MURI

DI FULVIO GRIMALDI
fulviogrimaldi.blogspot.com/

Da giorni ormai ci scassano la minchia, come bene dicono in Sicilia, con le celebrazioni del ventennale della caduta del “Muro di Berlino”. Stamane alla radio, nella trasmissione sportiva, ho sentito pure i subumani della cronaca calcistica (fatta eccezione per il grande Oliviero Beha) delirare sulla caduta del muro e sulle magnifiche sorti e progressive che quella demolizione avrebbe realizzato a est del muro. Il muro fu abbattuto da una folla di ubriachi di illusioni, ingenuità e astuti inganni. Lungi da chiunque l’idea che questa valutazione significhi l’identificazione con quei detriti del “socialismo reale” che furono i Brezhnev, i Cernienko e, peggio, i Gorbaciov. Semmai comporta un meritato rispetto e riconoscimento per la DDR che, nel mondo di quel “socialismo” della nefasta coesistenza e spartizione di genti con il capitalismo imperialista, faceva un po’ parte a sé. A Togliatti o Berlinguer, questi prelati dell’inquisizione e del compatibilità controrivoluzionaria, i dirigenti della DDR stavano come canguri a conigli. A Lenin e Gramsci avrebbero fatto meno ribrezzo di quei padri del bipartisan a perdere. Lo sanno bene gli abitanti della Germania Est che confrontano oggi la loro situazione sociale derelitta, appena superiore a quella degli altri socialismi esteuropei sbaraccati e desertificati dalle voraci mafie messe su dalle “democrazie” occidentali, con la pensione a cinquant’anni, la scuola e la sanità gratuite, la piena occupazione, la casa, casetta se volete, garantita e, last but not least, il Berliner Ensemble, Bertold Brecht o Christa Wolff. Guardatevi “Goodbye Lenin“.

Feci con mio figlio Oliviero un viaggio nella DDR e verso il muro che stava pencolando. Cosa che tutti vi tacciono, compresi i subumani degli spurghi calcistici, è il fatto che dalla Germania Est già da anni si poteva transitare verso ovest, a visitare parenti, amici, ricordi. E viceversa. E’ vero che lungo le autostrade da Dresda – polverizzata piena di umanità e vuota di soldati da quel bel campione della democrazia e dei diritti umani che era Churchill, una specie di orco cannibale – a Berlino ogni qualche chilometro ci toccava nettare il parabrezza dalla fuliggine di un apparato industriale che ogni vantaggio assicurava al paese fuorchè la tutela dell’ambiente e dei polmoni. D’altra parte continuavamo a incrociare la divertente “Trabant” che era di fibra sintetica (geniale), sparava fetori dalla marmitta, ma durava l’intera vita del possessore. Qui o la cambi ogni due anni, l’auto, o ti sputano appresso. Questione di accumulazione o di qua o di là. A Berlino Ovest, nel Kurfuerstendamm, andammo a cercare il numero 173 dove aveva vissuto mio nonno, fatto fuori dalla fame nel 1943. C’era stata la ricostruzione democristiana: una forca caudina di negozi di lusso, grandi magazzini, chincaglierie per gonzi. La volgarità fatta Berlino. Ci rifugiammo tra gli eterni tigli di Unter den Linden, a est, dopo la Porta di Brandenburgo, e venimmo vezzeggiati da un quartiere neoclassico tenuto come un roseto a Kew Gardens. Non solo, in vicoli, che lì si chiamano Gassen, in piazzette e recessi attorno al Potsdamer Platz, oggi stuprati in nome della Volkswagen e di altre multinazionali e banche dai macigni terroristici dell’architetto regimista Renzo Piano, venimmo accolti da caldi localini all’antica, dove si chiacchierava, poetava, spettacolava, beveva in letizia e armonia. E poi anche tutto il resto era come quando ero ragazzo, non aveva subito lo sderenamento da frenesia innovativa, perlopiù indotta da scaltri imbonitori della speculazione. Belli ed eterni i sanpietrini di tutte le strade su cui sobbalzavamo
senza dover temere ulteriori rapine dalle nostre tasche di contribuenti per riasfaltare, mettiamo, la Salerno-Reggio Calabria. Sentimentalismo? Chissà.

Quel muro fu eretto nel 1961 da Kruschev e dai dirigenti della DDR per porre un freno all’infiltrazione continua e massiccia di spie, provocatori, destabilizzatori, disinformatori, da parte dei servizi occidentali, principalmente Usa e di Bonn. Serviva anche a non permettere che cittadini dell’Est andassero a far soldi arruolandosi in quell’armata di prezzolati della reazione controrivoluzionaria e a impedire che, abbagliati dalle sirene del consumismo, dei farlocchi andassero a farsi gabbare dal tritacarne capitalista. Brutto muro, a volte delittuosamente insanguinato, comunque meno dei genocidi economici e militari che l’imperialismo andava perpetrando nel Sud del mondo, in fuga dal colonialismo. Muro da porsi almeno all’80 per cento sul groppone dei revanscisti occidentali. Muro infinitamente meno brutto dei democratici muri di oggi, tutti eretti dallo schieramento della “democrazia” e dei “diritti umani”. Vedi le foto. E un fiore di bellezza rispetto ai muri che i licantropi occidentali e i loro ascarucci (tipo sindaco di Padova) vanno costruendo intorno a popoli da incarcerare ed estinguere. Ma anche di muri, ai quali fanno mettere la calce a noi stessi, attorno alle nostre menti e al nostro cuore a forza di terrorismo della paura, della menzogna, delle guerre, degli attentati, del razzismo, dell’individualismo, del libero mercato. Potessimo avere un muro da fargli crollare addosso e seppellirli per sempre!

Fulvio Grimaldi
Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/
Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2009/11/muri.html
9.11.2009

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Vent’anni fa andò giù IL muro. Non un muro qualsiasi ma QUEL muro. Il muro che si voleva dividesse il bene dal male, la democrazia dalla dittatura, la libertà dal gulag, il capitalismo dal comunismo, l’Ovest dall’ Est. Era odioso, certo. Come sono sempre odiose le barriere che vietano il movimento, l’accesso, la libertà di transito fisico e intellettuale, materiale e spirituale. Il cemento armato, il filo spinato, non si possono amare: si possono solo odiare e sperare che vengano o siano tirati giù, o prima o poi. Così è stato… Eppure, eppure…

    Eppure, quel muro era un anche un simbolo. Un simbolo detestabile – abbiamo già detto – ma come tutti i simboli era fonte di sogni, fantasie, forse illusioni: varco d’accesso ad un’immaginario più roseo di quanto la realtà lasciava o lasciasse sperare. Era, QUEL muro, il simbolo di ciò che avremmo ottenuto, in termini di Europa e di nazione, se solo si fosse riusciti ad abbatterlo, se solo fosse crollato. E’ crollato ma, con lui, sono crollati pure i sogni e le speranze di un’altra Europa, di una Nazione che non è nata dalle sue macerie ma c’è finita sotto, schiacciata, sepolta.

    L’Europa che volevamo non è quella che abbiamo sotto gli occhi oggi, a vent’anni di distanza: l’Europa delle banche, del peggior capitalismo possibile, quello finanziario; del consolidamento e dell’espansione americana nel nostro continente, della servitù militare, economica, culturale e politica. Un’Europa indistinguibile dal modello che ci viene imposto, quasi ormai senza resistenza, da di là dell’Atlantico. Noi sognavamo l’Europa dei popoli, non delle banche; l’Europa dell’umanesimo del lavoro, non quella che immiserisce sotto il martello spietato di un capitalismo che più vacilla e più crea disoccupazione, sottoccupazione, precariato (quando va bene), morti sul lavoro a strage continua, che non vengono manco più ritenute degne di notizia sui giornali; un’Europa unita in un unico disegno geofisico e geopolitico, non lo scarabocchio partorito a Strasburgo, e la chiamano Ue, incapace persino di darsi una carta costituzionale; un’Europa padrona del suo destino, anche militare, non quella che va a combattere, e manda a morire i suoi figli, per interessi che non solo non sono i suoi ma sono addirittura contrari ai suoi; un’Europa capace di riannodarsi alle radici della sua cultura e darle il respiro dell’oltre postmodernità, non quella appiattita sugli stereotipi televisivi dei format “grandi fratelli” ed ultra ed ultra…

    Niente di tutto questo ha oggi un orizzonte plausibile. Il vecchio muro di cemento armato è stato sostituito da un muro di gomma virtuale capace di assorbire e respingere all’indietro ogni tentativo di perforazione e superamento. Il vecchio muro di Berlino, lasciava comunque spazio all’immaginazione di un’Europa e di un mondo diversi. Questo nuovo non lascia presagire che la riproduzione all’infinito della sua stessa identica formula: capitalismo ad oltranza, capitalismo sempre, profitto capitalista a qualsiasi costo. E poco vale confidare nelle sue crisi. Le sue crisi, e l’ultima, la più recente ne è la palese dimostrazione, vengono sempre fatte pagare a chi capitalista non è: ai lavoratori, dipendenti o autonomi, alle piccole imprese, ai paesi del terzo mondo strangolati dalla rapina e costretti a esportare mano d’opera a basso costo per sopperire alla nostra denatalità, salvo poi negarle persino il diritto di cittadinanza.

    Il comunismo dei paesi reali era una maledizione, certo. Un sistema che per difendere la sua utopia mai avverata si era costruito radicalmente come stato polizia, e che polizia!!! impedendo non solo la libertà fisica, ma quella di pensiero e di spirito, non merita di essere rimpianto. Però, guardate bene quello che succede oggi dentro il nostro “migliore dei mondi possibili”: sicuritarismo; controlli personalizzati con mezzi sempre più scientificamente sofisticati; militarizzazione del territorio; galere che somigliano ogni giorno di più a celle della morte; norme legislative che inaspriscono le pene anche per reati di opinione. Ebbene, cos’ha questo nostro da invidiare ai vecchi stati di polizia dell’Est comunista? La democrazia? Ah! sì, la democrazia… Quella cosa che pretendiamo di esportare con le armi in casa altrui e che in casa nostra esercitiamo con una scheda nell’urna che delega e delega e delega, fino a non sapere nemmeno più a chi delega…

    Ridateci un muro. Un muro vero, col filo spinato e le sentinelle di guardia… Piazzatelo dove volete: in Padania o in Provenza, sulle Scogliere di Marmo o nella Valle dei Templi, “a Vienna o a Parigi, a Buda o a Stettino…”. Un muro da detestare, da odiare tanto da volerlo abbattere… Un muro che ci restituisca almeno l’illusione, se non la speranza che al di là ci sia ancora un sogno di civiltà europea da realizzare. E di libertà…

    Miro Renzaglia
    Fonte: http://www.mirorenzaglia.org
    Link: http://www.mirorenzaglia.org/?p=10234
    9.11.2009

  • osva

    Bellissimo articolo. Quoto.

  • vimana2

    La schiettezza di grimaldi mi esalta sempre di +! XD
    Quel muro lo hanno voluto fin da principio gli occidentali, i sovietici sono caduti nella trappola di accettare vari territori ( traditori i politici tedeschi dell’ovest ad acconsentire) in cambio di berlino ovest…..tutto il resto, le provocazioni, le spie, i sabotaggi, le fughe di quelli dell’est…..era già programmate e/o incentivate!
    Quando i sovietici hanno capito la trappola nn gli è restato che costruire il muro!

  • ranxerox

    Grande Fulvio, come sempre.

  • vic

    Stiamo sorvolando il Danubio in compagnia di uno che ha sentito le vibrazioni del crollo di un certo muro.

    V: Signor Milan cos’e’ quello li’ sotto? Non mi sembra un muro!
    Milan Vojvodinic: E’ un ponte sul Danubio appena ricostruito.
    V: Quello di prima era troppo vetusto?
    MV: Quello di prima cadde per via di un rinculo.
    V: Un rinculo? Una chiatta che perse l’assetto?
    MV; No no, un rinculo da caduta del muro di Berlino. Centrano anche un paio di baffi!
    V: Baffi? Guardi che quel tale coi baffi spari’ con la fine della guerra calda.
    MV: Faccia un piccolo sforzo. Quel ministrino italico geliduccio che dopo la guerra fredda fece la guerra calda distruggendo il mio paese. Il nostro leader storico aveva realizzato l’ideale di fare uno stato per tutti gli slavi del sud, pur mandando a quel paese un tale Josip di Mosca.
    V: Ci sono: i baffi di d’Alema, nipotino di Togliatti detto il Migliore, grande amico di Stalin detto il Peggiore.
    MV: Quel d’Alema ci ha distrutto tutti i ponti sul Danubio, noche’ il famoso ponte di Mostar che per noi del sud era un simbolo.
    V: Ho capito, lei non e’ per niente esultante della caduta del famoso muro di Berlino.
    MV: Come posso esserlo se la conseguenza e’ stata lo sbriciolamento del mio paese dove si viveva molto meglio che in tutti i paesi dell’Est? Il vostro baffino ci ha deluso forse piu’ del famoso democratico Bill Clinton. Vorrei vedere cosa succederebbe se andassimo a distruggere il ponte di Verrazzano a New York e tutti gli altri ponti sul fiume Hudson. Lui ha fatto questo a noi, e voi applaudivate, baffino in prima fila. Anzi baffino diede pure qualche ordine preciso ai militari che ci bombardavano.
    V: Insomma mi sta dicendo che prima cadde il muro e poi vennero abbattuti i ponti.
    MV: Per me e’ cosi’. C’avete distrutto come paese perche’ eravamo divenuti obsoleti come stato-ponte fra est ed ovest. E piu’ ad est non e’ che abbiate migliorato molto la situazione. Non mi pare ci sia troppo da festeggiare.
    V: Gia’, non mi pare che nemmeno in Italia si viva meglio adesso che negli anni pre-muro, mi preme dirlo.
    MV: Sa’, anche i tedeschi dell’Est non sono poi molto convinti. E dire che loro dovrebbero essere quelli che c’han guadagnato di piu’. Loro hanno abbattuto il muro e loro hanno deciso di non scatenare il pandemonio. Per fortuna di tutti.
    V: Stiamo atterrando a Berlino, la saluto. Speriamo di rivederci quando tutto andra’ meglio sia da noi che da voi.
    MV: Tocca alla nuova generazione, quella senza baffi. Stia in gamba.

    Dal dopo guerra fredda, un caldo saluto dalla capitale d’Europa: Berlino.

  • Tonguessy

    “Da giorni ormai ci scassano la minchia, come bene dicono in Sicilia”.
    E i trinacriani cabasisi? Te li sei dimenticati? 🙂
    E la Ostalgie? Perchè non ricordare che la maggioranza dei tedeschi orientali rivorrebbero la loro vecchia DDR?
    Giugno 2009: il ‘Berliner Zeitung’ rivela i risultati del sondaggio:
    Il 49 per cento degli intervistati è convinto che «la Ddr aveva più lati positivi che negativi. C’era qualche problema, ma si viveva bene».
    Un altro 8 per cento va ancora oltre ed afferma che «la Ddr aveva soprattutto aspetti positivi. Si viveva più felici e meglio di quanto si fa oggi nella Germania riunificata».
    http://pensareinprofondo.blogspot.com/2009/10/come-si-stava-bene-nella-ddr.html
    Bell’articolo, comunque. Non è che per caso sei contro il Progresso?

  • vic

    Di quest’UE l”italia ha 1/6 di responsabilita’, quale membro fondatore dell’allora MEC.

    Un bel po’ di responsabilita’ ce l’hanno pure i socialisti Francesi, ricordiamoci Delors, il grande costruttore, e piu’ tardi i liberali Francesi: il grande papa laico Giscard ha redatto e benedetto, assieme al grande socialista sottile Amato quel mostro legale che e’ il Trattato di Lisbona.

    Qualcuno li avra’ pur votati costoro, o sbaglio?

    La verita’ e’ che non poteva uscire nulla di meglio, perche’ la cultura di chi governa e’ questa. Altro che prendertela col villaggio di Asterix! Impero stai crollando da solo.

    Mentre sposto il menhir da qui a li’, vi saluto. Poi devo rifocillarmi con una scodella di minestra del vecchio druido, sempre che non ci cada il cielo in testa.

  • Malas

    Non ho visitato Berlino Est, quando era “Ost”, quindi non sono in grado di giudicare.
    Però mi sento in accordo con quello che hai scritto. Tranne che con la definizione di Renzo Piano, qui “hai caato fori dar vaso”.

  • myone

    I muri vanno giu’, e non sono altro che i muri mentali di diffidenza e di diversita’
    di paura e di potere, quello della verita’ e della ragione, quando l’ altro e’ peggio e ti puo’ arraffare.
    Si pensa che dopo il muro mentale la paura sia lontano e tutti abbiano la coscenza apposto.
    Ora i nemici sono sempre altri, come prima d’ altronde. Ce ne sono sempre.
    Anche un crocefisso fa la differenza, perche’ o ci sono altri muri da buttar giu’,
    o poteri da minare, o melgio ancora popoli da disarmare, pensando di fare bene all’ umanita’ e alla sua crescita
    morale, nazzista, culturale e cosi via, quando alla fine, il problema si ripresenta come sempre,
    nelle loro menti, nelle loro paure, e nei loro complessi, per non parlare delle loro incapacita’,
    ma che sono pure le nostre, perche’ gli eleggiamo, disperdendo subito quella che e’ la volonta’ della gente,
    che demandando a chi disperde ancora di piu’, e che demandando sempre piu’ in altro,
    si perde veramente e basta.
    Buttano giu’ tutto, ma non buttano mai giu’ il vero muro, che non e’ altro che la voglia e la volonta’,
    di farne un’ altro migliore, per una cosa mondiale, dove tutti ci possano vivere.
    Diceva un post: alla fine mangiamo e tutto il resto e’ anche deleterio.
    Un altro rispondeva: si vero, ma vedo difficile vivere senza il mondo che abbiamo,
    perche’ alla fine viviamo bene perche’ c’e’, ed e’ fatto cosi.
    Il vero muro rimane nelle menti e nel sistema di come si vive, perche’ e’ il muro dei dipinti che si fanno,
    e non e’ una dimensione che tiene conto della vita con i suoi bisogni che sono tanti,
    e dei rimedi, che sono tanti pure quelli, ma che non si vogliono prendere,
    perche’ la faccia e’ sempre postata ed arriva a fermarsi addosso a quel muro di sempre.
    Il problema sono chi comanda e possiede, perche’ no nvuole mollare la sua propieta’ e potere, e il suo modo.
    Troppo difficile cambiare quando sono in tanti e sopratutto quando c’e’ da rimetterci.
    La differenza non la conoscono bene, perche’ una gratifica nel materiale, l’ altra, gratifica per l’ eternita’ nell’ anima.
    // Tutti devono avere un lavoro per vivere e per le cose esenziali
    // Tutti devono vivere nel loro posto di origine locale
    // Tutti debbono disporre del bisogno primario casa, cobo, vestiti, elettricita’ gas e combustibile
    // Tutti debbono NON avere
    la liberta’ di appropiarsene ma solo se serve e per il comune.
    // Tutto deve essere organizzato e otimizzato come e’ un pc in se’.
    Ci si allarghera’ in cose, ma si ridimensionera’ in tantissime altre.
    // Ogni bene materiale e di risorse, e’ di tutti e per tutti.
    come il gas, il petrolio, e le materie prime, e ci deve adattare al minimo, dove li’ non manca nulla.

    Io abito in un paese, e lavoro in funzione del bisogno, e il lavoro deve essere rincipalmente artigianale, al di fuori della comodita’ dei mezzi che possediamo. Presto la mia manodopera, ma le risorse principali sono date dal modo o sistema. Un trattore e’ dato dal sistema come il carburante e la terra e’ del tutto, te coltivi in loco per i bisogni del posto, e vivi e sopravvivi. I vestiari sono quelli indispensabili, e devono essere pochi e per tutti, ma non mi sembra li il problema. L’ energia per le case come luce e gas, e’ parte dell’ insieme delle risorse del tutto per tutti. I mezzi privati se non servono non ci debbono essere, ci son quelli pubblici, se veramente ti serve di spostarti per te stesso o per lavorare se ne viene richiesto, o per far funzionare lo scambio del vivere e del produrre per tutti. I mezzi che servono per non sentirsi emarginati, come tv e pc se si vuole debbono esserci per chi li richiede.
    Se vuoi andare a giro vacci, ma solo una volta all’ anno, e quando vedi mare e monti vicino a te, va anche bene e basta, il rimanente, lo vedrai con altri mezzi.
    Solo questa e’ una dimensione che fara’ vivere tutti e non creera’ ne guerre, ne fami, ne disagi di ogni genere. Hai solo la liberta’ di vivere iltuo posto la tua gente e sapere che non ti manca nulla, e che tutti sono come te e sono su questa terra come te, e che tu sia qui o li, sei allo stasso tempo con tutti.
    Una vita quieta, dove come diceva uno, lavori 4-5-6 ore al giorno, poi vai a pescare.
    Una vera e propia pulizia di cucki, di file ospoleti e inutili, uno scandisk globale, e solo i programmi indispensabili.
    Il rimanente dei modi e delle persone, devono essere tolti. Non devono piu’ esistere. Chi comanda organizza questo, e con i sandali ai piedi, e non hanno bisongo di essee ne eletti e ne altro, perche’ sono coscenti che non gli appartiene nulla, ma solo il dovere che sia cosi.
    Fara’ ridere una cosa a questo modo, ma non ci sono alternative e ne soluzioni. O e’ cosi, o avanti con tante pippe inutili, e con tanto fare, che portera’ a una rovina vera e propia, solo per il fatto, che ogniuno e che tutti, tengono ancora alto il muro dell’ imbecillita’ umana, fatta di niente, di superfluo, che pero’ fa’ e fara’ disastri e nulla piu’.
    Mangirare come fosse l’ ultima cena, prima di una esecuzione, e’ un po’ da fessi, da rei impenitenti, e da ottusi infiniti.

    Tutti , e dico tutti, quelli che oltre te comune mortale, sono preposti ad altro, che e’ il governare e far girare le cose, queste cose non le considerano, si aggregano al sistema perdente, e continuano finche’ potra’ macinare, e macina di tutto, a occhi chiusi, e anche se o finche’ ci sara’ una sola persona che gridera’ giustizia, per fame, liberta’, bisogni vari, e per una vita di feccia, allora ancora le cose sono punto a capo come prima, e mi sembra, deficentemente dicendo, che oggi come oggi, di cretinaggine ce ne sia, come di gente che soffre, gente che e’ votata a fare salti giu’ da dirupi creati da questo modo di vivere e da questa gente incapace, che la terra grida vendetta da come la trattiamo, perche’ la trattiamo da come ci viviamo, e anche fosse che vivessimo (bene), solo il nostro modo di fare e pensare e di come ci troviamo e viviamo, fa’ ancora vomitare su questo mondo un forte affanno e un forte vomito di demenzialita’.
    E se i popoli avessero pure della colpa, che e’ quella di votare gente per un sistema che accettano per forza maggiore, chi comanda e fa’ politica, e ha potere perche’ se l’ e’ preso o fatto, ha maggior colpa che tutto il mondo insieme, perche’, se non sei capace di arrivare a questo con le buone o con le cattive da subito, te non sei altro che un burocrate un tecnocrate, un ipocrita autentico, che con filtri scandalosi e assurdi, non fai altro che trasportare questa agonia, che non e’ solo un conto alla rovescia su tutto, ma e’ sopratutto un carenza e una demenza umana da far paura, nonostante si fregiamo di titoli, capacita’, poteri, discorsi, politiche, e tante puttanate varie che dicono, fanno, e alimentano. Loro, non servono propio a nulla, per quello che ottengono in questo senso, e per quello che ottengono nel peggio, anche se camufatto di soldi, di star bene, diproduttivita’, di conti, di numeri, di discorsi, e via discorrendo, perche’ 3/4 della gente sta’ peggio, perche’ distruggiamo, perche’ rendiamo instabile pure l’ inutile che ci fa’ vivere, perche’ gente muore in tanti modi, perche’ siamo ancora qui a fare stronzate con le bistecche negli occhi, illudendoci che tutto ha rimedio e che la speranza, fara’ il rimanebte, quando la speranza non puo’ stare in piedi, solo perche’ i conti di chi pensa e sta’ sopra le cose, tornano per forza, essendo loro i primi che si escludono dalla realta’, dalla volonta’, e si aggregano all’ipocrisia illusoria di un finale sempre migliore, quando la terra gli manca pure a loro sotto i piedi.
    E’ come la tv o il pc, quando si guastano, il ondo e’ spento e non si riaccendera’ mai piu’. Quando questa forza e oranizzazione va’ in tilt, tutto quello che ci si e’ fatto in vena, sparisce in un baleno. E loro, rimangono solo dei pirla da rincorrere, per fargli i conti del tutto, anche se, servira’ propio a nulla.
    Ma alla fine, a parte gran parte della gente che si esime dall’ impastarsi in discorsi e problemi, e cerca di vivere alla giornata prendendo quello che di buono c’e’, gran parte della gente, forse merita questo e altro, solo per il fatto di non considerare. Perche’ molti e molte cose dicono che, solo il pensiero, la volonta’, la predisposizione d’ animo, fa mettere in moto una serie di cose che per forza maggiore devono e dovranno accadere. Se il risultato e’ quello che abbiamo, se lo vediamo, si vede che il sunto, rispecchia qualcosa che non e’ buono, che e’ maggioritario, e che non si sa’ dove ci portera’.
    Non e’ catastrofismo, ma la vita stessa che facciamo, anche se ha come voci, liberta’. lavoro, mangiare, perbenismo, e altro, non convince nessuno, non e’ garantita, e’ stipata e ottusa, noiosa, sterile, e non e’ certo qualcosa di cui andarne fieri e sentirsi realizzati. O sbaglio forse?
    Quando hai guasto il pensiero e il modo accetevole per forza, tutto ti si guasta, e lo e’ gia’ guasto, anche se non lo vuoi vedere.
    Te rispecchi il mondo, e il mondo rispecchia te. Non vale per tutti, ma finche’ ci vivi, taci, e ti va’ bene, e’ cosi. Vale per chi e’ sopra come per chi e’ sotto.
    Ma chi e’ sopra, e’ maggior responsabile, e finche’ non ha queste finalita’, che trascendono il tutto e il tutti, e’ perdente di suo, e con lui, tutti coloro che ci sono addietro.
    Voler pensare e credere che quello che viviamo e quello che si fa’ e fanno chi per noi, sia piantato e fondato verso un consolidamento coscente e vero e giusto,
    e’ una pura e vera utopia. Domani, ti potrai trovare in altre situazioni, e quando ti va’ ancora bene, e non saprai piu’ chi c’e’ o cosa ci sia. E solo allora ti renderai conto, chi e’ per te e come lo e’, se ci sara’ ancora.
    Una volta, bastava poco e sul nulla, per far cadere regimi e crearne, per mettere a ferro e fuoco intere popolazioni. E quanto mai ora, quando si mette in gioco il meglio
    che abbiamo e non abbiamo mai avuto cosi tanto come ora,
    e ce lo si gioca a perdere cosi a questo modo, quello che si perde, non lo si recupera piu’, sia come possibilita’, ma sopratutto come possibilita’di riabilitazione, perche’ cadere in fondo una sola volta, oggi come oggi, significa aspettare altri medioevi, solo per ricreare una sorta di rinascimento sia come modo che come possibilita’, facendone tesoro di tutto quell’ assurdo del secolo passato e di questo appena iniziato, sempre piu’ verso l’ instabilita’ basilare ed esenziale, dove la semplicita’ delle cose, e l’ obiettivita’ della realta’, come soluzione,
    e’ diventata tabu’.
    Vero come diceva uno qui sotto, ce ne fosse veramente uno di muro vero per sbatterci la testa e sbatterci pure qualcuno addosso. Ora, i muri, sono mentali, non si vedono, e se si vedono, non li si puo’ spostare, ne tolgiere, perche’ sono come l’ araba fenice, si riproducono modificandosi, ma non modificano mai quello che portano in vero e in reale.
    Basta guardare.

  • Boero

    Eh rosiconi…

  • anonimomatremendo

    “Il vecchio muro di Berlino, lasciava comunque spazio all’immaginazione di un’Europa e di un mondo diversi…Ridateci un muro. Un muro vero, col filo spinato e le sentinelle di guardia… Piazzatelo dove volete: in Padania o in Provenza, sulle Scogliere di Marmo o nella Valle dei Templi, “a Vienna o a Parigi, a Buda o a Stettino…”. Un muro da detestare, da odiare tanto da volerlo abbattere… Un muro che ci restituisca almeno l’illusione, se non la speranza che al di là ci sia ancora un sogno di civiltà europea da realizzare. E di libertà…”.

    questo tizio mi sa che non sta tanto bene…

  • Eurasia

    Finalmente una voce fuori dal coro. Un grazie di cuore a Fulvio Grimaldi per i suoi articoli illuminanti … firmato: una casalinga alle prese giornalmente con i conti della serva e che dei sofismi dei potenti della terra non sa che farsene.

  • anonimomatremendo

    Quel muro é crollato perché l economia che voleva difendere( sempre capitalista e mercantile fin nel midollo) era asfittica e paludosa, proprio come il cervello di chi la sosteneva.non si puó sfuggire alla seconda legge della termodinamica,il “chiuso” alla lunga deve soccombere .Adesso si fanno avanti pure i nostalgici del fallimentare “socialismo in un solo paese”o detto altrimenti “socialismo nazionale”.Questi borghesi garibaldini in ritardo di secoli infiltrano la loro decrepita ideologia ammuffita ovunque…sempre e comunque.Proprio non ce la fanno neanche con l immaginazione ad andare oltre la forma merce .E questi sarebbero intellettuali.

    Ma guardateli,i tarantolati,sempre li a piangere sul latte versato,a sbattere i piedi a terra lanciando anatemi a destra e a manca.capricciosi fino all inverosimile.ma scusate,cari intelettuali,bisognava saperlo prima che il vostro giocattolino ,visto le premesse,prima o poi si sarebbe dovuto sfasciare, e se ció vi é sfuggito,vuol dire solo che ci avete visto male.eppure bastava guardarci dentro per vedere come funzionava no,cazzo dai,un minimo di analisi .MA tanto vi conveniva cosi,non é vero?in fondo a voi non ve ne puó fregare una mezza mazza di avere sucesso sul piano teorico e conoscitivo,a voi basta fare i leaderini,e siete contenti cosi,beati voi.

    Ma cosa vorrebbe dire poi questo tizio con questo articoletto?che in fondo,se l occidente li avrebbero lasciati fare ,questi si sarebbero sviluppati piano piano verso magnifiche sorti e progressive?Mannaggia questi occidentali cattivoni,sempre li a mettere il bastone tra le ruote,che guastafeste,con tutto quello che abbiamo fatto per ritagliarci uno spazio in questa societá(partecipazione alla seconda guerra mondiale e spartizione di Yalta,non dimentichiamolo)che peccato che siamo cosi deboli,ah se ci lasciassero fare,noi si che con il nostro bello Stato,esercito,magistratura …e mercato socialisti…tutto dipinto di rosso, ci sapremmo fare.

    Neanche al bar dello sport o nelle kneipe berlinesi si fanno simili discorsi come in questo articoletto,e almeno li non hanno la pretesa di essere intellettuali.queste prese di posizione da tifo da stadio dove si difende la propria squadra del cuore “a prescindere” farebbe soltanto tenerezza se non fosse che questi intellettualoidi bene o male hanno portato per anni acqua al mulino della GUERRA FREDDA,prendendo parte all interno degli schieramenti inter-imperialistici,appoggiando di fatto uno schieramento contro l altro(appoggio critico dicono loro,ma sempre appoggio riamane) e spacciando poi il tutto per socialismo, e per cosa poi,per degli ideali?Ma vaff…e sempre ancora li,pronti sull attenti a continuare il lavoro sporco,arivaff…

    ma per fortuna,da un altra parte,allora,mentre i loro miseri sogni crollavano, qualcuno esultava di gioia,forse gli unici tra gli anticapitalisti, ma questo non significa nulla…anzi.

    Comunque,per chi volesse farsi un idea di cosa fosse realmente il “Muro”,ecco il link:

    http://www.quinterna.org/pubblicazioni/lettere/22a.htm

    Buona lettura.

  • anonimomatremendo

    di voghera?

  • anonimomatremendo

    “…il ‘Berliner Zeitung’ rivela i risultati del sondaggio”.Sondaggi?questa si che é scienza.Pure rivelata.azzzz.

    10 nov 09 :il “Branca Branca Branca Leon Leon Leon Zeitung Ciribiribimpatapam ” rivela i risultati del sondaggio condotto sull intera popolazione mondiale:il 99,9% periodico degli intervistati é convinto che:”i sondaggi di opinione sondano davvero l´ opinione della gente”. un secondo sondaggio condotto sul restante 0,1% periodico rivela che:”le opinioni non contano un fico secco(soprattutto se “sondate”).Contano le determinazioni materiali che costringeranno un bel giorno i “sondati” a rispondere ai vari”sondaggi” con un bel calcio nel sedere a tutti i sondaggisti e il loro seguito”.

  • anonimomatremendo

    tuuto rovesciato.in effetti quella su Renzo Piano é l unica cosa sensata detta nell articolo.Vieni a Berlino a vedere che ammasso di schifezze ha messo in piedi,un pugno nell occhio e uno nello stomaco.tant’é che Potdamer Platz é disertata e schifata dalla stragrande maggioranza dei berlinesi e nessun turista tra l’altro ci ritorna una seconda volta.Tanta tecnica e metodi innovativi buttati nel cesso.

  • anonimomatremendo

    Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.Persino il faccione di Marx sulle banconote ci avete messo,non vi bastavano i santini e i megacartelloni pubblicitari.Alla fine avete imparato cosi bene a zoppicare che é bastato dare un calcio alle stampelle per farvi cadere come dei salami.
    il futuro vi guarda con sgomento e compassione.

  • anonimomatremendo

    Glande Vulvio,ora e sempre”addavení..”

  • Malas

    No. Le schifezze sono altre, fidati. Quello secondo me è uno spazio aperto ben riuscito e organico tra le sue parti. Definirlo un ammasso di schifezze mi pare molto riduttivo, senza portare delle motivazioni tecniche. Se invece è frutto di ideologia è ancora più sbagliato, perchè se un edificio ospita la finanziaria più bastarda del mondo, questo non giustifica che l’edificio nel suo essere edificio, sia una schifezza. Punto.
    Se poi a te non piace, è un altro discorso…scrivi “a me non piace ci avrei fatto volentieri una buca”.

  • rache

    é costruttivo leggere opinioni diverse dalle nostre su cui poter riflettere, soprattutto quelle espresse da chi, come i giornalisti, dovrebbe aiutarci ad esprimere quello che solo in potenza ci frulla per la testa.
    Non credo però che esistano delle Verità assolute, credo invece nella pluralità dei punti di vista.
    Non ho la fortuna di vivere a Berlino, ma l’ho visitata con occhi attenti e curiosi, e sinceramente sono rimasta incantata sia dai vecchi edifici dell’architettura comunista, che dalle nuove architetture e dai nuovi spazi pubblici, ariosi, luminosi e ampissimi.
    Sì, sono rimasta affascinata da questa città carica di storia e al tempo stesso frutto dell’innovazione e della sperimentazione. Mi ritengo una persona eclettica, aperta e libera, capace di adattarsi a tutte le situazioni, mi hanno infatti entusiasmato sia i centri occupati di Friedrichshain che gli spazi e gli edifici del Mitte.
    Mi rendo conto che gli spazi aperti e chiusi che fruiamo possano scusitare sensazioni assai diverse, ma non amo le banalizzazioni, considero schifezze le opere abusive e i progetti delle new towns promosse dal nostro presedente del consiglio….
    Io non ho provato alcun senso di spaesamento, confusione e malessere camminando per Berlino, sensazioni che provo invece camminando per le città italiane. Forse noi comunisti dovremmo iniziare a guardare avanti, a credere nel flusso delle cose, dovremmo aprire la mente per analizzare e capire cosa può alimentare il benessere pubblico. La staticità ed il romanticismo non aiuteranno a promuoverlo. aggiungo inoltre che io non frequento quotidianamente il cuore delle città italiane, dove spesso i bar e i negozi destinati ai turisti hanno annientato il carattere popolare urbano.

    Consiglierei la lettura del testo di La Cecla, “Contro l’architettura”: nonostante l’attività di molti architetti superstar venga fortemente criticata (in maniera illuminante perchè argomentata), viene fuori un bel profilo di renzo piano, uno dei pochi grandi architetti veramente attenti al concetto di spazio e di benessere pubblico…..

  • rache

    Caro Fulvio, come ho già scritto a qualcuno in risposta al commento, le parole di voi giornalisti dovrebbero aiutarci a maturare quello che solo in potenza ci frulla per la testa.
    Ho visitato Berlino con occhi attenti e curiosi, sono rimasta incantata sia dai vecchi edifici dell’architettura comunista, che da quella contemporanea. Mi ha affascinato questa città carica di storia e al tempo stesso frutto dell’innovazione e della sperimentazione. Ma mi chiedo, che cosa ci incastra renzo piano?
    Penso che i veri problemi siano quelli determinati dal sistema capitalista e dalla generazione e dalla distorsione del capitalismo.

    Insomma, io non amo i miti, il romanticismo e il sentimentalismo, ma l’apertura mentale, la sperimentazione, la libertà…

  • stefanodandrea

    E’ necessaria una assoluta radicalità della parola e del pensiero.
    Schiettezza e sincerità. Grimaldi ha queste doti. E le manifesta, questa volta, con un articolo chiaro.
    Chi sa se per la legge dell’eterno ritorno torneremo tutti ad essere comunisti?

  • tixgo

    Vorrie fare i miei più “sinceri complimenti” a questo esempio di controinformatore! Mi è capitato di rado di leggere un articolo così delirante su questo sito.

    “Quel muro fu eretto nel 1961 da Kruschev e dai dirigenti della DDR per porre un freno all’infiltrazione continua e massiccia di spie, provocatori, destabilizzatori, disinformatori…”. Sei un mito!! Ma allora perché il muro non l’hanno costruito lungo tutto il confine DDR/BRD? Li le spie non passavano, era magari troppo facile… Ovviamente nella DDR si viveva talmente bene che anche gli esagitati che abbatterono il Muro nell’89 erano delle spie ed infiltrati di Reagan…

    E’ verissimo che il turbo-capitalismo americano e della UE, degli anni 80/90, ha azzoppato i tentativi dell’Est di mettersi alla pari e di concorrere con i vicini dell’Ovest, disilludendo così interi popoli. Però piantatela con queste stronzate nostalgiche dove sembra che la DDR e gli altri paesi del Patto di Varsavia fossero un paradiso terrestre.

    E’ piuttosto vero che su una scala da 1 a 100 il loro progresso economico e sociale da allora si è arrestato tra il 5 ed il 10. Anche a me il capitalismo sfrenato fa orrore, ma è meglio un supermercato pieno di merce dentro o uno dove a volte fatichi a trovare anche il pane?

    Non si può criticare il liberismo e la globalizzazione selvaggia lodando un sistema che ha tenuto affamata la propria gente e costringendola così sul crollo dello stesso sistema ad accettare anche la merda che i “benefattori” occidentali, dei primi anni novanta, impacchettavano e gliela piazzavano come fosse oro. I popoli dell’Est erano messi così male economicamente, che pur di avere un prestito dall’FMI dicevano di sì a tutto.

  • tixgo

    E bravo, questo è un’articolo come Dio comanda. Non l’originale che stiamo commentando che è in molti punti delirante.
    Questo Europa sta gioiendo di se stessa ma sta imprigionando sempre di più le persone. Il Muro esiste ancora!! Ma non si vede… I paesi dell’Est oggi come oggi fungono da provincia conquistata (e quindi sfigata sul nascere) alla mercé delle multinazionali occidentali. Triestezza!!!

    Di questo passo una DDR su scala continentale non ce la leva nessuno!

  • anonimomatremendo

    tecnicamente é modernissimo,anzi,post-modernissimo,ma esteticamente sembra un ammasso di ferraglie gettate li a casaccio.Guarda che desolazione:

    http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=551576&page=3

    http://farm4.static.flickr.com/3045/2834789349_625a864605.jpg?v=0

    E adesso tenetevi forte:

    http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=202097

    Qualcuno mi puó spiegare il “senso” di quella specie di ciminiera con quel cubo verde(verde!) appiccicato sopra con la colla?

    http://www.panorama-b.de/typo3temp/pics/4b1162db5d.jpg

    da lontano vi assicuro che é abbastanza inquietante vedere quel coso spuntare fuori.

    Renzo piano con tutto lo spazio che aveva a disposizione e´ riuscito nel miracolo di incartocciarsi su se stesso fagocitando come un buco nero tutto lo spazio intorno.guarda,se ai berlinesi fa cagare ci sará pur un motivo.non é che forse l estetica post-modernista ci sta prendendo un po tutti per il culo?

  • anonimomatremendo

    Renzo Piano é attento al concetto di spazio.al concetto si,solamente al concetto,perché lo spazio fisico e reale nei fatti é stato fagocitato da una massa abnorme di ferro e cemento.
    Potzdamer Platz oggi é una specie di mostro di frankeinstein(stessa vivacitá)cascato a casaccio sulla terra come un meteorite venuto dal nulla.chissa´ perché dopo che lo hanno finito di costruire i berlinesi hanno smesso di andarci.Avranno realizzato che anche questa volta il cemento si é portato via i loro spazi.per farsi un`idea della naturale repulsivitá che provoca a prima vista basti pensare alle sue protuberanze spigolose,le linee tranciate a casaccio,quella forma da circuito integrato con le valvole e i fusibili e pezzi di ferraglia che spuntano da tutti i lati , le forme arbitrarie tracciate col righello. Accostamenti improbabili con lo stesso risultato estetico di un sacchetto di coriandoli gettati in faccia.E poi quell avvilente colore gialliccio pallido,le finestre sbarrate e quel maledetto cubo verde in cima al cuculo che non c´entra un accidenti.tutto come nella storia infinita dove il Nulla avanza inesorabile.rimane la grandiosa tecnica,i materiali e i metodi di costruzione oggi purtroppo piegati all estetica del Nulla,ossia all estetica del Capitale,della merce,del valore di scambio.non conosco il libro in questione ma mi basta vedere la stucchevole agghiacciante povertá di spirito che traspare dai suoi monumentali capolavori del Nulla,pura esibizione tecnica e infantilismo capriccioso.

  • Coscienza_di_classe

    Si certo il muro e’ stato eretto per frenare l’infiltrazione massiccia di spie e provocatori dall’ovest all’est,peccato che la maggior parte di coloro che tentarono di scavalcarlo fuggissero dall’est all’ovest per
    “infiltrarsi” in una societa’ meno infernale.Paragonare poi il muro di
    Berlino al muro che sorge in un quartiere di Padova e’ ridicolo:Grimaldi
    dai sii serio.

  • Iwona

    Io ho vissuto miei primi 30 anni in Polonia e voi dovreste chiedere alle persone come me cosa vuol dire vivere con l’obbligo di pensare in modo l’uniforme al diktat, nella menzogna, alle spalle le spie fra mura dell’università, scuola, posti di lavoro. L’indottrinazione dalla culla e la votazione sempre d’obbligo a senso l’unico, dove la porta era aperta con la chiave –la tessera di quel partito.

  • Coscienza_di_classe

    Dillo all’autore dell’articolo,io ti credo e sono pienamente d’accordo con
    te.

  • ranxerox

    Grande anonimomatremando, certo.

  • Truman

    Ti manca il dono della sintesi.
    Quel muro è crollato a causa di una guerra, che di freddo aveva solo il nome. E come accade di solito nelle guerre, ha vinto il peggiore.

  • rache

    ciao!
    senti, posso capire quello che provi, ma ripeto, credo che nessuno di noi sia portatore di una verità assoluta.
    quella che tu consideri degenerazione rappresenta un tuo sentire, che altri potrebbero anche non condividere, berlinesi compresi, che conosco….insomma, siamo tanti, no???????
    dopo anni di formazione universitaria e di esperienze lavorative ed extra lavorative, da architetto, ho maturato l’idea che davvero l’architettura può essere fonte di sensazioni del tutto personali.
    non amo gli architetti superstar, ma non sopporto le banalizzazioni.
    scusa!

    perchè confondere l’ideologia con altro???

  • anonimomatremendo

    sintesi?OK:la Storia non la puoi fermare con nessun muro.Grimaldi é uno stalinista. Come di solito accade nelle guerre,vince il piú forte.

  • anonimomatremendo
  • Malas

    Abbiamo capito: a te disturba la torretta verde. E non ti piace il giallo. Ok, non la guardare. Ma non cercare di elevare a valore assoluto quello che per te è solo un gusto personale. Punto. Sarebbe come dire “spiegami il senso della forma del Pompidou, come mai non ha fatto una casa in mattoni invece che usare tutti quei tubi?”. E’ l’architettura high-tech. Ah e basta con le fotografie l’ho vista 3000 volte, non e’ che mi devi postare in continuazinoe foto.

  • anonimomatremendo

    come mai non cosrtuiscono edifici gradevoli e sinuosi invece di tubi e avanzi di lavatrici?high tech devrebbe essere sinonimo di leggerezza trasparenza e funzionalitá,tipo che so,la cupola del Reichstag, per fare un esempio.E non semplicemente capriccio individualista di una corporazione di mestiere.Se non lo capite non so piú cosa dirvi,é talmente evidente.

  • anonimomatremendo

    perché invece di tubi e avanzi di lavatrici non cercano di disegnare forme un po piú organiche e sinuose? l´ high tech dovrebbe essere sinonimo di leggerezza ,trasparenza e funzionalitá e non il lasciapassare per qualsiasi puttanata “artistica”.ne abbiamo le palle piene di queste monumentali cagate d´autore ,che vadino a costruire sulla luna,non nelle nostre cittá.

  • Truman

    Nell’ordine:
    1) Molte volte la storia è stata rallentata dai muri, ad esempio il genocidio del popolo palestinese è aiutato oggi dal muro costruito da Israele;
    2) Stalinista oggi non so proprio cosa voglia dire;
    3) Che la guerra la vince il più forte non ha riscontri nella pratica e nei manuali di strategia.

  • anonimomatremendo

    1)infatti lo puó solo rallentare ma mai fermare.
    2)vuol dire credere che possa esistere socialismo mantenendo la legge del valore.arciboiata storica lanciata sul mercato delle ideologie dal baffone e che oggi viene riproposta sotto mentite spoglie.
    3)comunque non e´una questione di “migliore”o “peggiore” ma di forza e condizioni materiali favorevoli o meno.

  • anonimomatremendo

    il giallo andrebbe bene,é il giallicio pallido che fa repulsione.