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MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’: SOLO UNO DEI CAPITOLI DEL GOLPE, NULLA DI NUOVO. (@ 0,2%)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Prima una spiegazione, poi il mio commento.

Cosa è: MES, Meccanismo
Europeo di Stabilità, cioè un fondo europeo di liquidità per soccorrere quegli
Stati dell’Eurozona che (a causa dell’Eurozona, nda) sono alla bancarotta.

Chi l’ha firmato:
Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia,
Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria, Portogallo,
Slovenia, Slovacchia, Finlandia.

Quando:
02-02-2012 a Bruxelles. (il gov. Berlusconi l’aveva approvato in Consiglio
Europeo già nel marzo 2011)

Cosa dice il Meccanismo
Europeo di Stabilità.

Prima cosa, che tutti gli aderenti devono obbedire ai
precedenti capitoli della sottrazione della sovranità nazionale e monetaria,
come i Trattati UE, il Patto di Stabilità, Il European Semester, il Preventing
Macro Economic Imbalances, l’Europact, il Fiscal Compact ecc. di cui ho già
scritto.

Gli stati che vogliono ottenere un soccorso dal MES devono
aver firmato il Fiscal Compact entro il 1 marzo 2013 (leggete cosa ho scritto
del Compact, nda).

Il MES collabora col Fondo Monetario (FMI) sia come
consulenze che come approvvigionamento di denaro. Gli stati che vogliono
ottenere un soccorso dal MES devono anche notificare il FMI della loro
richiesta.

Il MES è finanziato da quote versate dagli Stati membri
secondo una percentuale ad hoc per ogni Stato. Ogni Stato versa una cifra e
riceve azioni in cambio. L’Italia dovrà versare in scaglioni una percentuale
del 17,9% del totale, cioè 125,3 miliardi di Euro, sul totale di 700 miliardi
di Euro.

Il MES può anche raccogliere fondi emettendo titoli propri,
o con accordi con istituti finanziari o con altri soggetti, ovvero prendendo
prestiti dai mercati di capitali privati.

Il MES sancisce che da ora in poi tutti i titoli di Stato
dei Paesi dell’Eurozona saranno forniti di Collective Action Clauses (CACs).
Sono quelle regole che, in caso di ristrutturazione del debito di uno Stato (lo
Stato non può pagare appieno), permettono a una maggioranza di creditori (che
hanno comprato i titoli di quello Stato) di accettare perdite in una certa
percentuale e di costringere però i creditori che non sono d’accordo ad
accettarle.

I crediti concessi a un Paese membro dal MES hanno la
priorità su altri crediti che quel Paese debba ripagare, ma non su quelli del
FMI.

I lavori del MES, della sua Assemblea dei Governatori,
dell’Assemblea dei Direttori, e del Direttore Esecutivo sono aperti ad
osservatori della BCE, del FMI, dell’Eurogruppo, ma non al Parlamento Europeo (che
è l’unico eletto dai cittadini, nda). Nessuna inclusione formale per sindacati
e gruppi di società civile. Potrebbero essere invitati ma a discrezione del
MES.

Gli Stati versano una quota a questo fondo, e in caso di
guai finanziari sono responsabili solo per la percentuale versata, e non oltre.

(La parte peggiore del MES è questa che segue, anche se riflette ciò
che è già sancito dal Fiscal Compact e da altri Trattati precedenti, nda): lo
Stato che chiede soccorso finanziario deve scrivere, in accordo con la
Commissione Europea, col FMI e con la BCE, un Memorandum dove si vincola a
obbedire a tutto ciò che il MES e FMI gli imporranno, a tutti i Trattati, a tutte
le condizioni del prestito, persino a critiche e suggerimenti dei sopraccitati
(senza fiatare, cioè perde anche l’ultimo grammo di sovranità nazionale e
politica, ma, ripeto, questo è già in altri capitoli del Golpe Finanziario,
nda).

Il MES può prestare a uno Stato anche per ricapitalizzare le
banche (di fatto fallite, nda) di quello Stato.

Il MES può comprare i titoli di Stato del Paese in
difficoltà direttamente all’emissione (mercato primario). O sul mercato
secondario (titoli già emessi).

Il MES tenterà di far fruttare il gruzzolo raccolto con le
quote degli aderenti per ripagare i suoi costi vivi.

Se i fondi del MES saranno superiori ai bisogni di liquidità
d’emergenza del momento, e se non ci saranno creditori del MES da ripagare, il
MES potrà ridistribuire il surplus agli Stati aderenti.

Se il MES ha perdite, esse saranno coperte in prima istanza
col fondo di riserva; poi col capitale versato dagli Stati membri; infine
chiedendo agli Stati un nuovo esborso.

I conti dei MES saranno controllati da revisori dei conti
interni ed esterni, con pieni poteri di controllo e accesso. Gli esterni dovranno
essere del tutto estranei agli ambienti del MES, e non dovranno rispondere a
nessuno se non a se stessi.

Il MES gode di immunità totali: le sue proprietà, fondi,
beni liquidi e illiquidi, dovunque si trovino, e posseduti da chiunque, sono
immuni da qualsiasi intervento giudiziario, da perquisizioni, da sequestri, da
espropri, da parte di governi, giudici, amministratori, o parlamenti, a meno
che il MES stesso non lo permetta. Sono immuni anche da restrizioni, moratorie,
regolamenti e controlli. Il MES non dovrà chiedere autorizzazioni o licenze ai
governi membri per funzionare come istituto finanziario e creditizio a fronte
delle loro leggi nazionali. Limitatamente agli atti compiuti come responsabili
del MES, godranno di immunità legale tutti i suoi dirigenti, e anche altro suo
personale, e il MES godrà di inviolabilità dei suoi documenti. Tali immunità
possono essere revocate solo dall’Assemblea dei Governatori o dal Direttore
Esecutivo.

Le dispute fra Stati membri, o fra loro e il MES, in merito
al MES sono giudicate dall’Assemblea dei Direttori, dall’Assemblea dei
Governatori, e se lo/gli Stato/i giudicato/i non accetta/accettano la sentenza,
la decisione finale è delle Corte Europea di Giustizia, cui ogni Stato deve
sottomettersi per vincolo di legge europea.

(I parlamenti nazionali degli Stati membri del MES non sono
neppure menzionati nel Tratto che stabilisce il MES, nda).

Commento di Barnard:

Il MES è solo un addentellato di una struttura illegittima,
golpista e distruttiva delle nostre democrazie ed economie che è ben più ampia.
Come tale non merita la sproporzionata attenzione che qualcuno sta sollecitando,
e che nasconde il contesto che l’ha prodotto, cioè la vera bestia nera da
combattere. Purtroppo qualche attivista con poca visione d’insieme, e con forse
un desiderio di emergere, sta facendo molto chiasso sul MES brandendo aspetti
di esso che sono peraltro neppure i peggiori. Come per esempio il capitolo
sulle sue immunità. Certo, è vero che sono soldi degli Stati che saranno
gestiti da una elite di intoccabili, ma per prima cosa questo non è nulla di
nuovo: sono stati gestiti così immensi fondi della Banca Mondiale, del Fondo
Monetario, della UE dalla sua nascita, per cui non comprendo perché solo ora si
gridi allo scandalo. In secondo luogo, per certi aspetti l’immunità di questo
tipo di fondi sovranazionali è persino giustificata: l’intenzione in linea
puramente giuridica è di evitare che agenti locali o persino individui (non
sempre in buona fede) possano bloccare il funzionamento del fondo per vie
legali con fini politici o di speculazione che possono essere perniciosi. Infine,
ripeto, non è l’immunità in sé l’oggetto dello scandalo, ma i Trattati che sono
venuti prima del MES, e che sono assai maggiori di esso.

Ritengo che la pietra nera di tutta sta storia sia la
solita: il sistema Euro. Infatti, a ben guardare, il MES funziona così: gli
Stati membri devono contribuire una montagna di Euro al MES. Ok. Da dove li
perndono? Li prendono dove prendono tutti gli Euro, e cioè dai mercati di capitali
privati indebitandosi, e dalla tassazione di cittadini e aziende. Ma i mercati dei capitali da
chi ricevono gli Euro? Dal sistema delle Banche Centrali (BC) dell’Eurozona.
Quindi ecco il giro: dalle BC ai mercati di capitali, dai mercati di capitali
ai Ministeri del Tesoro dei Paesi membri del MES; dai Ministeri del Tesoro al MES sotto forma delle quote da contribuire;
dal MES quei soldi partono in due direzioni: A) nelle casse del Paese da
salvare e che è indebitato coi mercati dei capitali o con le Banche Centrali
dell’Eurozona, e che li ripagherà; B) oppure nelle casse dei medesimi mercati di
capitali o delle Banche Centrali dell’Eurozona sotto forma di investimenti in
titoli o assets finanziari da parte del MES. Ora si noti:

tutto parte dalle Banche Centrali dell’Eurozona, passa per i
mercati dei capitali privati e ritorna nelle Banche Centrali dell’Eurozona e
nei mercati dei capitali privati, avendo però prima indebitato ulteriormente
gli Stati della zona Euro e tassato a sangue i cittadini e le aziende. Come si è già detto, uno o
più di quegli Stati userà quel credito/debito per onorare i titoli detenuti
dalle Banche Centrali dell’Eurozona e dai mercati di capitali privati. Cioè:

le Banche Centrali dell’Eurozona e i mercati dei capitali
privati si sono inventati un sistema per inventarsi soldi con cui pagarsi i
crediti scoperti scaricando però l’onere di quel trucco sui debiti pubblici
degli Stati membri dell’Eurozona e su cittadini e aziende. (questo vale identico anche nel caso di fondi MES usati per ricapitalizzare le banche) Non solo, nel
frattempo i mercati di capitali ci guadagnano anche gli interessi sugli Euro
prestati. In ultimo, lo Stato da salvare col MES avrà prima sborsato la sua quota di
partecipazione al MES, che sono soldi su cui già paga interessi ai mercati
privati, poi quei suoi soldi gli
torneranno indietro col prestito d’emergenza del MES gravati da altro
strozzinaggio di tassi e da condizionalità che gli distruggeranno la democrazia e l’economia per altri 50 anni.

Cioè, tutto quanto sopra è, come scrissi mesi fa:

un manicomio criminale a piede libero. Cioè l’Eurozona. Di
cui il MES è solo l’ultima follia, nulla di più.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=394
9.06.2012

Pubblicato da Davide

16 Commenti

  1. D’accordo, ma la soluzione non è tornare alle lirette e stamparle come forsennati. E’ togliere l’euro dalle mani delle banche private e dalla trappola dell’emissione a debito e ridarlo ai popoli d’europa.

  2. Perche la Lira e’il meno peggio?Lo spiega lo stesso Barnard……. Creare gli Stati Uniti d’Europa. Questo invece curerebbe il male principale, ma poi ne introduce un altro tale e quale. Per rendere l’Euro sovrano, per far sì che i mercati sappiano che l’Eurozona ha Ability to Pay (vedi sopra), e per far sì che si spezzi la dipendenza dai prestiti dei privati per poter acquisire la nostra moneta, si crea un governo centrale d’Europa con un ministero del Tesoro centrale che lavora con la BCE come fa Washington con la FED. A quel punto ok, l’Euro sarà sovrano di questi Stati Uniti d’Europa e gli Euro saranno creati dal governo centrale senza prenderli in prestito da nessuno. Naturalmente quelli che oggi sono gli Stati come Italia, Olanda, Germania ecc., cioè teoricamente separati e indipendenti, diventeranno Stati federali come la California, il Missouri, la Florida ecc. Qual è il problema? Bè, primo che voglio vedere se ce la facciamo culturalmente dopo secoli a dissolverci in un unico Stato e a obbedire tutti al suo governo a Bruxelles. Ne dubito. Poi, e soprattutto, dato che questa sarebbe proprio la definitiva perdita di qualsiasi sovranità degli Stati membri (ancor più di ora), cosa succede se al governo centrale europeo comandano le elite criminali della finanza come accade oggi con Obama-Sachs negli USA? (Obama è controllato da Wall Street che se lo comprò in campagna elettorale, come dimostrai allora) E c’è da dire che se giudichiamo dal precedente che abbiamo, cioè il nostro governo europeo ‘di fatto’ che è la Commissione di Bruxelles, interamente in mano alle lobby finanziarie come ERT, BE, Lotis, TABD ecc., non c’è da stare tranquilli. Sarebbe una catastrofe, perché come ho sempre detto avere una moneta sovrana è indispensabile, ma se poi il governo non la spende a deficit per tutelare noi persone (modello MMT), siamo punto daccapo. C’è da scommettere con certezza che un governo degli Stati Uniti d’Europa oggi farebbe esattamente quello che fanno, o fecero, a Washington, cioè: spendere a deficit solo per salvare il c… alle banche, ma non un centesimo per la gente; oppure seguire l’isteria contro il deficit e tassare i cittadini più di quanto spendono per loro per pareggiare i bilanci (modello Clinton), cioè disastro di impoverimento generale

  3. In estrema sintesi, UN NUOVO SISTEMA DI PRESTITO A USURA PER PAGARE GLI INTERESSI USURAI PRECEDENTI. UN’USURA AL QUADRATO. …. Fuori al più presto dalla eurotrappola!!!

  4. Avere una moneta sovrana è una condizione assolutamente basilare per l’esistenza di un sistema democratico, e siamo d’accordo. Ma la soluzione della spesa a deficit credo sia il grande errore della MMT. L’intervento dello stato nel mercato può senza dubbio ridare slancio all’economia stimolando la domanda, ma deve essere un intervento straordinario e di breve durata, riequilibrato da corrispondenti entrate nelle casse statali nel periodo successivo all’ “aiuto”, altrimenti il saldo sarà negativo, e si innescherà una nuova crisi. E poi, per favore, non prendiamo l’economia Keynesiana come riferimento, perchè se lo facciamo, dobbiamo mettere sul piatto della bilancia anche le depredazioni colonialiste che l’impero americano ha praticato in tutto il pianeta, arrivando a consumare oltre il 40% delle risorse mondiali (saccheggiate dalle colonie). L’ “American way” è ormai insostenibile negli USA, immaginiamoci da noi!

  5. @Georgejefferson, Avere una moneta sovrana è una condizione assolutamente basilare per l’esistenza di un sistema democratico, e siamo d’accordo. Ma la soluzione della spesa a deficit credo sia il grande errore della MMT. L’intervento dello stato nel mercato può senza dubbio ridare slancio all’economia stimolando la domanda, ma deve essere un intervento straordinario e di breve durata, riequilibrato da corrispondenti entrate nelle casse statali nel periodo successivo all’ “aiuto”, altrimenti il saldo sarà negativo, e si innescherà una nuova crisi. E poi, per favore, non prendiamo l’economia Keynesiana come riferimento, perchè se lo facciamo, dobbiamo mettere sul piatto della bilancia anche le depredazioni colonialiste che l’impero americano ha praticato in tutto il pianeta, arrivando a consumare oltre il 40% delle risorse mondiali (saccheggiate dalle colonie). L’ “American way” è ormai insostenibile negli USA, immaginiamoci da noi!

  6. quindi keynes uguale imperialismo/bombe?

  7. No, cosa c’entra! Intendevo dire che se vogliamo valutare in maniera neutrale i risultati positivi ottenuti dalla politiche Keynesiane, bisognerebbe filtrarli dalle entrate enormi che l’economia americana ha ottenuto con la politica imperialista nel dopoguerra. Quanto poi lo stesso Keynes fosse colluso con i poteri forti, passando da Bretton Woods alla Banca Mondiale, è abbastanza noto…

  8. …dobbiamo uscire dall’inganno dei titoli di stato che risucchiano all’economia tra il 20% e il 50% delle tasse in interessi…

  9. ma chi sarebbero questi popoli d’Europa che dovrebbero avere la stessa moneta senza parlare nemmeno la stessa lingua?

  10. Aironeblu, dovresti per favore spiegare che tipo di crisi subentrerà nel caso il saldo sia negativo. Grazie

  11. bisognerebbe rendersi conto che:
    stato=banche=rentiers=grandeindustria=poteredominante
    se non si capisce questo e non si spezza questa catena i discorsi euro/non euro, moneta sovrana/non sovrana, europa unita/divisa non hanno senso perchè non cambiano la sostanza delle cose, cioè che siamo immersi nel pensiero unico del capitalismo.

  12. bisognerebbe rendersi conto che:
    stato=banche=rentiers=grandeindustria=poteredominante
    se non si capisce questo e non si spezza questa catena i discorsi mmt/keynes, euro/non euro, moneta sovrana/non sovrana, europa unita/divisa non hanno senso perchè non cambiano la sostanza delle cose, cioè che siamo immersi nel pensiero unico del capitalismo.

  13. mettiamo che per miracolo la societa umana nel complesso fra cent’anni ha raggiunto la pace sociale..le coscienze collettive si son evolute di quella evoluzione che possiamo chiamare ideale convenzionalmente accettato a maggioranza..quindi non parlo di evoluzione A CASO come induce la legge del piu forte per la soppravvivenza..come a dire un progresso non come ce lo spacciano a libro gia scritto ed irreversibile di una storia che A DESTINO si attua(mentre in realta e’sempre stata diretta da una pluralita di fonti).Un progresso che e’ esso stesso come idea in perenne ricerca di miglioramento umano..buono e giusto…mettiamo che questo accrescimento collettivo sia ormai cresciuto a connotazioni di vita degna di essere vissuta,con i prodotti realizzati per legge per qualita e massima durata..quindi inquinando il meno possibile e senza usurpazione delle risorse dei vari popoli..i continui incentivi alla ricerca hanno portato l’umanita a scoprire fonti di energia pulita..che..insieme a consumi consapevoli e senza sprechi..soddisfano appieno i bisogni e piaceri sostenibili umani,insieme anche ad un maggior rispetto e cura del mondo animale..dove le persone mangiano carne una volta a settimana,ben consapevoli dell’ importanza sanitaria,ambientale e di rispetto animale che tali limiti di consumo produce(non me ne vogliano i vegeteriani…parlo di miracolo fra.100 anni e gia mangiar carne una volta a sett.a livello di massa e’meglio di ora)gli stati cooperano tra loro con regole condivise di giustizia e fratellanza..ben controllati dalle persone che..come dicevamo..accresciute di cultura e benessere(non consumista)riescono a partecipare attivamente al controllo.bene…ora..questa societa..la chiameremmo ancora capitalista per come abbiamo sempre visto e pensato il capitalismo?evidentemente no..anche se pero il consumo esistera sempre..e consumo non vuol dire capitalismo criminale(sarebbe piu appropriato dire USO)..sarebbe una societa comunista del piu puro ed ideale significato originario?neanche..perche il diritto alla proprieta privata LIMITATA(questo e’un mio ideale)esisterebbe ancora in questa mia ipotesi..per fronteggiare la leggittimita che tanti uomini chiedono di RICONOSCIMENTO DEL MERITO..quindi..al di la del giusto o sbagliato che sia a livello di opinione questa mia ipotesi..sarebbe una societa che merita un nome nuovo?puo darsi…potrebbe richiamare l antico saggio IL GIUSTO STA NEL MEZZO…oppure socialismo liberale.

  14. @Aironeblu. Effettuare Spesa a Deficit Positive porta all’incremento della produttività, quindi ad un aumento dei prodotti in circolazione. Questi compensano gli impulsi inflazionistici provenienti dall’iniezione di nuova moneta. Aumentano quindi i consumi, quindi le vendite e quindi le prospettive per il futuro. Le aziende riacquistano fiducia e riallargano il loro apparato produttivo assumendo nuovi dipendenti. Aumentano quindi anche le spese a carico delle imprese ma in prospettiva di maggiori profitti. Che succederebbe nel momento in cui si interrompesse il processo di Spesa a Deficit? La moneta in circolazione non solo cesserebbe di aumentare, ma istantaneamente comincerebbe a diminuire a fronte della costante riscossione delle tasse che non cesserebbe certo di procedere. Quindi si passerebbe da una condizione in cui il popolo aveva denaro da spendere per i prodotti che produceva, a una condizione in cui il popolo avrebbe sempre meno denaro da spendere. A questo punto calerebbero nuovamente i consumi e i prodotti comincerebbero a rimanere invenduti. Sempre meno moneta da spendere, sempre meno prodotti venduti. Si tornerebbe obbligatoriamente alla recessione. Quando uno Stato smette di spendere a deficit sul proprio territorio non interrompe semplicemente l’aumento di beni finanziari al netto, ma se ne inverte automaticamente la rotta in quanto le Tasse non cessano di esistere e quindi l’azione dello Stato procede verso una distruzione fisica della massa monetaria circolante (in una nazione a Moneta Sovrana le tasse non servono a rifinanziare la spesa pubblica e se ci si prova, cmq risultano insufficienti; se lo Stato non intervenisse con la zecca, servirebbe sempre ricorrere al rifinanziamento sui mercati privati tramite prestiti). L’unica cosa che potrebbe salvare la situazione sarebbe una bilancia delle esportazioni in positivo con un complessivo superiore alla tassazione dello Stato. Ovvero se lo Stato NON Spende e l’Export porta all’interno dell’economia più massa monetaria di quanta lo Stato ne distrugga con la tassazione allora i risparmi privati rimangono complessivamente all’interno di valori positivi di sostanziale crescita. Ma questa condizione è insostenibile sul lungo periodo e soprattutto all’interno di una economia comune come dimostra la Germania. Il cumulo di ricchezza finanziaria da parte di uno Stato comporta necessariamente il deficit di un altro Stato. Non vi è virtuosismo in un’economia di questo genere. Lo Stato deve rimanere presente con la sua azione di Spesa a Deficit fino a raggiungere per lo meno la piena occupazione. L’export non potrà mai sostituire le funzioni di spesa diretta dello Stato a fronte di una costante e necessaria tassazione dei risparmi privati.

  15. Sul commento di Barnard: tutto giusto. Facendo i nomi, la Undiemi e byoblu hanno preso un abbaglio. Hanno indicato il dito e non la Luna…