NASCE IL DOPPIO COMITATO D’AFFARI

DI MAURIZIO BLONDET
Effedieffe

L’immagine dei delegati comunisti che applaudono Berlusconi, il cavaliere nero, resterà scolpita nella memoria storica del ridicolo italiota.
Ma i delegati comunisti avrebbero applaudito anche Goebbels redivivo, se gliel’avesse ordinato il Partito.
Sono ancora comunisti almeno in questo, nel momento in cui smettono di esserlo per ordine superiore.
Non capiscono ma si adeguano.
Perché è la loro ultima metamorfosi trasformista: ora sono il nascente Partito Democratico.

In Berlusconi applaudivano il leader nel contrapposto partito conservatore.
Il modello, si sa, è anglo-americano: democratici e repubblicani in USA, laboristi e conservatori a Londra.
Il bipartitismo perfetto, da sempre perseguito dal partito d’Azione (della Massoneria e della finanza «antifascista», affidato ai La Malfa, fiduciari dei Lazard) e mai riuscito in Italia.
Ostinatamente, il popolo non si divideva nei due partiti angloidi prescritti, ma nelle «due chiese» italiote, PCI e DC.

A seguito, “Il Partito Smemocratico”, Marco Travaglio (L’Unità);

Ora, nell’esaustione generale non solo delle ideologie, ma delle idee, è anche possibile che l’esperimento sempre fallito riesca.
Il senso e lo scopo del bipartitismo perfetto è evidente: costruire due comitati d’affari, due simboli vuoti, che dicono in fondo la stessa cosa, intercambiabili al governo perché non disturbano il business.

Nella situazione italiana, ciò significa che i due comitato d’affari saranno agli ordini di Montezemolo, due facce della stessa Confindustria assistita.
E’ la grande, aperta congiura contro i contribuenti e perfino contro il mercato: in Berlusconi, in fondo, i comunisti in mutazione hanno applaudito anche il salvatore di Telecom, ossia quello che manterrà Telecom in mani «italiane».
Le mani più inefficienti nello sviluppare le telecomunicazioni rapide, ma abili nel mungere la mammella di questo genere di «imprese».

In USA e Gran Bretagna, il bipartitismo serve le multinazionali e l’ideologia liberista assoluta alla Adam Smith; qui difenderà il dominio occulto dei poteri occupanti lo Stato e il torbido quadro che consente le tangenti e lo spoliazione fiscale.
E la cosa più ridicola è che l’Italia sta per adottare un modello che in USA e a Londra è al capolinea, proprio mentre là nascono idee diverse e reattive contro i disastri del liberismo alla Adam Smith, e che monta la rabbia popolare contro i due comitati d’affari, e torna la voglia di controllarli dal basso, perché rispondano al popolo e non alle aziende.
Noi adottiamo un modello finito, e per di più lo adottiamo in modo finto.
Come selvaggi, ci mettiamo la sveglia al collo, il segno di una tecnocrazia che nemmeno capiamo fino in fondo.
Ovviamente il partito democratico non nasce da un’esigenza del suo popolo, l’elettorato di sinistra
è anzi massicciamente ostile e perplesso; nasce per un ordine venuto dall’alto e da fuori, dalla finanza massonica globale.
I suoi rappresentanti in Italia sono tutti al posto giusto, da Giuliano Amato a Napolitano, per non dire di Ciampi e Draghi.
Fossili viventi del partito d’Azione e fiduciari di Goldman Sachs, pronti a dare un partito che abbia come testa di legno Prodi, dipendente di Goldman Sachs.
La «democrazia» in Italia non ha mai avuto radici solide e autoctone (noi tendiamo storicamente a qualche forma di governo dirigista, paternalista e carismatico), e da decenni è degenerata, non solo da noi ma in Europa, in burocratismo e lobbysmo, in «amministrazione» e gestione.
Ora, si prospetta una falsificazione ancora più estrema della «democrazia», le due coalizioni massoniche che non rispondono al popolo, ma alle lobby più influenti.
Non più una proposta alla popolazione, due o tre o dieci visioni di sviluppo diverse per il Paese.
Mai più.
La «democrazia» ha licenziato il popolo, e si costituisce in comitato d’affari gemello.
E’ l’estrema falsificazione della politica, e Mastella è l’ultimo che possa lamentarsene, lui che ha creato un partitino – lobby, senza un progetto per il Paese ma con il solo scopo della corruzione e del clientelismo.
Questa è la finale separazione dei politici di mestiere dalla cittadinanza.

Cittadinanza?
Non più: contribuenti amministrati che si lasciano tosare.
Per Montezemolo, per Goldman, per le veline e le autoblù al servizio della nomenklatura più incapace e costosa, e la borghesia compradora più meschina d’Europa che – per di più – si legittimano come «democratica».
Chi si opporrà, sarà fuori dalla «democrazia».

Maurizio Blondet
Fonte: www.effedieffe.com
Link: http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1921&parametro=politica
20.04.07

2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
dalemoni
dalemoni
20 Aprile 2007 18:36

Come Blondet possa scrivere di “delegati comunisti che applaudono Berlusconi”…quando i DS non si possono definire neanche un partito socialdemocratico…con questo congresso certificheranno che sono diventati tutti democristiani.
Ma poi di cosa si lamenta…con il Partito Democratico aumenterà l’influenza del Vaticano e dell’Opus Dei sulla politica italiana.
A partire dalla partecipazione nel 2002 alla cerimonia di santificazione di San Josemaria Escrivà de Balaguer…D’Alema ha posto le premesse di un rapporto sempre più stretto con il Vaticano…e chissà che un domani Blondet non si ritrovi a dover adorare un beato con i baffetti!

Tao
Tao
22 Aprile 2007 1:50

A furia di ripetere che «per la prima volta» Berlusconi partecipa a un congresso dei «comunisti», «per la prima volta» non viene fischiato, «per la prima volta» elogia i suoi avversari, «per la prima volta» auspica un futuro che veda i poli non più nemici ma avversari impegnati in un bel dialogo sulle grandi riforme da fare insieme, e «per la prima volta» annuncia il suo ingresso in un’azienda (Telecom), ma senza pretendere di controllarla, si dimentica che tutto ciò è già accaduto. La storia, si sa, è maestra di vita, ma gli allievi scarseggiano. E, quei pochi, sono somari. E dire che lui, almeno lui, è stato chiarissimo. È andato al congresso Ds e, tanto per cambiare, ha parlato d’affari: «Mediaset è pronta a entrare in Telecom, ma senza comandare. Siamo stati richiesti e, da parte mia, si tratta di un atto di generosità patriottica». Ecco, se proprio la maggioranza insiste, è disposto a sacrificarsi. Semprechè «alle parole seguano i fatti». Per esempio sulla legge Gentiloni (infatti Bellachioma s’è precipitato al congresso della Margherita). A che titolo parli di Mediaset, visto che da 15 anni giura di non occuparsene più, non è dato sapere. E chi mai ha «richiesto»… Leggi tutto »