MARCHIONNE QUI' IN ITALIA E’ IN BUONA COMPAGNIA

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it

A questo punto le mezze parole, le ipocrisie, le parafrasi e tutto l’impianto letterario-sintattico-lessicale del “voglio ma non posso” dirlo con chiarezza non regge più.

Marchionne non è altro che un bieco sfruttatore globalista, uno spietato contractor ad alto livello e uno schiavista lasciato libero di agire, in questo paese e in altri, da governicchi asserviti agli agenti storici di quel capitalismo marcio che ci tiene in pugno, e che sembra destinato a dominare l’inizio del terzo millennio.
Marchionne è simile ai macellai che dirigevano i campi di concentramento novecenteschi o ai “lanisti” di età romana che trafficavano in schiavi, sempre proni dinanzi all’aristocrazia del tempo, ma forse è ancor peggiore di questi, poiché rappresenta un’ulteriore diminuzione dell’uomo che prelude ad un’altra “specie”, più feroce ed insensibile della nostra.

Marchionne è ben pagato per ristabilire l’equazione lavoro-schiavitù portandola alle estreme conseguenze, ed è incaricato della Creazione del Valore in nome e per conto degli agenti strategici di questo capitalismo, delle élite globaliste per le quali questo individuo abbietto sta pregiudicando il futuro e la dignità di migliaia di famiglie italiane.Marchionne è disposto a tentare qualsiasi ricatto, come quello che prevede lo scambio dei diritti contro un salario che in realtà è sempre più misero, e per lui l’etica significa esclusivamente “creare valore per l’azionista”.

Se poi posiamo lo sguardo sul testo dell’accordo dello scorso 23 di dicembre, per il rilancio produttivo dello stabilimento di Mirafiori Plant, scopriamo che si tratta di una serie di clausole-capestro imposte ai lavoratori, poiché: Ai fini operativi la Joint Venture, che non aderirà al sistema confindustriale, applicherà un contratto collettivo specifico di primo livello che includerà quanto convenuto con la presente intesa.

Si specifica di seguito, essendo questo “accordo” un’imposizione, una sorta di diktat mascherato, che tutte le sue clausole sono correlate ed inscindibili tra loro, e che il mancato rispetto degli impegni da parte dei sindacati gialli firmatari e delle loro rappresentanze avrà l’effetto di liberare l’Azienda dagli obblighi derivanti dal presente accordo nonché da quelli contrattuali, lasciandola magari libera di chiudere Mirafiori e di andarsene dall’Italia.

Due sono gli elementi che balzano all’occhio, leggendo il testo di questo accordo-diktat dalle cosiddette clausole di responsabilità agli allegati, e cioè che ciò avviene al di fuori di quelli che ancora dovrebbero essere i canali ordinari – il citato sistema confindustriale, ossia il Ccnl per intenderci meglio – e la piena libertà che la Fiat di Marchionne si concede nel caso qualcuno osi “alzare la testa” non rispettando le clausole imposte.
Fatta salva la mezz’ora retribuita per la refezione collocata all’interno dei turni, iniziano le grottesche imposizioni, in una generale limitazione dei diritti non certo “compensata” da robusti elementi retributivi.

Particolarmente feroce sarà la lotta all’”assenteismo”, ad eccezione dei casi conclamati di malattie gravi, gravissime o terminali, i quali saranno valutati [forse] con benevolo dall’azienda, e le indennità concesse ai lavoratori sono particolarmente ridicole, come ad esempio le seguenti: indennità di disagio linea, euro/ora 0,0177 lordi pari a euro/mese 3,0621 lordi, oppure premio mansione euro/ora 0,0248 lordi pari a euro/mese 4,2900 lordi.

Dato che l’utilizzo degli impianti, a discrezione dell’azienda, è giudicato molto più importante della dignità delle persone e del riconoscimento dei diritti, si impongono due schemi di orario, che in sintesi sono i seguenti: 1° schema orario – 15 turni (8 ore x 3 turni x 5 giorni alla settimana) e 2° schema orario – 18 turni (8 ore x 3 turni x 6 giorni alla settimana).

Però non si rinuncia a scaricare la crisi capitalistica che investe il settore dell’auto su lavoratori e risorse pubbliche, in quanto durante il periodo che precederà l’avvio produttivo della Joint Venture le Parti convengono sulla necessità di ricorrere […] alla cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale per evento improvviso e imprevisto, per tutto il personale a partire dal 14 febbraio 2011 per la durata di un anno.

Quelle che si fanno passare per esigenze produttive determinate dal mercato domineranno incontrastate, a Mirafiori, poiché l’azienda gestita da Marchionne per conto dei globalisti potrà imporre ai lavoratori fino a 200 ore annue pro-capite di lavoro straordinario, di cui 120 ore senza preventivo accordo sindacale.
Non solo, ma per i lavoratori addetti alle linee che saranno così “fortunati” da operare sul turno sperimentale di 10 ore, vi sarà un’indennità di prestazione collegata alla presenza di ben 0,2346 euro [neanche a dirlo] lordi orari.

Seguono poi i recuperi produttivi, i fabbisogni organici, per i quali vi sarà ampio ricorso in primo luogo al lavoro precario somministrato, al termine e all’apprendistato, le disposizioni in merito all’assenteismo, per malattia anzitutto, ma è chiaro che questo orribile accordo-diktat fra le “Parti” è stato possibile perché ci sono i sindacati gialli firmatari, disposti a vendere il vendibile, ed un governo nazionale cialtrone, socialmente criminale, il cui capo è interessato in primo luogo alla sua sopravvivenza politica per evitare le manette, fregandosene sia delle sorti del paese sia della questione sociale.

Le “Parti”, per quando riguarda l’abominevole sindacalismo giallo che oggi trionfa, sono per l’esattezza Fim, Uilm, Fismic e UGL Metalmeccanici, e queste sigle, gli stessi nomi e cognomi dei firmatari, sarà bene ricordarseli, quando e se verrà il momento del riscatto, perché sappiamo bene che d’ora in avanti si cercherà di estendere simili accordi alla generalità dei settori produttivi.

L’accordo-capestro, volto a sottomettere interamente i lavoratori e ad espellere dalla fabbrica l’unico sindacato che ancora li rappresenta – quella Fiom che è l’unica ad aver respinto l’esca avvelenata – è stato ottimamente accolto da Berlusconi, il quale lo ha definito un accordo storico e positivo …

Marchionne è quindi in buona compagnia, una compagnia degna di lui e di ciò che nella realtà rappresenta.

Per la verità, questo individuo tanto giustamente vituperato da chi ha ancora un po’ di senso di giustizia e qualche considerazione per la dignità dell’uomo, è niente altro che un prodotto antropologico spregevole della dominazione capitalistica incontrastata, la quale agisce sempre più in profondità attraverso manipolazioni culturali e simboliche, attraverso la flessibilizzazione del lavoro e la precarizzazione degli stessi percorsi esistenziali.

Il Dopo Cristo in cui questo individuo dichiara di vivere, è il tempo della riproduzione capitalistica che non incontra più ostacoli, è il tempo discontinuo della precarietà, è il tempo della speculazione su tutto, dai prodotti energetici all’acqua, è il tempo di una nuova barbarie che lo stesso Marchionne e i suoi simili diffondono.

Per quanto riguarda l’Italia, notiamo che l’accordo separato per Mirafiori, estensibile in futuro in tutte le direzioni, ad altri settori e in molti comparti, non è altro che la riproposizione per nuove vie e in nuove forme, questa volta in piena Europa, di quelle “zone franche d’esportazione” diffuse nei paesi in sviluppo, in cui si possono violare tranquillamente i diritti dei lavoratori, sottopagarli ed aumentare rapidamente il valore creato.

Per poter istituire queste zone in cui il dominio del capitale tende a diventare assoluto, sono necessarie alcune sponde, come quelle rappresentate, in Italia, dai sindacati gialli, da un governo screditato, corrotto, cialtrone e compiacente, e da un’opposizione vile e inconsistente, a sua volta sottomessa al peggior capitalismo.
Ed è grazie a queste sponde che il Marchionne di turno può realizzare anche in Italia, partendo da Mirafiori e dagli stabilimenti Fiat ancora attivi, il suo allucinante Dopo Cristo, che altro non è se non il tempo dell’illimitatezza capitalistica, della ri-schiavizzazione del lavoro, delle grandi ineguaglianze, dei rischi ambientali diffusi e del degrado etico.

Marchionne qui in Italia è purtroppo in buona compagnia.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2010/12/27/marchionne-e-un-criminale-in-buona-compagnia-di-eugenio-orso.html
27.12.2010

11 Commenti
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Tao
Tao
27 Dicembre 2010 9:57

L’AMERICA A TORINO DI LUCIANO GALLINO repubblica.it L´accordo per la nuova società che gestirà Mirafiori segna una brutta svolta nelle relazioni industriali in Italia. Esclude la Fiom, che sin dagli anni del dopoguerra è stato il sindacato di maggior peso nel grande stabilimento torinese. Inasprisce deliberatamente il conflitto tra i maggiori sindacati nazionali: Fiom-Cgil da una parte, tutti gli altri contro. Divide i sindacati in un momento in cui i lavoratori dipendenti, di fronte alle cifre drammatiche della disoccupazione, della cassa integrazione e del lavoro precario, avrebbero il massimo bisogno di sindacati uniti per poter uscire dalla insicurezza sociale ed economica che li attanaglia. In presenza, per di più, di un governo del tutto inerte di fronte ai costi umani della crisi. Ora che si è chiuso stabilendo che solo i sindacati che lo hanno firmato potranno avere in essa i loro rappresentanti, si può dire che nell´insieme l´accordo su Mirafiori lascia intravvedere un paio di certezze, ed altrettante incognite. Una prima certezza è che l´ad Sergio Marchionne pensa evidentemente di importare in Italia non solo le auto, ma anche le relazioni industriali degli Usa. Il motivo è chiaro: legislazione e giurisprudenza statunitensi sulle libertà sindacali sono assai più arretrate… Leggi tutto »

fernet
fernet
27 Dicembre 2010 10:13

Marcionne, quanto la fai pagare la 500 in USA??!

Quantum
Quantum
27 Dicembre 2010 12:38

Ma perché dobbiamo comprare automobili del gruppo FIAT?

martiusmarcus
martiusmarcus
27 Dicembre 2010 13:05

Non mi piace marchionne, non mi piace berlusconi, non mi piace bersani, non mi piace di pietro. Ma NON mi piace questo Orso. Non entro nel merito di QUELLO che dice: i contenuti possono anche essere condivisibili o degni di essere discussi. Ma è LO STILE di questo Orso che NON MI PIACE. E le parole, la forma fanno parte della sostanza. Sindacati gialli? Nomi e cognomi? Costui sbava, non pensa. Pur stimando immensamente Costanzo Preve, mi domando come faccia a circondarsi di gente simile. Leggetelo attentamente, aggettivo per aggettivo, avverbio di modo per avverbio di modo: Orso adopera un lessico che mi ricorda Brandirali o Dinucci del famoso Servire il Pollo. Ma si può?

amensa
amensa
27 Dicembre 2010 18:48

quando l’italia, e soprattutto gli italiani, si accorgeranno che di soli servizi, senza creazione di beni reali, non si campa, sarà troppo tardi.
allora piangeranno e cercheranno come al solito a chi dare la colpa, chiaramente rifiutando ogni responsabilità.
il percorso è chiaro, ed il processo chiarissimo.
rendere schiavo chi produce, fino al limite della sopportazione. capitalizzare la rendita, andarsene, e poi buttare i resti.
è la famosa teoria dell’aliscafo bucato, che deve arrivare sulla riva con una velocità residua giusto per non affondare, fermandosi troppo presto, ma nemmeno sfasciarsi sulla riva stessa.
quella giusta è quella che permette di arrivare giusto a riva, e li adagiarsi su di essa. e questo è quanto sta vivendo questo paese.

catullo81
catullo81
28 Dicembre 2010 5:54

“marchionne non è nessuno, è solo un esecutore, un manovale ……” da Il Padrino parte III

Allarmerosso
Allarmerosso
28 Dicembre 2010 6:05

ma fottiti , te gli agettivi e gli avverbi … !!!!

martiusmarcus
martiusmarcus
28 Dicembre 2010 12:13

disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

gramscixxi
gramscixxi
28 Dicembre 2010 16:45

se Marchionne come dici tu non è nessuno, ma solo un esecutore, un manovale (con rispetto parlando dei manovali), perché se ne parla tanto ?
Perché è stato invitato da Fabio Fazio – che tanto si preoccupa degli oppressi e dei più deboli – a spiegare con dovizia di particolari il suo miserabile pensiero ?
Ma negli anni 50 a qualcuno interessava il pensiero di Valletta che pure faceva funzionare la Fiat ?

gabro
gabro
29 Dicembre 2010 11:15

…hai detto tutto, ottima analisi…

-BOICOTTA IL GRUPPO FIAT-

gabro
gabro
29 Dicembre 2010 11:21

…davanti ad una bella donna tu cosa fai? Guardi se ha un bel vestito o cerchi di andare più a fondo?…conta solo il senso dei messaggi, non la forma, svegliati…a meno che non ti piacciano le belle donne.