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MEDIA COMUNICAZIONE IN ITALIA

CON L’EMIRO DEL QATAR VENUTO A ROMA A FARLA DA PADRONE

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero peniero

Il guaio di farsi una cultura è che il processo richiede molto tempo, ti brucia la parte migliore della vita, e quando hai finito l’unica cosa che sai è che ti sarebbe convenuto di più fare il banchiere.
( Philip K. Dick )

Parliamo oggi, per questo week end, di Comunicazione & Media in Italia.

La notizia è la seguente: le notizie e le informazioni contenute in questo post sono vecchie di almeno una settimana.

A questo va aggiunto: tutte le notizie che vengono date in questo post sono state ampiamente già date e pubblicate sulla stampa italiana mainstream.

E ci mettiamo anche: non soltanto non c’è alcuno scoop e tantomeno alcuna novità, ma tutto ciò di cui si parla in questo post è robetta nota e già masticata”.

In che cosa consiste la notizia, dunque?

Esattamente in questo.

Ovverossia, nel raccontarvi la nuova fase della gestione da parte della cupola mediatica, il loro gestire la comunicazione giornalistica applicando la “Teoria del Paradosso”, perfetta e funzionale nella attuale Surrealtà, laddove dire la Verità, cioè le cose proprio come stanno, finisce per essere il principale veicolo di disinformazione per i cittadini.

Come è possibile che questo accada?

E’ semplice ed elementare.

Il mondo che ci hanno creato è un mondo che ruota intorno al concetto tribale di villaggio elettronico con diversi Totem da adorare, ai quali fare riferimento: la nuova religione ideologica del cittadino post-moderno schiavo della finanza oligarchica. Primo fra tutti “l’ossessione bulimica dell’informazione”. Ci hanno fatto credere che viviamo nell’età dell’informazione. Non è vero. E’ un trucco. Questo era vero vent’anni fa.

Noi adesso viviamo una fase successiva, dove le informazioni sono irrilevanti. Ciò che conta, oggi, (dedicato a chi vuole capire, quindi comprendere e pertanto sapere) non è l’informazione bensì “la connessione”. E’ tutto un altro mondo. Se io ho un dato B, oggettivo, il cui autentico Senso e Significato lo posso ricavare soltanto collegandolo a un dato A, oggettivo ma A e B sono collocati in due luoghi lontani, io non vedo  la relazione tra il punto A e il punto B e ottengo la seguente formulazione mediatica “falsificare la realtà dicendo la Verità”. Le informazioni, oggi, non servono a nulla, è ormai robetta per i feisbuchiani. Ciò che conta è la capacità di saperle elaborare in modo tale da poter creare la “adeguata connessione tra le diverse informazioni” e quando questo avviene, allora io ottengo il cosiddetto “flusso di informazioni”. Perché è così che funziona la mente umana. Per far ciò bisogna però essere in-formati, cioè “formati dentro”, il che vuol dire avere gli strumenti necessari  per poter decifrare l’informazione.

Faccio un  esempio: domani sui giornali leggiamo che Mr. Tizio è morto suicida. Sappiamo anche che Tizio era una persona importante che lavorava al ministero delle finanze. Da un’altra parte compare la notizia che Tizio era un pedofilo incallito e stava per scoppiare uno scandalo, ed essendo lui cattolico, per la vergogna si è ucciso. Da un’altra parte compare la notizia (piccola, ma resa pubblica) che il giorno prima del suo suicidio era andato a cena con Mr. Caio, finanziere d’assalto, e poi era andato a una festa dove però non c’erano bambine, ma finanzieri. Le diverse notizie vengono comunicate. Se io faccio in modo che nessuno attui la connessione tra queste diverse e lontane notizie (eppure esistenti) spostando l’interesse verso le preferenze sessuali di Tizio, farò scattare un maggior numero di connessioni con la notizia “Tizio è pedofilo” che con le notizie altre. Il tutto corrisponde a “una verità oggettiva”, perché Mr. Tizio era davvero un pedofilo incallito perverso. Ma è anche vero che aveva detto no a Mr. Caio, il quale, per colpa sua avrebbe perso di lì a una settimana 50 miliardi di euro e in un’altra zona lontanissima della rete c’è perfino la notizia relativa a uno scambio di lettere tra di loro e in un’altra zona ancora c’è addirittura la lettera. Ma per dieci giorni si parla soltanto del dramma della pedofilia e “il tempo delle inter-connessioni” si perde e così le altre notizie possono intanto essere oscurate, si può creare intorno un adeguato sbarramento: circondare quella notizia da altre dieci notizie che sostengono che quella lettera è falsa e che l’incontro non si è verificato, ecc.

Ciò che davvero conta, quindi, oggi, non è “l’informazione” bensì “la connessione”.

Dobbiamo imparare a connettere le notizie. Paradossalmente, oggi, la “vera informazione” oggi non la fa il giornalista, bensì il filosofo. La “sveglia” ai francesi, nel 2010, l’ha data un filosofo scomodo di 88 anni di età. Lui ha suonato la carica. Un giovanotto di quasi novant’anni. Si chiama Edgar Morin, e la corrotta classe di intellettuali francesi ha cominciato a interrogarsi di nuovo, a porsi domande, a cercare, per l’appunto, le connessioni. Non le risposte, le connessioni.  La “sveglia” agli americani narcotizzati da Bush & co.l’ha fornita il grande filosofo Richard Rorty a metà dello scorso decennio, prima di morire, insieme al più grande epistemologo vivente, il filosofo Hilary Putnam. Il filosofo Rorty non sapeva neppure che cosa fosse la BCE o Mario Monti o la situazione italiana, eppure otto anni fa spiegava come in Italia il potere sarebbe stato preso da una elite aristocratica di tecnici. Ci insegnava a connettere i fatti. Ma lui non aveva informazioni: aveva fatto le connessioni.  A sua volta, da vent’anni, il filosofo Putnam elabora la sua teoria sul Vero e sul Falso, cercando di spiegarci come il potere “sia arrivato al diabolico punto di potersi permettere il lusso di dire addirittura la verità, che diventa un falso in quanto non viene connessa a una ricezione collettiva di massa e ciò che conta nell’attuale fase non è il dato, bensì la connessione tra i dati, senza questo il dato svanisce perché non può essere comunicato, quindi una Verità diventa una Non Verità”.

Questa lunga e forse noiosa premessa era per introdurre una notizia pubblicata qualche giorno fa. Interessa tutti perché è di natura governativa. Ed è anche di natura militare strategica, e se si vanno a fare delle connessioni, allora si riesce a comprendere che cosa c’è sotto (o dietro) e si capisce anche perché una “notizia così curiosa come questa” non abbia avuto nessuna risonanza, nessun commento, nessun seguito. Nada de nada. Nicht. Nothing.

Per me, appunto, la notizia è questa: una notizia che viene data ma non viene diffusa e discussa. Perché?

Ecco i fatti nudi e crudi

Firmato accordo fra Ansa e agenzia Qatar Qna
Ambasciatore: aperti a investire in Italia
18 settembre, 17:56

ROMA – Un accordo per rafforzare lo scambio non solo di informazioni e di foto, ma anche di prodotti (1) multimediali tra l’ANSA e la Qatar News Agency (QNA) è stato firmato oggi a Roma, nella sede dell’ANSA, dall’ambasciatore del Qatar in Italia, Soltan Saad Al-Moraikhi, e dall’amministratore delegato dell’ANSA, Giuseppe Cerbone. Un accordo che si inserisce nel quadro degli ottimi rapporti tra Italia e Qatar e che mira a dare un ulteriore impulso alla collaborazione già esistente tra l’ANSA e la QNA, che riguarderà oltre ai prodotti multimediali, anche la copertura di eventi e la formazione dei giornalisti. “Siamo molto felici dell’interesse dell’Italia per il Qatar, un interesse che è davvero reciproco. Con questo accordo con l’ANSA vogliamo prima di tutto fare arrivare le notizie al cittadino”, ha commentato l’ambasciatore Al-Moraikhi. Informazione, istruzione e salute, ha spiegato, sono tre settori in cui l’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani, “sta concentrando gli sforzi al fine di favorire lo sviluppo umano, ovvero il benessere fisico e mentale dei suoi cittadini”. Il Qatar, ha sottolineato l’ambasciatore, può vantare un “sistema sanitario all’avanguardia e totalmente gratuito” e “una rete di università tra le migliori al mondo”. Per l’emiro l’istruzione e la conoscenza sono un obiettivo prioritario che spiega l’interesse per lo scambio di informazioni con l’ANSA, per “fare arrivare al cittadino” le notizie riguardanti un paese come l’Italia la cui cultura “viene percepita da noi come molto vicina”, ha sottolineato Al-Moraikhi. Il Qatar è un paese “aperto agli investimenti nel mondo”, come testimoniano in recenti ingressi in società in Francia e altri paesi europei, in particolare nei settori immobiliare e dello sport. “Anche in Italia abbiamo realizzato vari investimenti nel settore energetico, in Costa Smeralda”, e diverse società italiane stanno partecipando ai grandi progetti di infrastrutture avviati in Qatar in vista dei Mondiali di calcio del 2022 che l’emirato ospiterà.”Noi intendiamo rafforzare i rapporti in tutti i settori e speriamo di poter realizzare sempre più investimenti in Italia”, ha detto l’ambasciatore che ha confermato la partecipazione del Qatar all’Expo 2015 di Milano, per la quale “abbiamo alcuni progetti di investimento in fase di studio”. “Siamo pronti a valutare tutte le proposte, anche in occasione (2) di una prossima visita del presidente del Consiglio Mario Monti in Qatar”.

Questo articolo è stato pubblicato dalla stessa ANSA (agenzia di stampa ufficiale dell’Italia, ovverossia: la voce ufficiale della Repubblica nel campo della comunicazione) il cui amministratore delegato ha letto l’articolo che voi vedete in conferenza stampa. Leggetelo con attenzione.

E adesso facciamo le dovute connessioni:

A). L’Ansa firma una joint venture con l’emiro del Qatar.

Ma chi è l’emiro? (non lo spiegano). Perché l’emiro arriva adesso? (non ce lo dicono). Come mai un (apparentemente) affaruccio è “talmente” importante da spingere l’emiro in persona a venire qui a firmare l’accordo? Quali sono i rapporti con l’emiro?( non ce lo dicono). Come mai Monti va in Qatar? (non ce lo dicono).

Il Qatar è una nazione fondamentale in questo momento nel mondo.

Piccolo staterello sul Golfo Persico (è grande circa 15.000 km quadrati, ampio quanto Lazio, Umbria e Toscana messe insieme) ha una popolazione di circa 1,5 milioni di abitanti. Ha un pil intorno ai 240 miliardi di euro, superiore a quello della Grecia, corrispondente a circa 1/8 di quello italiano. Quest’anno ha avuto un aumento del pil del +18,5% sull’anno precedente ed è la seconda nazione al mondo come ricchezza pro.capite, circa 120.000 dollari ad abitante. Una meraviglia. Così l’Ansa e il governo ci hanno presentato il Qatar. Ed è la verità.

Ma come dice il Talmud  “una mezza verità è una menzogna intera”.

Perché c’è dell’altro.

Il 78% della popolazione versa in uno stato di “totale e assoluta povertà”.

Il 25% del budget nazionale è destinato all’acquisto di armi. I tre venditori sono, nell’ordine di importanza: Gran Bretagna, Italia e Francia.

Con esultanza, l’ambasciatore qatariota Al-Moraikhi ci ha spiegato che “in Qatar regna l’armonia politica e non esistono conflitti”. E’ vero. L’opposizione non esiste. Non esiste, se è per questo, neppure la maggioranza. Non esiste il parlamento. Non esistono partiti politici, sono vietati per Legge. In Qatar l’attività politica, come noi la intendiamo, è vietata. Sono vietate anche associazioni private. Il sistema è retto da “una monarchia assoluta islamica”, un’unica famiglia, gli El-Thani, governa il paese e possiede il 95% della ricchezza nazionale. Quindi i conti veri sono: i 245 miliardi di pil vengono distribuiti tra i 224 membri della famiglia reale. Al resto del paese (ovvero il 99,999992% della popolazione) che conta 1.432.867 abitanti va il 4,8% del pil pari a 12 miliardi di euro. Tra questi esiste una classe di vassalli (li chiamano “funzionari governativi con delega reale”) che sono circa 8.000 persone che percepiscono il 90% di quel 4,8%. La maggioranza della popolazione vive di stenti. Nel paese c’è uno dei più alti tassi di mortalità infantile del mondo, il più alto tasso di denutrizione infantile nel mondo islamico; alle donne è vietato l’accesso al mondo del lavoro. Non esiste rete ferroviaria. Non esiste rete di autobus. Non esiste rete idrica al di fuori della capitale Doha, piena di alberghi a 5 stelle dove vanno i nostri imprenditori mitomani. Nel 75% del territorio abitato non esiste energia elettrica. L’emiro è il più importante fornitore di petrolio dell’Italia e il proprietario al 59% della emittente Al Jazeera. La famiglia è mussulmana religiosa fondamentalista e applica la Shariya. L’emiro ha spiegato all’Italia e all’Ansa che in Qatar “esiste il servizio sanitario nazionale gratuito e tra i più avanzati del mondo”. E’ vero. Ma il 75% della popolazione non ha i mezzi né economici né pratici per raggiungere gli ospedali a Doha, dato che non esistono mezzi di comunicazione. In ospedale ci vanno soltanto gli emigranti che lavorano nei campi di petrolio. L’emiro ha anche aggiunto “abbiamo un ottimo sistema di istruzione pubblica gratuita”. L’analfabetismo raggiunge la cifra del78%.

L’Ansa ci ha spiegato, per bocca del suo direttore, che “con questo accordo, il sistema di telecomunicazioni e l’intero sistema mediatico italiano fa un balzo in avanti anche dal punto di vista culturale”. Con una nazione come questa?

Si dà il caso che l’emiro sia diventato l’azionista di maggioranza dell’Unicredit: possiede il pacchetto di maggioranza delle azioni, acquistato nel gennaio del 2012 e gestito da un delegato ufficiale –nominato personalmente dall’emiro-  presso il consiglio di amministrazione della banca, che si chiama Luca Cordero di Montezemolo e rappresenta il Fondo Qatar. A lui,  l’emiro ha affidato l’appalto per gestire la costruzione degli impianti sportivi per i mondiali di calcio nel 2022, in una nazione dove il calcio è praticato dallo 0,6% della popolazione: hanno quattro campi di calcio. Per vedere una partita il costo del biglietto è pari allo stipendio di una famiglia per complessivi 45 mesi. Subito dopo aver firmato quest’accordo, l’emiro si è incontrato con la signora Tarantola, presidente della Rai, ex banca d’Italia che ha gestito –sempre per conto dell’emiro- l’acquisizione del pacchetto di maggioranza di Unicredit lo scorso gennaio. L’emiro, commosso dalla “situazione di difficoltà dell’Italia” ha dichiarato di essere a disposizione per coprire il buco della Rai di 289 milioni di euro di debito, attraverso prestiti agevolati di Unicredit (che gestirà Montezemolo in persona) e attraverso delle nuove joint venture con la concessionaria di pubblicità della Rai. Tradotto in cifre, vuol dire che Al Jazeera sta prendendo il controllo del sistema ufficiale governativo delle notizie italiane, passando per il business.
Senza che all’Italia sia stato detto nulla.

Anzi: peggio. AVENDEGLIELO DETTO.

Tutto ciò è stato gestito personalmente dal presidente del colosso finanziario J.P.Morgan, venuto a Cernobbio apposta per incontrarsi privatamente –e ufficialmente davanti a tutte le telecamere italiane- con l’emiro, Monti, Passera, la Tarantola, Montezemolo. 30 ore dopo quest’incontro J.P.Morgan ha gestito la vendita di 1,7 miliardi di euro di quote dello Snam-Eni all’emiro del Qatar che quindi si appropria della gestione e produzione dei campi petroliferi in quota Eni in Qatar. Tradotto vuol dire: il Qatar da l’altro ieri si venderà il petrolio a se stesso. Il contribuente italiano pagherà soltanto le accise.

Questa connessione mi consente di comprendere un mistero che risolve il mio quesito:

“Come mai l’Italia –insieme al Regno di Spagna- è l’unica nazione in tutta l’Europa occidentale che non ha dato la notizia delle proteste islamiche contro il famigerato filmaccio nel modo in cui è stata data nel resto del continente?

Adesso lo so.

Ecco come la notizia era stata data altrove:

“In questi giorni stiamo assistendo….ecc…..ecc….tutto ciò è nato su una precisa scelta della emittente Al Jazeera su indicazione dell’emiro del Qatar. L’emittente qatariota, infatti, ha deciso di diffondere sulla propria rete, dopo averlo tradotto in venti diverse lingue arabe, un film di serie inferiore che in Usa non aveva trovato nessuna collocazione sul mercato, ed era stato venduto per una manciata di dollari a un modesto canale satellitare del sud della California che lo trasmetteva on demand”. Quando Al Jazeera ha diffuso il film, fino a quel momento il film era stato richiesto da meno di mille utenti. Nessuno lo aveva visto. Nessuno lo voleva vedere. Nessuno lo voleva né comprare né vendere. Semplicemente “non esisteva sul mercato”. L’ha posizionato Al Jazeera.

La domanda che oggi pongo ai miei lettori è la seguente: voi ritenete che da una nazione come questa noi abbiamo davvero da imparare?

Seconda domanda: voi ritenete che sia normale che l’Ansa finisca per diventare socia di Al jazeera?

Terza domanda: voi non pensate che i cittadini avrebbero diritto di sapere su quali basi il premier Mario Monti ha dichiarato di “aver deciso di andare in visita ufficiale nell’emirato del Qatar, nazione amica, e punto di riferimento costante sia del governo che dell’imprenditoria avanzata italiana” e non dovrebbe spiegarci  per fare quali “affari di interesse nazionale?”   

E’ stata piena di notizie e di informazioni, la rete, in questi giorni.

Quasi nessuna –tra le notizie più importanti- è stata presentata e offerta alla addormentata nazione italiana attraverso le sue “giuste connessioni”.

Altro esempio:

L’11 settembre 2012, il Ministro delle Finanze giapponese Tadohiro Matsushita, da vent’anni politico di primaria importanza nella gestione keynesiana della nazione, dopo essere stato ricevuto dal suo primo ministro Onda che aveva appena parlato con il responsabile del Fondo Monetario Internazionale a Tokyo, è tornato a casa e si è impiccato. La notizia ufficiale è stata che un quotidiano nipponico stava per rilevare che da 22 anni il ministro aveva una relazione extra coniugale. 24 ore dopo, in Cina, iniziano le contestazioni violente anti-nipponiche . L’imperatore, preoccupato, affida a Shinichi Nishimiya, giovane economista, la carica di nuovo ambasciatore in Cina. Appena nominato arriva a Pechino. 24 ore dopo muore avvelenato. Si sostiene che era allergico al cibo cinese ma non lo sapeva.

Tutto ciò è stato pubblicato in Italia, nel senso che la notizia è uscita dovunque.

Ma va connessa.

Uno degli eventi più censurati in tutta l’Europa della zona euro:  parlare del Giappone.

Non si parla di questo paese.

Perché il Giappone è pericoloso. Come sono pericolosi l’Argentina e il Brasile.

Il Giappone è l’unica nazione capitalista al mondo che da diversi decenni ha trovato la sua personale quadratura del cerchio: keynesiana in economia, tradizionalista in politica; progressista nel sociale, conservatrice nel privato. Sono riusciti a sintetizzare l’imperatore e il welfare. Il suo pil è di 3.800 miliardi di euro all’anno, superiore del 125% a quello italiano. Il suo debito pubblico è di circa 4.700 miliardi di euro, pari al 137%. L’inflazione è al 2%, la disoccupazione è all’1,5%. I dati economici ci dicono che quest’anno il Giappone cresce del +3,5% e che per il 2013 è accreditato di un +4,8%. In Italia tutti i partiti politici sostengono che “il vero problema consiste nell’immenso debito pubblico e bisogna tagliare perché se lo stato investe arriva l’inflazione”. Come mai il Giappone, invece, sta applicando la MMT- adattandola alla sua realtà- e ogni anno aumenta la spesa pubblica e ogni anno invece di “finire nel baratro” migliora la propria situazione, non ha la nostra inflazione, non ha i nostri conflitti sociali, non ha la nostra povertà? Il suicida ministro aveva dichiarato venti giorni fa “tanto più lo stato investe su se stesso attraverso grandi infrastrutture per la collettività, soprattutto nel campo della ricerca scientifica, nell’innovazione tecnologica e nell’istruzione pubblica di massa, tanto più si abbatte la disoccupazione, si allarga il consumo interno e si crea ricchezza collettiva. Siamo pronti a lanciare un nuovo piano di investimenti per il 2013 nell’ordine di 2.000 miliardi di dollari per la riconversione totale dall’energia nucleare all’eolico, fotovoltaico ed energie ecologicamente sostenibili. Nel 2015 avremo un disavanzo di quasi 7.000 miliardi di dollari, pari al 145% rispetto al pil: ma saremo una nazione evoluta, dove a tutti i cittadini verrà garantita, oltre alla sicurezza del lavoro per tutta la vita, anche la salute e la salvaguardia del proprio futuro”. Il responsabile del Fondo Monetario Internazionale, ascoltando queste parole, ha protestato formalmente sostenendo che si trattava di una follia.

Quel ministro dieci giorni dopo si è impiccato. Il suo discepolo è morto avvelenato.

Mentre Al Jazeera dal Qatar diffondeva il video.

Sono io che sono un demente, oppure tutto ciò merita delle riflessioni?

Quantomeno l’apertura di un dibattito costruttivo al di là del gossip quotidiano, che cosa ne dite?

Quanta gente c’è in Italia che non sa che il Giappone seguita a progredire  applicando la MMT?

Come mai Mario Monti in Giappone, che è la terza potenza economica planetaria, non ci va?

Buon week end a tutti.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/media-comunicazione-in-italia-con.html
22.09.2012

1 http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2012/09/18/Firmato-accordo-Ansa-agenzia-Qatar-Qna-_7493280.html
2 http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2012/09/18/Firmato-accordo-Ansa-agenzia-Qatar-Qna-_7493280.html

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Il budget ufficiale argentino per il 2013 prevede una crescita del 4,4% e la base prevista é la domanda interna.

    Monti ha preso il controllo dell’Azienda Italia e la gestisce come tale: fa affari (loro). Anche questo si pubblica sui giornali: “Azienda Italia”.

    Oggi che é mancato nella penisola il fratello di mio padre (che invece aveva emigrato verso l’Argentina), mi vien da piangere per l’Italia che entrambi (e noi, loro figli) amavano e per il sogno che fece di mio nonno un partigiano.

    Ormai non ci appartiene piú. Ce l’hanno fregata.

  • tersite

    Questo articolo pesa come un macigno. Spero lo leggano in tanti.

  • Georgejefferson

    Pensiamo alle differenze di trattamento della cittadinanza tra la Libia ed il Quatar.L’una e’stata stravolta,l’altra e’rappresentata dal nostro Killer Mario Monti che stringe la mano all’emiro.

  • Georgejefferson

    Condoglianze per lo zio Tanita

  • Fabriizio

    In questo articolo, è presente una grave inesattezza :

    Shinichi Nishimiya era stato effettivamente incaricato da soli due giorni,

    di rilevare il ruolo di Uichiro Niwa, come ambasciatore a Pechino,

    ma è morto a Tokyo PRIMA di andare a Pechino …

    per l’esattezza nei pressi della sua abitazione a Shibuya,

    quartiere residenziale della capitale,

    non che parte e appena arrivato come per magia, MUORE.

    Dai Di Cori … meno scandalismo !

  • ProjectCivilization

    PURTROPPO PB ha corrotto anche CDC .
    PURTROPPO tocchera’ rinunciare anche a CDC .
    E’ una perdita consistente per l’Italia .

  • Highlangher

    Allora ha ragione Barnard, uno dei pochi in italia che sostiene la MMT. Come mai ci sono solo 400 iscritti al prossimo meeting di rimini? Se arrivasse abbastanza gente, sopratutto blogger di vera informazione, la teoria MMT sarebbe divulgata anche da noi. Potremmo forse sperare di fermare questo piano diabolico di svendita degli asset italiani a questi pecorai arricchiti sulla pelle dei loro stessi popoli. Sembra la lotta di Davide contro Golia, ma se siamo in tanti forse ce la possiamo ancora fare. I partigiani che giustamente ricorda Tania hanno lottato con la loro vita. Noi non siamo neanche capaci di lottare con una tastiera. Che tristezza.

  • RicBo

    Corretta e vera la parte di questo articolo centrata sulla manipolazione dell’informazione: un testo di riferimento per le facoltà di scienza dell’informazione/comunicazione.
    Trovo molto forzata invece la “connessione” tra le vicende giapponesi e la MMT.
    A parte le trame dietro a suicidi veri o presunti, bisognerebbe analizzare come la base del capitalismo giapponese sia una società ipercompetitiva e basata sul riconoscimento dell’autorità. Economicamente la realtà del Giappone è quella di un paese in perenne crisi di sovraproduzione che cerca di scaricare costantemente sui paesi vicini e sul mondo e di crisi cicliche sempre più frequenti risolte svalutando, non potendosi più permettere una politica imperialista. A questo va aggiunta la consapevolezza di una prossima e vicina crisi energetica dopo Fukushima ed il picco del petrolio.
    Poi sì: sono a dei livelli di ricchezza e di etica che a noi paiono marziani, ma si fa sempre più strada la convinzione che una società insostenibile produce un’economia insostenibile.

  • Anais

    Eccellente articolo, ricco di informazioni e soprattutto della preziosa riflessione alla “formazione”, verissimo e faticosissimo fare le giuste connessioni per ottenere il flusso informativo il più possibile ri-pulito da fandonie e manipolazioni scellerate.
    Provo un colpo al cuore leggendo gli intrighi pazzeschi che questi tecnocrati “aristocratici” arzigogolano alle nostre spalle, rubandoci territorio, ambiente, salute, ricchezze, la vita stessa!
    Ci rubano la vita attimo dopo attimo, perché stanno strappando le nostre radici dopo averle lasciate essiccare e morire di scientifica e mirata inedia!
    Provo disgusto e nausea misto ad impotenza leggendo della disinvoltura con cui tacciono i veri rapporti d’affari con Paesi dittatoriali e vampireschi verso la popolazione.
    Dei fatti giapponesi ero al corrente per aver sbirciato altrove, su siti stranieri, ed avevo sospettato che l’eliminazione fisica fosse conseguenza di azioni contro lo stramaledetto Fondo Monetario Internazionale, altro supercentro dittatoriale che impone diktat da strozzini rivoltanti dopo aver messo in gravi difficoltà altri Paesi, nel mirino delle loro armi economiche, obbligati a ricorrere ai loro prestiti.
    Se tali Paesi si oppongono o trovano con eroico coraggio altre strade risolutive, guarda caso ecco la morte improvvisa per avvelenamento o per impiccagione, o per misteriosi attacchi di cuore.

  • FreeDo

    Complimenti,sei superinformato.
    Ma non “Connetti”.

  • Jor-el

    SVALUTAZIONI??? Eh no, RicBo, questa è o ignoranza imperdonabile, o disinformazione a livelli addirittura sospetti. Lo yen è la moneta più sovrapprezata del mondo, tanto che da anni Wall Street prevede e invoca con toni prossimi alla disperazione una svalutazione della divisa nipppnica. Nella realtà la svalutazione dello yen è temuta come la peste! Un paese che potrebbe esportare di tutto, da tecnologia ad abbigliamento di qualità… Eppure ci raccontano che è in recessione… E c’é chi ci crede!!!! Il giappone è ben lungi dall’essere l’utopia capitalista, ma in confronto all’UE, è un paradiso. Ma pensa bene ai terremoti italiani!

  • Jor-el

    SVALUTAZIONI??? Eh no, RicBo, questa è o ignoranza imperdonabile, o disinformazione a livelli addirittura sospetti. Lo yen è la moneta più sovrapprezata del mondo, tanto che da anni Wall Street prevede e invoca con toni prossimi alla disperazione una svalutazione della divisa nipppnica. Nella realtà la svalutazione dello yen è temuta come la peste! Un paese che potrebbe esportare di tutto, da tecnologia ad abbigliamento di qualità… Eppure ci raccontano che è in recessione… E c’é chi ci crede!!!! Il giappone è ben lungi dall’essere l’utopia capitalista, ma in confronto all’UE, è un paradiso. Ma pensa bene ai terremoti italiani!

  • RicBo

    Riconosco l’errore, ma la sostanza non cambia, e sta nelle stesse parole che hai usato tu:

    Un paese che potrebbe esportare di tutto, da tecnologia ad abbigliamento di qualità…

    ma non può farlo, per tante ragioni.
    La crisi giapponese degli anni 90 era esattamente questo: una sovraproduzione che non riusciva a trovare sbocchi ed ha prodotto una stagnazione ventennale.
    Quello che voglio dire è che insistere nello sviluppismo e nel produttivismo porta ad un crollo inevitabile. Mentre in europa stiamo guardando a modelli come quello giapponese, confondendolo con la MMT, loro lo hanno già rinnegato e sono alla ricerca di nuove idee.

  • ProjectCivilization

    Invito sia questo troll che PB e CDC a unirsi a chi ha la forza morale per lavorare per un futuro dignitoso .
    B A S T A con l’egoismo , basta con la moneta ,
    basta con mmt o cose del genere . B A S T A .

  • rebel69

    Condoglianze anche da parte mia

  • RicBo

    Ricorda molto la storia delle dimissioni della presidenta della regione di Madrid, la ultra liberista thatcheriana Aguirre, ufficialmente per ragioni di salute, ma se si guardano bene tutte le informazioni slegate e si ricompongono le “connessioni”, si scopre ben altro

  • Tanita

    Grazie ad entrambi, davvero.

  • mincuo

    Cose vere e cose false Modigliani.
    Come sempre. E fonti? Nada de nada.
    Tanto chi guarderà? Nessuno. Tutti commenteranno, come al solito prendendo per oro colato, ma controllare…..e poi non sa nemmeno dove in genere la gente.
    Ad esempio dice Modigliani, tra le tante: l’analfabetismo è al 78%. Capperi, tanto!! Vediamo un pò.

    Questo è l’ONU.
    ONU [hdrstats.undp.org]

    Questo invece è da W. B.
    W.B. data [www.tradingeconomics.com]

    Questo invece è il World Fact Book. Che è la CIA (Aaaaagh!!!!)
    Un momento, calma. La CIA non fa solo colpi di Stato, ha anche un Centro Studi, ed è buono. E’ la sua faccia informativa, pulita, pubblica, per il bravo cittadino. E non c’entra molto con la CIA “vera”. Come l’FMI, che ha un centro studi buono, ma mica c’entra poi coll’FMI che affama la gente. Il Centro studi di FMI dice che le politiche dell’FMI sono sbagliate, infatti. E chissenefrega.

    CIA WFB data

    Modigliani ci informa sull’informazione che disinforma, un pò disinformando, un pò no. Che è la cosa migliore.

  • mincuo

    I dati Argentini sono fasulli da anni. Ci sono moniti da tutte le Organizzazioni multilaterali. Anche ufficialmente (Paris Club ecc..).
    L’inflazione è 15 punti sopra quella ufficiale, e i dati di GDP (PIL) sono di fantasia.
    La settimana scorsa ha avuto un warning ufficiale, di adeguarsi agli standard di accounting.
    This past week the IMF board issued a statement regretting
    Argentina’s lack of progress in addressing the quality of official
    CPI and GDP data reported by INDEC (Argentina’s statistics
    agency) to the Fund. The board—which in February of
    this year had urged Argentina to remedy the situation within
    180 days—set a new 90-day time frame after which the Board
    will again review Argentina’s response.
    Although distortions of inflation and GDP statistics have varied
    over time, it is widely understood that Argentina is underreporting
    genuine inflation by some 15%-pts and overreporting genuine real GDP by 2%-pts. Inflation reporting is evidently the main thorn in the relationship with the IMF (in part, GDP reporting distortions are a by-product of CPI distortions).

  • Fabriizio

    esattamente

  • mincuo

    N.B. Queste cose hanno conseguenze, non sono così….tanto per dire..
    L’Argentina ha una serie di scadenze.
    Argentina’s damned statistics are evidently an insult to its
    citizens, a tax on its inflation-indexed bond investors (paradoxically,
    mostly Argentine government agencies), and a benefit to its GDP-warrant investors.
    A question is the Argentina’s financial relationship with other multilateral organizations with similar shareholders. It is well known that this already affects Argentina’s relationship with the Paris Club:
    Argentina seeks to renegotiate its arrears (all told, some
    US$9 billion) over a five-year payment schedule (rather than
    a standard protracted plan) if the IMF were to be excluded
    from the process. Yet the Paris Club requires an even more
    accelerated payment schedule (to which Argentina will not
    concede) to accept side-stepping the IMF. In terms of outstanding
    credit, Argentina is not enjoying meaningful net
    funding from IFIs. In 2011, for instance, the World Bank,IADB, CAF, and others rolled over principal for US$1.6 billion
    and granted additional funding of US$0.5 billion equal to
    Argentina’s interest obligations—thus, not providing any net
    inflows. Looking ahead, the upper bound of additional financial
    burden faced by Argentina if the IFIs were to decide to
    reduce their refinancing commitments with Argentina in response
    to an unresolved dispute over statistics with the IMF
    would amount to US$2.0 billion on an annual basis.

    Questo (che è professionale) lo ho messo solo per far capire che la realtà è diversa, a seconda dei livelli. Non per critica o altro. Io spero che Argentina faccia bene, non male, ma ha problemi, e non pochi.

  • Jor-el

    “ma non può farlo, per tante ragioni.”… 1) guerra commerciale sferrata dagli USA negli Anni 90 2) guerra commerciale sferrata dal FMI negli anni 2000 3) guerra commerciale sferrata ADESSO da FMI, USA e UE coalizzate, tirando in ballo pure la Cina. Il motivo? Isolare la politica economica anticiclica giapponese che va contro le direttive del FMI. Probabilmente avranno successo, affonderanno il Giappone, riusciranno dove non sono riusciti tsunami e disastri nucleari (a proposito, indovinello: perché il Giappone è un paese nucleare?), ma please, non stappare bottiglie. In nome di che, poi?

  • mincuo

    Sono sicuro che avrò un commento “indignato” di Tanita e magari un pistolotto su “libertà ecc..” essendo qui tutti titolari indiscussi di sociologia, storia delle dottrine politiche, etica ecc.. Però sta di fatto che io organizzai aiuto spiegando come erano fatti i bond per aiutare la ricostruzione ecc…
    E una parte di quelli che Italiani, Brasiliani, Spagnoli ecc.. hanno sottoscritto sono indicizzati a inflazione. Quindi uno non farà un gran guadagno, ma almeno prende l’inflazione e non svaluta capitale. Ma se ti danno 10%(inflazione ufficiale) quando l’inflazione è in realtà il 25% allora ti fregano 15% di capitale all’anno in realtà. E lo stesso sui salari, perchè se li aumentano meno di inflazione, li stanno tagliando, in termini reali.

  • Georgejefferson

    sai a quanto aumentano i salari mediamente nominalmente?meno del 25%?Hai fonti?In ultimo volevo chiederti,cosa sai dirmi di Allais?e dei gesuiti?

  • BaronCorvo

    E anche i dati sulla mortalità infantile non sembrerebbero essere proprio accuratissimi…

    Il Qatar non è minimamente agli ultimi posti nel mondo, sta al 56 su 194, e anzi sta meglio di quell’Argentina (74) che ha dato i natali all’illustre Sergio; nel CIA Factbook il Qatar sta al 57 e l’Argentina all’82.

    Le connessioni fra i disordini in Cina, l’FMI e i misteriosi “suicidi-omicidi” in Giappone io non li vedo per niente, ma siccome tutti sono entusiasti è ovvio che mi sbaglio io.

    Vi lascio che alla televisione danno un documentario sulle volpi anziane e i loro trucchi per catturare i polli d’allevamento. Non è che facciano niente di speciale in effetti, pare che i volatili gli si buttino in bocca di loro spontanea volontà. Non lasciano nemmeno le piume.

  • Fabriizio

    😉

  • mincuo

    Io prendo direttamente dai dati degli Uff.St. di banche primarie, che elaborano su quelli ufficiali, ma devi avere accesso. Quindi non so bene. Prova a cercare su “wages and salaries Argentina” o su IMF o World Bank o OCSE o cerca sotto INDEC che è l’ufficio di Statistica Argentino.

  • Georgejefferson

    prosegui con i dati e smettila di sfottere…confuta tutto,non solo un dato…prima di andare a vedere i cartoni animati

  • Mattanza

    Pero’,dico,lo vedete come gli da la mano?
    LOL!!
    Cioe’,e’ chiaro che li chi comanda e’ l’emiro!!

  • Highlangher

    Troll lo dici a tua sorella, innanzi tutto. Io esprimo le mie opinioni da libero lettore. Se hai qualcosa in contrario me lo dici chiaro. Con degli argomenti, non con degli sfoghi da bambini di cinque anni.

  • lucamartinelli

    Magistrale. E bravo Cori Modigliani. Continua a scrivere che noi continuiamo a leggerti.

  • nuovaera89

    Il problema dell’informazione non sta solo nei media, ma sta nel chi riceve queste informazioni! se faccio leggere un articolo del genere a uno abituato a guardare l’ansa e i vari organi d’informazione italiani, minimo si rifiuta di leggerlo, figuriamoci a capirlo. E proprio vero, la più grande battaglia al giorno d’oggi e quella dell’informazione, e da noi (per ora) e persa fin dall’inizio, mi complimento solo con giornalisti come Modigliani perché in questa italietta giornalisti così c’e ne sono pochi.

  • gahwar

    Lavoro e vivo in Qatar dal 2007, considero CDC un sito autorevole e rispettabile; per questo mi sento in dovere di intervenire circa le stupidaggini scritte sul Qatar. Se non vi fidate della mia esperienza personale, potete fare riferimento ai link citati.
    Questo paese ha senza dubbio diversi problemi ( http://en.wikipedia.org/wiki/Human_rights_in_Qatar ); tuttavia non e’ corretto sostenere una giusta causa con una serie di bugie.

    di seguito, il dettaglio delle falsita’ con i riferimenti per verificare… per chi fosse interessato…

    il 78% della popolazione versa in uno stato di “totale e assoluta povertà”.

    –FALSO–: dei 1,5M di abitanti, circa 270000 sono Qatarini (non si chiamano Qatarioti); il resto sono espatriati con permesso di lavoro temporaneo. La quasi totalita’ dei Qatarini sono come minimo benestanti http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_GDP_(PPP)_per_capita
    I qatarini non pagano: tasse, utenze (elettriche ed idrica), servizio sanitario, terra sulla quale edificare l’abitazione. I Qatarini hanno TUTTI diritto ad una pensione di anzianita’ 4 volte la minima italiana. TUTTE le attivita’ commerciali devono avere per lo meno uno sponsor Qatarino. Le donne non sposate, dopo il 35esimo anno di eta’ hanno diritto ad una abitazione che viene loro passata dallo stato (esperienza di una collega qatarina di mia moglie).
    Per quanto riguarda gli espatriati il discorso e’ diverso; si spazia da chi se la passa bene (occidentali) a chi si trova ai limiti della schiavitu’, e qui’ l’articolo ha parzialmente ragione http://en.wikipedia.org/wiki/Human_rights_in_Qatar

    Il 25% del budget nazionale è destinato all’acquisto di armi. I tre venditori sono, nell’ordine di importanza: Gran Bretagna, Italia e Francia.

    –FALSO– e’ il 2,4% http://en.wikipedia.org/wiki/Qatar_Armed_Forces

    Nel paese c’è uno dei più alti tassi di mortalità infantile del mondo, il più alto tasso di denutrizione infantile nel mondo islamico

    –FALSO–
    http://www.who.int/countries/qat/en/

    alle donne è vietato l’accesso al mondo del lavoro.

    –FALSO–

    Non esiste rete ferroviaria.

    –parzialmente vero; e’ in costruzione–

    Non esiste rete di autobus.

    –FALSO–
    http://eng.mowasalat.com/site/topics/index.asp?cu_no=1&lng=0

    Non esiste rete idrica al di fuori della capitale Doha,

    –FALSO– la rete idrica e’ in costruzione; dove non arriva la rete, l’acqua e’ distribuita con autocisterne http://www.km.com.qa/en/Pages/home.aspx

    Nel 75% del territorio abitato non esiste energia elettrica.

    —FALSO–

    Ma il 75% della popolazione non ha i mezzi né economici né pratici per raggiungere gli ospedali a Doha, dato che non esistono mezzi di comunicazione

    –FALSO–Il servizio sanitario per gli espatriati e’: gratis il servizio di pronto soccorso; soggetti a ticket i servizi ambulatoriali presso gli ospedali pubblici; le tariffe sono allineate con quelle italiane ed anche la qualita’ dei servizi presso gli ospedali pubblici e’ paragonabile.
    Per quanto riguarda le cliniche private, rispetto all’italia il servizio e’ di gran lunga superior ed I prezzi mediamente piu’ bassi.
    http://www.hmc.org.qa/en/patients_and_visitors/patients_and_visitors.aspx

    Cordiali saluti.