MONTI DI MENZOGNE

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DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Il cosiddetto successo di Mario Monti al vertice europeo di venerdì scorso
è una montagna di menzogne che questo indecente tecnocrate dell’economicidio
italiano vende a un’intera nazione a rischio, e a imprese al collasso, solo
perché i miei colleghi giornalisti sono spazzatura. E solo per calmierare la
giusta esasperazione che serpeggia fra noi italiani minacciati oggi nella
sopravvivenza economica e dunque democratica.

Basta studiare quello che si dovrebbe conoscere se si fa questo mestiere
per smascherare ogni singola strombazzata di Monti e l’intero racconto teatrale
che ne hanno fatto i giornali, Repubblica in testa. Ed è dagli strilli di
questo foglio che parto:

Repubblica: L’intesa prevede che il fondo
salva-stati dell’Unione (MES) intervenga in maniera automatica nel caso in cui
gli spread di una nazione virtuosa superino una determinata soglia ancora da
stabilire. Sul piano tecnico ottiene che lo scudo scatti dopo la firma di un
apposito memorandum con Bruxelles,
ma senza obblighi di riforme lacrime e sangue in stile Grecia monitorate dalla
famigerata troika Ue-Bce-Fmi. Una umiliazione che Monti non vuole in nessun
caso subire.

Barnard: Questo è tutto falso. Ma prima ci sbarazziamo della vittoria-pagliacciata
numero uno ottenuta da Monti, che cioè il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità,
o fondo salva Stati) da oggi interverrà a comprare titoli di Stato di un Paese
i cui spread e tassi superino il livello di guardia. Monti dice che questo
avverrà se il Paese ha i conti in ordine. Nulla di nuovo, tutto era già
previsto dal Trattato MES da mesi, dove si legge che “
Il MES può comprare i titoli di Stato del
Paese in difficoltà direttamente all’emissione (mercato primario). O sul
mercato secondario (titoli già emessi)
”, nell’Art. 17-18, e anche qui solo
se il Paese ha i conti in ordine. Monti vi dice di aver vinto una concessione
che era già scontata.

Ora sull’automatismo dell’intervento del MES e sulla millantata esclusione
per l’Italia dalle “umilianti
condizioni della Troika sui prestiti eventuali. L’intervento non è automatico
se prima va firmato un memorandum. Il memorandum di cui si parla era già
specificamente previsto nel testo del MES da tempo, e dice cose precise:
Lo Stato che chiede soccorso finanziario
deve scrivere, in accordo con la
Commissione Europea, col FMI e con la BCE
(Troika), un Memorandum dove si vincola a obbedire a tutto ciò che il MES e FMI
gli richiederanno, a tutti i Trattati, a tutte le condizioni del prestito,
persino a critiche e suggerimenti dei sopraccitati
(Art. 13-3). Il MES è
già stato firmato dai capi di governo dell’Eurozona il 2/2/2012 e sarà
ratificato questo mese. Come si legge nel testo del MES, l’intervento della
Troika è assolutamente previsto, e per evitarlo i leader dell’Eurozona
dovrebbero riscrivere e ri-firmare
l’intero Trattato europeo che ha creato il MES. Impossibile entro questo mese.
Ciò che Monti ci ha venduto come una vittoria dell’orgoglio italiano è una
menzogna ad uso dell’opinione pubblica che lo stava abbandonando.

Ma c’è molto di più e di peggio.

L’umiliazione di cui parla Mario Monti è già stata inflitta all’Italia, via Trattati europei sovranazionali e vincolanti come il
Patto di Stabilità, Il European Semester, il Preventing Macro Economic
Imbalances, l’Europact, il Fiscal Compact ecc. di cui ho già scritto. Il MES
dice specificamente che gli Stati firmatari sono obbligati al rispetto di
questi Trattati. Il Fiscal Compact, un Trattato firmato da Monti il 2 marzo
scorso, e che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo, stabilisce che:

1) La
sovranità di spesa dell’Italia è soppressa. Ogni sua decisione di spesa sarà
giudicata, e correzioni possono essere imposte dall’esterno. Le correzioni
saranno dettate dalla Commissione Europea di tecnocrati non eletti (che, come
ampiamente dimostrato, rispondono alle lobby finanziarie di Bruxelles, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III
art. 3/1 e) – 3/2.

2) Se
l’Italia disobbedisce sarà multata dalla Corte Europea di Giustizia per 2
miliardi di euro. Sancito dal Fiscal
Compact nel TITOLO III art. 5/1 a) – art. 8/1 – 8/2.

3) Dalla
firma di questo Fiscal Compact in poi, uno Stato della zona Euro, come
l’Italia, dovrà chiedere un’approvazione alla Commissione Europea e al
Consiglio Europeo prima di emettere i propri titoli di Stato.
Qui la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è
cancellata, con una umiliazione
indicibile. Sancito dal Fiscal Compact
nel TITOLO III art. 6.

4) Se
uno Stato dovesse aver bisogno di sostegno finanziario europeo attraverso un
salvataggio da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità, non avrà un singolo
Euro se prima non avrà firmato il Fiscal Compact e non lo avrà obbedito in toto
in tutte le clausole di perdita di sovranità umiliante di cui sopra. Sancito
dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 4

Il teatro a uso e consumo dell’opinione pubblica continua sul giornale di
Scalfari in toni da soap.

Repubblica: La giornata è stata lunghissima.
Monti ha negoziato dalle nove del mattino, prima al telefono, poi di persona.
Contatti anche con la Merkel e i vertici delle istituzioni europee. Ma da
Berlino fino alla svolta è stato sempre e solo un “nein”… Ce n’è
abbastanza per puntare i piedi. E infatti lo fanno. Mentre a Varsavia si gioca
la semifinale tra Italia e Germania, Monti pone il veto sull’intero pacchetto
Europa… Rajoy lo segue a ruota. Il francese Hollande li appoggia, ma senza
tirare troppo la corda. La Merkel resta comunque di stucco, spiazzata… La
Cancelliera è nell’angolo… Uno smacco. Quando anche lei lascia il palazzo della
Ue è terrea in volto.

Barnard: Sembra una partita di calcio, ed è commedia. Questi leader sanno alla
perfezione cosa hanno già firmato, e sanno di aver venduto al disegno
Neomercantile e Neoliberista europeo – per mezzo di Trattati europei sovranazionali e vincolanti – tutte le
sovranità primarie che erano degli Stati prima della creazione dell’Eurozona,
da quella parlamentare (Trattato di Lisbona) a quella monetaria (Trattati
Maastricht –Eurozona). Infatti…

Repubblica: La frenata di Merkel
– Arrivando questa mattina al Consiglio europeo per la ripresa dei lavori,
Angela Merkel aveva rilasciato una dichiarazione in apparente contraddizione
con le conclusioni riassunte alla stampa da Monti: i Paesi i cui bond verranno
acquistati dai fondi Esm/Efsf, aveva detto la cancelliera tedesca, dovranno
rispettare condizioni che saranno verificate dalla troika Ue-Bce-Fmi.

Barnard: Non si tratta di contraddizione o di incomprensione, ma della verità che
la Merkel ha incisa nella sua memoria dei Trattati già approvati, come setto
sopra. E’ stata una gaffe, cioè la verità detta per sbaglio.

Uscendo dalla ‘vittoria’ da teatro dei burattini (noi) di Mario Monti, va
specificato che neppure la tanto strombazzata novità del MES che da ora potrà
ricapitalizzare le banche europee è una novità. Tutto già scritto e firmato nel
MES a febbraio nell’ Art. 15. In particolare la novità per la Spagna non
esiste, o meglio, esiste e sarà una trappola ancora peggiore della condizione
presente. Cioè: le banche spagnole saranno ricapitalizzate oggi con lo stesso metodo
già previsto dal MES nell’Art. 15, dove il MES presterà al governo spagnolo e
questo ricapitalizzarà le banche, con più debito per Madrid, ma salvataggio
banche fraudolente. L’idea che il MES ricapitalizzi le banche spagnole
direttamente, senza quindi aggiungere debito su debito a Mariano Rajoy, sarà
possibile solo dopo che si sarà
istituita un’Unione Bancaria europea
con poteri ancor più sovranazionali di quelli presenti. Quindi, in sostanza,
una concessione da 5 soldi contro una da un miliardo.

Repubblica: Squinzi e l’abisso.
“La recessione c’è, il debito in crescita c’è, l’abisso…”. Non prosegue Monti
replicando alle parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Poi
aggiunge: “Mi sto imponendo una moderazione interpretativa sul linguaggio del
presidente della Confindustria”. Per poi aggiungere: “Siamo sulla strada per un
avanzo strutturale nel 2013”.

Barnard: Come già scritto ieri in questo sito, la cosa tragica è il balletto
dell’inconsapevole e del distruttore. Squinzi ignora la macroeconomia più
elementare, e pur lamentando i mali veri delle imprese italiane giunge alle
medesime terapie dell’economicidio di Monti. Troppo desolante per continuare.

Conclusione: ho già detto infinite volte che rimedi come quello sbandierato
dal vertice europeo di venerdì sono concime biologico sparso su orti all’ombra
di Seveso. La struttura monetaria dell’Eurozona significa che ogni singolo euro
speso dagli Stati membri per qualsiasi cosa, dalla Funzione Pubblica alla
crescita nazionale, deve essere poi restituito a mercati di capitali privati da
cui questi Stati sono oggi costretti ad approvvigionarsi di moneta (cosa che
non era prima dell’euro), e che applicano tassi usurai a loro (truffaldina)
discrezione. Quindi lo Stato di Monti se vuole ripagare i debiti dovrà venire
poi a trovare gli euro uno dopo l’altro nella tasche di cittadini e aziende con
tasse da economicidio e tagli alla spesa pubblica. Quindi crollo dell’economia,
deflazione dei redditi, dei consumi, fallimenti di aziende… ecc. ecc. Il resto
l’ho già scritto tante volte.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=403
1.06.2012

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