbor, per avere una ragione di entrare in guerra. Oggi ci sono più metodi sofisticati per aggirare l’ostacolo, il miraggio della democrazia per quei paesi medio orientali, è lo strumento più idoneo per controllarli e continuare a depredarli: se li controlli ed elargisci democrazia puoi prevedere le loro mosse, così c’è campo libero, senza incorrere di essere disturbati da eserciti comandati da fanatici dittatori. Tutto questo Israele lo sa e lo sanno anche gli USA e gli Uk, sembra che solo gli Europei non lo sappiano.
    Il mondo sta per essere diviso in quattro grandi stati è questo il progetto programmato da chi detiene il potere per un nuovo ordine mondiale.

  • Bastiani

    Gheddafi quando era al potere organizzava per Del Boca, cantore delle colpe del colonialismo italiano in Libia, ricevimenti , presentazioni di libri, finanziamenti….etc
    Del Boca ringraziava il Colonnello libico e godeva dei favori alla sua corte.
    Adesso che Gheddafi è in bassa fortuna e sono finiti i regali , del Boca viene a farci la morale e ci dice che era un dittatore…che ipocrita !

  • buran

    Del Boca voce autorevole e senza dubbio onesta, mi domando, però se il flusso delle informazioni sia attendibile e non pesantemente manipolato, soprattutto da Al Jazeera. Due indizi: sulla “diretta” di Repubblica c’è questa notizia (ore14,04 di martedi): “Blogger su Twitter smentiscono bombardamenti Tripoli”, in cui viene smentito, e non da fonti del regime, che ci sia mai stato alcun bombardamento aereo sui manifestanti. Sempre sulla stessa diretta due notizie opposte: alle 14,28 si informa che da ieri sera il flusso di gas è fermo, mentre alle 14,39 (solo 11 minuti dopo!) si informa con la massima tranquillità che il gasdotto (che evidentemente funziona) sarà chiuso momentaneamente dall’ENI per precauzione. Altra notizia: la città di Sirte, che è data da al Jazeera da giorni in mano ai manifestanti, per il quotidiano di Bengasi Quryna (Cirene) risulta mai toccata dai disordini. http://www.quryna.com/

  • buran

    Se c’è qualcuno che non è ipocrita, casomai, è proprio Del Boca per anni l’unico italiano a citare le atrocità commesse dagli italiani nelle colonie mentre tutta la “brava gente” faceva finta di nulla. Quanto ai “regali”, un’accusa del genere a un uomo del suo spessore culturale e morale è veramente miserabile.

  • Rodriguez

    Caro Nemesi, non so con quale cognizione ha il coraggio di paragonare Mubarak, Gheddafi & Co. con uomini di indubbio carisma politico, coscienza popolare, e idee rivoluzionarie come Fidel Castro Ruz e Hugo Rafael Chavez Frìas.
    Non paragoniamo dittatori “piazzati” sui troni da sappiamo chi, con uomini politici che, sì hanno i loro difetti, ma sono sulla lista nera da 60 e 12 anni rispettivamente. Fidel e Hugo hanno rischiato la vita per un ideale, e i risultati ci sono: io ho girato sia Cuba che la R.B. del Venezuela e ho visto due paesi di genti felici, un’economia (quella Chavista) che avrebbe da insegnarci molto, una coscienza e partecipazione politica pari a nessun altro paese se non la stessa Cuba. Certo, Cuba è un paese poverissimo, con i cannoni puntati contro da 60 anni, un’embargo economico che l’ha fatta sopravvivere fino ad oggi per 60 lunghi anni, come nel “periodo especial”, primi anni ’90, quando il miglior cbo era la “bistecca cubana” fatta dalla buccia della banana fritta.. se Cuba non subisse l’embargo sarebbe una mini potenza caraibica. Noi, noi non avremmo resistito 60 anni, con dignità e cognizione. Si chieda come mai l’America Latina non è mai tratttata nei telegiornali nazionali, se non per motivi climatici.. la realtà è che è un continente pericoloso per chi ha il potere in questo mondo e manovra dalla stanza dei bottoni. Quindi, per concludere, finchè ci saranno i Chavez, i Morale, i Correa potremo vivere sperando in un futuro migliore per tutti.

  • mariosoldati

    …………. i popoli arabi ci hanno insegnato quello che noi non sappiamo più fare ………….. tutti i popoli possono cambiare il corso della loro storia, non servono i professionisti dell’indignazione, anzi loro sono di ostacolo al cambiamento ………….
    ………..vivere per niente o morire per qualcosa ………….. scegliete VOI………
    http://www.youtube.com/watch?v=3v7a-uEAi7c

  • ROE

    Il capo rivoluzionario si è sempre sostituito al capo che c’era prima. Per questo è necessario trasformare la struttura gerarchica del sistema umano in una struttura conarchica. http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/Conarchy-it.htm

  • RicBo

    Andiamoci piano ad incensare Chavez e Morales.
    Hanno fatto buone cose ma in quanto a costruzione di una vera coscienza democratica in loro e nei cittadini che governano ne hanno ancora di strada da fare.
    Anch’io sono andato in Venezuela e oltre ad essermi reso conto della smisurata sete di potere di Chavez ho visto con i miei occhi l’esercito che entrava nelle case per “consigliare” di votarlo o la violenza e la corruzione nelle strade di Caracas.
    In quanto a Morales, oltre a costruirsi una casta dominante aymara, é notizia di questi giorni il piano economico di lacrime e sangue a cui sta sottoponendo il suo popolo.

  • IVANOE

    ma ci siete mai stati in quei posti ?
    la rivoluzione ? Ma chi la sta facendo ?
    Ma se nei paesi arabi sono almeno 20 anni che stanno morendo completamente di fame e allora ma come fa un popolo la massa che è preoccupata ogni ora ogni giorno a procurarsi da mangiare a pensare alla rivoluzione a ribellarsi ?
    E’ impossibile.Quelli che si stanno fronteggiando oggi uin libia ieri in egitto e in tunisia sono solo dei mercenari con le casacche di colore diverso pagati da una parte dai loro dittatori e dall’altra dai paesi occidentali che cercano di destabilizzarli politicamente per ottenere un pò di ossigeno per i loro (nostri) mercati asfittici.
    E del popolo non gle ne frega niente a nessuno perchè continuerà a morire di fame. Fateci caso non si parla più di egitto. Quali riforme e quanto pane è stato dato al popolo egiziano ? Niente non si sa più niente. E così sarà per la libia tra un paio di settimane.
    Ragioniaomci su. Ma un vero cambiamento politico può avvenire in un paese solo se da anni ci sono fermenti politici alternativi, aperture culturali, insomma una sorta di carobeneria che lega persone a progetti a visioni politiche serie.E invece in questi paesi arabi cosa è successo ? Solo fulmimi a ciel sereno e basta per poi tornare tutto come prima.
    Non vi illudete siamo tutti fratelli comuni e carne da cannone anzi per bombe per giochi già pianificati dall’alto.

  • Nemesi

    Rodriguez apri gli occhi!
    Chavez e Fidel sono solo dei dittatori che affamano il loro paese, non ci può essere rivoluzione senza libertà e giustizia.
    Tu poi mi parli di un Venezuela Felice!??
    Ma lo sai che il Venezuela è lo stato più violento al mondo per il numero di omicidi, la sola Caracas supera tutta la Colombia!?
    In quanto a Cuba se non sei nel giro del turismo sei il più povero dei poveri.
    In quanto all’embargo, questo è solo una balla! Solo gli Usa lo tengono in piedi per il resto Cuba può commerciare con tutti gli stati del mondo.
    La verità è che Cuba non ha niente da esportare, perché le sue capacità produttive sono nulle e di conseguenza non può importare nulla perché non ha moneta pregiata?
    Le uniche entrate sono quelle del turismo, che è fatto per il 90% da uomini!
    Cuba è tornata ad essere quello che era, mi dispiace per la tragedia Cubana e mi rendo condo che gli USA hanno delle colpe immense ma Fidel è solo un dittatore.

  • ROE

    Concordo pienamente. L’unica possibilità è
    http://holos.wgov.org/holosbank.com/unigov/Anthro-It.pdf e sembra essere già in corso
    http://www.unigov.org/parse.cgi?f=1&l=ita&art=261
    Ma bisogna leggere, informarsi e capire.

  • alvise

    La stessa cosa succede con noi.Non basta dire “faccio quello che voglio perchè ho avuto il consenso della gente a governare”Cosa vuol dire?Forse che, dato che la maggioranza della gente ha votato una coalizione, significa fare le cose più abbiette?La gente non ha votato mica quello, e ve lo dice uno che ha votato il centrodestra.Anche in italia c’è in atto una rivoluzione, una rivoluzione di pensiero, prima pensavamo ad una certa governabilità, adesso non la vogliamo più visto che si rivela quella a cui non pensavamo.Non so quante donne di sinistra siano andate in piazza a reclamare la dignità del loro sesso, sicuramente le più, se non altro per demagogia, ma se anche una sola donna era di C Destra, la rivoluzione è già in atto, come io penso lo sia.D’altra parte sappiamo chi è che ha condizionato l’attuale problema economico nel mondo, e drammatico, dell’europa, ma ciò non vuol dire che i nostri politicanti siano stati autorizzati da noi a fare i gheddafi

    Ovviamente chi è di destra e non accetta la piega che ha preso chi ha votato, non sarà mai tra persone dei ceti medio alti, non ci si illuda, bensì chi adesso non sa come fare con la spesa della sanità sulle spalle, di chi non ce la farà a far fronte ai tagli, questa è la verità.E chi come me ha votato Centro D, ed è di fascia definita “debole”, è un coglione se pensa che questo sia stato fatale, senza nessuna responsabilità.Con questo non sto dicendo che sono pronto, “ferro da forgiare”, di tornare a pensarla a sinistra, quello mai, quelli sono ancora peggio secondo me, solo che non mi lascio forgiare tanto facilmente, ed i paraocchi come quelli dei cavalli, li ho persi per strada.Non so se qualcuno coglierà l’essenza di quanto sto dicendo, dato che ritengo un pensiero come il mio, grave, ma non per me uomo libero, ma per qualcuno che forse ci ha scambiato per esseri non pensanti.

  • geopardy

    Ho dei colleghi che lavorano in Libia da anni e mi hanno sempre riferito del tremendo odio che il popolo libico aveva nei confronti della famiglia di Gheddafi.

    Mi riferivano del fatto che il nome del dittatore, pronunciato in luogo pubblico (anche se eri un lavoratore dell’ENI), comportava l’arresto immediato.
    Figuriamoci che razza di tolleranza ci fosse.

    Questa volta, però, la figura più penosa e ridicola l’abbiamo fatta noi italiani, grazie alle scellerate passeggiate in stile duce e negus fatte nelle vie di Roma e soltanto qualche mese fa.

    “La madre dei cretini è sempre in cinta”, si dice da noi.

    Ora l’Europa chiede aiuto all’Italia, perchè non va personalmente il Pres. del Cons. a prtarselo a casa sua (luogo delle grandi decisioni nazionali e non solo)?

    Ciao

    Geo

  • maristaurru

    Fidel si vabbe’ ma tre miliardi di dollari son tanti, è vero che così fan tutti i santini, da Mao , ad Arafat e chi sa quanti altri, ma non è che sia obbligatorio derubare il tuo popolo.

    Fprse è meglio da noi, ci derubano in tanti, impiegati, funzionari statali, spa di servizi, agenzie recupero, industriali, politici, banche, , difficile vivere , ma almeno lo sappiamo e non dobbiamo epprenderlo con scorno e rabbia quando son morti, mentre noi facevamo la fame.
    per esempio i piccoli topi nella torta ci tiran su la famiglia, con stipendo bassissimi riescono a fare laureare tre o 4 figli, a comprargli la casa .. Poi scioperano e protestano che è una meraviglia, così camminano nei cortei che fa sempre bene alla salute, ascoltano indignati le lamentele della corte di conti sulla cottuzione dell PA che riguardano sempre gli altri e mai loro e la barca va sulle ali della ruberia e della ingiustizia. Viva l’Italia!

    Castro & c, prendono tutto loro! Non cè gusto

  • GRATIS

    e no. Chavez non ci sta nel tuo elenco. Se gheddafi avesse fatto come Chavez ha fatto in Venezuela adesso la Libia sarebbe un paese con livelli di vita e wellfare scandinavi

  • alvise

    Il mio punto di vista è che non sia esatto quello che dici.Nella forma e nell’idea di rivoluzione, hai ragione, ma l’esempio con quella francese non è proprio così.E’ vero che nella rivoluzione ci furono i leader giacobini (Robespierre, Marat,ecc), ma non con spirito di libertà dal giogo monarchico, ma bensì con spirito massonico, dato che erano massoni, e questa secondo me, la differenza non è poi così sottile.Per essere chiaro: Se sono un Robin Hood, prendo dai ricchi per dare ai poveri (ponendo, per un attimo, sia vero, questo è nell’immaginario collettivo), se sono un massone, prendo dai ricchi e dai poveri, per dare a dei straricchi, questo è il concetto.Quasi tutti i giacobini coinvolti in prima persona nella rivoluzione francese, erano massoni.Anche il bandito Giuliano fu il leader-mito del “prende ai ricchi per dare ai poveri”, peccato che poi fece una strage di povera gente a portella delle ginestre.Io penso che oggi siamo molto più informati di 30-40 anni fa, per cui ora sappiamo che i “miti” non sono poi così miti, anzi a volte delle belve.Ognuno avrà i suoi punti di vista su Garibaldi per esempio, altro mito, ma mito solo sui libri scolastici, poi se vai a leggere libri di autori, ricercatori della storia, vedi un Garibaldi ridimensionato e per nulla mito, anzi, spesso l’ho visto descritto come una “legera” (dialetto ligure ).Fare gli iconoclasti gratuiti, è un discorso, leggere da autori che si basano su ricerche storiche, è un’altra

  • wld

    …beh, che dire alvise, non ho la panacea del sapere, e qualcosina ho letto pure io, non certo i canonici libri di scuola, parli di Massoneria per la rivoluzione Francese, dimenticando che è implicita anche nel Risorgimento, Cavour, Mazzini, e tutti i motti Carbonari? Non fanno forse parte della Massoneria? E … gli Inglesi che hanno preparato il tutto perché Garibaldi (e guarda bene che Garibaldi non era la mente ma il braccio anche lui massone) sbarcasse indisturbato a Marsala, supportato da due golette Albionesi proprio in rada. E … chi se non la Massoneria (Rotshild) ha finanziato la seconda guerra mondiale, e non solo anche General Motors, Ibm ecc.ecc. Non sono un gratuito iconoclasta, e la mia ricerca è basata su ricerche asseverate storiche che è la mia materia di studio, e non credo che (tranne qui in rete) che le persone siano così informate come tu asserisci, anzi stiamo regredendo vorticosamente vista come sta la scuola allo stato attuale, persone che leggono sono molto esigue forse più portate per il calcio ma non certo per la barbosa storia di cui noi stiamo cianciando. Grazie per la cortese risposta. wlady

  • alvise

    wld, non è che ho dimenticato il risorgimento, altrimenti avrei dovuto citarti anche la nostra costituzione, cui tra i padri fondatori la maggior parte erano massoni, ma questo avrebbe trasformato il thread in OT.So bene che Cavour, sia maledetto, si fece amico dei massoni inglesi, visto che stette parecchi mesi al loro fianco in inghilterra, per far aiutare il massone garibaldi.E che gli inglesi, tra le altre cose, ambivano depredare la sicilia del loro zolfo, visto che a quei tempi era come il petrolio oggi.Ma questa è un’altra cosa, che non c’entra con questo thread.