NATO, sicurezza o rischio?

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Di Alberto Conti, ComeDonChisciotte.org

La storia dell’uomo sul pianeta Terra è un fenomeno di tipo evolutivo molto particolare, diverso dall’evoluzione di ogni altra specie animale o vegetale. Si tratta di un’evoluzione spirituale e culturale tesa al superamento della sola dimensione istintuale, che invece domina interamente il comportamento individuale e sociale delle altre specie animali conosciute.

L’istintualità animale residua nelle società umane si è però miscelata spesso con culture d’odio distruttive, fondate essenzialmente su fasulle distinzione tribali, che trovano sfogo nella guerra di sottomissione o annientamento reciproco. In questo terreno di coltura sguazzano i guerrafondai, che però, per quanto subdoli e abili nella loro opera propagandistica, nulla potrebbero contro un popolo forte di una propria spiritualità sedimentata in una solida cultura di pace e tolleranza, coltivata con amore per la verità, consapevolmente.

La direzione del percorso evolutivo, tra infiniti corsi e ricorsi, passi avanti e regressioni, è comunque rivolta verso l’obiettivo di una convivenza fruttuosa e pacifica sempre più ampia ed inclusiva, proporzionalmente al venir meno di confini fisici e mentali all’interno della casa comune, l’astronave Terra. Lo si può e lo si deve fare in armonia tra le differenti identità localmente connotate per cultura e tradizione. E secondo natura non potrebbe essere altrimenti.

Tuttavia, nonostante i progressi millenari delle varie civiltà, è ancor oggi possibile il venir meno dell’autocontrollo della mente sugli istinti più aggressivi e distruttivi fomentati da un odio irrazionale, cosa che è il chiaro obiettivo strategico dei guerrafondai, sacerdoti della diabolica filosofia sintetizzata nel postulato “homo homini lupus”, o “mors tua vita mea”.

Un esempio attuale lo troviamo nella NATO, originariamente fondata come alleanza difensiva del blocco atlantico, ma poi degenerata in mafia offensiva a cupola anglofona, che costringe gli “alleati” a sottomettersi e collaborare a qualsiasi politica aggressiva e guerrafondaia contro i non allineati, a prescindere anche dagli interessi propri.

Se pure si possono comprendere, ma non giustificare, le motivazioni esistenziali di un tale comportamento, resta il fatto che si tratta di un sopruso su larga scala antistorico e pericolosissimo per la stessa continuità del percorso evolutivo dell’umanità. Un abominio intollerabile da una coscienza vigile, al passo coi tempi. E proprio per questo la menzognera propaganda di guerra tende ad anestetizzare le coscienze, ad infantilizzarle confinandole in una fantasiosa e falsa rappresentazione manichea, che contempla solo i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, privando questi ultimi di ogni dignità umana, al fine di far accettare alle masse manipolate la loro sacrificabilità, anche a costo della propria.

Il portavoce di questo crimine al momento si chiama Stoltemberg, nomen omen, ma un domani potrebbe chiamarsi Draghi, o Satan, o qualsiasi altra cosa, con un seguito ben nutrito di altri personaggi istituzionali ai massimi livelli, rappresentativi di un potere che è il contrario di quello democratico, essendo oggettivamente oligarchico e antipopolare. Nulla come una guerra può essere oggi contrario agli interessi ed alla volontà dei Popoli, eppure questi demoni preparano compatti questa sceneggiatura apocalittica con abominevole pervicacia, come tanti affiliati che partecipano ad una strage di mafia, non si sa se per interesse personale o per ricatto, ma questo non fa alcuna differenza ai fini pratici.

Rimane comunque incredibile che le popolazioni europee, reduci da due devastanti guerre mondiali, non abbiano ancora metabolizzato la lezione della storia e ci ricaschino passivamente, senza ribellarsi anche solo con un moto d’indignazione interiore, che da solo, se generalizzato, basterebbe a scalzare questa classe dirigente abusiva e diabolica, al servizio del male per schiavizzare un’umanità che fatica ad emanciparsi, e per questo andrebbe invece aiutata, mentre al contrario viene ipnotizzata e condotta al macello da volgarissimi pifferai magici in versione 5G.

Ma di cos’è fatta la NATO, se non di dipendenti pubblici lautamente pagati, la cui unica ragione d’essere è quella di combattere con ogni mezzo un nemico qualsiasi, che se non c’è lo si deve inventare per giustificare la continuità della loro carriera? E difatti si è inventato oggi il nemico russo, domani quello cinese e poi chissà, alla fantasia malata non c’è limite. C’è quindi coerenza tra lo strumento, la NATO, e gli strumentalizzatori più o meno nascosti nelle alte sfere.

Mi si obietterà che la cosa è reciproca, che ogni Paese ha un suo esercito sedicente difensivo, ma resta tutto da dimostrare che ogni Paese voglia imporre con la forza delle armi il proprio (falsificato nei fatti) modello ideologico al resto del mondo, mentre è dimostrato dal passato e nel presente che è proprio questo il pretesto delle guerre promosse o sobillate soprattutto dall’occidente a guida anglofona, almeno da un secolo a questa parte. La civiltà è una conquista personale, non è merce d’esportazione. L’ipocrisia invece tende ad essere contagiosa, purtroppo.

Fin qui si è posto l’accento sull’apparato militare, che come tutti ben sanno è la struttura gerarchica per eccellenza, dove gli ordini non si discutono mai. Ma anche tutte le altre strutture istituzionali devono essere risanate dalla corruzione materiale e morale che le divora, per restituirle al loro ruolo e alla loro dignità che prende sostanza solo quando si pongono al servizio del Popolo, della salute pubblica e della fruttuosa e pacifica convivenza, basata sul rispetto reciproco, che a sua volta presuppone l’autentica convinzione dell’uguaglianza di principio tra gli esseri umani.

Tutto il contrario della guerra, che giustamente la nostra Costituzione ripudia inequivocabilmente, come imposto alla coscienza dei Padri Costituenti dalla durissima lezione della storia, incredibilmente dimenticata nell’arco di sole 2 o 3 generazioni. Non ci possiamo permettere tanto degrado sul versante popolare, mentre invece la restaurazione elitaria domina la scena con diabolica coerenza. E’ giunta l’ora che il vento giri, per riprendere la giusta rotta della civiltà umana verso l’avanti, verso l’unico futuro possibile.

Per far questo dobbiamo pretendere, non chiedere, che ogni rappresentante istituzionale ci rappresenti per davvero, o se ne vada. Riprenderci le chiavi di casa adesso, prima che i cattivi amministratori finiscano di distruggerla rovinosamente. E l’unico modo è farlo tutti insieme, alla faccia di chi ci vuole sempre più divisi. Cambiare noi stessi per cambiare il mondo, come già dissero i veri Maestri. Impariamo ad ascoltarli, una buona volta, e non ci sarà più colonizzatore che tenga, neppure con le sue basi militari disseminate nei territori altrui.

Di Alberto Conti, ComeDonChisciotte.org

19.05.2022

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