NATALE, CONTATTO CON L’ORIGINARIO

Considerazioni di matrice psicoanalitica su un’occasione di vita

NATALE, CONTATTO CON L’ORIGINARIO

di Alessia Vignali
comedonchisciotte.org

Luce nella notte dell’inverno, il Natale ha ancora parecchio da dire alle “anime in viaggio” di tutti, atei o credenti che siano. Non foss’altro per via del fatto che è ricchissimo di simboli come ogni festività. Simboli che per l’uomo sono tutto… e che dell’uomo dicono tutto.

Una saggezza millenaria si deposita infatti nella simbolica del mito, ricolmo di spezzoni narrativi gravidi di senso, sicché potremmo dire, con la psicoanalisi, che “il mito è il sogno millenario dell’umanità, in cui si sedimenta la saggezza dei popoli”. Così come il sogno, di cui rappresenta la miglior trasformazione in arte selezionata e cesellata nel tempo e dalle generazioni, il mito è tra le forme di pensiero più evolute di cui disponiamo, in cui si condensano migliaia di pensieri in una singola immagine.

Il mito è dunque evolutivo ed emancipativo, il suo messaggio radica nella profondità della vita.
Esso è evolutivo anche grazie alla sua natura insatura e polisemica: al suo cospetto ognuno deve attivarsi, dev’essere creativo e trarre da esso quel significato che in quel momento gli serve, sempre che lo voglia e sempre che sia “aperto allo sconquasso” che ogni esposizione a significati forti, veicolo di verità, sempre comporta. E’ per questo che, come ogni libro importante ci sembra diverso a ogni lettura, il mito si dischiude all’uomo in tempi diversi, assecondandone la crescita e le necessità: anche quella di non interpellarlo, se si è in una fase di eccessivo timore.

“Un bambino è nato per noi”, afferma il teologo Alessandro Sacchi nel titolo di un suo recente saggio. La sua venuta squarcia il gelo dell’inverno e l’anno vecchio, con le loro ferite, i loro errori, le loro cadute… Perché la vita può riparare ai suoi errori solo dandosi la chance del bambino, che è sempre un Messia venuto da chissà dove. Il bambino porta al passato il riscatto, la redenzione, il vero futuro. Questo, per i fedeli e per chi tenda l’orecchio al riecheggiare dei misteri cui il mito allude, non accade soltanto nell’anno zero, ma in ogni anno.
Per dirla con Rudolf Steiner, “ciò che una volta avvenne in Palestina si compie in ogni notte di Natale, per chi sa trasformare la dottrina in sensazioni e sentimenti dell’anima.” Per Steiner la “vera vita” era raggiungibile soltanto attraverso il recupero del sentimento. “L’uomo ha perduto il contatto immediato con la vita”, diceva; “considerata con gli occhi dell’anima, la vita d’oggi appare “fredda, arida, ottusa, di fronte ad una concezione della vita più profonda e più calda. Ce ne accorgeremo specialmente all’avvicinarsi di una delle grandi feste: Natale, Pasqua, Pentecoste. Ben poco è rimasto di ciò che in tali ricorrenze così profondamente commuoveva l’anima dei nostri antenati! Di quella viva e penetrante intuizione dei rapporti tra l’uomo e l’universo e della sua essenza divina che sempre esisteva in loro e si accentuava ancor di più nei giorni di festa. Queste feste erano qualche cosa di reale per l’anima… e l’anima sentiva diversamente in quei giorni che negli altri giorni dell’anno”. (Steiner, R, 1907, Natale Pasqua Pentecoste).

In realtà, miti e festività erano visioni ed eventi omnicomprensivi in grado di scandire il tempo e capaci di conferire al suo scorrere un senso umano. Essi collocavano l’uomo, solo e nudo, in seno a una comunità che gli facesse sentire il suo valore e il suo ruolo in quel “tutto” più o meno armoniosamente costituito dalla natura e della comunità.

Simbolicamente il Natale ci riconnette all’originario. Siamo al cospetto del mistero dell’essere, nel paradosso incessante della vita che come uno scoppio di gioia annulla la morte… ma celebriamo anche il valore del legame, dell’appartenenza, dell’amore. Celebriamo l’attesa, la lentezza delle cose. E la bellezza: l’incantesimo del manifestarsi della vita sotto il baluginar dei fiocchi di neve, in una mangiatoia.

L’Originario, il Magico intimoriscono: ecco perché spesso scegliamo, dinanzi all’occasione di stupore offerto della festa più bella dell’anno, la via più semplice, quella di nasconderci dentro allo stereotipo del Natale, nel suo guscio vuoto. Scegliamo di “lasciarci vivere” travolti dal nonsense di gestualità ritualizzate un po’ prive di senso.

Alcuni subiscono la corvée di panettoni multicrema e parenti poco amati, poco indagati, coi quali evitare discorsi per non incappare nella consueta litigata, più che scoprire affinità o incuriosirsi dell’altro, questo sconosciuto sempre schivato. Una sana salvaguardia da intimità fastidiose, non davvero volute? Oppure una perdita d’occasioni d’incontro?

Altri vanno via, verso mete esotiche o analoghe corvée al freddo e al gelo magari in Lapponia, per scampare il pericolo di un triste confronto, sempre in agguato, con il Natale come dovrebbe essere e come mai è.

Pochi, in realtà, riescono a essere così liberi da chiedersi: che senso ha tutto questo? Qual è il significato che voglio conferirvi IO? Come voglio che sia il mio Natale, quest’anno? Come celebro e riconosco davvero chi amo, ammesso che desideri farlo e non mi assuma la dignitosa scelta di sottrarmi a tutto questo, ma con consapevolezza?

Il profeta Giovanni andò nel deserto per annunciare la venuta del Figlio. Per farlo gli fu necessario porsi ai margini della società, contestare alla radice il genere d’esistenza da essa prescritto. Il battesimo da lui istituito era davvero una “nuova nascita” del sé denudato dagli orpelli di una società ripudiata.
Il “ritorno su di sé” (conversione), reso possibile soltanto da un allontanamento dei modi oramai istituzionalizzati, è consueto del mito: accade a San Francesco, a Siddartha, allo stesso Gesù. Si tratta di figure esemplari che ci ricordano come nessuno possa davvero metterci a contatto con la verità, nemmeno le narrazioni più profonde o l’arte più grande, se non riusciamo a isolarci da quel che “si deve” pensare. Il “si deve pensare” protegge, come ogni schema acquisito di pensiero, dalla verità. Wilfred Bion prescrisse all’analista di essere “senza memoria, senza desiderio” proprio per porlo nudo davanti alla novità della vita, privo di preconcetti e aperto al mistero.
Il compito di un buon analista è, in realtà, proprio quello di aprire ogni uomo al mistero, al non conosciuto.
Se non riusciamo ad accedere a quanto davvero giace dentro di noi, il nostro desiderio sepolto, non riusciremo a “capire” l’essenza del Natale, a farne esperienza utile per noi.

Solo così il Natale diventa festa dell’Incontro… in quello che è il vero senso del sentirsi vivi nell’amore e dall’appartenenza.

Alessia Vignali, psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista e giornalista

Dipinto di Gino Covili

Pubblicato da Tommesh per ComeDonChisciotte.org

Commenti (71)

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    1. GioCo 24 dicembre 2022

      Una festa può essere ipocrita? Una festa è sempre un evento simbolico e sacro. Se dimentichiamo il sacro e svuotiamo l'atto del simbolo che lo veicola avremo un atto come tanti altri del quotidiano.
      Noi siamo responsabili dell'aria stessa che respiriamo, di noi stessi, del nostro "essere" la festa che aneliamo e per ciò anche quella che vorrebbe il nostro prossimo. Diffondiamo ipocrisia dando agli altri del nostro e così facendo (ri-)confermiamo che il Mondo è ipocrita che le persone sono ipocrite e che le feste che festeggiano sono per ciò per estensione ipocrite. Ma l'ipocrisia è dove non c'è sincerità verso almeno noi stessi. Certo, esiste e non si può negare nel Mondo dove domina l'ideologia mercantile e peggio ancora quella woke che mira a sostituirla, ma tu, che non sei capace di vivere con dignità una festa che dovrebbe essere vissuta in modo sincero dentro di te, nel tuo intimo e basta, non ti guardi allo specchio quando accusi gli altri di non riuscirci?

    1. lilithdea 23 dicembre 2022

      Che bello sarà questo "natale" che almeno per lor signori sarà un po' meno emergenziale, non sarà da salvare da "brutte persone che andavano in giro non benedette dal siero a contagiare", come disse il messia dei pianeta dei rettili, mandato da Bruxelles a diffondere il verbo delle big pharma. Quasi quasi dovremmo ringraziarli di permetterci di vivercelo nelle nostre case sempre più fredde, sempre più in compagnia di "amici virtuali" dopo essere stati rifiutati o allontanati in questi due anni da quelli finti ma reali. Hanno oltrepassato tutti i limiti del rispetto della dignità umana, solo la deportazione dei non sierati non hanno realizzato, ma c'è sempre il prox. "natale".

    2. gianB 23 dicembre 2022

      "prox. “natale”" da usare con moderazione, consigliato una volta all'anno durante i pasti

    3. lilithdea 23 dicembre 2022

      A volte penso che la "scienza" tipo quella propagandata dall' Oms potrebbe non farci arrivare al prox, detto con moderazione. E forse è pure consolante visto quello che è diventato.

    4. sarah 24 dicembre 2022

      Giusto, @lilithdea. Questo è. L'articolo ci sommerge di tante eleganti dissertazioni, fini e colte, che io non disprezzo ma che fanno perdere di vista la prospettiva attuale. Abbiamo sperimentato il rifiuto personale e collettivo, il fastidio della presenza reciproca, l'odio e la delazione. Adesso invece, che bello, è "tutto a posto", torniamo ai massimi sistemi. No, non ci riesco come non riesco più a vedere molte persone con gli stessi occhi.

    5. Astronauta 24 dicembre 2022

      Nemmeno i vaccinati tridosati e piu riescono a vedere con gli stessi occhi.Stanno diventando ciechi.
      Il sole mai vinto risplende.

    6. sbregaverse 24 dicembre 2022

      SONO ottimista sai quante DEPORTATE carine ci saranno che la pensano uguale uguale:
      per cui l'INTESA e LILITHDEA SARA'H perfetta.

    7. sbregaverse 24 dicembre 2022

      CHI è la linguaccia che, menzognera, ha sibilato in giro che ho perso un occhio ?!?

    8. lilithdea 25 dicembre 2022

      Credimi, non riesco a vedere "con gli stessi occhi" nemmeno persone che non hanno accettato il ricatto, per altri miei motivi.

    1. gianB 23 dicembre 2022

      O oooo la prima censura ... c'é sempre una prima volta Chissá il perché. Forse perché riportavo il link di Biglino sulla "macelleria festiva" che Yahweh chiedeva ai suoi? Comunque basta scrivere: biglino macelleria youtube.

    2. Astronauta 24 dicembre 2022

      Questo sito sta diventando no-link.
      Censura?ovvove...

    3. gianB 24 dicembre 2022

      Non so il vero motivo devo dire

    4. gianB 28 dicembre 2022

      Mi sembra mio dovere riportare che in data odierna il mio commento é stato accettato. Quindi non ho più motivo di parlare di censura come sopra riportato.

    1. gianB 23 dicembre 2022

      Ponendo un velo pietoso sull'articolo di una giornalista e caporedattore di rotocalchi di sesso(il meno male di tutti), moda e lusso (quindi potete pensare il lavoro che ce a Natale)(https://www.meer.com/it/authors/21-alessia-vignali), che si spaccia per tre volte psico .. e qualcosa, ma visti i commenti , allora chiedo: la festa religiosa (Natale) che si vorrebbe fare ha un senso che la riferisce ad un suo rito originario? un rito di origine biblica o no. Ebbene i riti originari si chiamavano olocausti e il caro Mauro ben ci spiega cosa chiedeva "lui" per gli olocausti in suo nome: https://www.youtube.com/watch?v=0mvP-B2CUFk
      Mi spiace se ho rovinato la festa a qualcuno, ma se ciò é accaduto significa che era necessario.

    1. uparishutrachoal 23 dicembre 2022

      Natale è il Sole che torna a crescere..e noi, invece di digiunare per temprarci alla sua forza, la oscuriamo con libagioni spossanti che ci zavorrano nel buio.
      Anche io sto progettando di mangiare qualche cibo proibito per satanizzare la ricorrenza, visto che fortunatamente non ho nessuno da incontrare per mettermi di malumore.

    1. ignorans 23 dicembre 2022

      Offro un'altra visione delle "feste".
      Il periodo più brutto dell'anno dove veramente la gente tira fuori il peggio...il conformismo...le frasi fatte...la ricerca dei regali...Non c'è periodo migliore per verificare quanto questa società sia un pollaio. E neppure Steiner poveretto può farci nulla...

    2. sbregaverse 23 dicembre 2022

      Quando vedrai il bello nel brutto ed il meglio nel peggio, solo allora, avrai messo piede in PARADISO.

    3. Astronauta 24 dicembre 2022

      Difficile si metta il piede in paradiso.C e troppo karma da scontare prima.

    4. sbregaverse 24 dicembre 2022

      KARMA ( concetto corretto e rivisitato) è la sommatoria dei troppi NO, avversi alla VITA, che abbiamo rastrellato nel tempo.
      E' carico gravoso che impaccia, frena, e, a volte, schiaccia.
      Ma lo si può cancellare ,semplicemente iniziando fin da subito con il SI'.
      Caro Astro, dai che le cose, come stanno, lo sai anche tu.
      E allora un coro di SI' per sempre, per tutti e per tutto, e in PARADISO ci si accomoda in poltrona.

    1. ignorans 23 dicembre 2022

      Mamma mia ora abbiamo anche i preti psicplogi/buonisti.

    1. Fedeledellacroce 23 dicembre 2022

      Ma che accozzaglia di luoghi comuni e stupidaggini.
      Studiate e poi scrivete caxxate, Sembra il tema alle medie.
      Vabbé, é natale....
      Felice Sol Invictus a tutti gli spiriti forti.
      Clero infame!

    2. gianB 23 dicembre 2022

      "giornalista specializzata in dinamiche psicologiche, moda e sociologia del consumo. Collabora con diverse testate Italiane e straniere (incluso Playboy), ed è caporedattore di tre riviste internazionali dedicate alla moda, il lusso e lo stile di vita" (https://www.meer.com/it/authors/21-alessia-vignali)
      Ci spiega lei il vero senso del Natale, dei miti e della spiritualità che ci sta dietro. Sicuro!! E qualcuno gli dà anche corda. Giornalista è!!

    3. Fantine 23 dicembre 2022

      Non è lei.
      Eccola.

    4. gianB 23 dicembre 2022

      Cara Fantine si credo sia lei ma é lei anche quella nel mio link é la stessa se guardi bene
      Quindi ora ci dobbiamo una domanda ancora più cruciale , la debbo esprimere?
      Si forse debbo esprimerla: quale capacità ci vuole per essere sia da una parte che dall'altra?

    5. Fantine 23 dicembre 2022

      Chiediamolo direttamente a lei, se vorrà risponderci.
      E magari anche se è la stessa persona, GianB 😉

    6. gianB 23 dicembre 2022

      Come posso fare?
      Col rischio di entrare in un loop di personali giustificazioni.
      Ma prima dimmi tu non é la stessa?
      Le immagini delle due ce le hai puoi dirmi anche tu.
      C'é solo un neo di differenza.

    7. Fantine 23 dicembre 2022

      Se ci legge, può rispondere.
      Se vorrà.

    8. gianB 23 dicembre 2022

      Lo davo per scontato. Certo che quel neo é intrigante
      Ma tu, tu cosa dici. Non é lei?

    9. Fantine 23 dicembre 2022

      Eccolo qua ;)
      Si scherza, GianB!

      Ho letto ora l'aggiornamento.
      Potrebbe, ma il neo non c'è.
      Al di là dei possibili ritocchi.
      Somiglianza sì.
      Tanta.

    10. gianB 23 dicembre 2022

      Certo che si scherza
      Ho letto ora l'aggiornamento.
      A me basta così
      : mi dichiaro soddisfatto ;)

    11. Fantine 23 dicembre 2022

      Ho cercato..
      @Sbregaverse potrebbe dire qualcosa in proposito.
      Sì, è lei, GianB.

    12. sbregaverse 24 dicembre 2022

      È lei o non è lei ¿?
      CERRRRTO CHE È LEI .
      Asta tosta, oggetti tosti per tutti i gosti
      Greggio d'antan.

    13. sarah 24 dicembre 2022

      Penso che uno sia il lavoro "ufficiale", con cui guadagnare insomma e l'altro uno spazio dove esprimere opinioni più libere, magari che le appartengono di più. Una riflessione che attinge comunque troppo dagli schemi della psicanalisi ( anche se forse ho letto con scarsa attenzione ), ricco di buoni spunti anche se forse un po' troppo ambizioso nel suo voler interpretare la spiritualità. Avevo già letto un suo precedente articolo che mi aveva lasciato la bocca un po'asciutta per il suo taglio troppo materialista. Comunque, scherzi a parte, lo scorso "Natale" fummo barbaramente divisi tra "noi" e "loro" alla faccia di tutta questa attuale poetica che mi sembra ancora un tantino melensa. Non posso che concordare con il commento di @lilithdea.

    14. Fantine 24 dicembre 2022

      Ci "divisero" tra "noi" e "loro", tra vaccinati e non vaccinati.
      E furono seguiti da molti, tra gli impauriti e gli odiatori (categoria trasversale).
      Molti di noi non hanno seguito quella divisione.
      Il criterio con cui io distinguo le persone è altro.
      Il mondo non si divide in due.
      E se anche, semplificando al massimo, lo si volesse dividere in due, non è quello il mio criterio.
      Certo che concordo, e non poco, col commento di @lilithdea, ma non è il Natale il problema, come non lo è (non soltanto) uno Stato che ti dice di lasciare morire soli i "tuoi" cari.
      Naturalmente gli odiatori li tengo fuori da questo discorso. Erano tali anche prima del covid.
      Il covid ha permesso solo che si mostrassero per quello che sono.
      Agendo o più spesso parlando o scrivendo nel mondo social che gli è più congeniale, con una sorta di ritenuta impunità, per appartenenza.
      Di solito li riconosci dall'arroganza. Molto più pericolosi gli odiatori scaltri o intelligenti.
      Molti col covid, molti da prima, molti da sempre hanno impostato la loro vita in maniera diversa.
      Non saranno "loro" a dividere gli affetti nella mia vita o a guidare le mie scelte. Ammetto di essere più fortunata di altri, poiché ho condivisione in famiglia e con gli amici veri, con cui evidentemente la condivisione è profonda, ma l'umanità non me la farò mai portare via.
      Il Natale per chi è cristiano, è una festività lieta. Per chi non è cristiano è l'occasione di stare in famiglia. Per molti l'occasione di vacanze, per chi può.
      Ciascuno dà il senso che ritiene alla propria vita.
      Non è il Natale ad essere ipocrita. Lo sono gli uomini. Come ho detto, non tutti, non sempre.
      Ciò che mi rammarica è il senso di impotenza di fronte agli abomini che abbiamo vissuto. Più manifesti e più sfacciati, certamente.
      Ma sono anni che veniamo disumanizzati. Su questo dovremmo riflettere.
      Noi ne abbiamo già parlato, cara Sarah.
      Lo ricordo bene. E ricordo le tue parole.

    1. Violetto 23 dicembre 2022

      "Perché la vita può riparare ai suoi errori"

      La "vita" non fa errori.
      Mai!
      Metabolizzare realmente questo è un primo passo.

    2. sbregaverse 23 dicembre 2022

      Violetto stai MIGLIORANDO a vista d'occhio.
      Ad maiora semper.( lo sapevo che il meglio lo tenevi celato)

    1. gix 23 dicembre 2022

      Qualche natale l'ho vissuto, piu o meno bene, ma, nonostante tutto, non riesco a vedere grandi differenze fra i primi, i più lontani, e quelli più recenti. Certo, oggi in teoria abbiamo più mirabilie e strumenti per provare a goderne in modo migliore l'essenza; abbiamo, anche e soprattutto, l'esperienza per valutarne meglio il significato. A volte è stato più urgente (o conveniente...) privilegiare la fede nello spirito e nella ricorrenza religiosa, anche per sentirsi, almeno una volta l'anno, rassicurato dalla presenza di un Superiore a cui deleghiamo le responsabilità della nostra esistenza. Altre volte invece (come di recente...) è passato tra tormenti e dubbi dettati dalla ragione e dalla necessità di affrontare con i propri mezzi le avversità della vita. Ma una cosa ho capito, con il tempo, che non sarò mai in grado di godermelo fino in fondo il natale, finchè non conoscerò la verità, quanta più possibile...

    1. Primadellesabbie 23 dicembre 2022

      Ricordo la sensazione della mattina in cui, piccolissimo, ho scoperto un albero con i ninnoli e le candeline, mi sono fermato sulla porta della stanza, disorientato e affascinato.

    2. IlContadino 23 dicembre 2022

      Io ricordo quando i bimbi più grandi mi dicevano che Babbo Natale non esiste, che non c'è nessuna magia. Pensavo che qualcuno aveva fatto loro un dispetto, che li avevano privati di qualcosa di prezioso, e adesso loro volevano toglierlo anche a me. Sono rimasto guardingo, non mi sono fatto fregare;-)

    1. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      Festa ipocrita. Da qualunque parte la si veda.
      Io preferisco il deserto ai "pranzi conviviali" o agli scambi di doni banali (tanto per). Gli scorpioni hanno cose più interessanti da raccontare.
      Mi piace solo per i bambini, a cui viene concesso per qualche giorno quel mondo magico che gli appartiene e che sanno che esiste, che nel resto dei giorni dell'anno gli viene ferocemente negato.
      Il donare dovrebbe essere tutto l'anno, continuamente come essenza dell'anima.
      Il Natale è solo il pensare che farsi una doccia, mettersi qualche profumo e abbellirsi in ghingheri serve a mondare l'anima. Non è così che funziona.

    2. mago 23 dicembre 2022

      Ho scoperto di avere un fratello...

    3. Fantine 23 dicembre 2022

      Non è la "festa" ad essere ipocrita, Lux.
      Gli uomini sono ipocriti. Non tutti. Non sempre.
      C'è chi vive un certo stile della propria vita sempre, chi è preso da mille cose e si ferma durante le feste. Poi ci sono quelli che il "Natale" gli rimbalza, come gli rimbalzano molte cose nei loro rapporti.
      Tuttavia non c'è mai definitività nell'uomo.
      Come possibilità.

    4. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      Siamo una grande famiglia.

    5. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      È proprio ipocrita la festa, istituita certamente da uomini ipocriti, ma il discorso sarebbe lungo.
      Gli uomini imparassero la sacralità del dono e mandassero a cagare il Natale.

    6. Fedeledellacroce 23 dicembre 2022

      Eh no!
      Cara Fantine, il natale é la festa piú ipocrita di tutte.
      Scippata al Sol Invictus, per rafforzare la storia falsa del cristo.
      Avete distrutto tutto ció che c'era di Sacro davvero.
      Guardo i religiosi alla stregua degli stupratori.

    7. Fedeledellacroce 23 dicembre 2022

      Enorme

    8. Fantine 23 dicembre 2022

      "Avete distrutto".
      C'è poco margine, Fedele.
      Mi spiace.

    9. Fantine 23 dicembre 2022

      Punti di vista, Lux.
      Discorso non poi così lungo, ma apprezzo il garbo.
      Ti ringrazio.

    10. Fedeledellacroce 23 dicembre 2022

      se dicessi hanno, ti spiacerebbe meno?

    11. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      Ognuno ha le sue illusioni, vale a dire catene. Io cerco di farne a meno.

    12. Fantine 23 dicembre 2022

      Meglio, Fedele!
      Per il nostro dialogo.
      Sebbene non condivida il pensiero da te espresso, apprezzo di non personalizzare nei miei riguardi (in termini negativi).
      Ti ringrazio.
      Così si può parlare, pur nelle nostre differenze, Fedele.
      Il dialogo arricchisce sempre e lascia sempre qualcosa, Fedele.

    13. Fantine 23 dicembre 2022

      Questo è un discorso lungo (?), che meriterebbe, Lux, sotto tanti punti di vista.
      Ma il tempo è tiranno (oltre che galantuomo) e i miei occhi mi richiamano al riposo.

    14. logos 23 dicembre 2022

      Il "festeggiamento e rituale" del Natale è profondamente ipocrita, come darle del tutto torto? Vi sono poi abomini ancor più profondi, veda il "ringraziamento" (immagino quanto siano grati i Nativi) o halloween (immagino quanto siano grati i cultori delle vecchie religioni naturali). La cultura "moderna" ("cultura" e "moderna" non si sposano alla grande proprio concettualmente) è chiaramente una depravazione sistemica di antichi significati, a loro volta probabilmente deviazione di altri ancor più antichi. Tuttavia, prendendo spunto dalle parole di un Maestro contempotaneo (non considerando le sue appartenenze Religiose e Spirituali nell'esempio in questione in quanto non rilevanti), in questa sede il quesito da porsi è in mia opinione un'altro: Ad oggi, alla luce di quanto abbiamo vissuto negli ultimi anni, è più Naturale, Umano e se vogliamo perfino conveniente vivere come se il Sacro (o Spirituale) esiste (con tutte le sue derivanti) oppure no? Senza Sacro, Trascendente, la Vita vale poco essendo una "risorsa abbondante" e facilmente riproducibile nonché sostituibile (oggi addirittura in laboratorio). E se ne può disporre (anche terzi non autorizzati) come un qualcosa di non prezioso e conseguentemente di non necessario da curare o preservare. In che genere di "mondo" vorrebbe i suoi figli o cari crescessero e vivessero? (O future generazioni, ovviamente non conosco la sua storia personale). Solo uno dei tantissimi punti sulla quale è in mia opinione VITALE ad oggi compiere una profonda riflessione. Con implicito rispetto verso le sue opinioni. l.

    15. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      Credo niente.

    16. logos 23 dicembre 2022

      Uno pensa che nessuno lo farà, poi arriva il buon r66 e con assoluta naturalezza pigia il bottone rosso nucleare. Bel colpo, preparo il pop corn per leggere ciò che a questo fendente preventivo seguirà, potrebbe scaturirne una discussione interessante dal quale potrei addirittura imparare qualcosa. l. Ps: spero solo che non finisca in caciara. Lo spunto è quasi perfetto per farne seguire un dialogo con crescita. Con buona pace per il politically correct (abominio della ragione)

    17. mago 23 dicembre 2022

      Come dicono a Naples " ma stiamo tutt inguaiati "

    18. sbregaverse 23 dicembre 2022

      Mementote, sore e frati di questo romitorio, che NATALE e NATURA hanno il medesimo eternale*etimo, con pax (Christi )connessa.
      Ricordo, poi, di sguincio, quanta VERITÀ sia intrappolata nell'etimologia del lemma presso HEIDEGGER ( e altri).
      * Arcaico ma per rimare con NATALE.

    19. sbregaverse 23 dicembre 2022

      Anche il più grossolano dei 《BUON NATALE》
      accompagnato da un sorriso , È petalo di quella bianca ninfea che profuma di DIVINO.

    20. logos 23 dicembre 2022

      Serve un garzanti (vuole essere un complimento alla tua ricchezza lessicale) ma in queste parole vi è tanta "vera" verità. Spulcerò più in profondità il pensiero di Heidegger che conosco solo di fama e per qualche breve. l.

    21. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      Dici cose giuste, ma il sacro è ovunque intorno a noi. Ogni respiro che facciamo è sacro. Se solo ci ricordassimo costantemente questo, il mondo sarebbe migliore.

    22. Astronauta 24 dicembre 2022

      Infatti era meglio lasciare la festa del sole invicto come nei tempi antichi.
      Funzionava meglio adorare un sole mai vinto che cominciava il nuovo percorso nel cielo piuttosto che aumentar di chili e sbronzarsi di limoncelli di nonna di zia di tutti... Il tutto era molto piu spirituale di ora ma si sa erano...pagani.
      Mentre essersi inventato il bambino il bue e l asinello e' stato un salto quantico! Molto meglio il sole che di fatto e' un dio che ci da la vita.

    1. IlContadino 23 dicembre 2022

      Mi garba assai cosa dice la psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista e giornalista, madò quanti psico!
      Natale non è solo regali e abbuffate, quello è il piano materiale, che poi a dirla tutta si possono fare regali e abbuffate anche su un piano un tantino più elevato, sufficienti un minimo di centratura e buona volontà:-)
      Natale è occasione. Momento in cui possiamo scoprire qualcosa in più, di noi stessi logicamente. Forse, tanto più soffriamo questo periodo tanto più abbiamo in realtà da scoprire qualche meraviglia che ci riguarda; lo dico a chi "il Natale è solo spendere soldi e sopportare lo zio spacca maroni".
      Godiamo del Natale, ogni Natale non goduto è un'occasione persa.
      Natale è magia. Buona magia a tutti

    2. sbregaverse 23 dicembre 2022

      《Godiamo del Natale, ogni Natale non goduto è un' occasione persa》.
      A ognuno il suo MISTERO.
      Per i MIEI GUSTI preferisco la MAGIA delle NATALINE.
      (Senza memoria senza desiderio.)

    3. Fantine 23 dicembre 2022

      Perché sei un animo gentile, Sbrega!

    4. Fantine 23 dicembre 2022

      "Garba assai" anche a me, Conta.
      Complimenti all'autrice.

    5. sbregaverse 23 dicembre 2022

      Il sasso, è più forte di me, DEVO,
      tirarlo nella piccionaia.

    6. sbregaverse 23 dicembre 2022

      Mi associo per le citazioni Steiner Bion Gautama....

    7. Fantine 23 dicembre 2022

      Sembra un sasso, ma nasconde un fiore.

    8. Fantine 23 dicembre 2022

      Un caro saluto al nostro @Rnamessaggero.

    9. Balabiott 23 dicembre 2022

      Uhmmm...nataline fa rima con patatine?..sbaglio qualcosa o sommo Sbrega?..

    10. sbregaverse 23 dicembre 2022

      All'uopo non si dimentichi la patata di monta oòpps montagna dove il gusto ci guadagna.

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