MICHELE, DALLA TRINCEA ALL' INCASSO

MICHELE, DALLA TRINCEA ALL' INCASSO

DI MASSIMO FINI

Michele Santoro lascia la Rai, ma sigla un accordo milionario con l'azienda.

Per il giornalista, ci sarà una sorta di prepensionamento che gli dovrebbe fruttare, secondo voci che circolavano ieri in Viale Mazzini, una cifra tra i 2,5 e i 2,7 milioni di euro. L'azienda, comunque "continuerà ad avvalersi della collaborazione di Michele Santoro che, in questo modo, avrà la possibilità di sperimentare nuovi generi televisivi attraverso un ulteriore sviluppo del proprio percorso professionale”. Un breve ritratto di Massimo Fini


Ci sono i carnefici, le vittime e le finte vittime. Queste sono le peggiori perché hanno l’apparenza delle seconde ma la sostanza dei primi. Alla categoria appartiene di diritto Michele Santoro, specialista nel darsela da martire rimanendo sempre a galla. Quando fu colpito, insieme a Luttazzi e a Biagi dall’”editto bulgaro” di Berlusconi, fece il ponte isterico e si atteggiò a san Sebastiano trafitto dalla protervia del Potere. Ma il meccanismo politico che lo escludeva momentaneamente dalla Rai era lo stesso che per quindici anni (Samarcanda è del 1987) gli aveva permesso di spadroneggiarvi indisturbato, in una posizione di monopolio, tanto nella Prima come nella Seconda Repubblica. Non perde occasione per dichiararsi “scomodo” e “autonomo dai partiti”. Ma che autonomia ha, e può aver mai avuto, uno che, a compensazione della sua cacciata dalla Rai, si fa eleggere parlamentare europeo nella lista Uniti nell’ulivo e che poi, dopo la breve e lucrosa parentesi, rientra in Tv appena i suoi amichetti politici vi hanno rimesso piede? In realtà Santoro è un doppelgänger di Vespa. Ma meno abile. Ha una tale belluina faziosità che anche quando ha ragione viene istintivamente la voglia di stare dall’altra parte. Non mi stupisce che a Mediaset lo trattassero “come un re”, lo vezzeggiassero, lo coccolassero. Ha fatto guadagnare più consensi lui al Cavaliere di quanti gliene abbiano fatti perdere tutti insieme, con la loro lasciva laudatoria, Bondi, Schifani e Cicchetto. Se la tira da “duro e puro” ma è passato a Mediaset con un contratto miliardario (“non olet”), dopo aver per anni sparato a palle quadre su Berlusconi. Vi faceva la foglia di fico come Antonio Ricci che però ha almeno la scusante di essere lì da sempre.

Ci sono scrittori che hanno lasciato la Mondadori per non essere accusati di criticare Berlusconi e di prendere i soldi da lui. L’ultra ottantenne Montanelli abbandonò il “Giornale”. Altri sono entrati nella scuderia di Arcore, dove il mafioso Mangano, la faceva da stalliere, ma con la pretesa, dopo aver consumato questo stupro consenziente e generosamente pagato, d’esser rimasti vergini. Non è solo una questione di stile. Ma di palle. Di chi le ha e di chi le sventola senza averle. Santoro sembra sempre sul punto di azzannare il mondo intero, ma quando esce dalle denunce generiche e populiste, che sono la sua specialità, e ha a che fare con i potenti in carne e ossa, quelli che ti possono fare davvero del male, diventa uno specialista del dribbling. Una volta invitò Previti. Costui per difendersi da un’accusa più grave afferma testualmente: “Per quarantacinque o quarantasei volte l’avvocato Pacifico mi portò cinquecento milioni dalla Svizzera”, A questo punto ci si sarebbe aspettati che il feroce conduttore dicesse: “Fermi tutti. Lasciamo stare per il momento il resto, che è incerto. Il certo, onorevole Previti, è che lei è stato un colossale trasgressore delle leggi fiscali in anni in cui gli italiani non potevano uscire dal paese, nemmeno per un viaggio di piacere, con più di 800 mila lire”. Santoro fece finta di nulla, tirò dritto e tutto finì nella solita, inconcludente, confusione. Destituito di ogni ironia e autoironia, di qualsivoglia capacità autocritica, privo del senso del limite e dei limiti, soprattutto dei suoi, Michele Santoro è uno che si prende tremendamente sul serio, un “miles gloriosus” che confonde il proprio ombelico con quello del mondo.



Così racconta la sua giovinezza: “Ero molto popolare in città. Un capo vero. A Salerno ero adorato, avevo legioni di fan. Ai miei esami di maturità vennero centinaia di persone. Avevo il massimo di visibilità. Era facile avere tutte le donne che volevo. Come succede ai fenomeni popolari, ai cantanti, agli attori”. A questa fama di sciupafemmine il conduttore di Annozero tiene moltissimo. Ma il vero scopatore, come ognun sa, è silenzioso. Del resto è un uomo dalla volgarità innata, accentuata dal fatto che si ostina a indossare abiti firmati che, antropologicamente, non gli appartengono (la volgarità, com’è noto, è un “non stare nei propri panni” e Santoro è perennemente fuori dai suoi, persino quando è nudo).

Il suo iter è un classico. Da giovane ha militato in Servire il popolo, uno dei gruppuscoli più estremisti e idioti della galassia extraparlamentare (il loro vangelo era il “libretto rosso” di Mao), così a sinistra da finire per confondersi con la destra. Caratteristica che il conduttore ha conservato. Laurea in filosofia con 110 e lode negli anni della contestazione quando il 30 non si rifiutava a nessuno. Poi funzionario del Pci, quando i comunisti erano all’apice. Quindi, come tutti i leader e i leaderini del Sessantotto, l’approdo nei media di regime. In realtà si tratta, come in molti altri casi simili, di due buone braccia sottratte all’agricoltura, dove avrebbe potuto far bene perché è robusto e anche, almeno a giudicare dall’odore, vagamente ferino. E forse non aveva tutti i torti l’ex presidente della Rai, il pur vile e servile Enzo Siciliano, che però un po’ di cultura almeno la masticava, se non altro per aver bazzicato Pasolini e Moravia, quando, richiesto di un giudizio su “Michele”, rispose: “Michele chi?”.

Massimo Fini

Giudizio Universale agosto 2008

Tratto da : Massimo Fini, “Senz'anima. Italia 1980 – 2010 - Chiarelettere

Commenti (48)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. LAZZARETTI 21 maggio 2010

      Complimenti.
      Scrivi molto bene, con quell'ironia che almeno
      ci fa sorridere un po'.
      Il tuo commento l'ho trovato molto "INCISIVO".
      Hai colto bene il punto.
      saluti

    1. ventosa 20 maggio 2010

      Dimenticavo: mi accorgo che sto in maniera preoccupante diventando un complottista. Brrrrr.
      Saluti.

    1. ventosa 20 maggio 2010

      Anche se stiamo andando fuori tema, vorrei precisare che la carica di presidente della camera(le minuscole non sono casuali...)è stato il giusto premio per essersi prestato allo sporco gioco che ha portato Prodi a presiedere la commissione europea. Il paccotto, scritto da qualche bravo regista, è stato ben preparato: il governo fa una proposta evidentemente inaccettabile per un partito di "ispirazione comunista", il gruppo di rifondazione fa cadere il governo, Prodi, il prescelto da papà Goldman, come se in tutta europa non ci fosse nessun altro all'altezza dell'incarico, attraversa il Mar Rosso mentre le acque si aprono chinando il capo. Che succede, in Italia? Nulla di grave: il coerente Bertinotti cade in piedi davanti al suo elettorato, cucciolo D'alema porta a termine la missioncina mentre il mortadella ci traghetta verso la tanto sospirata moneta unica.
      No, nessuna nostalgia per il comunista da salotto, campione delle battaglie perse, che troppo presto si è chinato a raccogliere l'osso dal padrone.
      Saluti.

    1. Albertino 20 maggio 2010

      concordo.

    1. Nemesi 20 maggio 2010

      Quanto siete bravi a buttarla sul sono-perseguitato-non-ce-la-faccio-più!!
      Solo che bisogna ricordarsi che Santoro guadagnava più di 700.000 Euri l'anno, non era un oscuro impiegato che subiva mobbing, ma era uno dei principali giornalisti italiani, era uno che dichiarava di fare quello che faceva perché ci credeva.

      Ora che fa', dice che è stanco e che se ne vuole andare!

      Santoro era tutto meno che uno umile, ora che fa si mette le pantofole!

      Proprio adesso che sembra che stia per scoppiare un casino giudiziario!

    1. marcopa 20 maggio 2010

      Confesso: ho sempre avuto simpatia per Bertinotti perche' nella sinistra aveva una posizione originale.Veniva dal Psiup,nella CGIL aveva organizzato una minoranza alternativa alla segreteria (e ovunque,anche nella sinistra, schierarsi contro la maggioranza ha i suoi costi),la mia simpatia ha toccato il punto piu' alto quando all' inizio del decennio sembrava sul punto di mettere in discussione,davvero e non superficialmente, la "giustificazione" della violenza nella cultura e nella prassi del "comunismo". Poi la sua nonviolenza si e' rivelata molto superficiale ed ha votato la missione in Afghanistan, accettato lo scudo spaziale di Bush , la base USA di Vicenza ed e' rimasto intrappolato nell' alleanza con il PD.Infine come Berlinguer ha cresciuto e lasciato eredi molto discutibili.Si, Fausto si e' perso...potrebbe tornare? Si, ma senza Vendola, chi mette il proprio nome nel simbolo del suo partito neanche lo prendo in considerazione.

    1. Drachen 20 maggio 2010

      devi spiegare perché si risponde sempre a M.Fini non su quanto detto ma sulla sua psiche. vi interessa davvero tanto la sua vita sessuale?
      ma è logico secondo voi che tutte le volte che uno esprime un'opinione si senta rispondere "dice così perché non scopa" "dice così perché ha le emorroidi" "dice così perché da piccolo gli rubavano la merenda" "dice così..." E BASTAAAA. attenetevi a quanto scritto che qui mi sembra di sentire un misto Marx-Frued delirante.

    1. kenzo60 20 maggio 2010

      Marco Travaglio:
      "Sarà perché Santoro è un malato di cinema, ma il suo destino è che di lui si prenda sempre l’ultimo fotogramma, dimenticando il resto del film. Tutti ricordano che nel ’96 passò a Mediaset e nessuno ricorda che la Rai dell’Ulivo l’aveva messo alla porta e in Italia un giornalista televisivo o lavora alla Rai, o lavora a Mediaset, o non lavora. Tutti ricordano che nel 2005 si candidò in Europa e nessuno ricorda che da tre anni, dall’editto bulgaro, non lavorava, anzi peggio: era pagato per non lavorare. Ora tutti si concentrano sull’accordo per uscire dalla Rai e nessuno ricorda le quattro stagioni di Annozero: non tanto gli attacchi politici da destra, centro e sinistra (sono medaglie), quanto la guerriglia quotidiana ben oltre i limiti del mobbing che l’azienda ha mosso contro il programma giornalistico più visto, meno costoso e più redditizio dell’intera televisione italiana. Io non so, nel dettaglio, cosa preveda l’accordo, se non che Michele, pensionando nel 2016, sarà liquidato con tre annualità del suo stipendio di direttore (un terzo di quello di Vespa) e non avrà vincoli di esclusiva. Né so che altro intenda fare in futuro, oltre alle docufiction. Non conosco, insomma, l’ultimo fotogramma. Ma conosco fin troppo bene quelli precedenti. So che in autunno la Rai, ligia agli ordini superiori, cercava pretesti per non far partire Annozero. So che, presentando Annozero in conferenza stampa, il direttore di RaiDue disse che, fosse dipeso da lui, Santoro non sarebbe mai andato in onda (così gli ascolti della sua rete sarebbero scesi sottozero). So che per tutto l’anno, vedi intercettazioni di Trani, Berlusconi e i suoi manutengoli in Rai, Agcom, Vigilanza e persino Csm han trafficato per chiudere Annozero. So che ad aprile la Rai ha fatto ricorso in Cassazione contro la sentenza che impone la messa in onda di Annozero, costringendo Santoro ad altri tre anni (in aggiunta ai sette passati) di battaglia legale contro l’azienda per cui lavora. So che la famosa opposizione se n’è beatamente infischiata. Anzi ha subito votato con la maggioranza a favore dell’uscita di Santoro, salvo poi polemizzare perché – horribile dictu – se ne andrà con la liquidazione anziché regalarla alla Rai che l’ha trattato così bene. So che nessuno può lavorare per un’azienda che non lo vuole. E non solo non gli dice mai grazie, ma lo prende pure a calci in culo. Santoro l’ha fatto per quattro anni, più per tigna politica che per motivi professionali, consumandosi una bella fetta di fegato e di sistema nervoso, mobbizzato ogni giorno a colpi di telefonate, minacce, proiettili, pressioni, avvertimenti, multe, ammonimenti, sabotaggi, bastoni fra le ruote, fango a mezzo stampa e tv (persino su RaiDue). E la par condicio e il contraddittorio e il giustizialismo e l’equilibrio e il contratto di Travaglio e le vignette di Vauro e i baffi di Ruotolo. Un trattamento che non auguro al mio peggior nemico, figurarsi a uno dei miei migliori amici. A un certo punto, la pentola a pressione doveva esplodere, l’animale in gabbia doveva uscire dalla gabbia. Certo, è una sconfitta per la Televisione, per la Rai e per la politica retrostante, anche se gli sconfitti sono ben felici di esserlo. È bene ricordare, riavvolgendo a ritroso tutto il film di Annozero, fotogramma per fotogramma, che non si sarebbe mai giunti a questo epilogo se i partiti e le tv al seguito rispettassero la libertà d’informazione, cioè la Costituzione. Ma una sera di marzo, al Paladozza di Bologna, abbiamo scoperto che c’è vita oltre la Rai. C’è vita oltre la Televisione. C’è vita oltre i partiti. Oggi il popolo del Paladozza si sente smarrito, forse addirittura tradito, a causa di un difetto di comunicazione (Santoro deve tacere fino alla firma) e della disinformatija di regime che, come già con Biagi, lo presenta come un uomo avido che insegue il denaro (ignorando che in Italia, leccando e strisciando, si guadagna molto meglio). Ma Michele pensionato sulla panchina dei giardinetti non ce lo vedo proprio. Il popolo del Paladozza quello no, non può uscire sconfitto. "

      CONDIVIDO TUTTO!

    1. AlbaKan 20 maggio 2010

      • OK...te lo spiego con parole più semplici...
      • Se vogliamo ammettere il lavoro di Santoro ed elevarlo ai massimi livelli dicendo che il suo è un lavoro di grande "denuncia", perchè dice quello che altri non dicono...
      • dobbiamo "per coerenza" ammettere che in questo caso è stato comprato il suo silenzio...
      • E quando c'è qualcuno che compra c'è sempre qualcuno che vende, o in vendita...
      • La matematica non è un'opinione.
    1. wld 19 maggio 2010

      Come ha fatto Fini naturalmente, perché erano personaggi scomodi, loro non lo ammetteranno mai, ma sono stati come si suol dire comprati, o solo per ambizione, insomma... anche loro sono esseri umani e fallosi come tutti. Non stupiamoci più di niente, "duri e puri" è solo un eufemismo.

    1. Bazu 19 maggio 2010

      e come ha fatto ad arrivare a Presidente della Camera?

    1. radisol 19 maggio 2010

      Mah ...veramente le ultime due puntate, ed in particolare l'ultima su mafia-servizi-stragi, erano state tra le più seguite dell'intera stagione ....

      E non è nemmeno vero che non c'erano esponenti importanti del PdL, alla penultima Lupi, all'ultima Granata che è sì finiano ( nel senso di Gianfranco Fini) ma è anche, al momento, il massimo esponente PdL nella Commissione Antimafia ....

      No, non è questo il problema ... è ben altro ..... Masi vuole levarsi la "rottura di coglioni" settimanale di Santoro + Travaglio ... o vuole renderla non direttamente dipendente da lui ... un contratto di "appalto" a Santoro di alcune ore televisive come faceva la Mediaset con Costanzo libererebbe Masi ed il CdA da tanti grattacapi ....

      O forse è semplicemente vero che difficilmente Berluskoni sopravviverà all'estate ... ed allora Santoro si ricicla da un ruolo che probabilmente sta per passare di moda .....

      Comunque, pur avendo delle innegabili ragioni nel merito della questione, quella di Massimo Fini mi sembra un'invettiva basata molto sull'invidia professionale ed anche semplicemente umana ... del resto, con molti collaboratori di Santoro, a partire da Travaglio, Fini collabora nel giornale "Il Fatto" ..... certo, tuttaltri compensi ma è innegabile che l'impostazione è molto simile .... curioso quindi che Fini parli di "faziosità" per Anno Zero e non per il quotidiano in cui scrive tutti i giorni .... si, mi sembra proprio questione di invidia e di compensi ....

    1. marcopa 19 maggio 2010

      Bertinotti ha fatto il sindacalista fino ai primi anni 90, gli operai li frequentava per professione con uno stipendio non paragonabile a quello di Santoro. Ha perso completamente il contatto con il paese reale quando e' diventato Presidente del Camera.

    1. TizianoS 19 maggio 2010

      Santoro lo si può paragonare ad un altro trombone della sinistra, cioè a quel Fausto Bertinotti, sempre attillato come un dandy, loro parlano di classe operaia ma di essa non conoscono nemmeno l'odore.

    1. Eli 19 maggio 2010

      Devo spiegare perché Fini è acido ed invidioso? Basta leggere i suoi deliri:sono tutti così, e quel che se ne ricava è una sensazione di malessere diffuso. E' rancoroso e pieno di odio, forse perché non scopa.

      E questi secondo te sono "fatti, non opinioni personali"?
      "In realtà si tratta, come in molti altri casi simili, di due buone braccia sottratte all’agricoltura, dove avrebbe potuto far bene perché è robusto e anche, almeno a giudicare dall’odore, vagamente ferino."
      Dice pure che puzza!

    1. marcopa 19 maggio 2010

      Santoro non e' l' unico miliardario che viene visto o rappresentato come "appartenente" alla sinistra. Sono almeno due decenni che la sinistra ha smesso di identificarsi con la parte piu' debole della societa', qualcuno ha continuato ad identificarsi con il comunismo ma nessuno con l' operaio, l' impiegato dell' ultimo livello, la casalinga, il pensionato. Gli esponenti della sinistra, il ceto politico ed intellettuale, anche nei piccoli centri, e' appagato economicamente e socialmente o cerca di esserlo usando la politica. Per questo non viene minimamente colto il disagio sociale che c'e' in Italia, per questo non viene colto che la crisi attuale per qualcuno e' drammatica. Santoro e' una spia evidente dell' inadeguatezza della sinistra, ma il problema non e' lui,il problema sono quelli che subiscono tutto questo senza accorgersene. Chi invece alimenta questo tipo di sinistra, che magari "adora" Fabrizio De Andre' e nello stesso tempo e' infastidita dai migranti o dai poveri, lo fa consapevolmente ed ha i suoi vantaggi.

    1. vic 19 maggio 2010

      diacono: Recitiamo i misteri gaudiosi di nostra Madre Televisiva.

      sant'Oro: Oro pro nobis.

      diacono: Contempliamo il mistero dell'incalzante ritmo televisivo.

      sant'Oro: Oro pro nobis.

      diacono: Contempliamo il mistero della transustanziazione dell'acqua in milioni quando si smette di lavorare.

      sant'Oro: Oro pro nobis.

      diacono: Contempliamo il misterio gaudioso dell'uscita che diventa miracolosamente un'entrata nella casta dei santi venerandi.

      sant'Oro: Oro pro nobis.

      diacono: Contempliamo il mistero gaudioso della santita' di Aristofane.

      sant'Oro: Oro pro nobis.

      diacono: Contempliamo il mistero gaudioso dei sommi gaudenti.

      sant'Oro: Oro pro nobis.

      diacono (rivolto a sant'Oro): Non preghi piu'?

      sant'Oro: Oro, oro, oro!

      Vado a farmi un'orata, questo genere di gianculatorie mettono un certo appetito.

    1. Sokratico 19 maggio 2010

      accidenti, che selva di commenti "duristi e puristi" !!



      Bravi, bravi, sarebbe interessante vedere dietro gli schermi se voi almeno "scomodi per finta" lo siete mai stati una volta in vita vostra, eh?



      Fini dice:

      "quando esce dalle denunce generiche e populiste, che sono la sua specialità"



      Ho il massimo rispetto per Fini, ma spesso, come Barnard, dice delle solenni stronzate. Come, la ricorderete, la tirata sulle donne privilegiate. Dai, su...in Italia!



      Mi sembra che le denunce e l'informazione di Santoro siano tutto fuorchè "generiche e populiste", se il vocabolario italiano ha ancora un significato. Avete mai sentito parlare nella televisione nazionale, come Giovedì scorso, di Mafia-P2-stragi collegandole insieme e facendo nomi e cognomi?



      Lo so che il grande Satana per voi sono le banche, sono anche abbastanza d'accordo. Ma le contaminazioni mafia-politica, in italia, sono parte integrante del sistema che protegge la finanza-politica, così come il vaticano-finanza-politica.



      Il sistema è uno solo, pur con molte teste.

      E voi, con le vostre certezze, siete ben lontani dal comprenderne la complessità.



      Leggete Foucault invece di Barnard, e poi ne riparliamo con più calma



      (a chi interessasse qui un articolo di e su Foucault "normalità e normalizzazione"
      http://damianorama.wordpress.com/2008/05/14/il-controllo-sociale-parte-prima-la-normalita-e-la-normalizzazione/)

    1. radisol 19 maggio 2010

      Comunque, quello che disse "Michele chi ?" era D'Alema e non Siciliano .... un D'Alema che scrive regolarmente per la Mondadori berlusconiana ... e che per questo e per molte altre cose ancora, lè 'ultimo adatto a dare lezioni di qualsiasi genere a chicchessia ....

    1. maristaurru 19 maggio 2010

      davvero credete che si accontenti di miseri 2 milioni e mezzo di euro?
      no, lascia e contestualmente sottoscrive un accordo da sette milioni per una serie di lavori che continuerà a fare per la RAI stessa.

      Ci prendono in giro, e noi glielo lasciamo fare, altro che monetine , e non solo Santoro, c'è un gruppo di saltimbanchi in Rai e mediaset, attivi chiunque governi, pagato per intrattenerci in disquisizioni idiote mentre ci prendono in giro alla grande così come meritiamo e mostriamo di meritare: andatevi a ileggere quello che fino a poco fa scrivevata di Santoro, come di altri tribuni super pagati perchè .. già perchè ?ve lo siete mai chiesto cacchio!?

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