NEL 2014 IL MONDO POTREBBE DOVER AFFRONTARE UNA NUOVA CRISI – UN ESPERTO DI CAMBRIDGE PREDICE UN “GRANDE EVENTO” CHE DETERMINERA’ IL CORSO DEL SECOLO”

NEL 2014 IL MONDO POTREBBE DOVER AFFRONTARE UNA NUOVA CRISI – UN ESPERTO DI CAMBRIDGE PREDICE UN “GRANDE EVENTO” CHE DETERMINERA’ IL CORSO DEL SECOLO”
FONTE: DAILYMAIL.CO.UK



Secondo un Professore dell’Università di Cambridge, nel 2014 ci sarà una specie di “Giorno del Giudizio”, che determinerà il carattere del 21° secolo, ovvero se questo sarà caratterizzato dalla violenza e dalla povertà, oppure dalla pacificazione e dalla prosperità.

Egli afferma che negli ultimi 500 anni, ad ogni inizio secolo, c'è stato un catastrofico “Grande Evento” d’importanza globale.

Questi eventi si sono sempre verificati grosso modo a metà del secondo decennio di ogni secolo [quindi verso la metà del periodo 2011 – 2020, ndt], ed hanno scatenato guerre e conflitti religiosi, ma hanno anche portato la pace.

Nella foto: Il film sosteneva che nel 2012 ci sarebbe stato un enorme disastro mondiale. Ma il professor Nicholas Boyle sostiene che l’anno in cui quest’evento si verificherà è il 2014

• Nel 1517 Martin Lutero affisse le sue tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg, scatenando la “Riforma” della Chiesa e l'avvento del protestantesimo.
• Il 1618 segnò l'inizio della guerra dei 30 anni, che scatenò conflitti religiosi in tutta l’Europa Occidentale.
• Nel 1715 quel conflitto si concluse con la presa del potere da parte degli Hanoverians. Questa dinastia ha governato in Gran Bretagna, Irlanda e Germania [Hannover, ma non solo, http://en.wikipedia.org/wiki/House_of_Hanover, ndt].
• Nel 1815 si tenne l’illuminato Congresso di Vienna, successivo alla sconfitta di Napoleone, che segnò un secolo di relativa stabilità in tutta l’Europa.
• Nel 1914 iniziò la 1a Guerra Mondiale, un conflitto catastrofico che pretese la vita di milioni di persone, e diede inizio a quei dissidi globali che hanno attraversato tutto il 21° secolo.

Cataclysmic events: The 'Doomsday' of the last century was in 1914, when the First World War began
Eventi catastrofici: Il “Giorno del Giudizio” del secolo scorso si verificò nel 1914,
quando cominciò la 1a Guerra Mondiale
TESI: IL PROFESSOR NICHOLAS BOYLE SOSTIENE CHE IL 2014 SEGNERA’ UN SIGNIFICATIVO CAMBIAMENTO NELLA SITUAZIONE MONDIALE


Il Professor Nicholas Boyle dell'Università di Cambridge [che ha condotto la ricerca], ha individuato nella crisi finanziaria globale il detonatore che farà esplodere il prossimo “Grande Evento”.

Egli sostiene che gli Stati Uniti – con il calo della loro influenza economica, ma con una potenza militare senza rivali – saranno la chiave di volta che permetterà di determinare sia il corso che il carattere dei prossimi 90 anni. Il Professor Boyle ha detto:
“Il carattere di un secolo si evidenzia solo nel corso del suo secondo decennio. Perché, quindi, il nostro secolo dovrebbe essere diverso?”.
Thesis: Professor Nicholas Boyle claims 2014 will mark a significant change in world events
“Questa tempistica ha parzialmente a che fare con il percorso attraverso il quale separiamo la comprensione della vita da quella della storia”.


“Analogamente a quanto avviene per gli esseri umani, il carattere di un secolo sarà visibile solo quando questo si avvicinerà al compimento dei suoi primi 20 anni”.

“Un altro fattore decisamente importante è la sequenza delle generazioni. Dopo circa due decenni, la generazione che ha dominato l’ultima fase del secolo passato avrà fatto il suo tempo”.

“[Nel secondo decennio] il futuro comincerà ad essere definito da quelle persone che hanno vissuto [o avranno ricordi] solo nel nuovo secolo”.'

Il Professore, che insegna “lingua e storia tedesca”, sostiene di come il recente crollo economico abbia messo in moto una crisi molto ampia nelle relazioni internazionali. Egli ha detto:

“Gli Stati Uniti diventeranno i protagonisti di una lunga serie di decisioni importanti, che potrebbero o condannarci ad un secolo di violenza e di povertà, o inaugurare una nuova era di cooperazione globale.

Ma la pace sarà possibile solo se il mondo si rende conto che l'era dei singoli Stati Nazionali è finita, e saprà introdurre un efficace sistema di governance globale”.

“I punti critici della politica mondiale, come ad esempio il cambiamento climatico, l'ascesa della Cina e dell’India o la crisi globale del credito, avranno bisogno della cooperazione internazionale per essere risolte”.

By 1815, Napoleon Bonaparte had been defeated and a period of relative stability followed

Nel 1815, Napoleone Bonaparte era stato sconfitto ed è seguito un periodo di relativa stabilità

“Nel 2007 ha avuto inizio un cambiamento economico colossale, che però non è ancora concluso.

I grandi cambiamenti economici portano sempre a dei grandi cambiamenti politici, questi ultimi, però, non li abbiamo ancora visti.

La mia tesi è che ci sarà una nuova crisi, che solleverà questioni relative ai debiti pubblici, e non a quelli privati”..

“Una cosa che non è cambiata è la dimensione gigantesca dell’apparato militare americano. Questo significa che gli Stati Uniti avranno un ruolo decisivo in qualsiasi grande cambiamento politico.

Vedo che c’è disparità fra la declinante importanza economica degli Stati Uniti, ed il perdurare del suo potere militare e politico”.

“Tutto, alla fine, potrebbe dipendere dalla capacità [americana] di reagire al declino, usando più fantasia di quanto abbia saputo fare la Gran Bretagna negli anni precedenti al 1914”.

“E' un profondo segno di speranza che questo 21° secolo abbia avuto inizio con un maggior numero di organizzazioni internazionali e intergovernative, rispetto a quante ce ne fossero all'inizio del 20° secolo”.

“Il solo plausibile percorso pacifico per raggiungere quest’obiettivo [superare la crisi, ndt], è quello che passa attraverso il perdurare della pax americana.

Ma dovrà radicalmente cambiare sia la comprensione che il mondo ha dell’America, che la comprensione di quest’ultima verso se stessa”.

Brano tratto dal libro del Professor Nicholas Boyle “How To Survive The Next World Crisis” [Come sopravvivere alla prossima crisi mondiale], edito nel 2014 da “Continuum Books”.

Fonte: www.dailymail.co.uk
Link: http://www.dailymail.co.uk/news/article-1287271/World-plunged-crisis-2014-Cambridge-expert-predicts-Doomsday.html
17.05.2010
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

Commenti (10)

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    1. Cataldo 17 febbraio 2014

      A parte che la velocità imposta dalla tecnologia e dalla rivoluzione digitale rende i paragoni con il passato patetici pour parler, ma se cerca degli eventi "caratterizzanti" basterebbe che si concentri sul 9/11 2001, c'è tutto li, e putroppo, se per gioco volessimo accettare le sue risibili tesi già sorpassate da due secoli, il segno che se ne trae non è certo benigno.

    1. geopardy 14 febbraio 2014

      Insomma, è ancora usa-centrico, ma, in qualche maniera potrebb, ancora, avere un po' di ragione.
      Innanzitutto, ce lo ha dimostrato l'Urss quando è caduta, puoi avere una potenza militare stratosferica, ma se non hai i mezzi, le risorse e i soldi per mandarla in azione realmente efficace, è come se non ce l'hai.
      Gli Usa sono sempre entrati nelle guerre mondiali, dopo una grossa ripresa economica, non hanno scatenato, ad esempio, la guerra nel 1929-30.
      Negli anni '50-'60 (Vietnam e Corea)) era in pieno boom economico, lo stesso fino alla prima guerra del Golfo ed, in parte, anche nel 1999 contro i Serbi.
      Le cose sono cambiate con il 2001, infatti, hanno scatenato diverse guerre, tutte con esiti alquanto deludenti e che hanno contribuito a generare l'attuale crisi (le altre, no, a parte una crisi molto minore dopo il Vietnam).
      Vista la titubanza, sia in Libia che in Siria (non parliamo, poi, della Corea del Nord, che li ha minacciati di guerra nucleare), non so quanto essa avvenga per un reale cambio di strategia o per incapacità economica di poterle affrontare, perchè secondo me, di fronte all'ascesa dei BRICS, ogni guerra, se non ben calcolata, potrebbe ritorcersi contro di loro.
      Se si vuole raggiungere una globalizzazione reale, anche gli Usa costituiscono un grosso ostacolo, ma se si vuoesse consegnare il mondo agli Usa, attualmente, l'impresa non mi sembra più realizzabile.
      Se fossi il burattinaio, propenderei per un collasso dell'unica super potenza, solo militare, rimasta, perchè mi creerebbe un grosso ostacolo avere un paese molto potente che potrebbe condizionarmi.
      Gli altri paesi emergenti (ormai la Cina è bella che emersa), pur avendo la possibilità economica di poterlo fare, non esagerano nel riarmo, ma esso è commisurato a scoraggiare eventuali aggressioni degli Usa.
      Non so per quanto ancora gli Usa si potranno permettere di essere il primo (con distacchi notevoli sugli altri) paese a spendere in armamenti.
      Naturalmente, tutto potrebbe essere possibile, tipo un muoia Sansone con tutti i Filistei (la vedo un po' duretta, però).


    1. polidoro 14 febbraio 2014

      In sintesi, estrema sintesi, il Professore dice " ... potrebbero o condannarci ad un secolo di violenza e di povertà, o inaugurare una nuova era di cooperazione globale."

      Ovvero dice : il nuovo secolo potrà essere buono o cattivo .

      Ecchecca..o. C'era bisogno di un Professore dell'Università di Cambridge" ? Ne bastava uno dell'Università di Urbino, dico (absit iniuria verbis).

      (piccola malignità: non può essere una semplice promozione del suo libro "“How To Survive The Next World Crisis" ?)

    1. wld 14 febbraio 2014

      Il fatto è che non c'è nessuna profezia, se non una catastrofe planetaria, quella si è possibile.

      Non ci vuole uno studio universitario per comprendere la china dove siamo diretti. Nel mondo sono in corso 31 conflitti, basta fare un giretto nel web, inoltre c'è una bancarotta globale e i buoni americani superpotenza mondiale si è già portata avanti con le contromisure di una vera debacle.

      Nuovi documenti rivelano i criteri utilizzati per creare l'elenco " Main Core [www.facebook.com]" che il governo sta compilando per i cittadini americani.

      Per
      darvi un resoconto di fondo, "Main Core" è una lista progettata per
      identificare gli americani che potrebbero essere considerati una
      minaccia 'terrorista' sia per la nazione e sia per il governo.

      E' iniziato con Rex 84 [dioni.altervista.org]
      che era un esercizio destinato a sospendere la Costituzione e
      dichiarare la legge marziale, incaricando e mettendo i militari nelle
      città e nei paesi di tutta la nazione. E' stato creato nel caso si
      verificasse una rivolta in America, il piano originale era quello di
      essere in grado di poter detenere fino a 21 milioni di persone senza un
      giusto processo ma solo in caso di sospetta colpevolezza.

      MARTIAL LAW [ningizhzidda.blogspot.it], questo è qualcosa che a presto potrebbe diventare reale, l'albionese questo lo sa, ecco perché fa le sue ipèotesi asseverate.

    1. Hamelin 14 febbraio 2014

      Sono perplesso...
      Queste considerazioni le potrebbe fare un qualsiasi umano dotato di occhi che sia dedito all'informazione ed a cui piaccia guardarsi intorno .
      Da un professore di Cambridge mi sarei aspettato un analisi seria .
      Questo articolo sembra piu' una sorta di profezia del divino otelma


    1. oriundo2006 14 febbraio 2014

      E' probabile. I due fattori decisivi menzionati nell'articolo, la supremazia bellica ( ma non è citata anche quella tecnica e scientifica ) e l'immenso debito sono in realtà fattori che agiscono in contraddittorio fra loro ma sono anche complementari, nel senso che entrambi si sostengono ed entrambi spingono verso esiti 'catastrofici' perchè a loro volta dipendenti e condizionati dal fattore 'tempo'. Dunque è facile prevedere una prova di forza PRIMA che entrambi vengano a scadenza. Il candidato principe è ovviamente il Medio Oriente islamico ma non escluderei un colpo di coda finale anche verso Sion, sempre più ingombrante in questa specie di condominio globale, proprio per i presupposti messianici di entrambi gli stati: dopotutto uno basta e avanza...!

    1. Franco-Traduttore 14 febbraio 2014

      Tutto quello che vi pare. Ma che il Professor Nicholas Boyle sia uno sconosciuto spara-panzane questo no, scusate, ma non si può dire. E' un CONOSCIUTISSIMO Professore di una delle più conosciute e stimate Università al mondo: CAMBRIDGE (scusate se è poco). Ha meritato anche una voce su Wikipedia:

      http://en.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Boyle
      Se cliccate il suo nome su Internet, ci sono 9.060.000 risultati. Certamente sono relativi anche ad altre persone con lo stesso nome ... ma che il Professore sia uno sconosciuto, questo no. Ha sviluppato una sua analisi, possiamo crederci o no. Però è un'analisi seria, fatta da una persona altrettanto seria, di un'Università seria, che merita attenzione, magari solo per contestarla, come ho fatto nel commento precedente.

    1. clausneghe 14 febbraio 2014

      Citaz-"Ma la pace sarà possibile solo se il mondo si rende conto che l'era dei singoli Stati Nazionali è finita, e saprà introdurre un efficace sistema di governance globale”.


      Con questo, l'esimio quanto sconosciuto prof. Minchietti d'Albione
      spezza uno stuzzicadenti in favore del NWO.
      Poi non è credibile quando parla degli Usa come di un bastione statico e arbitro della situazione, magari nel ruolo di nucleo duro nel nuovo ordine mondiale.
      Non ha capito che l'evento del Secolo sarà proprio la caduta di Babilonia la Grande, ovvero gli Usa.
    1. Franco-Traduttore 14 febbraio 2014

      Contrariamente alle tecniche utilizzate da “The Trend Journal” e da Europe 2020, le analisi del Prof. Nicholas BOYLE [Cambridge University] si basano sullo studio del passato. Se è vero che questo tende sempre a riproporsi, questa sua analisi, seppur empirica, acquisisce un’incontestabile validità [tenendo ben presenti gli invalicabili limiti dell’anticipazione politica – non è una scienza esatta!].

      Sono comunque interessanti alcune sue considerazioni:

      1 – E’ la prima volta che, nel corso della storia, il “più grande paese debitore” è anche il paese militarmente “più forte”. Si può trascurare questa realtà, quando si fanno previsioni? Metteranno sul piatto della bilancia, gli Stati Uniti, questa loro strabordante potenza militare, per imporre soluzioni [alla crisi] che siano a loro gradite? Davvero l’evoluzione di questo secolo dipenderà quasi esclusivamente dalle loro decisioni?

      A differenza di Boyle, gli altri trendisti sembrano pensarla in modo abbastanza diverso, visto che ripongono molte speranze su una positiva evoluzione del rapporto fra i BRICS e gli altri paesi, ed in particolare con l’Europa.

      Ma è comunque lecito trascurare una possibile reazione degli Stati Uniti contro possibili sviluppi che li vedano penalizzati, con particolare riferimento al sottofondo [più o meno confessato] della loro cultura, condizionato da quell’integralismo religioso [il Puritanesimo] che porta gli statunitensi ad auto-considerarsi “nel giusto” – a riconoscersi nel “Dio lo vuole” – che a suo tempo ha concesso loro di non subire traumi, ad esempio, dall’uso delle armi atomiche, anche quando non era più necessario [passi Hiroshima, ma perché anche Nagasaki? Non risultano che ci siano stati traumi culturali nella società statunitense]?

      Chi vuole indagare il legame fra puritanesimo e cultura americana, può dare un’occhiata a: “Storia non romanzata degli Stati Uniti d’America” di John Kleeves [basta cliccare su Internet].

      2 – Anche Boyle, insieme ai “Geab” e al “The Trend Journal”, prevede “qualcosa” per il 2014 [gli altri due indicano direttamente il secondo trimestre]. Che dire? Staremo a vedere. Sono tutti e tre a favore di una “governance globale”, e sono scettici sugli Stati nazionali. Ma c’è chi non la pensa così. Quello che stiamo vivendo, in particolare con l’euro, ci suggerisce ben altro.

      3 – E’ interessante rilevare, insieme a Boyle, che i drammatici cambiamenti indotti dalla crisi economica non siano stati ancora seguiti da forti [inevitabili] cambiamenti politici. Contesto, però, che questa crisi riguarderà il debito pubblico, invece di quello privato. Da dove trae, Boyle, questa considerazione? Dall’analisi del passato? Questa considerazione, a differenza delle altre, mi sembra proprio fuori dal mondo. Il Prof. Bagnai lo manderebbe a quel paese. Ed io mi associo.

    1. roz 14 febbraio 2014

      Il bello è che qualcuno a questo lo paga, il che in qualche modo lo giustifica.

      Ma chi lo ha tradotto e pubblicato?

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