MEDITAZIONE SUL RISCALDAMENTO GLOBALE, OVVERO CIBO PER I VOSTRI PENSIERI

DI BRUCE FRIEDRICH
Huffington Post

Nonostante l’ondata di aria fredda arrivata con il nuovo anno, il 2006 è stato l’anno più caldo mai registrato negli Stati Uniti. Il Pannello Intergovernamentale sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (IPCC), formato da un gruppo di scienziati che si sono incontrati di recente per discutere del riscaldamento del pianeta, riferisce che i cambiamenti climatici sono “molto probabilmente” causati dalle attività umane (come bruciare combustibili fossili e disboscare foreste). L’IPCC ha previsto che le temperature potrebbero aumentare fino a 22 gradi centigradi e che il livello dei mari potrebbe alzarsi dai 18 ai 58 centimetri prima della fine del secolo.

E’ un messaggio funesto. Evidentemente abbiamo rovinato il pianeta. Gli scienziati predicono alluvioni, scioglimento dei ghiacciai, siccità devastanti, con uragani e tempeste tropicali di maggiore intensità. Molte specie di animali faticheranno a sopravvivere. Non è qualcosa di cui essere orgogliosi. Ma poi, proprio quando sembrava che l’opzione migliore fosse di gettarsi dal più vicino iceberg, gli scienziati ci hanno rassicurato, dicendoci che il riscaldamento globale può ancora essere rallentato di molto se la gente si attiva immediatamente per ridurre l’effetto serra.Però non hanno spiegato come, ignorando che un cambiamento di dieta, diventare cioè vegetariani integrali è un semplice ed efficace modo per ridurre l’emissione di gas serra.

Il sistema digerente dei miliardi di animali allevati ogni anno per diventare panini e spuntini, con i quasi 40 milioni di chilogrammi di escrementi prodotti al secondo, rilascia enormi quantità di metano, un potente gas serra.

Nel novembre del 2006 un’indagine pubblicata per le Nazioni Unite dalla FAO (Food and Agriculture Organization, ovvero l’Organizzazione del Cibo e dell’Agricoltura) ha reso noto che il settore del bestiame genera più gas serra (18 per cento) di quello dei trasporti. La FAO ha inoltre sottolineato che l’allevamento del bestiame è responsabile del 37 per cento del metano e del 65 per cento dell’ossido nitroso generato al mondo, ambedue i gas essendo potenzialmente più propensi ad aumentare l’effetto serra della stessa anidride carbonica. La FAO accusa il settore del bestiame anche per la pesante deforestazione, perché secondo l’Istituto per le Risorse Mondiali essa è responsabile di quasi il 20 per cento delle emissioni globali di gas serra.

L’indagine della FAO è seguita ad uno studio, svoltosi nell’aprile del 2006 e condotto da ricercatori dell’Università di Chicago, che paragonava il quantitativo di combustibile fossile necessario per produrre i vari cibi, tenendo conto del combustibile necessario per i macchinari, per l’approvvigionamento degli animali e per irrigare i raccolti. Si scoprì che un tipico mangiatore di carne americano emette ogni anno quasi una tonnellata e mezza di anidride carbonica in più di un vegetariano integrale, semplicemente per effetto della scelta del cibo. Un altro resoconto, questa volta dell’American Journal of Clinical Nutrition, di David Pimentel e Marcia Pimentel precisa che ci vuole 11 volte in più di combustibile fossile per produrre una caloria da proteina animale di quanto ci voglia per produrre una caloria da proteina vegetale.

Dov’è il “guadagno” nell’inquinare il pianeta usando combustibile fossile all’impazzata? Pezzetti di pollo bisunti e hamburgers. In altre parole, cure per il colesterolo, visite dal dottore e diete alimentari.

Non sono uno scienziato, ma penso che la risposta sia ovvia: non vale la pena mangiare carne se i risultati sono cambiamenti climatici, uccisione di animali, sia maiali che orsi polari, e noi stessi.

Bruce Friedrich, vicepresidente della campagna internazionale del PETA (People for the Ethical Treatment of Animals, associazione per il trattamento etico degli animali), la più grande organizzazione mondiale per i diritti degli animali, con più di 1 milione e 600 mila soci e sostenitori. Prima di diventare socio PETA dieci anni fa, Bruce ha trascorso sei anni a capo di un’oasi per la protezione di famiglie senzatetto e della più grande cucina di distribuzione gratuita di cibo a Washington DC; è stato anche leader di numerose manifestazioni di carattere sindacale ed umanario. E’ attivo nel sociale da più di 20 anni.

Bruce Friedrich
Fonte: http://www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/views07/0217-04.htm
17.02.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIANNI ELLENA

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Tao
Tao
2 Marzo 2007 8:16

La voracità carnivora dell’occidentale moderno è in aumento. Mangiava due chili di carne all’anno nel 1850 e dieci chili negli anni 1960, cinque volte di più in un secolo. Da allora il ritmo si è accelerato. Il consumo di carne, 26 chili nel 1997, dovrebbe stabilirsi a 37 chili a persona all’anno nel 2030. Questa bulimia che accompagna la crescita economica, illustrata dal feroce film di Marco Ferreri “La grande abbuffata” [1973] ha modificato la nostra concezione del cibo. Stiamo pertanto meglio? Sembra di no, a giudicare dall’estensione veloce dell’obesità nei paesi ricchi. Il passaggio da un’alimentazione basata sui vegetali bolliti, grazie al calore del fuoco – zuppe, verdure, radici – alle grigliate, di solito di carne, ha scompaginato il mondo agricolo. Questo cambiamento è stato quasi invisibile: si è svolto lontano dagli occhi cittadini, nella semi-clandestinità delle campagne. Eppure è stato brutale. Fino al dicianovesimo secolo, i ruminanti si nutrivano all’esterno del cerchio agricolo, su pascoli, paludi e lande. Mentre i porci e i pollami ripulivano la fattoria dei suoi rifiuti. Bovini ed equini invece servivano al lavoro agricolo e alla produzione di concime naturale. Nel 1860 c’erano 2,3 milioni di cavalli e 7 milioni di mucche aggiogate in… Leggi tutto »

Interconnessioni
Interconnessioni
2 Marzo 2007 8:34

Condivido l’articolo e il commento, aggiungo questo testo a parziale completamento, nel senso però alimentare della questione, il mito delle proteine. Il mito delle Proteine Nel passato alcune persone credevano che non si potessero mai mangiare abbastanza proteine. Agli inizi del ’900, agli Americani venne detto di mangiare ben più di 100 grammi di proteine al giorno e già negli anni 50, le persone attente alla salute furono incoraggiate ad incrementarne l’assunzione. Oggi, alcuni libri di dietetica, molto in voga in questo periodo, incoraggiano un elevato consumo di proteine per perdere peso, sebbene gli Americani tendano comunque ad assumere il doppio delle proteine di cui hanno bisogno. Le persone che seguono questa dieta, oltre ad averne avuto un giovamento a breve termine, sono spesso inconsapevoli dei rischi per la salute associati ad una dieta altamente proteica. L’eccesso di proteine è stato associato all’osteoporosi, alle malattie renali, ai calcoli a base di calcio alle vie urinarie e ad alcuni tipi di cancro. I mattoni della vita Gli esseri umani creano le proteine dei loro corpi dagli amminoacidi, che provengono a loro volta dalle proteine assunte con l’alimentazione. Una dieta variata, con fagioli, lenticchie, cereali e altri vegetali contiene tutti gli amminoacidi… Leggi tutto »