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MARILYN MONROE E CLARA CALAMAI

A CURA DI COLLETTIVO DURUTTI
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Il presidente di Federmeccanica reso celebre dal braccio di ferro coi sindacati, Massimo Calearo, e il generale Mauro Del Vecchio reduce dall’Afghanistan sono due big-nomi con cui Silvio Veltroni farà concorrenza a Walter Berlusconi su chi mette in lista più candidati di destra.

La strategia è evidente: chiunque vinca – e a questo punto è anche possibile che vinca il centro (si fa per dire) sinistra grazie a un inciucio che porterà Berlusconi al Quirinale – sarà instaurata una dittaturella tecnocratica, in salsa cattolico-pseudoumanista-umanitaria (niente legnate cilene, ma tante tante belle minacce paternaliste, tanti centri commerciali, dottrina economica neoclassica con qualche piccola correzione alla Remo Gaspari alla peggio, alla Aldo Moro alla meglio), tanti telefoni bianchi.

Santini del nuovo regime: Pier paolo Pasolini in effige ma non in sostanza, Marilyn Monroe, Assia Noris, Doris Duranti e Clara Calamai.

collettivo Durruti

Fonte: www.onemoreblog.it/
Link: http://www.onemoreblog.it/archives/018693.html
3.03.08

Pubblicato da Davide

  • Tao

    La decisione di Weltroni di candidare il “sopravvissuto” al rogo della Tyssen come deputato e’ , e questo e’ evidente, una strumentalizzazione oscena della morte di altre persone. A parte il fatto che quella persona NON e’ sopravvissuta al rogo perche’ non e’ mai stato investito dal rogo stesso, ne’ e’ mai stato in pericolo, ci sarebbe da notare che quel signore e’ un sindacalista.

    Non voglio fare la solita voce maliziosa facendo notare come i sindacalisti lavorino alle gru e i tesserati vicini al fuoco, pero’ il dato di fatto e’ che quel signore e’ stato chiamato dai colleghi ed e’ accorso quando ormai non c’era nulla da fare per i coinvolti: erano morti ma non lo sapevano ancora.

    Non e’ un sopravvissuto al rogo, al massimo e’ uno dei soccorritori. Anche se , suppongo, le ricostruzioni dei giornali lo avvicineranno sempre di piu’ al fuoco mano a mano che passa il tempo, vuoi vedere che i colleghi sono morti di infarto per la paura di vederlo bruciare con la sua gru?

    In realta’ la cosa che volevo dire (“sopravvissuto” o meno) e’ che quel signore e’ un sindacalista.Per la precisione era IL sindacalista degli uccisi.

    Parliamo cioe’ di quella persona che avrebbe dovuto fare il diavolo a quattro per chiudere l’impianto in quanto insicuro. Che avrebbe dovuto impedire ai colleghi di metterci piede, dal momento che per sua stessa ammissione era nota la deficenza dei sistemi di sicurezza.

    Sarebbe stato bello poter fare delle domande a questo personaggio che oggi si spaccia per l’eroe ,per il sopravvissuto.

    Sarebbe stato bello chiedergli perche’ il sindacato abbia permesso, ben sapendo cosa stava succedendo, che si lavorasse dentro una fonderia mentre, PAROLE DEL SINDACALISTA, sul pavimento si pattinava nell’olio. Che mi risulti, sui luihi di lavoro di liquidi scivolosi e/o combustibili al suolo non ce ne dovrebbero essere: se anche non prendessero fuoco, beccarsi un muletto da trasporto nei denti perche’ esso pattina sull’olio non e’ proprio bello. C’e’ gente che ci muore, schiacciata da gru e muletti.

    Ma queste domande nessuno potra’ farle.

    Perche’ e’ calato il velo del potere sulla vicenda. I giornalisti che avvicineranno quel signore non potranno piu’ fare domande scortesi, concorderanno prima i temi dell’intervista e le relative domande.

    Da oggi quello che lavorava su una gru fuori dal capannone , che e’ stato avvisato dai colleghi perche’ non si era accorto di nulla lavorando lontano dall’accaduto e’ ufficialmente il “sopravvissuto” all’incidente.

    Come lo sono io, o come lo siete voi: siete vivi dopo l’incidente. Che l’incidente non ci abbia materialmente coinvolti sembra essere un particolare secondario, almeno quando si parla di questo “eroe”.

    Arrivato su di lui il carisma del potere, lui e’ il rappresentante di tutti quelli che hanno avuto un destino diverso dal suo, ma non solo: esce trionfale da una zona grigia di responsabilita’ che appariva in ogni modo fuor che chiara.

    Egli diventa un eroe nonostante la pusillanime scelta del sindacato di barattare la sicurezza con sei mesi di precario lavoro. Egli diventa un eroe nonostante la pusillanime scelta del sindacato di ridurre il proprio ruolo alla proclamazione di scioperi con relativo “tavolo di trattativa” romano, con tanto di vassoio di brioches al centro.

    Ce lo vedete, un Bruno Vespa che si rivolge a lui chiedendo “perche’ lasciavate i lavoratori al lavoro in un ambiente simile? Perche’ tolleravate un pavimento “dove si pattinava nell’olio”?

    Figuriamoci: una volta investito dal potere, quel signore ricevera’ da Vespa solo domande ossequienti sul prezioso ruolo del sindacato nel proteggere la vita di quelle persone.

    Si dice che gli operai vadano in paradiso: a quanto sembra, oggi gli operai ci mandano il loro delegato.

    Un tempo si diceva che i lavoratori avevano vinto quando avevano chiesto il pane, poi hanno chiesto anche le rose, e le hanno ricevute: peccato che in cambio gli abbiano tolto il pane.

    Oggi si aggiunge anche la beffa: le rose se le tiene il sindacato.

    Tutte.

    Complimenti, Walter, adesso nessuno potra’ fare delle domande di sinistra a questo signore, tutti gli faranno solo delle domande “riformiste”: l’hai detto tu, del resto, che non siete un partito di sinistra.

    Uriel
    Fonte: http://www.wolfstep.cc
    Link: http://www.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1204408714&archive=&start_from=&ucat=42&
    1.03.08

  • mat612000

    Hai dimenticato un santino: Luisa Ferida…fucilata con Osvaldo Valenti il 30 aprile 1945 a Milano dai partigiani della brigata Pasubio.

  • maristaurru

    Oggi sono morti a Molfetta 4 operai, un altro è in gravi condizioni. Ci sono sempre statimorti sul lavoro, ci fanno sapere che accade intutta Europa i nostri cari giornalisti, ma in Italia succede di più, e da circa un anno succede ancora più spesso.

    Ora dobbiamo tener presente che nella finanziaria del 2007 vi era una norma (sottaciuta dai più ), al comma 1198, nessuno quasi se ne è curato.

    Anzi avendone io scritto su altri siti, sono stata redarguita aspramente per aver sollevato un problema “inesistente”: E’ possibile che io sbagli, non che mastichi molto la materia, ma a me sembra che il comma sia inerente alle procedure di regolarizzazione dei lavoratori che non figurano nelle scritture obbligatorie delle imprese, ossia dei lavoratori in nero.

    Tali procedure leggendo attentamente (regolate nei commi 1196-1205) si vede che mirano a far sì che le imprese possano sanare ogni rapporto irregolare stipulato nell’ultimo quinquennio con costi estremamente ridotti,

    consistenti cioè nell’obbligo di assunzione a termine per almeno due anni dei lavoratori irregolari, nel pagamento di un onere contributivo ridotto, anche a rate e senza interessi, e nell’estinzione di ogni reato commesso in materia di lavoro e previdenziale: in sostanza un condono alle imprese che hanno usato lavoro in nero, ossia si cancellano i reati del passato, e in cambio si propone realisticamente di fare emergere situazioni di illegalità diffusa. Il tutto in attesa che il governo Prodi approvi il decreto attuativo del testo per la sicurezza sul lavoro.

    Ma nessuno racconta che il comma 1198 inserisce tra i vantaggi concessi alle imprese anche un beneficio assurdo ed irresponsabile : per il periodo di un anno verranno infatti sospese «le eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza nella materia oggetto della regolarizzazione».

    Quel che è più grave, è che le ispezioni sospese non concernono soltanto materie amministrative o fiscali, ma anche la «tutela della salute e sicurezza dei lavoratori». A me sembra che sia stato accettato qiualcosa di indecente e vergognoso ed i sindacati hanno accettato a suo tempo eccome, anche se ora impunemente fanno la voce grossa, e in effetti la gallina che strilla di più, è quella che ha fatto l’uovo.

    Questo post è uno dei rari momenti di seria critica verso politiche sindacali devastanti che hanno portato i nostri operai a morire sul lavoro, ad essere i meno pagati d’Europa, ma in compensi sono anche quelli che più ( a proprie spese) hanno scioperato.

    I sindacalisti sono ormai opulenti fornitori di servizi , basti pensare che riescono a protestatere contro la legge Biagi, mentre risulta che sono i primi ad impiegare precari e da sempre! Sono cioè a tutti gli effetti imprenditori privilegiati, anche dal punto di vista fiscale.

    Che si faccia infine chiarezza, si facciano da parte, facciano il loro lavoro sottostando alle leggi del mercato come tutti gli altri .. si fa per dire, anche perchè di imprenditori privilegiati ne abbiamo molti, anzi moltissimi, sarebbe “carino” raccontarli