Manifestazioni a Torino: La Piazza Violenta che Scredita la Piazza Pacifica.

Ruggero Arenella e Riccardo Donat-Cattin

Comedonchisciotte.org

 

Ieri sera eravamo a Torino per documentare le proteste, entrambe nate da Facebook, entrambe “spontanee”. Senza associazioni o partiti alle spalle.

La prima, quella di Piazza Castello è nata da questo “volantino” apparso su Facebook

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Questa è stata fondamentalmente un disastro, da qualcuno anche annunciato. Alle 20 eravamo sul posto, qualche centinaio di persone. Alle 20.15 arriva un gruppo di ragazzini dal lato destro, si mette dove c’è la maggiore concentrazione di persone di fronte al palazzo della regione, intona in coro “libertà, libertà!”, poi accende un fumogeno e lo tira addosso ai poliziotti. Iniziamo male. Si inizia a sentire casino dal lato sinistro, parte un’altro fumogeno contro l’altra linea di poliziotti dall’altra parte della piazza. La tensione ormai è consistente, un po’ di gente si defila o lascia la piazza, noi ci spostiamo, la situazione non ha senso. Scoppiano due bombe carta, la gente si spaventa, si scappa un po’ tutti via. I ragazzini correranno per le vie del centro a spaccare quello che capita come avrete visto sui social o in tv. Lasciamo la piazza abbattuti, e disillusi. Anzi ci sentivamo anche un po’ fessi, dal momento in cui non avevamo pensato, con grande ingenuità, che l’assenza di qualche gruppo o persona che ci mettesse la faccia lasciasse spazio libero per i casinisti che a questo punto si sono rivelati i veri protagonisti della piazza.

La seconda manifestazione era invece organizzata in piazza Vittorio Veneto da un gruppo di commercianti, promossa inizialmente da questo post di Marco Liccione (vicino a Fratelli d’Italia):

Quando siamo arrivati in piazza Vittorio abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Qualche migliaio di persone, un gazebo con sotto i quattro organizzatori che si son presi la responsabilità dell’organizzazione e che invitavano a parlare rappresentanti e componenti delle varie categorie di  lavoratori in piazza a protestare contro l’ultimo DPCM, soprattutto ristoratori, gestori di locali notturni, taxisti. Qualche casinista da piazza castello è arrivato, ma la piazza e gli speaker hanno mantenuto la calma e hanno saputo gestire le provocazioni. Ma di sicuro non si è presentata quella sorta di organizzazione paramilitare che avevamo visto in piazza Castello. La protesta è rimasta pacifica.

Restiamo con il punto interrogativo su come fossero organizzati i commercianti in protesta. Il fatto che Marco Liccione abbia organizzato in quattro e quattr’otto una manifestazione e durante la serata ci sia stata la chiamata da qualcuno della regione che abbia garantito un tavolo per discutere la situazione più tardi questa settimana (credo giovedì) sembra una coincidenza che vorremmo non fosse stata costruita a tavolino. Non possiamo saperlo. Sappiamo solo che Liccione è vicino a Fratelli d’Italia e che la regione Piemonte ha un governo di centro destra, e sappiamo anche che in piazza c’era quello che possiamo definire humus elettorale prelibato, dato che non, ha al momento, alcuna rappresentanza.

La manifestazione si è chiusa alle 22.30, ma coloro che erano veramente in una situazione critica non volevano sicuramente lasciare la piazza. La denuncia maggiore gridata dalle categorie in piazza la conosciamo: prima i commercianti e i ristoratori hanno investito per adeguarsi alle misure del governo degli scorsi mesi, e adesso li fanno chiudere lo stesso. La piazza sembrava perciò dividersi in chi può permettersi di chiudere ancora un po’, ovvero coloro se ne sono andati a casa tranquilli prima del coprifuoco, e chi invece cova una rabbia genuina contro le misure del governo o semplicemente non può permettersi di chiudere anche solo un altro mese. Questi sono rimasti ancora un po’ ad urlare le proprie ragioni, cercando di veicolare un piccolo corteo verso via po’ allo scoccare del coprifuoco, corteo che è diventato rapidamente una passeggiata di pochi elementi verso casa, chiudendo la serata a contemplare  quella parte del centro rovinata da sti ragazzini che non sappiamo da dove siano saltati fuori, da chi siano comandati, a chi portino vantaggio. Ognuno si faccia la propria opinione.

 

Qui i video che abbiamo ripreso in diretta ieri sera e pubblicati sulla nostra pagina facebook