MANIFESTO POLITICO ? UNA BOZZA

DI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

Ormai lo capisce anche un elettore di Casini che non abbiamo più sovranità, neppure mezza. Neanche più la libertà di decidere quante tasse estorcerci da soli. Quali e con quali sigle, sì, ma l’ammontare della rapina discende dai calcoli di pochi signori a Bruxelles, Francoforte e nelle piazze finanziarie mondiali. Il nostro governo non aveva più la facoltà di battere moneta da tempo immemore, così come fin dal 1945 non ha nessuna reale indipendenza militare visto che i nostri soldati si muovono soltanto se irreggimentati in missioni di finta pace targate Nato o Onu. L’Euro-gabbia bancaria, con l’euro a fare da guinzaglio e catena, è il compimento di una progressiva e inesorabile occupazione internazionale della nostra Italietta tornata, come agli albori della modernità, serva e complice di famelici stranieri. Il nostro già barzellettesco Stato non batte moneta, di fatto non ha autonomia fiscale, è privo di indipendenza geopolitica e si è consegnato mani e piedi ad una tecnostruttura sovranazionale schiava della speculazione: tecnicamente, non è più in nulla uno Stato sovrano, libero. Una depredazione di sovranità avvenuta in modo indolore, sottile, mascherato, coperto dai falsi ideali dell’atlantismo, del libero mercato e della mistica europeista. Non a nostra insaputa, sia chiaro, ma col nostro consenso o con la nostra indifferenza. Ne stiamo pagando amaramente il fio, che si chiama Monti, dittatura dei mercati, Esm, tassazione usuraia, occupazione come optional, immigrazione senza controllo, oblio della storia e paesaggio sbranato. In una parola: disumanizzazione.

Queste conclusioni ci sono note da tempo. Ma oggi la situazione politica ribolle di spinte sovversive, di frustrazione scoperta, di risentimenti popolari. I padroni del vapore stanno cercando di incanalarla nell’alveo agevolmente controllabile della rabbia contro la sola casta dei politici (scandali regionali), perché si sa, i poltronari e sbafatori a ufo dei partiti sono bersagli facili, i colpevoli perfetti perché minori, più pacchiani, più esposti al pubblico ludibrio. Chi comanda sul serio – l’alta finanza, i banchieri, i fondi privati e sovrani, le multinazionali, i salotti buoni – se ne sta al riparo nel dietro le quinte, difeso da un’immunità ideologica e spesso anche informativa: finisce sui giornali al massimo per qualche eccesso di arroganza o marachella giudiziaria, cadendo regolarmente in piedi, quando non è addirittura lodato coi magnificat come fosse un filantropo e sincero democratico (il modello insuperabile di tartuferia su scala planetaria è lo spietato finanziere George Soros).

E allora dàgli alla cosiddetta “casta” (povere caste indiane, che volgare abuso della vostra antichissima tradizione per colpa dei Stella e Rizzo, i giornalisti orbi di un occhio, l’occhio per l’economia padrona e predona). Giusto, perché quelle mezze cartucce senza merito né onore che grufolano coi nostri soldi nel Palazzo sono parassiti da spazzare via. Ma fare gli indignados contro Proci e porci non può essere l’unica molla di scontento, già la pur monca ondata Occupy in tutto il mondo ha alzato il mirino contro l’élite mondialista del denaro. Come non può continuare ad esserlo la pura e sacrosanta pars destruens su voragini di marcio politico, economico e morale come il debito inestinguibile, la partitocrazia vessatoria, il centralismo idiota, la precarietà esistenziale, la servitù da lavoro, le ingiustizie sociali. Bisogna provare a dire dei sì. Trovare denominatori comuni, nodi irrinunciabili attorno a cui fare quadrato. Per fare cosa? La mia idea personale l’ho già esposta su questo giornale, ed è di cavalcare la tigre del grillismo. Consapevoli di tutti i suoi errori, le sue confusioni concettuali, le sue mancanze programmatiche e i suoi limiti umani e politici (dall’ingenuità media da oratorio delle sue truppe, all’incoerenza, secondo me fisiologica, fra democrazia integrale e verticismo carismatico del duo Grillo-Casaleggio). La politica è movimento, e occorre tener conto delle forze. E oggi, la forza d’attrazione per i ribelli, operanti e potenziali, è trainata dal Movimento 5 Stelle. Lì c’è un campo da poter arare. Escludere a priori la possibilità di agire su di esso e con esso costituirebbe un peccato di snobismo e settarismo tipico di chi si rifiuta il principio di realtà per abbarbicarsi nel proprio sterile microscopico orticello.

Sintetizzo in punti i cardini di un futuribile “programma minimo” della Ribellione.

– Un referendum sull’euro è una buona idea: la parola torni al popolo perché torni ad essere sovrano. Ma per dire NO all’Eurocrazia. Il sistema monetario europeo andrebbe radicalmente rifondato. Non essendo possibile farlo, lo Stato nazionale, attualmente depositario delle sovranità popolari, deve poter riprendersi il potere di emissione e circolazione delle moneta. Il ritorno alla valuta nazionale dovrebbe farsi a due condizioni: un’uscita regolamentata e organizzata in modo da alleviare le prime conseguenze negative, e un riassetto radicale della gestione monetaria, a partire dalla proprietà pubblica della nuovo divisa nazionale.

– Restare in Europa senza impiegare l’euro: in teoria, come fanno da sempre Gran Bretagna e Danimarca, si può, ma non ce lo concederanno mai. Posto che la battaglia va combattuta comunque, non può non essere completata con una proposta di riorganizzazione dell’Unione Europea. Niente Stati Uniti d’Europa o americanate simili: il continente ha la storica peculiarità delle identità locali da difendere. Euro-regioni autonome (amministrazione, buona parte del fisco, polizia ecc) dunque, con le vecchie nazioni a fare da cornici intermedie con competenze ridotte. Monete regionali complementari al neo-euro. Un governo europeo con poteri di politica estera e militare con una Dieta federale, entrambi espressioni delegate delle euro-regioni. Nel frattempo, in ogni caso, si recuperi la statualità nazionale ragionando all’interno di essa, che pur in crisi resta l’unico baluardo di resistenza alla globalizzazione e ai suoi moloch (Fmi, Wto ecc).

– Il metodo di autogoverno preferibile è la democrazia diretta in ambito locale, con una parte di delega rappresentativa limitata all’essenziale (come in Svizzera e più della Svizzera). Nel breve-medio termine, ricorrere ai mezzi offerti dalle istituzioni per cambiarle con la guerriglia interna.

– Il lavoro e l’economia non possono essere i fini dell’esistenza, ma tornare ad essere strumenti. Non la crescita infinita e fine a sé stessa, ma il reddito minimo di vita dev’essere l’obbiettivo di una politica economica finalmente umana. Riappropriandosi della moneta, togliendo alle banche l’esazione occulta dell’interesse rimodulando il circolante (non più liquidità speculativa, ma scambi tramite moneta deperibile e garantita da camere locali di compensazione), rinegoziando il debito estero, si potrebbe metter mano al mercato della manodopera in modo che sia sottratto alle piovre capitaliste.

– L’architettura istituzionale, coerentemente con l’aspirazione all’autogoverno più vicino possibile alla dimensione comunitaria, dovrà essere giocoforza federale. Questo anche deriva dal bisogno di rimettere radici, di riscoprire i caratteri ancora vivi e vivificanti delle tradizioni, ridare alla vita del singolo ritmi e condizioni a sua misura e del contesto naturale in cui vive (ottica bioregionale).

– Il soggetto politico per attuare soluzioni di così lungo termine non può che dirsi, proporsi ed essere palingenetico, radicale, rivoluzionario. Massimo pragmatismo sul qui e ora, ma nessuna concessione teorica sull’obbiettivo finale: rimettere al centro l’Uomo, concreto, storico, in carne e ossa, spirituale e vivaddio irrazionale, con le sue esigenze interiori di stabilità e armonia, i suoi giusti orgogli d’appartenenza e la sua santa animalità, irriducibile alle statistiche truffatrici e astrattezze schiavizzanti dell’ideologia finanziaria.

È solo un abbozzo, spero non sia un aborto. Vorrei che mi contestiate, mi critichiate, mi diciate che ho torto o ragione, purché concordiate con me sulla necessità di poggiare i piedi per terra non dimenticando che chi lotta davvero (io lo faccio con la penna, almeno per ora) guarda verso il cielo.

Alessio Mannino
www.ilribelle.com
ottobre 2012

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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45 Commenti
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nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
15 Novembre 2012 22:37

è un programma in generale molto condivisibile, anche se eccessivamente “minimo” al momento, non è che si possa dirne molto. Restare in europa uscendo dall’euro è una confusa e inevitabile idea, perché l’Europa è un’entità geografica prima di tutto. Io direi di non darci troppa attenzione nel programma, perché va a sapere cosa succede dopo che usciamo dall’euro…. La parte sull’economia e il lavoro per quello che si capisce (vista la brevità), io mi limiterei al primo passo, riappropriarsi della moneta e tagliare i poteri delle banche. “Rimodulare il circolante o metter mano al mercato della manodopera” sono concetti molto vaghi e soprattutto rischiano (una volta chiarificati), di creare divisioni ideologiche da vecchia politica. Io mi limiterei ai primi passi essenziali sui quali si può trovare un vasto consenso. Il sapere fare un passo alla volta è una rara e grande virtù.

Kvas
Kvas
16 Novembre 2012 2:00

“rimettere al centro l’uomo” NO, questo è stato il più grande errore della nostra specie. L’uomo è PARTE INTEGRANTE DI UN COMPLESSO ECOSISTEMA e fino a quando questa specie di scimmia spelacchiata non sarà in grado di comprenderlo non ci sarà mai un equilibrio su questo pianeta. La terra NON è a nostra disposizione.

ericvonmaan
ericvonmaan
16 Novembre 2012 2:34

Hai dimenticato il punto fondamentale (senza questo non si fa nulla): uscire dalla NATO, sfrattare TUTTE le installazioni USA e NATO dal territorio nazionale e rinegoziare tutti i termini dei trattati firmati alla fine della seconda guerra mondiale. Poi si può fare tutto. Intanto solo questo passo ci può far risparmiare decine e decine di miliardi di euro all’anno.

Giancarlo54
Giancarlo54
16 Novembre 2012 2:45

Infatti, senza questo passaggio sono solo chiacchiere ed io sono stufi di chiacchiere, anche di quelli di Mannino. Molta gente non si rende conto che è la potenza militare che condiziona tutto il resto, si è convinti di vivere in un mondo perfetto dove basta essere buoni e miti e tutti ti è dovuto. Apriamo gli occhi.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
16 Novembre 2012 3:13

è un definizione usata in senso sociopolitico (a beneficio di altri uomini), non è un termine da intendere in senso religioso, biologico o cosmologico. (E poi persino la classe dominante è già straripante di ecologismo chic, non mi sembra certo un’emergenza primaria).

Kvas
Kvas
16 Novembre 2012 3:58

Ah no? Davvero pensi che le stupidaggini sociopolitiche siano più importanti del mondo in cui viviamo? Bhè, questo conferma che 5000 anni di storia non sono serviti a nulla, evoluzione pari a 0

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
16 Novembre 2012 4:26

Le stupidaggini sociopolitiche come le chiami tu… (signor evoluto), sono quelle che decidono cosa mangia la gente, e se la gente mangia. E sono quelle che decidono se scaricarti dei liquami tossici nel fiume sotto casa tua o no. E sono quelle che decidono se finanziare tecnologia a energia pulita o no. Sei veramente ignorante, ti consiglio di imparare la lingua italiana (se la cosa non offende troppo la Terra, si capisce).

Kvas
Kvas
16 Novembre 2012 4:43

Poverino. Parli d’ignoranza e non sai nemmeno il significato della parola, certo un troglodita come te non deve insegnarmi nulla. Detto questo, per rispondere non a te, ma a qualcun’altro più evoluto che sia in grado di comprendere quando si fa informazione, Se tu non metti al primo posto la salvaguardia dell’ecosistema, mi spieghi, caro dottore in stupidaggini, dove vai a discutere delle tue STUPIDAGGINI sociopolitiche quando non ci sarà più un posto dove farlo??

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 5:12

Ecco, così si comincia a ragionare … non ci vogliono dei geni, n’ est-ce pas ?

Primadellesabbie
Primadellesabbie
16 Novembre 2012 5:16

Il programma, o bozza che sia, rappresenta una forte tentazione nel fattibile. Sono d’accordo. Ho delle riserve riguardo Grillo e il suo movimento, anche se non si può fare gli schizzinosi con qualcosa che esiste già, indicando vaghe possibilità alternative. Prima si é dovuto insegnare italiano e politica ad un presuntuoso sedicente playmaker, poi assistere alla guerra personale di un poliziotto-giudice-politico semianalfabeta, quindi seguire la tentata ricollocazione di ex funzionari di partiti scomparsi che si vogliono mettere in proprio. Adesso avremo a che fare con gente che scoprirà il mondo in posizione di comando e a nostre spese. Di questi prossimi temo sopratutto le trovate “intelligenti”. Quando ne usciremo? Ad ogni modo, per tornare al suo programma, bisogna individuare il punto di possibile frattura tra interessi rilevanti del meccanismo produttivo/distributivo (e, perché no, culturale) europeo ed il sistema finanziario internazionale. Non é impossibile nonostante il groviglio: é lì che a mio avviso si deve cercare di agire. In vista di un possibile successo credo sia importante cercare di fermare la forte tendenza delle attività caratterizzanti la cultura europea (esempio l’alimentare e…lo sport) a stemperarsi infilandosi dentro mondi finanziari globalizzanti a senso unico. Un discorso a parte dovrebbe riguardare la cultura,… Leggi tutto »

Affus
Affus
16 Novembre 2012 5:52

troppa filosofia sulla natura dell uomo,non è compito della politica .
non è il momento di fare filosofia adesso.
la societa è l’unione di gruppi familiari,questi cercano il bene comune .
cercare la convivenza sociale poi con altri gruppi e fare una giusta distribuzione del patrimonio del lavoro. La politica sta al servizio di questi gruppi sociali.Il resto sono chiacchiere al vento . Non è lo stato che deve dirmi cosa è la cultura , quale storia debbo sciegliere .

lucamartinelli
lucamartinelli
16 Novembre 2012 5:58

concordo, amico. Ma c’è un problema. Non ci siamo trovati pieni di cani yankee puzzolenti per caso. Gli è che abbiamo perduto una guerra e dopo che si perdono le guerre si devono firmare dei trattati di pace. Noi l’abbiamo fatto nel 1947 a Parigi…..il resto è una conseguenza…..

lucamartinelli
lucamartinelli
16 Novembre 2012 6:00

intendo solo dire che i trattati non si possono rinegoziare, vanno denunciati e basta. saluti

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 6:28

Anche il troppo pragmatismo non è che la diretta conseguenza di una visione patriarcale-economicistica del sociale: ovvio che non sarà il pragmatismo a venirmela a raccontare giusta, essendo primogenito dell’ economicismo. Sta di fatto che un “ingegnere” degno di questo nome, nel momento in cui sviluppa una struttura, non può assolutamente prescindere dal conoscere le leggi intrinseche dei materiali che andrà ad utilizzare: resistenza, taglio, compressione ecc. Ma se si BARA VOLUTAMENTE sulle leggi, non ci si stupisca poi se tali strutture risultano SEMPRE fallimentari. Poi certo, fallimentari non sono per chi le sfrutta, in quanto anche il loro crollo viene astutamente utilizzato come volano per instaurare un nuovo ciclo di sfruttamento … ed ecco che ci troviamo nell’ ennesimo controsenso utilitaristico: un ingegnere che progetta un ponte già destinato a crollare sarebbe considerato un delinquente in uno sviluppo “naturale”; oggi è considerato un genio ( dell’ economia, della politica, dello sfruttamento sociale, di quel che vuoi ). Ad ogni buon conto sono esistiti modelli sociali non competitivi, non basati sulla produttività, e sono coincisi soprattutto con tipologie “matriarcali” di sviluppo, tipici di certe società “primitive” che guardacaso si sono “estinte”. Ultimo esempio la Libia di Gheddafi, non occorre andare… Leggi tutto »

Affus
Affus
16 Novembre 2012 6:28

Qui bisogna pertire dall A,B,C senza fare teoremi e filosofia di politica .
Due perone che si uniscono ,formano un nucleo sociale ,il nucleo monocellulare di un un organismo pluricellulare della stessa specie .
Queste persone si trovano meglio a loro agio con chi ha la stessa lingua e tradizioni e vive nello stesso territorio; si convive meglio; si puo commerciare , capire , lavorare ,vendere e comprae,stare assieme per crescere e formare la prole . Ora la politica si occupa di farli convivere ,magari spartendo le risorse in maniera giusta o trovandole ; ad esempio facendo studiare i giovani con la ricerca ,oppure isegnadoli a zappare. etc.etc. Quindi la politica si occupa pure della giustizia super partes tra i vari nuclei famigliari e sociali che formano una citta ,una regione ,un land, uno stato o nazione. La politica seguendo la ragione si occupa di tutto cio che crea lo sviluppo di queste persone ed elimina tutto cio che è irrazionale ,non si occupa degli istinti rivoluzionari……

Affus
Affus
16 Novembre 2012 6:32

questa che dici è pura ideologia che non sta nè in cielo nè in terra ,ma sta nella tua fede metafisica di societa

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 6:36

Mentre la società matriarcale era la “civiltà del dono” ( la vita è dono, l’ esistenza è “con” e non “contro”, la sussistenza viena dalla natura stessa e non costituisce nè un particolare problema nè tantomeno motivo di sopraffazione e conquista ), la società patriarcale è la “civiltà del possesso” ( niente è donato, ma tutto oggetto di “conquista” che quindi pone automaticamente ogni membro in lotta con l’ altro ).

Gheddafi stava costruendo in Libia un tipo di civiltà MATRIARCALE ( anche se lui aveva il pisello, non era assolutamente un “patriarca” ): infatti la casa era data dallo Stato agli sposi e riscattabile attraverso l’ affitto; energia e beni di prima necessità avevano un costo irrisorio; era previsto un salario di sussistenza, ecc.

Matriarcato e patriarcato sono quindi DUE VISIONI … nessuna delle quali è “automaticamente inclusa” nello sviluppo sociale: la prima però è PIU’ SANA rispetto alla seconda. Questione di direzioni, e questione di dove si vuol andare. La prima è “naturale”, la seconda è “dopata”.

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 6:41

Ecco allora che si vede come anche l’ annosa questione del “chi comanda qui dentro” ha una connotazione che NON E’ economica, nè politica, nè checazzoneso’, ma è prettamente “filosofico-culturale” ( nel vero senso della parola, ossia di idea accettata e fatta propria da un’ intera civiltà ).
Il matriarcato pone il controllo in basso, il patriarcato in alto: e non a caso ogni società primitiva, come ogni religione primitiva, è di stampo quasi sempre matriarcale ( le leggi sono nella natura, la creazione del divino/sociale/potere procede dal basso all’ alto: il primitivo nella grotta di Altamura dipinge il bisonte che poi adora per propiziarsi la caccia).

kenoby
kenoby
16 Novembre 2012 6:49

ecco perchè non ce la faremo mai: IN QUESTO BOTTA E RISPOSTA VI STATE SCANNANDO PER UN BEL NIENTE (AL CENTRO L UOMO, OPPURE NO, L UOMO SOCIO POLITICO, SOCIO POLITICO NO, TU EVOLUTO, L ALTRO POVERINO E VIA DICENDO) MI SPIACE DARVI UNA CATTIVA NOTIZIA: AVETE RAGIONE ENTRAMBI!!! RIPETO: AVETE RAGIONE ENTRAMBI.
MA PURTROPPO L EGO UMANO VUOLE AVERE SEMPRE PIU’ RAGIONE ED ECCO LA MOLLA CHE USANO PER TENERCI INCHIODATI E FARE DI NOI I LORO PUPAZZI. MENO EGO, MENO EGO CAZZO!!!! LEGGETEVI UN PO DI ECKHART TOLLE.

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 6:50

Rifletti bene infine proprio su questo: COSA sfrutta, in ultima analisi, ogni “controllore” sociale, ogni civiltà “progredita” attuale ?? Non tanto il lavoro, non tanto il tempo, quanto proprio il nostro spontaneo associarci, che seguirebbe appunto le vie dell’ eros, del DONO disinteressato, della creatività, della produzione artistica ( sublimazione dell’ eros e del dono: faccio un oggetto per “donarlo” non ad una specifica persona, ma ai miei simili in genere … ) ED E’ QUESTO che sta sul cazzo ai controllori: che tu possa “darti per dono”, tanto che hanno ridotto anche ogni sessualità a calcolo, ogni “Eros” ( inteso nel senso più alto e nobile ) a ingranaggio produttivo. Comunque ci giriamo infatti siamo sempre dentro un concetto “mercatista” del vivere e dell’ associarsi … MA QUESTA E’ UNA BALLA, in quanto l’ associarsi è dettato piuttosto da piselli e passerine ( con tutto quel che di più alto e nobile ne consegue ) e non da una LOGICA DI SCAMBIO: che nasce eventualmente come “necessità di sopravvivenza”, ma la logica di base E’ E RESTEREBBE IL DONO SPONTANEO ( e le sue naturali sublimazioni sociali meno aberranti delle attuali forzatissime canalizzazioni ): il lavoro tornerebbe ad avere… Leggi tutto »

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 6:53

No: sta nella sostituzione di Fromm e Marcuse ( sociologia come scienza esatta, sperimentabile, riproducibile ) a Marx e Hegel ( impianto puramente ideologico e anche un tantino “dopato” … dal capitalismo stesso ).

SeveroMagiusto
SeveroMagiusto
16 Novembre 2012 7:06

Alcune riflessioni: • Alla fine dell’articolo Mannino invita anche a criticarlo ma a concordare su una necessità. Io concordo. E trovo che questo sia fondamentale. Troppe volte ci ritroviamo su queste pagine per esprimere critiche a questa o quella opinione. Sacrosanto. Vogliamo però concentrarci su quello che accomuna la maggior parte di noi? Il tema, mi sembra ovvio, è quello del nostro modello di vita, o modello sociale, o sistema, o come cavolo vogliamo chiamarlo. Così com’è non va. Ma potrebbe anche andare peggio, e quella sembra proprio la direzione nella quale ci stiamo incamminando. • Dunque se quello che ci accomuna è la necessità di cambiamento dobbiamo anche deliberare in quale direzione vogliamo andare. Mannino giustamente propone un programma di massima, che lui chiama “politico”. Né più ne meno di quello che sta facendo Barnard col suo manifesto per una nuova economia. E già fioccano i commenti. Tutto normale. Qualcuno propone dei temi, qualcuno ne individua degli altri. Soluzione A, soluzione B, ecc… I nostri problemi sono reali, e quindi le risposte sono di ordine pratico, tecnico. Proposte fatte seguendo gli schemi ai quali siamo (ci hanno) abituati. Penso però che il programma “politico” debba sottendere a dei principi… Leggi tutto »

ericvonmaan
ericvonmaan
16 Novembre 2012 7:10

Ma insomma sono passati 70 anni, sti trattati ormai si possono far decadere in qualche modo? O valgono A VITA? Dobbiamo allora tirare venti bombe atomiche agli USA e vincere una guerra per chiudere il capitolo?

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
16 Novembre 2012 7:17

lol, mi sa che anche te te lo deve rileggere ma rileggere tante volte eckart tolle… cmq il messaggio il valido. salute

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
16 Novembre 2012 7:24

Sì, vai tra la razza superiore degli evoluti come te a litigare da solo.

nuvolenelcielo
nuvolenelcielo
16 Novembre 2012 7:26

ah, ti sei scritto il link del tuo sito sbagliato, se ti interessa puoi correggerlo (anche se l’informazione viene da una scimmia)

SeveroMagiusto
SeveroMagiusto
16 Novembre 2012 7:28

Data la lunghezza del commento e la scarsa leggibilità su questa pagina, ho provveduto a pubblicare in gran fretta lo scritto anche sul mio blog, in modo da facilitarne la lettura con una migliore grafica (grassetti, paragrafi, ecc…). L’indirizzo: http://www.lavocedellaplebaglia.net/2012/11/proposta-di-programma.html

Affus
Affus
16 Novembre 2012 7:51

la tua si chiama alienazione e va a braccetto con la paranoia .

Primadellesabbie
Primadellesabbie
16 Novembre 2012 7:55

Mondart, profitto della pausa, senza intenzioni polemiche. Il patriarcato riguarda storicamente le comunità nomadi, il matriarcato quelle stanziali, in queste ultime garantisce con certezza il trasferimento dei beni da una generazione all’altra. Esiste sicuramente tra le “tribù della foresta” sopravvissute al flagello Gandhi-Nehru-Jinnah nel subcontinente, sicuramente tra i Tamil ed é corrente a Brixton, quartiere caraibico di Londra con 1,5 mln. di abitanti. Notevole e confermato da testimonianze quanto da lei detto nel penultimo capoverso del primo intervento “Un modello…”.

La famiglia, cellula della comunità, assume una quantità forme a seconda della Cultura e dell’epoca.

AlbertoConti
AlbertoConti
16 Novembre 2012 8:16

Questa è l’osservazione più corretta e pertinente. Abbiamo già pagato, 70 anni di pena sono più che sufficienti per espiare le colpe dei padri. Se poi questi non ci sentono vuol solo dire che sono stronzi dentro, una buona ragione per allearsi con la controparte, che piu stronza non può essere, ma anche se lo fosse val sempre la pena di tentare un cambiamento, perchè così non si può più andare avanti, c’è solo il baratro davanti a noi.

AlbertoConti
AlbertoConti
16 Novembre 2012 8:50

Plauso alle intenzioni. Ma al di là di questo segnalo un passaggio che mi muove un osservazione su cui meditare: “… Riappropriandosi della moneta, togliendo alle banche l’esazione occulta dell’interesse rimodulando il circolante (non più liquidità speculativa, ma scambi tramite moneta deperibile e garantita da camere locali di compensazione)…” E riecco la “moneta deperibile”, che detta così sembra una bella cosa, mentre l’inflazione è cattiva per tutti, anche per i poveri salariati, essendo una tassa occulta e iniqua! Pofferbacco, e io che credevo che una moneta inflattiva fosse anche deperibile! Ragazzi, dico a voi, in particolare ai tifosi del “buono” e del “cattivo”. Qui bisogna decidersi, anche perchè l’Europa col suo disastro è basata sul “patto di stabilità”, che vuol dire guerra all’inflazione. Adesso però abbiamo scoperto che l’euro a inflazione più bassa di quella che a noi piace tanto ci ha rovinato. Allora, dobbiamo fare un sondaggio tra chi ritiene l’inflazione buona e chi cattiva?

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 9:11

Nell’ attuale contesto storico, chi non è un po’ para-noico è solo perchè probabilmente è un gran para-culo.

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 9:20

Infatti non si capisce perchè noi europei, essendo storicamente “civiltà stanziale”, abbiamo assunto questa colorazione culturale “nomade” … ma ora anche la stirpe dei “patriarchi” è di fronte ad una scelta: o ci riduce veramente a 500.000 individui, o deve instaurare giocoforza un tipo di società matriarcale.

E come già avvenuto storicamente, sono quelli della loro stessa etnìa a dirlo, mica mia nonna …

nigel
nigel
16 Novembre 2012 10:20

A proposito del M5S: dopo rapida incursione sul profilo Face Book di tal Giovanni Favia, consigliere regionale M5S, la sensazione che si ricava (almeno per quanto mi riguarda) è che forse molti dei cosiddetti “dissidenti” non abbiano davvero compreso quanto rivoluzionario sia il Grillo-pensiero, o gli faccia comodo ignorarlo. Il timore, sommessamente esternato da vari interventi e credo avvertito dallo stesso Grillo, è che molti (certo non tutti, ma molti) di costoro, desiderino, forse inconsciamente, un semplice ricambio. Non sembra sia stata metabolizzata, tra i contestatori dell’ortodossia grillina, la regola M5S di vivere l’impegno politico come semplice strumento temporaneo, da devolvere all’interesse comune per poi ritornare serenamente nell’ombra. E diciamoci la verità: chi, assurto alle glorie regionali o parlamentari, dopo aver assaporato l’ebrezza del potere e della notorietà, tornerebbe serenamente a fare lo stagnino, l’impiegato del catasto o il vigile urbano? Cincinnato è stato consegnato alla Storia non tanto per le vittorie militari, quanto per il disprezzo manifestato nei confronti del potere offertogli. E nonostante questo timore, non avendo altre alternative, credo sia impossibile non cavalcare la tigre del M5S, anche se i suoi principi ispiratori non potranno mai esser fatti propri dai più. Ma l’impossibilità pratica di modificare il… Leggi tutto »

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 10:34

1) EURO: sarà il sistema stesso a doversene disfare in qualche modo ( come per gran parte delle banche e degli aspiratori finanziari ), quindi è un falso problema. Più importante capire con quale “sistema monetario” ( perchè di sistema si tratta, non di semplice icona ) sostituirlo: poichè non ritengo ci sarà concesso tornare alla moneta sovrana esente da debito, ben venga l’ ipotesi alternativa più attuabile, ossia la MMT di Barnard, inserita in un più ampio contesto di dazi, restrizioni, monete temporanee complementari atte a riportare e legare l’ economia sul territorio. 2) TERRITORIO: Va da sè che, sempre impossibilitati al recupero di una “piena” sovranità nazionale, si dovrà vagliare una qualche forma corporativa ( federazione o che ne so ) che risponda nel miglior modo possibile al motto “pensa globale e agisci locale”. Sviluppare quindi una struttura orizzontale meno mastodontica che si inserisca agilmente in una superiore concertazione ( ed è quanto ora affidato a Grillo ). Queste direzioni sono già non solo tracciate, ma anche potenzialmente perseguite, quindi inutile stare a scornarsi sull’ inevitabile e cercare invece la mediazione migliore. 3) ORGANIZZAZIONE SOCIALE: Qui sta a mio avviso il vero “quid” di tutto, e vero campo… Leggi tutto »

Mondart
Mondart
16 Novembre 2012 11:20

Le opinioni più o meno “spontanee” si generano nella gente o per ragionata e supportata convinzione ( orientamento raro, difficile ma stabile ) o per pura e semplice propaganda ( orientamento comune, facile ma estremamente instabile ). Personalmente, essendo a perfetta conoscenza dei meccanismi della propaganda, preferisco approcciare le questioni secondo la prima opzione … e veniamo a noi. Grillo è antisistema ? Neanche per idea, è uno dei tanti catalizzatori di dissenso ( forse il più valido di tutti ) introdotto dal sistema stesso per la necessaria svolta. ( il solito “tornante storico sistemico” che si spera sia uno degli ultimi ). Grillo è controllato dal massone Casaleggio ( io direi piuttosto Sassoon ) ? E quale partito, organo di potere, associazione, ganglio strutturale non è controllato da qualcuno o qualcosa che entra direttamente nella gestione del potere REALE, parbleu … ? E via, che siamo tutti adulti e vaccinati … Grillo si barcamena un po’ sul programma ? Verissimo, del resto non potrebbe fare altro, come nessun’ altra formazione politica in questa fase di pura demolizione … Anche perchè un programma ha bisogno di una precisa struttura sottostante per essere anche solo pensato, struttura che oggi non c’è,… Leggi tutto »

ericvonmaan
ericvonmaan
16 Novembre 2012 11:33
Primadellesabbie
Primadellesabbie
16 Novembre 2012 13:38

É uno dei problemi che tengo a mezz’aria, in attesa di soluzione soddisfacente. La nostra società é parzialmente nomade se pensiamo alla mobilità sociale o alla mancanza di legami coinvolgenti e reali, non solo emotivi, specie da quando siamo borghesi. Poi c’é il discorso del diritto romano sul quale é planata la nostra religione proveniente da un popolo nomade, che noi, barbari invasori con la fissa di essere romani abbiamo adottata.

Credo sia inutile invitare a non farsi strane idee riguardo al matriarcato, che potrebbero venire osservando le nostre compagne e i problemi che sembrano assillarle al presente.

vraie
vraie
16 Novembre 2012 13:58

ha provato a far leggere la “bozza” a Grillo?
non ancora? …. dai proviamo!
… se il comico genovese dovesse accettare con entusiasmo e darle una pacca comica sulla spalla, provi a chiedergli se si potrebbe anche uscire dalla nato … se dice di si … chieda Montanari se possiamo fidarci e perchè
E VALUTI!

Ercole
Ercole
16 Novembre 2012 15:42

ma le classi sociali scompaiono o restano, ne vogliamo parlare…un passo avanti e 100.000 indietro.

Ercole
Ercole
16 Novembre 2012 15:47

e gia stato scritto il manifesto da marx e engels ed e attualissimo, non ne servono altri…a maggior ragione se sono delle bozze vuote….

vraie
vraie
17 Novembre 2012 9:13

diciamo 99999 passi indietro

vraie
vraie
17 Novembre 2012 9:14

c’est plus facil

vraie
vraie
17 Novembre 2012 9:17

giusto, il primo calcio nel culo se lo meritano i finti rivoluzionari di oggi:
grillo e cicale fiorentine

RicBo
RicBo
18 Novembre 2012 3:44

parole al vento, qualsiasi “programma” se non è condiviso dal popolo a cui si rivolge e lo stesso popolo non ha coscienza di classe è inutile. “L’avanguardia è un cuneo” diventa il motto della futura dittatura costruita in nome del bene per le masse.