MENTRE IL MONDO GUARDA ALLA GRECIA, QUALCOSA DI GROSSO SI MUOVE IN CINA

MENTRE IL MONDO GUARDA ALLA GRECIA, QUALCOSA DI GROSSO SI MUOVE IN CINA

FONTE: ZEROHEDGE.COM

Guardare il dispiegarsi degli eventi nella saga greca potrebbe indurre anche lo spettatore più allenato a fare una smorfia di noia. I controlli sui capitali, che potrebbero ora scendere in pista con la stessa celerità di un treno merci, sono null’altro che l’ennesima tacca di un disastro chiamato Unione Monetaria Europea.

Ormai parlare di negoziati sul debito greco è il colmo dell'assurdo. E’ simile a discutere su quanto spazio di un’area grande come il deserto dovrebbe essere dedicato alla crescita delle lattughe. La risposta che nessun Eurocrat è disposto a riconoscere è: "Chi se ne frega? Nessuno dovrebbe essere così sciocco da coltivare lattughe nel deserto".

Cerchiamo di essere tutti onesti, dovremmo esserlo. Quello di cui stiamo parlando qui è di aiuti esteri. Non si tratta di restituzione del debito. Nessuno è sempre rimborsato. Chiunque sia ancora aggrappato a quella speranza è come se fosse ancora in attesa di Babbo Natale che scenda giù per il camino, del coniglietto di Pasqua che si presenti davanti a casa sua o delle forze di "liberazione" che trovino le armi di distruzione di massa in Iraq.

Togliamo via l’espressione “colloqui sul debito”, chiamiamoli per quello che sono, cioè aiuti esteri, e ragioniamo su questa linea di pensiero. Il problema principale è riconoscere la dura verità: le banche tedesche non avrebbero mai dovuto scrivere quelle attività nei loro bilanci. Ma loro hanno pensato: «Gesù, sarebbe molto più bello se potessimo tenerle a valore nominale e garantirle, a fine anno prendiamo un bel bonus. E quindi dobbiamo sopportare questa saga e portare avanti questo gioco di finzione".

Mentre potrei trascorrere il tempo in Grecia, mi preme dire quello che a cui sono interessato - ciò che pochi stanno osservando mentre la saga greca si svolge.

Questo è ciò che sta succedendo con lo yuan cinese.

Di recente abbiamo discusso l'argomento di un indebolimento dello yuan. Io e il mio amico Brad ci siamo scagliati contro lo yuan alla fine dell'anno scorso e Brad ha dettagliato il suo pensiero nel mese di ottobre dello scorso anno, poi di nuovo nel mese di dicembre, dove ha approfondito il sistema bancario cinese, e ancora una volta a marzo di quest'anno.

Questa, signore e signori, è la nostra posizione (il nostro bias). Siamo attualmente short. E’ importante stabilire la propria polarizzazione nella fase iniziale, al fine di tentare di comprendere qualsiasi argomento, così ora abbiamo il nostro. Spesso i gestori di fondi stanno vendendo un prodotto che li porta a prendere decisioni che hanno più a che fare con un ordine del giorno che con il pensiero critico sufficiente.

Lasciatemi dire, pertanto, che in questo momento abbiamo un parere. Ma dal momento che non stiamo vendendo un prodotto, speriamo di poter mantenere la mente aperta.

Vediamo dove arriviamo e poi ho intenzione di mostrarvi perché abbiamo uno spiraglio decente per fare soldi senza bisogno di avere un parere.

In molti storie lo yuan è una delle (se non la) valuta più sopravvalutata del mondo in questo momento. Ma ci sono altrettanti argomenti di pensiero che sostengono il contrario dicendo che è davvero sottovalutato.

Entrambe le parti hanno idee credibili e ben pensate, così mi permetto di tentare di riassumere le più credibili che ho trovato.

Perché lo Yuan salirà

Molto difficilmente i responsabili politici cinesi lasciano accadere qualcosa che possa mettere a repentaglio la stabilità del cambio.

Lo yuan è sceso a 6,28 ai primi di marzo di quest'anno, allorquando la PBOC è intervenuta e ha gettato 33 miliardi dollari al "problema", invertendo il declino e riportandolo al livello fino a cui negozia oggi intorno a 6.21. Hanno circa 4 miliardi di dollari di riserve e se, come noi, sei uno speculatore, devi per forza guardare alla potenza di fuoco. Chiaramente l'autorità monetaria è pronta a metter mano alle vaste riserve di valuta per compensare i deflussi di capitali e stabilizzare lo yuan.

Le discussioni in seno al FMI circa l’inclusione dello yuan nel paniere dei DSP di valute di riserva (attualmente ne fanno parte il dollaro, l’euro, lo yen e la sterlina) è stato qualcosa che la Cina ha seguito con attenzione da sempre. In questo momento, lo yuan ha ottenuto il più grande progresso mensile dal dicembre 2011, sulla scia o in previsione dell’ inclusione nel paniere del DSP da parte del FMI.

Tra le altre cose, ciò che è richiesto è per lo yuan è di essere "abbastanza apprezzato". Prestazione ondivaghe dello yuan- sia verso l'alto o verso il basso - avrebbero azzerato le loro possibilità di entrare nel terreno consacrato delle altre unità di pagamento riconosciute.

Al fine di soddisfare i loro criteri è essenziale che gli yuan restino stabili. Un altro criterio del FMI è che la moneta sia "liberamente utilizzabile". In altre parole, libero galleggiamento. Tornerò a questo tra un minuto, poiché penso che sia qualcosa di trascurato da molti osservatori.

Perché lo yuan cadrà

Dall'altra parte dello spettro c’è il fatto che l'economia cinese sta rallentando e si trova ad affrontare una maggiore concorrenza da operatori regionali, come il Giappone, che stanno giocando il fattore-carta moneta, svalutando le loro monete e succhiando quote di mercato.

Un tasso di cambio più debole contribuirebbe a promuovere le esportazioni e, seppur sia vero che la Cina si sta muovendo verso una economia di consumo domestico, non ci sono ancora arrivati ​​e l’esportazione verso il mondo occidentale è ancora la regola.

Ricordate che ho detto che parte dei criteri del FMI prevedono che la moneta possa fluttuare liberamente?

Beh, molti credono - e forse giustamente - che quando (o se) sarà aggiunto il yuan e (fluttuerà liberamente) ci sarà una corsa fortissima verso lo yuan. Ho visto pochi che possano smentire questo scenario, almeno presumibilmente.

Consideriamo per un momento che la maggior parte dei cinesi fanno di tutto per uscire dal yuan. Ha senso pensare che, quando essi sono autorizzati a farlo, non ci sarà una discreta quantità di loro molto eccitata dalla prospettiva di trasferirsi al di fuori dello yuan?

Essenzialmente la questione è la seguente

Dopo l'inserimento nel FMI e una successiva fluttuazione dello yuan, i soldi entreranno o usciranno?

Il problema con la Cina è che nessuno conosce i numeri reali. Nessuno!

Cosa stanno facendo gli addetti ai lavori? Stanno spalando i loro soldi fuori dal paese così velocemente che essi stanno per prendendo fuoco per l’attrito. Questo è ciò che gli addetti ai lavori stanno facendo. Ciò non significa che i polli non torneranno indietro e in tal caso otterremmo un forte rally dello yuan. E' certamente possibile e forse è anche probabile.

Fortunatamente, in questo momento il mercato ci sta regalando un'opportunità e non dobbiamo prendere questa decisione.

Ho appena parlato al telefono con Brad che mi ha comunicato il prezzo qui sotto di un’opzione call cash sullo yuan (o lo yuan offshore, per essere più precisi). Attualmente, si paga il 2,5% di premio per una opzione call a 12 mesi.

USDCNH Call

Ora, date un'occhiata al grafico sottostante. Vedrete che per acquistare un'opzione put a 12-mesi si paga solo lo 0,3%. È possibile acquistare 100.000 USD / CNH put per 12 mesi al momento e ti costerà solo $ 300!

USDCNH Call

Per pareggiare al primo scambio ci serve la coppia di valute per spostarsi del 2,5% a nostro favore entro 12 mesi e al secondo commercio abbiamo bisogno la coppia di muoversi da solo lo 0,3% per andare in pari. Perdonatemi se lo dico, ma è quasi tanto folle quanto sentire gli eurocrati che parlano di debito greco.

L'acquisto di entrambi è quello che i traders chiamano un "straddle", ma poco importa la terminologia. Il punto è che per un premio 2,8% (2,5% + 0,3%) possiamo tenere entrambe le posizioni. Non importa la direzione in cui si muove, l’importante è che si muova!

Che cosa potrebbe farlo muovere? Beh, l'inclusione dello yuan al tavolo sacro delle valute “malfamate” attualmente che compongono la DSP (o anche la non-inclusione)

Uno di questi eventi hanno il potenziale di creare flussi di capitale in un modo o l'altro inducendo sostanzialmente uno spostamento maggiore del 2,8%

O qualsiasi delle ragioni per cui abbiamo accennato: ad esempio le difficoltà del mercato interno cinese (sempre meno manodopera a basso costo) (USD Bull Market report).

Io suggerirei che siamo propensi a vedere più e non meno volatilità nel corso dei prossimi 12 mesi e l'attuale mancanza di volatilità deve essere valutata semplicemente come una parentesi anomala.

By Chris at www.CapitalistExploits.at

Fonte: www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2015-07-03/while-world-watches-greece-happening

3.07.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura del BUCANIERE

Commenti (23)

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Nascondi area commenti 3 caricati
    1. lanzo 4 luglio 2015

      A mio parere la Cina in quanto ad economia e' un gigante con i piedi di argilla.

      Vero e' che vende mondezza di plastica (giocattoli) e qualsiasi cazzata che pero' dopo pochi mesi si rompe.
      Non ha accessso sicuro a fonti energetiche (Il Giappone e Germania, persero la guerra proprio per - detto terra terra, per mancanza di benzina.
      Adessofinche' la barca va' - gli fanno arrivare le petroliere.
      Alle brutte, USA ed Europa, potrebbero sfancularli e ricominciare a produrre i manufatti a casa loro. Morirebbero di fame a centinaia di milioni senza bisogno di ricorrere a guerre atomiche.
      Devo ammettere che NON amo i cinesi, anche per il fatto che massacrano i poveri cani per mangiarseli.
    1. temuchindallaCina 4 luglio 2015

      http://www.chinadaily.com.cn/business/2015-07/04/content_21181586.htm [www.chinadaily.com.cn]

      Dove sono comunque tutti questi suicidi qualcuno me lo devo spiegare, io ci vivo qui e di questa quantità di suicidi neanche l'ombra, per favore smettiamola di fare del terrorismo.


    1. Tao 4 luglio 2015

      I lettori ci sono testimoni di quanta attenzione dedichiamo in questi mesi e settimane alla crisi greca, tanto più alla vigilia del referendum indetto dal governo Tsipras sulle vessazioni degli usurai della trojka. Ma vogliamo lo stesso aprire una finestra su un'altra crisi, che al momento coinvolge solo chi punta sulle borse cinesi, ma che ha riflessi potenzialmente enormi sul mondo. Mentre per vicinanza e facilità culturale, nel bene e nel male, tutti gli europei sanno quel che accade ad Atene, la Cina non ci è vicina (almeno sui media). Solo gli specialisti si sono accorti che in meno di un mese la borsa di Shanghai e quella di Shenzhen sono crollate del 25%, mandando in fumo un controvalore pari a 10 volte il PIL della Grecia.

      Più sotto proponiamo all'attenzione dei lettori una corrispondenza da Shanghai per il sito Rischio Calcolato, che racconta con tono quasi scanzonato alcuni fatti che in realtà parlano di drammi improvvisi, estesi, giganteschi: le tipiche fiammate sociali che esplodono in occasione dei grandi crack borsistici causando improvvise tragedie esistenziali e suicidi, panico e paura di contagio finanziario, per giunta in un paese dove tutto corre verso l'essere grande e veloce. Anche nei disastri.

      Senza anticipare troppo, c'è una prima riflessione: la crisi sistemica può avere sviluppi improvvisi e capaci di collegarsi. Se ad esempio qualcuno spera che l'equazione della crisi greca sia risolta da un cavaliere bianco (o giallo) che arriva da Pechino, ora dovrà mettere nel conto nuove incognite che complicheranno i calcoli: in Cina hanno le loro gatte da pelare. E se le grandi riserve di dollari incamerate per decenni dai fondi sovrani vorranno correggere il crollo di borsa cinese, magari dovranno disinvestire da altre parti, innescando altre crisi (vedi gli USA). Vedremo.

      Per ora la Cina ha una finanza meno interconnessa di altri paesi, ma niente in quest'epoca è davvero completamente sconnesso. La crisi in borsa riflette (amplificando follemente l'ampiezza) il rallentamento nell'economia reale cinese. Troviamo così le tendenze globali, tutte in grado di interagire fra di loro. Troppa liquidità non ha trovato mete remunerative e si è congelata nelle alchimie finanziarie e nei debiti. Pertanto il capitale non ha abbastanza sbocchi nel reale, e allora li trova nelle bolle speculative o rapinando interi popoli.

      Sullo sfondo c'è un ulteriore pericolo, visto che definiamo questa come una crisi sistemica. Le crisi sistemiche bruciano i libri contabili in guerra, e in effetti i focolai si moltiplicano. Cercare alternative a questo sistema economico suicida diviene una questione di sopravvivenza.
      Buona lettura.

      Continua su Crolli di Borsa in Cina: in tre settimane 10 PIL della Grecia [megachip.globalist.it]

      Pino Cabras

      Fonte: http://megachip.globalist.it/

      link [megachip.globalist.it] [megachip.globalist.it]

      4.07.2015

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