MORTO PRODI… VIVA PRODI… (ANZICHE’ NO !)

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DI H.S.
comedonchisciotte.org – http://cloroalclero.blogspot.com/

Se guardo all’Italia penso alle canzoni di Rino Gaetano , alla loro ironia , dissacrazione ed assurdità… Mi sveglio e , un po’ controvoglia , mi scopro “prodiano” più che per vocazione per necessità… Mi chiedo poi : ciò accade perché non ci sono alternative ? No , perché Prodi ha comunque il tempo contato come lui stesso ha ricordato… Essere , quindi , “prodiani” per necessità è un po’ remare contro il vento….

Tic… Tac… Tic… Tac… Tic… Tac… Il conto alla rovescia è iniziato da tempo ma non si sa l’istante preciso dalla sua fine… Un timer impazzito senza una direzione precisa… Perché attualmente non c’è alternativa… Il quadro politico è scompaginato ; il cosiddetto , artificioso bipolarismo si è frantumato. Si è diffusa una strana e contagiosa malattia : la sindrome delle “mani libere”. Questa febbre pare aver colto un nutrito gruppo di politici delle più diverse estrazioni : Fini , Casini , Bertinotti , Dini , Mastella , ecc… Liberi… Dobbiamo pensare , forse , che erano dei prigionieri ?

Microcompetizioni , microconflitti coinvolgono i vari leaders : l’attivismo di Veltroni disturba non poco Prodi , mentre la contesa fra Berlusconi e Fini sta raggiungendo i livelli di guardia… Buon ultimo si è aggiunto Bertinotti che , ovviamente , si candida ad essere il leader della nuova Sinistra Arcobaleno , in quanto “padrone” incontrastato di Rifondazione Comunista , il maggior partito della sinistra italiana.

Lasciamo un attimo da parte il dettaglio che Bertinotti ricopre la terza carica dello Stato e concentriamoci su quanto ha dichiarato. In buona parte , non faccio fatica ad affermare che è condivisibile : anticipa che l’attuale bipolarismo è finito e che il PD sarà libero di cercare le alleanze che vuole ; ribadisce la necessità di “guardare oltre” per creare una sinistra europea che si ponga a metà strada fra il comunismo e la socialdemocrazia europea , critica verso il neoliberismo imperante ; chiede chiarezza al governo in merito alle grandi questioni relative ai contratti nazionali e al mercato del lavoro , ecc… Tutto molto giusto , ma nell’ultima colonna dell’intervista di Repubblica accredita a Berlusconi un ruolo importante ed attendibile nelle riforme istituzionali – e , quindi , presumibilmente , nella ridefinizione dell’architettura istituzionale e costituzionale dello Stato e del sistema dei partiti – e , dichiarando il fallimento di Prodi come mediatore delle forze politiche di centrosinistra , lo apostrofa come “poeta morente” (peraltro on c’è molto di poetico in Prodi !). In effetti ci sono indizi per poter dedurre che Prodi come capo del governo , come mediatore politico e come garante del programma politico della coalizione – ancora attuato per la minima parte – sia in posizione assai vacillante.

E’ un dato oggettivo , ma , se ci pensiamo fino in fondo , non si capisce il tono un po’ compiaciuto o… forse… si capisce benissimo. Ricordiamoci che ciò avviene mentre sono sempre più fitti i contatti fra Berlusconi ed il neoleader del PD Veltroni , incontri , che , come è noto , dovrebbero sfociare in un accordo sulle riforme istituzionali ed elettorale allo scopo di rafforzare i due maggiori partiti del sistema italiano a scapito di tutte le altre forze politiche. Prodi è un vecchio democristiano demitiano , cioè riconducibile a quella corrente , prima fra tutte , ad opporsi al duopolio televisivo sancito dalla legge Mammì. Gli attriti fra Prodi e Berlusconi sono evidenti e scorrono nell’alveo della guerra di potere italiana. Il buon Romano è stato fatto oggetto di vari attacchi “patacca” in tutti questi anni e , in special modo nella scorsa legislatura : si pensi alle Commissioni Mithtrokin e Telekom Serbia (il conto Mortadella !) , ai tentativi di far passare Prodi come agente del KGB , il dossieraggio dell’agente SISMI Telecom Pio Pompa , le manovre e le dichiarazioni del duo Marini e Scaramella inattendibili fino al ridicolo , una sorta di riedizione di Totò e Peppino (noio volevam savuar…) , ecc… Attacchi ripetuti ed insistiti a cui , ad esempio , è stato risparmiato D’Alema – che , invece , magari , ce lo immagineremmo sì come spia del KGB… E’ ovvio che l’intesa Berlusconi – Veltroni non piaccia a Prodi e il neo leader del PD ha difeso il Presidente del Consiglio dalla “sparata” bertinottiana in maniera piuttosto tardiva e blanda , oltrechè obbligata… Se con Prodi il problema del conflitto di interessi ha ancora qualche chance di essere riproposto , con Veltroni verrà accantonato in cambio dell’intesa sulle (sospirate !!!) riforme… Se poi Prodi è un intralcio per Berlusconi , lo è pure per Veltroni ansiosi di imporsi come leader indiscusso del nuovo “democraticismo” all’americana.

Ma Bertinotti ? Perché apre un credito di fiducia verso Berlusconi e , indirettamente , verso Veltroni ? In fondo la tendenza egemonizzante dei due nuovi partiti verosimilmente all’americana dovrebbe stare stretta pure a questa “nuova” sinistra. Inoltre non si può escludere che la strana coppia Berlusconi – Veltroni voglia imporre una riforma costituzionale in senso presidenziale , con un addomesticamento del Parlamento ridotto a funzioni poco più che consultive. Insomma qualcosa che può ben ricordare il Piano di Rinascita della P2 e altri consimili e non deve certo stupire che Berlusconi sia di scuola piduista. Ma potrebbe sempre essere raggiunto un compromesso di natura “teutonico – americana” : presidente della Repubblica (o premier) forte , due partiti all’americana , vale a dire come giganteschi contenitori elettorali , con il partito di Berlusconi a far la parte di quello repubblicano e , dall’altra parte , ovviamente il PD ; una legge elettorale che definiremmo “alla tedesca” con sbarramento che consenta la sopravvivenza della “cosa rossa” , della “cosa nera” , della “cosa bianca” , ecc… cioè dei postcomunisti , dei postfascisti , dei postdemocristiani , ecc… Teniamo conto che a Bertinotti non importa poi molto la sedia governativa ; è al di fuori della varie contese (Prodi – Veltroni , Berlusconi – Fini , Berlusconi – Casini , Di Pietro – Mastella , ecc…).

Se ci penso meglio , ciò mi fa venire in mente quel che successe nel 1998. Sono i corsi e ricorsi storici… Anche gli anni di Mani Pulite continuano a fluttuare nella mia testa anche se la bomba ad orologeria pare apparentemente disinnescata dal CSM e dal controllo a cui sono attualmente posti De Magistris e la Forleo , ma non si sa mai ! Il nostro pare il paese degli orologiai con meccanismi a tempo che non si sa come e quando deflagreranno. Nel 1998 , per tornare al punto , cadde il governo Prodi , perché Rifondazione si divise… Oggi sappiamo che vi furono manovre parallele riconducibili a D’Alema e Cossiga (l’amerikano e “gladiatore” Cossiga !) da un lato e a D’Alema stesso e Bertinotti dall’altro… Il risultato fu la nascita di un nuovo governo spostato più a destra , retto dal postcomunista D’Alema con il coinvolgimento dell’UDEUR , proveniente dal centrodestra e fondato , per la bisogna , da Cossiga e Mastella e dei Comunisti Italiani , la parte di Rifondazione che temeva di riconsegnare il governo a Berlusconi. Questi e i suoi alleati del centrodestra non persero occasione di gridare all’inciucio e al tradimento , ma la soluzione non stava poi così male a Berlusconi stesso. Con l’accomodante D’Alema , già Presidente della fallimentare Bicamerale fatta saltare proprio da Berlusconi e prolifico scrittore per la casa editrice berlusconiana Mondadori. Cossiga ha dato una spiegazione della manovra per far cadere Prodi molto ma molto interessante , comunque da prendere con tutte le cautele vista l’attendibilità del personaggio e la sua imprevedibilità. In poche parole Prodi è stato fatto cadere perché “cattolico pacifista” contrario all’intervento militare NATO sulla questione del Kosovo. Ciò lascia intendere una ingerenza americana ed atlantica – e noi sappiamo che Cossiga ha goduto di ottimi agganci atlantici – a favore del postcomunista D’Alema , più filoamericano e deciso nell’opzione per un intervento armato. Oggi , questa pagina del 1999 , con la pretesa di difendere la popolazione albanese del Kosovo dai serbi , ecc… è caduta volutamente nel dimenticatoio , ma per ironia della sorte , l’instabilità del Kosovo , con le minacce di indipendenza dalla Serbia e con tutto quel che può comportare , riemerge. Lasciando poi perdere Cossiga si ripetono situazioni e ruoli : oggi al posto di D’Alema , defilato nel suo ruolo di Ministro degli Esteri e ridimensionato dall’affaire Unipol , c’è Veltroni , sempre disponibile nei confronti del Cavaliere. E c’è… il compagno Bertinotti. La sfiducia che allora venne accordata a Prodi comportò , quindi , il varo di governi (D’Alema e Amato) , peggiori del precedente con l’inevitabile conseguenza della sconfitta elettorale del centrosinistra alle elezioni del 2001.

Fra tutti il solo Bertinotti gioiva , perché si era fatto bene i suoi calcoli… Uscendo dalla maggioranza (allora Rifondazione non era neanche al governo) , il partito di Bertinotti assunse un atteggiamento alternativo al centrosinistra e guadagnò voti… Senza che , peraltro , vi fossero miglioramenti per le categorie rappresentate dal suo partito. Lo stesso vale per i cinque anni di governi berlusconiani… Il sospetto è che il Berti vive sulla rendita politica ed elettorale fatta di “comunismo” da salotto radical chic , massimalismo parolaio e movimentismo. In poche parole : è più comodo stare all’opposizione , criticando ed attaccando – senza realmente incidere – che giocarsi i voti al governo o nella maggioranza. Chiarisco un concetto : non è male stare all’opposizione… A patto , però , di riuscire a strappare provvedimenti e leggi a favore dei ceti rappresentati. Ipotizziamo la caduta di Prodi , fatto che pare inevitabile , ma immaginiamo che accada immediatamente… Le opzioni possibili sono le seguenti : una soluzione “tedesca” nella forma di un governo “istituzionale” del duo Berlusconi – Veltroni (Oddio !) , ipotesi che , peraltro , lo stesso D’Alema aveva lanciato all’indomani delle ultime elezioni , cioè di un governo che coinvolgesse sia il centrosinistra che il centrodestra ; le elezioni che potranno essere vinte o da Berlusconi o da Veltroni e non cambia poi molto… Ebbene io chiedo : la Sinistra ha più probabilità di riuscire a guadagnare qualcosa in termini politici a favore del proprio elettorato con Prodi o in un contesto in cui , alternativamente , si realizzano queste prospettive ? Già , ma a chi pensa a vivere di rendita politica forse questo discorso non interessa… Eppure la situazione politica è urgente come dimostrano i recenti incidenti in osceni luoghi di lavoro ponendo in primo piano il problema della sicurezza lavorativa e delle morti bianche. Quel che resta , attualmente , alla Sinistra è fare pressione sul governo attuale finchè ha benzina e sperare , nelle prossime elezioni di raccogliere quanti più voti possibile… Già , perché la forza elettorale poi , potrebbe non essere sufficiente anche con notevoli nuovi consensi. Soprattutto la Sinistra deve fare seriamente la sinistra e non il baraccone in cerca di applausi. Che Bertinotti possa egemonizzare la “cosa rossa” non è di buon auspicio per il futuro , fortunatamente gli altri leader non sembrano accettare la china auspicata dal Presidente della Camera ed imposta dai suoi “colonnelli” (personalità incolori come Giordano e Migliore). I tempi , purtroppo , sono quel che sono…

Sul versante del razzismo e della xenofobia si segnala quanto ha letteralmente vomitato il Consigliere Comunale di Treviso , il leghista Bettio , facendo riferimento alla legge di rappresaglia delle SS tedesche… L’impressione è che non abbia fatto che interpretare il pensiero di gran parte dei leghisti. Dovrebbe preoccupare che il cosiddetto pacchetto sicurezza del centrosinistra conceda nuovi poteri ai sindaci , venendo sostanzialmente incontro alle “esigenze leghiste! , soprattutto…
La situazione politica non è buona , recita il tormentone e la canzone di Celentano , non disperiamo , però… Nonostante le giuste e comprensibili incazzature , bisogna andare avanti e , forse , il riso aiuta a riacquistare un po’ di buonumore. Così , concludo in maniera un po’ ridanciana e giullaresca , come in una canzone di Rino Gaetano più che di Celentano… In fondo , in questo assurdo paese , in questo teatrino dell’assurdo , dalle prigioni di Silvio Pellico siamo passati a quelle di Fabrizio Corona ! E , quindi , intoniamo in coro l’eterno dilemma della sinistra italiana :

In Italia c’è Romano
che ci prende per la mano
morto Prodi… viva Prodi…
viva Prodi… morto Prodi
vivo o morto… (anzichenò !)

Saluti !

HS
Fonte: www.comedonchisciotte.org – http://cloroalclero.blogspot.com/
12.11.07

PS : la “morte” di Prodi è ovviamente e metaforicamente politica , così come i riferimenti alle bombe ad orologeria.

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